Un mese gratis di abbonamento per i pendolari come risarcimento dei disagi e 14 nuovi treni pronti entro il 2016

Nuovi treni subito in Emilia-Romagna. Questo anticipando – con la messa in servizio già dal prossimo anno di 14 nuovi treni per valore complessivo di 90 milioni di euro – l’avvio del rinnovo della flotta rotabile previsto a partire dal 2018. Ma anche un mese gratis di abbonamento per i pendolari così da risarcirli dei disagi legati alle condizioni climatiche di questi ultimi mesi, con un investimento di viale Aldo Moro di 2,5 milioni di euro.

Sono queste le misure presentate  dall’assessore regionale ai Trasporti Raffaele Donini che proseguono l’impegno della Regione nell’accelerare gli investimenti per la qualità del trasporto ferroviario in Emilia-Romagna, anticipando i tempi (rispetto al 2018 come previsto dalla “gara del ferro” conclusasi nei mesi scorsi) di messa in servizio di 13 treni Stadler e di un treno bipiano Vivalto.

Il riconoscimento di un mensilità gratuita agli abbonati dell’Emilia-Romagna – prevista nei mesi tra febbraio e marzo 2016 – rappresenta una parziale compensazione dei disagi subiti dai pendolari in relazione ai disservizi riscontrati dal 2014 ad oggi. Il costo complessivo previsto è di 2,5 milioni di euro e sarà coperto con gli accantonati per sanzioni e riduzioni contratto di servizio.

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Il programma in dettaglio

Saranno acquistate cinque carrozze doppio piano di nuova generazione Vivalto ovvero una semipilota, una rimorchiata (entro 7 mesi da data ordine) e tre rimorchiate entro 12 mesi da data ordine. Il costo complessivamente di 5,1 milioni di euro sarà metà a carico della Regione (e coperti con una quota degli 8 milioni di euro delle quote delle azioni dell’aeroporto Marconi di Bologna) e l’altra derivante da accantonamenti per sanzioni e riduzioni contratto di servizio. L’obiettivo è arrivare a 10 composizioni complete doppio piano abbinate alla 10 motrici 464 consentendo un adeguato dimensionamento delle composizioni dei convogli regionali.

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Diventa legge il progetto di inserimento lavorativo e inclusione sociale delle persone in condizione di fragilità

Approvato dall’Assemblea legislativa il progetto di legge d’iniziativa della Giunta “Disciplina a sostegno dell’inserimento lavorativo e dell’inclusione sociale delle persone in condizione di fragilità e vulnerabilità, attraverso l’integrazione tra i servizi pubblici del lavoro, sociali e sanitari”.

Target del provvedimento, le persone disoccupate o inoccupate, la cui condizione si caratterizzi per la compresenza di problematiche afferenti la dimensione sociale o sanitaria e la cui inclusione sociale venga perseguita attraverso il lavoro, anche tramite programmi personalizzati. Quasi duecentomila persone costituiscono la platea dei potenziali destinatari.

“Sono intervenuta in Aula”, spiega Ottavia Soncini, consigliere regionale del Partito democratico fra le promotrici del progetto di legge, “per sottolineare l’importanza di una legge che mette finalmente al centro le persone e in cui vi è un approccio innovativo di integrazione fra servizi pubblici. Le persone in condizione di fragilità e vulnerabilità in Emilia Romagna sono in aumento: parliamo di circa 200.000 potenziali utenti, una cifra assai consistente. Il nostro obiettivo finale è quello di “fare uscire” le persone da tale condizione: una comunità giusta, equa e corretta è quella che offre a tutti una seconda chance, è quella in cui il welfare state non diventa uno stile di vita”.

 

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Via al bando per il risanamento delle case popolari

Al via il bando rivolto ai Comuni e alle Unioni di comuni per risanare le case popolari. La Regione Emilia-Romagna ha infatti ricevuto dal Ministero, nell’ambito del Programma di recupero degli alloggi di edilizia residenziale pubblica (Decreto Interministeriale del 16 marzo 2015), circa 40 milioni di Euro. Queste risorse permetteranno non solo di aumentare la quota di alloggi da destinare alle famiglie, ma anche di fornire immobili con ridotti consumi energetici, altra fonte di spesa elevata per le famiglie.

In Emilia-Romagna gli alloggi Erp sono 56.282 (dato 21 maggio 2015) e il numero dei nuclei familiari iscritti nelle graduatorie di edilizia residenziale pubblica sono 34.251 (dato al 31 dicembre 2014).
Il bando mette a disposizione dei Comuni ad alta tensione abitativa, a quelli con più di 10.000 abitanti o che hanno subito gravi danni alle strutture abitative a causa del terremoto del maggio 2012, 35.173.991 euro per recuperare gli edifici o per svolgere interventi di manutenzione e bonifica.

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A questi si aggiungono altri 5 milioni che saranno esclusivamente destinati a interventi di efficientamento energetico e utilizzo di fonti energetiche rinnovabili in strutture pubbliche assistenziali come le case di riposo, centri di riabilitazione per anziani, centri di accoglienza per anziani e disabili e case famiglia, con l’obiettivo di ridurre di almeno il 30% i consumi.
Anche il tema del coordimento degli interventi sulla casa è al centro del programma di lavoro della Regione.  I contributi concessi potranno variare da un minino di 4.000,00 euro a un massimo di 50.000,00 per ogni alloggio, a seconda del tipo di intervento.

Le proposte dovranno arrivare in Regione entro il 9 agosto ed entro il 18 settembre la Regione stessa renderà nota l’ammissibilità al finanziamento delle proposte di intervento ricevute. Maggiori informazioni, il bando completo e la modulistica per presentare domanda si possono trovare sul portale regionale Territorio.

Storie da Expo: la mortadella di Casalgrande e il documento del 1556

Giovedì 24 settembre, alle ore 16, Casalgrande sarà ospite all’Expo di Milano durante la settimana di protagonismo organizzata dalla Regione Emilia-Romagna nel proprio spazio presso il Cardo nord/ovest.

Verrà infatti presentata una ricerca storica del prof. Roberto Gandini, che ha ritrovato nell’Archivio di Stato di Reggio Emilia un documento del XVI secolo, un inventario dei beni del fu Rev.do don Gian Maria de Paninis, già cappellano della chiesa del San Salvatore di Salvaterra. È la prima volta che in un atto pubblico reggiano compare un insaccato di carne suina con la denominazione di mortadella e indicati gli strumenti che servono per la sua produzione. Da qui il titolo dell’appuntamento: “8 maggio 1556, fiocco rosa a Salvaterra di Casalgrande, un’importante tappa nella storia della mortadella”.

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La presentazione sarà arricchita dagli interventi del dott. Massimo Malnerich (Istituto Salumi Italiani Tutelati), del prof. Paolo Trevisi (Università di Bologna), nonché dai saluti della senatrice Leana Pignedoli (Vicepresidente commissione Agricoltura e produzione agroalimentare del Senato) e di Alberto Vaccari, Sindaco di Casalgrande.

Per quest’iniziativa a carattere culturale e documentario è stato ottenuto il patrocinio da parte della Provincia di Reggio Emilia, della Regione Emilia-Romagna e del Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agro-Alimentari dell’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna.

Per l’occasione l’Amministrazione comunale ha organizzato un pullman, a disposizione della cittadinanza, con ritrovo alle ore 7 in Piazza Costituzione a Casalgrande e rientro previsto per le ore 24. Il costo, comprensivo del trasporto e dell’ingresso, è di 25 euro per i soci della Pro-loco di Casalgrande e 50 euro per tutti gli altri. Per prenotare entro il 21 settembre chiamare lo 0522 998570 o scrivere a r.mareggini@comune.casalgrande.re.it.

Nasce il Comune di Ventasso, via libera dell’Assemblea regionale all’unanimità

Sancita dall’Assemblea regionale, con voto unanime, l’istituzione del nuovo Comune di Ventasso nato dalla fusione dei quattro Comuni dell’Alto Appennino reggiano, Busana, Collagna, Ligonchio e Ramiseto. Il nuovo Comune, il cui nome è stato scelto direttamente dai cittadini attraverso il referendum del 31 maggio scorso, nascerà formalmente il 1° gennaio 2016.

“Abbiamo reso reale una chiara scelta compiuta dai cittadini. Un risultato straordinario a partire dal dato della partecipazione al voto (61% degli aventi diritto) e una vittoria netta a favore del comune unico (70%). Ha vinto la voglia di innovare, semplificare, razionalizzare le spese. Grazie a tutti quelli che hanno lavorato a questo importante progetto”.

Commenta così Ottavia Soncini, consigliere regionale Pd, vice Presidente dell’Assemblea legislativa e relatrice in Aula del progetto di legge per la fusione dei Comuni.

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51 mila euro dalla Regione agli Enti locali di Reggio e provincia a sostegno di interventi rivolti ai giovani

Pubblicato ieri, 15 luglio 2015, il bando per la concessione di contributi a sostegno di interventi rivolti ai giovani promossi dagli Enti locali.

“La Regione”, spiega Ottavia Soncini, consigliere regionale Pd, “mette a disposizione 400 mila euro per tre ambiti di intervento: area dell’aggregazione, della cittadinanza attiva e della cultura della legalità, area dell’informazione e della comunicazione rivolta ai giovani e area relativa ad azioni propedeutiche al lavoro, il cosiddetto pro-working. Le risorse destinate alla provincia di Reggio Emilia sono circa 51 mila euro, quasi il 13% del totale”.

Per quanto riguarda il primo punto “la Regione intende privilegiare progetti finalizzati a sviluppare le attività degli spazi attraverso anche esperienze di coinvolgimento nella gestione di realtà associative e gruppi informali e progetti diretti a valorizzare la cittadinanza attiva dei giovani, finalizzati alla promozione ed alla valorizzazione di percorsi di promozione della legalità declinata nelle sue diverse forme”

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Rom e Sinti, l’Assemblea legislativa approva il progetto di legge

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Con il voto favorevole dei consiglieri Pd, Sel e M5s, e il no di Ln, Fi e Fdi, l’Assemblea legislativa regionale ha approvato il progetto di legge “Norme per l’inclusione socialie di Rom e Sinti”.

Sono circa 2.700 i Rom e i Sinti in Emilia-Romagna, per il 95% di nazionalità italiana. La nuova legge punta alla chiusura dei campi nomadi di grandi dimensioni, con lo stanziamento di 700 mila euro per i Comuni quale incentivo per il passaggio a micro-aree; altri obiettivi sono l’avvio di una nuova strategia abitativa, nuove politiche per la salute e per incentivare l’istruzione, la formazione, i percorsi di accesso al lavoro.

La legge fissa i principi e gli obiettivi della tutela della salute, ribadendo la garanzia di accesso alle prestazioni sanitarie previste per tutti i cittadini, stessi diritti e stessi doveri, e definisce principi e obiettivi in tema di istruzione, lavoro e formazione professionale. Ancora: fissa le regole generali della parità di accesso a tutti i livelli educativi, scolastici e della formazione, dei servizi e delle politiche attive per il lavoro. La clausola valutativa sui risultati dell’attuazione della legge impegna la Giunta a presentare ogni 3 anni alla commissione competente una relazione sulle attività svolte.

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L’Aula semplifica: abolite 84 leggi e norme regionali

L’Assemblea legislativa regionale ha approvato la “Legge comunitaria regionale per il 2015” e il “Collegato alla legge comunitaria regionale 2015 – Abrogazioni di leggi, regolamenti e singole disposizioni normative regionali”. Oltre a introdurre novità in numerosi settori, i due provvedimenti portano all’abrogazione di 39 fra leggi e regolamenti regionali e 45 disposizioni normative.

 

 

La legge comunitaria recepisce, nella fase discendente del diritto comunitario, le norme che incidono sulla legislazione regionale, dando corso agli obiettivi indicati dalla risoluzione approvata nel 2014 sulla base di principi ispiratori come semplificazione ed efficienza, con l’obiettivo di raggiungere identici risultati con minori costi. L’ordinamento della Regione viene adeguato in varie materia; le modifiche più significative vengono introdotte in tema di prevenzione e riduzione integrate dell’inquinamento, ambito nel quale viene disciplinato il rilascio e il riesame dell’autorizzazione integrata ambientale delle nuove installazioni e delle installazioni esistenti, nonché le modalità di esercizio delle stesse.

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Patto per il lavoro, l’Emilia-Romagna fa squadra per dimezzare la disoccupazione entro il 2020

L’Emilia-Romagna si candida ad essere protagonista di una nuova rivoluzione industriale e fa squadra per dimezzare la disoccupazione entro la fine della legislatura, mettendo in campo risorse per quasi 15 miliardi e tenendo alta l’attenzione sulla legalità.

E’ l’obiettivo al centro del Patto per il lavoro, sottoscritto dalla Regione Emilia-Romagna con le istituzioni locali, le università, le parti sociali datoriali e sindacali, il forum del terzo settore. L’impegno è a collaborare per realizzare le linee strategiche, le azioni e gli strumenti capaci di generare sviluppo e una nuova coesione sociale. 

Il Patto

Il testo parte dall’analisi del contesto economico e ricorda che siamo di fronte ad una nuova rivoluzione industriale e di mercato. Dal 2000 il contesto competitivo ha raggiunto un’estensione globale che ha generato una complessa riorganizzazione dei cicli produttivi e un crescente bisogno di competenze. Un cambiamento profondo e strutturale che ha causato una netta divaricazione tra le imprese ed i territori che sono stati in grado di inserirsi con capacità di innovazione nel contesto globale e la vasta area del Paese che invece è rimasta ai margini. Il rischio è l’aumento di povertà ed esclusione sociale, la disoccupazione giovanile e la precarietà professionale.

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Bando adolescenti: 600 mila euro per progetti rivolti ai giovani fra 11 e 17 anni

Un nuovo bando regionale da 600mila euro (100mila in più rispetto agli anni passati) per interventi e attività a favore di preadolescenti e adolescenti. Ai contributi previsti potranno accedere, come di consueto, associazioni di promozione sociale, organizzazioni di volontariato, cooperative sociali, oratori, parrocchie. Sullo stanziamento complessivo, 150mila euro vanno a sostegno di progetti di valenza regionale e 450mila per progetti di valenza territoriale. La cifra è stata articolata su base distrettuale, in rapporto alla popolazione residente di età tra gli  11 e i 17 anni, destinataria delle attività.

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