La Residenza per la terza età Casa Luigi Cervi compie due anni

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Una casa nella casa, immersa nel verde e nella propria comunità, una piccola comunità nella comunità. Casa Cervi raccoglie attorno a sé un centro diurno, una struttura residenziale assistita e una casa protetta. Bruciando le tappe la struttura è riuscita a entrare a regime già poche settimane dopo l’apertura, nell’autunno del 2014, registrando il tutto esaurito di presenze. La peculiarità di questa risorsa innovativa è quella di offrire risposte personalizzate ai suoi ospiti, di essere concepita coma una “casa” aperta e accogliente, di dare valore alle relazioni e di essere in continuità con il territorio circostante.

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Vaccini, Renzi: “Negli asili il modello Emilia”

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“Ci sono più soldi nella sanità: alcune malattie particolari vengono ormai guarite, penso all’epatite c. Quando le persone vivono più a lungo, fortunatamente, bisogna essere conseguenti nell’organizzazione dei servizi. C’è poi il tema dei vaccini: l’esempio assunto dall’Emilia Romagna è serio. Negli asili nido deve esserci chiarezza, basta con alchimisti e stregoni, i nostri asili devono avere i bimbi vaccinati”. Così il premier Matteo Renzi oggi ai sindaci a Bari ha ripreso il modello che la Regione sta introducendo: bambini all’asilo solo se con il libretto delle vaccinazioni in regola.

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Legionella a Parma: ecco cosa ha fatto la Regione

Sergio Venturi - Assessore alle politiche per la salute - X Legislatura

 “Negli ultimi giorni i casi si stanno riducendo in modo significativo” e “attualmente sono in corso le indagini microbiologiche quantitative sui campionamenti eseguiti. Gli esiti finora disponibili consentono di escludere l’acquedotto quale fonte di esposizione”. L’assessore alle Politiche per la salute, Sergio Venturi, è intervenuto oggi in Assemblea legislativa per rispondere alle interrogazioni a risposta immediata dei consiglieri del Pd Lori, Iotti, Soncini, Zoffoli, Cardinali e del consigliere Rainieri (Ln) sulla legionellosi a Parma. “Sono state rilevate positività qualitative in alcune torri al servizio di Banca Intesa, spente tra il 7 e l’8 di ottobre e sottoposte a manutenzione straordinaria”, ha spiegato l’assessore, ribadendo che si è in attesa dei risultati delle analisi microbiologiche quantitative.

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Salute mentale, dalla Regione 38 milioni di euro ai territori

La Regione Emilia-Romagna destina 38 milioni di euro per interventi socio-sanitari finalizzati alla prevenzione e cura delle persone affette da patologie psichiatriche o disturbi mentali.

Interessate dagli interventi, che potranno essere realizzati grazie a questo stanziamento deciso dalla Giunta regionale, saranno le persone dimesse dagli Ospedali psichiatrici e da quelli psichiatrico-giudiziari, ma anche giovani o giovanissimi  con problemi di autismo, di difficoltà nell’apprendimento o che presentano disturbi del comportamento alimentare, come l’anoressia o la bulimia.

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I fondi regionali serviranno a sostenere il sistema dei servizi e degli interventi socio-sanitari nell’area della salute mentale e del superamento degli ex ospedali psichiatrici.

I fondi vengono così assegnati alle altre Aziende sanitarie: 6,7 milioni di euro all’Ausl di Bologna,  3 milioni di euro  all’Ausl di Piacenza , 5 milioni di euro all’Ausl di Parma, 4 milioni all’Ausl di Reggio Emilia, 3 milioni all’Ausl di Modena, 3 milioni all’Ausl di Imola, 4 milioni  all’Ausl di Ferrara, 6 milioni all’Ausl Romagna .

Lo stanziamento andrà a finanziare in particolare il “Fondo per l’autonomia possibile”, con 34 milioni di euro. Il Fondo prevede interventi di assistenza socio-sanitaria a bassa intensità in favore dei pazienti dei Centri di Salute mentale, delle persone dimesse dagli ex ospedali psichiatrici e psichiatrici giudiziari e dalle Residenze per l’esecuzione della misura di sicurezza (Rems).

Al programma “Disturbi del comportamento alimentare” per l’assistenza residenziale dei pazienti affetti da questa patologia andranno 300 mila euro. Le strutture accreditate sono “In Volo”, a Pellegrino Parmense (Pr), e “Residenza Gruber” a Bologna. Un fondo pari a 480 mila euro, sempre in materia di disturbi del comportamento alimentare, sarà destinato più specificatamente all’assistenza a pazienti in età pediatrica (12-15 anni). Supera invece il milione di euro la cifra destinata al “Programma autismo”, per l’assistenza territoriale alle persone con disturbo dello spettro autistico (Pria),  che sarà ripartito in relazione alla popolazione 0-17 anni al 1^ gennaio 2015.
Al  programma “Esordi psicotici” sono destinati 400 mila euro, 550 mila al “Programma regionale operativo per disturbi specifici di apprendimento” (diagnosi e presa in carico di pazienti residenti di età compresa tra 6-18 anni),280 mila per quello “Disabilità intellettive” rivolto a bambini e adolescenti tra 0 e 17 anni di età.

Lo stanziamento complessivo rientra nel “Piano attuativo di Salute mentale e superamento degli ex Ospedali psichiatrici”, previsto nell’ambito della programmazione e del finanziamento del Servizio Sanitario regionale per il 2016.

Vaccinazioni, endometriosi, autismo, cure palliative, medicina nucleare: via libera ai nuovi Lea

Nuovi vaccini, prestazioni ambulatoriali avanzate nell’attività di dialisi, medicina nuclearecon metodiche innovative, cure palliative con assistenza specialistica a domicilio. Sono alcune delle prestazioni che, dopo il via libera di ieri in sede di Conferenza Stato-Regioni, verranno garantite con i nuovi Lea (Livelli essenziali di assistenza) a livello nazionale, e dunque anche in Emilia-Romagna.

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All’interno dei nuovi Lea, figurano una lunga serie di cure e prestazioni già garantite dal Servizio sanitario regionale dell’Emilia-Romagna, gratuitamente o pagando un ticket: dai controlli garantiti nel corso della gravidanza fisiologica alle visite e agli esami previsti per la fecondazione eterologa e omologa, dalle cure odontoiatriche per chi è affetto da patologie invalidanti o è in difficoltà economica ai trattamenti di adroterapia per la cura dei tumori.

Tra le prestazioni garantite in Emilia-Romagna già da alcuni anni ci sono anche quelle di genetica medica (per esempio, nella diagnosi delle malattie rare), le cure medico-farmacologiche, psico-sociali, assistenziali ed educative per le persone con dipendenza da gioco d’azzardo, l’ampliamento dello screening neonatale per la diagnosi precoce e la presa in carico tempestiva delle malattie metaboliche ereditarie, lo screening audiologico per favorire la migliore cura possibile del deficit uditivo nei neonati. Ci sono, inoltre, alcune prestazioni chirurgiche più semplici da anni erogate a livello ambulatoriale.

Le nuove prestazioni

Il documento approvato dalla Conferenza Stato-Regioni passa ora all’esame delle Commissioni parlamentari e, dopo la pubblicazione in Gazzetta ufficiale, sarà operativo entro l’anno. Tra le nuove prestazioni indicate senza oneri a carico del cittadino, ci saranno le cure per l’endometriosi (malattia cronica provocata da anomalie nel tessuto interno dell’utero), per il trattamento dell’autismo, per l’assistenza alle persone con Broncopneumopatia cronica ostruttiva (Bpco).

Rispetto alle nuove prestazioni, abbiamo già le strutture, la tecnologia e le competenze. Siamo pronti, quindi. Tra gli altri esempi di servizi inseriti nei nuovi Lea su cui l’Emilia-Romagna è pronta a partire, nuove vaccinazioni (meningococco di tipo B e varicella), prestazioni ambulatoriali tecnologicamente avanzate nell’attività di dialisi (per esempio, l’emodiafiltrazione a membrane ad altissimo cut-off), esami di laboratorio (i dosaggi ormonalifinalizzati alla valutazione della fertilità), la medicina nucleare (Pet con nuove metodiche), la radioterapia (teleterapia), alcune prestazioni riabilitative delle funzioni neurologiche (rieducazione della voce e dell’eloquio in caso di traumi, delle funzioni mentali globali), le cure palliative con assistenza specialistica a domicilio (somministrazione di farmaci specifici).

Saranno introdotti inoltre numerosi dispositivi tecnologicamente avanzati, di fondamentale importanza per garantire l’autonomia delle persone disabili (ad esempio, supporti informatici per le persone con capacità comunicative molto ridotte). Centrale, nel nuovo documento appena approvato, il principio dell’appropriatezza prescrittiva: obiettivo, ridurre gli sprechi in sanità e favorire una maggiore efficienza del sistema. Con la consapevolezza che, sottoporsi ad esami clinici senza una precisa indicazione, non serve a fare prevenzione.

Abbiamo alzato il livello della tutela della salute, in Italia e nella nostra regione: questo, di fatto, significa l’approvazione dei nuovi Lea. Sono molto soddisfatto, perché su questo provvedimento c’è stata l’unanimità delle Regioni. Un provvedimento molto atteso perché ha a che fare con i diritti dei cittadini, e che necessita ora di una sostenibilità economico-finanziaria pluriennale”.

Il fatto che molte delle prestazioni d’ora in poi garantite a livello nazionale siano già erogate in Emilia-Romagna – conferma che il nostro sistema – il confronto tra i nostri professionisti – ha nell’approccio e nel metodo un’attenzione ai bisogni di tutti. Un’attenzione all’innovazione e all’efficienza dei processi di cui dobbiamo sentirci orgogliosi.

Sanità, occorre investire di più sulla prevenzione

La prevenzione primaria è importante per la salute dei cittadini per evitare una vecchiaia medicalizzata: sì a alimentazione corretta, pratica sportiva, no all’abuso di alcool, no al fumo. Questi, in sintesi, i temi affrontati a Festareggio. Cittadini, scuole e istituzioni educative, operatori sanitari e mondo produttivo possono cogliere la sfida della prevenzione. Occorre investire di più sulla prevenzione, un rapporto OCSE-UE dice che l’Italia investe lo 0.5% della spesa complessiva del sistema sanitario, la media europea è del 3%. Per questa sfida, il volano prezioso sono le associazioni di promozione sociale, sportiva, terza età, polisportive, Aido, AVIS, associazione consumatori, associazione sicurezza della strada per lavorare insieme sugli stili di vita corretti. Anche gli oratori e le parrocchie, che sono a contatto con le persone ai margini della società. Le associazioni hanno capillarità sul territorio, il valore della gratuità e hanno a cuore il bene comune e il miglioramento delle condizioni di vita della società, quindi possono aiutarci a diffondere la cultura della prevenzione e il valore etico di un comportamento corretto che se seguito ora, consente di “lasciare di più” alle generazioni future. Le risorse potranno così essere usate soprattutto per ricerca e malattie inevitabili. Il sistema sanitario pubblico collettivo da difendere e tutelare NON è inesauribile, la sua sostenibilità dipende dalle scelte politiche (per questo dobbiamo investire di più in prevenzione ) ma anche dalla partecipazione diffusa dei cittadini alla prevenzione e alla salute.

Amministratore di sostegno. Soncini: “Una figura da rafforzare e supportare attraverso l’integrazione dei servizi”

Presentata in Regione dalla consigliera Ottavia Soncini una risoluzione sull’Amministratore di sostegno, per promuovere una maggiore integrazione di questa figura nei servizi e nelle politiche regionali e aumentare la diffusione di sportelli di intermediazione sul territorio.

“Quella dell’Amministratore di sostegno è una figura chiave per la tutela di chi vede limitata la propria capacità di agire per l’espletamento delle funzioni di vita quotidiana. Considerate alcune buone pratiche già riscontrabili nel territorio regionale – interviene la consigliera Soncini – si possono ulteriormente rafforzare l’integrazione della figura dell’Amministratore di sostegno all’interno del sistema dei servizi regionali, anche tenendo conto delle possibili sinergie con il caregiver familiare, figura introdotta nell’ordinamento regionale dalla legge 2/2014, e degli sviluppi normativi che si prospettano sul tema delle fragilità”.

“In Emilia-Romagna – continua la Consigliera PD – serve discontinuità nel rapporto con i territori, attraverso una programmazione rotonda e circolare: le parole chiave devono essere prossimità, domiciliarità e integrazione; si possono attuare prevedendo, tra le altre cose, nel nuovo Piano sociale e sanitario obiettivi e iniziative che promuovano e rafforzino gli Amministratori di sostegno”. Continue reading

Diagnosi e cura tumori, a Reggio Emilia inaugurato il ‘Core’: ‘Ricerca e innovazione’

Ha quasi 16mila metri quadrati di superficie, 6 livelli, 125 posti totali, spazi ampi e servizi più adeguati che contribuiscono a realizzare un modello clinico e assistenziale all’avanguardia. È il nuovo “Centro oncologico ed ematologico – Core” di Reggio Emilia, un luogo di assistenza e ricerca di alta specialità dedicato alla diagnosi e alla terapia dei tumori progettato per la migliore presa in carico globale dei pazienti.

La nuova struttura Irccs (Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico) dell’Emilia-Romagna è stata inaugurata oggi pomeriggio alla presenza del presidente del Consiglio, Matteo Renzi, del ministro delle Infrastrutture, Graziano Delrio, del presidente della Regione, Stefano Bonaccini, di quello della Provincia di Reggio Emilia, Giammaria Manghi, del sindaco Luca Vecchi e della direttrice generale dell’Azienda ospedaliera di Reggio Emilia, Antonella Messori. Continue reading

Chiude l’ospedale psichiatrico giudiziario di Reggio Emilia

Sono state dimesse le ultime tre persone ricoverate nell’Ospedale psichiatrico giudiziario (Opg) di Reggio Emilia. Si tratta di due pazienti della Lombardia e uno del Veneto. Si conclude quindi l’esperienza di una istituzione, nata alla fine dell’800, per ospitare persone con disturbo mentale e autrici di reato, oggi anacronistica e non idonea a garantire adeguati livelli di assistenza e di cura.

La struttura che fino ad oggi ha ospitato l’Opg da oggi rientra totalmente nella disponibilità dell’amministrazione penitenziaria. L’Emilia-Romagna, nei tempi stabiliti dalla legge 81/2014, è stata tra le prime Regioni italiane pronte ad accogliere in strutture alternative i propri residenti internati negli Opg, realizzando nei tempi previsti (le strutture sono operative da un anno) le Residenze per l’esecuzione delle misure di sicurezza (Rems) di Bologna e Casale Mezzani (Parma), permettendo così la dimissione di tutti i ricoverati emiliano-romagnoli.
Ora, sia pure con tempi diversi, anche le altre Regioni (tra cui, Lombardia e Veneto) i cui pazienti erano ricoverati nell’Opg di Reggio Emilia, hanno provveduto a dotarsi di servizi alternativi.

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Cosa sono le Rems
Il superamento dell’Opg è un cambiamento decisivo nella presa in carico delle persone internate: le Rems sono strutture accoglienti, dotate di tutte le caratteristiche di sicurezza e inserite in unprogramma di riabilitazione sanitaria gestito dai Dipartimenti per salute mentale delle Aziende Usl di residenza, in stretto contatto con l’autorità giudiziaria per valutare caso per caso l’attivazione di percorsi sanitari individuali alternativi dalla detenzione.
Con la chiusura degli Opg viene superata un’istituzione caratterizzata dalla forte contraddizione fra cura e custodia, nella quale quest’ultima era nettamente  prevalente.
Inoltre, a quasi 40 anni dalla Legge 180 viene sancito il diritto di cura anche delle persone con disturbo mentale autrici di reato.

La Residenza per l’esecuzione della misura di sicurezza sanitaria di Bologna “Casa degli Svizzeri”  ha 14 posti e accoglie le persone in carico alle Aziende Usl di Bologna, Imola, Ferrara e all’Azienda Usl della Romagna; al suo interno opera una équipe multi professionale composta da 1 psichiatra, 2 psicologi, 14 infermieri, 7 operatori socio-sanitari, 4 educatori, 1 assistente sociale, 1 amministrativo, per un totale di 30 operatori.

La Rems di Casale di Mezzani, in provincia di Parma, con 10 posti, accoglie le persone seguite dalle Aziende Usl di Piacenza, Parma, Reggio Emilia, Modena.
Il personale è organizzato come équipe multiprofessionale, composta da medici psichiatri, psicologi, infermieri, terapisti della riabilitazione psichiatrica ed educatori, operatori socio-sanitari per complessivi 22 operatori.

L’assistenza è garantita 24 ore su 24. Dalla loro apertura le due residenze hanno accolto complessivamente 36 persone; 15 di queste, sulla base di programmi riabilitativi predisposti dai centri di salute mentale di residenza e approvati dalla Magistratura, sono stati dimessi e accolti nella rete ordinaria dei servizi di salute mentale.