Inclusione è lavoro. Il mio editoriale sulla Gazzetta di Reggio

La condizione di fragilità è la nostra, è quella dell’uomo. Siamo pronti a dimenticarla perché ci interpella e ci inquieta, ma è quella in cui ognuno di noi si può trovare. La società muta con velocità e non possiamo, anche se viviamo in una Regione che ha i migliori servizi di welfare d’Italia e una delle più alte dotazioni di capitale sociale, rischiare di “svegliarci” con brutte sorprese.

I nostri servizi sociali si sono dedicati, per decenni, a chi si trovava ai margini. Oggi il numero di queste situazioni di difficoltà è in aumento: bussa alla porta chi ha perso il lavoro, chi si trova in forti problemi economici e, fenomeno spesso correlato, aumentano le fragilità psicologiche. È necessario assumere orientamenti nuovi. Ce lo chiede d’altronde la stessa Costituzione, all’articolo 3: “rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese”. “Rimuovere” è un verbo forte, suona, per me, come un imperativo categorico.  È questa la ragione che mi ha spinta ad intraprendere un importante lavoro di condivisione sul territorio, da approfondire in assemblea legislativa, per una nuova legge regionale su inclusione sociale e lavoro.

INCLUSIONE

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Con Giammaria Manghi presentando il progetto di legge “Inclusione sociale e lavoro”

provincia

 

Un proficuo pomeriggio quello di martedì 20 luglio, nella sala del Consiglio provinciale, con la presentazione ad amministratori e addetti ai lavori del progetto di legge “Disciplina a sostegno dell’inserimento lavorativo e dell’inclusione sociale delle persone in condizione di fragilità e vulnerabilità, attraverso l’integrazione tra i servizi pubblici del lavoro, sociali e sanitari”.

Un ringraziamento va a Giammaria Manghi, che ci ha ospitato ed è intervenuto nella discussione, e a Maura Forni, responsabile del Servizio coordinamento politiche sociali e socio-educative della Regione Emilia Romagna, per il prezioso contributo, per la competenza e la disponibilità.

Un ringraziamento va ovviamente anche a chi ci ha ascoltato, a chi si è confrontato e a chi lavora e mi sostiene nel portare avanti tali fondamentali tematiche.

Trasporti: piano da 10 milioni per riqualificare le stazioni di FER (con un’attenzione particolare alle disabilità)

Nuove pensiline, impianti di videosorveglianza, rastrelliere per le biciclette, rinnovamento dei sistemi di comunicazione al pubblico ma non solo: nel nuovo piano della Regione Emilia Romagna che verrà realizzato da FER nell’arco di tre anni, per riqualificare e rilanciare le 120 fermate/stazioni della rete ferroviaria regionale, rendendole più accessibili, gradevoli e sicure, anche adeguamento dei marciapiedi, eliminazione delle barriere architettoniche, istallazione di segnaletica speciale.
“10 milioni di euro”, spiega Ottavia Soncini, consigliere regionale del Partito democratico e vice-Presidente dell’Assemblea legislativa, “per un intervento organico, che punta ad agevolare la fruibilità delle stazioni. Obiettivo principale del piano è eliminare gli ostacoli fisici che riducono la mobilità degli utenti (con particolare attenzione alle persone con disabilità o con difficoltà motorie).”

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Nasce il Comune di Ventasso, via libera dell’Assemblea regionale all’unanimità

Sancita dall’Assemblea regionale, con voto unanime, l’istituzione del nuovo Comune di Ventasso nato dalla fusione dei quattro Comuni dell’Alto Appennino reggiano, Busana, Collagna, Ligonchio e Ramiseto. Il nuovo Comune, il cui nome è stato scelto direttamente dai cittadini attraverso il referendum del 31 maggio scorso, nascerà formalmente il 1° gennaio 2016.

“Abbiamo reso reale una chiara scelta compiuta dai cittadini. Un risultato straordinario a partire dal dato della partecipazione al voto (61% degli aventi diritto) e una vittoria netta a favore del comune unico (70%). Ha vinto la voglia di innovare, semplificare, razionalizzare le spese. Grazie a tutti quelli che hanno lavorato a questo importante progetto”.

Commenta così Ottavia Soncini, consigliere regionale Pd, vice Presidente dell’Assemblea legislativa e relatrice in Aula del progetto di legge per la fusione dei Comuni.

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38 milioni per i giovani agricoltori dell’Emilia-Romagna

Quasi 38 milioni di euro per i giovani agricoltori dell’Emilia-Romagna. Le risorse sono messe a disposizione dalla Regione con il nuovo bando che dà attuazione a quanto previsto dal nuovo Programma regionale di sviluppo rurale 2014-2020, per favorire l’insediamento di nuovi imprenditori agricoli giovani e professionalizzati e lo sviluppo dei loro progetti imprenditoriali. I fondi serviranno a sostenere l’insediamento di nuove imprese agricole (19.057.328 euro le risorse disponibili) e il loro ammodernamento (18.828.640 euro).

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Il premio per il primo insediamento aziendale è di 30 mila euro per ogni giovane che possono salire a 50 mila euro se l’azienda si trova in una zona svantaggiata.

Il contributo per gli investimenti di ammodernamento aziendale può arrivare fino al 50% della spesa ammissibili. Il pacchetto è destinato ad agricoltori che al momento della domanda abbiano meno di 40 anni.
“Questo è il secondo bando del nuovo Psr, dopo le indennità compensative che abbiamo previsto per gli imprenditori agricoli che operano in collina e montagna – sottolinea l’assessore regionale all’Agricoltura Simona Caselli – abbiamo deciso di mettere al centro i giovani per sostenere il ricambio generazionale e consapevoli che proprio dalle nuove generazioni passa la possibilità di promuovere l’innovazione. Anche per questo abbiamo scelto di collegare alla misura per il primo insediamento quella per l’ammodernamento aziendale”.
Le domande potranno essere presentate dal 15 settembre al 16 novembre prossimi.

Esclusivamente per chi compie 40 anni prima del 15 settembre 2015 o per chi – a tale data – risulterà insediato da 12 mesi o più, c’è la possibilità dipresentare già dal prossimo 11 luglio una domanda “semplificata“, che nel periodo di apertura ordinario andrà poi perfezionata sul sistema operativo di Agrea.

Tra i criteri di priorità per la concessione dei premi: l’insediamento in zone con vincoli naturali o il possesso di un titolo di studio ad indirizzo agricolo.
Saranno ammissibili al contributo le spese sostenute per investimenti realizzati sul territorio per: costruzione o ristrutturazione di immobili produttivi; miglioramenti fondiari; macchinari, attrezzature funzionali al processo innovativo aziendale; impianti lavorazione o trasformazione dei prodotti aziendali; investimenti funzionali alla vendita diretta delle produzioni aziendali; onorari di professionisti e studi di fattibilità per investimenti connessi alle precedenti voci di spesa (entro il limite massimo del 10 % delle stesse) e spese per programmi informatici, acquisizione di brevetti o licenze.

Il bando è disponibile sul Bollettino ufficiale telematico n. 163  e in quello 167  (allegati n. 9 e 10) della Regione.

51 mila euro dalla Regione agli Enti locali di Reggio e provincia a sostegno di interventi rivolti ai giovani

Pubblicato ieri, 15 luglio 2015, il bando per la concessione di contributi a sostegno di interventi rivolti ai giovani promossi dagli Enti locali.

“La Regione”, spiega Ottavia Soncini, consigliere regionale Pd, “mette a disposizione 400 mila euro per tre ambiti di intervento: area dell’aggregazione, della cittadinanza attiva e della cultura della legalità, area dell’informazione e della comunicazione rivolta ai giovani e area relativa ad azioni propedeutiche al lavoro, il cosiddetto pro-working. Le risorse destinate alla provincia di Reggio Emilia sono circa 51 mila euro, quasi il 13% del totale”.

Per quanto riguarda il primo punto “la Regione intende privilegiare progetti finalizzati a sviluppare le attività degli spazi attraverso anche esperienze di coinvolgimento nella gestione di realtà associative e gruppi informali e progetti diretti a valorizzare la cittadinanza attiva dei giovani, finalizzati alla promozione ed alla valorizzazione di percorsi di promozione della legalità declinata nelle sue diverse forme”

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Una buona scuola, finalmente

Finalmente la buona scuola.

E’ arrivato dopo mesi di trattative, proposte e modifiche il via libera definitivo alla riforma del sistema scolastico, riforma fortemente voluta dal Governo.

Cerchiamo di allontanarci dalle battaglie ideologiche e dagli slogan degli ultimi giorni, il mondo della scuola di tutto ha bisogno tranne che di questo.

Dopo anni di tagli questa è una riforma che investe sulla scuola e lo fa con uno stanziamento di 4 miliardi in due anni. Come si può affermare il contrario? Una riforma che parte dal più grande piano assunzionale degli ultimi anni: 100 mila insegnanti assunti quest’anno e 60 mila dal prossimo.

Con questa riforma infatti si riafferma il ruolo della scuola nella società della conoscenza attraverso il pieno coinvolgimento della comunità scolastica nella definizione del piano dell’offerta formativa. Al centro ci sono l’autonomia, l’apertura delle scuole al territorio, l’apprendimento per competenze. L’obiettivo è quello di innalzare la qualità della didattica, di contrastare le disuguaglianze socio-culturali e territoriali, di dare risposte efficaci al fenomeno della dispersione scolastica. E cerchiamo di raggiungere questi obiettivi rispettando l’autonomia scolastica dei docenti garantendo loro anche nuove opportunità di formazione e aggiornamento e rispettando la collegialità delle decisioni prese dalle istituzioni scolastiche con la valorizzazione della figura del dirigente scolastico che coordinerà e garantirà le attività svolte dalle singole scuole.

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Rom e Sinti, l’Assemblea legislativa approva il progetto di legge

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Con il voto favorevole dei consiglieri Pd, Sel e M5s, e il no di Ln, Fi e Fdi, l’Assemblea legislativa regionale ha approvato il progetto di legge “Norme per l’inclusione socialie di Rom e Sinti”.

Sono circa 2.700 i Rom e i Sinti in Emilia-Romagna, per il 95% di nazionalità italiana. La nuova legge punta alla chiusura dei campi nomadi di grandi dimensioni, con lo stanziamento di 700 mila euro per i Comuni quale incentivo per il passaggio a micro-aree; altri obiettivi sono l’avvio di una nuova strategia abitativa, nuove politiche per la salute e per incentivare l’istruzione, la formazione, i percorsi di accesso al lavoro.

La legge fissa i principi e gli obiettivi della tutela della salute, ribadendo la garanzia di accesso alle prestazioni sanitarie previste per tutti i cittadini, stessi diritti e stessi doveri, e definisce principi e obiettivi in tema di istruzione, lavoro e formazione professionale. Ancora: fissa le regole generali della parità di accesso a tutti i livelli educativi, scolastici e della formazione, dei servizi e delle politiche attive per il lavoro. La clausola valutativa sui risultati dell’attuazione della legge impegna la Giunta a presentare ogni 3 anni alla commissione competente una relazione sulle attività svolte.

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L’Aula semplifica: abolite 84 leggi e norme regionali

L’Assemblea legislativa regionale ha approvato la “Legge comunitaria regionale per il 2015” e il “Collegato alla legge comunitaria regionale 2015 – Abrogazioni di leggi, regolamenti e singole disposizioni normative regionali”. Oltre a introdurre novità in numerosi settori, i due provvedimenti portano all’abrogazione di 39 fra leggi e regolamenti regionali e 45 disposizioni normative.

 

 

La legge comunitaria recepisce, nella fase discendente del diritto comunitario, le norme che incidono sulla legislazione regionale, dando corso agli obiettivi indicati dalla risoluzione approvata nel 2014 sulla base di principi ispiratori come semplificazione ed efficienza, con l’obiettivo di raggiungere identici risultati con minori costi. L’ordinamento della Regione viene adeguato in varie materia; le modifiche più significative vengono introdotte in tema di prevenzione e riduzione integrate dell’inquinamento, ambito nel quale viene disciplinato il rilascio e il riesame dell’autorizzazione integrata ambientale delle nuove installazioni e delle installazioni esistenti, nonché le modalità di esercizio delle stesse.

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Sisma, operazione trasparenza sui contributi ai privati

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Vanno on line tutti i dati relativi ai contributi assegnati per la ricostruzione del patrimonio edilizio privato danneggiato dal sisma del 2012. Un’operazione di trasparenza che vuole essere un’arma efficace per la prevenzione alla criminalità, il contrasto alle infiltrazioni delle mafie, la lotta contro la corruzione. Ma anche un valido strumento di monitoraggio dell’efficacia dell’operazione di ricostruzione.

Un’ordinanza firmata dal commissario per la ricostruzione e presidente dell’Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, dispone la pubblicazione dei dati nel sito “Amministrazione trasparente” della Regione, nella sezione “Sovvenzioni, contributi, sussidi, vantaggi economici”. Cifre relative ai contributi erogati nelle modalità, tempi e forme definiti dal decreto legislativo 33/2013, che saranno richiamate anche sul sito “Terremoto, la ricostruzione”.

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