Frane: in provincia di Reggio al via 11 cantieri in 6 comuni

La Regione Emilia-Romagna ha mantenuto l’impegno stanziando un’ulteriore somma di un milione e 835mila euro per 11 interventi per contrastare il dissesto idrogeologico sulle strade provinciali del territorio reggiano.

Gli interventi finanziati interessano il territorio di 6 comuni reggiani: San Polo, Villa Minozzo, Viano, Carpineti, Ramiseto e Baiso. La Provincia ha stimato di poter completare le progettazioni entro la primavera, per poi avviare tutti i cantieri entro l’estate.

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Queste risorse si aggiungono al milione e 105mila euro già stanziato tra l’estate e l’autunno scorsi: di quei lavori restano da completare gli interventi ad Albinea, Vezzano sul Crostolo, Baiso e il primo stralcio a La Fratta di San Polo, mentre è in progettazione l’intervento sulla Sp 7 tra Carpineti e Felina.

Grazie ai nuovi fondi, la Provincia di Reggio ha intenzione di avviare 11 cantieri: sulla Sp 73 a La Fratta di San Polo il secondo stralcio che prevede la realizzazione di una palificata tirantata, drenaggi profondi e il ripristino della sede stradale (costo 160mila euro); interventi analoghi sulla Sp 5 a Villa Minozzo tra gli abitati di Minozzo e Sologno (costo 200mila euro); sulla Sp 27, invece, a Fontanella di Baiso (foto), il rinforzo della paratia esistente, il completamento di quella di valle e l’installazione di drenaggi sub orizzontali (costo 610mila euro in due lotti).

E ancora: sulla Sp 103 a Taviano di Ramiseto il consolidamento della scarpata di valle con inserimento di palificazioni, realizzazione di drenaggi e regimentazione delle acque superficiali (220mila euro); sulla Sp 7 nei pressi della zona industriale di Viano il ripristino della scarpata di valle con opera di sostegno alla base e sistemazione dello scolo delle acque superficiali lungo la strada (75mila euro); sulla Sp 15, in prossimità del bivio per Taviano, a Ramiseto, la sistemazione della scarpata di valle e la realizzazione di opere di sostegno della sede stradale e di drenaggi profondi (250mila euro).

La lista dei lavori, inoltre, prevede sulla Sp 63 a Carbonaso di Viano la realizzazione di un’opera di sostegno della sede stradale mediante la realizzazione di gabbionate e di drenaggi lungo il versante di valle (85mila euro); sulla Sp 7 a Montefaraone di Carpineti il ripristino della scarpata di monte con la pulizia del materiale instabile, la posa di una geostuoia e la realizzazione di opera di contenimento alla base (50mila euro); sulla Sp 76 tra Carpineti e il castello la realizzazione di un’opera di sostegno a valle strada e di ripristino della scarpata e il rifacimento della sede stradale (105mila); sulla Sp 76 a Carpineti, nei pressi del bivio per Villaprara, infine, opere di drenaggio e il rifacimento della sede stradale (80mila euro).

Casa: due milioni di risorse aggiuntive per l’emergenza casa e per il risanamento delle case popolari

Già a partire da quest’anno saranno trasferiti alla Regione Emilia-Romagna due dei 25 milioni di euro con i quali il Ministero andrà a incentivare il Piano casa nazionale (legge 80/2014),  grazie al decreto legge 185 del 2015 sugli interventi per il territorio, il cosiddetto decreto Giubileo, convertito in legge lo scorso 22 gennaio. Per la Regione Emilia-Romagna significa poter contare su ulteriori risorse che si aggiungono ai 40 milioni già previsti per i prossimi anni e in parte già stanziati per il 2016.

Se il ministero manterrà anche per questo nuovo finanziamento gli stessi criteri di ripartizione tra le regioni, l’Emilia-Romagna, già da quest’anno, potrà investire maggiormente per aumentare la quota di alloggi da destinare alle famiglie e per recuperare o svolgere interventi di manutenzione e bonifica di edifici residenziali pubblici.

Alla fine del  dicembre scorso, la Regione,  a seguito dello specifico bando per il risanamento delle case popolari  ha assegnato ai Comuni e alle Unioni di comuni una parte dei 40 milioni previsti dal Piano casa. Si tratta di quasi 2,5 milioni di euro per 210 interventi che verranno realizzati nel 2016, ai quali si aggiungerà, nei prossimi  giorni, un ulteriore stanziamento di 2 milioni di euro.

In Emilia-Romagna, secondo i dati aggiornati al 21 maggio 2015, gli alloggi ERP sono 56.282 e il numero dei nuclei familiari iscritti nelle graduatorie di edilizia residenziale pubblica sono 34.251 (dato al 31 dicembre 2014).

 

Gioco d’azzardo, raddoppiano i fondi della Regione per gli esercenti SlotFreeER

In Emilia-Romagna, il 22,7% della popolazione tra i 15 e i 64 anni riferisce di aver giocato d’azzardo almeno una volta nel corso dell’anno. Tra questi, il 4,4% è a rischio – moderato o grave – di dipendenza. Ed è proprio per contrastare, prevenire e ridurre questo pericolo che la Regione ha rafforzato la propria normativa in tal senso, dopo che, prima in Italia a farlo, già nel 2013 aveva approvato una legge specifica sul tema.

Due mesi fa, infatti, c’è stato il via libera “al Testo unico per la promozione della legalità e per la valorizzazione della cittadinanza e dell’economia responsabili, con l’obiettivo di dire no alle mafie, legge che fra le altre misure introduce il divieto di installare apparecchi per il gioco d’azzardo entro una distanza di 500 metri da scuole, luoghi di aggregazione giovanili e di culto, cioè quelli più frequentati dai ragazzi”.

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Alla XIII Conferenza regionale per la montagna: “Appennino. Una terra per viverci”

Bellezza dei paesaggi, natura incontaminata, aria pulita, cucina di qualità. Uno spazio che possiede un grande potenziale di sviluppo, una risorsa per tutto il sistema regionale: è l’Appennino emiliano-romagnolo, a cui è stata dedicata la 13esima Conferenza della Montagna venerdì 22 gennaio a Castelnovo ne’ Monti (Reggio Emilia), al Teatro Bismantova.

Un nuovo Appennino: digitale, sostenibile, innovativo. Un Appennino che, da area a rischio marginalità, diventa fattore di traino per tutto il territorio dell’Emilia-Romagna. Perché “rafforzare la nostra montagna significa rafforzare l’intera regione”.

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Queste le parole del presidente Stefano Bonaccini. Un’occasione di incontro e confronto tra istituzioni, forze economiche e sociali per presentare il nuovo Programma regionale per la montagna, punto di partenza per una nuova stagione di politiche pubbliche, finalizzate allo sviluppo territoriale e sostenute dalla Regione con uno stanziamento complessivo specifico di oltre 700 mln di euro.

“Noi crediamo nella montagna – ha ribadito Bonaccini, intervenendo a chiusura della Conferenza – , perché l’Emilia-Romagna è più forte se è più forte l’Appennino. Creare le opportunità per fare impresa in montagna, insieme a un’alta qualità dei servizi, sono condizioni fondamentali perché la montagna torni a crescere, e la gente torni a viverci. Vogliamo mettere il segno più su questi temi. Gli oltre 700 milioni di euro dedicati alla montagna – ha sottolineato il presidente – , da qui al 2020, vanno colti tutti: si tratta di investimenti che danno anche lavoro”.

“Il Programma regionale per la montagna, che proponiamo alla discussione, e che terremo monitorato, valorizza un nutrito pacchetto di risorse, a partire dal Fondo regionale per la Montagna, che è raddoppiato: da 3 a 6 milioni di euro l’anno, a cui si aggiungono i 4 milioni per la viabilità appenninica” ha ricordato l’assessore Gazzolo. “L’identità di questo territorio è stata per troppo tempo associata alla ‘fatica del viverci’, alla marginalità. E’ ora di invertire questa visione, e considerare l’Appennino ‘una terra per viverci’ e dove portare nuovi insediamenti. Per questo verrà creato un tavolo permanente, con le categorie economiche e sociali”.

Il Programma regionale per la montagna: obiettivi e risorse – Numerosi gli obiettivi del Programma, a partire dall’aumento della popolazione residente, dalla dotazione – a livello infrastrutturale –  per portare banda ultra larga in Appennino (entro il 2020, il 100% della popolazione montana “connessa” a 30 mega e il 30% a 100 mega).

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Dalla Regione 2,4 mln per acquisto di 103 veicoli elettrici per la Pubblica amministrazione

Una Regione a zero emissioni di CO2, che incentiva la diffusione dei veicoli elettrici sul proprio territorio, a partire dalla pubblica amministrazione.
Con uno stanziamento complessivo di 2,4 milioni di euro circa (risorse Por Fesr 2007-2013), la Regione ha finanziato al 100% l’acquisto di 103 veicoli tra auto, autocarri van, autocarri combi e quadricicli da parte dei 15 Comuni aderenti all’Accordo di Qualità dell’Aria 2012-2015 (Bertinoro, Bologna, Carpi, Cesena, Faenza, Ferrara, Forlì, Forlimpopoli, Imola, Modena, Parma, Piacenza, Ravenna, Reggio Emilia, Rimini). Un’operazione che punta alla massima sostenibilità ambientale e a forme di mobilità alternative. La consegna ufficiale dei veicoli è avvenuta oggi in Regione, alla presenza del ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti, del presidente Stefano Bonaccini, degli assessori Palma Costi (Attività produttive) e Raffaele Donini (Infrastrutture e Trasporti).

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“La Regione Emilia-Romagna dimostra ancora una volta di essere all’avanguardia – ha commentato il ministro Galletti– , anche sui temi della mobilità sostenibile. Abbiamo bisogno di puntare sempre più su mezzi che non inquinano: quest’iniziativa è senza dubbio un bel segnale”.

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Turismo, ecco il progetto di riforma dell’organizzazione turistica regionale

La Giunta regionale ha approvato il progetto di legge che riforma la disciplina dell’organizzazione turistica regionale (in sostituzione della legge 7/98). Il testo di legge definisce le attività della Regione e l’esercizio delle funzioni degli enti locali territoriali e gli organismi interessati. Obiettivo è dare una risposta alle mutazioni del mercato nazionale ed internazionale e contribuire a rilanciare il settore turistico come uno degli asset primari dello sviluppo economico regionale. La riforma, dopo il parere favorevole del Cal, sarà discussa in Assemblea legislativa. Il presidente Bonaccini: “La nuova legge è frutto di un grande lavoro di squadra con i territori e i soggetti interessati al turismo. Così creiamo le condizioni per aumentare la competitività dell’intera regione”. L’assessore Corsini: “Mettiamo al centro i territori e i nostri grandi prodotti di eccellenza per rispondere alla sfida di un turismo che cambia”.

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Dalla promozione del prodotto turistico alla valorizzazione di un mix fra destinazioni e prodotti di eccellenza dell’Emilia-Romagna. La Giunta regionale ha approvato il progetto di legge che riforma la disciplina dell’organizzazione turistica regionale (in sostituzione della legge 7/98).

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Nuovo Pala Bigi: dalla Regione 506 mila euro

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L’Emilia-Romagna conferma il proprio interesse per lo sport, stanziando oltre 5 milioni di euro per progetti di attività motoria e sportiva, manifestazioni sportive e grandi eventi per la diffusione della cultura dello sport e opere di ampliamento e costruzione di impianti sportivi destinati a soddisfare ampi bacini di utenza. La Regione ha assegnato in questi giorni i contributi ai progetti ritenuti maggiormente coerenti con gli obiettivi regionali tra quelli candidati nei mesi scorsi dai Comuni e dalle organizzazioni sportive del territorio, e gli interventi sono stati presentati in conferenza stampa dal presidente Stefano Bonaccini e dal sottosegretario alla presidenza Andrea Rossi.

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Un progetto di legge per sostenere le Pro Loco

Un progetto di legge regionale allarga gli orizzonti delle piccole associazioni, inserendole nel sistema di valorizzazione turistico.

Brisighella (RA)Il turismo cambia con gli anni e con le mode e, con esso, deve cambiare il modo di intercettare i gusti dei turisti. Anche cambiando chi, della tradizione e della storia di un territorio, è il primo custode: le Pro Loco.

In Emilia-Romagna ci sono ben 300 Pro Loco (6mila in Italia con 600mila soci), associazioni di cittadini innamorati del proprio paese e impegnati a valorizzarne bellezze, folclore e usanze.

Un progetto di legge regionale bipartisan (primo firmatario Giuseppe Paruolo, Pd) ipotizza una riforma del settore improntata ad una maggiore collaborazione tra Pro Loco ed Enti territoriali nell’ambito turistico.

Non è la prima volta che la Regione si occupa del tema. Già nel 1981 una legge regionale istituiva un Albo delle Pro Loco, riconoscendo il ruolo di queste Associazioni di promozione sociale, previsione confermata da un’altra legge nel 2002.

Ora per le Pro Loco è tempo di allargare gli orizzonti facendo sistema con gli altri attori che si occupano di promozione turistica dei territori. E, per loro, si potranno aprire opportunità di nuovi bandi, oltre a quelli già previsti dalla vecchia legge, legati alle specifiche attività turistiche.

Per rendere più organica l’alleanza tra Pro Loco ed Enti locali, semplificando al tempo stesso il quadro, il progetto di legge prevede che l’ambito di intervento delle singole associazioni coincida con il Comune o l’Unione di Comuni (potranno comunque articolarsi in ambiti sub-comunali, attraverso specifici comitati di iniziativa locale).

Tra le attività delle Pro Loco, tenute a iscriversi in apposita sezione del registro delle Aps, ci sono la tutela e valorizzazione del patrimonio storico, culturale, folcloristico, sociale ed ambientale del territorio e dei prodotti tipici, l’incentivazione di un movimento turistico sostenibile e rispettoso dei beni comuni, l’accoglienza turistica e la promozione di attività ricreative ed educative in ambito turistico rivolte alla popolazione locale.

Le associazioni o unioni tra le Pro Loco più rappresentative potranno essere consultate dalla Regione in fase di programmazione; il testo prevede inoltre che le convenzioni tra Enti locali e Pro Loco avvengano sulla base di uno schema omogeneo sul territorio regionale. Le regole per l’organizzazione di eventi locali, per la gestione di uffici turistici e l’utilizzo di locali e attrezzature comunali, in questo modo, saranno più uniformi e coerenti tra loro.

> Il testo del progetto di legge

Dalla Regione 8 bandi per l’agricoltura “verde”. Stanziati 115 milioni

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Oltre 115 milioni di euro per il biologico, la produzione integrata, ma anche la gestione di zone umide, boschetti, corridoi ecologici, la salvaguarda del paesaggio agrario, il sequestro di carbonio nei suoli, la difesa delle razze antiche.
A tanto ammontano le risorse stanziate dal nuovo Psr 2014-2020, per il primo pacchettodi interventi in campo ambientale.

“Questi bandi vengono presentati a soli sei mesi dal via libera di Bruxelles ai Fondi Ue e testimoniano la nostra determinazione a garantire la massima velocità dei provvedimenti, perché c’è assoluto bisogno di correre per sostenere la crescita in atto – ha detto il presidente Stefano Bonaccini presentando l’iniziativa a Bologna.

Sono due le “misure” approvate dalla Giunta regionale (la 10 “Pagamenti agro-climatico-ambientali” e la 11 “Agricoltura biologica”) per otto bandi complessivi. Le domande potranno essere presentate dal 30 novembre al 29 gennaio attraverso Agrea, l’agenzia regionale per le erogazioni in agricoltura. Oltre che per l’agricoltura integrata e quella biologica, gli aiuti riguardano la biodiversità animale, il ritiro dei seminativi, la praticoltura estensiva, l’incremento della sostanza organica nei suoli, l’agricoltura conservativa.

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Unioni di Comuni: nel reggiano 2,9 milioni per gestioni associate di funzioni e servizi

Oltre 2,9 milioni sulla provincia di Reggio Emilia: è questo l’importo destinato alle realtà di aggregazione dei Comuni della nostra provincia. Aumentano a ben 16,8 milioni di euro i contributi destinati alle Unioni dell’Emilia-Romagna, con un incremento di un milione (+7 per cento) rispetto all’anno precedente.

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Nel dettaglio, l’Unione Montana dei Comuni dell’Appennino Reggiano riceverà un contributo di 545.099 euro, quella dell’Unione dei Comuni dell’Alto Appennino reggiano 432.757 euro; i Comuni della Bassa Reggiana 415.909 euro; l’Unione dei Comuni Pianura reggiana 344.632 euro; l’Unione Tresinaro Secchia 306.350 euro; l’Unione Terra di Mezzo 304.073 euro; l’Unione dei Comuni Val d’Enza 295.906 euro e infine l’Unione Colline Matildiche vedrà un contributo di 282.908 euro.
I criteri del bando 2015-2017 rispetto al passato cambiati: i fondi sono stati assegnati tenendo conto del fatto che è aumentato sia del numero delle Unioni presenti sul territorio, sia la loro qualità.
Non è un caso se la Regione investe così tante risorse (proprie e statali) su questo settore: l’Unione di Comuni non è un “semplice contratto” tra più enti, ma una struttura con tanto di organi (Presidente, Giunta e Consiglio) che impongono agli Amministratori coinvolti un dialogo comune e costante. Le Unioni di Comuni sono una grande opportunità che hanno l’obiettivo di perseguire l’efficacia della spesa pubblica, l’adeguatezza degli interventi nell’ambito infrastrutturale e dei servizi offerti a cittadini.

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