Prodotti agricoli e agroalimentari, 4 mln per promozione e informazione

Parte il bando regionale per sostenere i progetti di promozione e informazione sui prodotti  agroalimentari di qualità. A disposizione ci sono risorse per oltre 4 milioni di euro, la spesa ammissibile va da un minimo di 30mila euro a un massimo di 300mila euro. Ledomande potranno essere presentate dal 14 aprile al 24 giugno.

“Quella emiliano-romagnola è un’agricoltura di qualità, espressione di rigorosi disciplinari, attenta all’ambiente e alla salute dei consumatori. E’ importante conoscere tutto ciò, per fare le scelte giuste,  in un mercato spesso dominato da prodotti indifferenziati per origine e caratteristiche – spiega l’assessore regionale all’agricoltura Simona Caselli – questo bando  intende sostenere proprio le iniziative per promuovere l’eccellenza delle nostre produzioni. Lo  vogliamo fare privilegiando i progetti  che guardano al mercato europeo e quelli trasversali che coinvolgono più prodotti  e più settori”.

spiga
Il bando del Programma regionale di sviluppo rurale  2014-2020  sui “Regimi di qualità dei prodotti agricoli e alimentari sulla promozione e informazione da gruppi di produttori sui mercati interni” punta dunque a  promuovere l’informazione nei confronti dei consumatori e degli operatori sui  regimi di qualità –  come Dop e Igp, il marchio Qualità Controllata e le produzioni Bio – e sulle caratteristiche nutrizionali dei prodotti; favorire la consapevolezza dei consumatori sulle positive ricadute ambientali delle produzioni ottenute con tecniche rispettose dell’ambiente e con il metodo biologico; sostenere l’integrazione di filiera,  incentivare iniziative di promozione sul mercato europeo.

 

Tra le attività che potranno essere finanziate: materiali informativi e promozionali, compresi siti web, seminari, degustazioni guidate, partecipazione a fiere ed esposizioni. Le attività devono essere attuate nel mercato interno e nei Paesi dell’Unione europea.
Il bando, valido per il biennio 2016-17, è rivolto alle associazioni e organizzazioni di produttori,  alle organizzazioni interprofessionali che partecipano ai regimi di qualità dei prodotti agricoli, alle cooperative, ai consorzi di tutela delle Dop, Igp (compresi quelli del settore vitivinicolo)  alle  reti di imprese o ad associazioni temporanee finalizzate al progetto. Possono partecipare anche associazioni con sede legale al di fuori dell’Emilia-Romagna, purché intendano favorire il tessuto economico emiliano-romagnolo e associno almeno il 10% di imprese regionali o rappresentino almeno il 10% della produzione il Emilia-Romagna.

Il bando  è stato pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione Emilia-Romagna del 5 aprile (delibera n.450/2016). Le domande vanno presentate attraverso il sistema informativo di Agrea, l’Agenzia regionale per le erogazioni in agricoltura http://agrea.emilia-romagna.it, informazioni sul portale agricoltura.

Ferrovie reggiane, 23 milioni per elettrificazione e potenziamento

Dalla trazione diesel a quella elettrica. Con un investimento di 16,5 milioni di euro, di cui: € 4,9 mln già previste nell’Accordo di Programma fra Ministero e Regione ex art. 15 D.lgs 422/97 già destinate al corridoio Sassuolo – Guastalla, € 5,1 mln a seguito dell’aumento del Capitale Sociale Dicembre 2015 per settore ferroviario e € 6,5 mln sostenibili direttamente da FER a seguito di accensione di mutuo pluriennale. Il progetto di elettrificazione e potenziamento riguarda due linee in provincia di Reggio Emilia, e precisamente la Reggio-Guastalla (31 km., di cui 10 della tratta Reggio Emilia-Bagnolo già parzialmente attrezzati) e la Reggio-Sassuolo (23 km., a completamento della dorsale Sassuolo-Reggio Emilia-Guastalla che è a servizio, fra l’altro, dello scalo di Dinazzano). Attualmente sono in corso le attività di formalizzazione dei primi incarichi di progettazione definitiva; l’obiettivo è bandire una prima gara di appalto integrato di progettazione esecutiva e lavori entro la metà del 2017. Sempre in territorio reggiano sono programmati altri investimenti – per 6,3 milioni di euro, per il 2016 – sulle ferrovie: si tratta di potenziamenti infrastrutturali, realizzazione di barriere antirumore, razionalizzazione, riqualificazione e accessibilità delle fermate/stazioni.

lineareggio-guastalla

“Continua il nostro impegno per qualificare sempre più il servizio ferroviario regionale” ha commentato l’assessore regionale alle Infrastrutture e Trasporti Raffaele Donini, durante la conferenza stampa oggi a Reggio Emilia. “Con quest’investimento elettrifichiamo due linee reggiane – e quindi aggiungiamo un tassello alla progressiva elettrificazione di tutta la rete di competenza regionale – e realizziamo altre opere per il potenziamento di infrastrutture e stazioni. Tutto questo avrà ricadute positive, oltre che a livello dei servizi, anche sulla sicurezza nella circolazione e sull’ambiente”.

“Quello che presentiamo oggi è il più grande investimento a livello infrastrutturale che la Regione fa nel reggiano dopo l’ampliamento dello scalo di Dinazzano – ha sottolineato il sottosegretario alla presidenza della Giunta Andrea Rossi – . L’elettrificazione della Reggio-Guastalla è importante per le comunità che attraversa; quella della Reggio-Sassuolo ha, come valore aggiunto, il fatto che andrà a sommarsi al potenziamento dello scalo. Mettiamo quindi in campo una serie di interventi per un bacino, quello di Reggio Emilia, caratterizzato da flussi significativi di persone e merci. Interventi che vogliono dare risposte concrete alle esigenze di una mobilità realmente sostenibile, di livello e meno impattante sui territori attraversati”.

fotoconferenza

Elettrificazione: i benefici
Tra i principali benefici attesi dall’intervento di elettrificazione, l’interoperabilità completa, anche a livello di trazione, fra la rete regionale (FER) e nazionale (RFI), in particolare nel servizio merci (con meno manovre e tempi di sosta nella stazione di Reggio). Ma anche un netto miglioramento nella qualità del servizio, con l’utilizzo di treni elettrici di età media inferiore, maggiormente “performanti” in termini di ripresa (caratteristica particolarmente vantaggiosa in ambito urbano) e comfort per gli utenti. L’elettrificazione avrà effetti positivi anche sull’ambiente, con una riduzione dell’inquinamento acustico e delle emissioni di inquinanti atmosferici in fase di corsa e di sosta dei treni, sia nei depositi che nelle stazioni; e una progressiva dismissione degli impianti di manutenzione dedicati al materiale diesel (per esempio, via Talami a Reggio Emilia).

Gli altri interventi per 6,3 milioni
Verrà allungato il piano dei binari del Posto Movimento di Bosco, compresa la soppressione del passaggio a livello del tipo SOA (privo di barriere, ma con Segnalatori Ottico Acustici) n. 17 (2 mln, gara d’appalto in corso di indizione); è in corso d’affidamento (2,6 mln disponibili, costo previsto 3,6 mln) l’upgrade tecnologico della linea Reggio Emilia-Ciano d’Enza per la protezione delle stazioni con il Sistema Controllo della Marcia Treno – SCMT (1° stralcio). E’ stata avviata l’esecuzione di barriere antirumore in comune di Casalgrande e Scandiano (1° stralcio, 0,8 mln) e per gli interventi prioritari di contenimento del rumore all’Officina di via Talami (0,1 mln). Avviati i lavori (0,5 mln) anche per l’adeguamento dei marciapiedi, fornitura e posa delle pensiline nelle tre località “tipologiche” di Scandiano eSassuolo (sulla linea Reggio Emila-Sassuolo) e Lentigione (in Comune di Brescello, linea Parma-Suzzara). Gara d’appalto in corso di indizione, infine, per la realizzazione completa (0,3 mln) di pensiline e segnaletica nelle 10 fermate delle linee ferroviarie reggiane (dove sono stati già adeguati i marciapiedi con il precedente stralcio funzionale).

Le linee ferroviarie regionali: dati
L’estensione della rete ferroviaria regionale in concessione a FER (Ferrovie Emilia-Romagna) è di 364 km.; 138 km. sono linee elettrificate, 226 km. linee non elettrificate. In tutto, si tratta di 10 linee (Bologna-Portomaggiore, Ferrara-Codigoro, Reggio Emilia-Ciano d’Enza, Reggio Emilia-Guastalla, Reggio Emilia-Sassuolo, Modena-Sassuolo, Casalecchio-Vignola, Parma-Suzzara, Suzzara-Ferrara, Portomaggiore-Dogato). 120 le stazioni e fermate con servizio viaggiatori.

Riordino territoriale, nel 2016 da Regione 3,1 milioni ai Comuni unici

Cambiano i criteri di assegnazione delle risorse regionali destinate ai nuovi Comuni che quest’anno avvieranno l’iter per la fusione. “Vogliamo favorire nuove fusioni di Comuni in Emilia-Romagna, confermando un’attenzione particolare alla nascita di nuovi Enti locali unici con più di 5.000 abitanti e alle piccole realtà della montagna”, ha detto l’assessore regionale al Bilancio e Riordino territoriale Emma Petitti spiegando gli obiettivi della delibera approvata dalla Giunta.

Nel 2016 la Regione erogherà per le fusioni 3,1 milioni di euro per contributi regionali agli 8 Comuni già nati da fusioni: Valsamoggia e Alto Reno Terme (Bo); Fiscaglia (Fe); Sissa Trecasali e Polesine Zibello (Pr); Poggio Torriana e Montescudo-Monte Colombo (Rn) e Ventasso (Re).
Ogni amministrazione comunale che vuole avviare un processo di fusione può calcolare i contributi disponibili utilizzando la tabella aggiornata pubblicata sul portale regionale Autonomie.

40685565

Queste le principali novità contenute nella delibera di Giunta. Il contributo regionale potrà raggiungere il tetto di 1 milione di euro all’anno per 10 anni al Comune unico, dopo l’avvenuta costituzione. Sarà concesso sulla base del numero di abitanti e dei chilometri quadrati di territorio, ma anche del numero dei Comuni che hanno partecipato alla fusione.

In particolare sono previste maggiorazioni sia per le fusioni che daranno vita a Comuni con più di 5.000 abitanti (con risorse che crescono proporzionalmente al numero di Comuni coinvolti) sia per quelle che riguardano piccoli Comuni con meno di 1.000 abitanti. Per incentivare la semplificazione del governo locale, inoltre, quote più alte di risorse andranno anche ai nuovi Comuni se coincidono sia con un’Unione già esistente e con un Ambito territoriale ottimale, sia con un Distretto socio-sanitario. Nel primo caso la maggiorazione del contributo regionale sarà del 20% mentre, nel secondo, del 30%.

I Comuni con meno di 5.000 abitanti sono in regione 147 (il 44% del totale dei 334). Tra questi i Comuni sotto i 1.000 abitanti in Emilia-Romagna sono 18 (il 5,4%). Le nuove norme non riguardano i Comuni che hanno fatto domanda di fusione alla Regione entro il 31 dicembre 2015 e interessati dai progetti di legge approvati dalla Giunta regionale nel febbraio scorso. A questi si applicano i criteri di contribuzione in vigore fino al 2015.

Ai contributi regionali si aggiungono quelli statali che, a partire dal 2016, sono stati raddoppiati e sono pari al 40% del valore dei trasferimenti erariali ai Comuni nel 2010, con un tetto massimo di 2 milioni di euro. Questa maggiorazione è applicata dal 2016 a tutti i Comuni nati da fusione anche negli anni passati.

Legge regionale per la promozione e il sostegno alle Pro Loco

Approvato ieri dall’Assemblea Legislativa, con la sola astensione del M5S, il progetto di legge: “Norme per la promozione e il sostegno delle Pro Loco”.

Regione Emilia-Romagna mette ordine per la prima volta in un settore importante del volontariato regionale e al contempo si valorizza il sistema di queste associazioni soprattutto per quel che riguarda la promozione turistica.

La nuova legge definisce come Pro Loco le associazioni di promozione sociale dedite primariamente alla promozione del territorio e all’animazione turistica. Ne riconosce il ruolo in collaborazione con gli enti locali dando un quadro definito alle convenzioni che possono essere definite. Stabilisce l’inserimento della rete associativa delle pro-loco nel sistema di promozione turistica e individua possibili canali di finanziamento che verranno erogati tramite bandi pubblici.

E’ un intervento legislativo che segna un nuovo punto di partenza nelle relazioni tra i principali soggetti, istituzionali, imprenditoriali e di volontariato, impegnati a vario titolo nella definizione e nella gestione dell’offerta turistica regionale.

 

 

Turismo, la riforma dell’organizzazione turistica regionale è legge

L’Assemblea legislativa ha approvato oggi, senza voti contrari, il progetto di legge della Giunta regionale che modifica la disciplina dell’organizzazione turistica dell’Emilia-Romagna, passando dalla promozione del prodotto turistico alla valorizzazione di un mix fra destinazioni e prodotti di eccellenza.

La riforma si pone l’obiettivo di aumentare l’attrattiva e il livello di internazionalizzazione dell’offerta turistica dell’Emilia-Romagna per arrivare a superare in breve tempo il 10% del Pil regionale, oggi all’8,5%, e il 25%, ovvero 50 milioni di presenze turistiche, tramite un vero e proprio marketing territoriale.

infografica turismo immagine

Il nuovo testo di legge definisce le attività della Regione e l’esercizio delle funzioni conferite agli enti locali territoriali e agli altri organismi interessati allo sviluppo del turismo, ridisegna il sistema dell’organizzazione turistica e definisce una nuova governance, con l’istituzione delle “Destinazioni turistiche”: soggetto pubblico di area vasta pensato e proposto in coerenza con le disposizioni della legge regionale in materia di “riordino istituzionale”. Viene, inoltre, istituita la Cabina di regia regionale cui sono affidate le funzioni di concertazione sulle linee strategiche per lo sviluppo delle attività di promo-commercializzazione turistica delineate dalla Giunta regionale.

La nuova legge modifica in parte l’assetto delle competenze di Regione, Province e Comuni con un accresciuto ruolo di Apt Servizi. In particolare, si punta su un maggiore ruolo di coordinamento e indirizzo politico della Regione, sul protagonismo dei Comuni e su un ruolo attivo dei soggetti pubblici e privati. Si conferma la competenza regionale in ordine all’organizzazione turistica e si avvia la creazione di uno specifico Osservatorio regionale sul turismo come strumento per la puntuale conoscenza dei mercati turistici e per favorire lo sviluppo e l’innovazione dell’offerta turistica emiliano-romagnola.

Casalgrande, Poviglio, Quattro Castella, Reggio Emilia, Scandiano e Viano nuove Città d’arte.

Casalgrande, Poviglio, Quattro Castella, Reggio Emilia, Scandiano e Viano entrano nell’elenco regionale delle Città d’arte.

Sono sei i comuni reggiani che, dall’inizio dell’anno, hanno fatto richiesta ed ottenuto dalla Regione di entrare nell’elenco dei comuni ad economia prevalentemente turistica e delle città d’arte.

La rinnovata attenzione dei nostri Comuni per la valorizzazione delle proprie risorse artistiche, culturali e naturali, va incontro al nuovo slancio che sta avendo il turismo regionale e all’impegno della Regione per ampliare e promuovere l’offerta turistica su tutto il territorio regionale.

1240548_475469109315566_1350108673960743051_n

Con 46 milioni di presenze nel 2015 il comparto turistico è cresciuto lo scorso anno del 3,2% rispetto all’anno precedente, una crescita che ha caratterizzato tutti i comparti dell’offerta turistica: Riviera, città d’arte e affari, Appennini e terme.

Proprio oggi è in discussione in AulaER, la nuova Legge sull’ordinamento turistico regionale. La Regione Emilia-Romagna riforma il sistema di governance turistica per dare una risposta ai cambiamenti che interessano il mercato nazionale ed internazionale. L’obbiettivo è quello di rilanciare il settore turistico come uno degli asset primari dello sviluppo economico dell’Emilia Romagna.

23,5 Milioni di euro per il nuovo bando a sostegno degli investimenti in aziende agricole

Pubblicato il nuovo bando regionale a valere sul tipo di operazione 4.1.01 “Investimenti in aziende agricole in approccio individuale e di sistema” che metterà a disposizione circa 23,5 milioni di euro per favorire la realizzazione di investimenti finalizzati al miglioramento delle prestazioni e della sostenibilità globale delle aziende agricole regionali, intesa come sostenibilità dei processi produttivi da un punto di vista economico, ambientale e sociale

Le domande di sostegno potranno essere presentate dal 15 aprile 2016 e fino al 15 luglio 2016 con le modalità procedurali e la specifica modulistica approvate daAGREA, mentre la graduatoria finale sarà pubblicata entro il 21 novembre 2016.

Potranno accedere al bando sia le imprese agricole in forma singola, che quelle in forma aggregata quale quella cooperativa, nonché le imprese agricole costituenti “Comunioni a scopo di godimento”. Coloro che presenteranno la domanda di finanziamento, dovranno allegare un Piano di Investimenti (PI) coerente con gli obiettivi del tipo di operazione e comprensivo di tutte le informazioni e gli allegati richiesti dal bando.

Le risorse finanziarie saranno ripartite sulla base dei criteri specificati nella scheda di misura del PSR . Nel Grafico che segue è riportata l’allocazione dei fondi per i rispettivi settori (o raggruppamenti di settori), individuati funzionalmente alla redazione di specifiche graduatorie.

 

 

Per garantire un efficiente uso delle risorse è previsto che, se in sede di approvazione delle graduatorie il fabbisogno di un settore o il raggruppamento di settori dovesse risultare inferiore alle risorse disponibili, le risorse residuanti saranno riallocate ad integrazione di quelle del settore con il fabbisogno insoddisfatto maggiore.

Saranno ammissibili al contributo le spese sostenute per investimenti quali costruzione e ristrutturazione di immobili produttivi, miglioramenti fondiari, acquisto di macchinari e attrezzature funzionali al processo innovativo aziendale. Inoltre potranno essere finanziati impianti di lavorazione e trasformazione dei prodotti aziendali, e gli investimenti funzionali alla vendita diretta delle produzioni aziendali. Infine saranno coperte parte delle spese per investimenti immateriali connessi alle precedenti voci di spesa (onorari di professionisti, consulenti, studi di fattibilità, ecc.), nonché le spese per investimenti immateriali quali l’acquisizione e lo sviluppo di programmi informatici, e l’acquisizione di brevetti e licenze.

Per quanto concerne la spesa ammissibile questa sarà calcolata a scaglioni con riferimento alla dimensione aziendale (espressa in standard output) e non potrà sforare il tetto massimo di 3,5 milioni di euro per singola azienda. Gli scaglioni sono così calcolati:

  • 5.000 Euro di spesa ammissibile ogni 1.000 Euro di dimensione aziendale espressa in Standard Output per i primi 100.000 Euro di dimensione economica;
  • 3.000 Euro di spesa ammissibile ogni 1.000 Euro di dimensione aziendale per la parte di standard output eccedente i 100.000 Euro e fino a 500.000 Euro;
  • 2.000 Euro di spesa ammissibile ogni 1.000 Euro di dimensione aziendale per la parte di standard output eccedente i 500.000 Euro fino ad un massimo assoluto di 3.500.000 euro di spesa ammissibile.

Infine si rammenta che il contributo sarà erogabile successivamente all’avvenuto accertamento della completa e corretta attuazione del Piano di Investimenti, e che è possibile ottenere un anticipo pari al 50% del contributo spettante dopo l’avvenuta decisione di concessione del sostegno.

Per una lista esauriente delle limitazioni e delle demarcazioni rispetto a OCM o a specifici settori, per le condizioni connesse alle aree di intervento e criteri di priorità, e per tutti i dettagli e le specifiche dell’iniziativa si rimanda alla lettura della bando.

Cibo da “salvare”: partita la sesta edizione di Spreco Zero

E’ partita, in occasione della Terza giornata nazionale di prevenzione dello spreco alimentare (venerdì 5 febbraio) la sesta edizione di “Spreco Zero”, la campagna europea di sensibilizzazione di Last Minute Market, realizzata in collaborazione col Ministero dell’Ambiente.

sprecozero-alimentare

In Italia sprecati 8,4 miliardi di euro l’anno

Le cifre sono impressionanti. Lo spreco alimentare sul pianeta costa ogni anno 1.000 miliardi di dollari. Una cifra vertiginosa, che sale a 2.600 miliardi se si considerano i costi “nascosti” legati all’acqua e all’impatto ambientale. Ogni anno l’Unione europea “perde” 90 milioni di tonnellate di cibo.

Lo spreco di cibo domestico in Italia – scaduto e gli avanzi che dal piatto finisco nei rifiuti – si calcola (Rapporto Waste Watcher 2015) ammonti a circa 8,4 miliardi di euro l’anno, pari a 6,7 euro a settimana a famiglia, ovvero 650 grammi di cibo buttato. Lo spreco domestico in Italia produce 30 milioni di tonnellate di rifiuti: 1/7 circa di quanto avviene nell’insieme dei Paesi Ue.

Continue reading

Agenda digitale, il via libera dall’Assemblea legislativa

Via libera dall’Assemblea Legislativa regionale alla nuova Agenda digitale dell’Emilia-Romagna (Ader) che descrive obiettivi, interventi e risorse che la Regione intende mettere in campo per realizzare una Emilia-Romagna 100% digitale entro il 2020.

meccatronica

“Nella regione 100% digitale le persone vivono, studiano e lavorano utilizzando internet e le tecnologie senza che tutto ciò rappresenti un’eccezionalità, con zero differenze tra luoghi, cittadini, imprese e città. – afferma la Consigliera regionale PD Ottavia Soncini– E’ una tematica sempre più concreta, connessa alla vita quotidiana.”

Per realizzare questi obiettivi servono risorse significative: sono già previsti 75 milioni nell’ambito dei Fondi strutturali europei destinati all’Emilia-Romagna (26 milioni previsti nel Por Fesr e i restanti 49 provenienti dal Psr) per colmare gli svantaggi infrastrutturali di alcune aree produttive e residenziali. A questi fondi si aggiungono 180 milioni di euro dallo Stato riservati all’Emilia-Romagna per lo sviluppo della banda ultra larga.

“È importante valorizzare tutte le risorse a disposizione in modo efficace e veloce per colmare le differenze tra territori diversi e cittadini, garantendo a tutti la massima qualità nell’accesso alle reti, rivolgendo particolare attenzione al tessuto produttivo e al mondo scolastico. Un passaggio importante è quello di un sistema più semplificato – sottolinea Soncini– e della velocizzazione delle pratiche attraverso l’implementazione della digitalizzazione della pubblica amministrazione.”

“Serve un orizzonte ampio e bello: per questo non dobbiamo dimenticare il tema della formazione dando spazio alla dimensione dell’educazione dei nativi digitali e delle loro famiglie, accompagnando i ragazzi ad un corretto utilizzo degli strumenti digitali, educandoli ai rischi e ai pericoli, ma anche alle grandi opportunità che rappresentano. L’Agenda Digitale dell’Emilia-Romagna, frutto di un confronto regionale articolato basato su quattro workshop tematici, a cui hanno partecipato 164 esperti, e nove workshop territoriali – sono le conclusioni di Soncini – tiene insieme tutti questi aspetti”.

 

Combattere lo spreco alimentare, la risoluzione PD

Risoluzione presentata all’Assemblea legislativa per chiedere l’impegno della Giunta su un Piano di azioni, un percorso di transizione verso modelli economici socialmente sostenibili e incentivi e sgravi fiscali per le aziende.

images

I market di ogni marchio quotidianamente producono e gettano significativi scarti di alimenti ancora commestibili, spesso solo perché non sono più esteticamente attraenti. Frutta e verdura in confezione vengono eliminate un giorno prima della scadenza per garantire al cliente l’assoluta freschezza del prodotto, mentre il prodotto sfuso subisce la stessa sorte appena sorge la minima imperfezione. I latticini, almeno tre giorni prima della scadenza, subiscono un taglio del prezzo allo scopo di eliminarne totalmente le giacenze prima di essere gettati. Lo scrivono i consiglieri del Pd in una risoluzione presentata all’Assemblea legislativa per chiedere alla Giunta di avviare gli opportuni studi di fattibilità per intavolare adeguati progetti di ridestinazione e ricollocazione di queste merci commestibili ma scartate, coinvolgendo adeguatamente, già in fase di programmazione le realtà imprenditoriali coinvolte ed eventualmente prevedendo incentivi o sgravi fiscali per le stesse. 

Nel documento si chiede inoltre di predisporre, col coinvolgimento del “Tavolo regionale permanente per l’economia solidale” di cui alla legge regionale n. 19 del 2014, “un piano di azioni da intraprendere per limitare lo spreco alimentare e avviare un percorso di transizione verso modelli economici socialmente e naturalmente sostenibili”.

Nella risoluzione si evidenzia “che in base a una relazione pubblicata nel giugno 2014 dal Comitato economico e sociale europeo, vari Stati membri della Ue hanno già varato misure per incoraggiare la donazione alle organizzazioni caritative dei generi alimentari invenduti”.

Il testo della risoluzione lo trovate qui OGAL2016009273