Bando “Giovani per il territorio”. Scadenza 20 gennaio 2016

Bando logo GPT Regione Emilia Romagna

Il bando è rivolto ad associazioni giovanili per progetti innovativi di valorizzazione e gestione dei beni culturali in Emilia-Romagna.

Il bando IBC “Giovani per il territorio” è destinato a sostenere, attraverso l’attribuzione di dieci contributi di importo pari a 10.000 Euro (per un importo complessivo di ben 100.000 Euro) la realizzazione di dieci progetti innovativi per la valorizzazione e gestione di uno o più beni culturali in Emilia-Romagna.

La proposta progettuale deve descrivere e motivare l’iniziativa presentata, dettagliando le modalità attraverso cui la valorizzazione e gestione verranno realizzate e i relativi tempi di svolgimento.
Le domande di partecipazione devono pervenire entro e non oltre il 20 gennaio 2016 e saranno valutate da una commissione di selezione.
L’esito sarà comunicato ai vincitori per posta elettronica entro il 16 marzo 2016 e pubblicato sul sito internet dell’IBC.
In allegato il bando completo e la scheda tecnica da compilare.

Bando “Giovani per il territorio” II edizione

Scheda tecnica

 

Persona di riferimento

 

450 mila euro dalla Regione per la Casa della salute di Puianello. Una scelta lungimirante.

casa salute puianello

 

“Casa della salute: un luogo, un punto di riferimento di prossimità, al quale tutti i cittadini possono rivolgersi. Ilfinanziamento regionale alla Casa della salute di Puianello testimonia ancora una volta quanto sia la Regione sia il territorio di Reggio Emilia vedano con lungimiranza le strategie innovative in ambito sanitario”

Commenta così Ottavia Soncini, consigliere regionale del Partito democratico e vice-presidente dell’Assemblea legislativa, lo stanziamento, approvato martedì in Regione, di 450 mila euro per il completamento della struttura di Puianello.
Il finanziamento della Casa della salute di Puianello è parte di un importante finanziamento di circa 65 milioni di euro che la Regione ha varato ieri per migliorare la qualità e la sicurezza dell’assistenza sanitaria, in particolare per l’area materno infantile, grazie a interventi strutturali ed impiantistici e all’acquisizione di tecnologie biomediche ed informatiche per le Aziende del Servizio Sanitario regionale. Delle risorse complessive, quasi 40 milioni di euro provengono dal cosiddetto payback del 2013, un meccanismo di ripiano attraverso il quale i produttori dei farmaci restituiscono al Servizio sanitario nazionale le somme che superano il tetto della spesa complessiva, mentre altri 26 milioni di euro si sono resi disponibili da fondi regionali.

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Piano infrastrutture strategiche, approvata in Giunta la proposta da presentare al Governo.

La nuova proposta per il Programma infrastrutture strategiche (Pis) – rivista in seguito a quanto previsto dal documento allegato al Def 2015 – sarà presentata al Governo.
Il programma è articolato in due priorità e conferma la strategicità degli interventi ferroviari, oltre a proporre una selezione di quelli  sulla rete viaria che puntano alla sicurezza e miglioramento delle aree maggiormente congestionate.
Riteniamo che questa proposta possa realizzare pienamente le indicazioni. Il Ministero ci ha chiesto di ridurre, noi dimezziamo.
E’ prevista infatti una riduzione di circa il 45% del costo complessivo del Programma e di circa il 17% del fabbisogno.
In dettaglio le opere e gli investimenti previsti.

 

Conferma della strategicità degli interventi ferroviari, con la scelta di potenziare la rete e migliorare il servizio passeggeri. Al tempo stesso, una selezione degli interventi sulla rete viaria, puntando sulle aree maggiormente congestionate – a partire dalle tangenziali urbane – e sull’innalzamento dei livelli di sicurezza sulle grandi direttrici, come la revisione del corridoio E45-E55 e il rafforzamento del corridoio Adriatico SS16.

Questi, in estrema sintesi, i punti salienti della nuova proposta (approvata dalla Giunta regionale nella seduta di oggi) che la Regione Emilia-Romagna farà al Governo in merito al Programma infrastrutture strategiche (Pis). Una proposta che prevede una riduzione di circa il 45% del costo complessivo del Programma, che passa da 21.678,89 milioni di euro a 11.950,46 milioni, e una riduzione di circa il 17% del fabbisogno (da 8.421,95 mln di euro a 6.957,23 milioni).

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Via libera dall’Unione europea all’etichetta “Prodotto di montagna”

Salumi, formaggi, miele, ortofrutta delle zone appenniniche potranno fregiarsi in etichetta di una specifica indicazione d’origine anche in Emilia-Romagna E’ stata infatti pubblicato sulla Gazzetta ufficiale europea il regolamento sull’indicazione “Prodotto di montagna”.

In questo modo i consumatori potranno riconoscere ed acquistare, con certezza, le produzioni agroalimentari di qualità dell’Appennino, prodotti unici per naturalità, tipicità, storia e manifattura e per un ambiente di elevata qualità ecologica. Si tratta di una nuova opportunità per i consumatori, ma anche per gli agricoltori di montagna che potranno così valorizzare commercialmente meglio i frutti del loro lavoro.

 

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L’indicazione prodotto di montagna è riservata ai prodotti il cui ciclo produttivo è svolto interamente nei 117 Comuni della montagna emiliano-romagnola, con la sola possibilità di derogare la fase trasformazione (macellazione, molitura, ecc.) entro i 30 chilometri di prossimità.

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582 mila euro dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per la realizzazione di attraversamenti semaforizzati adeguati alle esigenze dei non vedenti

Per migliorare la sicurezza degli impianti semaforici e adeguarli alle necessità dei non vedenti il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha varato uno stanziamento di 582.271 euro. La cifra, destinata ai comuni che parteciperanno al bando con successo, è destinata a coprire le spese “per la realizzazione, con opportune segnalazioni strumentali e installazione di percorsi tattili, di attraversamenti pedonali semaforizzati adeguati alle esigenze dei non vedenti”.

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L’avviso è stato pubblicato sul sito del Mit e sulla Gazzetta Ufficiale numero 247 del 23 ottobre 2015 e prevede che le domande, corredate dai progetti, siano presentate entro il 27 novembre.

Qui potete trovare il link attraverso il quale accedere al bando.

A San Martino in Rio per inaugurare il nuovo campo sportivo

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E’ davvero un importante progetto che valorizza l’attività sportiva e offre ai cittadini sammartinesi la possibilità di usufruire di questo spazio in controtendenza con il problema della carenza impiantistica italiana. Una struttura dedicata all’attività calcistica, e in generale all’attività sportiva di base, che è fondamentale per continuare a educare i giovani all’importanza della pratica sportiva.

Siamo orgogliosi di questo nuovo impianto che apre le porte agli sportivi giovani e meno giovani di San Martino e non solo. Il calcio non è solo sport, ma è anche momento di gioia, aggregazione e crescita. E’ con soddisfazione che abbiamo messo a disposizione la nostra progettazione e il massimo della tecnologia di settore a tutela degli atleti e dell’ambiente, per un’opera dal valore sociale così importante.

Il campo da calcio, finalmente realizzato e consegnato alla cittadinanza sammartinese, si trova nella zona posta a sud-est del centro abitato, a margine delle strade comunali Via Falcone e Via Roma, in prossimità del Cimitero e dei quartieri residenziali. La nuova via per raggiungerlo è stata intitolata “Mondiali dell’82”. Certamente il campo è di qualità eccellente: sole, pioggia o neve non lo danneggiano. E’ di un materiale sintetico che si avvicina molto a un campo in erba naturale, e questo porta a un vistoso calo degli infortuni e un minor impegno di manutenzione. Uno dei campi più innovativi della provincia, dove si potrà sviluppare l’attività di tanti appassionati. Negli ultimi anni l’attenzione della Società Sammartinese si è rivolta principalmente alla Scuola Calcio, tra le più conosciute della zona, e al Settore Giovanile, con la partecipazione ai Campionati Provinciali e Regionali.

E’ inoltre a disposizione delle società sportive calcistiche affiliate a Figc ed enti di promozione sportiva, per allenamenti o gare di campionato fino alla prima categoria. Infatti, il Carpi si è accaparrato il campo per allenare le sue squadre per la prossima stagione calcistica con grande compiacimento anche della U.S.D. Sammartinese.

Torniamo a investire sullo sport

3,8 milioni di euro per gli impianti sportivi dell’Emilia-Romagna, 8 su 10 dei quali costruiti prima del 1990, e l’impegno condiviso a dotare le strutture di defibrillatori. Nella seduta di ieri, l’Assemblea legislativa regionale ha approvato all’unanimità il “Programma regionale triennale per l’impiantistica e per gli spazi sportivi, pubblici e di uso pubblico, destinati alle attività motorio sportive”, in applicazione alla L.r. 13/2000 (“Norme in materia di sport”)”. Via libera unanime anche per un ordine del giorno presentato dal M5s, prima firmataria Giulia Gibertoni, e sottoscritto trasversalmente da consiglieri di tutti i Gruppi – Pd, Sel, Ln, Fdi-An, Fi, AltraER – che impegna la Giunta “a sostenere l’acquisto di defibrillatori per gli impianti sportivi”.

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Il programma regionale, ha evidenziato Giuseppe Boschini (Pd) in fase di illustrazione, “rappresenta la prova della rinnovata attenzione della Giunta Bonaccini per la pratica sportiva, nella consapevolezza della sua rilevanza sociale e dell’importanza che riveste per il benessere della popolazione”. Sul territorio regionale, ha ricordato, “sono attualmente attivi 16 mila impianti sportivi e spazi elementari di attività, il 77% dei quali è stato realizzato prima del 1990”. In relazione agli obiettivi e agli interventi individuati nel Programma triennale, “le risorse finanziarie previste all’interno del bilancio 2015 ammontano a 3.819.798 euro”. Per la richiesta dei contributi regionali, “la soglia minima dell’importo progettuale è stabilita in 300 mila euro, se si tratta di interventi di realizzazione, completamento e ampliamento di impianti e spazi sportivi, e in 100 mila euro se si tratta di interventi di recupero funzionale e manutenzione straordinaria, nonché per la realizzazione di spazi attrezzati per attività fisico motorie e aree sportive in ambiente naturale”. Nella logica di uscire dalla frammentazione degli interventi, “verranno finanziati una decina di progetti per strutture di rilevanza provinciale, collegati ad attività sportive rappresentative del territorio, con una compartecipazione della Regione non superiore al 50%”.

Giuseppe Paruolo (Pd), nel ringraziare i componenti della commissione Cultura, scuola, formazione, lavoro e sport, di cui è presidente, “per la celerità con cui è stato licenziato il programma, al fine di avviare i bandi di gara”, ha rilevato come “i soldi pubblici impegnati per ammodernare gli impianti e incentivare la pratica sportiva siano ben spesi, data l’alta valenza in termini di prevenzione e salute riconosciuta allo sport”.

Rifiuti urbani, verso il 2020. Approvata in Assemblea la nuova legge

Abbiamo chiuso il cerchio. Approvata la legge “Disposizioni a sostegno dell’economia circolare, della riduzione della produzione dei rifiuti urbani, del riuso dei beni a fine vita, della raccolta differenziata e modifiche alla legge regionale n.31 del 1996”. Una legge positiva, a tutela dell’ambiente: un provvedimento che segna un passo avanti verso una gestione europea e avanzata dei rifiuti. Il pianeta e la nostra Regione hanno bisogno di cure speciali: da oggi proviamo a scommettere su un’economia “circolare” basata sul riciclo e sul riuso. La salvaguardia dell’ambiente e’ fattore determinante anche per il diritto alla salute. Obiettivi della legge: riduzione tra il 20 e il 25% di produzione pro capite; 73% di raccolta differenziata; 70% di riciclo; tariffa puntuale: si paga per quanto si produce. Presto approveremo il piano regionale dei rifiuti. Non nascondo una mia preoccupazione, sulla base di simulazioni effettuate, per eventuali appesantimenti tariffari in provincia di Reggio che potrebbero avere ricadute sulle nostre comunità.Sostenibile.com-rifiuti

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Da Rete e Osea la nuova Asp “Reggio Emilia – Città delle persone”: opportunità e rischi di un’operazione storica

Nasce una esperienza innovativa e coraggiosa intrapresa dall’amministrazione comunale di Reggio Emilia su indicazione della legge regionale n.12 del 2013. Apprezzo l’ordine del giorno presentato dai Consiglieri comunali Maura Manghi e Daniele Marchi: qui una loro riflessione, che ampiamente condivido.

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Il consiglio comunale di Reggio ha deliberato sul progetto di fusione delle due aziende di servizi alla persona (Asp) del distretto di Reggio, ovvero Reggio Emilia Terza Età – Rete e Osea – Opere di Servizi Educativi e Assistenziali.

La nuova Asp “Reggio Emilia – Città delle persone” si occuperà di minori, disabili e anziani diventando uno dei più importanti soggetti del sistema di welfare locale, arrivando a un valore della produzione di circa 34 milioni di euro e circa 700 dipendenti.

I numeri contano. Non v’é dubbio. E la ratio della legge regionale n. 12 del 2013, che prevede questi processi di aggregazione, è una ratio sostanzialmente numerica che conduce a una razionalizzazione amministrativa volta al contenimento della spesa pubblica.

Un percorso quindi frutto non tanto di una scelta politica di questa amministrazione, ma di un solco normativo nel quale anche il nostro Comune deve collocarsi. Un atto dovuto, ma un atto con un impatto significativo per la nostra comunità e, quindi, un atto che va accompagnato con attenzione e consapevolezza.

Un’operazione storica, che segnerà il mandato di questa amministrazione e la vita della nostra città. Non nascondiamo preoccupazioni e perplessità. Che un ente pubblico di queste dimensioni riesca a produrre maggiori efficienze gestionali e amministrative è una scommessa tutta da vincere.

Di base le possibilità ci sono: acquisti, forniture, mezzi etc… sono voci razionalizzabili, così come alcuni costi della struttura amministrativa. Ma viste le finalità socio-assistenziali ed educative del nuovo soggetto sarebbe auspicabile vedere ogni euro risparmiato reinvestito per migliorare la qualità e l’accessibilità dei servizi erogati.

Non c’è dubbio che si tratta di fondere due realtà molto diverse tra loro per storia, tipologia di servizi e cultura organizzativa.

Nei servizi alla persona è sempre più chiaro come sia la personalizzazione degli interventi a renderli appropriati, efficaci ed efficienti; questo è già difficile quando ci troviamo di fronte a enti che erogano servizi per la stessa tipologia di destinatari, immaginiamo come la cosa si possa complicare se un unico ente deve avere cura di minori, disabili e anziani.

Al di là dei passi societari che in questi mesi porteranno a un unico nuovo soggetto, sarà estremamente importante seguire e accompagnare quella che sarà la riorganizzazione dell’ente da cui misureremo la capacità di questo nuovo soggetto di essere realmente al servizio della comunità.

La centralità della persona, dei suoi bisogni, dei suoi desideri e aspettative dovrà essere il criterio di orientamento fondamentale per investimenti, politiche e scelte organizzative del nuovo soggetto. Per fare questo di fondamentale importanza sarà la formazione, costante e diffusa, per tutti gli operatori.

È indubbio, infine, che il governo di questo processo e di questa nuova realtà dovrà essere affidato a persone tra le più capaci della nostra comunità, affidandosi per la loro scelta esclusivamente a criteri di merito e competenza.

Come consiglieri comunali l’impegno sarà quello di accompagnare questo cammino vigilando, per quanto di nostra competenza, sui suoi sviluppi.

Daniele Marchi – consigliere comunale Pd
Maura Manghi – consigliere comunale Pd