20 milioni l’anno di fondi regionali per il diritto allo studio universitario

Ampliare il numero dei destinatari degli interventi di diritto allo studio universitario, sostenere le esperienze internazionali degli studenti e accompagnare i laureandi e i neo laureati verso il lavoro.
Sono gli obiettivi prioritari del Piano regionale degli interventi e dei servizi per il diritto allo studio per il triennio 2016-2018, approvato dalla Giunta regionale e oggi all’esame della Commissione assembleare “Cultura, Scuola, Formazione, Lavoro, Sport e Legalità”, che ha espresso voto favorevole.

Sono più di 20 milioni di euro le risorse proprie che la Regione conta di mettere a disposizione ogni anno nel triennio per il diritto allo studio, gestite dall’Azienda regionale Er.Go, insieme alle risorse provenienti dal gettito della tassa regionale per il diritto allo studio universitario e le risorse del Fondo integrativo nazionale. Dal confronto con le Regioni che hanno il maggior numero di studenti iscritti, l’Emilia-Romagna registra la maggior spesa per le borse di studio: 71 milioni di euro contro i circa 58 milioni di euro di Toscana e Lombardia, e circa il 49 milioni del Lazio (dati Miur a.a. 2014-2015).

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In Emilia-Romagna, rispetto al totale degli studenti iscritti ai quattro Atenei regionali e alle sedi decentrate di Piacenza dell’Università Cattolica e del Politecnico di Milano, il 67% provengono da province diverse dalla sede del corso, e il 42,2% da altre regioni. Dall’anno accademico 2007/2008, l’Emilia-Romagna è sempre riuscita ad erogare un beneficio al 100% degli idonei.

Nell’anno accademico 2014-2015 si è concesso un beneficio a 19.265 studenti, con un incremento di oltre il 4% di idonei rispetto all’anno precedente. Un risultato ottenuto grazie all’impegno finanziario regionale, alla politica di razionalizzazione delle spese attuata dall’Azienda regionale per il diritto agli studi superiori e alla collaborazione con gli Atenei della regione. I posti letto attualmente disponibili sul territorio regionale sono 3.504, suddivisi in 45 residenze. Sono 76 i punti ristorativi attivi in regione, di cui 12 mense, che nel 2015 hanno erogato oltre 2 milioni di pasti.

Cosa prevede il piano

  • Misure di sostegno economico
    Per raggiungere la più ampia copertura delle borse di studio, la Regione nel prossimo triennio intende riadeguare gli importi degli interventi e aggiornare le soglie economiche di accesso ai nuovi valori ministeriali. La borsa di studio per le diverse categorie di studenti In Sede, Fuori sede e Pendolari potrà essere composta in quota in denaro e in quota in servizi gratuiti (abitativo e/o ristorativo). Potranno essere messe a punto esperienze diversificate, a seconda del contesto territoriale e in ragione della diversa consistenza dei servizi presenti. Inoltre viene prevista la possibilità di accesso alle borse di studio anche per gli studenti iscritti ai corsi di dottorato che non beneficiano di altre forme di sostegno.
  • Internazionalizzazione
    Oltre 3 mila e 700 studenti, ossia un quinto dei destinatari del diritto allo studio universitario in Emilia-Romagna, ha nazionalità estera. Già da qualche anno Er.Go ha realizzato uno sportello specificatamente dedicato agli studenti internazionali, a cui si è affiancato un servizio di consulenza e accompagnamento per i ragazzi ancor prima del loro arrivo in Emilia Romagna e durante il primo periodo all’Università.
    La dimensione internazionale della formazione universitaria ha una duplice valenza: da un lato rappresenta un fattore di attrattività sul territorio regionale di giovani talenti e dall’altro costituisce una componente ormai essenziale della formazione universitaria affinché i giovani si presentino preparati nella competitività globale del mercato del lavoro. Per sostenere gli studenti iscritti ad un Ateneo regionale che per conseguire la laurea debbano frequentare un Ateneo internazionale il Piano mette in campo lo strumento della “borsa internazionale”, da definire nell’importo anche in base alla durata del soggiorno all’estero. Per gli studenti invece iscritti ad un Ateneo internazionale che devono frequentare per un periodo un Ateneo della regione, si interverrà fornendo servizi abitativi e ristorativi, con tariffe da definire anche in collaborazione con gli Atenei.
  • Orientamento al lavoro per laureandi e neo laureati
    Il Piano prevede una misura dedicata agli studenti borsisti degli ultimi anni di corso e dei neo laureati, in collaborazione coi servizi di placement delle Università e con quelli dell’Agenzia regionale per il Lavoro. Nel corso del 2015 Er.Go ha già gestito, in integrazione con i Centri per l’impiego e nell’ambito di Garanzia Giovani, 169 percorsi di orientamento specialistico realizzati a Ferrara, Modena, Reggio Emilia e Parma. L’orientamento al lavoro diventa così un ulteriore segmento delle politiche del diritto allo studio universitario per supportare gli studenti nella fase di transizione al lavoro.

Agricoltura, dalla Regione 19 milioni per aree svantaggiate delle zone montane e collinari

Arrivano dalla Regione 19 milioni di euro sotto forma di indennità compensative a favore delle aziende agricole e zootecniche che operano in aree svantaggiate di montagna e altrezone collinari sottoposte a vincoli naturali, con ricadute negative sull’attività produttiva.

È la dotazione finanziaria stimata per l’attivazione di due bandi nell’ambito della Misura 13 del Programma regionale di sviluppo rurale 2014-2020, approvati dalla Giunta regionale dell’Emilia-Romagna su proposta dell’assessore all’Agricoltura, Simona Caselli. Per la precisione si tratta della seconda annualità di attuazione della Misura, che nel 2015 ha evidenziato un analogo fabbisogno finanziario. Le domande per entrambi i bandi, compilate secondo modalità definite da Agrea, devono pervenire ai Servizi Territoriali Agricoltura Caccia e Pesca e possono essere presentate a partire da oggi 13 aprile fino al prossimo 16 maggio.

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I due bandi in sintesi
Il primo bando è rivolto agli agricoltori delle zone montane e prevede l’erogazione di unpremio base di 150 euro per ettaro di superficie agricola per anno. Il secondo bando è invece indirizzato agli imprenditori delle aree collinari svantaggiate: il premio base è di 90 euro. Per entrambi i  bandi è previsto un meccanismo di riduzione progressiva delle indennità (cosiddetta modulazione) in funzione dell’estensione della superficie agricola dichiarata. Sopra i 50 ettari il premio non viene più corrisposto.

Tutte le domande ritenute ammissibili saranno soddisfatte, anche se l’ammontare complessivo delle richieste di pagamento per i due bandi dovesse superare il fabbisogno stimato. Le risorse stanziate per l’attuazione della Misura 13 per l’intero periodo di programmazione del Psr 2014-2020 sfiorano i 90 milioni di euro.

Info: http://agricoltura.regione.emilia-romagna.it/psr-2014-2020/bandi/bandi-2016/indennita-a-favore-delle-zone-soggette-a-vincoli-naturali

Turismo, la Regione punta sull’Appennino bianco: 500 mila euro per i gestori dopo l’inverno senza neve

Cinquecentomila euro per venire incontro alle difficoltà dei gestori degli impianti sciistici dell’Appennino emiliano-romagnolo, penalizzati dall’assenza di neve per gran parte della stagione invernale. Li stanzierà la Giunta regionale nell’assestamento di bilancio 2016, per dare una risposta immediata e concreta alle richieste di sostegno giunte dagli operatori.

L’annuncio arriva dal presidente della Regione, Stefano Bonaccini, che oggi, con l’assessore al Turismo, Andrea Corsini, partecipa a Sestola, nel modenese, al convegno voluto dalla stessa Regione per discutere delle prospettive di sviluppo dell’Appennino bianco, un comparto che nel 2015 ha registrato un +10,2%di arrivi e un +3,9% di presenze rispetto all’anno precedente.

“Siamo talmente convinti della capacità attrattiva della nostra montagna– afferma Bonaccini- che nel biennio 2015-2016 abbiamo stanziato 3 milioni e 200 mila euro per qualificare le stazioni invernali e il sistema sciistico: risorse importanti, destinate sia alla copertura delle spese di gestione degli impianti, sia agli investimenti. Ma sappiamo bene- aggiunge- che Appennino non significa solo vacanze sulla neve. Per questo abbiamo raddoppiato il fondo per la montagna e definito un Programma che prevede il rilancio complessivo del territorio. A disposizione, da qui al 2020, ci sono 700 milioni di euro, che serviranno a renderlo più attrattivo e più competitivo. Perché rafforzare l’Appennino significa rafforzare l’intera regione”.

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Risorse a cui si aggiunge il mezzo milione di euro per compensare le difficoltà degli operatori sciistici. “Vogliamo chel’ascolto dei territori caratterizzi la nostra azione di governo– sottolinea Bonaccini- le ragioni e le preoccupazioni degli operatori sciistici sono anche le nostre, gestori che dopo ingenti investimenti hanno dovuto fare i conti con un inverno anomalo. Lo stanziamento deciso conferma quindi la nostra volontà di puntare sull’Appennino, bianco e non solo”.

Per l’Appennino emiliano-romagnolo il 2015 si è chiuso con il segno più: +10,2% gli arrivi (280 mila) e +3,9% le presenze (2 milioni e 38 mila), con i turisti italiani a far registrare gli incrementi più interessanti (in aumento dell’11% gli arrivi e del 4,8% le presenze).

“É stato un anno da incorniciare, anche per la nostra montagna- conclude Corsini-. Ora dobbiamo investire sull’innovazione dell’offerta ricettiva e impiantistica. I margini di crescita ci sono e su quelli ci concentreremo, con una collaborazione sempre più stretta tra pubblico e privato”.

I like Emilia-Romagna, la campagna social ideata dal PD dell’Emilia-Romagna

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I like Emilia-Romagna, questo il titolo della campagna social ideata dal PD dell’Emilia-Romagna per raccontare il percorso che ha portato all’approvazione della nuova leggere regionale sul turismo. Il commento di Alessandro Belluzzi, responsabile Turismo PDER:

“Con l’approvazione della nuova legge sul turismo, l’Emilia-Romagna rafforza la propria presenza in un settore che già la vede tra le più importanti realtà a livello nazionale ed europeo. Il turismo nella nostra regione significa costa, spiagge ma non solo: città d’arte, terme, montagna, piccoli borghi, natura. Con la nuova legge si mette a sistema tutto questo passando dalla promozione del prodotto alla promozione del territorio che assume un ruolo strategico capace di fare sintesi di tutte le eccellenze.

Il Partito dell’Emilia-Romagna ha attivato nei mesi scorsi un percorso, insieme all’Assessore Corsini e ai consiglieri regionali PD, per incontrare amministratori, militanti del partito, rappresentanti di tutte le zone della Regione e operatori del settore. Abbiamo organizzato approfondimenti, ci siamo confrontati con chi quotidianamente lavora e si impegna per accogliere milioni di turisti che ogni anno vengono qui. Il turismo è il nostro biglietto da visita nel mondo, le persone che abbiamo incontrato sono i nostri ambasciatori della bellezza e noi abbiamo voluto coinvolgerli, renderli partecipi in maniera attiva per sapere come la pensano, per conoscere le loro richieste.

Il via libera alla legge è un ulteriore passo di questo percorso. Ma non il punto di arrivo. Il PD dell’Emilia-Romagna infatti ha deciso di lanciare la campagna social “I Like Emilia-Romagna”per spiegare, proprio a partire dall’approvazione del testo, i tanti risultati concreti realizzati nel settore del turismo e del commercio in questo anno di legislatura della Giunta Bonaccini. E nelle prossime settimane torneremo a incontrare gli operatori del settore perché la sfida di una regione più bella, più innovativa, capace di migliorarsi sempre e di promuovere la sua bellezza, possiamo vincerla solo lavorando tutti insieme”.

Il testo della legge regionale (clicca qui)

Oltre 14 milioni dalla Regione alla sanità reggiana

“Premiate qualità e accessibilità del nostro sistema di servizi” e “un grande segno di attenzione per la salute dei cittadini reggiani che, grazie a queste risorse aggiuntive, avranno a disposizione entro pochi anni nuove strutture altamente qualificate.” Così commentano con soddisfazione i consiglieri regionali PD Roberta Mori, Silvia Prodi, Andrea Rossi e Ottavia Soncini l’approvazione oggi in Assemblea del Programma straordinario di investimenti in sanità, che destina ai progetti delle Aziende reggiane oltre 14 milioni di euro.

Terzo investimento più sostanzioso del provvedimento regionale è il finanziamento di 11 milioni all’Azienda ospedaliera del Santa Maria Nuova per la realizzazione a Reggio Emilia del MIRE, struttura d’avanguardia dedicata alla salute della donna, della gestante, della coppia, del neonato e del bambino, i cui lavori inizieranno nel 2017: “risorse destinate al blocco operatorio, alla terapia intensiva neonatale e all’area travaglio-parto, – spiegano i consiglieri reggiani – e che si aggiungono alla prima tranche già erogata di 14 milioni avvicinandoci alla meta di questo nuovo ospedale, che sarà riferimento per tutta la provincia, con competenze specifiche e di elevato contenuto specialistico ma integrate con i servizi sanitari periferici e territoriali.”

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Non meno importanti sono i 3,1 milioni destinati a realizzare le Case della Salute a Castelnovo di Sotto e a Casalgrande, a cui si unisce la ristrutturazione e l’adeguamento antincendio del fabbricato poliambulatoriale diCorreggio. Grazie al finanziamento di 1 milione e 300mila euro, nell’attuale sede dei poliambulatori di Castelnovo Sotto sorgerà una nuova struttura adeguata ad accogliere in modo integrato le prestazioni extraospedaliere, orientate in particolare alla prevenzione, alla domiciliarità e al trattamento dei malati cronici, che servirà anche gli abitanti di Bagnolo in Piano e Cadelbosco di Sopra. Un milione e centomila euro vanno infine a Casalgrande, dove l’Ausl reggiana dovrà presto individuare la sede della Casa della Salute. “Consideriamo la scelta di questi interventi molto positiva – concludono i consiglieri PD – a sostegno di un sistema sanitario sempre più sicuro, accessibile e prossimo ai bisogni delle persone.”

Al via un bando da 5,5 milioni per la gestione dei boschi

Proteggere i boschi e le aree forestali dagli incendi, dagli eventi di dissesto idrogeologico e dalla diffusione di malattie che mettono a rischio la sopravvivenza del verde, soprattutto nelle aree montane.

Parte il primo bando regionale a favore del settore forestale attivato dal Programma di sviluppo rurale 2014-2020. A disposizione ci sono 5,5 milioni di euro destinati a Consorzi forestali ed Enti pubblici (Comuni, Unioni di Comuni, Città Metropolitana di Bologna, Province, Enti di gestione per i Parchi e la Biodiversità) per il finanziamento di progetti di importo compreso tra i 50 e i 150 mila euro. Per presentare la domanda c’è tempo fino al 7 giugno (entro le ore 12).

Le domande, corredate di progetto informatizzato, devono essere presentate alla Regione (Servizio Parchi e Risorse forestali) attraverso il sistema informativo di Agrea. I lavori relativi ai progetti ammessi al finanziamento dovranno iniziare entro il 31 marzo 2017 e concludersi entro il 30 settembre 2018.

Il Piano punta alla valorizzazione complessiva del patrimonio boschivo, particolarmente importante per l’accrescimento della stabilità dei versanti, la regolazione del deflusso idrico e la mitigazione dei cambiamenti climatici. Al contempo è finalizzato a rilanciare la filiera produttiva del bosco, attraverso azioni di supporto e ammodernamento delle aziende agricole esistenti. Ad oggi sono circa 700 quelle che svolgono attività forestale continuativa, mentre le imprese forestali vere e proprie, che operano anche nel settore del verde pubblico e privato e nella difesa idrogeologica, sono 120, con 1.800 addetti.

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Lavori ammissibili a finanziamento

Sono tre le tipologie di lavori ammissibili a finanziamento. La prima è relativa alla riduzione del rischio di incendio boschivo e prevede interventi che vanno dalla rimozione della biomassa secca nei boschi di conifere ai diradamenti e conversioni di cedui in alto fusto, dalla realizzazione e manutenzione di strutture antincendio, ad opere di sostegno e regimazione delle acque.

La seconda tipologia è relativa alla riduzione del rischio idrogeologico e comprende lavori di conservazione della funzionalità del reticolo idrografico minore (fossi, canali e rii), opere di regimazione idraulico-forestale (briglie, muretti, terrazzamenti, gradonate…) e lavori di drenaggio di acque superficiali (canalizzazioni, pozzetti…).

La terza prevede contributi per progetti di prevenzione dei danni provocati da cambiamenti climatici, fitopatie e deperimento, come diradamenti selvicolturali e la realizzazione di strutture per il monitoraggio dello stato fitosanitario dei boschi.

Il bando è pubblicato sul Bollettino ufficiale della Regione Emilia-Romagna (n. 96 dell’8 aprile 2016, parte seconda).

Password e codici addio, Pin unico nazionale (Spid) per i servizi della pubblica amministrazione

Pagare online servizi scolastici, tributi, contravvenzioni. Già da oggi, per cittadini eimprese dell’Emilia-Romagna, è possibile farlo con un’unica credenziale d’accesso: è Spid(Sistema pubblico di identità digitale), il pin unico voluto dal Governo per consentire a chiunque di accedere più agevolmente ai servizi su internet della pubblica amministrazione. La Regione Emilia-Romagna è tra le primissime realtà a rendere effettiva e operativa l’adesione a Spid rispettando i tempi concordati. Il suo primo servizio già accessibile con questa modalità è PayER, piattaforma dei pagamenti che permette di effettuare transazioni online (oltre 30mila al mese).

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PayER rappresenta il primo di oltre 150 servizi online di più di 330 pubbliche amministrazioni dell’Emilia-Romagna che saranno utilizzabili progressivamente e in tempi brevi con Spid, attraverso l’intervento di LepidaSpa. Già entro la fine del mese di aprile si potrà accedere al servizio wifi regionale WispER; sono previsti oltre 20 servizi entro giugno. E’ proprio con Lepida che la Regione ha aderito sin dall’inizio alla fase pilota di Spid e ha collaborato con l’Agenzia per l’Italia digitale, insieme ad altre Regioni, nel perfezionamento di regole tecniche e modalità organizzative per valorizzare il rapporto costruito tra gli enti del territorio, le piattaforme e i servizi realizzati nell’ambito dell’Agenda digitale dell’Emilia-Romagna. 

Spid: come ottenere le credenziali

Prenotazioni sanitarie, iscrizioni a scuola, situazione contributiva, pratiche d’impresa: ogni servizio che richieda una autenticazione online con Spid diventa accessibile da pc, tablet e smartphone con lo stesso pin. Vengono meno, quindi, le decine di password, chiavi e codici finora necessari. Per ottenere Spid, cittadini e imprese si possono rivolgere a uno dei gestori di identità accreditati (ad oggi Infocert, TIM e Poste Italiane) dall’Agenzia per l’Italia digitale, che fornirà le credenziali da utilizzare a ogni accesso.

Raffaele Donini, assessore regionale all’Agenda digitale, ha spiegato che: “l’esperienza accumulata in questi anni diventa ‘patrimonio’ nazionale. E’ già da alcuni anni, infatti, che la Regione ha elaborato un sistema di autenticazione unico chiamato FedERa, un servizio ‘precursore’ di Spid. L’adesione al sistema nazionale- aggiunge Donini- conferma la nostra volontà di affiancare e sostenere l’azione del Governo che, su questi temi, ribadisce la bontà di modelli e scelte tecnologiche fatte dalla nostra Regione in questi anni, allargando a tutto il Paese quello che in Emilia-Romagna era già possibile dal 2010”.

Prodotti agricoli e agroalimentari, 4 mln per promozione e informazione

Parte il bando regionale per sostenere i progetti di promozione e informazione sui prodotti  agroalimentari di qualità. A disposizione ci sono risorse per oltre 4 milioni di euro, la spesa ammissibile va da un minimo di 30mila euro a un massimo di 300mila euro. Ledomande potranno essere presentate dal 14 aprile al 24 giugno.

“Quella emiliano-romagnola è un’agricoltura di qualità, espressione di rigorosi disciplinari, attenta all’ambiente e alla salute dei consumatori. E’ importante conoscere tutto ciò, per fare le scelte giuste,  in un mercato spesso dominato da prodotti indifferenziati per origine e caratteristiche – spiega l’assessore regionale all’agricoltura Simona Caselli – questo bando  intende sostenere proprio le iniziative per promuovere l’eccellenza delle nostre produzioni. Lo  vogliamo fare privilegiando i progetti  che guardano al mercato europeo e quelli trasversali che coinvolgono più prodotti  e più settori”.

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Il bando del Programma regionale di sviluppo rurale  2014-2020  sui “Regimi di qualità dei prodotti agricoli e alimentari sulla promozione e informazione da gruppi di produttori sui mercati interni” punta dunque a  promuovere l’informazione nei confronti dei consumatori e degli operatori sui  regimi di qualità –  come Dop e Igp, il marchio Qualità Controllata e le produzioni Bio – e sulle caratteristiche nutrizionali dei prodotti; favorire la consapevolezza dei consumatori sulle positive ricadute ambientali delle produzioni ottenute con tecniche rispettose dell’ambiente e con il metodo biologico; sostenere l’integrazione di filiera,  incentivare iniziative di promozione sul mercato europeo.

 

Tra le attività che potranno essere finanziate: materiali informativi e promozionali, compresi siti web, seminari, degustazioni guidate, partecipazione a fiere ed esposizioni. Le attività devono essere attuate nel mercato interno e nei Paesi dell’Unione europea.
Il bando, valido per il biennio 2016-17, è rivolto alle associazioni e organizzazioni di produttori,  alle organizzazioni interprofessionali che partecipano ai regimi di qualità dei prodotti agricoli, alle cooperative, ai consorzi di tutela delle Dop, Igp (compresi quelli del settore vitivinicolo)  alle  reti di imprese o ad associazioni temporanee finalizzate al progetto. Possono partecipare anche associazioni con sede legale al di fuori dell’Emilia-Romagna, purché intendano favorire il tessuto economico emiliano-romagnolo e associno almeno il 10% di imprese regionali o rappresentino almeno il 10% della produzione il Emilia-Romagna.

Il bando  è stato pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione Emilia-Romagna del 5 aprile (delibera n.450/2016). Le domande vanno presentate attraverso il sistema informativo di Agrea, l’Agenzia regionale per le erogazioni in agricoltura http://agrea.emilia-romagna.it, informazioni sul portale agricoltura.

SI al Referendum Costituzionale, una mia riflessione sulla Gazzetta di Reggio

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Con il referendum costituzionale dell’autunno 2016 ci verrà chiesto: “Volete voi approvare?…”. La mia risposta sarà Sì. Non vi è un quorum da raggiungere, chi andrà a votare deciderà per tutti. La scelta riguarderà modifiche importanti: fine del bicameralismo perfetto e Senato dei 100, novità sulle leggi di iniziativa popolare, introduzione del referendum propositivo e di indirizzo, abolizione del Cnel e delle Province, nuovo rapporto tra Stato e Regioni. Dico Sì a un nuovo Senato, luogo adatto a includere le Regioni nell’ assetto istituzionale, poiché così potranno partecipare alla formazione delle politiche pubbliche e saranno stimolate a confrontarsi l’una con l’altra. Sarà superata la Conferenza Stato-Regioni, un raccordo, ora, senza vincolo né giuridico né politico sull’attività legislativa di Governo e Parlamento. Centrale è la riscrittura del Titolo V: significherà mettere fine alle “materie di competenza concorrente” che hanno trasformato i conflitti di attribuzione fra Stato e Regioni nel maggior numero di cause che la Corte costituzionale ha sciolto negli ultimi anni. Una Corte costituzionale bloccata dai contenziosi, dovuti all’assenza di compartecipazione nella decisione delle leggi, significa tempo e denaro spesi male. Finalmente si mette la parola fine a troppi anni di federalismo pasticciato, la riforma ci dice: questo lo fa lo Stato e questo la Regione. Dico Sì alla libertà nella gestione del bilancio che le Regioni avranno, ma con l’obbligo di perseguire l’equilibrio di bilancio. Le Regioni virtuose nei conti pubblici potranno chiedere allo Stato di avere una speciale autonomia in ambiti specifici. Non dovremo più assistere allo spettacolo tutto italiano che vede Regioni virtuose, costrette a barcamenarsi per rispettare vincoli di bilancio, accanto ad altre in profondo dissesto economico che spendono soldi pubblici in modo allegro. Ai nuovi Senatori non spetterà alcuna indennità per l’esercizio del mandato, perciò dico Sì alla riduzione dei costi della politica: con l’approvazione del referendum, tutte le Regioni saranno obbligate finalmente ad adeguare lo stipendio dei Consiglieri regionali a quello del Sindaco del comune capoluogo dì Regione; la Regione Emilia Romagna ha già provveduto. Dobbiamo adattare gli strumenti di partecipazione e di democrazia al tempo in cui viviamo: con il Sì al referendum, una legge di iniziativa popolare ben sostenuta dai cittadini (150.000 firme) dovrà essere esaminata obbligatoriamente dalla Camera; la politica non potrà più ignorare e nemmeno, come talvolta è successo, insabbiare le questioni poste dagli Italiani. Forte è infine il dibattito su un eventuale deficit di democrazia dovuto all’eliminazione dell’elezione diretta dei Senatori. Occorre raccontarci la verità: veramente crediamo che oggi il legame Senatore/cittadino sia più forte di quello che intercorre tra l’elettore e il Consigliere regionale di riferimento? I 100 Senatori rappresenteranno le istituzioni territoriali: 74 Consiglieri Regionali, 21 Sindaci e fino a 5 Senatori di nomina del Presidente della Repubblica. La forma di governo rimane quella parlamentare con un rapporto di fiducia tra Governo e Parlamento, ma con questa riforma potremo trovare il giusto equilibrio tra un Governo stabile, quindi capace di realizzare un programma di mandato, e un Parlamento in grado di funzionare dando voce alle minoranze, senza che ciò comporti il blocco dei lavori parlamentari. Immagino che il bello della riforma costituzionale sarà il confronto con i cittadini ed il loro ritrovato interesse anche per quello che la politica degli ultimi due anni, con il Governo Renzi, sta facendo per l’Italia. Per queste ragioni dico e voterò Sì.

Liste di attesa in sanità, il 98,4% di visite ed esami garantiti entro i tempi stabiliti dalla legge

In 9 casi su 10, visite e esami garantiti entro i tempi fissati dalle leggi e il Piano della Regione Emilia-Romagna contro le liste d’attesa in sanità, praticamente abbattute, che, su sua richiesta, arriva sul tavolo di Raffaele Cantone, presidente dell’Autorità nazionale Anticorruzione. Nella settimana che va dal 28 marzo al 3 aprile, sulle 40.000 prenotazioni effettuate in tutte le Aziende sanitarie emiliano-romagnole, il 98,4% delle prestazioni è stato infatti erogato senza sforamenti.
“E’ un risultato straordinario”, ha sottolineato il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, intervistato su Repubblica FacebookLive, nella redazione di Bologna del quotidiano. “Oggi stesso – ha aggiunto – su sua richiesta, trasmetteremo al presidente dell’Autorità nazionale Anticorruzione, Raffaele Cantone, il nostro Piano per la riduzione dei tempi d’attesa. L’ho invitato, peraltro, alla Conferenza dei presidenti delle Regioni prevista giovedì 14 aprile, in cui si discuterà delle centrali d’acquisto. In quell’occasione, credo che parleremo anche delle liste d’attesa”.

Intervista a Stefano Bonaccini

Pubblicato da la Repubblica su Venerdì 8 aprile 2016

All’insediamento della Giunta (gennaio 2015), nei tempi previsti (30 giorni per le visite, 60 per gli esami diagnostici) era garantito il 58% delle visite e degli esami strumentali. Con il Piano della Regione, da settembre 2015 a febbraio 2016 si era già arrivati a oltre il 94% delle visite e degli esami erogati nei tempi stabiliti, fino all’ultima rilevazione di questi giorni. I miglioramenti più vistosi per le visite specialistiche hanno riguardato, a  livello regionale, quelle endocrinologiche (passate dal 44% di gennaio 2015 all’attuale 98%), ginecologiche (dal 46% al 100%), gastroenterologiche (dal 58% al 98%) e pneumologiche (dal 46% al 97%).

Per abbattere i tempi, ha ricordato Bonaccini, “abbiamo stanziato 10 milioni di euro e assunto 150 nuovi professionisti, che verranno stabilizzati entro l’anno. Abbiamo riorganizzato le ‘macchine’ delle Aziende sanitarie e infranto anche un tabù: si possono fare visite anche la domenica e nelle ore serali della settimana”. Non solo: dall’inizio di questa settimana, da lunedì 4 aprile, “chi non si presenta all’appuntamento e non comunica la disdettapaga il ticket come sanzione”. Solo nello scorso anno, oltre un milione e mezzo di persone hanno “mancato” visite ed esami senza disdire. “L’aver introdotto questa nuova regola – ha sottolineato Bonaccini – per noi ha un nome preciso: si chiama giustizia sociale. Se prenoto ho il dovere di presentarmi, altrimenti tolgo a un’altra persona il diritto di essere visitata”.

“E’ giusto sanzionare chi non si presenta senza avvisare – ha ribadito l’assessore regionale alle Politiche per la salute, Sergio Venturi, anche lui in diretta web -. Da lunedì 4 aprile, stiamo constatando che le disdette arrivano prima delle 48 ore, così le Aziende hanno il tempo per ri-prenotare. Abbiamo attivato tante modalità per facilitare la disdetta:numero verde, Cup, farmacie. C’è anche una apposita app”.

“La vera sfida ora- ha concluso Bonaccini- è stabilizzare il risultato raggiunto: dobbiamo mantenere questo livello di soddisfazione per i cittadini”.