Piano gestione rifiuti e sessione di bilancio. Oggi e domani in Assemblea Legislativa

L’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna è convocata nelle giornate di martedì 3 maggio, dalle 9.30 alle 13 e dalle 14.30 alle 18, mercoledì 4 maggio, dalle 9.30 alle 13 e dalle 15 alle 19, ed eventualmente giovedì 5 maggio, dalle 9.30 a oltranza, se necessario per concludere la trattazione degli atti amministrativi e legislativi.

Al primo punto dell’ordine del giorno il Piano regionale di gestione dei rifiuti, con l’atto amministrativo “Proposta all’Assemblea legislativa di decisione sulle osservazioni pervenute e approvazione del Piano regionale gestione dei rifiuti”.

La seduta di mercoledì mattina si aprirà con la Sessione di bilancio e l’esame dei due progetti di legge “Disposizioni collegate alla prima variazione generale al bilancio di previsione della Regione Emilia-Romagna 2016-2018” e “Prima variazione generale al bilancio di previsione della Regione Emilia-Romagna 2016-2018”.

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Seguono nel programma dei lavori dell’Aula il progetto di legge “Istituzione di nuovo Comune mediante fusione dei Comuni di Borgonovo Val Tidone e Ziano Piacentino, nella Provincia di Piacenza”, il cui testo è stato licenziato con parere contrario dalla commissione Bilancio, affari generali ed istituzionali.

L’ordine del giorno prosegue poi con quattro progetti di legge di iniziativa consiliare.
Il primo propone modifiche alla legge regionale 6/2004 “Riforma del sistema amministrativo regionale e locale. Unione europea e relazioni internazionali. Innovazione e semplificazione. Rapporti con l’Università”, il secondo alla legge regionale 21/2012 “Misure per assicurare il governo territoriale delle funzioni amministrative secondo i principi di sussidiarietà, differenziazione e adeguatezza”.

Il terzo e il quarto progetto di legge si propongono invece di introdurre due nuove norme, la prima intitolata “Disposizioni in materia di fusioni di Comuni”, la seconda “Norme sul funzionamento della Consulta degli emiliano-romagnoli del mondo”.

A seguire due atti amministrativi: il primo è l’“Approvazione del Piano regionale degli interventi e dei servizi ai sensi della legge regionale ‘Sistema regionale integrato di interventi e servizi per il diritto allo studio universitario e l’alta formazione – anni scolastici 2016-17, 2017-18 e 2018-19’”, il secondo invece l’“Approvazione del Piano regionale contro la violenza di genere”.

Concludono l’ordine del giorno due atti di indirizzo sospesi nel corso della seduta pomeridiana del 12 aprile, uno sull’organico e i mezzi della Polizia di stato, l’altro sulla diffusione dell’Indicazione facoltativa di qualità (Ifq) “Prodotto di montagna”.

Le interrogazioni a risposta immediata sono previste all’inizio della seduta antimeridiana di martedì, mentre nella stessa giornata, ma all’inizio della seduta pomeridiana, sono in programma tre interpellanze.

La seduta verrà trasmessa in diretta streaming sul portale www.assemblea.emr.it. Sull’account dell’Assemblea legislativa, @AssembleaER, la diretta Twitter (#AulaER)

Patti solidarietà territoriale, la Regione sblocca 27 milioni di euro per i Comuni

Sbloccati quasi 27 milioni di euro in favore dei Comuni dell’Emilia-Romagna grazie al patto di stabilità regionale, con una quota parte -12 milioni- destinata a realizzare opere o ripristinare edifici pubblici danneggiati dal sisma del 2012. I Comuni dell’Emilia-Romagna potranno così utilizzare risorse che, senza il provvedimento approvato dalla Giunta regionale, sarebbero state bloccate per effetto delle norme nazionali in materia.

In particolare, la Giunta ha deciso, nell’ambito dei patti di solidarietà territoriale, di assegnare la prima tranche 2016 di potenzialità di spesa per un importo pari a quasi 15 milioni di euro. Inoltre, è stato definito un ulteriore sblocco di risorse per interventi di ricostruzione negli Enti locali colpiti dal sisma del 20 e del 29 maggio 2012, pari a 12 milioni di euro.

A queste prime assegnazioni, ne seguirà una seconda entro settembre, grazie alle “cessioni” dei Comuni emiliano-romagnoli. In considerazione dei risultati positivi dello scorso anno, sono stati applicati i medesimi criteri di riparto ed è stato possibile anticipare di oltre 2 mesi la scadenza prevista dalla legge dello Stato (30 giugno 2015).

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Il patto di solidarietà territoriale

I primi 15 milioni di euro, destinati a favorire investimenti, sono stati assegnati ai Comuni che ne hanno fatto richiesta, applicando criteri condivisi con il sistema delle Autonomie locali. In particolare, sono state interamente soddisfatte le domande dei Comuni piccoli, con popolazione fino a 1.000 abitanti.

Una quota (pari al 25% delle disponibilità complessive, al netto delle assegnazioni ai piccoli Comuni e per particolari criticità) è stata poi assegnata alle amministrazioni locali con un indebitamento pro-capite inferiore a quello della media del comparto; il restante 75% è stato destinato a compensare i peggioramenti derivanti dai patti di stabilità orizzontale 2014 e 2015.

Per garantire un’equità distributiva la Regione ha inoltre fissato un tetto massimo nelle attribuzioni ai singoli Comuni: questo ha permesso di assicurare “spazi patto” in misura almeno pari al 20% di quanto richiesto a tutti i Comuni con popolazione fino a 5.000 abitanti.

Le assegnazioni di spazi per l’esclusione delle spese sostenute dagli enti colpiti dal sisma

Gli spazi finanziari distribuiti alle Province, alla Città metropolitana e ai Comuni colpiti dal sisma del 2012 (Bologna, Ferrara, Modena e Reggio Emilia) sono stati pari a 12 milioni di euro e consentiranno di dare continuità agli interventi di ricostruzione o ripristino di edifici pubblici danneggiati, finanziati da rimborsi di polizze assicurative o da entrate derivanti da donazioni, il cui impiego altrimenti sarebbe stato bloccato dai vincoli del pareggio di bilancio.

Il riparto è stato effettuato in proporzione ai fabbisogni espressi dagli enti, dopo l’istruttoria svolta dalla struttura del Commissario delegato alla ricostruzione.

Reggio Emilia

Le assegnazioni in provincia di Reggio Emilia ammontano a 1,6 milioni di euro, di cui 1,4 dalla prima tranche dal patto di stabilità territoriale e 237 mila dal patto per i comuni terremotati.

A Rio Saliceto sono assegnati 145 mila euro, di cui 70 dal patto e 75 per interventi post-sisma.

Per quanto riguarda la distribuzione di spazi finanziari nell’ambito dei patti di solidarietà territoriale, al Comune di Sant’Ilario d’Enza sono stati assegnati più di 186 mila euro, a Casalgrande 170 mila, a Poviglio 157 mila euro, a Fabbrico 140 mila, a Cadelbosco di Sopra 129 mila, a Castelnovo di Sotto 120 mila, a Bibbiano 100 mila, a Viano 93 mila, a Quattro Castella 82 mila, a Guastalla 66 mila, a Carpineti e Vetto 40 mila ciascuno e a Boretto oltre 39 mila euro.

Per lo sblocco di risorse per interventi di ricostruzione, a San Martino in Rio sono stati assegnati 153 mila euro e a Novellara oltre 8 mila euro.

Un bando da 10 milioni per innovare le competenze delle imprese

Un avviso pubblico che finanzierà con 10 milioni di euro del Fondo sociale europeo misure per innovare le competenze delle imprese e fare dell’Emilia-Romagna un’economia forte, aperta, sostenibile e globale. È quanto mette in campo la Regione per concretizzare l’obiettivo condiviso dai firmatari del Patto per il Lavoro, offrendo alle figure imprenditoriali e al management strumenti per elaborare strategie di riposizionamento e accesso a nuovi mercati che sappiano cogliere le sfide del cambiamento.

Il bando – in attuazione del Piano Alte Competenze e in linea con quando tracciato dalla Strategia regionale di ricerca e innovazione per la specializzazione intelligente – intende qualificare le figure chiave delle imprese – che hanno la responsabilità di progettare e governare il cambiamento – indirizzandole verso le opportunità di innovazione connesse a tre grandi processi in atto: l’internazionalizzazione, la digitalizzazione e lo sviluppo sostenibile.

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Per rispondere adeguatamente a fabbisogni e potenzialità dei settori ritenuti strategici per la crescita regionale, l’invito prevede due distinte linee di intervento, una per le imprese della manifattura e dei servizi collegati, l’altra a supporto del terziario e del turismo.

Gli enti di formazione accreditati che intendono rispondere all’invito dovranno presentare piani di intervento volti a promuovere, sostenere e accompagnare i sistemi di imprese del territorio regionale. I piani potranno essere costituiti da percorsi di formazione continua per l’acquisizione di competenze necessarie a progettare e realizzare strategie di innovazione di prodotto/processo, organizzative e gestionali e azioni non corsuali finalizzate ad accompagnare le realtà imprenditoriali, singolarmente o in modo congiunto, a trasformare le competenze acquisite nei percorsi di formazione continua in comportamenti e modalità organizzative e gestionali nelle organizzazioni di lavoro. Interventi che, nella sinergia con attività seminariali e di informazione, potranno contribuire a diffondere una cultura del cambiamento e una maggiore consapevolezza diffusa dei processi di innovazione in atto.

Il termine ultimo per candidare operazioni in risposta al bando è fissato il I progetti devono essere inviati entro e non oltre le ore 12.00 del 31 maggio 2016.

Per saperne di più

  • Delibera di GR n. 467 del 4/04/2016 – Approvazione dell’Invito a presentare operazioni a supporto dei processi di innovazione e sviluppo – PO Fse 2014/2020 Obiettivo tematico 8 – Priorità di investimento 8.5
Azioni

Ricostruzione, fino al 30 giugno c’è tempo per i contributi del fondo Inail

C’è tempo fino al 30 giugno per richiedere i contributi del fondo Inail per le imprese con capannoni con carenze strutturali, per i quali occorra aumentare la sicurezza. Lo stabilisce l’ordinanza (la n° 26 del 22 aprile 2016) firmata da Stefano Bonaccini, presidente della Regione Emilia-Romagna e Commissario delegato alla Ricostruzione in merito ai contributi per la rimozione delle carenze strutturali già effettuate e agli interventi di miglioramento sismico effettuati o da effettuare. Le richieste di contributo le imprese possono presentarle a partire da lunedì 2 maggio prossimo.

L’ordinanza è consultabile sul sito http://www.regione.emilia-romagna.it/terremoto nella sezione “Atti per la ricostruzione”, e sarà pubblicata sul Bollettino ufficiale telematico della Regione Emilia-Romagna (Burert).

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Il termine di fine lavori sarà il 31 dicembre 2017 e possono presentare domanda le imprese – appartenenti a tutti i settori produttivi ad eccezione dell’agricoltura – che non abbiano dipendenti iscritti ad Inps od Inail, mentre la scadenza per la rendicontazione delle spese è il 30 giugno 2018: quindi è possibile presentare sia domanda contestuale di concessione ed erogazione, che domande separate di concessione e successiva erogazione anche per interventi già effettuati.

Per quanto riguarda la sicurezza e l’adeguamento sismico dei capannoni la procedura di prenotazione svolta nel mese di marzo ha visto 2.046, di cui 573 in agricoltura, imprese interessate: alla luce di queste richieste il Commissario ha provveduto a richiedere l’erogazione delle ulteriori due annualità di fondi Inail.

Alla luce delle numerose prenotazioni arrivate e in attesa di poter ricomprendere anche le aziende agricole (occorre la modifica del decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri), rimangono inalterate sia la percentuale di contributo erogabile (70% della spesa ritenuta ammissibile) che i limiti del contributo massimo erogabile. Nello specifico, 149 mila euro per singola impresa beneficiaria nel caso di intervento anche su più immobili, finalizzata alla sola rimozione delle carenze strutturali o al solo miglioramento sismico ed 200 mila complessivi, per singola impresa beneficiaria nel caso di interventi anche su più immobili e anche attraverso più domande riguardanti sia interventi di rimozione carenze che interventi di miglioramento sismico.

Un’Italia più semplice e veloce – aprile 2016

Cari amici,

di nuovo un saluto a tutti.

Innanzitutto, come sempre, uno sguardo nazionale: dopo 172 sedute, 5271 votazioni, 4776 interventi e 83 milioni di emendamenti la Camera ha votato per la sesta e ultima volta la Riforma Costituzionale che prevede il superamento del bicameralismo (im)perfetto, la riduzione del numero dei parlamentari, la soppressione di CNEL e province e modifiche importanti sul nuovo rapporto Stato e Regioni.

La parola passa ora ai cittadini che nel referendum di ottobre potranno dare o meno il loro appoggio alla riforma.

Un parlamento più semplice e più veloce penso sia il desiderio di tutti, cittadini e politici dei territori.

Qui trovate la mia riflessione, pubblicata sulla Gazzetta di Reggio, sulle ragioni che mi porteranno a votare Sì all’appuntamento di ottobre. Dopo due anni di lavoro si sta per scrivere la storia della “Nuova Repubblica”, la Terza: nessuno ci avrebbe scommesso, ce l’abbiamo quasi fatta!

Qualche dato a livello nazionale: secondo l’Inps le domande di disoccupazione nel mese di febbraio sono diminuite del 22,7% rispetto a febbraio 2015; inoltre, nel 2015, rispetto al 2014, c’è stato un aumento di 740.000 unità sulle assunzioni a tempo indeterminato; le trasformazioni a tempo indeterminato di rapporti di lavoro a termine sono invece passate dalle 331.000 del 2014 alle 573.000 del 2015, con un incremento di 242.000. Arrivano poi buone notizie dal mondo della cultura: nei primi tre mesi del 2016, rispetto allo stesso trimestre dell’anno scorso, i musei italiani hanno visto un +13,5% di ingressi e un +24% di incassi. Sempre per quanto riguarda il primo trimestre 2016, Federalberghi ha fornito dati che infondono fiducia agli operatori di questo settore: nel turismo +5,3% di presenze e +1,9% di occupati. Non accadeva da almeno un triennio.

L’Italia delle riforme sta investendo di più su cultura e turismo, finalmente!

Lo ha ripetuto il Presidente del Consiglio la scorsa settimana in Regione per un’opera infrastrutturale attesa da decenni dalla città metropolitana di Bologna: l’Emilia Romagna sia il traino del Paese; lo accompagni, prendendolo per mano nella strada della crescita. L’Italia dunque ci guarda, si aspetta grandi cose da noi; sta a noi non tradire queste aspettative.

Veniamo quindi alle questioni regionali. E’ di 11 milioni il secondo finanziamento della Regione per la realizzazione a Reggio Emilia del MIRE, struttura d’avanguardia dedicata alla salute della donna, del neonato e del bambino, i cui lavori inizieranno nel 2017. A ciò si aggiungono i 3,1 milioni destinati a realizzare le Case della salute a Castelnovo di Sotto e a Casalgrande, a cui si uniscono altri interventi a Correggio. A proposito di sanità, in Regione Emilia-Romagna il 98,4% di visite ed esami sono garantiti entro i tempi stabiliti dalla legge. Un risultato straordinario che pone la nostra regione come esempio virtuoso a livello nazionale.

Ancora sul territorio reggiano, un importante investimento verrà realizzato sui progetti di elettrificazione e potenziamento delle ferrovie, interventi che cambieranno il volto del sistema di trasporto su rotaia locale.

Sono stata a Roma per partecipare, in rappresentanza della Regione, alla proiezione alla Camera dei deputati di “The Perfect Circle”, documentario sulle cure palliative girato all’Hospice di Montericco di Albinea. Ho portato i saluti al Convegno regionale Orti ANCeSCAO; ho partecipato all’evento conclusivo del progetto Openlab “Patto Sociale di comunità per il benessere e la salute” organizzato dall’Unione Colline Matildiche e cofinanziato dalla Regione Emilia-Romagna. L’intento è sempre quello di rendere conto e condividere. Sono intervenuta al trentennale del Centro diurno comunale di Bibbiano e ho partecipato al convegno dell’Associazione “Health21” dal titolo “Costruire salute per non costruire ospedali”. Una due giorni di lavori sui temi della prevenzione e della salute.

Tutto questo, e molto altro, potrete trovarlo come sempre qui di seguito.

Un appuntamento, in chiusura: venerdì 22 aprile alle ore 21 sarò insieme all’on. Maino Marchi al Circolo PD Reggio 6 di Masone per un focus sulla Riforma costituzionale. Vi aspetto!

Saluto ognuno di voi,
Ottavia

Banda ultra larga al 100% per l’Emilia-Romagna

I primi bandi a maggio, l’inizio dei lavori a fine 2016. Sono i tempi fissati per portare entro il 2020 la banda ultra larga a cittadini, imprese e scuole dell’Emilia-Romagna, soprattutto in quei luoghi dove gli operatori delle telecomunicazioni non intendono investire, in quanto considerati non redditizi (le cosiddette “aree bianche”, quelle a fallimento di mercato).

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Tutto questo grazie a un accordo tra Regione e Governo (ministero dello Sviluppo economico), in base al quale verranno spesi sul territorio dell’Emilia-Romagna 255 milioni di risorse pubbliche. L’accordo consentirà di garantire interventi in tempi rapidi, di utilizzare nuove strategie e tecnologie di scavo, di valorizzare tutte le infrastrutture già realizzate tramite LepidaSpA (società in house della Regione), di unire le competenze di Lepida e quelle di Infratel (società in house del Governo), di azzerare le diversità tra zona e zona a livello di copertura.

Dei 255 milioni di euro, 180 sono messi a disposizione dal Governo, i rimanenti dalla Regione Emilia-Romagna, attraverso i Fondi europei Fesr (26 milioni) e Feasr (49 milioni). L’accordo permette di valorizzare le priorità definite dai bandi regionali per la realizzazione e gestione della rete e di ampliare le coperture integrando tutti i soldi pubblici nel rispetto degli impegni stretti con i territori.

“Avevamo scritto nel programma che avremmo portato la banda ultra larga da Piacenza fino a Rimini, da Zerba a Pennabilli. E oggi, grazie a questo accordo, creiamo le condizioni per raggiungere in tempi rapidi l’obiettivo” ha sottolineato il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, intervenendo stamani a Palazzo d’Accursio durante il convegno “Agenda digitale e piano banda ultra larga”, cui ha partecipato Antonello Giacomelli, sottosegretario di Stato al ministero dello Sviluppo economico.
“E’ un risultato importante- ha aggiunto Bonaccini- perché consente di dare a tutti i cittadini – dagli studenti agli imprenditori – le migliori condizioni possibili dal punto di vista delle infrastrutture digitali, permettendo di svolgere al meglio le loro attività, con evidenti conseguenze in termini complessivi di competitività per il territorio. A fine anno, per fare il punto sull’andamento delle politiche legate all’Agenda digitale, convocheremo una conferenza programmatica, a cui inviteremo anche il sottosegretario di Stato Giacomelli”.

Servizio civile regionale, 600 mila euro per il bando 2016

Ammontano a 600 mila euro le risorse a disposizione di enti pubblici o privati, accreditati all’apposito albo, per presentare progetti  di servizio civile regionale nel 2016.

Via libera, da parte della Commissione assembleare Politiche per la salute e Politiche sociali, al primo bando del Piano regionale di Programmazione triennale  del Servizio Civile, valido per iltriennio 2016-2018. Spetterà ora alla Giunta approvare il provvedimento che accoglie alcune delle importanti novità introdotte dal documento di programmazione.

Nel documento licenziato  dalla Commissione si promuove l’impegno civico lungo tutto l’arco della vita, aumentano le risorse attraverso un’adeguata pianificazione regionale (1 milione e 800mila euro in tre anni), si semplificano e si snelliscono le procedure.

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La novità è che da quest’anno i progetti potranno articolarsi su tre anni, consentendo agli enti di pianificare il servizio civile a medio-lungo periodo, anche grazie allo stanziamento del Fondo regionale del servizio civile che garantirà la copertura di 600 mila euro all’anno, fino al 2018.

Il bando favorirà anche una maggiore partecipazione al servizio civile consentendo la partecipazione a giovani disabili, ragazzi che vivono in condizioni economiche e sociali critiche, che provengono da paesi stranieri, ai cosiddetti NEET (giovani cioè che non studiano e non lavorano) e a quelli residenti o domiciliati nelle aree periferiche o montane.

Nel 2015 sono stati presentati 59 progetti da parte di 50 enti e 190 giovani hanno svolto un’esperienza di solidarietà, servizio e aiuto nel campo della protezione civile e ambientale, della difesa del patrimonio artistico e culturale, dell’aiuto agli anziani e ai non autosufficienti, dell’accoglienza dei migranti e, più in generale, del vasto insieme di attività di pubblico interesse.

Da quest’anno, il numero potrebbe aumentare  perché gli enti stessi potranno finanziare o cofinanziare posti di servizio civile regionale in cambio di un aumento di posti  messi loro a disposizione dalla Regione, come sorta di premio, nell’anno successivo.
Nulla cambia invece riguardo all’età dei giovani partecipanti (dai 18 ai 29 anni)e all’assegno riconosciuto (rispettivamente di  219, 288 e 360 euro mensili) a fronte di un impegno che potrà variare in base al progetto sceltotra i 6 e gli 11 mesi  annuali, per 15-20-25 ore settimanali.

Al via il bando per l’agroindustria, 60 milioni di euro per imprese più forti sui mercati

Cresce la domanda di made in Italy e  la Regione Emilia-Romagna mette a disposizione 60 milioni di euro per sostenere gli investimenti delle aziende di trasformazione e commercializzazione in campo agroalimentare. Con un obiettivo: essere più forti e competitivi sui mercati, a partire da quelli extra Ue. E’ quanto prevede il primo bando per gli investimenti delle imprese agroindustriali del Psr  (Piano di sviluppo rurale) 2014-2020. Le domande potranno essere presentate da domani, venerdì 15 aprile al 30 giugno.

Il bando per l’agroindustria si affianca a quello, annunciato nei giorni scorsi,  che stanzia 23,5 milioni di euro per sostenere gli investimenti delle sole aziende agricole emiliano-romagnole, per un plafond complessivo di risorse pari a 83,5 milioni di euro, che considerando  il cofinanziamento privato potranno movimentare risorse per oltre 200 milioni di euro. Anche in questo caso le domande possono essere presentate  a partire dal 15 aprile, ma con scadenza il 15 luglio.

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Cosa prevede il bando per l’agroindustria
L’agroalimentare è la seconda voce dell’export emiliano-romagnolo con una crescita nel 2015 del  6,2%.  Il bando  per gli investimenti agroindustriali stanzia 60 milioni, l’importo dei progetti dovrà essere compreso tra un minimo di 250 mila euro a un massimo di 5 milioni, i contributi – in conto capitale – saranno nella misura del 40%.

Destinatarie dell’intervento sono sia le imprese che svolgono esclusivamente attività di trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli, sia  quelle che affiancano tale attività a quella agricola di base. Gli investimenti potranno riguardare  la realizzazione e l’ammodernamento degli impianti e delle attrezzature di lavorazione lungo la filiera; l’introduzione di tecnologie innovative per rispondere a nuove opportunità e spazi di mercato o per migliorare la qualità dei prodotti; gli interventi che portano a un miglioramento della sicurezza alimentare, dell’efficienza energetica, dell’impatto ambientale e della sicurezza sui luoghi di lavoro.

Tra le priorità previste, per la valutazione delle domande, vi è  l’esistenza di particolari forme contrattuali (accordi di filiera, contratti con organizzazioni di produttori, adesioni a organizzazioni interprofessionali, ecc.) che massimizzino le ricadute positive sulla parte agricola; per le aziende di montagna, per i progetti che  riguardino produzioni Dop e Igp e biologiche o con particolari ricadute ambientali od occupazionali.

Il bando per  gli investimenti delle aziende agricole
Il provvedimento presentato nei giorni scorsi,  mette a disposizione 23,5 milioni di euro  per sostenere l’innovazione e l’ammodernamento delle imprese agricole, migliorare i processi produttivi e la qualità dei prodotti, ridurre l’impatto ambientale delle lavorazioni. Molto ampia l’articolazione degli interventi , tale da soddisfare  anche piccole aziende  del settore primario (da 10 mila a 3,5 milioni di euro gli importi minimi e massimi della spesa ammissibile), con priorità per giovani agricoltori, aziende di montagna, agricoltura bio, integrata, prodotti Dop e Igp.

Sport, entro l’estate la nuova legge regionale

Associazioni direttamente coinvolte nella gestione degli impianti sportivi, in una regione, l’Emilia-Romagna, che conta 800 mila iscritti a enti di promozione sportiva, quasi 370 mila atleti aderenti alle federazioni e circa 3 milioni di praticanti di attività motorie.
Un protagonismo dal basso previsto nella nuova legge regionale sullo sport, che sarà approvata entro l’estate, il cui iter inizierà con il varo del progetto di legge da parte della Giunta da qui a maggio.

Lo ha annunciato il sottosegretario alla Presidenza della Giunta regionale, Andrea Rossi, al convegno “Una regione a misura di sport”, svoltosi questa mattina nella terza torre della Regione in viale della Fiera, a Bologna.
L’incontro, cui ha partecipato il presidente della Regione con delega allo Sport, Stefano Bonaccini, ha messo a confronto personaggi del mondo sportivo e rappresentanti istituzionali emiliano-romagnoli. Con la nuova legge regionale ci sarà poi una Conferenza permanente dello sport con il coinvolgimento delle associazioni e degli enti locali.

Presenti al convegno campioni ed esponenti emiliano-romagnoli del mondo dello sport: Laura Fogli (nazionale italiana e vicecampionessa europea di maratona), Giancarlo Marocchi (nazionale di calcio e commentatore televisivo),Emanuela Pierantozzi (vicecampionessa olimpica e campionessa mondiale di judo), Giovanni Carnevali(amministratore delegato del Sassuolo Calcio) e Davide Cassani (commissario tecnico della nazionale di ciclismo).

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La Regione e lo sport: 20 milioni di euro nella legislatura
Come ha spiegato Rossi, la Giunta intende “mettere gli investimenti per lo sport al centro delle politiche regionali”. L’obiettivo dichiarato è investire 20 milioni di euro nell’intera legislatura per migliorare l’impiantistica e gli spazi sportivi del territorio emiliano-romagnolo.

La Regione nel 2015 ha stanziato e concesso 5 milioni di euro nello sport (più 50% rispetto al 2014). Nel 2016, sono già stati stanziati 4 milioni in un bando volto alla concessione di contributi per la costruzione, la ristrutturazione e la messa a norma di impianti sportivi utilizzati dalle scuole e 1 milione per la ricostruzione degli impianti sportivi danneggiati o distrutti dalle abbondanti piogge che hanno colpito in particolar modo il territorio piacentino nel settembre 2015 e dalle frane dell’entroterra ravennate del febbraio dello stesso anno.

Il Programma regionale triennale per l’impiantistica e per gli spazi sportivi 2015-17 varato dalla Giunta e dall’Assemblea legislativa, è rivolto agli oltre 16 mila impianti per lo sport e agli “spazi elementari di attività” in Emilia-Romagna, realizzati per la maggior parte (il 77%) prima del 1990.

Patto per il Lavoro, 2 milioni di euro per la formazione delle persone in mobilità e per agevolare nuove assunzioni

 

La Giunta regionale stanzia due milioni di euro, cofinanziati dal Fondo sociale europeo, per sostenere – attraverso l’acquisizione di nuove competenze – chi rischia di trovarsi fuori dal mercato del lavoro. Gli interventi riguarderanno formazione e servizi personalizzati in grado di aiutare le persone in mobilità – a seguito di una crisi aziendale – a trovare un nuovo lavoro. E, ancora, percorsi su misura per accompagnare le assunzioni in imprese che vogliono ampliare la loro base occupazionale.
“Si tratta di misure che consentono di rispondere tempestivamente alle effettive necessità dei lavoratori e di dare loro nuove opportunità di impiego, pensiamo a situazioni come quella che stanno vivendo ad esempio i lavoratori della Saeco – spiega l’assessore regionale al Lavoro e Formazione, Patrizio Bianchi – Ma intendiamo anche supportare le imprese che hanno necessità di assumere, in coerenza con il Patto per il Lavoro che prevede l’impegno a sostenere le azioni di qualificazione delle risorse umane a fronte di nuovi insediamenti produttivi e di progetti aziendali che si caratterizzino per elevato valore dell’investimento privato, dell’innovazione, della sostenibilità ambientale e delle buone ricadute sull’occupazione”.
Il primo avviso pubblico, finanziato con 1 milione di euro, vuole favorire il reinserimento occupazionale dei lavoratori in mobilità nell’ambito di crisi aziendali che si concludono, sulla base di accordi tra le parti condivisi in sede istituzionale, con esuberi superiori alle 50 persone. Questi lavoratori, entro 30 giorni dall’approvazione delle attività, potranno beneficiare degli interventi nei 12 mesi dalla loro iscrizione alle liste di mobilità. Si tratta di servizi personalizzati di presa in carico, azioni formative per l’adeguamento, l’aggiornamento e il rafforzamento delle competenze e servizi per l’accompagnamento al lavoro. Al bando, rivolto agli enti di formazione accreditati, possono essere candidate e finanziate ad esempio azioni orientative, percorsi di formazione per affrontare nuovi e diversi contesti organizzativi, percorsi progettati per concrete opportunità di reinserimento lavorativo, tirocini di inserimento o reinserimento, attività di accompagnamento al lavoro per l’attivazione di un contratto di lavoro di lavoro a tempo indeterminato, di apprendistato o a tempo determinato di durata superiore a 6 mesi.
Il secondo invito, anch’esso finanziato con 1 milione di euro del Fondo sociale europeo, vuole offrire opportunità formative per accompagnare l’inserimento lavorativo delle persone in imprese, reti di imprese e consorzi che abbiano siglato, con almeno un’organizzazione sindacale e una datoriale, un Piano formativo in cui siano descritte le competenze e le professionalità necessarie per un processo di crescita aziendale.
Destinatari di tali azioni formative sono le persone non occupate, che hanno assolto l’obbligo d’istruzione e il diritto-dovere all’istruzione e formazione. Tutti i percorsi approvati dovranno rilasciare un Certificato di Competenze o di Qualifica Professionale per garantire ai destinatari un titolo spendibile anche al di fuori della realtà imprenditoriale firmataria del Piano formativo.
I progetti approvati dovranno essere avviati tempestivamente, entro 45 giorni dalla comunicazione della loro approvazione. Per il primo invito i progetti potranno essere candidati dagli enti di formazione accreditati a partire dal 4 maggio, per il secondo dal 21 aprile. Entrambi i bandi scadono il 29 novembre 2018.