L’Emilia Romagna punta a essere ancora più verde: 10 milioni in bandi per la forestazione

Contribuiscono al sequestro di carbonio, riducono le emissioni di gas serra, ma possono essere anche un’importante fonte  di reddito per le aziende agricole.  Per estendere le superfici boschive in Emilia-Romagna, realizzare interventi di forestazione  e  promuovere l’arboricoltura  da legno la Regione mette a disposizione oltre 10 milioni di euro.
Si tratta delle risorse del Programma regionale di sviluppo rurale 2014-2020 che finanziano tre diversi bandi,  rivolti ai proprietari di terreni pubblici o privati e ai loro consorzi.

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I contributi possono arrivare ad a un massimo di  7.500 euro per ettaro per i boschi permanenti,  7mila euro per l’arboricoltura con specie autoctone e possono variare da 1.600 a 3.200 euro, sempre per ettaro, nel caso della pioppicoltura.  In  determinati casi, a copertura del mancato reddito agricolo, sono previsti anche contributi per ettaro, che vanno da  un minimo di 150  a un massimo di 500 euro.

In Emilia-Romagna la superficie boschiva è cresciuta del 20% negli ultimi trent’anni e oggi copre 611 mila ettari, quasi un terzo dell’intero territorio: numeri che la collocano tra le regioni con il più alto indice di boscosità in Italia. Il 30% dei boschi si trovano all’interno delle aziende agricole e solo il 3% è presente nella fascia territoriale della pianura. In tutto sono 685 le aziende  agricole con attività principale nel settore della selvicoltura, 1.990 quelle con attività secondaria. Oltre 5.000 famiglie effettuano tagli per uso privato.
Le domande potranno essere presentate a partire dal 14 luglio ed entro il 9 o 30 settembre, in base al tipo di intervento, utilizzando la piattaforma Agrea

 

Cosa prevedono i tre bandi
Imboschimenti permanenti. Per il tipo di operazione 8.1.01 ci sono a disposizione 5,7 milioni  di euro. Il costo unitario massimo ammissibile delle spese di impianto è di 7.500 euro per ettaro. Il contributo previsto copre il 100% della spesa.  Gli interventi possono essere realizzati in terreni agricoli e non agricoli, in pianura e in collina. La scadenza delle domande è fissata al 30 settembre.

Arboricoltura da legno consociata ecocompatibile –  Grazie a 2,4 milioni di euro l’operazione 8.1.02 finanzia al 100%  interventi  fino a un massimo di 7 mila euro nel caso di impianti di arboricoltura consociata, cioè con presenza di  diverse specie forestali autoctone, e di 4mila euro per ettaro nel caso di impianti di pioppicoltura ecocompatibile. Le percentuali di contributo  sono comprese tra il 70 e l’80%. Le domande vanno presentate entro il 9 settembre.

Arboricoltura da legno: pioppicoltura ordinaria  –  L’operazione 8.1.03 può contare su quasi 2,4 milioni di euro, ilcosto  massimo ammissibile è  di  4 mila euro per ettaro e il contributo previsto è del 40%. Anche in questo caso le domande vanno presentate entro il 9 settembre. La delibera è stata pubblicata sul Burert dell’Emilia-Romagna dell’8 luglio. Info sui bandi:  http://agricoltura.regione.emilia-romagna.it/psr-2014-2020 e http://agrea.regione.emilia-romagna.it.

Banda larga per la crescita, ecco le 160 aree produttive dell’Emilia-Romagna dove arriverà la rete veloce: 26 milioni dalla Regione

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Crescita e sviluppo grazie alla Rete veloce. L’Innovation communication technology (Ict) è infatti uno  strumento fondamentale per lo sviluppo e la competitività delle imprese e in 160 aree produttive, artigianali o industriali dell’Emilia-Romagna arriva la fibra ottica per la banda larga e ultra larga.

Il via libera agli interventi – che saranno realizzati dalla Regione, che per questo ha messo a disposizione 26 milioni di euro di risorse europee – è arrivato dalla Giunta regionale che, nell’ultima seduta, ha approvato la graduatoria delle aree ammesse: 160 le aree produttive, segnalate dai Comuni e dalle Unioni alla Regione, dove non sono presenti le infrastrutture per la copertura della banda larga, insediamenti che saranno dotati della fibra entro il 2020.

Nel dettaglio, le aree segnalate per provincia sono 35 a Bologna, 19 a Ferrara, 15 a Forlì-Cesena, 28 a Modena,  10 a Parma, 13 a Piacenza, 21 a Ravenna, 18 a Reggio Emilia e una a Rimini.

La realizzazione degli interventi – come detto  a carico della Regione – è sostenuta con i fondi del Programma operativo regionale Fesr 2014-2020, che complessivamente destina allo sviluppo dellIct e all’attuazione dell’Agenda digitale circa 26 milioni di euro.
 

Con la manifestazione di interesse, aperta tra marzo e aprile 2016, la Regione ha chiesto ai Comuni e alle Unioni di Comuni di candidare aree produttive per la realizzazione di infrastrutture in fibra ottica per l’abilitazione alla banda larga e ultra larga.

Interventi proposti per provincia –> http://www.regione.emilia-romagna.it/notizie/primo-piano/banda-larga-per-la-crescita-ecco-le-160-aree-produttive-dellemilia-romagna-dove-arrivera-la-rete-veloce-26-milioni-dalla-regione/interventi-proposti-per-provincia

Alla Festa del Pd di Correggio per “Il Terzo settore per una società inclusiva”

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Alla Festa del Pd di Correggio, venerdì 8 luglio, insieme al vice Sindaco Gianmarco Marzocchini, al deputato del Partito democratico Edoardo Patriarca e al Presidente della Fondazione “Durante e dopo di noi” di Correggio Sergio Calzari abbiamo fatto il punto sulle politiche riguardanti il Terzo settore a livello nazionale, regionale e locale.

7 luglio 1960, la risoluzione presentata in Regione

Fare piena luce sulle vicende della “strage di Reggio Emilia” del 7 luglio 1960 dove persero la vita cinque persone, episodio che “va indagato e approfondito anche alla luce degli esiti giudiziari, senza colpevoli accertati”. A chiederlo sono i consiglieri regionali Piergiovanni Alleva (Altra Emilia-Romagna), Roberta Mori, Silvia Prodi, Luca Sabattini e Ottavia Soncini (Pd), Igor Taruffi e Yuri Torri (Sel) e Giulia Gibertoni (M5s) in una risoluzione.

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Era il 7 luglio quando a Reggio scesero in piazza 20mila persone per uno sciopero contro le rappresaglie nei confronti dei manifestanti che a Genova avevano protestato contro il congresso del Msi. A Reggio la manifestazione pacifica ebbe esiti drammatici e cinque persone persero la vita.

I 29 novembre 1962, la sezione istruttoria della Corte d’Appello di Bologna rinviò a giudizio il vicequestore a capo del reparto di Polizia per “omicidio colposo plurimo” di quattro degli operai uccisi e un agente imputato d’omicidio volontario per aver sparato contro il quinto. Per motivi di legittima suspicione però, il dibattimento si celebrò a Milano e non a Reggio. Con sentenza del 14 luglio 1964, il vicequestore fu assolto con formula piena (per non aver commesso il fatto) mentre l’agente venne assolto con formula dubitativa. Due anni dopo, la Corte d’Assise d’Appello riformò la sentenza assolvendo l’agente con formula piena.

L’episodio “di grave violenza – evidenziano quindi i firmatari – è rimasto senza individuazioni di responsabilità e non pienamente chiarito”. Da qui, l’invito alla giunta “a valorizzare ogni progetto o ricerca universitaria per accertare e chiarire le vicende che sconvolsero Reggio Emilia e la regione intera”.

Il testo della risoluzione lo potete trovare qui –> risoluzione 1

Riformismo è stare a fianco della vita delle persone. La mia intervista a Prima Pagina

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Soncini come spiega la sconfitta del Pd alle amministrative?

Le amministrative, o meglio i ballottaggi, sono andate al di sotto delle nostre aspettative: abbiamo perso. È un momento complesso e siamo all’interno di un processo storico di trasformazione. Populismi, migrazioni internazionali, la sofferenza per la crisi economica sono elementi che hanno determinato l’esito elettorale. Il riformismo deve stare al fianco della vita delle persone. Serve più attenzione per lo stato d’animo profondo del Paese, una lettura più attenta della contemporaneità e dei suoi fenomeni collaterali. Poi va ricordato che le elezioni di medio termine non sono mai favorevoli per chi governa, in un tempo di grande mobilità elettorale. Pur in un turno non favorevole vorrei sottolineare la vittoria di Milano.

A Reggio avete perso il comune di Casina. Si poteva fare meglio? Dov’è stato l’errore e chi ha sbagliato?

Certo che si poteva fare meglio. A Casina abbiamo perso per dinamiche locali e questa non deve essere una giustificazione. L’esito di Casina deve fare riflettere; quando si perdono orecchie e piedi sul territorio e si smarrisce il contatto con la cittadinanza possono capitare sorprese come queste.

Sembra che la spinta dell’elettorato verso Renzi si sia affievolita. Perché?

Il Pd è il partito dei sindaci. Per definizione, un sindaco è colui il quale si assume delle responsabilità “facendo delle cose”. Il Pd e Renzi hanno ottenuto un ottimo risultato alle europee di due anni fa, ora il Pd è stabilmente sopra il 30 % dei consensi, dunque non parlerei di crisi. È evidente che l’azione di governo non sempre porta consensi nel breve termine, ma sono convinta che la direzione sia quella giusta. Dopo due anni di governo il giudizio è positivo.

Le amministrative hanno fatto suonare un campanello d’allarme in vista del referendum di ottobre. La strada per il sì ora è in salita?

La salita non ci spaventa, non è la riforma del Pd, ma del futuro del Paese. Abbiamo la grande opportunità di condividere un progetto più grande dei singoli sogni di ciascuno. Dobbiamo coinvolgere persone che non fanno vita politica quotidianamente, servono comitati elettorali, banchetti, incontri, risorse ed energie nuove. Spero che i giovani siano portatori sani di entusiasmo in questo appuntamento.

È d’accordo di modificare la legge elettorale?

No, non si torni indietro. Il meccanismo di elezione dei sindaci, con il ballottaggio, funziona. Per la prima volta nella storia del Paese un Governo ha pensato alla legge elettorale nei suoi primi mesi di vita. Le leggi elettorali non si fanno al termine del mandato con l’occhio ai sondaggi ma con l’attenzione alla stabilità e quindi al bene del Paese. Guardiamo alla Spagna e al caos dovuto a una legge elettorale che non consegna un vincitore.

E che ne pensa della possibilità di spostare la data del referendum?

Non abbiamo paura di dare la parola agli italiani.

Il Pd è molto diviso e c’è chi chiede a Renzi di lasciare la segreteria perchè non è d’accordo con il doppio incarico. Lei che ne pensa?

Credo che al Paese interessi relativamente poco il doppio ruolo di Renzi, sul quale io sono personalmente d’accordo. Il Pd si deve preoccupare esclusivamente delle difficoltà degli italiani e spiegare le proprie scelte con parole umili ma convincenti. Alziamo lo sguardo dal nostro ombelico.

Come giudica le posizioni della minoranza dopo il voto amministrativo?

Alla frase di Giulio Cesare “Meglio essere il primo in questo modesto villaggio che il secondo a Roma”, preferisco il motto prampoliniano “Uniti siamo tutto, divisi siamo nulla”.

Chi è contro Renzi è contro le riforme?

Le riforme non hanno un nome e cognome ma rispondono a richieste rimaste insoddisfatte da troppi anni. Chi è contro le riforme tenta il gioco di personalizzarle, noi non ci caschiamo e stiamo sul merito.

Se dovesse vincere il no Renzi farebbe bene a lasciare?

Se dovesse vincere il no mi preoccuperei per il futuro del Paese più che per il destino politico di un singolo. Se i risultati di un referendum sono palesemente in contrasto con l’agenda di governo, è difficile che nulla cambi.

Non pochi nel Pd hanno annunciato il loro no al referendum anche se la linea del partito è per il sì. Che ne pensa?

Mi rammarica sapere che singole persone fanno questa scelta. Il Pd è unito perché vinca il “sì” al referendum di ottobre. La riforma costituzionale è stata votata nella Direzione del partito, è stata decisa dai gruppi parlamentari, e tutti i singoli parlamentari del Pd l’hanno votata, anche coloro che sono riferimento di chi, oggi, a Reggio, ha posizioni diverse.

Anche a Reggio il partito è tutt’altro che unito. Crede sia venuto il momento per una conta interna?

Non sarò io ad aprire un fuoco di fila. “Conta interna” è poi un termine che non apprezzo molto. Ci sono scadenze congressuali che vanno rispettate. Non sono certo io a essere in imbarazzo per le riforme attuate dal Governo.

Lei è renziana della primissima ora. Non le sembra che rispetto a quello che Renzi diceva nelle primarie contro Bersani la sua linea sia un po’ cambiata?

Ieri parlavamo di riforme e oggi le attuiamo. La linea del Pd è dettata dalle esigenze delle persone, che continuano a rappresentare il nostro assillo.

Uno dei motivi per cui si perdono voti è il fatto che Verdini sia praticamente in maggioranza. Che ne pensa di questo?

L’Italicum è il primo modo per evitare partitini in parlamento e alleanze sconvenienti. Il secondo modo è vincere le elezioni.

State perdendo parecchi voti a sinistra. Il Pd è ancora in grado di dialogare con questo elettorato?

Unioni civili, crisi sindacali risolte, contrasto alla povertà, stretta sulle rendite finanziarie: non sono slogan, sono “cose” di sinistra. Stiamo ai fatti, non alle ideologie.

Si parla di lei per un ruolo a Roma. Solo voci o c’è qualcosa di concreto?

A mia insaputa. Sono stata votata per fare la Consigliera regionale e continuo a portare avanti il mio impegno in Regione. Ho un trasferimento in vista, ma non è per motivi politici…

Diritto allo studio universitario, apre il bando 2016-2017

Alloggi, borse di studio, contributi per la ristorazione, prestiti e sostegno alle esperienze di mobilità all’estero, servizi e contributi per studenti disabili: dal 6 luglio, è disponibile on line sul sito di Er.Go, l’Azienda regionale per il dritto agli studi superiori, il bando per l’assegnazione di servizi e benefici agli studenti universitari iscritti agli atenei dell’Emilia-Romagna per l’anno accademico 2016/2017.  E’ possibile presentare la domanda esclusivamente on line all’indirizzo www.er-go.it a partire dal 14 luglio, e per agevolare gli studenti nel richiedere l’Isee 2016, Er.Go ha predisposto una guida visibile e scaricabile in home page.

Le novità rilevanti che riguardano i bandi 2016/2017 riguardano le soglie Isee e Ispe, che sono state aumentate rispettivamente a 23.000 e 50.000 euro. Quest’anno, inoltre, anche i dottorandi di ricerca possono fare domanda di borsa di studio e di alloggio, purché non usufruiscano di altre borse di dottorato o assegni di ricerca. Viene poi istituita una borsa  di studio internazionale per gli studenti che frequentino corsi che rilasciano titoli doppi o multipli e che trascorrano all’estero presso un ateneo partner un periodo pari o superiore a sei mesi. 

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Borse di studio e altri interventi finanziari
Le borse di studio hanno un valore che varia da un minimo di 1.097 ad un massimo di 5.192 euro annui, sulla base delle condizioni economiche dello studente e della condizione di studente pendolare, fuori sede o in sede.
Alle borse di studio si affiancano altri interventi: i prestiti fiduciari, che possono arrivare fino ad un importo di 5.000 euro, si possono chiedere senza necessità di presentare garanzie; gli assegni formativi, tra 2.000 e 4.000 euro per favorire l’accesso e la frequenza a master, corsi di alta formazione e specializzazioneall’estero; gli interventi straordinari, del valore massimo di 2.000 euro per studenti in situazione di particolare difficoltà; i contributi per la partecipazione a programmi di mobilità internazionale  per le spese di vitto e alloggio sostenute all’estero per motivi di studio.

Alloggi
Sono oltre 3.500 gli alloggi disponibili nelle Residenze universitarie di Bologna, Cesena, Ferrara, Forlì, Modena, Parma, Reggio Emilia, Rimini e Piacenza. Sono prioritariamente riservati agli studenti in graduatoria, quindi in possesso dei requisiti economici e di merito previsti dai bandi di concorso. I posti temporaneamente liberi sono disponibili per una platea più vasta di utenti, a condizione che abbiano rapporti con le Università e gli altri istituti formativi presenti nel territorio (professori, ricercatori, studenti stranieri che partecipano a programmi di mobilità). Questi posti sono prenotabili dal borsino on line dove è possibile visualizzare le soluzioni abitative, prenotare e pagare.

Sportello unico per gli studenti internazionali
Un punto di accoglienza, orientamento e informazioni per gli studenti stranieri che scelgono di venire a studiare in Emilia-Romagna. Il servizio offre supporto informativo per le pratiche di immatricolazione e iscrizione ai corsi universitari e sui servizi per il diritto allo studio universitario. Un aiuto specifico è garantito nella fase di presentazione della domanda di benefici con video tutorial in inglese e francese.

Combattere la povertà e lo spreco alimentare: la Regione lancia un marchio “etico” per le aziende che donano

Costruire una filiera di contrasto alla povertà in tutte le sue forme, creare un coordinamento tra gli Empori solidali regionali, impostare un sistema di garanzia e trasparenza sull’utilizzo della merce raccolta, istituendo un logo regionale “di affidabilità” dell’Emporio.

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Sono questi gli impegni che la Regione Emilia-Romagna ha assunto per contrastare la povertà alimentare che, solo in Italia, coinvolge oltre 5 milioni di persone, di cui 1,3 milioni di minori. Povertà che, sulla spinta di anni di crisi economica, non ha risparmiato l’Emilia-Romagna, coinvolgendo singoli e famiglie.

Alla povertà alimentare, paradossalmente, si contrappone lo spreco di cibo, tanto che nell’Unione europea si stimano180 kg di cibo buttato pro-capite (dati Eurostat 2015). Per la Regione, occorre quindi lavorare anche sulla sponda delle imprese di distribuzione: i possibili “donatori” di cibo, incidendo sulla valorizzazione della responsabilità sociale di impresa e creando, a tale proposito, un marchio “etico” regionale per le aziende che aderiscono in modo stabile e continuativo al progetto attraverso vere e proprie donazioni e la fornitura di prodotti in eccedenza.
Questo in sintesi quanto è emerso nel convegno “Azzerare gli sprechi: povertà alimentare e nuove risorse“, che si è tenuto oggi a Bologna in Regione, al quale è intervenuto anche monsignor Matteo Maria Zuppi, arcivescovo di Bologna.

Per l’occasione la Regione ha anche presentato una ricerca realizzata in collaborazione con la Caritas Emilia-Romagna sugli Empori solidali presenti sul nostro territorio regionale. In tutto 20 realtà (12 già attive e 5 in fase d’avvio) dove è possibile trovare un po’ di tutto: dalla frutta e verdura alla pasta, al pane, ai cibi in scatola ma anche giocattoli e prodotti per l’igiene. Punti di distribuzione al dettaglio, completamente gratuiti e realizzati per sostenere le persone in difficoltà attraverso l’aiuto alimentare e offrire loro occasioni di socializzazione, che la Regione Emilia-Romagna, nell’ambito delle proprie politiche di contrasto alla povertà, sostiene da anni  attraverso una legge (Legge 12/2007) per la  promozione di attività di recupero e distribuzione di prodotti alimentari per fini di solidarietà sociale e finanziando alcuni enti, come il Banco Alimentare e la Caritas, che operano in questo settore.

A livello nazionale il tema del recupero e della distribuzione è regolamentato dalla Legge 155/2003, detta del “Buon samaritano”, ancora in vigore, in attesa dell’approvazione al Senato della nuova proposta per il contrasto allo spreco alimentare e farmaceutico attraverso la donazione e la distribuzione dei prodotti per fini di solidarietà sociale.

“Sono molto contenta – ha dichiarato la vicepresidente della Regione Emilia-Romagna, Elisabetta Gualmini intervenendo al convegno –  che da oggi la Regione Emilia-Romagna voglia  aggiungere  un altro tassello importante nella filiera delle misure contro la povertà.  Ci occupiamo ormai da 1 anno e mezzo di povertà ed esclusione sociale- ha sottolineato Gualmini –  con il lavoro sui minori fuori famiglia, sugli adolescenti in disagio, sulle famiglia in deprivazione con la legge sul reddito di solidarietà e anche con la riforma delle case popolari. Oggi– conclude – parliamo di come si possano azzerare gli sprechi alimentari, di quali strumenti adottare sia legislativi che operativi. Il fatto poi che il convegno sia inaugurato da Monsignor Zuppi è per me motivo di orgoglio e di onore.”

Approvato in Assemblea legislativa il piano triennale delle politiche formative e per il lavoro

APPROVATO IN ASSEMBLEA LEGISLATIVA IL PROGRAMMA TRIENNALE DELLE POLITICHE FORMATIVE E PER IL LAVORO.

SONCINI, PD: “LAVORO: UN PIANO DI 360 MILIONI DI EURO IN TRE ANNI PER COMPETENZE E CRESCITA.”

“La nostra Regione cresce grazie al talento e alla capacità dei cittadini emiliano romagnoli. Investire sulla formazione professionale significa investire sul nostro futuro”.

Commenta così Ottavia Soncini, consigliere regionale del Partito democratico, l’approvazione in Assemblea legislativa del piano triennale delle politiche formative e per il lavoro della Regione. Regione che ha scelto di investire 360 milioni di euro in tre anni per le competenze necessarie alla crescita.

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“Fino allo scorso anno”, spiega Soncini, “la Regione proponeva indirizzi che poi venivano attuati dalle Province. Ora, con la loro riforma, la Regione ha una responsabilità diretta e fondamentale su temi di grande impatto sociale come la formazione professionale e i servizi per l’accesso al lavoro”.

Il Programma triennale si compone di quattro linee di intervento, che ricalcano l’infrastruttura educativa e formativa regionale: istruzioni e formazione professionale, per combattere la dispersione scolastica e aumentare il numero dei giovani che conseguono qualifiche o diplomi professionali; la rete politecnica e l’alta competenza per la ricerca, per promuovere una formazione tecnico-scientifico e formare professionalità altamente qualificate con l’obiettivo di disporre di capacità innovative nei settori trainanti ed emergenti dell’economia regionale; il sistema per il lavoro, come i Centri per l’impiego, di cui vengono programmate le future politiche attive del lavoro, che potranno essere realizzate anche da soggetti privati accreditati, integrandole al massimo con le politiche di sostegno al reddito.

“Dopo anni difficili, “puntualizza Soncini, “l’occupazione vede i primi segnali di ripresa. Ora è fondamentale sostenerla attraverso sistemi formativi capaci di garantire le competenze necessarie per le richieste di occupazione delle nostre filiere produttive. In un mondo del lavoro in così rapida trasformazione occorre aiutare concretamente i giovani a formarsi, fare emergere i talenti e investire su di essi. Il Programma triennale va proprio in questa direzione”.

“Con questo programma triennale”, conclude Soncini, “ci siamo impegnati a migliorare ulteriormente il sistema formativo emiliano-romagnolo, a finanziarlo maggiormente e a creare relazioni più profonde con imprese e territorio. Investire in educazione e ricerca è una concreta politica di sviluppo tesa a ridurre le diseguaglianze sociali ed economiche e a valorizzare le differenze”.

ASSEMBLEA: FOCUS SU DIFENSORE CIVICO, CORECOM E MINORI

Legge di stabilità e le relazioni 2015 di Difensore civico, Comitato regionale per le comunicazioni e del Garante per l’Infanzia nel menù dell’Assemblea legislativa regionale, convocata per oggi, martedì 21 e mercoledì 22 giugno dalle 9.30 alle 13 e dalle 15 alle 18.

L’Aula comincerà dall’esame del “Prospetto di verifica del rispetto dei vincoli di finanza pubblica” del bilancio di previsione 2016 sulla base dei criteri della legge di stabilità 2016. Poi toccherà alle relazioni sull’attività svolta nel 2015 da alcuni tra i più importanti servizi ai cittadini garantiti dall’Assemblea: parleranno il Difensore civico, Gianluca Gardini, il Corecom, la cui presidente è Giovanna Cosenza, e il Garante regionale per l’infanzia e l’adolescenza, Luigi Fadiga.

Nell’ordine del giorno anche un progetto di legge alle Camere, a firma di Tommaso Foti (Fdi-An) in materia di “videosorveglianza negli asili nido, nelle scuole dell’infanzia e nelle strutture socio-assistenziali per anziani, disabili e minori in situazioni di disagio”.

I lavori proseguono con gli atti amministrativi. Tra i principali da segnalare la proposta di “Programma degli interventi per il triennio 2016-2018”, relativo alla legge 3/2016 in materia di “Memoria del Novecento”, il “Programma triennale delle politiche formative e per il lavoro”; la proposta del “Programma di iniziative per la partecipazione 2016 della Giunta regionale”; la proposta di “Modifica dei criteri riguardanti l’erogazione e l’utilizzazione dei contributi a favore dei Confidi operanti nel settore del turismo”.

L’ordine dei giorno prosegue con la richiesta di Giulia Gibertoni (M5s)  di istituire una commissione speciale d’inchiesta sul “ciclo dei rifiuti e sulla sua gestione in Emilia-Romagna”.

Gli atti di indirizzo solleciteranno tra l’altro la piena accessibilità alle sedute di commissione e d’Aula per i non udenti; i finanziamenti per completare infrastrutture nel reggiano; lo smaltimento dei manufatti contenenti cemento-amianto; la riduzione del ricorso a erbicidi nel territorio regionale.

Le interrogazioni a risposta immediata sono trattate all’apertura dei lavori della mattina di martedì, mentre lo svolgimento delle interpellanze è previsto alla riapertura pomeridiana dei lavori, sempre di martedì.

La seduta verrà trasmessa in diretta streaming sul portale www.assemblea.emr.it. Sull’account dell’Assemblea legislativa, @AssembleaER, la consueta diretta Twitter con l’hashtag #AulaER

Una comunità solida perché solidale – giugno 2016

Cari tutti,

di nuovo bentrovati: ad un mese esatto dall’ultima newsletter proviamo a fare il punto della situazione partendo come di consueto dallo scenario nazionale.

Da ieri oltre 19 milioni di famiglie italiane non pagheranno più la tassa sulla prima casa e l’Imu agricola. Era una promessa fatta dal Governo Renzi e quella promessa oggi diventa realtà. Per la nostra Regione significa oltre 400 milioni di euro di tasse in meno. Nella provincia di Reggio Emilia, si risparmieranno 42 milioni, circa 190 euro per famiglia. Provvedimenti che avranno ricadute positive sulla quotidianità di migliaia di persone, di famiglie, di lavoratori, segno di una politica che si impegna per migliorare concretamente le condizioni di vita dei cittadini.

Due anni dopo la sfida lanciata dal Governo la riforma del Terzo Settore è divenuta finalmente realtà. Una legge attesa da decenni dai tanti lavoratori e volontari del no profit. Qui potete trovare il mio commento.

Veniamo quindi alle questioni regionali. Sarà discussa nei prossimi giorni in Assemblea legislativa una mia risoluzione sull’Amministratore di sostegno. L’obiettivo è quello di promuovere una maggiore integrazione di questa figura nei servizi e nelle politiche regionali e aumentare la diffusione di sportelli di intermediazione sul territorio.

La presentazione di questa risoluzione segue la più importante novità nel campo delle fragilità di questa legislatura nazionale: è stata approvata in via definitiva la legge sul “Dopo di noi”, che favorirà il benessere, la piena inclusione sociale e l’autonomia delle persone con disabilità prive di sostegno familiare oltre a prevedere l’istituzione di un Fondo ad hoc con una dotazione di 90 mln per il 2016.

“Le burocrazie si occupano di pratiche; la compassione, invece, si mette in gioco per le persone”. Con queste parole Papa Francesco ha invitato tutti quanti noi a non dimenticarci del filo che lega Amministratore di sostegno, caregiver, “Dopo di noi”: quel filo che ci ricorda quale deve essere l’unico fine dell’impegno politico fatto con serietà e passione, ovvero stare dalla parte di chi ha più bisogno.

Continuando sul lavoro svolto in Regione, abbiamo approvato i nuovi criteri per l’assegnazione e la permanenza negli alloggi di edilizia residenziale pubblica (Erp) a favore di chi si trova in particolari situazioni economiche. Un nuovo insieme di regole molto chiare e trasparenti che nel medio-lungo periodo creeranno maggiore equità sociale e andranno incontro a chi ha veramente bisogno.

Ma l’attenzione di tutti era rivolta all’inaugurazione del‪ CORE (Centro Oncoematologico Reggio Emilia), aperto sabato scorso da Matteo Renzi. Una comunità, la nostra, che continua a prendersi cura di se stessa. Un luogo di scienza, ricerca ma soprattutto di speranza.

Ho partecipato ‪alla Conferenza ‪Regionale del ‪Volontariato e al‪‎CaregiverDay. Ho passato una proficua serata con i Giovani Democratici di Reggio Emilia approfondendo le ragioni del ‪Si al referendum costituzionale di ottobre. Prima delle celebrazioni della finale di Champions League Femminile, ho portato i saluti al convegno organizzato dallo Zonta Club di Reggio Emilia e Panathlon Reggio. Ho festeggiato il 2 giugno a Cavriago conferendo la cittadinanza onoraria ai minorenni stranieri nati in Italia, consegnando ai partigiani le medaglie ministeriali e regalando ai neo diciottenni una copia della nostra Costituzione. Ho portato i saluti al convegno “Chi è il Caregiver” organizzato dalla Fipac. Infine, insieme al Presidente Bonaccini, abbiamo premiato le campionesse dello Skating Club di Albinea: atlete straordinarie che hanno saputo coniugare lavoro e studio con quella passione per lo sport che rende orgogliosa la nostra Regione.

Tutto questo, e molto altro, lo troverete come sempre nei post qui sotto. E, come sempre, vi invito a scrivermi al mio indirizzo email e tramite i canali social: i vostri commenti, le vostre riflessioni sono sempre ben accolti.

Saluto ognuno di voi,
Ottavia