Un contributo di 500 mila euro ai Comuni per abbassare le rette dei nidi

Contenere le rette dei nidi e degli altri servizi educativi a carico delle famiglie. Saranno destinati a raggiungere questo obiettivo i 531 mila euro attribuiti dallo Stato all’Emilia-Romagna per il 2016, provenienti dal Fondo per le politiche della famiglia finalizzato a contrastare il trend negativo della natalità attraverso una serie di aiuti concreti alle giovani coppie.
Con il provvedimento approvato dalla Giunta, la Regione Emilia-Romagna ha deciso di utilizzare la propria quota del Fondo nazionale per le politiche della famiglia, che ammonta complessivamente a 7,5 milioni di euro, per sostenere l’azione degli enti locali nella gestione dei servizi per la prima infanzia  (nidi, micronidi, piccoli gruppi educativi e servizi integrativi per la fascia d’età 0-3 anni).

bambino

Destiniamo un po’ di risorse in più ai servizi per la primissima infanzia. Piuttosto che dar vita a progetti frammentati e magari poco efficaci di promozione della natalità, preferiamo optare per il sostegno di servizi che già esistono e funzionano molto bene nella nostra regione, gli asili nido. Ci rendiamo conto- sottolinea la vicepresidente-  che la cifra non è enorme, ma è pur sempre superiore a quella del 2015 e consente di consolidare un servizio per noi fondamentale come quello educativo per i più piccoli.

Le risorse verranno assegnate dalla Regione direttamente ai Comuni, e alle loro forme associative, ripartite in base al numero dei bambini iscritti ai servizi educativi, con l’obiettivo di contenere le rette a carico delle famiglie. Il costo delle rette, assieme ad altre cause sociali e culturali, starebbe infatti alla base della diminuzione delle iscrizioni nei servizi per l’infanzia registrata in regione negli ultimi anni. Recentemente la Regione Emilia-Romagna è già intervenuta  in modo significativo per sostenere la gestione e la qualificazione del sistema educativo dei bambini nella fascia 0-6 anni di età stanziando oltre 11 milioni di euro, dei quali, 7.581.000 euro  destinati  proprio ai servizi per la prima infanzia (zero-tre anni).

No ai femminicidi, dalla Regione un milione contro discriminazioni e violenza di genere

No ai femminicidi e alla violenza contro le donne. La Regione stanzia un milione di europer i progetti per la diffusione delle pari opportunità e per il contrasto alle discriminazioni e alla violenza di genere.

La Giunta regionale ha infatti approvato il primo bando che, in attuazione dei principi contenuti nella legge regionale 6/2014 e del “Piano regionale contro la violenza di genere”, mette a disposizione risorse per sostenere e valorizzare l’attività degli Enti locali e del mondo dell’associazionismo e del volontariato dell’Emilia-Romagna.

When a Woman says No, She Means It

Gli obiettivi del bando sono innanzitutto sostenere la rete territoriale di prevenzione e assistenza alle donne vittime di violenza e ai loro figli, supportando i progetti di ospitalità in emergenza, i percorsi di uscita dalla violenza e di autonomia e le azioni di prevenzione mirata a gruppi di donne a rischio di violenza.

Saranno sostenute anche attività di formazione per le figure sia professionali sia di volontariato coinvolte nella prevenzione e nel contrasto della violenza contro le donne.

Per quanto riguarda la promozione di una cultura rispettosa delle differenze di genere, delle pari opportunità, soprattutto nel mondo del lavoro, e il contrasto alle discriminazioni e agli stereotipi, particolare attenzione sarà data a progetti rivolti ai giovani.

I beneficiari dei contributi regionali sono gli enti locali, in forma singola o associata, della Regione Emilia-Romagna, le associazioni di promozione sociale e le organizzazioni di volontariato iscritte al registro regionale e le onlusiscritte nell’anagrafe unica impegnate nella diffusione e attuazione del principio di pari opportunità fra donna e uomo, promozione e valorizzazione della condizione femminile o prevenzione e contrasto di ogni violenza e discriminazione sessista.

I fondi regionali per le annualità 2016 e 2017 per la realizzazione degli interventi ammontano complessivamente ad 1 milione di euro. La percentuale massima del contributo regionale è pari all’80% del costo complessivo del progetto, il costo minimo complessivo delle iniziative finanziabili non potrà essere inferiore a 15 mila euro, né superiore a 100 mila.
I progetti proposti dovranno essere stati avviati nel 2016 e concludersi entro il 31 dicembre 2017. Le domande, finalizzate all’ottenimento dei contributi regionali, dovranno essere presentate entro le ore 13 del 15 ottobre 2016. Il contributo sarà erogato in due tranche.

E’ un passaggio importante, fortemente voluto e condiviso strettamente con il territorio perché non vogliamo tollerare episodi di violenza alle donne e perché crediamo che questi fenomeni non siano un fatto privato. Con questo bando interveniamo in modo concreto, con risorse regionali, per rafforzare le politiche regionali di contrasto alle discriminazioni di genere e alla violenza sulle donne e per rilanciare i temi della prevenzione, del rispetto delle diversità e della parità uomo-donna, con una attenzione particolare ai giovani. E abbiamo, inoltre, avuto la garanzia dal ministro Boschi che entro ottobre saranno sbloccati anche i fondi nazionali: questo significa che ci saranno 1,3 milioni di euro a disposizione delle attività per le donne dei centri antiviolenza dell’Emilia-Romagna.
Accanto ad azioni fondamentali per garantire la protezione alle donne e dei loro figli nel momento in cui denunciano e per accompagnarle in progetti per la loro autonomia, c’è un tema culturale che vogliamo affrontare giorno per giorno. Per questo continueremo a lavorare sulla prevenzione, sulla formazione, con iniziative per la responsabilizzazione degli uomini e di educazione nelle scuole.

Un premio per le aziende emiliano-romagnole più innovatrici e socialmente responsabili

Essere innovatori e socialmente responsabili è un valore aggiunto per le imprese. Per questo la Regione, per il secondo anno, premierà le aziende emiliano-romagnole e le start-up che realizzino progetti socialmente responsabili, l’ambito riguardante le implicazioni di natura etica all’interno della visione strategica d’impresa. C’è tempo fino al prossimo 10 ottobre 2016 per presentare le candidature.

team work

team work

Il “Premio innovatori responsabili” dà la possibilità alle imprese emiliano-romagnole dicandidare progetti su quattro categorie tematiche legate alla sostenibilità, in coerenza con gli obiettivi dell’Agenda 2030 Onu ovvero scuola, crescita-occupazione, ambiente e comunità.

Le candidature saranno suddivise in una sezione ordinaria dedicata alle imprese e una sezione speciale per le start-up innovative.
I vincitori assoluti delle quattro categorie tematiche e della sezione start-up saranno premiati con un video promozionale personalizzato di presentazione dell’azienda e del progetto candidato. Inoltre, vi sarà la possibilità di ottenere un contributo a fondo perduto fino ad un massimo di 10 mila euro, a copertura del 50% delle spese relative alle azioni da realizzare nel corso del 2017 per attività di responsabilità sociale d’impresa. Le imprese vincitrici avranno anche la possibilità di realizzare un evento promozionale personalizzato, presso i locali della sede della Regione.

I primi 15 classificati – 12 per la sezione ordinaria e 3 per la sezione Start-up – potranno utilizzare il logo distintivo del premio nella comunicazione di impresa e verranno menzionati nel video riassuntivo dell’iniziativa, che verrà diffuso sul portale web della Regione. I primi 15 classificati potranno, inoltre, essere inclusi nelle delegazioni istituzionali delle missioni in uscita previste per il 2017 nel programma ER GoGlobal e verranno inseriti nella lista degli inviti per gli eventi di incoming realizzati per l’accoglienza di delegazioni estere.

I progetti saranno sottoposti ad un comitato di valutazione, composto da esperti che assegnerà un punteggio complessivo sulla base delle caratteristiche di innovatività, di capacità di coinvolgere soggetti in ottica multistakeholder, di generare impatti positivi e di essere replicabili in altri contesti. Saranno,inoltre, misurate le caratteristiche di coerenza con l’Agenda 2030 e con la Carta dei valori per la responsabilità sociale delle imprese della Regione.

Le candidature possono essere inviate fino al 10 ottobre 2016, esclusivamente mediante posta elettronica certificata inviata all’indirizzo industriapmi@postacert.regione.emilia-romagna.it e utilizzando i modelli disponibili sul sito internet:http://imprese.regione.emilia-romagna.it/Finanziamenti/rsi/premio-er-rsi-2016-innovatori-responsabili

Per informazioni sul Premio è possibile scrivere allo Sportello Imprese regionale imprese@regione.emilia-romagna.it .

Lavoro in campo artistico e culturale, nuovi progetti formativi per giovani creativi

Due progetti formativi per i giovani creativi dell’Emilia-Romagna: li realizzerà fra il 2016 e il 2018 l’Associazione giovani artisti dell’Emilia-Romagna (Ga/ER).
I corsi, finalizzati all’inserimento nel mondo del lavoro in campo artistico e culturale e a supporto della giovane imprenditoria nell’ambito dell’innovazione creativa, sono finanziati con 240 mila euro dalla Regione Emilia-Romagna, fondi mutuati dal Dipartimento alla gioventù della Presidenza del Consiglio dei ministri.

contest_de_nardis

Il mestiere delle arti

Il primo progetto consiste nella terza edizione del corso regionale di formazione per giovani creativi Il mestiere delle arti. Il corso delinea un modello sperimentale di formazione nell’ambito dell’arte contemporanea, nei settori delle arti visive e applicate, ed è rivolto ad un gruppo selezionato di creativi esordienti dell’Emilia-Romagna. Il corso è aperto a tutti i soggetti di età compresa tra i 18 e i 35 anni, che sono nati, risiedono e/o domiciliano anche per ragioni di lavoro e/o studio n Emilia-Romagna (requisiti di età, residenza e domicilio si intendono posseduti alla data di scadenza del bando), che si esprimono nelle seguenti discipline, in un orizzonte operativo di intreccio, interrelazione e contaminazione fra i diversi ambiti espressivi elencati: arti visive e arti applicate (design e architettura). L’iscrizione al corso è gratuita. gli artisti partecipanti saranno assicurati un attestato finale di partecipazione al corso, oltre alla valutazione delle competenze acquisite al termine del tirocinio.

Il prodotto della creatività

Il secondo progetto prevede la realizzazione della seconda edizione de Il prodotto della creatività, percorso che intende supportare la giovane imprenditoria nell’ambito della creatività in Emilia-Romagna, mettere a sistema le principali realtà del territorio che offrono servizi per il settore della creatività, dare forza e sviluppo ai giovani creativi attraverso forme di consulenza amministrativa-gestionale in ambito imprenditoriale, promuovere i loro progetti e prodotti.

Il bando di partecipazione è aperto a  tutti i soggetti di età compresa tra i 18 e i 35 anni, che risiedono e/o domiciliano anche per ragioni di lavoro e/o studio nella regione Emilia-Romagna (requisiti di età, residenza e domicilio si intendono posseduti alla data di scadenza del bando) e che intendono operare nell’ambito delle “produzioni creative” con un’idea innovativa.

Possono candidarsi alle selezioni anche realtà associative già costituite che intendono realizzare prodotti innovativi in campo artistico, con sede legale in Emilia-Romagna, componenti residenti o domiciliati in Emilia-Romagna e costituite in modo maggioritario da giovani di età compresa tra i 18 e i 35 anni.

Gli ambiti creativi individuati sono: arti visive, arti applicate, artigianato, cinema/video, spettacolo, musica, letteratura, gastronomia.
La partecipazione è gratuita. Ciascun soggetto partecipante può presentare un solo progetto.

La scadenza di presentazione dei dossier di candidatura per i progetti Il Mestiere delle Arti e Il Prodotto della Creatività è la giornata di venerdì 18 novembre 2016.

I bandi ed i dossier di candidatura possono essere scaricati dai seguenti siti:
www.gaer.eu; www.comune.fe.it (Il Mestiere delle Arti); www.giovaniaforli.comune.forli.fc.it e www.centrodiegofabbri.it(Il Prodotto della Creatività).

Per ulteriori informazioni, è possibile rivolgersi all’Associazione GA/ER

www.gaer.eu

gaeremiliaromagna@gmail.com

0532 744643 – 329 7080277

artisti@comune.fe.it (Il Mestiere delle Arti) 0543 30244

bandi@centrodiegofabbri.it (Il prodotto della creatività)

Salute mentale, dalla Regione 38 milioni di euro ai territori

La Regione Emilia-Romagna destina 38 milioni di euro per interventi socio-sanitari finalizzati alla prevenzione e cura delle persone affette da patologie psichiatriche o disturbi mentali.

Interessate dagli interventi, che potranno essere realizzati grazie a questo stanziamento deciso dalla Giunta regionale, saranno le persone dimesse dagli Ospedali psichiatrici e da quelli psichiatrico-giudiziari, ma anche giovani o giovanissimi  con problemi di autismo, di difficoltà nell’apprendimento o che presentano disturbi del comportamento alimentare, come l’anoressia o la bulimia.

c_4_articolo_2000775_upiimagepp

I fondi regionali serviranno a sostenere il sistema dei servizi e degli interventi socio-sanitari nell’area della salute mentale e del superamento degli ex ospedali psichiatrici.

I fondi vengono così assegnati alle altre Aziende sanitarie: 6,7 milioni di euro all’Ausl di Bologna,  3 milioni di euro  all’Ausl di Piacenza , 5 milioni di euro all’Ausl di Parma, 4 milioni all’Ausl di Reggio Emilia, 3 milioni all’Ausl di Modena, 3 milioni all’Ausl di Imola, 4 milioni  all’Ausl di Ferrara, 6 milioni all’Ausl Romagna .

Lo stanziamento andrà a finanziare in particolare il “Fondo per l’autonomia possibile”, con 34 milioni di euro. Il Fondo prevede interventi di assistenza socio-sanitaria a bassa intensità in favore dei pazienti dei Centri di Salute mentale, delle persone dimesse dagli ex ospedali psichiatrici e psichiatrici giudiziari e dalle Residenze per l’esecuzione della misura di sicurezza (Rems).

Al programma “Disturbi del comportamento alimentare” per l’assistenza residenziale dei pazienti affetti da questa patologia andranno 300 mila euro. Le strutture accreditate sono “In Volo”, a Pellegrino Parmense (Pr), e “Residenza Gruber” a Bologna. Un fondo pari a 480 mila euro, sempre in materia di disturbi del comportamento alimentare, sarà destinato più specificatamente all’assistenza a pazienti in età pediatrica (12-15 anni). Supera invece il milione di euro la cifra destinata al “Programma autismo”, per l’assistenza territoriale alle persone con disturbo dello spettro autistico (Pria),  che sarà ripartito in relazione alla popolazione 0-17 anni al 1^ gennaio 2015.
Al  programma “Esordi psicotici” sono destinati 400 mila euro, 550 mila al “Programma regionale operativo per disturbi specifici di apprendimento” (diagnosi e presa in carico di pazienti residenti di età compresa tra 6-18 anni),280 mila per quello “Disabilità intellettive” rivolto a bambini e adolescenti tra 0 e 17 anni di età.

Lo stanziamento complessivo rientra nel “Piano attuativo di Salute mentale e superamento degli ex Ospedali psichiatrici”, previsto nell’ambito della programmazione e del finanziamento del Servizio Sanitario regionale per il 2016.

Continua a crescere il lavoro in Emilia-Romagna, 46mila occupati in più nei primi sei mesi dell’anno

Continua a crescere l’occupazione in Emilia-Romagna, che nel primo semestre di quest’anno fa registrare un +2,4% rispetto ai primi sei mesi del 2015, con un aumento di 46mila posti di lavoro. Un risultato dovuto al rafforzamento nel secondo trimestre della dinamica positiva già evidenziata nei primi tre mesi dell’anno: nei secondo tre mesi, infatti, gli occupati sono pari a 1.979.171, in aumento del 3% rispetto allo stesso periodo del 2015 (+57.597). E’ quanto si ricava dall’analisi del mercato del lavoro regionale sulla base dei dati Istat diffusi oggi.

Continua a crescere anche l’export regionale: nei primi sei mesi del 2016 l’Emilia-Romagna ha esportato 27.992 milioni di euro di beni, in crescita dell’1,6% rispetto al medesimo periodo dello scorso anno, sostanzialmente in linea con il Nord-Est (+1,9%) e al di sopra della media nazionale.

meccatronica

Lavoro, i dati

Nel secondo trimestre del 2016, le dinamiche di genere evidenziano un incremento dei posti di lavoro soprattutto per ledonne (+45,8mila, +5,4%), più che per gli uomini (+11,7mila, +1,1%). Il tasso di occupazione è al 68,8%, +1,9 punti percentualirispetto allo stesso periodo del 2015. Si tratta del valore più elevato tra tutte le regioni italiane ad esclusione del Trentino-Alto Adige (69,6%). La componente maschile ha un tasso pari al 74,9% (+0,6 punti percentuali), mentre quella femminile giunge al 62,7% (+3,2 punti percentuali).

Come detto, il tasso di disoccupazione nel primo semestre 2016 è pari al 7,5%, in calo di 0,7 punti percentuali sul primo semestre 2015. Il risultato è dovuto a una accelerazione del ritmo di contrazione verificatasi nel secondo trimestre dell’anno. Se infatti nel primo trimestre il tasso di disoccupazione è stato pari all’8,3%, in calo di 0,6 punti percentuali rispetto ad un anno prima, nel secondo trimestre il tasso si colloca al 6,8%, in calo di 0,9 punti percentuali, il valore più basso degli ultimi 4 anni relativamente allo stesso trimestre. A livello regionale un dato inferiore lo si rileva unicamente in Trentino-Alto Adige (4,8%).

Nel secondo trimestre 2016 le persone in cerca di lavoro sono 143.725, 16.201 in meno rispetto al secondo trimestre 2015 (-10,1%). La dinamica di genere registra andamenti concordi: il tasso di disoccupazione maschile scende al 5,7% (dal 6,4% nel secondo trimestre 2015), mentre quello femminile scende all’8% (dal 9,2%). Sempre in materia di genere, si segnala un significativo incremento della partecipazione delle donne al mercato del lavoro. Il loro tasso di attività raggiunge infatti il valore del 68,2%, il più elevato nell’arco degli ultimi 12 anni, nonché il più elevato su scala nazionale, anche rispetto al Trentino-Alto Adige (66,2%).

Quanto stiamo mettendo in campo per sviluppo e occupazione, nostre assolute priorità, funziona a partire dal Patto per il lavoro sottoscritto con enti locali, imprese, sindacati, università, associazioni, un fare sistema che rappresenta davvero il valore aggiunto dell’Emilia-Romagna. Continueremo a puntare sull’innovazione e a insistere sulla politica di investimenti pubblici avviata proprio con il Patto, del quale abbiamo già programmato l’utilizzo di 13,5 miliardi di euro dei 15 previsti per la legislatura. All’inizio del mandato la disoccupazione era al 9%, l’obiettivo del 7% a fine anno è sempre più realistico, così come la riduzione di quattro punti percentuali a fine legislatura.

Il mondo dell’infanzia in Emilia-Romagna, fra famiglie e lavoro che cambiano

“Siamo ancora la città dei bambini?”. Parte da questa domanda “Bambini si diventa: gli anni che contano, quando Bologna eccelleva negli asili… e non solo“, il nuovo documentario scritto da Cristiano Governa e diretto da Riccardo Marchesini e in parte finanziato dalla Regione, un viaggio per Bologna (e non solo) sulle tracce delle energie e delle professionalità del mondo dell’infanzia e, in particolare, dei nidi e delle altre strutture educative dedicate ai bambini più piccoli, da zero a tre anni.

piano-infanzia1

In Emilia-Romagna sono oltre 30 mila i bambini iscritti nelle 1.214 strutture educative (nidi, nidi aziendali, micro-nidi e sezioni primavera) – dati ufficiali anno 2015 – ed è sempre a loro che si rivolge il progetto di legge regionale della Giunta, il cui iter di approvazione si concluderà presumibilmente entro il mese di ottobre. Una legge-cornice, illustrata sempre oggi in conferenza stampa, che recepisce le novità introdotte dalla riforma nazionale (legge 107/2015) e che, insieme alla direttiva sull’organizzazione e il funzionamento che la completerà, punta ad andare incontro anche alle esigenze di un mondo del lavoro diverso dal passato, senza arretrare in nessun modo sulla qualità dei servizi erogati.

Una necessità, quella di intervenire sull’attuale normativa regionale, del 2000, dettata dalla consapevolezza di quanto siano cambiate in questi ultimi anni le esigenze delle famiglie nelle loro molteplici variabili: da quelle con molti figli a quelle mono-genitoriali, a quelle di immigrati, e alle esigenze dei bambini stessi. Problematiche che le amministrazioni locali hanno esplicitato alla Regione negli incontri sul territorio con i sindaci e gli assessori con delega all’infanzia organizzati dalla vicepresidente Gualmini nell’arco di quest’anno.

Tre sono gli assi di intervento del provvedimento: maggiore flessibilità organizzativa dei servizi, un sistema diaccreditamento delle strutture educative semplice, introduzione della obbligatorietà delle vaccinazioni contro poliomielite, difterite, tetano ed epatite B per l’iscrizione.

Infine, un appuntamento importante: il convegno “I bambini dell’Emilia-Romagna: parliamone tutti insieme”, in programma per il prossimo 30 settembre a Bologna, con al centro l’attuale condizione socio-demografica dei bambini 0-6 anni in Italia e in Emilia-Romagna e le conseguenti ripercussioni sui nuovi bisogni e sulle scelte delle famiglie in ordine alla fruizione dei servizi per l’infanzia. A tale proposito, verranno presentati i risultati di due ricerche commissionate dalla Regione rispettivamente all’Università di Padova e a quella di Modena.

Vaccinazioni, endometriosi, autismo, cure palliative, medicina nucleare: via libera ai nuovi Lea

Nuovi vaccini, prestazioni ambulatoriali avanzate nell’attività di dialisi, medicina nuclearecon metodiche innovative, cure palliative con assistenza specialistica a domicilio. Sono alcune delle prestazioni che, dopo il via libera di ieri in sede di Conferenza Stato-Regioni, verranno garantite con i nuovi Lea (Livelli essenziali di assistenza) a livello nazionale, e dunque anche in Emilia-Romagna.

siringhe-fialette-vaccinazioni

All’interno dei nuovi Lea, figurano una lunga serie di cure e prestazioni già garantite dal Servizio sanitario regionale dell’Emilia-Romagna, gratuitamente o pagando un ticket: dai controlli garantiti nel corso della gravidanza fisiologica alle visite e agli esami previsti per la fecondazione eterologa e omologa, dalle cure odontoiatriche per chi è affetto da patologie invalidanti o è in difficoltà economica ai trattamenti di adroterapia per la cura dei tumori.

Tra le prestazioni garantite in Emilia-Romagna già da alcuni anni ci sono anche quelle di genetica medica (per esempio, nella diagnosi delle malattie rare), le cure medico-farmacologiche, psico-sociali, assistenziali ed educative per le persone con dipendenza da gioco d’azzardo, l’ampliamento dello screening neonatale per la diagnosi precoce e la presa in carico tempestiva delle malattie metaboliche ereditarie, lo screening audiologico per favorire la migliore cura possibile del deficit uditivo nei neonati. Ci sono, inoltre, alcune prestazioni chirurgiche più semplici da anni erogate a livello ambulatoriale.

Le nuove prestazioni

Il documento approvato dalla Conferenza Stato-Regioni passa ora all’esame delle Commissioni parlamentari e, dopo la pubblicazione in Gazzetta ufficiale, sarà operativo entro l’anno. Tra le nuove prestazioni indicate senza oneri a carico del cittadino, ci saranno le cure per l’endometriosi (malattia cronica provocata da anomalie nel tessuto interno dell’utero), per il trattamento dell’autismo, per l’assistenza alle persone con Broncopneumopatia cronica ostruttiva (Bpco).

Rispetto alle nuove prestazioni, abbiamo già le strutture, la tecnologia e le competenze. Siamo pronti, quindi. Tra gli altri esempi di servizi inseriti nei nuovi Lea su cui l’Emilia-Romagna è pronta a partire, nuove vaccinazioni (meningococco di tipo B e varicella), prestazioni ambulatoriali tecnologicamente avanzate nell’attività di dialisi (per esempio, l’emodiafiltrazione a membrane ad altissimo cut-off), esami di laboratorio (i dosaggi ormonalifinalizzati alla valutazione della fertilità), la medicina nucleare (Pet con nuove metodiche), la radioterapia (teleterapia), alcune prestazioni riabilitative delle funzioni neurologiche (rieducazione della voce e dell’eloquio in caso di traumi, delle funzioni mentali globali), le cure palliative con assistenza specialistica a domicilio (somministrazione di farmaci specifici).

Saranno introdotti inoltre numerosi dispositivi tecnologicamente avanzati, di fondamentale importanza per garantire l’autonomia delle persone disabili (ad esempio, supporti informatici per le persone con capacità comunicative molto ridotte). Centrale, nel nuovo documento appena approvato, il principio dell’appropriatezza prescrittiva: obiettivo, ridurre gli sprechi in sanità e favorire una maggiore efficienza del sistema. Con la consapevolezza che, sottoporsi ad esami clinici senza una precisa indicazione, non serve a fare prevenzione.

Abbiamo alzato il livello della tutela della salute, in Italia e nella nostra regione: questo, di fatto, significa l’approvazione dei nuovi Lea. Sono molto soddisfatto, perché su questo provvedimento c’è stata l’unanimità delle Regioni. Un provvedimento molto atteso perché ha a che fare con i diritti dei cittadini, e che necessita ora di una sostenibilità economico-finanziaria pluriennale”.

Il fatto che molte delle prestazioni d’ora in poi garantite a livello nazionale siano già erogate in Emilia-Romagna – conferma che il nostro sistema – il confronto tra i nostri professionisti – ha nell’approccio e nel metodo un’attenzione ai bisogni di tutti. Un’attenzione all’innovazione e all’efficienza dei processi di cui dobbiamo sentirci orgogliosi.

Dalla Regione 6,2 milioni di euro per ristrutturare oltre 400 alloggi Erp

6,2 milioni di euro destinati dalla Regione Emilia-Romagna ai Comuni e le Unioni di Comuni per risanare oltre 400 alloggi di edilizia residenziale pubblica e renderli più efficienti dal punto di vista energetico. Si tratta di ulteriori risorse, previste dalla Legge di stabilità 2016, che vanno ad aggiungersi ai circa 40 milioni di euro già concessi all’ Emilia-Romagna nell’ambito del Programma di recupero degli alloggi Erp (Decreto Interministeriale del 16 marzo 2015).

casa-popolare

Il nuovo stanziamento, approvato dalla Giunta regionale nell’ultima seduta, concede ai Comuni e alle Unioni finanziamenti per ristrutturare le case popolari o per il contenimento energetico mediante interventi fino a un massimo di 50 mila euro per ogni alloggio, assegnandoli in base allo scorrimento della graduatoria approvata nel 2015.

Questa l’assegnazione dei fondi: 3,667 milioni vanno al Comune di Bologna (interventi su 142 alloggi), 100mila euro al Comune di Sasso Marconi, sempre nel bolognese (6 alloggi); 600 mila euro al Comune di Lugo (Ra) per 12 alloggi; 576 mila euro al Comune di Parma per 30 alloggi; 500 mila al Comune di Modena per 93 alloggi; 208 mila euro alComune di Piacenza (43 alloggi) e 113 mila  al Comune di Fiorenzuola D’Arda, sempre nel piacentino (6 alloggi). Nella provincia di Rimini, 150mila euro al Comune di Cattolica (3 alloggi) e 56mila a quello di Bellaria-Igea Marina(12 alloggi); 192mila euro al Comune di  Forlì (31 alloggi); 48mila euro al Comune di  Ferrara (1 alloggio) e, nel reggiano, 16mila al Comune di Castelnovo di Sotto (4 alloggi) e 24 mila al Comune di Sant’Iario D’Enza (21 alloggi).

Gli interventi dovranno iniziare entro 12 mesi dalla data di pubblicazione del provvedimento sul Bollettino ufficiale telematico della Regione Emilia-Romagna.

In Emilia-Romagna il patrimonio di edilizia residenziale pubblica (Erp), gestito perlopiù dalle Acer, comprende attualmente oltre 55.000 alloggi, il 97% dei quali di proprietà dei Comuni. Le case occupate sono 51mila (92% del totale) e 2mila (3,6%)  quelle pronte per essere assegnate perché non necessitano di alcun intervento di ristrutturazione. I nuclei familiari composti da una o più persone in lista di attesa per l’assegnazione di un alloggio Erp sono 35mila. Attualmente nelle case popolari vivono 120mila persone. I nuclei familiari sono 51.258.

Il piano di miglioramento ed efficientamento dell’Edilizia residenziale pubblica prosegue con gli interventi di grandi dimensioni, fino a 50.000 euro. Ci auguriamo che questo importante trasferimento di risorse sia veramente utile per rendere il nostro patrimonio di alloggi pubblici più a misura dei nuclei familiari che vi abitano, degli anziani soli e dei bambini. Potremmo così rimettere in circolo – spiega la vicepresidente- alloggi considerati troppo vetusti e inadeguati e nello stesso tempo apportare migliorie sia agli alloggi occupati sia agli appartamenti destinati ai nuovi ingressi.

Sanità, occorre investire di più sulla prevenzione

La prevenzione primaria è importante per la salute dei cittadini per evitare una vecchiaia medicalizzata: sì a alimentazione corretta, pratica sportiva, no all’abuso di alcool, no al fumo. Questi, in sintesi, i temi affrontati a Festareggio. Cittadini, scuole e istituzioni educative, operatori sanitari e mondo produttivo possono cogliere la sfida della prevenzione. Occorre investire di più sulla prevenzione, un rapporto OCSE-UE dice che l’Italia investe lo 0.5% della spesa complessiva del sistema sanitario, la media europea è del 3%. Per questa sfida, il volano prezioso sono le associazioni di promozione sociale, sportiva, terza età, polisportive, Aido, AVIS, associazione consumatori, associazione sicurezza della strada per lavorare insieme sugli stili di vita corretti. Anche gli oratori e le parrocchie, che sono a contatto con le persone ai margini della società. Le associazioni hanno capillarità sul territorio, il valore della gratuità e hanno a cuore il bene comune e il miglioramento delle condizioni di vita della società, quindi possono aiutarci a diffondere la cultura della prevenzione e il valore etico di un comportamento corretto che se seguito ora, consente di “lasciare di più” alle generazioni future. Le risorse potranno così essere usate soprattutto per ricerca e malattie inevitabili. Il sistema sanitario pubblico collettivo da difendere e tutelare NON è inesauribile, la sua sostenibilità dipende dalle scelte politiche (per questo dobbiamo investire di più in prevenzione ) ma anche dalla partecipazione diffusa dei cittadini alla prevenzione e alla salute.