A Vezzano per commemorare i martiri della Bettola

L’eccidio della Bettola fu una rappresaglia nazista avvenuta nell’appennino reggiano il 24 giugno 1944, durante la quale vennero trucidati 32 civili. Abbiamo ricordato oggi quei tragici giorni con il presidente della Regione Stefano Bonaccini e il sindaco di Vezzano Mauro Bigi.

In seguito al fallito tentativo di far saltare il ponte in muratura nei pressi della Bettola, da parte della Squadra Sabotatori, un automezzo tedesco proveniente da Casina, sopraggiunse sul posto per impedire ai partigiani di compire la definitiva distruzione. Ne seguì uno scontro a fuoco durante il quale morirono diversi tedeschi ed i partigiani Enrico Cavicchioni, Pasquino Pigoni, Guerrino Orlandini. La reazione dei tedeschi fu immediata. Il combattimento era avvenuto verso le 22,30 del 23 giugno 1944 e già alle 23,15 partirono da Casina, autotrasportati, circa 50 dei 140 uomini del presidio della gendarmeria tedesca. La rappresaglia iniziò verso le ore 1 del giorno 24.
I tedeschi circondarono cautamente alcune case situate nei pressi del ponte, penetrati nella casa di Liborio Prati e Felicita Prandi, due vecchi di 70 e 74 anni, li uccisero insieme alla loro figlia Marianna. La casa venne poi depredata ed incendiata. La bambina undicenne Liliana Del monte si gettò da una finestra per salvarsi, ma fu ripresa e gettata in una stalla che bruciava, riuscendo però miracolosamente a sopravvivere. A questo punto i nazisti passarono alla locanda della Bettola, dove per mezzo di un interprete, si fecero aprire la porta dall’oste Romeo Beneventi. Fecero uscire le donne, i bambini e gli uomini, radunandoli in parte nel garage dell’albergo ed in parte dietro la casa.
I primi furono mitragliati, poi ricoperti da tronchi d’albero, cosparsi di benzina e dati alle fiamme per incenerirne i cadaveri. Coloro che invece erano stati radunati dietro al grosso fabbricato, vennero trucidati a bastonate ed a colpi di pistola, quindi gettati anch’essi nel rogo insieme agli altri.
Tra loro fu arso vivo Piero Varini, un bimbo di appena 18 mesi.
La furia omicida dei tedeschi, non ancora sufficientemente appagata, investì anche due giovanissime donne, prima violentate, poi uccise ed infine arse nel fuoco. Riuscirono a salvarsi l’oste, alcuni carrettieri nascosti in cantina ed un giovane renitente, rifugiatosi nel solaio.
Alla fine furono 32 i morti, in gran parte impiegati sfollati dalla città, braccianti, carrettieri di passaggio, studenti e scolaretti in tenera età, uomini e donne di età compresa tra i 5 ed i 74 anni.
Se a Cervarolo i tedeschi avevano massacrato soltanto gli uomini, alla Bettola non venne risparmiato nessuno, nonostante la popolazione fosse assolutamente estranea allo scontro con i partigiani avvenuto nella notte. La gendarmeria tedesca ebbe come unica intenzione quella di uccidere quante più persone possibili, riuscendo persino a superare in efferatezza persino le torme selvagge dei paracadutisti della divisione “Goering”.

 

 

Sostegno all’editoria locale: ecco la nuova legge regionale

L’Assemblea legislativa regionale ha approvato il Progetto di Legge sull’editoria locale. Il principale obiettivo della proposta è quello di fornire risposte alle diverse segnalazioni di disagi che fin dalla scorsa legislatura sono emersi dal settore dell’editoria locale. La contrazione dei finanziamenti nazionali e la riduzione degli introiti derivanti dalla raccolta pubblicitaria hanno creato una situazione di difficoltà nel comparto e la messa in pericolo dell’attività informativa. Questa proposta di legge si basa sul principio che l’informazione è un presidio di democrazia e partecipazione attiva dei cittadini. A partire da questa considerazione il testo si propone quindi di ‘sostenere lo sviluppo e la crescita del sistema dell’informazione in ambito locale, favorendo e consolidando il pluralismo dei centri di informazione. Sono, pertanto, previsti interventi che tendono a favorire l’innovazione organizzativa e tecnologica, salvaguardando al contempo i livelli occupazionali; contrastare la precarizzazione del lavoro giornalistico, tutelandone la qualità e la professionalità; incentivare l’avvio di imprese di giovani giornalisti. Il testo definisce gli ambiti delle imprese potenzialmente beneficiarie degli interventi della Regione (emittenza radiofonica e televisiva, editoria locale, agenzie di stampa, testate web). Fra i requisiti che le imprese dovranno necessariamente dimostrare per accedere a contributi e altri incentivi è previsto che il personale che svolge attività giornalistica sia iscritto all’Albo dei giornalisti e abbia un rapporto di lavoro ‘disciplinato secondo la contrattazione collettiva del comparto o retribuito mediante equo compenso e in regime di correttezza retributiva e contributiva’. Inoltre, dovrà esserci una significativa quota di informazione locale autoprodotta. Sono esclusi gli editori di televendite, quelli che trasmettono o promuovono programmi vietati ai minori, nonché le imprese riconducibili a partiti e movimenti politici, organizzazioni sindacali, professionali e di categoria.

E’ quindi prevista l’istituzione, da parte della Regione, dell’Elenco di merito degli operatori economici che svolgono la propria attività nel settore dell’editoria locale (con iscrizione su base volontaria) a cui attribuire ‘ulteriori misure premiali definite dalla Giunta’. La gestione sarà affidata al Corecom. Ulteriori novità: gli incentivi per il sostegno all’avvio di imprese di giovani giornalisti e i cofinanziamenti della vendita alle medio-piccole imprese emiliano-romagnole di spazi pubblicitari a tariffe regolamentate e agevolate.

Il progetto di legge è stato votato da  Pd e Mdp, si sono astenuti Si e Lega Nord. Contrario Movimento5Stelle.

Qui il testo della legge.

Oggi in Assemblea legislativa

L’Assemblea legislativa regionale è convocata per oggi, martedì 20 giugno (dalle 9.30 alle 13 e dalle 14.30 fino alla conclusione dell’ordine del giorno).

 

 

I lavori si aprono con l’esame del rendiconto dell’Assemblea per l’esercizio finanziario 2016. L’ordine del giorno prevede, quindi, la trattazione di due progetti di legge: il primo, di iniziativa di consiglieri, è intitolato “Sostegno all’editoria locale“; il secondo, d’iniziativa della Giunta, riguarda il settore dell’edilizia e va a modificare due leggi regionali, la 15/2013, “Semplificazione della disciplina edilizia”, e la 23/2004, “Vigilanza e controllo dell’attività edilizia”.

La trattazione delle interrogazioni a risposta immediata è prevista all’apertura dei lavori della mattina.

La seduta verrà trasmessa in diretta streaming sul portale www.assemblea.emr.it. Sull’account dell’Assemblea legislativa, @AssembleaER, la diretta Twitter (#AulaER)

Emergenza siccità, Cardinali (Pd): “Servono interventi concreti che risolvano definitivamente il problema”

BOLOGNA 9 GIUGNO 2017 – “Il problema della siccità, che ogni anno si ripresenta con risvolti drammatici anche per il nostro territorio, va affrontato attraverso un cambio di strategia che non risponda solamente all’emergenza ma sia in grado di dare risposte concrete ai bisogni, risolvendoli nel lungo periodo”. A dirlo è il consigliere regionale del Partito democratico Alessandro Cardinali che sta seguendo da vicino la situazione dopo che la mancanza di pioggia e il caldo hanno asciugato le campagne e gli invasi anche nella provincia di Parma. “Sono convinto che ci si debba sedere attorno ad un tavolo con tutte le parti coinvolte, per elaborare una strategia condivisa, attraverso varie tipologie di intervento”.

In particolare l’esponente del Pd pensa ad una cabina di regia in grado di gestire al meglio la situazione anche al di fuori dei momenti di crisi. “La Regione – prosegue il consigliere – si sta muovendo egregiamente per trovare delle soluzioni alle problematiche di questi giorni che rischiano di mettere in ginocchio il settore agroalimentare. Ma sono convinto che si debba costruire insieme una progettualità che guardi lontano, attraverso interventi concreti che provino a risolvere i problemi a monte. Penso, ad esempio, alla realizzazione di tre piccoli invasi nella parte alta dell’Enza o la costruzione di contratti di fiume per i corsi d’acqua del parmense. In particolare questi ultimi sono sistemi già realizzati in altre zone che, attraverso un sistema di regole condivise, riescono a tenere insieme l’utilità pubblica, il rendimento economico e la sostenibilità ambientale”

Il consigliere regionale riprende, così, un tema messo in luce dalle associazioni agricole che sottolineano le difficoltà dell’agroalimentare e dopo che la Regione ha attivato le procedure per la richiesta dello stato di emergenza nazionale per la crisi idrica che ha colpito il territorio dell’Emilia-Romagna. “Rispondere alle emergenze – spiega Cardinali – è naturalmente fondamentale ma la questione della gestione degli invasi non è più rinviabile sia da un punto di vista economico che ambientale. Servono interventi che, attraverso una progettualità a 360 gradi, siano in grado di prevenire situazioni di questo tipo”. 

Vaccini, un mio intervento sulla Gazzetta di Reggio

 

“Purtroppo in Italia si è rilevato, negli ultimi anni, un calo del numero di bambini sottoposti sia alle vaccinazioni raccomandate sia a quelle obbligatorie. Se il tasso di vaccinazione si abbassa sotto le soglie stabilite dall’Organizzazione mondiale della sanità, la popolazione è esposta al rischio di virus o batteri che avevamo sconfitto. Malattie gravissime ancora nella memoria del Paese”. È il commento di Ottavia Soncini, consigliere regionale del Partito democratico e membro della Commissione Sanità regionale, che, sul ruolo dell’Emilia Romagna sul tema vaccini, scrive in una nota che “come Regione abbiamo avuto un ruolo da apripista alla norma nazionale che nel decreto prevede 12 vaccinazioni obbligatorie per accedere agli asili nido e alle materne. L’obbligatorietà delle vaccinazioni tutela tutti i bambini, in particolare quelli più fragili che per motivi di salute non possono essere vaccinati”. Se vi siano o meno criticità da recuperare, Soncini scrive che “in primo luogo serve tempo per diffondere una corretta informazione sui benefici delle vaccinazioni puntando su campagne di sensibilizzazione soprattutto da parte di tutto il mondo scientifico e degli operatori sanitari. In secondo luogo, bisogna dare il giusto tempo per l’organizzazione ai servizi sanitari per il lavoro che li aspetta con i nuovi obblighi. In terzo luogo serve un adeguamento dei sistemi informatici nazionali. Il decreto uscito in questi giorni costruisce un percorso che risponde a questi bisogni”. “Nel 2016 in Emilia Romagna”, prosegue Soncini, “la copertura al 24° mese di vita per antipolio, antidifterica, antitetanica, antiepatite B è del 92,4%, con Reggio sopra la media al 94,1%. La soglia di allarme di copertura vaccinale non è uguale per tutte le malattie. I dati sono diversi da provincia a provincia, ma soprattutto ci sono piccole zone, all’interno della stessa provincia, in cui si concentra un maggiore numero di genitori che rifiutano i vaccini, forse lì il “contagio da rifiuto” nasce dalla disinformazione degli aspetti sanitari”. Soncini conclude con un appello: “Non bisogna abbassare la guardia sugli aspetti informativi e culturali. I vaccini rappresentano una conquista di civiltà che va mantenuta, come le consapevolezze più recenti legate ai temi della prevenzione sanitaria”.

Come funzioneranno i vaccini obbligatori

Il 28 luglio la Camera ha approvato il cosiddetto “Decreto Vaccini”, un decreto legge che di fatto rende possibile l’iscrizione agli asili nido e alle scuole materne ai soli bambini vaccinati e impone sanzioni economiche per i genitori che decideranno di iscrivere i loro figli non vaccinati alla scuola dell’obbligo, quindi dalla primaria in poi.

 

10 vaccini obbligatori

Da settembre, diventeranno obbligatorie e gratuite per tutti i bambini e ragazzi da zero a 16 anni 10 vaccinazioni: anti poliomielite, anti difterite, anti tetanica, anti epatite B, anti pertosse, e anti emofilo B (esavalente) che si fanno al terzo mese di vita. Seguono poi anti morbillo, parotite, rosolia e varicella. Consigliati dalle Asl, ma non obbligatori, quelli contro il meningococco C e B.

 

Le iniezioni necessarie
Per effettuare le 10 vaccinazioni obbligatorie NON saranno necessarie 10 diverse punture: 6 vaccini possono essere somministrati insieme (vaccinazione esavalente: polio, difterite, tetano, epatite B, pertosse, anti emofilo B). Altri 4 sono contenuti nella quadrivalente (morbillo, rosolia, parotite e varicella). Le punture per le prime dosi sono cioè 4 (divise in base al calendario). Sarà possibile prenotare direttamente in farmacia i vaccini: sia le prenotazioni che tutte le vaccinazioni obbligatorie saranno gratuite.

 

Non tutti i bambini da 0 a 6 anni dovranno farle tutte
Le dieci vaccinazioni devono essere tutte obbligatoriamente somministrate ai nati dal 2017. Ai nati dal 2001 al 2016 invece devono essere somministrate le vaccinazioni contenute nel Calendario Vaccinale Nazionale relativo a ciascun anno di nascita. Ossia i nati dal 2001 al 2004 devono effettuare (ove non abbiano già provveduto) le quattro vaccinazioni già imposte per legge (anti-epatite B; anti-tetano; anti-poliomielite; anti-difterite) e l’anti-morbillo, l’anti-parotite, l’anti-rosolia, l’anti-pertosse e anti emofilo B , raccomandate dal Piano Nazionale Vaccini 1999-2000. I nati dal 2005 al 2011 devono effettuare, oltre alle quattro vaccinazioni già imposte per legge, anche l’anti-morbillo, l’anti-parotite, l’anti-rosolia, l’antipertosse e anti emofilo B, previsti dal Calendario vaccinale incluso nel Piano Nazionale Vaccini 2005- 2007. I nati dal 2012 al 2016, infine, devono effettuare, oltre alle quattro vaccinazioni già imposte per legge, anche l’anti-morbillo, l’anti-parotite, l’anti-rosolia, l’anti-pertosse e anti emofilo B previste dal Calendario vaccinale incluso nel Piano Nazionale Prevenzione Vaccinale 2012-2014.

 

Chi può non vaccinarsi
Sono esonerati dall’obbligo i soggetti immunizzati per effetto della malattia naturale. Ad esempio i bambini che hanno già contratto la varicella non dovranno vaccinarsi contro tale malattia. I soggetti che si trovano in specifiche condizioni cliniche documentate, attestate dal medico di medicina generale o dal pediatra di libera scelta. Mentre il vaccino è posticipato quando i soggetti si trovano in specifiche condizioni cliniche documentate, attestate dal medico di medicina generale o dal pediatra di libera scelta.

 

I documenti da presentare a scuola
Al momento dell’iscrizione i dirigenti scolastici devono chiedere ai genitori la documentazione che provi le avvenute vaccinazioni.

  • Se il certificato vaccinale è in regola con le vaccinazioni non ci sono problemi.
  • Se al bambino mancano dei vaccini ma i genitori dimostrano che hanno una prenotazione alla Asl per farli non ci sono problemi, stessa cosa se il bambino ha già avuto una malattia vaccinabile e quindi è immunizzato, ma in questo caso deve essere presentato un certificato medico che lo dimostri.
  • Se il bambino ha problemi di salute che rendono pericoloso fare il vaccino si deve presentare la documentazione dell’esonero rilasciato da medico generale o pediatra. In questo caso ci sarà comunque l’iscrizione a scuola.
  • Se il certificato vaccinale è incompleto, i dirigenti scolastici, devono fare una segnalazione alla Asl entro 10 giorni. L’ufficio di igiene convoca i genitori, cerca di convincerli se sono contrari a questa forma di prevenzione e gli dà un termine per mettersi in regola. I genitori che non vogliono mettersi in regola rischiano una sanzione amministrativa da 100 a 500 euro (a meno che non facciano al figlio le vaccinazioni mancanti entro il termine indicato dalla Asl). Trascorso quel termine, la stessa Asl “provvede a segnalare l’inadempimento dell’obbligo vaccinale alla procura della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni per gli eventuali adempimenti di competenza”. Non si parla più, come nelle prime bozze del provvedimento, di togliere la potestà genitoriale, la misura verrà rimessa alla valutazione dei giudici.
  • Il genitore può anche autocertificare l’avvenuta vaccinazione (per esempio in caso di indisponibilità del libretto vaccinale). Anche in questo caso il bambino sarà ammesso a scuola, ma dovrà presentare copia del libretto vaccinale entro il 10 luglio di ogni anno.

 

E se il bambino non è vaccinato?
Da 0 a 6 anni niente nido e asilo per i bimbi non in regola. Chi invece va alla scuola dell’obbligo (elementari, medie e primi due anni delle superiori) viene comunque iscritto ma si applica la procedura sopra descritta per i casi in cui il certificato vaccinale sia incompleto.

 

La formazione delle classi
I bambini non vaccinabili per ragioni di salute sono inseriti in classi nelle quali sono presenti soltanto minori vaccinati o immunizzati naturalmente. I dirigenti scolastici comunicano all’ASL competente, entro il 31 ottobre di ogni anno, le classi nelle quali sono presenti più di due alunni non vaccinati.

 

L’anno scolastico 2017/2018
Visto che ci sono pochi mesi per adempiere alle nuove regole, per il prossimo anno sono previste alcune disposizioni transitorie. Intanto la documentazione riguardante le avvenute vaccinazioni va presentata entro il 10 settembre (e non, appunto, nel momento dell’iscrizione che è già passato). Inoltre la documentazione può essere sostituita dall’autocertificazione e “in tale caso, la documentazione comprovante l’effettuazione delle vaccinazioni obbligatorie deve essere presentata entro il 10 marzo 2018″. C’è quindi buona parte dell’anno scolastico per mettersi in regola.

 

Infine la nuova legge prevede poi l’istituzione dell’anagrafe vaccinale che monitora le attività del Servizio sanitario nazionale e nella quale saranno registrate tutte le persone vaccinate, da sottoporre a vaccinazione e le dosi somministrate. Nella nuova legge si prevede infine l’autocertificazione per gli operatori scolastici, gli operatori socio sanitari e gli operatori sanitari sulla copertura vaccinale.

“Dopo di noi”, 800 mila euro a Reggio e provincia

DOPO DI NOI, 800 mila euro a Reggio e provincia.

SONCINI (PD): “Pronte le risorse per il durante e dopo di noi”

Una risposta concreta giunge dalla legge del “Dopo di noi” e dal relativo Fondo, che all’Emilia Romagna assegna oltre 13 milioni di euro (13 milioni 370 mila) per il triennio 2016-2018.
Con il via libera dal Ministero del Lavoro e delle politiche sociali al piano per il Dopo di noi presentato dalla Regione, potrà partire la ripartizione della prima quota di risorse che, per l’Emilia Romagna, equivale a 6,57 milioni di euro e quindi i progetti.

Di questi 6 milioni e 570 mila euro all’Ausl di Reggio arriveranno circa 800 mila euro, che quest’anno saranno destinati a Comuni e Unioni di Comuni in base al numero delle persone con disabilità tra i 18 e i 64 anni e così ripartiti: nell’ambito distrettuale di Montecchio 93 mila euro, a quello di Reggio 340 mila, a quello di Guastalla 107 mila, a quello di Correggio 83 mila, a quello di Scandiano 124 mila, a quello di Castelnuovo Monti 47 mila.

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Approvata all’unanimità la prima legge regionale sulla ciclomobilità

 

Mai più nuove strade senza percorsi ciclabili. Poi creazione di una rete delle ciclovie, con raccordi tra quelle già esistenti e nuove piste, aumento delle “zone 30”, dove traffico e velocità sono limitati, promozione di bici pieghevoli per una integrazione con treni e autobus. Con una dotazione di 10 milioni di euro l’Assemblea della Regione Emilia Romagna ha approvato la prima legge sulla ciclabilità. Progetto grazie al quale le risorse a disposizione per la mobilità ciclistica nel corso della legislatura saliranno a 25 milioni: di questi 5 sono destinati alla realizzazione del tratto di Ciclovia del Sole che interessa la regione lungo il tracciato ferroviario dismesso della Bologna-Verona.

Qui le slide con i punti maggiormente significativi.

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