Oggi e domani è convocata l’Assemblea legislativa. Ecco l’odg

L’Assemblea legislativa regionale è convocata martedì 25 e mercoledì 26 luglio (dalle 9.30 alle 13 e dalle 15 alle 18).

I lavori si aprono con l’esame del progetto di legge della Giunta sul Rendiconto per l’esercizio finanziario 2016 e proseguono con la prima variazione al bilancio di previsione dell’Assemblea legislativa per gli anni 2017-2019 e con l’assestamento e la variazione al bilancio di previsione 2017-2019 della Regione.

Infine, gli atti di indirizzo. Tra i temi trattati: federalismo fiscale; punti nascita; responsabilità amministratori enti proprietari delle strade; centri estetici; valorizzazione ‘cammini d’Italia’.

La trattazione delle interrogazioni a risposta immediata è prevista all’apertura dei lavori della mattina di martedì 25 luglio, mentre lo svolgimento delle interpellanze è stabilito all’inizio della seduta del pomeriggio, sempre di martedì.

La seduta verrà trasmessa in diretta streaming sul portale www.assemblea.emr.it. Sull’account dell’Assemblea legislativa, @AssembleaER, la diretta Twitter (#AulaER)

Casa, la Regione rifinanzia il fondo affitti con 3,7 milioni di euro

3 milioni e 700 mila euro dalla Regione Emilia-Romagna per rifinanziare, nel 2017, il Fondo sociale per l’affitto destinato alle famiglie economicamente svantaggiate. Quelle che, per una grave malattia, la perdita o l’improvvisa riduzione dell’orario di lavoro, i debiti contratti nel tempo, non riescono a sostenere la spesa per pagare l’affitto di casa. Si tratta di una voce che ha un peso rilevante nel bilancio domestico: quasi il 40% della spesa media mensile di ogni famiglia, infatti, viene assorbito dai costi relativi a canone e utenze. Lo rivela una recente indagine sui consumi dei cittadini emiliano-romagnoli condotta, sulla base dei dati diffusi dall’Istat, dal Servizio statistica della Regione. Il Fondo, attivato dalla legge nazionale 431/1998, prevede un contributo alle famiglie in possesso dei requisiti necessari (risiedere in Emilia-Romagna e dichiarare un reddito Isee massimo di 17.504 mila euro all’anno).

 

 

Come funziona il Fondo affitti

Il sostegno può variare da un minimo di 3 ad un massimo di 6 mensilità di affitto e comunque entro un tetto di 3.000 euro l’anno. Nel 2015 per il Fondo affitti la Regione ha messo a disposizione quasi 11 milioni di euro, di cui 2,2 di risorse proprie e 8,5 di provenienza statale. Sono state oltre 25mila le famiglie che ne hanno beneficiato. Nello stesso anno, con l’obiettivo di aumentare l’efficacia del contributo – che nel 2014 è stato mediamente di 500 euro per ogni nucleo famigliare – sono stati individuati nuovi criteri e regole per la gestione del fondo. Il riparto delle risorse avviene per distretto socio sanitario (precedentemente avveniva per Comune), sulla base di alcuni parametri quali il numero delle famiglie residenti nei singoli territori e i nuclei in lista d’attesa nelle graduatorie delle case di Edilizia residenziale popolare (Erp). Spetta invece ai Comuni stilare una graduatoria delle domande presentate dalle famiglie.

Le cose da sapere sul “Bonus Asilo Nido”

Buone notizie per genitori con bambini piccoli. Nella Legge di Bilancio 2017, il Governo Renzi aveva, infatti, provveduto ad inserire un nuovo contributo economico a sostegno del reddito delle famiglie con figli piccoli. Ora quel provvedimento prende il via e fino al 31 dicembre sarà possibile presentare la domanda per accedere al bonus asili nido ricevendo 1000 euro per fronteggiare le spese di un figlio ad un nido pubblico o privato e va ad aggiungersi ad altre agevolazioni per le famiglie come ad esempio il Bonus mamme.

– A CHI SPETTA IL BONUS –
Il bonus può essere richiesto dai genitori di bambini che frequentano asili nido pubblici o privati e per riceverlo occorre provare il pagamento della retta: si ricevono fino a 1000 euro (il contributo non può eccedere il costo della rata) in undici rate da 91 euro. Possono richiedere il bonus anche genitori di bambini con meno di tre anni che ricevono assistenza domiciliare per gravi malattie: in questo caso serve un certificato medico e si ricevono i 1000 euro in un solo pagamento. I bambini per cui si fa richiesta devono essere residenti in Italia e possedere la cittadinanza italiana o europea comunitaria, il permesso di soggiorno o essere soggetti a protezione internazionale data dallo status di rifugiato.

– CHI DEVE FARE DOMANDA –
Dovrà presentare domanda il genitore che affronta la spesa. Nel caso di contributo al supporto domiciliare, anche il convivente dovrà comparire nella richiesta.

– COME PRESENTARE LA DOMANDA –
Per accedere al bonus bisogna presentare domanda sul portale online Inps (Qui il link diretto), oppure contattando il Contact Center Integrato al numero verde 803.164 (gratuito da rete fissa) o numero 06164.164 (numero da rete mobile con tariffazione a carico dell’utenza chiamante). O ancora è possibile rivolgersi agli enti di patronato. E’ necessario fare una richiesta diversa per ogni figlio interessato. In tutto sono stanziati 144 milioni di euro per il Bonus Asilo Nido, che verranno erogati secondo l’ordine di presentazione delle domande: significa che l’INPS accetterà richieste fino all’esaurimento del budget.

– COME FUNZIONA IL BONUS –
L’erogazione del bonus avverrà con cadenza mensile per un importo massimo di 90,91 euro direttamente al beneficiario che ha sostenuto il pagamento, per ogni retta mensile pagata e documentata: in 11 mensilità per quanto concerne la frequenza dell’asilo nido e in unica soluzione per il supporto domiciliare. Il primo pagamento comprenderà le mensilità maturate sino a quel momento. Dal mese successivo avrà cadenza mensile. Il rimborso avverrà solo dopo che il genitore avrà allegato le ricevute di pagamento delle rette.

Giovani protagonisti nell’aiuto a poveri ed emarginati, dalla Regione 600mila euro per il Terzo Settore

Più giovani coinvolti nelle attività di aiuto ai poveri e maggiore supporto alle realtà associative minori che operano su tutto il territorio dell’Emilia-Romagna. Con questi obiettivi la Regione ha aperto un bando da 600mila euro, valido per il biennio 2017-2018 e rivolto alle organizzazioni di volontariato e alle associazioni di promozione sociale(queste ultime di rilevanza regionale, cioè operative in più ambiti territoriali), iscritte negli appositi Registri.

Parte delle risorse, 112mila euro, finanzierà nove progetti, uno per ambito provinciale, che vedono i giovani protagonisti delle attività di sostegno concreto alle persone più disagiate. Ad esempio, tra le iniziative già sostenute in passato figurano la distribuzione di pasti e indumenti, la gestione dei dormitori per i senza fissa dimora, la raccolta e la consegna del cibo in eccesso alle famiglie in difficoltà economica. I restanti 486mila euro sono destinati alla sperimentazione di interventi – presentati dalle associazioni a rilevanza regionale e gestiti in rete – per qualificare e supportare l’organizzazione delle associazioni di promozione sociale più piccole, che quindi possono aver bisogno di formazione e consulenza.

Come presentare domanda

Le associazioni hanno tempo fino al 9 agosto per presentare la domanda, con la relativa documentazione, alla Regione Emilia-Romagna – Servizio Politiche per l’integrazione sociale, contrasto alla povertà e Terzo settore. É possibile farlo in due modi: attraverso posta PEC all’indirizzo segrspa@postacert.regione.emilia-romagna.it e via mail all’indirizzo mario.ansaloni@regione.emilia-romagna.it  

Le associazioni no profit dell’Emilia-Romagna

Il Terzo Settore in Emilia-Romagna conta oltre 7.000 realtà, che la collocano tra i primi posti in Italia per numero di istituzioni no profit: 3.993 associazioni di promozione sociale, 3.000 organizzazioni di volontariato e 729 cooperative sociali. Molteplici i settori di attività: sociale, in cui prevalgono l’assistenza ad anziani e famiglie; ricreativo; di sostegno ai disabili; di recupero sociale e lavorativo delle persone detenute; di aiuto alle persone povere e senza fissa dimora (mense e ricoveri); di supporto legale e psicologico alle donne vittime di violenza domestica. Nel settore sanitario le attività più diffuse riguardano la donazione di sangue e l’emergenza sanitaria (pronto soccorso). Tra le attività di volontariato preferite dai giovani, figurano quelle culturali e ambientali.

Qui il bando: Il bando della Regione per le associazioni di volontariato e promozione sociale 

Cos’è il nuovo Piano Sociale e Sanitario Regionale 2017-2019

 

L’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna ha approvato il Piano sociale e sanitario regionale 2017-2019, frutto di un ampio percorso democratico durato 1 anno e mezzo e che ha visto tanti Enti e Associazioni di tutto il Territorio Regionale protagonisti della sua progettazione. La Commissione ha infatti svolto un’udienza conoscitiva a cui sono state invitate 409 Istituzioni, ha visto la partecipazione di 53 invitati e 13 interventi. Complessivamente alla Commissione sono giunti 8 contributi/osservazioni inerenti il Piano.

Il Piano Sociale e Sanitario 2017-2019 è il documento centrale per l’azione politica Regionale in ambito sociale e sanitario, punto di partenza di un programma che governerà il Welfare Regionale per i prossimi 3 anni. Indica una nuova visione del Welfare che punta a un ammodernamento e a un miglioramento dei servizi, adeguando le risposte ai nuovi bisogni e alle nuove esigenze di una società che negli ultimi anni è profondamente cambiata.

Il Documento è stato redatto tenendo conto di precisi indirizzi:

  • La realizzazione di una forte integrazione sociale, socio-sanitaria e sanitaria;
  • Una Analisi approfondita del contesto e degli scenari che in questi anni sono profondamente cambiati;
  • La predisposizione di un Piano snello, chiaro e facilmente leggibile e comprensibile;
  • La definizione chiara delle procedure, dei ruoli dei Protagonisti, dei tempi di realizzazione, delle modalità di relazioni e delle risorse necessarie;
  • le modalità operative e di valutazione saranno definite da schede di intervento, più facilmente aggiornabili ed adeguabili in base ai bisogni, che già nelle prossime settimane verranno presentate in IV Commissione per un parere.

In estrema sintesi le linee guida del Piano sono:

  • La Promozione di una reale integrazione socio-sanitaria;
  • La Lotta all’esclusione sociale, alla fragilità e alla povertà mettendo in campo anche nuovi strumenti;
  • La Centralità del distretto come forma di gestione territoriale;
  • Un’Azione molto determinata sulla prossimità e sull’integrazione promuovendo la medicina d’iniziativa e la prevenzione sociale e sanitaria;
  • Azioni volte a realizzare un Welfare comunitario dinamico e delle responsabilità;
  • Un Forte ruolo pubblico di governo in grado di garantire l’equità dell’accesso ai servizi;
  • Una Formazione di reti sociali in grado di corresponsabilizzarsi e co-progettare con l’obiettivo di avere un welfare inclusivo, abilitante, integrato e accessibile che mette al centro le persone, le famiglie e i loro diritti;
  • La Formazione di Professionisti pubblici e privati in rete e in grado di affrontare la nuova organizzazione, anche attraverso il coinvolgimento dell’Università;
  • Tutti gli attori istituzionali e sociali del sistema regionale, inoltre, devono essere in forte integrazione fra loro dopo aver ben definito i ruoli e i compiti.

Il Piano individua bene i vari Livelli, c’è il Livello Regionale che è composto dall’Assemblea legislativa, dalla Giunta regionale, dal CAL e dalla cabina di regia; c’è il Livello Territoriale costituito dalla CTSS, dal Distretto, dagli Uffici di piano comunali e dalle AUSL; c’è poi un livello molto importante costituito dai Cittadini e dalle loro Organizzazioni (Enti profit e no profit, Associazioni, Sindacati, Associazioni di Categoria, Enti di Rappresentanza, ecc.). Per quello che riguarda il Quadro dei servizi il Piano dettaglia bene come e da chi è composta l’Organizzazione sanitaria e come e da chi è composta l’Organizzazione sociale territoriale.

Il Piano dà, inoltre, chiare indicazione su 5 macro livelli operativi di programmazione che devono essere alla base del Sistema Regionale:

  1. I Servizi per l’accesso e la presa in carico;
  2. I Servizi e le misure per favorire la permanenza al domicilio;
  3. I Servizi per la prima infanzia e i servizi territoriali comunitari;
  4. I Servizi territoriali a carattere residenziale per la fragilità;
  5. Le Misure di inclusione sociale e di sostegno al reddito.

L’obiettivo è realizzare un sistema omogeneo di offerta su alcuni interventi e servizi essenziali per assicurarne una distribuzione equa su tutto il territorio regionale. Il Piano definisce anche le linee di finanziamento del Sistema nel suo complesso da parte dell’Europa, del Governo nazionale, della Regione, dei Comuni o di Unioni Comunali e la Compartecipazione degli Utenti e dei Privati in genere.

Sulle Politiche per la Prossimità e la domiciliarità il PSSR definisce:

  • L’Accoglienza e l’accompagnamento delle persone nel loro contesto di vita, attraverso strumenti consolidati e strumenti nuovi, fra cui: il “Dopo di noi”, il caregiver, il budget di salute, i nuovi LEA, la L.R. 14/2015, il Reddito di Solidarietà e il Sistema per l’Inclusione attiva;
  • La riduzione delle disuguaglianze e la promozione dell’autonomia delle persone;
  • L’Integrazione fra le Politiche sociali e quelle del Lavoro;
  • L’Integrazione fra le politiche sociali e quelle abitative;
  • La Partecipazione e la responsabilizzazione dei Cittadini;
  • La Formazione diffusa sul territorio per mettere tutti in grado di condividere con competenza e condivisione gli obiettivi e i percorsi, anche con la collaborazione dell’Università.

Il Piano prevede, inoltre, subito dopo la sua approvazione, la realizzazione di “Schede di intervento” che definiranno le azioni da realizzare nell’arco di vigenza del Piano stesso.

Ogni scheda dovrà contenere ben dettagliati le Motivazioni, la Descrizione, le Azioni da sviluppare, i Beneficiari, i Gruppi di interesse, gli Elementi di trasversalità e/o di integrazione e gli Indicatori. Queste schede, in ragione dell’approvazione di un nostro emendamento, devono ottenere il parere della Commissione competente.

Con Atto di Giunta Regionale sarà costituito un Tavolo permanente di monitoraggio con il compito di verificare periodicamente lo stato di attuazione degli interventi, anche attraverso gli indicatori previsti per la valutazione del raggiungimento degli obiettivi. Tale gruppo dovrà essere costituito da tutti gli Attori più significativi del Sistema di Welfare e per l’espletamento del suo mandato potrà avvalersi di metodi di confronto partecipativi.

Il nuovo Piano Sociale e Sanitario Regionale per il triennio 2017-2019 sarà un ottimo strumento inclusivo, per realizzare un Welfare che, attraverso l’ammodernamento e il miglioramento dei nostri servizi, sarà in grado di dare risposte a una Società che negli ultimi anni è fortemente cambiata e che ha nuovi bisogni e nuove esigenze.

A Guastalla per il progetto del nuovo palazzetto dello sport

 

La struttura da 500 posti per attività sportive e ricreative costerà 3 milioni di euro e sorgerà in via Sacco e Vanzetti, accanto alle scuole

Ieri sera, a Guastalla, è stato presentato il progetto del nuovo palazzetto dello sport. Un investimento molto importante da parte del Comune, destinato ad un’opera molto attesa dai guastallesi ma non solo. Un impianto che “servirà anche gli altri comuni dell’Unione – spiega il sindaco Camilla Verona – Dobbiamo avere il coraggio di guardare all’insieme”.

Sorgerà un palazzetto da 500 posti per ospitare non solo le attività sportive ma anche iniziative ricreative e culturali. Una struttura che a Guastalla si attende da tempo, la cui realizzazione ora è più vicina. Il comune prevede una spesa di tre milioni e 250 mila euro, coperta in parte da sponsorizzazioni e contributi regionali. Le risorse saranno soprattutto recuperate dall’alienazione di lotti di terreno e di immobili di proprietà comunale, come l’ex nido Pollicino e lo stabile che ospitava le scuole di San Giacomo. E c’è un progetto esecutivo che è stato presentato ai cittadini.

Si prevede di indire la gara d’appalto entro l’anno. Il nuovo palazzetto sorgerà in via Sacco e Vanzetti, nell’area che già ospita altri impianti sportivi, a disposizione anche del vicino polo scolastico che conta 2 mila studenti provenienti da tutta la Bassa.

(da Reggionline)

Sanità: 4300 assunzioni a tempo indeterminato, 348 a Reggio Emilia

Negli ultimi due anni, nel sistema sanitario dell’Emilia-Romagna sono già state assunte a tempo indeterminato oltre 4.300 persone (esattamente 4.339): 1.904 nel 2015, 2.013 nel 2016 e altre 422, anche negli ultimi mesi, quale quota parte di nuove assunzioni oltre la copertura del turnover e le stabilizzazioni previste. Medici, infermieri, ostetriche, tecnici e operatori sanitari che sono stati immessi in corsia, nelle strutture e nei servizi sul territorio con l’obiettivo di alzare ulteriormente la qualità delle prestazioni fornite e portare a termine progetti specifici come quello sulla riduzione delle liste d’attesa per visite ed esami.

Numeri che la Regione è riuscita a raggiungere a seguito di accordi con i sindacati e stanziando 25 milioni di euro per stabilizzazioni, conferme dei contratti in essere, nuove assunzioni e copertura del turnover al 90%, percentuale unica in Italia. Le assunzioni hanno interessato tutto il territorio regionale. Continue reading

Sport: dalla Regione 1 milione e 750 mila euro per eventi e promuovere l’associazionismo sportivo

Un milione e 750 mila euro per sostenere in Emilia-Romagna eventi sportivi, progetti di attività motoria e per la promozione dell’associazionismo legato allo sport. Così la Giunta regionale, con una delibera in attuazione della Legge regionale sullo sport del 2017, ha varato tre Avvisi pubblici per la concessione di contributi stabilendo modalità, tempi e destinatari.

I contributi andranno a finanziare eventi sportivi realizzati sul territorio regionale nell’anno 2017, la realizzazione di progetti finalizzati al miglioramento del benessere fisico, psichico e sociale della persona e per il rafforzamento dell’associazionismo sportivo di livello regionale, favorendo l’equa partecipazione allo sport anche da parte delle persone con disabilità. Per le richieste di contributo c’è tempo fino al prossimo 31 luglio, mentre per la realizzazione dei progetti e delle attività le tempistiche sono, di volta in volta, specificate nei singoli avvisi.

Potranno beneficiare dei contributi gli enti locali emiliano romagnoli, soggetti pubblici, le associazioni di promozione sociale, le associazioni e società sportive dilettantistiche iscritte nei registri del Coni e del Cip nonché le Federazioni sportive nazionali, le discipline sportive associate ed enti di promozione sportiva riconosciute dal Coni e dal Cip, soggetti privati organizzatori di eventi sportivi rilevanti per il territorio regionale.

I 3 bandi pubblicati riguardano dunque:

  1. la concessione di contributi per eventi sportivi realizzati sul territorio regionale nell’anno 2017
  2. la realizzazione di progetti finalizzati al miglioramento del benessere fisico, psichico e sociale della persona
  3. il rafforzamento dell’associazionismo sportivo di livello regionale, favorendo l’equa partecipazione allo sport anche da parte delle persone con disabilità in coerenza con le nuove esigenze espresse dal sistema sportivo

Dettagli sul provvedimento si possono trovare nella pagina dedicata sul portale della Regione.