Cibo da “salvare”: partita la sesta edizione di Spreco Zero

E’ partita, in occasione della Terza giornata nazionale di prevenzione dello spreco alimentare (venerdì 5 febbraio) la sesta edizione di “Spreco Zero”, la campagna europea di sensibilizzazione di Last Minute Market, realizzata in collaborazione col Ministero dell’Ambiente.

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In Italia sprecati 8,4 miliardi di euro l’anno

Le cifre sono impressionanti. Lo spreco alimentare sul pianeta costa ogni anno 1.000 miliardi di dollari. Una cifra vertiginosa, che sale a 2.600 miliardi se si considerano i costi “nascosti” legati all’acqua e all’impatto ambientale. Ogni anno l’Unione europea “perde” 90 milioni di tonnellate di cibo.

Lo spreco di cibo domestico in Italia – scaduto e gli avanzi che dal piatto finisco nei rifiuti – si calcola (Rapporto Waste Watcher 2015) ammonti a circa 8,4 miliardi di euro l’anno, pari a 6,7 euro a settimana a famiglia, ovvero 650 grammi di cibo buttato. Lo spreco domestico in Italia produce 30 milioni di tonnellate di rifiuti: 1/7 circa di quanto avviene nell’insieme dei Paesi Ue.

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Istat, nel 2015 in Emilia Romagna la disoccupazione è scesa al 7,7%

Scende al 7,7% il tasso di disoccupazione in Emilia-Romagna, 0,6 punti percentuali in meno rispetto al 2014. La riduzione interessa sia gli uomini (dal 7,3% del 2014 al 6,6%) che le donne (dal  9,5 del 2014 al 9,1%).
Lo confermano i dati diffusi da Istat sulla media annua del 2015, che nella nostra regione registrano anche un aumento degli occupati, che arrivano complessivamente a quota 1.918mila.

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In regione il tasso di occupazione nel 2015 si attesta al 66,7%, 0,4 punti percentuali in più del 2014, valore superato in ambito nazionale solo dal Trentino-Alto Adige.
Le persone alla ricerca di lavoro in Emilia-Romagna nel 2015 sono 161mila, 12mila in meno rispetto al 2014. Si è accelerato il processo di riduzione del tasso di disoccupazione, che era all’8,4 nel 2013, all’8,3 nel 2014 e al 7,7 nel 2015, con valori migliori in ambito nazionale solo in Trentino-Alto Adige (5,3%) e in Veneto (7,1%).

La crescita occupazionale è tutta concentrata nell’industria in senso stretto, con 18mila occupati in più. Continuano a diminuire invece i posti di lavoro nel settore delle costruzioni mentre nelle attività terziarierestano pressoché stabili.
Aumentano gli occupati dipendenti (+25mila), sia nelle posizioni di lavoro a termine (+14mila) sia a tempo indeterminato (+11mila). Cresce in modo più contenuto il part time solo tra le lavoratrici (+3mila).

Il tasso di partecipazione al mercato del lavoro regionale della popolazione in età attiva  tra 15 e 64 anni è stabile (72,4%), tra i più alti d’Europa e molto più elevato della media nazionale (64%), superato lievemente solo da Val d’Aosta e Trentino-Alto Adige.
Le ore di cassa integrazione autorizzate dall’INPS si riducono del 34,6%, così come decrescono i lavoratori licenziati e inseriti nelle liste di mobilità: sono quasi 5 mila rispetto ai 12mila circa del 2014.

Con la delegazione di Zhitomir (Ucraina) per i progetti di cooperazione internazionale

Questo pomeriggio ho accolto in Assemblea una delegazione proveniente da Zhitomir in Ucraina. 19 tra insegnanti, pedagogisti e docenti universitari in visita in Emilia-Romagna nell’ambito di un piccolo ma importante progetto di cooperazione del Ceis di Reggio Emilia e di Iscos Emilia Romagna, cofinanziato dalla Regione.

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L’esperienza della nostra Regione nel campo dell’integrazione scolastica dei ragazzi disabili sta portando a sperimentare percorsi nuovi nelle scuole di ogni ordine e grado di Zhitomir.

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Il lavoro sull’inclusione delle persone disabili è un lavoro sulla comunità, sui diritti e sulla democrazia. Confrontarmi su questi temi con una delegazione proveniente da un paese come l’Ucraina che sta vivendo ai suoi confini un conflitto, mi dà il senso di una comunità che cerca con fiducia la pace. Poiché non c’è animo più portato alla pace di una persona con disabilità, poiché nella vita di una persona disabile tutto è elevato all’essenziale, a ciò che conta nella vita di ognuno.

Via libera dell’Assemblea legislativa: la Memoria del Novecento è Legge

L’Assemblea legislativa regionale vara la legge sulla Memoria del Novecento in Emilia-Romagna, mettendo a bilancio 1 milione di euro per il 2016 e 1 milione per il 2017 per rilanciare un progetto che darà autorità e legittimazione istituzionale a un tema che da tempo vede impegnati istituti di ricerca, associazioni partigiane, fondazioni e istituzioni che custodiscono e gestiscono i luoghi della memoria più rappresentativi della storia recente in regione.

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Con l’approvazione della Legge sulla Memoria del Novecento si raggiunge un traguardo inseguito da diversi anni a questa parte. L’arco temporale scelto comprende le vicende nazionali e i fatti accaduti in Emilia-Romagna, dai primi anni del secolo passando per le due Guerra mondiali, il ventennio fascista, la Liberazione e la ricostruzione democratica del nostro Paese, la nascita della Costituzione fino ai drammi delle stragi e del terrorismo che purtroppo hanno colpito così duramente questa regione. Su tali fatti si concentreranno ricerche, studi, divulgazioni, attività didattiche rivolte prevalentemente alle nuove generazioni attraverso iniziative dirette della Regione e con il coinvolgimento di tutti i soggetti, compresi scuole e università, che da tempo lavorano su questo terreno.

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Farmacie e prenotazione delle prestazioni specialistiche ambulatoriali: approvata in Assemblea Legislativa una nuova legge.

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Farmaci consegnati la notte entro 30 minuti dalla chiamata; turni, orari e ferie indicate con chiarezza su internet; insegna con la croce verde; attività commerciali all’interno e sostegno a quelle rurali. Per quanto riguarda poi le liste d’attesa in sanità per visite o esami, chi non si presenterà dopo aver prenotato dovrà pagare una sanzione pari al ticket (esenti compresi). L’Assemblea legislativa regionale ha approvato il progetto di legge d’iniziativa della Giunta ‘Norme regionali in materia di organizzazione degli esercizi farmaceutici e di prenotazioni di prestazioni specialistiche ambulatoriali’.

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La legge semplifica la normativa in materia, toccando i temi più importanti: dislocazione sul territorio degli esercizi farmaceutici; turni e orari; attività e servizi erogabili oltre alla vendita di medicinali; accessibilità telematica delle informazioni. Tra le principali novità, i farmaci, per le ore notturne, potranno essere consegnati entro 30 minuti dalla telefonata con cui sono stati richiesti. La Regione, avvalendosi della Ausl, vigilerà sul corretto funzionamento del servizio in reperibilità, con facoltà di sospenderne la possibilità per le farmacie inadempienti. Inoltre, ogni Ausl attiverà un portale informativo internet finalizzato a fornire informazioni ai cittadini relative al servizio farmaceutico, in particolare su turni, orari, ferie e altre indicazioni ritenute utili. Sarà poi obbligatorio per le farmacie dotarsi della croce verde e per quelle collocate in aree extraurbane l’insegna dovrà restare accesa nelle ore notturne. All’interno dei locali si potranno svolgere attività commerciali, nel rispetto della specifica normativa di settore, che però non interferiscano con l’attività principale di dispensazione dei farmaci. Inoltre, verranno programmate forme di sostegno rivolte alle farmacie rurali, con contributi il cui importo verrà stabilito nell’ambito delle disponibilità annualmente autorizzate con la legge di bilancio della Regione.

L’assessore alle Politiche per la salute, Sergio Venturi, ha elencato “i principali aspetti innovativi” del provvedimento: “Procedimento di rinnovo della pianta organica, il concorso unico regionale per le sedi vacanti e di nuova introduzione, il termine certo per l’apertura delle farmacie, la procedura per le farmacie aggiuntive nei luoghi di altro transito e le regole sui dispensari farmaceutici”. E ancora, “la consegna a domicilio, l’accessibilità telematica attraverso un portale telematico, il turno notturno per chiamata telefonica in reperibilità e la dotazione della croce verde e l’erogazione nelle farmacie di ulteriori servizi (fatta salva la normativa del settore)”. Sull’obbligo della disdetta delle prestazioni specialistiche, nel ribadire “la massima trasparenza da parte della Giunta”, ha riferito che “l’Emilia-Romagna è la prima regione ad applicare un provvedimento di questo tipo”. Attualmente, ha aggiunto, “il soddisfacimento delle richieste è tra il 97 e il 98%”. “È un diritto – ha sottolineato – ricevere un servizio, ma è un dovere disdirlo se si è impossibilitati a ottenerlo, per non togliere diritti ad altri cittadini”. “Abbiamo previsto- ha concluso l’assessore- una norma sui tempi di attesa, legge in cui potrà essere inserito anche questo articolo”.

Combattere lo spreco alimentare, la risoluzione PD

Risoluzione presentata all’Assemblea legislativa per chiedere l’impegno della Giunta su un Piano di azioni, un percorso di transizione verso modelli economici socialmente sostenibili e incentivi e sgravi fiscali per le aziende.

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I market di ogni marchio quotidianamente producono e gettano significativi scarti di alimenti ancora commestibili, spesso solo perché non sono più esteticamente attraenti. Frutta e verdura in confezione vengono eliminate un giorno prima della scadenza per garantire al cliente l’assoluta freschezza del prodotto, mentre il prodotto sfuso subisce la stessa sorte appena sorge la minima imperfezione. I latticini, almeno tre giorni prima della scadenza, subiscono un taglio del prezzo allo scopo di eliminarne totalmente le giacenze prima di essere gettati. Lo scrivono i consiglieri del Pd in una risoluzione presentata all’Assemblea legislativa per chiedere alla Giunta di avviare gli opportuni studi di fattibilità per intavolare adeguati progetti di ridestinazione e ricollocazione di queste merci commestibili ma scartate, coinvolgendo adeguatamente, già in fase di programmazione le realtà imprenditoriali coinvolte ed eventualmente prevedendo incentivi o sgravi fiscali per le stesse. 

Nel documento si chiede inoltre di predisporre, col coinvolgimento del “Tavolo regionale permanente per l’economia solidale” di cui alla legge regionale n. 19 del 2014, “un piano di azioni da intraprendere per limitare lo spreco alimentare e avviare un percorso di transizione verso modelli economici socialmente e naturalmente sostenibili”.

Nella risoluzione si evidenzia “che in base a una relazione pubblicata nel giugno 2014 dal Comitato economico e sociale europeo, vari Stati membri della Ue hanno già varato misure per incoraggiare la donazione alle organizzazioni caritative dei generi alimentari invenduti”.

Il testo della risoluzione lo trovate qui OGAL2016009273

Al via i “Progetti strategici di ricerca industriale” con l’assunzione di 490 ricercatori

E’ stata pubblicata la graduatoria del primo bando sui  “Progetti strategici di ricerca industriale” realizzato con le risorse europee del Por Fesr 2014-2020. In tutto sono 40 i progetti finanziati dalla Regione con fondi per 35 milioni di euro. Questo risultato porterà all’assunzione di 490 ricercatori L’iniziativa ha riguardato progetti di ricerca industriale strategica realizzati dai  “Progetti strategici di ricerca industriale” realizzato con le risorse europee del Por Fesr 2014-2020. L’iniziativa ha riguardato progetti realizzati dai laboratori della Rete regionale alta tecnologia con il coinvolgimento delle imprese. Questi i settori d’intervento:  sistema agroalimentare, sistema dell’edilizia e delle costruzioni, meccatronica e motoristica, industrie della salute e del benessere e industrie culturali e creative.

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Al via l’assunzione in Emilia-Romagna dei primi 490 ricercatori. È quanto previsto dai 40 progetti finanziati dalla Regione con 35 milioni di euro. Si tratta del primo bando – di cui è stata pubblicata la graduatoria e al quale seguirà la pubblicazione dei risultati di un altro bando, riservato alle imprese, che porterà ad una analoga quota di ricercatori da assumere – relativo ai “Progetti strategici di ricerca industriale” realizzato con le risorse europee del Por Fesr 2014-2020. L’iniziativa ha riguardato progetti di ricerca industriale strategica realizzati dai laboratori della Rete regionale alta tecnologia con il coinvolgimento delle imprese.

Sistema agroalimentare, meccatronica e motoristica, industrie della salute e del benessere: sono questi gli ambiti che hanno registrato le performance migliori nella graduatoria generale. I settori d’intervento riguardano: il sistema agroalimentare, il sistema dell’edilizia e delle costruzioni, la meccatronica e la motoristica, le industrie della salute e del benessere e le industrie culturali e creative. Per ciascuno di questi ambiti sono stati finanziati i primi 4 progetti in graduatoria.

A seguire, finanziati i migliori in ordine di graduatoria generale.
Per ogni progetto vi sono fino a 5 partner e complessivamente tutto il sistema regionale della ricerca viene coinvolto, insieme ai centri per l’innovazione ed altri partner col ruolo di stakeholder, come alcune strutture sanitarie.

Riparto sanità, alla Regione assegnati 8 miliardi di euro

Oltre 91 milioni di euro in più rispetto alla quota 2015. Venturi: “Grande soddisfazione, un incremento davvero significativo”.

“Un incremento davvero significativo, decisamente superiore a quello dello scorso anno, che ci consentirà di portare avanti priorità e raggiungere obiettivi che abbiamo già bene in mente”.
Ha espresso soddisfazione Sergio Venturi, assessore alle Politiche per la salute, commentando gli 8 miliardi di euro circa assegnati alla Regione Emilia-Romagna con il via libera definitivo di oggi dalla Conferenza delle Regioni al riparto delle risorse per la sanità relativo al 2016: l’incremento, rispetto al 2015, supera i 91 milioni (91.372.591 euro).

Innovazione in sanitàInnanzitutto – spiega l’assessore – proseguiamo nel percorso avviato per mantenere le liste d’attesa delle prime visite e degli esami strumentali nei tempi stabiliti: è un tema molto importante per noi, di grande rilevanza per i cittadini, su cui ci siamo fortemente impegnati. I risultati ci sono, eccome, vogliamo confermarli e, se possibile, fare ancora meglio.

Un altro obiettivo che ci siamo dati – prosegue Venturi – , e su cui cominceremo a lavorare ora, sono i tempi d’attesa per i ricoveri chirurgici programmati. Infine, quest’incremento del riparto ci consentirà di avviare un riequilibrio tra le diverse aree della nostra regione, rispetto alle differenze che ci sono a livello di risorse, in modo da mettere tutti sullo stesso piano. L’avere risorse certe sin dall’inizio dell’anno – conclude Venturi – ci consente di programmare con sicurezza, e ci mette nelle condizioni di raggiungere risultati importanti rispetto ai bisogni e alle necessità dei nostri cittadini”.

Referendum consultivi per fusione Comuni, maggior peso alla volontà dei cittadini

Maggiore peso al volere dei cittadini espresso nei referendum consultivi, l’introduzione anche della fusione per incorporazione, la garanzia per le amministrazioni locali di non perdere i finanziamenti disponibili se la fusione avviene nell’ambito di grandi Unioni di Comuni e la possibilità di ridefinire gli ambiti territoriali ottimali. Sono le principali novità previste nel progetto di legge varato dalla Giunta regionale per favorire i percorsi di fusione e unione dei Comuni in Emilia-Romagna, testo che semplifica le norme regionali in materia e che ora passa all’esame dell’Assemblea legislativa.

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Il progetto di legge ha l’obiettivo di agevolare i processi associativi attraverso interventi di modifica e integrazione delle leggi regionali 24/96 (“Norme in materia di riordino territoriale e di sostegno alle unioni e alle fusioni di Comuni”) e 21/2012 (“Misure per assicurare il governo territoriale delle funzioni amministrative secondo i principi di sussidiarietà, differenziazione ed adeguatezza”). In particolare, la proposta di legge introduce disposizioni sui referendum consultivi nei Comuni; disciplina le fusioni per incorporazione (in attuazione della legge 56/2014); introduce modalità di armonizzazione degli strumenti urbanistici dei Comuni preesistenti alle fusioni e, infine, regola l’Osservatorio regionale delle fusioni quale organismo di presidio a cui partecipano automaticamente rappresentanti di tutti i nuovi Comuni nati da fusione.

Per quanto riguarda i referendum consultivi, le nuove norme prevedono esplicitamente che il progetto di legge di fusione tra più Comuni non possa essere approvato dall’Assemblea legislativa regionale qualora il ‘no’ prevalga sia fra la maggioranza degli elettori dei territori interessati sia nella maggioranza dei singoli Comuni, mentre si stabilisce che debbano esprimersi i Consigli comunali nel caso, invece, siano discordanti la volontà espressa dalla maggioranza complessiva dei cittadini e quella espressa dalla maggioranza dei Comuni.

Il progetto introduce anche aggiornamenti alla legge regionale n.21/2012, con la quale è stato disposto l’ultimo riordino territoriale, per sostenere i processi di fusione che si verifichino all’interno di grandi Unioni di Comuni, favorendo la prosecuzione dell’attività associativa dell’Unione senza che la stessa sia penalizzata nell’accesso agli incentivi finanziari durante la complessa fase di avvio del nuovo Comune, nella quale, in buona sostanza, non verranno persi i finanziamenti.

Con riguardo agli ambiti territoriali ottimali, viene poi regolata la possibilità, anche per l’anno 2016 (come già avvenuto nel 2015), di ridelimitare quelli composti da almeno 10 Comuni su concorde richiesta di almeno due terzi degli stessi motivata dall’esigenza di creare ambiti maggiormente coesi e più rispondenti alle finalità del riordino; vengono anche dettate norme speciali derogatorie nel caso di fusioni con il proprio ambito territoriale ottimale.

“Le fusioni e le unioni sono un’opportunità strategica per migliorare l’organizzazione e la gestione dei servizi comunali per i cittadini e le imprese”, spiega l’assessore regionale al Bilancio e riordino territoriale, Emma Petitti. “Per accompagnare sempre di più gli amministratori e i territori in questi percorsi, oltre a confermare le risorse per il 2016 abbiamo previsto nuove norme che semplificano e aggiornano la disciplina, per renderla ancora più efficace e coordinarla con le politiche di riordino istituzionale messe in atto dalla Regione”.

Turismo, 46 milioni di presenze in Regione nel 2015. Un anno da incorniciare

“Un anno da incorniciare”. Così l’assessore regionale a Turismo e commercio Andrea Corsini commenta i dati definitivi 2015 del turismo in Emilia-Romagna, che ha registratooltre 46 milioni di presenze (+3,2% rispetto al 2014) e circa 8,8 milioni di arrivi (+5,1%). In termini assoluti c’è stato in regione un incremento complessivo di presenze che ha superato il milione e mezzo, considerando anche il movimento prodotto dalle ultime forme di ospitalità della sharing economy (i portali airbnb o holidayletting ne sono un esempio).

In base ai dati elaborati dall’Osservatorio regionale sul turismo di Unioncamere Emilia-Romagna, dopo anni di flessione e stagnazione c’è stato nel 2015 un aumento complessivo del movimento turistico nelle strutture ricettive alberghiere ed extralberghiere con una crescita di tutti i comparti dell’offerta turistica: Riviera, città d’arte e affari, Appennini e terme.

“I buoni risultati del 2015 per arrivi e presenze rappresentano un punto di partenza dopo anni di stagnazione”, sottolinea Corsini. “Questi dati ci devono stimolare ad agire con più forza ed efficacia sui mercati internazionali, incentivando la quota di incoming dai paesi esteri”.

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I numeri
E’ stata soprattutto la ripresa della domanda italiana (+6,9% degli arrivi e +4,8% delle presenze) a produrre il risultato positivo della stagione turistica appena conclusa. Ilmercato straniero ha registrato un aumento di circa il +4,2% degli arrivi e il +3,3% delle presenze, al netto del movimento turistico russo che ha avuto un crollo di circa il 40% di arrivi e presenze dovuti alla congiuntura economica negativa. Il dato complessivamente è vede quindi una sostanziale stabilità degli arrivi e presenze straniere (+0,5%).

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