Sport, un bando da 20 milioni di euro per migliorare e qualificare l’impiantistica sportiva

Ammontano a 20 milioni di euro le risorse che la Giunta regionale ha messo a disposizione degli enti locali dell’Emilia-Romagna per l’impiantistica e gli spazi sportivi. Messi in campo attraverso un apposito bando, appena pubblicato, i fondi faranno da volano a investimenti complessivi per oltre 40 milioni di euro. Le risorse – che si aggiungono ai quasi 5 milioni di euro già stanziati negli anni precedenti – andranno a sostenere la realizzazione di progetti per migliorare e qualificare il patrimonio impiantistico dell’intero territorio emiliano-romagnolo.

I Comuni, in forma singola o associata, avranno tempo fino al 20 febbraio 2018 per presentare le richieste del contributo regionale che andrà a coprire il 50% dell’investimenti complessivi per la realizzazione di nuovi impianti sovracomunali o ampliamenti di strutture già esistenti nonché per il miglioramento e la conservazione di impianti esistenti.

Le risorse, finanziate dal Cipe nell’ambito della programmazione dei Fondi per lo sviluppo e la coesione sociale, sono ripartite sui territori provinciali destinando: 3 milioni e 925 mila euro a Bologna, 1 milione e 777 mila euro a Ferrara, 1 milione e 906 mila euro a Forlì-Cesena, 2 milioni e 786 mila euro a Modena, 2 milioni e 58 mila euro a Parma, 1 milione e 598 mila euro a Piacenza, 1 milione e 899 mila euro a Ravenna, 2 milioni e 32 mila euro a Reggio Emilia e 1 milione e 743 mila euro a Rimini.

Il Bando: gli interventi finanziabili

  • a) interventi di ampliamento di spazi e impianti sportivi e realizzazione di nuovi impianti con un bacino di utenza sovracomunale;
  • b) interventi di recupero funzionale, di ristrutturazione, di manutenzione straordinaria, di miglioramento sismico, di efficientamento energetico, di messa a norma e di messa in sicurezza volti al miglioramento e alla qualificazione dell’offerta di servizi e impianti sportivi;
  • c) interventi di realizzazione di nuovi spazi attrezzati e aree verdi, collegati ad impianti sportivi, che favoriscano abbinamenti tra pratica motoria e sportiva e la valorizzazione di risorse naturali e ambientali.

Chi può presentare la domanda?

I progetti dovranno essere presentati da Enti locali in forma singola o associata per la realizzazione di interventi su impianti di proprietà pubblica.

Contributo

Il contributo regionale non potrà eccedere la percentuale del 50% della spesa ritenuta ammissibile in seguito alla valutazione del progetto; tale percentuale può essere innalzata fino al 70% per i Comuni rientranti nelle zone svantaggiate (le zone montane e le aree interne ai sensi della DGR n. 473/2016); il contributo massimo concedibile è di Euro 500.000,00, ad eccezione dei Comuni capoluogo per i quali può essere innalzato fino ad 1 milione di euro.

Dimensione minima dei progetti

Al fine di consentire un utilizzo produttivo delle risorse finanziarie ciascun progetto dovrà prevedere da quadro economico i seguenti costi minimi di investimento:

  • Euro 300.000,00 per gli interventi di tipo A (nuovi impianti e ampliamenti)
  • Euro 100.000,00 per gli interventi di tipo B e C (recupero funzionale, manutenzione straordinaria e aree verdi).

Non verranno ammessi a contributo interventi che prevedano un costo inferiore a tali soglie minime. Gli interventi che possono essere finanziati non devono essere stati avviati al momento della pubblicazione di questo bando e per ciascuno di essi deve essere stato approvato almeno un progetto di fattibilità tecnica ed economica. Ciascun soggetto richiedente può presentare domanda di contributo per un solo progetto.

Spese ammissibili

  • le spese tecniche di progettazione, studi e analisi, rilievi, direzione lavori, collaudi, perizie e consulenze tecniche e professionali fino ad un massimo del 10% della spesa ammessa a contributo, purché le stesse siano strettamente legate all’intervento e siano previste nel quadro economico;
  • le spese per opere edili, murarie e impiantistiche;
  • le spese per l’acquisto di arredi e attrezzature sportive permanenti, purché di stretta pertinenza dell’impianto sportivo, nella misura del 10% della spesa ammessa a contributo;
  • l’acquisto e/o l’esproprio di terreni per un importo non superiore al 20% della spesa totale ammessa a contributo;
  • l’acquisto e/o l’esproprio di edifici per un importo non superiore al 50% della spesa totale ammessa a contributo;
  • l’Imposta sul Valore aggiunto, nonché ogni altro tributo o onere fiscale, previdenziale o assicurativo attinente alla realizzazione dell’intervento, purché non siano recuperabili.

Termine di presentazione
Il bando prevede che la domanda di partecipazione dovrà essere presentata esclusivamente compilando l’apposito modulo scaricabile dal sito della Regione alle pagine http://www.regione.emilia-romagna.it/entra-in-regione/bandi e http://www.regione.emilia-romagna.it/sport. La domanda va inviata, pena la non ammissione, entro le ore 24 del 20 febbraio 2018.

 

Qua il bando impiantistica sportiva 2017

“La normalità è il luogo migliore dove vivere”: il mio intervento all’H-Pride di Cavriago

Sabato 2 dicembre ho partecipato ad “H-PRIDE – Diritti di Cittadinanza diversamente ritrovabili” in collaborazione con AUSL di Reggio Emilia , Unione Val d’Enza e diverse Associazioni. Il Convegno è stato un momento di sintesi di un percorso che da tempo si svolge insieme alle persone disabili, alle famiglie, ai gestori dei servizi, al mondo del lavoro e del tempo libero, insieme alle quali si vuole ripensare e riprogettare il modo di collaborare, nell’ottica di una piena realizzazione delle persone nel proprio personale progetto di vita. Di seguito potete trovare il mio intervento:

 

Buongiorno, siamo arrivati alla conclusione di questa mattinata molto impegnativa e bella per la quale ringrazio le amministrazioni comunali, le cooperative, le famiglie e tutti coloro che hanno collaborato.

È stata una mattinata ricca di spunti, suggerimenti e proposte. Credo che uno dei meriti principali dei lavori sia stato quello di avere avuto un approccio molto concreto, e di aver affrontato le difficoltà quotidiane delle famiglie e cercato di dare insieme delle risposte. Più che parlarne di questi temi, bisogna farli vivere, in particolare nel quotidiano.

Ma soprattutto si è posto al centro dell’attenzione di queste comunità le persone con disabilità nei loro diritti. Il grado di qualità del vivere civile si misura dalla qualità di vita delle persone con disabilità e delle loro famiglie. La comunità tutta deve arricchirsi di questa presenza: una presenza delicata, di grande umanità, di questa grande ricchezza ha bisogno la comunità sociale e civile.

Il contesto è importante: serve una comunità attenta e inclusiva, la famiglia non può essere l’unico supporto economico e affettivo, dobbiamo ingaggiare la comunità presente. L’inclusione delle persone più fragili deve essere concreta e non retorica: si tratta infatti di un indicatore del livello di democrazia e civiltà di una società. L’Emilia Romagna è vicina alle persone con disabilità e alle loro famiglie: dal Fondo per la non autosufficienza ai contributi sul ‘Dopo di noi’, fino all’impegno con cui a livello nazionale abbiamo chiesto e ottenuto il primo Fondo sui Caregiver, assieme a tanti amministratori del nostro territorio. Crediamo nella dimensione culturale ed educativa dell’accoglienza e dell’inclusione delle persone diversamente abili in tutti gli ambiti della nostra società.

Il Governo Renzi ha fatto un salto di qualità rispetto al passato nelle riforme che sono state approvate, abbiamo aperto il cantiere sociale, lavorato su leggi utili, talvolta storiche (penso alla legge sul Dopo di noi preceduta da leggi fondamentali come la 104 o la 328 che considero le “legge madri” di quella sul c.d. Dopo di noi). Questi temi dichiarano il livello dell’anima, dell’anima sociale della politica.

Con la legge sul Dopo Di Noi si corrisponde all’attesa di quasi 20 anni per dare vita o continuità a progetti che stanno nascendo sul territorio grazie soprattutto al contributo delle fondazioni, degli enti locali lungimiranti, del socio sanitario, del terzo settore. Questa legge è stata bloccata per tanti anni: non si chiudeva il cerchio sul quadro normativo ma soprattutto nessuno ci metteva le risorse. Oggi c’è perché c’è stata una scelta politica, il Governo ci ha creduto, è stata ritenuta una priorità del Paese. Finalmente si sono trovate le risorse.

Una legge che vuole riconoscere dignità e favorire l’autonomia delle persone con disabilità, merito di un’attenzione diffusa del mondo dell’associazionismo e del volontariato che ha quelle caratteristiche di agilità, capillarità e flessibilità che le istituzioni non sempre hanno e al quale dobbiamo essere grati perché ci sono persone che dopo anni di lavoro dedicano gratuitamente e generosamente il loro tempo per gli altri.

Il DDN è una responsabilità che ci assumiamo con finanziamenti per la prima volta da parte del pubblico su una materia di competenza sociale in capo a regioni e comuni. A Livello nazionale con un investimento da 90 milioni nel 2016, 38,2 nel 2017 e 56,1 milioni nel 2018. Di questi, quasi 13 milioni di euro nel triennio per la Regione Emilia Romagna.

Le risorse del 2016 già assegnate ai distretti da parte della Regione erano pari a 6 milioni e 500 mila euro, per esse ogni distretto nell’autunno 2017 ha definito e inviato in regione il programma distrettuale di utilizzo delle risorse e avviato le attività. Erano così ripartite:

  1. 4 milioni per interventi assistenziali e socio educativi, ovvero: percorsi accompagnamento per uscita dal nucleo familiare di origine e interventi di supporto a domiciliarità in alloggi che siano abitazioni (anche quella di origine) o gruppi appartamento che riproducano le condizioni abitative e relazionali della casa familiare; programmi di sviluppo di competenze per gestione vita quotidiana, di accrescimento della consapevolezza, di abilitazione e per la maggiore autonomia possibile (weekend e percorsi con educatori per  imparare a vivere da soli) e interventi di permanenza temporanea in soluzioni abitativa extra familiari per restituire spazi di autonomia e libertà a genitori e figli
  2. 2 milioni e 570 mila euro per interventi strutturali di adattamento dell’ambiente domestico di piccola entità e basa complessità per rendere disponibili in tempi brevi appartamenti per progetti individuali con abitazioni che abbiano sempre le caratteristiche della familiarità (max 5 posti) con destinatari Comuni e Unioni dei Comuni, organizzazioni di volontariato, cooperative sociali, associazioni di genitori e singoli familiari. Il finanziamento massimo non può superare il 90% del costo complessivo e non potrà essere inferiore a 50 mila euro. Spese ammissibili: acquisto immobili, ristrutturazione appartamenti privati (no strutture di accoglienza e case di riposo) e acquisto attrezzature, soluzioni tecnologiche e arredi.

Nell’autunno 2017 sono stati destinati ulteriori 2 milioni e 800 mila euro al finanziamento di uno specifico bando regionale per l’avvio di nuove forme di coabitazione (rientrano in questa categoria appartamenti per piccoli gruppi, massimo 5 persone) o soluzioni di co-housing (un modo di abitare in comunità che coniuga gli spazi privati con aree e servizi a uso comune) purchè riproducano le condizioni abitative e relazionali della casa familiare.

La legge prevede anche la tutela delle risorse patrimoniali e mobiliari delle persone con disabilità che vengono accantonate dai familiari per garantirne la cura. Agevolazioni per privati, enti e associazioni che decidono di stanziare risorse a tutela delle persone con disabilità: sgravi fiscali, esenzioni, incentivi per la stipula di polizze assicurative, trasferimenti di beni, diritti post mortem. Tutte misure che non si vogliono sostituire al welfare pubblico ma che possono essere sussidiarie grazie all’aiuto delle Associazioni, Regioni, Enti Locali e terzo settore per promuovere questi progetti.

Il senso della legge è, come dice la convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità, dare la possibilità, ovvero il diritto di scelta: scegliere il proprio luogo di residenza, dove e con chi vivere. Riconoscere il diritto all’autodeterminazione. Inoltre, ormai tutti convergono sul NO a strutture residenziali di grandi dimensioni separate o lontano dalla comunità. Accoglienza diffusa dunque, e una politica per la residenzialità adulta che non può trovare risposte solo nella istituzionalizzazione. Dobbiamo cercare di evitare l’istituzionalizzazione favorendo la de-istituzionalizzazione

Dove iniziano i diritti umani universali? In piccoli posti vicino casa, così vicini e così piccoli Ma essi sono il mondo di ogni singola persona; il quartiere dove si vive, la scuola frequentata, la fabbrica, fattoria o ufficio dove si lavora. Questi sono i posti in cui ogni uomo, donna o bambino cercano uguale giustizia, uguali opportunità, eguale dignità senza discriminazioni. Se questi diritti non hanno significato lì, hanno poco significato da altre parti. “Eleanor Roosevelt”

Si deve partire dai territori, dal luogo in cui le persone hanno costruito i loro legami e hanno trovato spazio di partecipazione pubblica nella dimensione lavorativa. E’ lì che dobbiamo contrastare una diffidenza culturale e considerare le persone con disabilità come soggetto attivo da coinvolgere nelle scelte. Far crescere gli spazi di partecipazione anche pubblica.

Non si progetta un dopo se non è coerente ad un piano individuale, ad un progetto di vita che è una dimensione dinamica, una evoluzione attraverso la presa in carico in vita. Il dopo di noi si progetta durante noi. Adesso che abbiamo fatto nostro il concetto di presa in carico e diritti, serve superare i troppi vincoli legati a standard gestionali e strutturali dei servizi accreditati che regolano la vita di queste persone. Perversione burocratica, sistemi rigidi e blindati, bisogna lavorare per alleggerire i parametri e costruire e dare vita a nuovi servizi e non a nuove strutture.

Voglio condividere con voi un brevissimo dialogo familiare. Oggi, mia sorella Cecilia, che ha la sindrome di down, ha espresso con chiarezza un suo bisogno, “Prenditi cura di me” ha detto alla mamma. Mia mamma, dopo un breve silenzio, ha risposto: “Certo Cecilia, anche tu dovrai prenderti cura di me”. E’ un prendersi cura reciproco. Ci prendiamo cura di noi nel momento in cui esprimiamo la nostra umanità attraverso azioni concrete, chi con il semplice affetto, chi con piccole azioni quotidiane. La circolarità del prendersi cura familiare deve però estendersi alla intera comunità. Una comunità che va ingaggiata, ora. La legge sul Dopo di noi è una risposta doverosa e concreta ai bisogni delle famiglie che si prendono cura dei propri cari con disabilità grave. Ma tutta la comunità, non la sola famiglia, deve prendersi cura…

La cultura della fragilità e l’etica della cura, il prendersi cura in modo circolare che viene dalle famiglie deve allargarsi e coinvolgere la comunità nel reciproco prendersi cura, questo genera valore e felicità e un alto modo di vivere la comunità.

Siamo convinti, infine, che le famiglie non debbano essere lasciate sole, c’è bisogno della presenza delle Istituzioni, c’è bisogno di un lavoro comune se vogliamo davvero rendere tangibile e concreta la nostra idea di benessere e futuro per le persone con disabilità. E forse c’è bisogno di chiedersi davvero se esiste in qualche modo un diritto alla felicità. Nel romanzo che ho amato molto di Anna Karenina si dice che “ogni famiglia felice si assomiglia, ogni famiglia infelice è infelice a modo suo”. In effetti i nostri ordinamenti europei non riconoscono il diritto alla felicità come uno degli obiettivi dell’ordinamento, lo fa la costituzione americana. Forse perché noi consideriamo troppo grande il tema della felicità per la politica, perché c’è una vita fuori che supera la politica, che viene prima ed è più importante. Però è un tema che deve riguardare anche chi ha incarichi istituzionali, chi ha incarichi politici e di governo. Perché forse dobbiamo puntare sulla famiglia e in particolare sulle persone più fragili che compongono le famiglie se vogliamo che di questa infelicità ce ne sia un po’ meno. Allora credo che senza un Dopo di Noi costruito Durante Noi ci siano più famiglie infelici a modo loro. E investire sul dopo di noi è giusto e urgente e significa porsi il tema di come essere più felici insieme come comunità.

E’ un cantiere dei diritti, un cantiere delle pari opportunità perché siamo tutti cittadini e abbiamo innanzitutto il diritto alla felicità e oggi, non abbiamo risolto tutti i problemi, però abbiamo confermato che c’è un cammino e l’importante è andare avanti cercando di farlo insieme.

Grazie.

Approvata la legge per aiutare i piccoli esercizi commerciali in zone svantaggiate

Arginare lo spopolamento dei centri storici e delle zone di montagna. Appena approvata dall’Assemblea legislativa della Regione Emilia Romagna, la Legge a favore dei piccoli esercizi polifunzionali in aree disagiate.

La Legge prevede:

– Una identificazione più puntuale delle caratteristiche degli esercizi e della loro collocazione, che favorisca gli esercizi i quali, in zone disagiate, accanto all’ attività commerciale svolgano anche un servizio di pubblica utilità, specialmente se in convenzione.

– L’azione sinergica di Regione e Comuni nell’individuazione dei criteri, delle aree e dei sostegni possibili.

– L’individuazione delle azioni finanziabili, esclusive per i polifunzionali, che spaziano dall’acquisto / ristrutturazione di locali, attrezzature e merci, all’innovazione tecnologica, alla realizzazione di punti informativi e sportelli per la cittadinanza.

– La messa in circuito di tutte le possibili forme di sostegno (contributi, esenzioni, uso gratuito di locali) entro la soglia del de minimis. Presente la previsione, in analogia con le farmacie rurali, di un contributo una tantum per garantire all’attività la soglia di sopravvivenza e dunque la sua durata nel tempo.

– La previsione della restituzione di ogni agevolazione in caso di chiusura o trasferimento dell’ attività non concordata col Comune.

Bandi aperti in Regione | Novembre 2017

I finanziamenti aperti in Regione Emilia Romagna al 27 ottobre 2017:

AGRICOLTURA

Avviso pubblico per soccorso alla fauna in difficoltà
Possibilità di stipulare convenzioni con Centri per il recupero degli animali selvatici e Organizzazioni di volontariato. Pubblicato il: 23/11/2017 | Scadenza termini partecipazione: 30/11/2017 23:55

4.1.03 Invasi e reti di distribuzione
Pubblicato il: 02/11/2017 | Scadenza termini partecipazione: 18/01/2018 23:55

4.3.02 Infrastrutture irrigue
Pubblicato il: 26/10/2017 | Scadenza termini partecipazione: 31/01/2018 13:00

3.1.01 Partecipazione a regimi di qualità dei prodotti agricoli e alimentari
Pubblicato il: 23/10/2017 | Scadenza termini partecipazione: 15/12/2017 23:55

1.1.01 Sostegno alla formazione professionale ed acquisizione di competenze e 1.3.01 Scambi interaziendali di breve durata e visite alle aziende agricole e forestali
Pubblicato il: 10/10/2017 | Scadenza termini partecipazione: 10/09/2018 12:00

4.3.01 Infrastrutture viarie e di trasporto
Pubblicato il: 03/10/2017 | Scadenza termini partecipazione: 19/01/2018 23:55

5.1.03 Investimenti in azioni di prevenzione volte a ridurre le conseguenze derivanti da avversità biotiche – prevenzione danni da halyomorpha halys
Pubblicato il: 11/09/2017 | Scadenza termini partecipazione: 07/12/2017 23:55

6.1.01 Insediamento dei giovani agricoltori e 4.1.02 Ammodernamento di aziende agricole dei giovani agricoltori”
Pubblicato il: 20/04/2017 | Scadenza termini partecipazione: 30/11/2017 12:00

 

AMBIENTE

Contributi per interventi di riduzione del rischio sismico su edifici privati OCDPC 344/2016 – graduatorie definitive
Pubblicate le graduatorie definitive relative alle domande di contributo per edifici privati OCDPC 344/2016, ai sensi della D.G.R. n. 2188/2016. Pubblicato il: 07/11/2017 | Scadenza termini partecipazione: 05/02/2018 23:55

 

IMPRESE

International Accelerator
Programma regionale per la ricerca industriale, innovazione e trasferimento tecnologico. Pubblicato il: 23/11/2017 | Scadenza termini partecipazione: 01/02/2018 13:00

Desk in Silicon Valley
Programma regionale per la ricerca industriale, innovazione e trasferimento tecnologico. Pubblicato il: 23/11/2017 | Scadenza termini partecipazione: 31/05/2018 13:00

Mindset Program 6°Edizione
Programma regionale per la ricerca industriale, innovazione e trasferimento tecnologico. Pubblicato il: 23/11/2017 | Scadenza termini partecipazione: 16/01/2018 13:00

Fondo Starter
Por Fesr 2014-2020, Asse 3, Azione 3.5.1 – Contributi per piccole imprese in forma singola o associata. Pubblicato il: 22/06/2017 | Scadenza termini partecipazione: 31/01/2018 23:55

Contributo alle imprese e ai professionisti tramite Consorzi Fidi
Contributo alle imprese e ai professionisti. Pubblicato il: 13/04/2017

Start up innovative 2017
Contributi per piccole e micro imprese. Pubblicato il: 13/04/2017 | Scadenza termini partecipazione: 30/11/2017 17:00

Fondo regionale microcredito
Accesso al credito agevolato per imprese, lavoratori autonomi e liberi professionisti. Pubblicato il: 13/03/2017 | Scadenza termini partecipazione: 31/12/2017 23:55

Fondo di cogaranzia regionale per l’accesso al credito delle imprese
Delibera di Giunta regionale n. 231 del 8 febbraio 2010 – Agevolazioni per le imprese. Pubblicato il: 08/02/2010

Agevolazioni sotto forma di garanzia e contributi in conto interessi gestiti da consorzi-fidi e cooperative di garanzia
Sviluppo e riqualificazione del patrimonio e dell’offerta turistica regionale. Pubblicato il: 01/01/2010

Fondo di rotazione
Fondo per società cooperative tramite finanziamenti agevolati a valere sul fondo rotativo Foncooper. Pubblicato il: 28/02/2008

 

SOCIALE E TERZO SETTORE

“Dopo di noi” Bando fondo disabilità
Le domande entro il 31 gennaio 2018. Destinatari dei contributi: Comuni e loro forme associative, organizzazioni di volontariato, cooperative sociali, associazioni di genitori e singoli familiari.

Disabili – Contributi per l’acquisto o l’adattamento dell’auto (legge regionale n. 29/1997 articolo 9)
L’articolo 9 della legge regionale n. 29/1997 prevede contributi a favore delle persone disabili che desiderano acquistare o adattare il proprio autoveicolo privato. I contributi sono concessi da Comuni e Regione. Le domande dovranno essere presentate al proprio comune di residenza, o ad altro ente a tal fine delegato dal proprio comune.

Disabili-Contributi per favorire la permanenza nel proprio ambiente di vita (legge regionale n. 29/1997 articolo 10)
l’articolo 10 della legge regionale n. 29/97, al fine di limitare le situazioni di dipendenza assistenziale e per favorire l´autonomia, la gestione e la permanenza nel proprio ambiente di vita delle persone in situazione di handicap grave, prevede contributi finalizzati all´acquisto di strumentazioni, ausili, attrezzature e arredi personalizzati. Le domande dovranno essere presentate al proprio comune di residenza, o ad altro ente a tal fine delegato dal proprio comune.

Caregiver, Fondo nazionale per chi si prende cura dei propri famigliari

Ieri la Commissione Bilancio del Senato ha approvato l’istituzione di un fondo da 20 milioni di euro annui, per ciascuno dei prossimi tre anni, per il sostegno dei caregiver familiari. Il fondo dovrà servire, secondo l’emendamento approvato alla manovra, alla copertura finanziaria di interventi legislativi finalizzati al riconoscimento del valore sociale ed economico dell’attività di cura non professionale del caregiver familiare.  Il sostegno dovrà essere dato al familiare che si prende cura del coniuge, del compagno sposato con coppia di fatto, del convivente more uxorio, o di un familiare entro il secondo grado di parentela, o di familiare fino al terzo grado non autosufficiente che risulti invalido o abbia un’indennità di accompagno.

L’Emilia-Romagna, sull’esempio di altri Paesi europei, è stata la prima regione in Italia ad avere adottato un provvedimento che riconosce il ruolo del familiare, del convivente, della persona amica, che si prende cura di una persona cara non autosufficiente.

La legge regionale dell’Emilia-Romagna
Con la Legge regionale “Norme per il riconoscimento e il sostegno del caregiver famigliare (persona che presta volontariamente cura ed assistenza)” la Regione Emilia-Romagna «riconosce e valorizza la figura del caregiver familiare in quanto componente informale della rete di assistenza alla persona e risorsa del sistema integrato dei servizi sociali, socio-sanitari e sanitari». Il caregiver familiare viene poi definito come «la persona che volontariamente, in modo gratuito e responsabile, si prende cura, nell’ambito del piano assistenziale individualizzato, di una persona cara consenziente, in condizioni di non autosufficienza o comunque di necessità di aiuto per un periodo prolungato nel tempo, non in grado di prendersi cura di sé».  Con questa legge la Regione ha inteso rendere più omogenee le risposte nei diversi territori, valorizzare l’apporto di queste figure e sostenerle nella loro vita (non solo nell’attività di cura) anche attraverso un rapporto più strutturato con la rete dei servizi, l’associazionismo no-profit e il volontariato.

Il mio intervento all’inaugurazione della mostra “ON THE ROAD. Via Emilia 187 a.C.-2017”

È aperta da sabato 25 novembre la grande mostra archeologica ON THE ROAD. Via Emilia 187 a.C.-2017″ ai Musei Civici di Reggio, con mostre collegate al Museo Diocesano e allo Spazio Credem.

E’ una mostra di altissimo livello, il punto più alto della storia recente dei Musei Civici di Reggio Emilia. E’ il frutto del contributo di tanti e più in generale di una parte importante della città .
Ho partecipato alla inaugurazione a nome della Regione Emilia Romagna, di seguito alcuni passaggi del mio intervento:

Buongiorno,
un saluto ad ognuno di voi, alle autorità, al Ministro Delrio, al Sindaco Vecchi e
un sentito e doveroso ringraziamento ai curatori della mostra Luigi Malnati, Roberto Macellari ed Italo Rota e a tutti coloro che hanno collaborato con competenza, impegno e passione per realizzare questa mostra così importante.
Il ringraziamento è in una duplice veste: quella istituzionale a nome della Regione e quella personale. Un grazie a nome della Regione, poiché occasioni come queste in cui vi è la collaborazione tra pubblico e privato costituiscono una condizione importante perché si possa realizzare quella idea che condivido: “la cultura non si eredita ma si conquista”. E un grazie molto personale come cittadina reggiana. Ogni reggiano, ogni emiliano, è legato da particolare affetto alla Via Emilia, in qualità di studente, di pendolare ai tempi dell’università, di giovane che ha cercato incontri sulla Via Emilia.

Ritengo che la Via Emilia sia un segno di identità. Il Poeta Marziale del 1 secolo DC scrive: ” … Se ti chiedono da dove vieni, risponderai che vieni dalla Regione della via Emilia”. Una strada con un’identità storica antica. Un luogo vero, presente, che ha a che fare con la nostra quotidianità e che si intreccia con l’archeologia e l’arte con l’industria e il consumo. “The Sun”, il famoso tabloid inglese, scrisse che la Via Emilia è una tra le 20 strade più belle al mondo per i viaggi “on the road”, per i viaggi di esperienza. A rendere tale questa strada che dal 187 AV collega Rimini e Piacenza sono le città d’arte, i cibi eccellenti e i motori da sogno. Una eccellenza regionale riconosciuta a livello internazionale. Una strada divenuta icona di molte generazioni e raccontata anche dalle strofe di Francesco Guccini, dai romanzi di Pier Vittorio Tondelli, e dalle immagini di Luigi Ghirri. Grazie a questa mostra dedicata al suo fondatore, Marco Emilio Lepido, possiamo apprezzare il suo essere un cammino in grado di favorire incontri tra diverse popolazioni. Un itinerario percorso da una moltitudine di persone, con le proprie conoscenze, idee, lingue e credo religiosi e la riflessione sulla sua storia e sul suo fondatore vengono proposte nel loro significato nella contemporaneità, con la riscoperta della figura di Marco Emilio Lepido.

In questi 3 anni la Regione ha investito più risorse su educazione, cultura e arte. Negli ultimi tre anni, abbiamo stanziato circa 100 milioni per le politiche culturali: gli spettacoli dal vivo, gli interventi previsti dalle leggi sul cinema e sulla memoria, le biblioteche, i musei e in progetti di Enti locali e associazioni.
Siamo convinti che destinare più risorse a tutela del proprio patrimonio artistico e culturale non sia solo quanto ci chiede di fare la nostra Costituzione, ma sia un modo vincente e virtuoso per far crescere il nostro paese. La cultura è la base del nostro stare insieme e ci fa riconoscere come comunità. Un paese cresce con la cultura. E’ questo il motivo che ha portato il Governo a creare strumenti, come l’Art Bonus, che consentono anche a soggetti privati di partecipare alla tutela, alla conservazione e alla promozione del nostro patrimonio culturale con agevolazioni fiscali per chi sceglie di dare una mano. Desideriamo generare una richiesta di cultura, c’è bisogno di creare una fame di cultura e di arte. La fame di cultura è una fame che non si sazia mai. Il compito delle istituzioni, dello Stato, della Regione, degli enti locali, è quello di aumentare questo desiderio di cultura, in particolare in un Paese ricco di bellezza come il nostro. E’ questo lo spirito con cui si è adottato il bonus cultura dei 500 euro per i 18enni da utilizzare per visitare mostre, partecipare ai concerti o acquistare libri…. Lo spirito è quello di dare uno strumento in più, di generare e aumentare la voglia di conoscere, di instaurare un bisogno che rimane tutta la vita.
Questa mostra è anche uno strumento molto democratico per fare conoscere la cultura ai nostri concittadini che possono trovare nel raggio di pochi chilometri e in un unico spazio centinaia di opere che raccontano la storia della Via Emilia, cioè la nostra storia. La cultura a chilometri zero.
Credo che questa sia una cosa di cui un’amministrazione comunale possa andare orgogliosa. Puntare in modo così deciso e forte su arte e cultura è un’importante forma di attenzione rispetto a cittadini e territorio. La capacità di costruire il futuro passa dallo spirito con cui chi ha responsabilità pubbliche, ma anche i privati, hanno voglia ed energia di investire nell’arte e nella cultura.
Grazie

Sport, 1 milione e 750 mila euro per eventi, pratica sportiva e associazioni

Via libera ai contributi per lo sport. Nell’ultima seduta, la Giunta regionale ha approvato le graduatorie di tre avvisi pubblici che hanno sbloccato 1 milione e 750 mila euro per eventi e progetti sportivi, nonché per la promozione dell’associazionismo sportivo in Emilia-Romagna. I bandi erano stati promulgati la scorsa estate: complessivamente sono 171 i progetti finanziati, presentati da enti e associazioni sportive. Una partecipazione che è andata al di là delle aspettative e che testimonia il buon lavoro fatto da tutti i protagonisti del settore.

Inoltre, rispetto al 2016, da parte della Regione c’è stato un aumento dei contributi pari a 500 mila euro. A livello provinciale, a Reggio Emilia arrivano fondi per 149 mila euro.

La destinazione dei fondi

  • Contributi per eventi e manifestazioni di carattere sportivo sul territorio regionale – Si partiva da un impegno finanziario complessivo di 1.222.000 euro, di cui 872.000 per sostenere i grandi eventi sportivi e gli eventi a rilevanza sovraregionale (Ge e Ers) e 350.000 per quelli a rilevanza regionale (Err). Sono state ammesse a contributo 124 domande: 66 relative ai Ge e Ers e 58 relative agli Err.
  • Contributi per progetti finalizzati al miglioramento del benessere fisico, psichico e sociale della personaattraverso la pratica sportiva – A fronte di un impegno finanziario complessivo di 400.000 euro sono state ammesse a contributo 41 domande.
  • Contributi per la promozione, diffusione e l’organizzazione dell’associazionismo sportivo in Emilia-Romagna – Questo bando ha visto l’investimento di 127.000 euro, ammessi a contributo 6 progetti.

Info:

Centri commerciali naturali delle città, 380mila euro per la provincia di Reggio Emilia

Ricostruire la rete delle botteghe diffuse, potenziare le zone del commercio all’interno dei quartieri e nelle aree storiche delle città. Sono i centri commerciali naturali delle città, presìdi importanti della qualità urbana e sociale che la Regione Emilia-Romagna vuole promuovere e incentivare. E lo fa grazie anche a un finanziamento complessivo di 3 milioni 430mila euro per 36 progetti (quattro per ciascuna provincia) da realizzare nel 2018 per qualificare e rendere più attraente il sistema commerciale locale. Sulla base della legge regionale 41/97 che regola gli interventi di valorizzazione nel settore del commercio, la Giunta regionale ha stanziato un milione 430mila euro per 18 interventi di valorizzazione e riqualificazione delle aree commerciali, mercati, spazi e arredi urbani (contributo del 37% rispetto alla somma richiesta) e un milione di euro per 18 progetti di promozione e marketing del territorio da parte degli enti locali (contributo del 57%) rivolti allo sviluppo di reti commerciali qualificate e alla valorizzazione delle eccellenze.

I contributi regionali assegnati agli enti locali della provincia di Reggio Emilia ammontano a 379.499 euro così suddivisi:

  • Ventasso: 29.783 €
  • Castelnovo di Sotto: 250.000 €
  • Reggio Emilia: 56.980 €
  • Correggio: 42.735 €

Qua tutti gli interventi per provincia.

Casa, per chi non riesce a pagare l’affitto più di 1 milione di euro dalla Regione

La spesa per l’affitto della casa è, secondo una recente indagine del Servizio statistica della Regione Emilia-Romagna, tra le voci che incidono di più sul bilancio domestico40% del consumo medio di una famiglia. E gli sfratti sono una delle maggiori cause del dramma sociale chiamato emergenza abitativa. Per chi ha perso il lavoro, ha dovuto chiudere la propria attività, si è trovato a sostenere forti spese impreviste o una grave malattia, alto è il rischio di non riuscire a pagare l’affitto e di diventare quindi un inquilino involontariamente moroso.

Un aiuto concreto a queste persone arriva dalla Regione, che con una specifica delibera di Giunta ha stanziato 1,2 milioni di euro per fronteggiare il problema degli sfratti per “morosità incolpevole”. Fondi che si sommano ai 14 erogati dal 2014 a oggi, e che oltrepassano quindi complessivamente i 15 milioni di euro.

Le risorse provengono dall’apposito fondo nazionale, che consente di assegnare i contributi a 13 Comuni e Unioni di Comuni dell’Emilia-Romagna, individuati in base al numero di sfratti in rapporto a quello degli abitanti (i cosiddetti Comuni ad “Alta tensione abitativa”) o in base al numero di situazioni di disagio abitativo causato dagli affitti elevatisovraffollamento degli appartamenti fatiscenza delle case(Comuni ad “Alto disagio abitativo”). Saranno poi i Servizi sociali dei Comuni a provvedere all’assegnazione dei contributi, sulla base dell’istruttoria che accerta lo stato di indigenza e i requisiti di accesso.

Le risorse assegnate con il provvedimento vengono così ripartite: Bologna 275.464 euro, Ferrara 73.826, Forlì 60.657, Modena 215.833, Parma 109.276, Ravenna 76.586, Reggio Emilia 98.001, Rimini 88.454, Carpi 34.585, Unione Valle del Savio 48.883, Faenza 30.092, Imola 36.241, Piacenza 57.444.

Le condizioni per ottenere il contributo

L’importo massimo del contributo è di 12 mila euro per nucleo familiare, anche composto da una sola persona. Possono usufruire del ‘Fondo salvasfratti’ le famiglie con cittadinanza italiana o di area Ue, se extraeuropee in possesso di regolare permesso di soggiorno, che abbiano un reddito Isee (Indicatore della situazione economica equivalente) fino a 26 mila euro. Devono aver ricevuto un avviso di sfratto per morosità, essere titolari di un contratto di locazione regolarmente registrato e residenti nell’alloggio oggetto della procedura da almeno un anno, e non possedere altre abitazioni in ambito provinciale. Tra i criteri preferenziali, la presenza di un ultrasettantenne o di un figlio minore, oppure di una persona con invalidità accertata per almeno il 74%, o ancora di un familiare in carico ai servizi sociali o alle Ausl.

Gli sfratti esecutivi per morosità

In Emilia-Romagna i dati sugli sfratti esecutivi per morosità evidenziano un calo rispetto al passato: prima della crisi economica, nel 2005 erano 3.504, passati a 4.471 nel 2007. La punta massima si è toccata nel 2012, con 7.406, mentre nel 2015 il numero è sceso a 5.916, per poi abbassarsi a 5.894 nel 2016.