Edilizia scolastica. La Regione continua a investire in scuole più belle e sicure: pronti altri 12 milioni di euro per il reggiano

Scuole più belle e sicure. Continuano gli investimenti per migliorare la qualità degli istituti in Emilia-Romagna: complessivamente, superano infatti i 135 milioni di euro le risorse che sono state stanziate in questi giorni per la nostra regione per realizzare 118 nuovi interventi straordinari di edilizia scolastica.

Come sono articolati i fondi disponibili
Ristrutturazioni e nuove scuole: 98 milioni – Si tratta, per quest’anno, di un pacchetto di oltre 98 milioni di euro destinati a 106 nuove opere straordinarie, fondi provenienti dal riparto dei mutui Bei (Banca Europea degli Investimenti) relativi alla nuova programmazione 2018-2020.
Risorse che sono destinate alla realizzazione di interventi straordinari di ristrutturazionemiglioramento, messa in sicurezza, adeguamento sismico ed efficientamento energetico di edifici scolastici, oltre che alla realizzazione di nuove scuole.
Un’attenta programmazione dei fabbisogni da parte delle Province e della Città Metropolitana di Bologna ha permesso alla Giunta regionale di approvare il Piano triennale 2018/2020 e di individuare per quest’anno l’elenco degli interventi da finanziare e le risorse per territorio, in funzione del numero degli studenti e degli edifici scolastici. Di questi, 9 riguardano la provincia Reggio Emilia. Ai 98 milioni resi disponibili dai mutui Bei, si aggiungono altri 24 milioni di euro di cofinanziamento degli enti proprietari delle scuole, cioè Comuni e Province. Sommando le risorse disponibili, si arriva ad un totale di oltre 122 milioni di euro.

Palestre: 4,9 milioni – Ma non è finita. Sono disponibili altri 3 milioni e 190 mila euro per interventi di adeguamento sismico e nuove costruzioni di palestre. Insieme al cofinanziamento degli Enti locali di 1 milione e 666 mila euro, si arriva in totale ad altri 4 milioni e 856 mila euro.
Un budget col quale si finanzieranno altri 12 interventi: tra cui il miglioramento sismico della Palestra di Busana (Comune di Ventasso).

Antincendio: 8,1 milioni – Infine, per il Piano di adeguamento alla normativa antincendio degli edifici scolastici, sono disponibili altri 8 milioni e 133mila euro, per i quali è in corso in questi giorni la programmazione degli interventi sul territorio regionale.

Gli interventi nel reggiano

In allegato:
investimenti in edilizia scolastica 2015/2017
scheda riparto fondi e programmazione interventi 2018, per provincia

Quasi 3 milioni di euro ai comuni reggiani per i servizi educativi 0-6 anni

Quasi 3 milioni di euro per il sistema integrato dei servizi educativi 0-6 anni: è questo quanto spetta al territorio reggiano in base alla ripartizione delle risorse nazionali che la Regione ha effettuato per il 2018.

Per il secondo anno consecutivo si trasferiscono ai Comuni risorse ingenti, che potranno essere utilizzate anche per contenere le rette, aumentare le convenzioni, ridurre le liste di attesa o promuovere la diffusione sul territorio regionale dei Poli per l’infanzia, strutture che accorpano i nidi e le materne, per favorire la continuità educativa dei più piccoli, dalla nascita fino a 6 anni.

Un pacchetto di risorse che si aggiunge agli 11 milioni di finanziamenti regionali messi a disposizione per il 2018 (33 in tre anni).

In dettaglio i fondi stanziati:

  • Albinea 54.707 €
  • Bagnolo in Piano 56.678 €
  • Baiso 3.540 €
  • Bibbiano 76.141 €
  • Boretto 23.217 €
  • Brescello 20.534 €
  • Cadelbosco di Sopra 30.626 €
  • Campagnola Emilia 25.163 €
  • Campegine 32.717 €
  • Canossa 16.141 €
  • Carpineti 626 €
  • Casalgrande 78.073 €
  • Casina 1.309 €
  • Castellarano 54.113 €
  • Castelnovo di Sotto 12.445 €
  • Castelnovo ne’ Monti 26.363 €
  • Cavriago 50.987 €
  • Correggio 128.972 €
  • Fabbrico 26.068 €
  • Gattatico 30.377 €
  • Gualtieri 19.654 €
  • Guastalla 107.089 €
  • Luzzara 32.539 €
  • Montecchio Emilia 44.001 €
  • Novellara 61.636 €
  • Poviglio 67.816 €
  • Quattro Castella 71.229 €
  • Reggio nell’Emilia 1.100.906 €
  • Reggiolo 32.010 €
  • Rio saliceto 29.200 €
  • Rolo 20.091 €
  • Rubiera 85.153 €
  • San Martino in Rio 48.900 €
  • San Polo d’Enza 32.530 €
  • Sant’Ilario d’Enza 50.290 €
  • Scandiano 95.420 €
  • Toano 540 €
  • Vezzano sul Crostolo 30.297 €
  • Viano 20.670 €
  • Unione di Comuni Pianura Reggiana 27.530 €
  • Unione dei Comuni della Bassa Reggiana 28.968 €
  • Unione dei Comuni della Val d’Enza 28.183 €
  • Unione Montana dei Comuni dell’Appennino Reggiano 103.569 €
  • Unione Tresinaro Secchia 28.315 €

Totale in provincia di Reggio Emilia: 2.915.333 €

Ecco il nuovo piano regionale per l’Adolescenza

Approvato oggi in Assemblea Legislativa il Piano regionale per l’adolescenza 2018/2020.

Un documento con risorse certe e interventi concreti che prova a rispondere ai bisogni di una fase della vita molto delicata, in una realtà sempre più complessa.

Con questo nuovo strumento vengono indirizzate per il prossimo triennio tutte le politiche regionali a favore dei ragazzi tra gli 11 e i 24 anni, a partire da quanto già realizzato in questi anni. Tra gli obbiettivi quello di promuovere benessere, socializzazione, opportunità di crescita, protagonismo sociale e stili di vita sani, come deterrenti al disagio e all’isolamento; prevenire e ridurre l’abbandono scolastico, la dipendenza da sostanze e gioco d’azzardo; contrastare il bullismo, il cyberbullismo e la violenza tra compagni

Dal punto di vista delle risorse, dei complessivi 21 milioni di euro messi a disposizione dalla Regione per finanziare gli interventi contenuti nel Piano, 13,8 sono già stati utilizzati tra il 2015 e il 2018 per realizzare attività extrascolastiche, sostenere gli oratori, valorizzare lo scoutismo e il servizio civile, promuovere i centri di aggregazione e gli sportelli scolastici. I restanti 7,2 milioni stanziati per il 2019 serviranno a consolidare gli interventi già in atto e attuarne di nuovi.

Nel dettaglio, il complesso di fondi comprende:

  • un bando da 600 mila per attività extrascolastiche, ricreative e per il tempo libero rivolte a ragazze e ragazzi preadolescenti e adolescenti;
  • 3 milioni per il finanziamento dei centri estivi
  • 2 milioni per un bando finanziato dal Fondo sociale europeo e cogestito con l’assessorato Scuola, Formazione, Lavoro per gli sportelli scolastici;
  • 700 mila euro per il servizio civile
  • 950 mila euro per le famiglie, 200 mila dei quali per progetti di formazione dedicati a genitori.

Risorse notevoli, segnale di un’attenzione e di un’importanza riconosciuta a coloro che saranno i cittadini del domani.

Le priorità di intervento

Sono tre le priorità di intervento individuate dal provvedimento: ‘Il dialogo’, cioè la capacità da parte degli adulti (genitori, insegnanti, allenatori sportivi) di ascoltare i ragazzi, comprenderne i bisogni e, nel caso, intercettare e accogliere segnali di disagio presenti nel contesto scolastico e nella comunità; “La cittadinanza attiva”, che consiste nel  coinvolgimento diretto degli adolescenti nelle scelte che li riguardano e nella promozione di forme di cittadinanza attiva, quali il servizio civile o le esperienze di alternanza scuola lavoro nell’ambito scolastico; “La cura” dei ragazzi per favorirne il benessere fisico e relazionale, stili di vita salutari e prevenire ogni forma di dipendenza o disagio psicologico.
Segue queste direttrici la proposta messa a punto dalla Regione, che individua numerose tipologie di azioni:

L’ascolto a scuola

Questa tipologia di intervento, principalmente finalizzata al contrasto della dispersione scolastica, prevede – in accordo con le istituzioni scolastiche – di aumentare la presenza nelle scuole (medie e superiori) degli sportelli di ascolto dedicati a studenti, insegnanti e genitori, gestiti da operatori specializzati.

Il ruolo sociale degli adolescenti

L’obiettivo è favorire la compartecipazione degli adolescenti ai provvedimenti che li riguardano. In ambito scolastico, del tempo libero, sportivo, culturale, dei mezzi di trasporto e dei servizi in generale, attraverso l’organizzazione di momenti di confronto con gli adulti o la partecipazione a sondaggi tramite web.

La salute degli adolescenti

Prendersi cura della loro salute vuole anche dire prestare attenzione alle specificità dell’età, degli ambienti di vita, del ruolo della famiglia. Tra gli interventi previsti, il rafforzamento in tutte le Aziende sanitarie di percorsi di cura dedicati; campagne di sensibilizzazione e incontri con specialisti per promuovere stili di vita sani (fumo, alimentazione, malattie sessualmente trasmesse, igiene e prevenzione).

Conoscere gli adolescenti

Destinatari degli interventi che rientrano in questa tipologia sono tutti i soggetti coinvolti nella programmazione di politiche e interventi a favore degli adolescenti e delle loro famiglie.  L’obiettivo è di fornire, attraverso studi e analisi puntuali e ricorrenti, il quadro d’insieme delle caratteristiche degli adolescenti e della loro comunità di appartenenza sotto l’aspetto socioeconomico, culturale, dell’offerta di servizi e opportunità.

Sostegno al tempo extrascolastico

Si tratta di azioni che la Regione finanzia dal 2009 attraverso bandi specifici rivolti ad associazioni di promozione sociale, organizzazioni di volontariato, cooperative sociali, oratori, enti ecclesiastici ed enti locali e loro forme associative. Riguardano attività di carattere educativo, sociale e di sostegno svolte in ambito extrascolastico – come l’esecuzione dei compiti, i laboratori di pittura e teatro – rivolte a preadolescenti, adolescenti e giovani con difficoltà di socializzazione, a rischio di dispersione scolastica o emarginazione.

La “scuola” per genitori

É un percorso formativo rivolto ai genitori e ad altri adulti di riferimento, organizzato in più giornate a tema: rapporto tra scuola e famiglia, dipendenza da social network, amore e amicizia tra gli adolescenti. L’obiettivo del ciclo di incontri, replicati in ogni capoluogo di provincia della regione, è offrire agli adulti un sostegno alle proprie competenze educative.

Il Piano riprende, inoltre, tematiche per le quali la Regione attua già misure specifiche. Tra queste, la diffusione della pratica sportiva per agevolare la socializzazione, aumentare l’autostima, contrastare il rischio di sovrappeso e obesità degli adolescenti, in aumento soprattutto tra le fasce socio-economiche più deboli; la qualificazione e il sostegno alla frequenza dei centri estivi attraverso l’abbattimento delle rette per le famiglie con Isee fino a 28 mila euro; il sostegno al protagonismo giovanile e alla creatività negli adolescenti e nei giovani.

 

Dalla Regione fondi per i progetti di promozione della cittadinanza europea

In questa fase così difficile per l’Europa, l’Emilia-Romagna investe in cittadinanza europea, per permettere ai cittadini non solo di conoscerne le origini, ma anche di comprendere che oggi, in una situazione mondiale complessa, l’unità europea è ancora più necessaria. Questi gli obiettivi e le motivazioni dei 17 i progetti di promozione della cittadinanza europea proposti da Comuni e Unioni di Comuni e finanziati dalla Regione Emilia-Romagna con 240mila euro. Nei giorni scorsi l’approvazione della graduatoria da parte della Giunta, dopo che l’Assemblea legislativa ha recentemente introdotto un nuovo articolo nella legge comunitaria (la n.16 del 2008), proprio per finanziare e organizzare attività di promozione e conoscenza della cittadinanza europea.

Mostre, seminari, laboratori e spettacoli che coinvolgeranno nei prossimi mesi cittadini dell’Emilia-Romagna di tutte le età. Iniziative, diffuse sull’intero territorio regionale, finalizzate a far conoscere cosa ha rappresentato e cosa rappresenta oggi l’Europa, per comprendere quali sfide dobbiamo affrontare come cittadini europei. Azioni di diffusione della conoscenza della storia e della memoria dell’integrazione europea, dei diritti e doveri che derivano dall’esserne parte; ma anche iniziative per rafforzare le competenze delle amministrazioni locali nella progettazione europea, per far sì che possa migliorare la loro capacità di partecipare ai programmi promossi dall’Ue.

L’assegnazione dei contributi
contributi erogati dalla Regione coprono il 70-80% della spesa prevista nei progetti presentati; le Amministrazioni locali, quindi, parteciperanno con fondi propri per circa altri 90mila euro. Risorse maggiori sono state previste per favorire la partecipazione delle aree regionali più svantaggiate, come i Comuni montani, quelli derivanti da fusione e quelli delle aree interne, zone – queste ultime – che hanno ben risposto vedendosi approvare 4 progetti (area interna Appennino Emiliano, Appennino piacentino-parmense, Alta Val Marecchia e Comune di Sasso Marconi).

Molteplici le iniziative rivolte alla cittadinanza per tornare a parlare del futuro dell’Europa nelle piazze, nelle biblioteche e nei teatri, anche rivolte ai giovani. Altrettanto vari i progetti destinati alle Amministrazioni locali per rafforzarne le capacità in europrogettazione: dalle attività formative rivolte ad amministratori, dirigenti e tecnici di Comuni ed Unioni, agli studi di fattibilità a supporto di sperimentazioni di gestioni associate di “Uffici Europa”. Una richiesta di supporto più volte esplicitata nel percorso partecipato del Programma di riordino territoriale, a cui la Regione ha voluto dare risposta, condividendola con i rappresentanti di Unioni, Anci e Uncem. Ben 7 progetti sui 17 complessivi, infatti, riguardano questa tipologia di iniziativa.

I progetti finanziati, in provincia di Reggio Emilia:
Nel reggiano andranno oltre 57 mila euro a sostegno dei seguenti progetti: “APPEAL: l’APPennino e l’Europa tra Azioni e Lavori – Percorso di institutional building per la conoscenza e la valorizzazione delle opportunità europee” presentato dall’Unione Montana Comuni Appennino Reggiano, “Europa Digit-Abile – Disabili senza frontiere. Digital storytelling in Bassa reggiana per comunicare l’Europa in una Europa senza barriere. Piano per la promozione della cittadinanza europea” presentato dall’ Unione Comuni Bassa Reggiana, “La Grande guerra vista con gli occhi della nuova Europa” presentato dal Comune di Albinea, e “Ventotene” presentato dal Comune di Reggio Emilia.

I dettagli dei finanziamenti:

  • Comune di Albinea: 6.955 € per progetto “La Grande guerra vista con gli occhi della nuova Europa”.
  • Comune di Reggio Emilia: 17.500€ per progetto “Ventotene”.
  • Unione Comuni Bassa Reggiana: 12.600 € per progetto “Europa Digit-Abile 2018 – Disabili senza frontiere. Digital storytelling in Bassa reggiana per comunicare l’Europa in una Europa senza barriere. Piano per la promozione della Cittadinanza Europea”.
  • Unione Montana Comuni Appennino Reggiano: 20.000 per progetto “APPEAL: l’APPennino e l’Europa tra Azioni e Lavori – Percorso di institutional building per la conoscenza e la valorizzazione delle opportunità europee nei territori dell’Unione Montana dei Comuni dell’Appennino Reggiano”.

Welfare. Non autosufficienza e politiche sociali, quasi 55 milioni all’Emilia-Romagna

All’Emilia-Romagna arrivano quasi 55 milioni di euro dal Fondo nazionale per la non autosufficienza e da quello per le Politiche sociali. Sono risorse che serviranno anche a sostenere le famiglie in difficoltà e i ragazzi allontanati dai propri genitori con provvedimento giudiziario, che al compimento della maggiore età non possono più contare sul sostegno dei servizi sociali.

Il via libera ai fondi grazie all’accordo Stato-Regioni e al riparto concordato in Conferenza delle Regioni di oltre 723 milioni a livello nazionale per il 2018.

Nel dettaglio, il pacchetto complessivo delle risorse assegnate all’Emilia-Romagna sarà destinato al sostegno di persone con gravissima disabilità e anziani non autosufficienti (35 milioni di euro); allo sviluppo della rete integrata di interventi e servizi sociali (19,2 milioni di euro); alle famiglie disagiate (313 mila euro); ai giovanirimasti senza sostegni al compimento dei 18 anni (400 mila euro).

Il Fondo regionale, caso unico in Italia

Per integrare il Fondo nazionale per la non autosufficienza, la Regione Emilia-Romagna dal 2007 ha avviato il proprio Fondo regionale per la non autosufficienza(Frna) per finanziare i servizi sociosanitari rivolti alle persone in condizioni di non autosufficienza e a coloro che se ne prendono cura. Per mole di risorse impiegate, oltre 478 milioni di euro nel solo 2017, rete di servizi messi in campo, professionalità coinvolte ed esperienze acquisite, costituisce un caso unico in Italia.

Servizi, rette, riduzione liste d’attesa: in arrivo 20 milioni per nidi e materne

Superano i 20 milioni di euro le risorse assegnate alla Regione Emilia-Romagna per sostenere e qualificare il sistema integrato di educazione e istruzione rivolto ai bambini di età compresa tra 0-6 anni.

Il via libera è arrivato oggi a Roma dalla Conferenza Stato-Regioni che ha approvato il riparto del fondo nazionale di 224 milioni.

Un pacchetto di risorse, quello assegnato all’Emilia-Romagna, destinato ai Comuni, che si aggiunge agli 11 milioni di risorse regionali messe a disposizione per il 2018 (33 in tre anni).

L’obiettivo è quello di finanziare e qualificare il sistema socio-educativo dell’Emilia-Romagna per la fascia d’età 0-6, cui si aggiunge l’impegno per promuovere la diffusione sul territorio regionale dei Poli per l’infanzia, strutture che accorpano i nidi e le materne, per favorire la continuità educativa dei più piccoli, dalla nascita fino a 6 anni.

Nelle prossime settimane la Regione approverà la ripartizione dei fondi ai Comuni.

Secondo i dati dell’Osservatorio regionale per l’infanzia e l’adolescenza riferiti all’anno educativo 2016-2017, in Emilia-Romagna i bambini da 0 a 3 anni iscritti nei 1.225servizi educativi erano oltre 33 mila, il 30,6% dei bambini di questa fascia d’età residenti in regione (107.737).

Montagna al centro: taglio dell’Irap, investimenti per la sicurezza del territorio e viabilità

Quindici milioni per tagliare o azzerare l’Irap per le imprese di montagna; un piano di investimenti per la messa in sicurezza e la viabilità del territorio appenninico sostenuto da una parte significativa dei 360 milioni di euro liberati dal recente accordo Stato-Regioni; una proposta di riordino territoriale che riconosca alle Province le risorse necessarie per esercitare le funzioni previste.

Dalla Conferenza regionale della montagna, organizzata oggi a Bologna dall’Uncem, il presidente della Regione Stefano Bonaccini ha lanciato la propria proposta per l’Appennino, la parte più pregiata ma anche più fragile del territorio regionale.

Per quanto riguarda la fiscalità di vantaggio, la proposta prevede un taglio dell’Irap di almeno un terzo per le imprese che già lavorano in montagna e l’azzeramento per un minimo di tre anni per quelle che vogliono avviare un’attività. La misura sarà sostenuta da 15 milioni del prossimo bilancio regionale che verrà approvato entro dicembre.

E proprio abbandono e spopolamento sono tra le concause di quel dissesto idrogeologico che rappresenta uno dei mali storici dell’Appennino. Da qui la scelta di destinare proprio alla messa in sicurezza e alla viabilità delle zone di montagna – mettendola a disposizione direttamente dei Comuni montani – una parte predefinita e significativa dei 360 milioni di euro di nuovi investimenti resi disponibili dall’accordo siglato pochi giorni fa con il Governo. Accordo che da un lato azzera i tagli previsti per le Regioni nel prossimo triennio, pari a 4,2 miliardi di euro, e dall’altro impegna le stesse Regioni a realizzare investimenti con risorse proprie per una cifra di parti importo, liberando gli spazi finanziari. Una mole significativa di finanziamenti aggiuntivi già dal 2019, che per l’Emilia-Romagna vale appunto 360 milioni di euro.

Il Piano regionale per l’Adolescenza 2018-2020

E’ in discussione in questi giorni il nuovo Piano per l’Adolescenza 2018-2020. Un documento importante, frutto della collaborazione con tutti coloro che si occupano di adolescenza in ambito educativo, formativo, sociale, sanitario, aggregativo, ricreativo, sportivo e culturale.

Si tratta di un piano concreto, che permetterà di realizzare interventi volti a prevenire il disagio e contrastare l’abbandono scolastico, l’isolamento, la dipendenza dai social network, il bullismo, la ludopatia. Un progetto che intende rappresentare un “robusto” patto educativo con tutti coloro che si occupano di questa delicata fascia d’età prevedendo tre terreni di azione: il dialogo, la cittadinanza attiva, la cura e il prendersi di cura.

Un’attenzione particolare quella dedicata agli adolescenti, dimostrata anche dal significativo aumento di risorse che la Regione ha stanziato rispetto alla scorsa legislatura:

  • Il bando sull’adolescenza, nato nel 2009, in questo mandato ha complessivamente cubato circa 3 milioni di risorse.
  • Il finanziamento ad hoc sui Centri per le Famiglie: circa 3,5 milioni in 5 anni. Finanziamento che prevede specifiche misure sull’adolescenza.
  • Sui centri estivi: circa 6 dei 13 milioni totali riguardano l’adolescenza.
  • Il bando legato a questo piano che l’Assessorato al sociale cogestisce insieme all’Assessorato alla scuola e alla formazione professionale è un bando che nel complesso vale circa 12 milioni. Per l’aspetto più sociale ci consente di destinare 2 milioni per 3 anni, quindi 6 milioni totali, al rafforzamento/aumento degli sportelli scolastici di ascolto dei ragazzi (in particolare delle scuole medie).
  • Altri 200mila euro, sempre a corredo di questo piano, che serviranno per la realizzazione di “scuole per i genitori” su grandi temi segnalati da esperti.
  • I fondi legati al Servizio Civile: circa 3 milioni per le attività dedicate ai minorenni.

Riassumendo, parliamo di 18-19 milioni di euro investiti dalla Regione dal 2015 ad oggi sul tema dell’adolescenza. Non poche risorse se pensiamo che nel mandato precedente erano circa 11-12 milioni.

L’intenzione è quella di approvare il piano il 6 novembre in Assemblea Legislativa.

Materiale:

PIANO REGIONALE PLURIENNALE PER L’ADOLESCENZA 2018-2020

Il progetto di legge regionale sulla prevenzione

Dopo mesi di confronti abbiamo completato la stesura del progetto di legge regionale sulla Prevenzione che prevediamo di approvare a gennaio 2019.

Tantissime realtà reggiane che lavorano da anni su questo tema ci insegnano che la prevenzione primaria è fondamentale per la salute dei cittadini, per evitare una vecchiaia medicalizzata: sì ad alimentazione corretta e pratica sportiva, no all’abuso di alcool e fumo. La medicina ci dice da tempo che stili di vita sani costituiscono fattori essenziali non solo per vivere più a lungo, ma soprattutto per vivere in buona salute per più tempo.

Il testo, presentato martedì in Commissione, rappresenta la prima norma in Italia ad affrontare in modo organico il tema della prevenzione nel campo della salute e del benessere. L’obiettivo ambizioso della legge è quello di aumentare la speranza di vita in buona salute dei cittadini, ossia diminuire l’incidenza di tutte quelle malattie croniche che colpiscono gli over 50 e che rendono gli ultimi decenni di vita meno sereni.

Accanto alla promozione del movimento e della vita attiva, la legge intende incrementare le iniziative di prevenzione primaria già presenti, introducendo politiche per il contrasto alla obesità infantile, alle cyberdipendenze e a tutte le nuove e vecchie dipendenze, senza dimenticare l’educazione alimentare, in particolare nei progetti scolastici. Altri articoli sono dedicati alla sensibilizzazione sull’utilizzo di tecniche di rianimazione cardiopolmonare precoce, alla prevenzione del diabete, alla prevenzione degli incidenti stradali e alla diffusione delle tecniche di disostruzione delle vie aeree in età pediatrica.

Per l’attuazione di queste politiche, anche attraverso contributi ai mondi e alle associazioni coinvolte per l’attuazione dei progetti, la legge prevede lo stanziamento annuale di 3,5 milioni di euro, aggiuntivi rispetto alle risorse già impegnate dalla Regione per le politiche di prevenzione.

Il percorso della legge ora proseguirà in commissione, a partire dall’udienza conoscitiva che vedrà invitate e coinvolte decine di realtà istituzionali e sociali, anche reggiane, per esprimere un definitivo parere sulla legge, a partire da lunedì 5 novembre in poi.

Materiale:

PDL Promozione della salute, del benessere della persona e della comunità e prevenzione primaria

slides presentazione legge prevenzione

Partecipazione, ecco il bando: fino a 15 mila euro per progetti di enti locali e associazioni

Dopo il via libera alla nuova Legge sulla Partecipazione, approvata dall’Assemblea legislativa lo scorso 17 ottobre, la Giunta regionale ha varato un bando per il finanziamento dei progetti partecipativi. Il budget complessivo è di 446 mila euro: per ciascun progetto saranno disponibili un massimo di 15 mila euro.

Ci sarà tempo fino al 21 novembre per enti locali e associazioni pubbliche e private per presentare le proposte. Quest’anno la procedura sarà tutta on line, su una nuova piattaforma che la Regione mette a disposizione per semplificare la presentazione delle domande.

I progetti avranno una durata massima di 6 mesi, salvo casi di particolari complessità. È prevista una premialità per quelli che riguardano i beni confiscati alle mafie. Dallo sviluppo sostenibile del territorio e delle città fino alle tematiche sociali, l’obiettivo per tutti è coinvolgere le comunità nella condivisione delle decisioni attraverso incontri, bilanci partecipativi e laboratori.

La graduatoria sarà disponibile entro l’anno per poter dare avvio ai progetti con l’inizio del 2019.

La nuova legge approvata nei giorni scorsi prevede anche un bando tematico che sarà pubblicato nei prossimi mesi per finanziare iniziative su regolamenti e statuti comunali per 190 mila euro. Viene anche meglio esplicitato il ruolo della Giunta, non solo sugli aspetti di sviluppo delle competenze ma anche su comunicazione, innovazione e Osservatorio della partecipazione.

Le informazioni per partecipare al bando sul nuovo sito della partecipazione:

https://partecipazione.regione.emilia-romagna.it/bando2018