Giovani, dalla Regione 1 milione e 200 mila euro per attività, servizi e ristrutturazioni degli spazi

Resterà aperto da oggi e fino al 16 luglio il bando, collegato alla legge regionale 14/08 “Norme in materia di politiche per le giovani generazioni”, che assegna a Unioni comunali e Comuni capoluogo di provincia non inclusi in Unioni 1 milione e 200 mila euro per realizzare interventi per le giovani generazioni.

La novità di quest’anno è che sarà possibile utilizzare una parte dei fondi regionali anche per realizzare piccoli interventi di ristrutturazione e adeguamento degli spazi, per acquistare nuove attrezzature tecnologiche e nuovi arredi, per aprire o riqualificare i locali che ospitano coworking, sale prova, fablab, incubatori d’idee innovative, redazioni di webradio, skatepark, laboratori multimediali.

Le risorse regionali sono ripartite in tre filoni di intervento.

Con 500 mila euro si sostengono le attività che si svolgono negli spazi di aggregazione, i servizi di informazione e comunicazione, la realizzazione di azioni che aiutano ragazze e ragazzi ad avvicinarsi al mondo del lavoro, anche attraverso il sostegno all’imprenditoria e alla creatività giovanile. In questo caso la spesa ammissibile nella domanda va da un minimo di 8 mila ad un massimo di 30 mila euro.

Altri 200 mila euro sono finalizzati, invece, a promuovere l’attivazione di progetti di protagonismo giovanile e educazione alla cittadinanza attiva e responsabile, legati allo strumento della YoungERcard. Gli Enti locali possono, per questo intervento, richiedere alla Regione un finanziamento che va da un minimo di 5 mila ad un massimo di 15 mila euro.
La Carta regionale riservata a ragazze e ragazzi tra i 14 e i 29 anni ha registrato in questi anni un incremento veramente notevole: sono 52.882 i giovani iscritti, 212 i punti di distribuzione presenti in Emilia-Romagna e circa 1.700 le convenzioni attivate per offrire ai possessori agevolazioni per la fruizione di servizi culturali e sportivi e per acquisti presso alcuni esercizi commerciali. È cresciuta anche la rete degli Enti locali che hanno aderito al progetto (159 Comuni e 31 Unioni) e degli operatori (ad oggi 322) impegnati nella promozione e diffusione di questo strumento.

Infine, il finanziamento regionale per gli interventi di ristrutturazione e adeguamento degli spazi è pari a 500 mila euro. Si può richiedere alla Regione un contributo che va da un minimo di 5 mila ad un massimo di 30 mila euro.

Ogni Ente locale può presentare un progetto per ogni ambito di intervento, inviando tre domande distinte. La Regione Emilia-Romagna ha anche attivato un servizio di assistenza tecnica per rispondere quotidianamente ad eventuali richieste di chiarimenti.

La compartecipazione regionale al finanziamento dei progetti sarà fino a un massimo del 70% della spesa ammissibile.

Il bando on line

Questi i link da compilare per presentare la richiesta di contributo regionale:

Allegato 1 (Aggregazione, Informagiovani, Proworking)
http://95.110.232.128/RER/index.php/277192?newtest=Y&lang=it-informal
Allegato 2 (Protagonismo giovanile, YoungERcard)
Allegato 3 (Sviluppo e qualificazione Spazi di aggregazione giovanile)
http://95.110.232.128/RER/index.php/787211?newtest=Y&lang=it-informal

Per maggiori informazioni:

Delibera n. 900/2018 (pdf, 444.3 KB)

Marina Mingozzi tel. 051 5277694, Rita Mammi 051 5277696 – telelavoro 051 6752245, Camilla Carra 051 5273407 – 0522 444864.

Università, la Regione investe sul diritto allo studio: 219 milioni in 3 anni. Benefici al 100% degli studenti idonei

È tra le Regioni con il più alto numero di studenti iscritti all’Università e con il più alto numero di idonei alle borse di studio, e che spende più risorse – con un importo medio annuo, in crescita, di 73 milioni – per garantire agli idonei questo beneficio. In Emilia-Romagna, dal 2009 al 2017, c’è stato un incremento del 37% degli aventi diritto, con oltre 20 milioni di euro in più di spesa (da 60 a 80 milioni) per assicurare la borsa di studio.

Numeri presentati in Commissione consiliare, poi in conferenza stampa, dall’assessore regionale all’Università, Patrizio Bianchi, che ha illustrato la relazionerelativa alla Clausola valutativa prevista dalla legge regionale 15 del 2007 (“Sistema regionale integrato di interventi e servizi per il diritto allo studio universitario e l’alta formazione”).

La relazione traccia un quadro preciso sui risultati conseguiti negli anni accademici 2014/2015, 2015/2016 e 2016/2017 dagli interventi messi in campo dalla Regione per rendere effettivo il diritto di raggiungere i più alti gradi di istruzione e garantire l’uniformità di trattamento su tutto il territorio dell’Emilia-Romagna. Rappresenta, inoltre, uno strumento di controllo triennale sugli obiettivi raggiunti dalla legge e una base importante per definire le priorità della programmazione sul diritto allo studio nel periodo 2019-2021.

Inclusione lavorativa delle persone disabili, l’impegno della Regione

Una programmazione triennale delle risorse del Fondo sociale europeo destinate alle persone disabili per dare più continuità ai progetti e più certezze ai ragazzi e alle loro famiglie, nella fase di transizione scuola-lavoro.Una maggiore integrazione tra Servizi per il lavoro, sociali e sanitari anche per quanto riguarda l’istituto del collocamento mirato, con l’introduzione di “un responsabile di caso”, come unico riferimento per costruire l’autonomia della persona nel proprio progetto di vita.

Al termine della III Conferenza regionale per l’inclusione lavorativa delle persone con disabilità, la Regione rilancia il proprio impegno a favore delle persone disabili, a partire dalle proposte emerse nel corso della due giorni bolognese dai tavoli di lavoro.

“Insieme è la parola che contraddistingue il modo di lavorare in questa regione – ha detto l’assessore al coordinamento Politiche europee, Scuola e Formazione professionale, Patrizio Bianchi, ringraziando tutti coloro che hanno contribuito ai lavori preparatori della conferenza e partecipato alla due giorni conclusa oggi -. I diritti delle persone, non solo quelli scritti ma anche quelli effettivi e gli strumenti per poterli agire sono il nostro punto di partenza. Il diritto, ad esempio, ad una quotidianità semplice e ad un progetto di vita autonomo, anche grazie al lavoro. Le persone con disabilità – ha aggiunto l’Assessore – rappresentano il 3% della popolazione regionale, ma è precisamente su quanto sappiamo garantire a questi cittadini che dobbiamo misurare il grado di civiltà di un paese e la qualità di una democrazia, continuando a costruire integrazione e inclusione, valori oggi non più così scontati, non solo a parole ma con impegni concreti, così come è stato fatto oggi nel dialogo e nella condivisione”.

Oltre 500 partecipanti, due giornate di lavoro, 3 sessioni specifiche di confronto su temi chiave per l’inclusione lavorativa, interventi di AnpalInpsIspettorato del lavoroInail, Ufficio scolastico regionale, Fand (Federazione tra le associazioni nazionali delle persone con disabilità), FISH (Federazione italiana per il superamento dell’handicap), Agci SolidarietàFedersolidarietà ConfcooperativeLegacoopsocialiassociazioni datoriali, associazioni sindacali e Forum terzo settore.

Essenziale ai fini di una maggiore inclusione lavorativa il ruolo delle nuove tecnologie. Da qui l’impegno a costruire un “repertorio/catalogo” delle tecnologie reperibili sul mercato adattabili e personalizzabili, coinvolgendo anche le imprese nella costruzione del repertorio. Inoltre attraverso risorse del Fondo regionale disabili verrà potenziata la rete dei Caad (Centri adattamento ambiente domestico) già presenti sul territorio, allargandone la sfera di azione al tema del lavoro e degli ausili tecnologici.

Questo in sintesi il bilancio dell’iniziativa che ha premesso di elaborare in maniera partecipata con le associazioni dei disabili e con le parti sociali le proposte che dovranno confluire nel prossimo Piano di azione regionale per l’inclusione lavorativa delle persone con disabilità.  La prossima Conferenza si svolgerà nel giugno 2021.

 

Appennino, 13,5 milioni di euro contro il dissesto del territorio: 431 opere realizzate dai Consorzi di bonifica nel 2017

431 interventi per opere di sicurezza territoriale e contro il dissesto in Appennino. Interventi realizzati lo scorso anno dai Consorzi di bonifica dell’Emilia-Romagna, che hanno reinvestito nelle aree montane della regione il 73,5% dei contributi di bonifica riscossi: 13,5 milioni di euro sul totale di 18,4 milioni. Obiettivo: accrescere la sicurezza del territorio con azioni di prevenzione e mitigazione del rischio idrogeologico.

Stamattina, in Regione a Bologna, è stato fatto il punto con gli assessori alla Difesa del suolo Paola Gazzolo e Agricoltura Simona Caselli, in occasione della Conferenza annuale sull’attuazione del Protocollo d’intesa firmato nel 2013 da Regione Emilia-Romagna, Unione nazionale Comuni ed Enti montani (Uncem), Associazione nazionale Consorzi di bonifica (Anbi) Emilia-Romagna per dare piena applicazione alle disposizioni regionali (Legge r. 7/2012) e utilizzare a favore del territorio dell’Appennino i proventi del contributo di bonifica, salva la quota proporzionale relativa alle spese generali di funzionamento dei Consorzi.

I lavori realizzati lo scorso anno hanno riguardato il presidio dei torrenti e fossi minori, il consolidamento dei versanti della montagna, la manutenzione della vegetazione lungo i corsi d’acqua, delle strade e degli acquedotti di bonifica in diverse località in vari comuni a Piacenza, Parma, Modena, Reggio Emilia, Bologna, Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini.

Gli interventi previsti quest’anno 

Entro l’estate, la Regione approverà inoltre il bando del Programma di sviluppo rurale da16 milioni 800 mila euro per sostenere interventi di riduzione delle conseguenze di calamità naturali, avversità climatiche e la prevenzione dei fenomeni franosi. Una misura di enorme importanza per la salvaguardia dei terreni agricoli nell’Appennino a cui i Consorzi di Bonifica e le Unioni di Comuni montani potranno contribuire grazie alle loro capacità tecniche e operative.

Tra le novità annunciate per quest’anno, la semplificazione delle procedure per lo svolgimento dei lavori a cura dei Consorzi di bonifica. In particolare non sarà più necessaria l’autorizzazione sul vincolo idrogeologico che i Consorzi ora devono richiedere alle Unioni dei Comuni Montani o agli altri enti delegati da parte della Regione. Per svolgere i lavori, basterà una semplice comunicazione come previsto per le opere svolte da Province e Regione. La Regione punta anche a far crescere il numero di convenzioni per la gestione del reticolo idrografico minore, previsto anche da una specifica legge regionale (la 16/2017 sulle norme in campo ambientale).

I Consorzi di bonifica e la loro attività 

In tutto sono 7 i Consorzi di bonifica dell’Emilia-Romagna che hanno competenze su 12 mila chilometri quadrati di territorio regionale di montagna, pari al 52% dell’estensione dell’intera regione.

Tutti reinvestono in montagna oltre il 70% dei proventi della contribuzione raccolta in Appennino. Il Consorzio di bonifica della Romagna occidentale ha attivato 33 cantieri con il 76,22% dei 3 milioni 120 mila euro in tutto introitati.

Segue il Consorzio di bonifica dell’Emilia Centrale che, su circa 2 milioni 900 mila euro circa di contribuenza montana, ne ha investito il 75,64% in 60 cantieri; il Consorzio della bonifica Renana con il 74,76% dei 3 milioni 726 mila euro incassati per 59 interventi; il Consorzio della bonifica Burana con il 74,62% di 1 milione 368 mila euro per 31 opere; il Consorzio di bonifica di Piacenza con il 72,04 del totale di 1 milione 475 mila euro per 52 lavori.

La Bonifica parmense ha reinvestito il 70,47% della contribuenza montana di 3 milioni 118 mila euro per 136 cantieri e il Consorzio di bonifica della Romagna il 70,31% di 2 milioni 662 mila euro per 60 interventi.

Tra i dati presentati oggi, oltre all’aumento della percentuale di investimento che in media passa dal 66% del 2016 al 73.5% del 2017, è emerso anche l’aumento complessivo del 15% degli investimenti effettuati dai Consorzi (a fronte di un aumento medio della contribuenza del 3,5%) e una crescita del 30% dei lavori in appalto. Sono invece diminuite del 9% le spese di funzionamento e dell’8% le spese di riscossione e tenuta catasto.

Inaugurata una Pet all’avanguardia all’ospedale S.Maria Nuova di Reggio Emilia

L’ospedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia ha una nuova Pet, un’apparecchiatura all’avanguardia donata all’Ausl Irccs grazie ai fondi raccolti con il progetto “Pet Puzzle” promosso dall’associazione Grade Onlus e sostenuto da Fondazione Manodori e Unindustria Reggio Emilia.

Il macchinario, acquisito nella configurazione più avanzata presente al momento in Italia, ha trovato posto nel reparto di Medicina nucleare del Santa Maria Nuova, in un locale di 42 metri quadrati appositamente predisposto, e sarà destinato prevalentemente alla diagnosi in ambito oncologico. Il taglio del nastro è avvenuto sabato 16 giugno, con una cerimonia aperta a tutta la comunità, vera protagonista di questa maratona di solidarietà: i 2 milioni di euro necessari all’acquisto del macchinario, infatti, provengono in buona parte dalle generose donazioni di cittadini, aziende, associazioni che hanno preso oltre 14mila delle 20mila tessere che compongono il grande puzzle benefico. Ora la raccolta fondi, che ha superato il 70% dell’importo complessivo, prosegue per coprire il finanziamento ottenuto attraverso Credem Banca.

PET/CT: diagnostica per immagini avanzata ed efficace

La Pet è una tecnica diagnostica di medicina nucleare in grado di visualizzare, attraverso immagini biomediche, i processi metabolici e funzionali presenti all’interno del corpo. Per questa sua specificità, viene impiegata prevalentemente in ambito oncologico ed onco ematologico. La Pet permette di individuare la presenza di tumori, valutandone la localizzazione, la dimensione e il comportamento metabolico e funzionale in una prospettiva tridimensionale. Associata a una Tomografia computerizzata (CT) consente, inoltre, di aggiungere dettagliate informazioni morfologiche utili a migliorare significativamente l’interpretazione dell’esame. Altre applicazioni, seppur più limitate, si hanno in ambito neurologico (in particolare nella valutazione delle demenze), reumatologico e cardiologico.

Libri di testo, arrivano i contributi della Regione, 4milioni e 600mila euro per l’a. s. 2018/2019

Arrivano i contributi della Regione per acquistare i libri di testo per il prossimo anno scolastico (2018-2019): a disposizione ci sono oltre 4 milioni e 600mila euro, destinati agli studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado (medie e superiori). Le domande dovranno essere presentate esclusivamente on line dal 3 settembre al 23 ottobre, attraverso il sito https://scuola.er-go.it/

La Giunta regionale ha approvato criteri e modalità di accesso ai contributi: destinatari sono gli studenti con un indicatore famigliare Isee fino a 15.748,78 eurofrequentanti le scuole secondarie di I e II grado della regione: statali, private paritarie, paritarie degli enti locali e scuole non statali autorizzate a rilasciare titoli di studio con valore legale. Gli alunni devono essere residenti in Emilia-Romagna o frequentare qui la scuola, anche se residenti in altre regioni che erogano il beneficio secondo il criterio “della scuola frequentata”: in quest’ultimo caso competente alla concessione del beneficio è il Comune sul cui territorio si trova la scuola. Negli altri casi è competente il Comune di residenza.

Destinatari dei contributi 
Le risorse saranno prioritariamente destinate alla copertura totale delle domande rientranti nella prima fascia di reddito (Isee fino a 10.632,94 euro),utilizzando gli eventuali residui alla copertura della seconda fascia (da 10.632,95 euro a 15.748,78 euro).
Nella domanda occorre indicare la spesa effettivamente sostenuta per l’acquisto dei libri di testo per l’anno scolastico 2018/2019, della quale è necessario conservare la documentazione da esibire in caso di richiesta da parte del Comune.

Informazioni e assistenza  
Per informazioni, oltre agli uffici comunali, è disponibile il numero verde dell’Ufficio relazioni con il pubblico della Regione 800 955 157 (dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13 e lunedì e giovedì dalle 14,30 alle 16,30) e l’indirizzo mailformaz@regione.emilia-romagna.it
Per ricevere assistenza nella compilazione della domanda on line è possibile contattare l’help desk tecnico di ER.GO (Azienda Regionale per il Diritto agli studi superiori) 051.0510168 (lunedì, martedì, mercoledì dalle ore 10 alle 13 e il giovedì dalle 14,30 alle 16,30), contattabile via mail all’indirizzo: dirittostudioscuole@er-go.it

L’Emilia-Romagna scommette sugli agricoltori per produzioni più sane, senza sprechi e a basso impatto ambientale

Cibi e prodotti sani a basso impatto ambientale per contrastare il cambiamento climatico e ridurre sempre più gli effetti dei gas serra. L’Emilia-Romagna investe 16,7 milioni di euro per finanziare, con due bandi, le produzioni biologiche per ulteriori 71.000 ettari di territorio e per sostenere labiodiversità e un’agricoltura capace di consumare sempre meno risorse come aria, acqua e suolo su una superficie di quasi 10mila ettari. 

Ottima l’adesione degli agricoltori che con 3269 richieste, di cui 3256 ammesse, hanno risposto ai bandi “Agro-clima-ambiente” (Misura 10) e “Agricoltura biologica” (Misura 11) del Programma di sviluppo rurale rivolti alle imprese emiliano-romagnole.
Al primo bando, che ha attivato otto tipi di operazione diverse, sono arrivate 643 richieste di sostegno (ammesse 542), e saranno finanziati interventi per un totale di oltre 5,4 milioni di euro sulla prima annualità, mentre per il secondo bando (Misura 11) sono state 2626 le domande (2613 quelle ammesse), per una richiesta complessiva annuale di oltre 17,2 milioni di euro.
I finanziamenti complessivi, che daranno il via agli interventi in tutta l’Emilia-Romagna, ammontano a 16,7 milioni di euro per il 2018 cui andranno ad aggiungersi, dopo una modifica del Psr in corso di approvazione, circa 6 milioni per arrivare alla totale copertura di tutte le domande ammissibili.

Il bando “Agro-clima-ambiente” (misura 10) 
Per quanto riguarda le 643 domande, hanno superato “quota 100”, quelle  per le operazioni “Gestione degli effluenti (10.1.02), quest’ultima per la prima volta a disposizione degli agricoltori interessati ad un uso razionale dei reflui per la riduzione delle emissioni di gas serra;  “Incremento sostanza organica” (10.1.3); “Ritiro dei seminativi dalla produzione per venti anni per scopi ambientali” (10.1.10) che riguardano sia nuovi impegni che, limitatamente alle aree di pianura, superfici già interessate da misure agro-ambientali ancora in corso.

Le maggiori risorse finanziarie sono incentrate sulle operazioni “Incremento sostanza organica”, a cui vanno ogni anno 1,2 milioni di euro a fronte di 172 domande ammesse, e sulla misura 10.1.10  che vede uno stanziamento di con 3,2 milioni per 85 domande.
All’operazione “Gestione degli effluenti” vanno oltre 517 mila euro.  In questo caso poiché non tutte le domande giudicate idonee al finanziamento sarebbero risultate coperte (38 domande), è stata presentata al Comitato di sorveglianza del Psr una modifica alla tabella finanziaria del programma che, non appena approvata dalla Commissione europea, consentirà di finanziare le 138 domande ammissibili.

Alle altre operazioni vanno: 137mila euro per la tutela della biodiversità animale (10.1.05); 99mila euro all’agricoltura conservativa e incremento sostanza organica (10.1.04); 97mila euro per la tutela della biodiversità vegetale (10.1.06); 54mila euro per la praticoltura estensiva (10.1.07) e circa 40mila euro alle aree Natura 2000 e per la conservazione di spazi naturali e seminaturali e del paesaggio agrario (10.1.09).  Per queste misure tutte le domande ammissibili saranno finanziate.

Il bando “Agricoltura biologica”  
Per le operazioni “Conversione ai metodi e pratiche dell’agricoltura biologica” (11.1.01) e “Mantenimento metodi e pratiche dell’agricoltura biologica” (11.2.01) sono complessivamente 2626 le domande presentate.
In questo caso vengono finanziate 1265 domande (su 1275) per la prima operazione per un totale di 7,6 milioni di euro, mentre per la seconda sono risultate ammissibili 1348 domande (su 1351) per un importo di circa 9,4 milioni di euro. Alle domande per il mantenimento sono stati concessi finanziamenti per un importo complessivo di poco meno di 3,7 milioni annui per 586 domande: in seguito alla citata modifica finanziaria del Psr verranno ammesse al finanziamento le restanti 762 domande, per un importo di ulteriori 5,7 milioni l’anno.

Le domande finanziate complessivamente con questo bando per l’agricoltura biologica (oltre 71.000 ettari) insieme a quelle delle precedenti programmazioni, permetteranno di coprire tutte le superfici per le quali sono state presentate domande ammissibili cioè circa 135.000 ettari degli oltre 155.000 ettari biologici presenti in Regione. Sul portale regionale Agricoltura tutti i dettagli sui bandi.

A imprese e start up 30 milioni per investire green, innovare e la promozione nei mercati esteri

Green economy, innovazione hi-tech, promozione e sbarco sui mercati esteri. E’ questo i il cuore di quattro nuove opportunitàche la Regione finanzierà, con quasi 30 milioni di euro, rivolte a piccole e medie imprese e start up emiliano romagnole con fondi europei Por Fesr 2014-2020.
La prima opportunità è uno strumento finanziario, il Fondo Energia: 20 milioni di euro di credito agevolato, a disposizione di imprese che puntino all’efficienza energetica. E’ possibile presentare domanda fino al prossimo 2 agosto.

La seconda opportunità messa a disposizione dalla Regione con il Bando start up innovative, riguarda le nuove imprese che vogliano avviare progetti imprenditoriali ad alto contenuto tecnologico. La dotazione del bandoè di oltre 2,3 milioni di euro, sotto forma di contributi a fondo perduto. Le domande vanno presentate dal 2 luglio al 15 novembre 2018.

Infine, per quanto riguarda la promozione sui mercati esteri, sono due le misure in fase di avvio, che mettono a disposizione oltre 7,1 milioni di euro. La prima è rivolta ai consorzi per l’internazionalizzazione dell’Emilia-Romagna, composti da Pmi industriali e artigiane. Le domande possono essere presentate fino al 23 luglio 2018. La seconda invece è mirata a incentivare la partecipazione a manifestazioni fieristiche all’estero delle singole imprese, che possono presentare domanda dal 20 giugno al 27 luglio 2018.

“Con queste nuove opportunità intendiamo sostenere le imprese che puntano al green e ai mercati esteri, per uno sviluppo sostenibile e internazionale del nostro sistema produttivo- commenta l’assessore regionale alle Attività produttive Palma Costi–. Diamo al contempo sostegno alle nuove imprese nello sviluppare progetti ad alto contenuto tecnologico e innovativo e nel generare nuova occupazione, una componente essenziale in questo percorso di crescita”.

Le nuove opportunità Por Fesr

Il Fondo Energia fa parte di uno strumento finanziario multiscopo avviato lo scorso anno con due obiettivi: sostenere la nascita di nuove imprese e incentivare gli investimenti nella green economy. Domande online aperte fino al 2 agosto 2018, salvo chiusura anticipata qualora le risorse fossero già interamente utilizzate.

Il bando Start up innovative 2018 replica la misura dello scorso anno, grazie alla quale sono state ammesse a finanziamento 41 nuove imprese, di cui la metà guidata da donne e giovani. Invariate le modalità di partecipazione a questo bando, che punta a promuovere e far crescere start up in grado di generare nuove nicchie di mercatoattraverso prodotti, servizi e sistemi di produzione innovativi, creando al contempo opportunità occupazionali. Domande online dal 2 luglio al 15 novembre 2018.

Il bando per i progetti di promozione internazionale dei Consorzi è rivolto unicamente ai consorzi per l’internazionalizzazione già accreditati dalla Regione e finanzia attività promozionali e di cooperazione produttiva, commerciale e tecnologica, come ad esempio partecipazione a fiere, revisione del sito web o del marchio consortile. Domande online dall’11 giugno al 23 luglio 2018.

Il bando per i progetti di promozione dell’export e partecipazione a eventi fieristicifinanzia i progetti delle singole imprese di micro, piccola e media dimensione relativi alla partecipazione ad almeno tre fiere all’estero e ai servizi di consulenza per ottenere certificazioni per l’export, registrazioni di marchi sui mercati internazionali indicati dal progetto e favorire gli incontri commerciali durante le fiere. Domande online dal 20 giugno al 27 luglio 2018.

Cinema e audiovisivo. Dalla Regione 1 milione e 500 mila euro a festival e produzioni

C’è la serie tv dell’ispettore Coliandro ma anche il film sul “caso Pantani” e quello su Antonio Ligabue (“Volevo nascondermi”). Sono i primi 750 mila euro di contributi assegnati dalla Regione Emilia-Romagna nella prima sessione di valutazione destinata ai progetti di produzione cinematografica e audiovisiva, realizzati da imprese nazionali per il 2018. Un sostegno al settore cinematografico cui si somma un’identica cifra, 750 mila euro, stanziata con un’altra delibera della Giunta regionale e destinata ai festival e rassegne di rilevanza regionale per il 2018, tutti con sede a Bologna: “Il cinema ritrovato”, “Biografilm Festival” e “Future Film Festival”. Idue bandi sono correlati alla Legge regionale 20 del 2014, “Norme in materia di cinema e audiovisivo”.

I progetti di produzioni giudicati ammissibili sono 9, su un numero complessivo di 18 richieste di contributo pervenute alla valutazione della Regione. Tra essi una serie tv (“L’ispettore Coliandro – Il ritorno 3” di Velafilm), sei film (“Uroboro” di Alfea Cinematografica; “Volevo nascondermi” di Palomar; “Il caso Pantani” di Mr. Arkadin; “Oltre la bufera” di Controluce Produzione; “Se un giorno tornerai” di Invisible Film; “Miserere” di Lime Film) e due documentari (“Il fotografo del rock” di PopCult e “Nati qui” di Ladoc). Per quanto riguarda i festivaltre progetti ammessi al contributo: “Il cinema ritrovato” (Ente mostra internazionale cinema libero), “Biografilm Festival” (Associazione Fanatic about festivals), “Future Film Festival” (Associazione amici del Future Film Festival).

Gli esiti delle istruttorie saranno pubblicati sul sito regionale.

Tutti i bandi e le modalità per la presentazione delle domande sul portale Emiliaromagnacreativa.

Disoccupazione ancora giù in Emilia-Romagna -0,5% nel primo trimestre 2018, in 3 anni oltre 75mila nuovi posti (+4%)

Continua a scendere la disoccupazione in Emilia-Romagna, calata dello 0,5% nel primo trimestre 2018 rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso (dal 7% al 6,5%): a livello nazionale, un dato inferiore lo si rileva unicamente in Trentino-Alto Adige (4,3%). E negli ultimi dodici mesi, il tasso di disoccupazione si colloca sul valore medio del6,4%, ancora giù rispetto al periodo aprile 2016-marzo 2017 (6,6%) e al 9% di inizio legislatura, a gennaio 2015.

Rispetto al primo trimestre 2015, il tasso di occupazione regionale è cresciuto di 2,9 punti percentuali, dal 65,5% al 68,4% (secondo solo al Trentino Alto Adige, 69,9%, e alla Valle d’Aosta, 68,6%), mentre gli occupati sono aumentati di 75.500 unità (+4%). Per gli uomini di registra un tasso di occupazione pari al 74,5%, per le donne del 62,3%.

E’ quanto emerge dai dati sull’andamento del mercato del lavoro diffusi dall’Istat ed elaborati su scala regionale.

Segnali positivi per l’economia regionale arrivano anche dall’export: tra gennaio e marzo 2018, l’Emilia-Romagna ha esportato beni e servizi per un totale di 15.260 milioni di euro (pari al 13,6% del totale nazionale), in crescita del 4,6% rispetto allo stesso periodo del 2017 (+669 milioni di euro), al di sopra sia della media del Nord-Est (+4%), che nazionale (+3,3%), e seconda solo alla media del Nord-Ovest (+5,3%). Per l’Emilia-Romagna, certifica sempre l’Istat, si tratta del ventesimo incremento su base tendenziale (ovvero rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente) consecutivo.

Più lavoro dipendente e a tempo indeterminato

Quella del mercato del lavoro regionale è una dinamica risultato di un aumento della componente di lavoro dipendente e di una contrazione degli indipendenti, confermando il trend degli ultimi anni. A livello settoriale, emerge una crescita dello stock degli occupati nell’Industria in senso stretto e nel Commercio, alberghi e ristoranti.
Nel primo trimestre 2018 si torna a registrare una crescita del lavoro su base permanente: delle 8.277 nuove posizioni lavorative dipendenti, 6.560 sono a tempo indeterminato e nell’apprendistato e anche il lavoro intermittente si presenta in calo con 923 posizioni lavorative in meno.

Oltre 13mila nuovi giovani occupati

Un segnale di inversione di tendenza di cui, sempre secondo l’Istat, beneficia il segmento giovanile del mercato del lavoro regionale. Sebbene nel primo trimestre le posizioni dipendenti siano rimaste le stesse per i giovani di 15-29 anni, si è però verificata una significativa sostituzione fra lavoro temporaneo e lavoro permanente: infatti, al netto dei fenomeni di stagionalità, le posizioni a tempo determinato e nel lavoro somministrato sarebbero diminuite di 2.459 unità, mentre quelle a tempo indeterminato e in apprendistato sarebbero aumentate di 2.505 unità. Più in generale, su base annua le posizioni lavorative giovanili sono cresciute di 13.303 unità.