Autobus gratis, istruzioni per l’uso: dal 1^ settembre l’integrazione tariffaria tra bus e treno

Bus gratis per chi ha l’abbonamento del treno a partire dal prossimo primo settembre. Sono giàpronte le indicazioni e le informazioni necessarie per i cittadini messe a punto dalla Regione: a cominciare da dove andare per acquistare i nuovi abbonamenti e come ottenere i rimborsi per chi ne ha diritto.

Tra poche settimane, grazie a “Mi muovo anche in città”, l’integrazione tariffaria tra treno e bus offerta gratuitamente dalla Regione, chi farà un abbonamento annuale o mensile al servizio ferroviario regionale potrà viaggiare senza pagare il biglietto anche sugli autobus di 13 città dell’Emilia-Romagna:  le nove città capoluogo più Carpi, Imola e Faenza. La gratuità dei mezzi pubblici varrà  sia nella città di partenza che in quella di arrivo.

Un beneficio per oltre 50mila pendolari, in gran parte lavoratori e studenti. Tra questi ci sono coloro che già in questi anni hanno beneficiato dell’integrazione “Mi Muovo” pagando il trasporto urbano a prezzo ridotto e dal 1 settembre avranno le stesse possibilità di viaggiare nelle aree urbane senza alcun esborso.
In particolare gli abbonati che hanno acquistato un Mi Muovo annuale con validità residua oltre quella data potranno richiedere il rimborso delle quote urbane non godute, a partire dal 10 settembre fino al 10 ottobre 2018.

Come funziona “Mi muovo anche in città” 

Dell’autobus gratuito potranno beneficiare i possessori di abbonamenti annuali o mensili a tariffa Trenitalia per tratte superiori ai 10 Km e i possessori di  abbonamenti annuali e mensili a Tper con data anche anteriore al 1 settembre 2018 per le linee  Bologna-Portomaggiore, Bologna-Vignola, Ferrara-Codigoro, Suzzara-Ferrara, Parma-Suzzara.

Gli abbonati Tper all’area urbana di Bologna possono utilizzare anche tutti i treni nell’ambito dell’area urbana stessa: il prezzo resta invariato e la Regione compenserà Trenitalia per quest’ultima integrazione.

Cambieranno inoltre forma gli abbonamenti annuali e mensili per viaggiare con i treni regionali di Trenitalia: non più tagliandi di carta ma titoli elettronici  caricati sulla tessera “Unica” emessa da Trenitalia oppure sulla tessera “Mi muovo” emessa dalle aziende del trasporto pubblico locale. L’introduzione delle tessere elettroniche “Unica” in un primo tempo riguarderà gli abbonamenti annuali per estendersi anche a tutti i mensili entro il dicembre 2018.

Ci si può dotare di card Unica presso le biglietterie di Trenitalia delle 13 città o della tessera Mi Muovo i presso le biglietterie di Seta, Tep, Tper e Start.
L’integrazione tariffaria è estesa anche a coloro che viaggiano sulla tratta Bologna Centrale-Calderara Bargellino.

Le istruzioni, i criteri e i moduli per i rimborsi

Protezione civile, la Regione potenzia la rete delle strutture con un piano da 4 milioni di euro

Due nuovi Centri Unificati di protezione civile, a Piacenza e a Ferrara, con il finanziamento del primo stralcio di lavori, e interventi per rendere più sicuri dal punto di vista sismico quelli di Parma e Modena: sono i cuori pulsanti del sistema a livello provinciale, per cui l’obiettivo della Regione è completare le opere necessarie a garantire una sede adeguata in ogni territorio.

E ancora: risorse per migliorare e potenziare 18 tra aree di accoglienza della popolazionecentri polifunzionali, strutture comunali o delle Unioni, oltre che perdue distaccamenti dei Vigili del Fuoco volontari. E poi acquisto di attrezzature, mezzi e la costruzione magazzini dove ricoverarle compreso, a Faenza, l’avvio del Polo Unificato di protezione civile.

È il pacchetto di 30 interventi su tutte le province, da Piacenza a Rimini, approvato dalla Giunta regionale per potenziare la rete delle strutture di protezione civile dell’Emilia-Romagna. Sono inseriti in un Piano triennale che, fino al 2020, mette in campo 4 milioni di euro. Salgono così ad oltre 9 milioni e 200 mila euro gli investimenti finanziati da inizio mandato.

Gli interventi a Reggio Emilia

A Reggio Emilia in arrivo 770 mila euro per 4 interventi. A Castelnovo ne Monti in arrivo 350 mila euro per realizzare una struttura polifunzionale di protezione civile con ampliamento del Centro Sovracomunale. A Luzzara, con 220 mila euro, la Regione finanzia la sede del nuovo distaccamento dei Vigili del Fuoco volontari; con 100 mila euro, a Carpineti, per la nuova sede della Croce Rossa Italiana, con spazi appositamente dedicati alla protezione civile. A Rio Saliceto, con 30 mila euro si interverrà per la riqualificazione della struttura adibita a Centro Sovracomunale.

Vino. Più competitività sui mercati extra Ue: 6,5 milioni di euro per i produttori dell’Emilia-Romagna

Circa 6,5 milioni di euro dalla Regione per il sostegno ad azioni di promozione dei vini Doc, Docg e Igt e da agricoltura biologica, protagonisti di un’importante crescita qualitativa e sempre più apprezzati sui mercati esteri: i dati dell’export dopo la vendemmia 2017 registrano un fatturato di oltre 320 milioni di euro con un balzo in avanti del 10,7% sull’anno precedente.   Le risorse in arrivo, nell’ambito dell’Ocm Vino (l’Organizzazione comune di mercato Ue), puntano a sostenere e accelerare questo processo di qualificazione e internazionalizzazione.

La decisione della Giunta regionale è immediatamente successiva all’approvazione del 27 luglio scorso, da parte del ministero delle Politiche agricole, dell’avviso per i progetti relativi alla campagna viticola 2018/2019.
Il bando è rivolto ad aziende agricole in forma singola e associata, consorzi e gruppi di imprese, per progetti che prevedono un investimento minimo di 100 mila euro. Verranno finanziati, nella misura massima del 50% della spesa ammissibile, gli interventi aziendali relativi alla partecipazione ad eventi e fiere, azioni di incoming riservate agli operatori commerciali di altri Paesi, promozioni nei punti vendita, allestimento di spazi e di attrezzature destinate alle degustazioni da realizzare direttamente in azienda.

Pubblicato sul Bollettino ufficiale regionale 261 del 7 agosto 2018, il bando tiene conto delle  caratteristiche delle proposte di promozione, con diversi criteri premiali: si va dall’attenzione particolare ai soggetti che si occupano di promuovere prevalentemente vini di propria produzione, alle nuove imprese che per la prima volta si dedicano all’export e alle aziende interessate a nuovi Paesi e mercati. Alle imprese che si dedicano alla promozione esclusivamente di vini a Denominazione d’origine protetta e/o Indicazione geografica tipica o Docg viene riservato un punteggio aggiuntivo.

Le domande vanno presentate entro le ore 15.00 del 5 ottobre 2018 al servizio Innovazione, Qualità, Promozione e Internazionalizzazione del Sistema Agroalimentare della direzione generale Agricoltura, caccia e pesca della Regione Emilia-Romagna (viale della Fiera, 8 – Bologna) tel.  051.527.4843

In fattoria si insegna a mangiare in modo sano. Dalla Regione 645mila euro per nuovi progetti di educazione alimentare

Giochi, incontri, attività didattiche, laboratori per imparare – divertendosi – a mangiare in modo sano. E mettendo in tavola prodotti di stagione e di qualità.
Sono alcune della attività che potranno essere finanziate con i 645mila euro messi a disposizione nel 2018 dalla Regione con un bando del Programma regionale di sviluppo rurale 2014-2020.

Rivolto alle imprese agricole e alle oltre 300 Fattorie didattiche dell’Emilia-Romagna, punta a dare vita a progetti di educazione alimentare indirizzati alle scuole e alle famiglie, orientare i consumi e la scelta consapevole e sostenibile degli alimenti, far conoscere a bambini e ragazzi di tutte le età il mondo rurale, le sue tradizioni e culture, l’attività agricola che sta dietro prodotti e alimenti tipici del territorio regionale.


Il bando: risorse, progetti, scadenze  

I destinatari delle risorse sono esclusivamente imprese agricole individuali, associazioni temporanee di imprese con almeno una fattoria didattica tra i partner, associazioni di fattorie didattiche costituite ‘ad hoc’ per realizzare servizi di educazione alimentare.

Tra i partner non beneficiari delle risorse, possono essere coinvolti enti locali, istituzioni scolastiche, università, cooperative sociali, associazioni onlus, volontariato o di promozione culturale e sociale, Gruppi di acquisto solidale, Centri di educazione alla sostenibilità con l’obiettivo di ampliare la platea dei fruitori delle attività.

Ai progetti sarà concesso un contributo pari al 70% della spesa ammessa, compresa tra un minimo di 15 mila euro e un massimo di 100 mila.
I contributi riguardano una vasta serie d’interventi: dall’allestimento di spazi adeguati per la didattica a seminari e visite guidate, dalla partecipazione alle fiere a materiali pubblicitari di ogni genere, dall’acquisto di particolari di kit di attrezzature per l’orto o la cucina fino alle consulenze.

Si possono chiedere inoltre rimborsi per le spese necessarie al coinvolgimento dei partner nella realizzazione dei progetti, a cominciare dall’ affitto di locali fino a gli studi di fattibilità: le richieste di contributo per di questi interventi sono valide a partire dal 7 agosto, data di uscita del bando, mentre per tutte le altre il diritto al contributo per le spese parte dal giorno di presentazione della domanda.

La scadenza del bando è il 30 novembre,  le domande  dovranno essere presentate esclusivamente sulla piattaforma Siag di Agrea, l’Agenzia regionale per le erogazioni in agricoltura.

Dalla Regione 5 milioni di euro per sostenere biblioteche, archivi e musei

La Giunta regionale dell’Emilia-Romagna ha approvato i piani bibliotecario e museale 2018 per il miglioramento, lo sviluppo e la qualificazione degli istituti culturali, in particolare per la realizzazione di nuovi servizi e allestimenti, adeguamento delle sedi e delle dotazioni tecnologiche e per progetti e attività di valorizzazione di beni e raccolte.

Complessivamente, le risorse destinate a sostenere le istituzioni culturali emiliano-romagnole nel 2018 ammontano a 4.994.174 euro, di cui 3.423.174 per la programmazione bibliotecaria e archivistica e 1.571.000 per quella museale.

I piani sono stati approvati sulla base delle proposte avanzate dall’Istituto per i beni artistici, culturali e naturali (Ibacn) cui i Comuni, o le loro forme associate, hanno presentato richieste di contributo. L’Ibacn ha ricevuto complessivamente 190 proposte di intervento da 99 enti pubblici (93 Comuni e 6 Unioni di Comuni), per complessivi 6.400.000 euro e con richieste di contributo di circa 3.130.000 euro. A tali richieste sono stati assegnati contributi per 2.495.600 euro, per il sostegno a 168 interventi ammessi in seguito a istruttoria.

Per i sistemi territoriali, lo sviluppo dei servizi e l’evoluzione dei sistemi informativi e informatici di biblioteche e musei che rendono accessibili i beni e le informazioni ai cittadini, sono stati destinati 1.105.574 euro. Per gli interventi diretti dell’Ibacn per la catalogazione, l’inventariazione, il censimento, la conservazione, il restauro, la promozione e la valorizzazione dei beni culturali e dei patrimoni degli archivi, delle biblioteche e dei musei sono stati destinati 725.000 euro.

La legge regionale (LR 18 del 2000) prevede infine la possibilità, per soggetti privati aventi personalità giuridica e senza fini di lucro, di rientrare nell’organizzazione regionale sia bibliotecaria che museale attraverso la stipula di convenzioni. Tali soggetti, titolari di istituti culturali a valenza regionale, possono contribuire, per la qualità e quantità del patrimonio posseduto e per i servizi resi ai cittadini, all’ampliamento dell’offerta bibliotecaria, archivistica e museale regionale. A 36 istituzioni private ammesse, sono stati assegnati complessivamente 668.000 euro per gli interventi proposti.

Maltempo, al via un piano da 9,5 milioni di euro per la messa in sicurezza dei territori

Un pacchetto di 81 interventi di protezione civile da oltre 5 milioni e mezzo in una sessantina di Comuni per riaprire e ripristinare la viabilità locale e provinciale, ricostruire difese spondali, evitare l’isolamento di centri abitati, garantire la sicurezza di corsi d’acqua e versanti nelle province colpite dall’emergenza maltempo di febbraio e marzo: Piacenza, Parma, Reggio Emilia, Modena, Bologna, Forlì-Cesena, Ravenna e Rimini. E contributi ai comuni dell’Appennino emiliano-romagnolo per più di 3 milioni 400 mila euro destinati a coprire parte delle spese eccezionaliper la gestione della neve caduta tra febbraio e marzo.

Vale 9 milioni e mezzo di euro il Piano messo a punto dalla Regione per continuare le opere di sicurezza del territorio dopo le piogge, le nevicate e il gelicidio dei mesi scorsi.

Lo ha approvato il presidente Bonaccini con un proprio decreto dopo il via libera – arrivato nei giorni scorsi dal Dipartimento nazionale di Protezione Civile – all’uso delle risorse rese disponibili dal Governo Gentiloni con la dichiarazione dello stato di emergenza nazionale.

Si aggiungono ai due milioni stanziati dalla Giunta regionale immediatamente dopo gli eventi.

Nel reggiano sono previsti due cantieri importantiper 750mila euro: a Ventasso, sulla provinciale 91 “Collagna Vaglie Ponte Rossendola”, in località Casenuove (450 mila euro) e a Villa Minozzo strada comunale Secchio-Deusi (300 mila euro).

 

Il quadro dei finanziamenti

Nel dettaglio, i finanziamenti sono così distribuiti: 5 milioni 571mila euro per interventi volti a superare l’emergenza; 152 mila euro per i contributi per l’autonoma sistemazione dei cittadini evacuati dalle loro case; 297 mila euro per le spese operative in emergenza di cui 50 mila euro per il ripristino di mezzi e attrezzature della Colonna Mobile regionale.

Altri 3 milioni 479 mila euro saranno assegnati ai Comuni colpiti dal maltempo come contributo alle spese sostenute immediatamente per la gestione dell’emergenza neve e gelicidio di febbraio-marzo 2018.

L’atto del Presidente: EVENTI DAL 2 FEBBRAIO AL 19 MARZO 2018 NEI TERRITORI DI ALCUNI COMUNI DELLE PROVINCE DI REGGIO EMILIA

Giovani in agricoltura, la Regione rilancia: altri 34 milioni per nuove aziende under 40

La Regione Emilia-Romagna rilancia sui giovani in agricoltura. A poche settimane dall’approvazione della graduatoria finale del bando 2017 riservato ai neo-imprenditori, che ha consentito l’avvio di 248 nuove imprese guidate da under 41, la Giunta regionale guidata dal presidente Stefano Bonaccini mette sul piatto un altro consistente pacchetto di risorse pari a quasi 34 milioni di euro, per continuare a sostenere il ricambio generazionale in campagna. È la dotazione finanziaria del bando 2018 (per l’esattezza 33,9 milioni), il quarto nell’ambito del Programma regionale di sviluppo rurale (Psr) 2014-2020, che dà continuità all’intervento della Regione per incentivare la nascita e lo sviluppo di aziende agricole condotte da imprenditori alle prime esperienze.

Sono state circa un migliaio (993) le imprese guidate da giovani nate in Emilia-Romagna nel triennio 2015-2017 grazie al sostegno finanziario del Psr, complessivamente 80 milioni di euro tra premio di primo insediamento – una tantum di 30mila euro, che salgono a 50mila per le aziende in area svantaggiata – e contributi in conto capitale (fino al 50% sugli investimenti del piano di sviluppo aziendale). Ora il rilancio con il nuovo bando, per accelerare il ringiovanimento dei titolari d’azienda, in uno dei comparti con l’età media degli addetti più alta. Le domande possono essere presentate a partire dai prossimi giorni e fino al 29 ottobre secondo le modalità stabilite da Agrea

 

Le novità del bando 2018

Tra le novità del bando giovani 2018 la possibilità di fare domanda anche da parte dei neoimprenditori agricoli che si sono insediati da meno di 24 mesi, raddoppiando dunque l’arco temporale rispetto al limite di 12 mesi stabilito in precedenza. Una maggiore flessibilità operativa resa possibile grazie ad una modifica nel frattempo intervenuta del regolamento comunitario di base e che darà la possibilità di rientrare in gioco anche alle imprese escluse dal precedente bando per mancato rispetto dei requisiti temporali.

 

Come è ripartito il budget

Del budget complessivo di 33,9 milioni, oltre 19,6 milioni sono destinati a soddisfare le domande di primo insediamento, i restanti 14,3 milioni saranno utilizzati per sostenere i piani di sviluppo aziendale, con contributi fino al 50% sugli investimenti per la costruzione e ristrutturazione di immobili ad uso produttivo, l’acquisto di macchinari ed attrezzature, gli interventi di miglioramento fondiario.

Tra le spese ammissibili, ma con contributo ridotto al 40%, figurano anche gli investimenti finalizzati alla trasformazione e commercializzazione delle produzioni aziendali, comprese quelle per l’allestimento di locali per la vendita diretta e l’implementazione di siti web per l’e-commerce dei prodotti agricoli. Nella formazione della graduatoria un punteggio più alto sarà riconosciuto alle imprese che s’insediano nelle aree svantaggiate.

Le 993 nuove imprese agricole condotte da giovani nate nel triennio 2015-2017 grazie al sostegno finanziario della Regione risultano distribuite in tutti i territori: in provincia di Piacenza se sono registrate 158, poi Reggio Emilia (157), Bologna e Ravenna appaiate a quota 130, Forlì-Cesena (126), Parma (112), Modena (101), Ferrara (53) e Rimini (26).

 

Link al bando: http://agricoltura.regione.emilia-romagna.it/psr-2014-2020/bandi/bandi-2018/bando-pacchetto-giovani

Rifiuti, sempre più raccolta differenziata in Emilia-Romagna: sale al 64,3% (+2,5%)

Sempre più raccolta differenziata in Emilia-Romagna, con dati che la collocano ai primi posti in Italia. Nel 2017 ha toccato quota 64,3%, facendo registrare un ulteriore incremento rispetto al 61,8% dell’anno precedente: +2,5%. Si tratta di 1 milione e 861 mila tonnellate, pari a 417 chilogrammi per abitante, avviate al recupero, cinque in più a testa rispetto al 2016. Si conferma quindi il trend in continua crescita degli ultimi quindici anni, in cui la raccolta separata di carta, vetro, alluminio, umido è più che raddoppiata a partire dal 28% del 2002. Un andamento che rende concreto l’obiettivo del 73% di raccolta differenziata fissato dal Piano regionale dei rifiuti al 2020 e traguardo già tagliato da 107 Comuni: uno su tre (il 32,3%) dei 331 dell’Emilia-Romagna. E la raccolta differenziata si attesta all’80% nei Comuni dove è già applicata la tariffazione puntuale, dove cioè si paga per quanto si butta.

Attivi tutti i territori, nei quali non si scende mai al di sotto di una soglia di poco inferiore al 55%. Per fare alcuni esempi, fra le province Parma tocca il 77,6%, Reggio Emilia il 71,3%, Ferrara il 68% e Modena il 67,8%. Rispetto al 2016, il balzo in avanti più rilevante è quello segnato dal territorio ferrarese: +7,2% (sul 60,8% dello scorso anno). Bene il parmense con +3,7% (sul 73,9%) e il riminese in crescita del 3,3% (sul 60,2%).

L’aumento della differenziata corrisponde a un calo della produzione di rifiuti urbani indifferenziati, che l’anno scorso si è fermata a 1 milione e 35 mila tonnellate: -8,65% rispetto al 2016. Una tendenza in linea con il continuo decremento registrato dal 2002: da allora – quando si attestava su un milione e 901 mila tonnellate – la produzione di indifferenziato è crollata del 45,56%.
Per quanto riguarda la composizione merceologica, la percentuale maggiore (22%) è relativa al verde (scarti di giardino e grosse potature); seguono carta e cartone (21%), umido (15%), vetro (8%), legno (8%), plastica (7%), ingombranti (letti, materassi 4%) e inerti domestici (oggetti di scarto di lavori edili domestici 5%), metalli ferrosi e non (2%), altre raccolte differenziate (3%), i rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche, i cosiddetti Raee (1%).

Tariffazione puntuale: 48 Comuni ad alto tasso di differenziata
Vola, in particolare, la separazione dei rifiuti nei 48 Comuni dove nel 2017 si è applicata la “tariffa puntuale” (a luglio 2018 sono passati a 60). In media si colloca all’80% con picchi che raggiungono il massimo nel modenese, dove si trovano i sette centri della regione in cui si è già oltrepassato il 90%: Camposanto (93,3%), San Possidonio (93,1%) e San Felice sul Panaro (93%) Cavezzo (91,8%), Novi di Modena (90,9) e Concordia sulla Secchia (90,2), oltre a Medolla che – passato a tariffa puntuale nel 2018 – già lo scorso anno era al 91,3% di differenziata. Sopra al 90% – e a tariffa puntuale – si trovano, nel parmense, Montechiarugolo (89,6%), Mezzani (89,2) e San Secondo Parmense (89). Introdotta dalla legge regionale sull’economia circolare (la numero16 del 2015), la tariffa puntuale è un sistema per la gestione dei rifiuti che consente di calcolare la tariffa, nella parte variabile, in base alla reale produzione dei rifiuti. Entro il 2020 questo criterio sarà attuato in tutti i Comuni dell’Emilia-Romagna. Il principio è semplice: meno rifiuto indifferenziato verrà consegnato al servizio di raccolta, più bassa sarà la tariffa e ognuno pagherà in base a quanto rifiuto butterà.

I dati nelle province
La raccolta differenziata oltrepassa abbondantemente il 50% in tutte le province (si va dal 54,8% al 77,6%). Parma tocca il 77,6%, facendo registrare un incremento pari al 3,7% rispetto al 73,9% del 2016. Reggio Emilia segna il 71,3% (+2,9% rispetto al 2016), poi Ferrara che raggiunge il 68% e mette a segno l’aumento più rilevante sull’anno precedente: +7,2%. Modena con il 67,8% (+3% in più), quindi Rimini al 63,5% (+3,3%) e sale anche Bologna con un +2,8%, centrando il 59,5% di differenziata. Forlì-Cesena si attesta al 56,4% (+0,8) mentre Ravenna è sostanzialmente stabile col 54,8% (-0,4%). Calo per Piacenza, al 61,1% rispetto al 63,4% dell’anno precedente. Il passaggio alla tariffa puntuale, indispensabile per accrescere le percentuali di raccolta differenziata, avverrà in modo completo in tutti i territori quando saranno aggiudicate le nuove gare per il servizio di gestione rifiuti. Entro l’autunno prenderanno il via a Bologna, Modena e Reggio Emilia, mentre sono in  corso le procedure di aggiudicazione  per Piacenza, Parma , Ravenna e Cesena.

Cultura gastronomica, dalla Regione 100mila euro per valorizzare i prodotti da forno

Performance artistiche, spettacoli, stazioni narrative, presentazioni di libri e pubblicazioni, proiezioni di filmati, installazioni di design, laboratori didattici e dimostrativi, forni a cielo aperto, lezioni ludico didattiche, momenti dedicati ai bambini delle scuole e degustazioni, e ancora convegni, seminari e incontri divulgativi. Tutto avente a oggetto il pane e i prodotti da forno, le loro qualità nutrizionali, le tecniche di panificazione e produzione, le varietà regionali con particolare riferimento alle produzioni tradizionali e tipiche emiliane e romagnole.

La Regione Emilia-Romagna vara un bando rivolto alle associazioni senza fini di lucro che tra le proprie finalità sociali si prefiggano la promozione e valorizzazione del pane e dei prodotti da forno, nonché delle imprese di panificazione iscritte all’Albo delle Imprese Artigiane, con sede legale in Emilia-Romagna.

Le risorse destinate al finanziamento dei progetti ammontano a 100 mila euro. La Regione riconoscerà un contributo dell’80% delle spese ritenute ammissibili per la realizzazione dei progetti, da realizzarsi in concomitanza con la “Giornata del pane e dei prodotti da forno” del 16 ottobre 2018.

Le iniziative potranno prevedere il coinvolgimento delle istituzioni locali, delle associazioni Pro-Loco, delle associazioni, degli Enti di ricerca e di altri soggetti interessati alla valorizzazione del territorio e delle tradizioni culturali e gastronomiche del territorio regionale, l’organizzazione di giornate di apertura al pubblico dei forni per la realizzazione di dimostrazioni pratiche, laboratori didattici e pratici, con un auspicabile coinvolgimento delle scuole della regione, dando inoltre risalto agli aspetti artistici, culturali e conviviali legati al pane.

I progetti con le relative domande di contributo dovranno essere trasmessi alla Regione entro le ore 13 del 4 settembre 2018.
Maggiori dettagli sono pubblicati sul portale della Regione Emilia-Romagna al seguente link.

Agricoltura, il futuro si costruisce con la formazione: corsi, stage all’estero, consulenze specialistiche

Corsi di formazione, consulenze specialistiche, visite e scambi all’estero per ampliare le occasioni di aggiornamento professionale di agricoltori e imprese agricole dell’Emilia-Romagna e creare nuove possibilità di crescita: con oltre 9 milioni e 300 mila euro in tre anni, messi a disposizione dalla Regione, si rinnova l’offerta del Catalogo verde, lo scaffale digitale che presenta le opportunità formative per il mondo agricolo.
Saranno infatti più di 200 ogni anno le attività finanziate e organizzate dagli enti di formazione agricola accreditati per approfondire gli argomenti maggiormente richiesti e più qualificanti del momento: dall’agricoltura di precisione, alle tecniche per risparmiare l’acqua fino alla riconversione al biologico, argomento di punta nel 2018 a cui sarà destinato da subito un primo investimento di 700 mila euro.

Inoltre, la concreta possibilità per almeno mille imprese all’anno di richiedere servizi di consulenza specialistica e una nuova formula di stage presso le migliori realtà produttive della regione rivolta agli imprenditori dell’Unione – prima e unica esperienza oggi in Europa -, sono le principali novità dell’avviso 2018-2020, il terzo ed ultimo di questa programmazione del Psr, approvato dalla Giunta regionale per intensificare il sostegno alla  formazione.


Cosa prevede l’avviso: obiettivi e risorse
Il bando stanzia circa 3 milioni ogni anno – un milione per le consulenze e il resto del budget per tutte le altre attività – con l’obiettivo di promuovere le migliori proposte per il settore.
Nel 2018 la maggiore concentrazione delle risorse per la formazione va al settore biologico per favorire il processo di passaggio dal convenzionale al bio delle migliaia di aziende agricole che hanno aderito ai bandi Psr, l’ultimo dei quali chiuso la primavera scorsa.

Ma non mancherà il sostegno ad altre attività strategiche per lo sviluppo di un’agricoltura sempre più sostenibile e moderna: marketing internazionale per lanciare all’estero prodotti di qualità, riduzione degli antibiotici per avere animali più sani e alimenti più sicuri, biosicurezza e benessere degli animali, difesa delle coltureda fauna selvatica, riduzione degli input chimici ed in particolare dei nitrati, utilizzo di strumenti tecnologici di ultima generazione per evitare gli sprechimeno ammoniaca e gas serra negli allevamenti per contrastare il cambio del clima.
Nel 2018 altri 500mila euro, rinnovabili ogni anno, saranno invece impegnati per rinforzare le esperienze che hanno già portato in visita all’estero più di 500 agricoltori e che hanno consentito a 50 di loro di svolgere brevi stage presso le imprese agricole di diversi paesi tra cui Spagna, Francia e Irlanda.

Scadenze per enti e imprese agricole 
Per realizzare qualsiasi tipo di attività, enti di formazione e organismi di consulenza dovranno presentare le loro proposte alla Regione a partire da settembre 2018. I progetti approvati vengono pubblicati di mese in mese e saranno disponibili per la scelta degli agricoltori fino al 2020 sul Catalogo verde.
Agricoltori e imprese che vogliono partecipare, devono presentare le domande di sostegno dal prossimo 22 ottobre per i corsi di formazione e dal 22 novembre pervisite, scambi o consulenze. Una volta al mese saranno formalmente approvate le richieste ammesse a contributo, fino ad esaurimento delle risorse disponibili.