Sanità, oltre 56 milioni per costruire nuovi ospedali, riqualificare strutture e acquistare macchinari

Con un pacchetto di interventi da 56 milioni di euro, la Regione continua a investire nella sanità dell’Emilia-Romagna per rafforzare e innovare un sistema, pubblico e universalistico, con l’obiettivo di migliorare sempre di più i servizi a beneficio di cittadini e territori. Cioè per costruire nuovi ospedaliriqualificare le sedi esistentiacquistare macchinari che sono all’avanguardia nel trattamento delle patologie tumorali.

Risorse stanziate nell’ultima seduta dalla Giunta regionale attingendo da quelle accantonate sulla cosiddetta “Gestione sanitaria accentrata”: 46 milioni sono destinati alla ristrutturazione del Pronto soccorso dell’Ospedale del Delta (Fe), alla riqualificazione di quattro padiglioni del Policlinico Sant’Orsola-Malpighi di Bologna, alla progettazione del nuovo Ospedale di Cesena e all’acquisto degli “acceleratori lineari” da parte di due aziende ospedaliero-universitarie, Parma e Bologna, e quattro Ausl, Piacenza, Reggio Emilia, Bologna, Romagna. Altri 10,5 milioni vanno a sostenere i piani di investimento delle Aziende Usl di Piacenza, Reggio Emilia, Imola, Ferrara, Bologna e delle Aziende ospedaliero-universitarie di Modena e Bologna.

Sport. Via alla maxi operazione di rinnovamento e ristrutturazione del patrimonio impiantistico e sportivo: interventi in 120 Comuni

Nuovi palazzetti dello sport e strutture polivalenti rimesse a nuovo per le più diverse discipline, dal calcio al rugby passando per quelle paralimpiche, ciclismo, beach tennis, fitness e bocce, solo per fare alcuni esempi. Poi campi da gioco, spazi all’aperto, palestre, scolastiche e non, e piscine. L’Emilia-Romagna si prepara a una maxi operazione di rinnovamento e ristrutturazione del proprio patrimonio impiantistico sportivo che coinvolgerà 120 Comuni da Piacenza a Rimini, con un investimento della Regione di 30 milioni di euro, destinati a salire a 35, che ne genererà uno complessivo di almeno 100 milioni.

Nell’ultima seduta, la Giunta regionale ha approvato la graduatoria relativa al bando per la presentazione di progetti da parte dei Comuni, che ha visto un fortissimo interesse: 120 i progetti risultati ammissibili al finanziamento sulle 175 domande arrivate, con più di un Comune su due che ha presentato una proposta per migliorare l’offerta di strutture dedicate alla pratica motoria e sportiva.

La richiesta così ampia arrivata dai territori è stata infatti raccolta dalla Giunta, che ha aumentato sia il numero di interventi che sosterrà sia i fondi disponibili. Sulla base delle valutazioni effettuate da un apposito Nucleo tecnico, l’esecutivo regionale ha preso atto che anche progetti che non avevano raggiunto la soglia minima di 60 punti prevista dal bando contenevano elementi significativi di qualità per i quali avrebbero meritato di essere sostenuti e valorizzati, rendendo ammissibili anche i progetti che avevano raggiunto un punteggio minimo di 50. In questo modo, agli 88 subito ammessi se sono aggiunti altri 32. Attraverso i 10 milioni inseriti dalla Giunta nella proposta di assestamento di bilancio, che hanno portato le risorse disponibili a 30 milioni di euro, verrà garantito il sostegno finanziario a circa 95 progetti, ma l’obiettivo della Giunta è quello di quello di reperire altri 5 milioni a fine anno, quando verrà messo a punto il bilancio di previsione 2019, arrivando al budget dei 35 milioni di euro col quale finanziare tutti i 120 progetti ammissibili a contributo.

I 120 progetti ammissibili sono distribuiti in tutti i territori: 12 nella provincia di Piacenza, con un contributo massimo complessivo della Regione che sarà di 2,8 milioni; 18 in quella di Parma, per un investimento regionale fino a 4,4 milioni; 19 in quella di Reggio Emilia per 4,9 milioni; 14 in quella di Modena per 4,7 milioni; 21 in quella di Bologna per 5,6 milioni; 7 sia in quella di Ferrara per 2,6 milioni, sia in quella di Ravenna, per 2,4 milioni; 10 in quella di Forlì-Cesena per 3,2 milioni e 12 in quella di Rimini per 3,5 milioni.

I progetti principali nella Provincia di Reggio Emilia:

Gli interventi ammissibili a contributo sono in totale 19: 16 (soglia minima 60 punti) più 3 (50-59 punti). Da segnalare fra gli altri il progetto del Comune di Guastalla su costruzione del nuovo Palazzetto dello Sport (spesa massima ammissibile 3,250 milioni; contributo massimo Regione 500mila euro). Quello del Comune di Castellarano per un nuovo impianto sportivo per attività indoor presso il polo scolastico di Tressano (2,229 milioni; 500mila euro). Quello del Comune di Albinea su lavori di riqualificazione della Palestra Tennis comunale che si trova in via Grandi (2,265 milioni; 500mila euro). Quello del Comune di Casina su qualificazione e miglioramento dell’impianto sportivo palestra comunale con inserimento nuova palestrina e nuovi spogliatoi da realizzarsi attraverso tecniche di sostenibilità ambientale ed energetica con principi di sicurezza e accessibilità alle persone diversamente abili (700mila; 490 mila euro). Quello del Comune di Novellara di miglioramento e qualificazione della Piscina comunale di V.le dello Sport – miglioramento sismico, rifacimento copertura, impiantistica e attrezzature (700mila euro; 350mila euro).

Povertà. In Emilia-Romagna il Reddito di solidarietà già erogato a 8mila nuclei familiari (20mila persone). Nei primi 8 mesi, a quasi 600 famiglie in provincia di Reggio Emilia.

Cambia e cresce il Reddito di solidarietà, la misura voluta dalla Regione per contrastare la povertà: e in Emilia-Romagna, a oggi, sono già oltre 8mila i nuclei familiari a cui è stato assegnato il RES, pari a circa 20mila persone. Un contributo economico mensile associato a un programma di attivazione e reinserimento sociale e lavorativo dei beneficiari per il quale la Giunta regionale ha stanziato 33 milioni di euro per il 2018 e 35 per il 2019.

In particolare, nei primi 8 mesi di applicazione, da settembre 2017, nella provincia di Reggio Emilia il RES è stato concesso a 591 nuclei familiari, con altre 1.425 domande in corso di valutazione all’Inps, l’ente chiamato a verificare i requisiti e procedere con la concessione, e 208 domande respinte. Complessivamente, sono state infatti 2.224 le richieste arrivate ai Servizi sociali del territorio.

E il Reddito di solidarietà si allarga: sale l’importo minimo e sarà erogato per più tempo, con una platea di soggetti più ampia. Da giugno sono infatti in vigore nuove regole, necessarie per integrare il RES con il sistema di norme previste a livello nazionale dal Reddito di inclusione (Rei). Il contributo mensile per una persona passa dagli attuali 80 a 110 euro – cifra minima garantita – fino a un massimo di 352 euro per un nucleo composto da 6 persone (l’importo del sussidio si modula secondo la scala di equivalenza Isee, parametro che permette di confrontare situazioni familiari differenti, sulla base del numero di componenti la famiglia stessa). Quanto ai requisiti, potrà essere richiesto con un Isee non superiore a 6 mila euro l’anno, il doppio rispetto ai 3 mila precedenti, e un valore del patrimonio immobiliare, diverso dalla casa di abitazione, non superiore a 20.000 euro. Sale inoltre da 12 a 18 mesi la durata del beneficio, trascorsi i quali non potrà essere rinnovato se non dopo sei mesi, e soltanto per un anno.

Infine, è necessaria la residenza in Emilia-Romagna da almeno 24 mesi continuativi.

Il RES non si configura più quindi come alternativo alla misura nazionale, diventa invece una misura integrativa – universalistica e per tutti – che ne rafforza la portata per i soli residenti in regione.

I numeri del RES: tutti i territori attivi contro la povertà

Sono circa 8mila i nuclei familiari che possono contare sul RES. Una analisi precisa sull’attuazione della misura è contenuta nel rapporto di monitoraggio realizzato dall’Università di Modena e Reggio Emilia, sulla base dei dati disponibili nel sistema informativo regionale e ricompresi fra il settembre 2017 e il maggio 2018. In questo periodo, e quindi in poco più di 8 mesi di operatività, le domande inoltrate dai cittadini ai Servizi sociali del proprio Comune di residenza per ricevere il Reddito di solidarietà sono state complessivamente 21.238, 625 alla settimana, su una popolazione residente di 1.997.372 persone. Di queste, le richieste sulle quali l’Inps sta verificando i requisiti richiesti sono oltre 12.700.  A maggio scorso, i nuclei familiari già ammessi al contributo erano 6.223, ai quali si aggiungono i 494 che usufruiscono della misura nazionale. Le domande respinte sono state 1.809, con un tasso di rigetto per entrambe le misure del 21%.

A livello territoriale, nella provincia di Bologna sono stati 1.792 i nuclei familiari ad aver già ottenuto il RES, 896 in quella di Modena, poi Reggio Emilia (591), Ravenna (552), Ferrara (524), Parma (598), Rimini (496), Forlì-Cesena (514) e Piacenza (323). Tutti i territori sono dunque attivi e impegnati nel contrasto alla povertà assoluta.

Dai nuclei unipersonali ai woorking poor, a chi va il RES

I nuclei che usufruiscono del RES sono composti da una sola persona nel 44,7% dei casi, senza figli a carico (66,2%). Oltre Il 60% di coloro che richiedono il beneficio regionale ha più di 45 anni, e di questi, più del 33% ne ha dai 56 in su.

A chiedere i contributi previsti dalla misura regionale sono uomini e donne in percentuali simili: rispettivamente 50,6% e 49,4%.

Infine, significativa la presenza in famiglia di almeno un componente che lavora (61,5%), anche se in modo precario o pochissimo pagato. Si tratta dei cosiddetti woorking poor, simbolo del deterioramento della propria funzione protettiva dell’occupazione rispetto al rischio di povertà.

Va anche sottolineato il fatto che per quasi 1.000 beneficiari del RES (957 per la precisione) sono inoltre state attivate misure di inclusione socio lavorativa (orientamento, formazione, tirocini) previste e finanziate dalla Legge regionale 14 del 2015 che mira all’inserimento lavorativo e all’inclusione sociale delle persone in condizione di fragilità. Si è dunque creato un circuito virtuoso tra Reddito di solidarietà e inclusione lavorativa prevista dalla norma regionale, che rafforza il versante attivo del contrasto alla povertà.

Legge, formazione, convenzione Inps e protocolli d’intesa: la costruzione del RES

Per progettare una misura come il RES, ad oggi in mano a oltre 8mila famiglie in Emilia-Romagna, sono serviti diversi passaggi, tutti estremamente importanti: uno studio di fattibilità sulle condizioni socio-economiche dell’Emilia-Romagna corredato dall’elaborazione di stime previsionali sui tassi di povertà; una legge regionale e successive modifiche in parallelo all’evoluzione della normativa nazionale; due Protocolli d’intesa con il Ministero del Lavoro e con il Ministero dell’Economia; una convenzione con INPS per l’erogazione del sussidio; l’elaborazione di un software regionale per l’immissione delle domande; attività di formazione del personale appartenente agli oltre 300 Comuni emiliano-romagnoli.

 

Terzo settore, in Emilia-Romagna il primo e unico Osservatorio regionale

Mancava solo un tassello per completare la piena realizzazione della legge del 2017 sul mondo del no-profit, che semplifica le modalità e gli organismi di interlocuzione con la Regione, in attesa che si completi l’iter di approvazione della riforma nazionale. E l’ultimo tassello, l’istituzione dell’Osservatorio regionale del Terzo settore, ha avuto il via libera nei giorni scorsi.

Si tratta della prima esperienza di questo tipo messa in campo dalla nostra Regione. Nato dalla fusione di due distinti organismi simili e separati (Osservatorio del Volontariato e Osservatorio delle Associazioni di promozione sociale), si compone di rappresentanti delle oltre 3.000 organizzazioni di volontariato e delle più di 4.000 associazioni di promozione sociale impegnate su tutto il territorio regionale in attività di utilità sociale e solidaristica senza scopo di lucro.

Tra le funzioni ricoperte dal nuovo organismo, la raccolta di dati, documenti e testimonianze sulla realtà del Terzo settore dell’Emilia-Romagna, di cui monitorerà e verificherà l’operato; la promozione di attività di studio, ricerca e approfondimento rivolte alle organizzazioni di volontariato e associazioni di promozione sociale iscritte nei registri regionali; l’analisi dei bisogni sociali del territorio, la promozione delle buone pratiche.

Alla costituzione dell’Osservatorio, che dovrà operare al fianco della Conferenza regionale del Terzo settore – organo consultivo della Regione e del mondo associativo – hanno contribuito, oltre alla Regione Emilia-Romagna, il Forum del terzo Settore (associazione di enti che operano nel volontariato e nel sociale) e i Centri di servizio per il volontariato.

Servono medici e la Regione raddoppia i contratti di formazione: più specializzandi in Emilia-Romagna

Raddoppiano quest’anno i contratti di formazione per i medici specializzandi finanziati interamente da fondi regionali, che passano dai 52 del 2017 ai 100 del 2018: il numero più alto in Italia. Contratti che si aggiungono a quelli finanziati dal ministero, incrementati anch’essi: da 619 a 635. Nel complesso si passerà pertanto da 671 a 735 contratti, con un aumento del 10%.

Un impegno che va ad aggiungersi all’attenzione riservata ai medici di famiglia: nel bando per l’ammissione al corso triennale di formazione specifica in medicina generale 2018-2021 sono stati messi a disposizione 100 posti20 in più dell’anno scorsoquasi il 70% in più rispetto al 2015. E grazie a risorse regionali, viene garantita la copertura sia delle borse di studio, sia delle spese per la realizzazione del corso.

Per quanto riguarda le scuole di specializzazione, come già lo scorso anno la Regione ha deciso di investire prioritariamente su quelle che costituiscono vere e proprie emergenze per la carenza di professionisti: in Medicina d’Emergenza UrgenzaAnestesia e Rianimazione e Pediatria. I contratti per queste specialità finanziati dalla Regione sono 90; gli ulteriori 10 sono stati individuati sulla base delle priorità definite dalle Università dell’Emilia-Romagna.

Innovazione e sviluppo, la Regione investe nella ricerca industriale a sostegno delle imprese: bando da 30 milion

Alla ricerca di nuove tecnologie, tagliate su misura delle imprese, per ottenere ricadute industriali in grado di rafforzare le filiere produttive dell’Emilia-Romagna.

È questo l’obiettivo del nuovo bando realizzato dalla Regione che stanzia 30 milioni di euro, nel biennio 2019-2020, attraverso risorse europee del Por Fesr 2014-2020, per finanziare i laboratori a realizzare progetti di ricerca industriale strategica. Previste nuove assunzioni di ricercatori e investimenti in ricerca che raddoppieranno le risorse messe in campo.

Con il nuovo bando, i cui progetti dovranno essere presentati dal 10 settembre al 5 ottobre prossimi, sarà finanziata attività di ricerca in uno dei sette ambiti produttivitra l’agroalimentare, l’edilizia e costruzioni, la meccatronica e motoristica, la salute e il benessere, le industrie culturali e creative, l’innovazione nei servizi e l’energia e sviluppo sostenibile.

In continuità con una misura analoga del 2015, il bando è rivolto ai laboratori di ricerca aggregati in associazioni temporanee di scopo. I team di ricerca dovranno essere composti da minimo tre e un massimo di cinque soggetti, in cui il capofila e almeno due laboratori rientrano tra gli organismi di ricerca accreditati dalla Regione Emilia-Romagna che fanno parte della Rete Alta Tecnologia. Nella fase realizzativa del progetto è richiesto il coinvolgimento di almeno due imprese emiliano-romagnole per identificare al meglio le ricadute industriali. Inoltre, ci sarà anche un’azione di diffusione dei risultati della ricerca a tutte le imprese potenzialmente interessate, con particolare attenzione alle Pmi.

Con il precedente bando del 2015 sono stati realizzati 59 progetti di ricerca industriale strategica, con 715 nuovi ricercatori assunti e 1.762 stabilizzati. I progetti hanno raggiunto un valore complessivo di oltre 68 milioni di euro e sono stati condotti in 230 laboratori partner coinvolgendo 219 imprese emiliano-romagnole.

Ora si sta lavorando per estendere il raggiungimento dei risultati dei progetti a tutte le imprese potenzialmente interessate, sempre con particolare attenzione alle Pmi con un ruolo importante nei Centri di innovazione e Trasferimento tecnologico.

 

Il nuovo bando

Le domande di partecipazione saranno aperte dal 10 settembre al 5 ottobre 2018 e vanno inviate esclusivamente online. Ciascun progetto di ricerca industriale potrà essere finanziato fino a un massimo di 800 mila euro. Per gli organismi di ricerca il contributo a fondo perduto è pari al 70% del valore complessivo, mentre per gli altri soggetti pubblici e privati è pari al 50%. Sono ammissibili spese per nuovo personale destinato alla ricerca, attrezzature, strumentazioni, componentistica per prototipi e consulenze. La divulgazione dei risultati ottenuti dai progetti, pari a un massimo di 60 mila euro, è interamente finanziata dal bando.

Gli obiettivi prioritari del nuovo bando sono stati messi a fuoco nei mesi scorsi durante un ciclo di sette incontri realizzati, da Piacenza a Rimini, sulle politiche regionali per la ricerca e l’innovazione nel triennio di programmazione dei Fondi europei 2018-2020. Sette Forum incentrati sulla Strategia di specializzazione intelligente S3, parametro europeo di riferimento per questo provvedimento.

Tutte le informazioni sul bando sul sito del Por Fesr nel portale della Regione.

EmiliaRomagnaWiFi, la rete internet gratuita della Regione: 4mila hotspot per l’accesso libero al web 24 ore su 24

Emilia-Romagna regione sempre più digitale e connessa per cittadini e turisti. Sono infatti quasi 4mila gli hotspot Wifi realizzati e operativi che garantiscono l’accesso gratuito a internet, senza registrazione e credenziali d’ingresso, sul territorio regionale, da Piacenza a Rimini. Uno ogni mille abitanti, attivi 24 ore su 24: per l’esattezza, 3.915 punti web collocati in biblioteche, scuole, municipi, musei, piazze, parchi e campi sportivi che registrano ogni giorno 80mila connessioni da dispositivi diversi, oltre 1 milione negli ultimi quattro mesi.

La sperimentazione, avviata da Regione Emilia-Romagna e Lepida, mette in campo infrastrutture e tecnologie avanzate capaci di garantire la connessione ad un elevato numero di utenti in caso di eventi particolari, e non solo, con la realizzazione di 181 punti di accesso.  E entro il 2021, EmiliaRomagnaWifi sarà in tutte le spiagge, stadio e piazze della regione.

Le nuove installazioni si affiancano alla rete dei quasi 4000 punti di accesso su banda ultralarga, uno ogni mille abitanti, previsti entro il 2020 dal piano regionale: dunque, una tabella di marcia che sulle installazioni degli hotspot viaggia in netto anticipo, grazie a un investimento complessivo di 5 milioni di euro, per navigare senza costi. I numeri sulle connessioni parlano chiaro: oltre un milione di dispositivi differenti collegati a tutti i punti negli ultimi quattro mesi, oltre 80mila quelli collegati in media ogni giorno e più di 2mila, in media, quelli serviti dai singoli punti.

La rete EmiliaRomagnaWiFi: risultati e obiettivi
Sono 3.915 gli hotspot Wifi pubblici, gratuiti, senza restrizioni su banda ultralarga della rete regionale, la maggior parte attivati da Lepida.

Gran parte delle recenti attivazioni sono possibili grazie alla collaborazione con gli enti locali che, lo scorso anno, attraverso due bandi regionali, hanno proposto e collaborato alla realizzazione dei punti di accesso. Il primo bando ne ha messi a disposizione 1.103, di cui il 60% “indoor”, cioè in biblioteche, scuole, municipi, musei, e il 40% “outdoor”, quindi localizzati in piazze, parchi, campi sportivi, piscine. Al secondo bando sono stati candidati altri 725 punti, di cui 41% indoor e il 59% outdoor.

In regione sono presenti 860 installazioni nella provincia di Bologna233 nella provincia di Forlì-Cesena1.005 nel ferrarese975 nel modenese74 nella provincia di Piacenza130 nel parmense241 nel ravennate253 Reggio Emilia144 nella provincia di Rimini.

Una spinta per dare la massima diffusione di punti WiFi della rete viene data dal collegamento con quelle degli ospedali. Le installazioni ad oggi più numerose si trovano nelle Aziende sanitarie e ospedaliere di Ferrara, che conta 932 punti di accesso, segue Modena con 300 punti e Bologna con 50.

Inoltre, per ampliare la rete è stata avviata l’iniziativa “Adotta un punto EmiliaRomagnaWiFi”, una sponsorizzazione regionale per promuovere nuove interconnessioni, incrociando la digitalizzazione privata con quella pubblica. Infine, la rete regionale è al centro dei progetti nazionali grazie all’intesa con il ministero dello Sviluppo economico per attuare una sinergia con Italia-Wifi ed parteciperà al bando europeo WiFi4EU previsto per il prossimo autunno. Online la mappa dei punti WiFipresenti in Emilia-Romagna.

Siccità e sicurezza, da Regione 3 milioni e 800 mila euro per canali, impianti, strade e invasi

Partiranno entro l’estate con un plafond di circa 3 milioni e 800 mila euro messi a disposizione dalla Regione Emilia-Romagna e andranno a finanziare, nel triennio 2018-2020 una ventina di opere urgenti nei canali, impianti di bonifica, irrigazione e su strade di servizio. Gli interventi, segnalati dai Consorzi di bonifica, interessano le province di Piacenza, Parma, Reggio Emilia, Ferrara, Modena, Bologna, Ravenna e Forlì-Cesena.

In particolare, al territorio di Piacenza sono stati assegnati 268mila euro per quattro interventi di manutenzione e messa in sicurezza di canali e impianti di bonifica; a Parma 200mila euro per quattro interventi di ripristino della sicurezza di strade di bonifica oltre a 1,4 milioni per la realizzazione di invasi; in provincia di Reggio Emiliasono stati programmati investimenti di oltre 377mila euro per tre interventi di riqualificazione idraulica e ambientale; a Modena vanno 110mila euro per due interventi di consolidamento spondale di canali di scolo; a Bologna300mila euro per due interventi di potenziamento di infrastrutture idrauliche;  a Ferrara arriveranno 380mila euro per due interventi di ripristino della funzionalità idraulica; a Ravenna altri 240mila euro per due interventi di messa in sicurezza di infrastrutture del territorio, infine a Forlì-Cesena 500mila euro per un’opera di bonifica idraulica.

Gli interventi programmati in dettaglio

In provincia di Reggio Emilia sono stati programmati investimenti di oltre 377mila euro per tre interventi di manutenzione e riqualificazione idraulica.
Campegine sarà messa in sicurezza la condotta “Botte 2000” che serve sia per lo scolo che per l’irrigazione (200mila euro). In comune di Luzzara viene finanziato un progetto per il rifacimento di alcuni ponti che costituiscono al momento delle strozzature per il deflusso delle acque in caso di piena nei canali Fiamminghi e nella Fossa Luzzarese (77.513 euro euro). Infine a Quattro Castella è prevista la messa in sicurezza e riqualificazione ambientale del Rio Monticelli. Quest’ultimo intervento, su un rio che ha causato problemi di esondazione a seguito delle eccezionali piogge di inizio giugno è stato programmato nell’ambito di un contratto di fiume denominato “Patto di RII” (100mila euro).

Sport: dalla Regione 2 milioni e 350 mila euro per eventi e progetti sportivi

La Giunta regionale con delibera n. 1026, pubblicata sul BURERT n. 199 del 2 luglio ’18, ha individuato obiettivi, iniziative ammissibili e procedure per la concessione di contributi per la promozione della pratica motorio sportiva attraverso la realizzazione di eventi e progetti sportivi

Le risorse finanziarie disponibili per la realizzazione di eventi sportivi sono di 1.750.000,00 euro (1.250.000,00 euro per gli eventi a rilevanza sovraregionale e 500.000,00 euro per gli eventi a rilevanza regionale), per la realizzazione dei progetti sportivi 600.000,00 euro.

Ci sarà tempo fino al 3 agosto per presentare le domande.

Ecco le novità

Grazie agli studi fatti e riportati sul Piano triennale dello Sport 2018-2020, I nuovi Avvisi mirano strategicamente a incrementare la pratica sportiva delle donne e a favorire l’accesso alla vita attiva della popolazione anziana. Prestando attenzione a questa categoria di soggetti, a cui si aggiungono naturalmente anche i più giovani, si vuole raggiungere un altro grande obiettivo che è la riduzione della sedentarietà.

Per la prima volta l’adozione di azioni di contrasto al doping costituisce punteggio utile ai fini della valutazione della domanda. Non ci limitiamo quindi a punire chi pratica sport in modo scorretto, ma supportiamo e valutiamo favorevolmente le domande presentate da soggetti che si adoperano nell’attuare strategie di contrasto finalizzate alla promozione e alla tutela sanitaria dei soggetti sportivi.

Da quest’anno si richiede maggior attenzione nella presentazione del Piano finanziario, pena la decurtazione a consuntivo del valore eccedente delle singole voci spesa preventivate.

Le voci di spesa sono state studiate per venire incontro alle esigenze dei soggetti realizzatori di iniziative sportive. Abbiamo previsto, per gli eventi, spese per la realizzazione di eventi collaterali e, per i progetti, spese per la realizzazione dell’evento finale.

La compilazione della domanda è più semplice e chiara. Per contro, però, si chiede la massima attenzione e precisione nell’individuazione dei destinatari dell’iniziativa. Tale informazione verrà utilizzata anche ai fini statistici

Si vuole più professionalità da parte del soggetto richiedente un contributo regionale. Per questo abbiamo stabilito che non potranno essere accettate domande provenienti da organizzazioni che non svolgano attività continuativa e di rilevante valore sociale /sportivo da almeno 2 anni

Abbiamo poi individuato, per essere più attenti alle richieste dell’utenza, due tipologie di progetti: il “classico” progetto biennale le cui attività si realizzano su due anni e “l’innovativo” progetto annuale che può realizzarsi entro l’anno di riferimento della delibera e può anche già essere concluso nel momento di uscita della stessa.

A breve nella sezione Bandi verranno pubblicati gli allegati editabili

Guarda gli Avvisi

L.R. 8/2017 Piano Triennale dello Sport 2018-2020 – Concessione di contributi per eventi sportivi

L.R. 8/2017 Piano Triennale dello Sport 2018-2020 – Concessione di contributi per progetti sportivi