Farmacie rurali, servizio da garantire. Per i contributi regionali domande entro il 30 giugno

La Regione si impegna per garantire i servizi essenziali – come quello svolto dalle farmacie – anche nelle aree più disagiate, di difficile accesso, e pertanto poco redditizie.
Per questo, ed in particolare per sostenere le farmacie rurali dell’Emilia-Romagna “a basso fatturato”, la Giunta regionale ha approvato i criteri e le modalità per assegnare il fondo di quattrocentomila euro stanziato nel Bilancio 2017, al quale potranno accedere le farmacie che hanno le caratteristiche previste dal bando.

Cosa sono le farmacie rurali
Le farmacie rurali si trovano in comuni, frazioni o centri abitati “con popolazione non superiore a 5.000 abitanti”, ad eccezione di quelle situate “nei quartieri periferici delle città, congiunti a queste senza discontinuità di abitati” (questa la definizione della legge 221/1968).
Svolgono, quindi, un’importante funzione socio-sanitaria, e rappresentano spesso un presidio fondamentale per le piccole comunità. Ma, proprio per la collocazione e il bacino di utenza ridotto, possono avere problemi di sostenibilità economica.

Il bando
La Giunta regionale ha individuato modalità e criteri per la concessione dei contributi: per l’anno in corso possono fare richiesta le farmacie rurali che nel 2016 abbiano registrato un volume d’affari inferiore o uguale a 250.000 euro, così come risulta dalla dichiarazione Iva presentata.
La domanda deve essere inviata all’Azienda Usl di riferimento dal titolare della farmacia entro il 30 giugno. Il contributo sarà concesso – fino ad esaurimento delle risorse stanziate – sulla base della graduatoria regionale, stilata in ordine crescente rispetto al volume d’affari complessivo ai fini dell’Iva: quindi dalla farmacia che fattura di meno, e che pertanto ha diritto a un contributo più alto, a quella che fattura di più. In caso di volume d’affari identico, ha la precedenza in graduatoria la farmacia che si trova nel comune con la popolazione meno numerosa.
Il contributo è differenziato per fasce di volume d’affari e precisamente:

 

VOLUME D’AFFARI DELLA FARMACIA CONTRIBUTO
fino a € 150.000 € 12.500
da € 150.000,01 fino a € 175.000 € 10.000
da € 175.000,01 fino a € 200.000 € 7.500
da € 200.000,01 fino a € 225.000 € 5.000
da € 225.000,01 fino a € 250.000 € 2.500

 

L’apposito avviso e la relativa modulistica da utilizzare per la presentazione della domanda sono disponibili online sul portale Salute della Regione Emilia-Romagna e verranno trasmessi agli ordini professionali dei farmacisti e alle associazioni di categoria delle farmacie convenzionate.

 

Accompagnamento, aggiornamento, collegialità: in Commissione Sanità sul testamento biologico

Testamento biologico. Commissione sanità esamina pdl parlamentare in vista legge regionale/ foto

Audizione con la relatrice Donata Lenzi (Pd) e con i promotori della petizione presentata all’Assemblea. Da maggioranza impegno a provvedere, M5s insiste su registro regionale

“Chi è capace di intendere e di volere, in previsione di una propria futura impossibilità di prendere decisioni, può esprimere anticipatamente le proprie convinzioni e preferenze in materia di trattamenti sanitari. Queste disposizioni devono essere redatte in forma scritta, deve essere indicato anche un fiduciario, e vincolano il medico che è tenuto a rispettarne il contenuto, possono essere modificate o annullate in ogni momento”. La relatrice del progetto di legge in esame in Parlamento sul testamento biologico, il deputato Donata Lenzi (Pd), ha illustrato in commissione Politiche per la salute e politiche sociali, presieduta da Paolo Zoffoli, il contenuto del provvedimento e ne ha decritto l’iter di approvazione.

La legge, ha infatti ribadito la parlamentare, “è stata approvata dalla Camera il 20 aprile scorso ed è quindi approdata in Senato per il voto definitivo”.

In commissione erano presenti anche i promotori della petizione presentata all’Assemblea legislativa nell’ottobre 2015, documento in cui si chiede di garantire la possibilità di registrare sul tesserino sanitario e sul fascicolo sanitario elettronico la dichiarazione anticipata di volontà.

La presidente della onlus Libera uscita, Maria Laura Cattinari, in rappresentanza del comitato che ha presentato la petizione, ha ribadito la necessità di “porre all’attenzione della società questo delicato problema”. Chiediamo, ha rimarcato, “l’approvazione di una legge che consenta di ridurre l’agonia dei malati, chiediamo di morire meglio, di poterci opporre a forme di accanimento terapeutico”.

“Abbiamo il dovere- è intervenuto Yuri Torri (Si)– di colmare questo vuoto legislativo, i cittadini ci chiedono di poter esercitare un loro diritto”. Dobbiamo “garantire alle persone di esercitare appieno la loro libera scelta”. Siamo disponibili, ha concluso il consigliere, “a impegnarci anche in Emilia-Romagna affinché questo avvenga”.

Ottavia Soncini (Pd), ha individuato, sul tema, tre parole chiave: “Accompagnamento, aggiornamento e collegialità”. È fondamentale, ha spiegato, “non lasciare soli i malati e le famigliari, dobbiamo mettere al centro la persona”. E’ inoltre importante, ha aggiunto, “non sottovalutare la complessità dell’assistenza, garantendo aggiornamento e formazione continua, e favorire la collaborazione tra tutti i soggetti coinvolti, incoraggiando l’alleanza tra medico e paziente”.

Raffaella Sensoli (M5s) ha ribadito la necessità di creare un registro regionale, rimarcando l’importanza di slegare i concetti di eutanasia e suicidio assistito dal tema del testamento biologico.

Per Giuseppe Boschini (Pd) è utile attendere l’approvazione del provvedimento nazionale prima di prendere iniziative a livello locale: “Dobbiamo agire con ordine”. Il consigliere ha inoltre ribadito la necessità “di prevedere uno sforzo di informazione diffusa, il cittadino deve essere consapevole”. Anche per Mirco Bagnari (Pd) “è fondamentale fornire ai cittadini gli strumenti per comprendere appieno di cosa si sta parlando”. Mentre per Katia Tarasconi (Pd) “è arrivato il momento, anche in Italia, di legiferare su un tema importante, è giusto garantire ai cittadini la libertà di scegliere”.

Per il presidente Paolo Zoffoli, che ha chiuso i lavori della commissione, “ci sono le condizioni per raggiungere questo importante obiettivo”, confermando l’impegno della maggioranza ad “agevolare il processo”.

Vaccini: dove, come, quando e perché vaccinarsi

 

Per poter frequentare gli asili nido dell’Emilia-Romagna i bambini dovranno essere vaccinati.
Lo prevede l’articolo 6 della legge regionale n. 19 del 25 novembre 2016. Nel ridisegnare i servizi 0-3 anni, la norma introduce come requisito d’accesso a quegli stessi servizi, pubblici e privati, “l’avere assolto gli obblighi vaccinali prescritti dalla normativa vigente” e quindi aver somministrato ai minori l’antipolio, l’antidifterica, l’antitetanica e l’antiepatite B.

A partire dall’anno educativo 2017-2018 per poter accedere a tutti i Servizi educativi e ricreativi, pubblici e privati, al momento della domanda di ammissione il genitore si impegnerà dunque a sottoporre il bambino alle vaccinazioni previste dalla normativa vigente e la frequenza sarà possibile solo in presenza dell’idoneità vaccinale certificata dall’Ausl di competenza.

Tale requisito d’accesso è stato introdotto perché i bimbi che frequentano delle comunità hanno un maggior rischio di contrarre malattie infettive, rischio che aumenta notevolmente in presenza di basse coperture vaccinali, dal momento che virus e batteri circolano maggiormente. Dunque, è importante vaccinare per proteggere tutti i bambini (in forza della cosiddetta “immunità di gregge”, o herd immunity), a maggior ragione i più deboli (immunodepressi, con gravi patologie croniche, affetti da tumori): per loro l’unica possibilità di frequentare la collettività è che tutti gli altri siano vaccinati.

Quali sono le malattie prevenibili con le vaccinazioni? Quali sono i vaccini disponibili e gli effetti collaterali?

Quali vaccinazioni vengono offerte in modo attivo e gratuito?

Come fare e dove andare per; scopri dove e quando andare per fare le vaccinazioni.

Per ulteriori approfondimenti si può consultare il sito alnidovaccinati.it

Taglio dei vitalizi per gli ex consiglieri, una decisione di buon senso

Innalzamento progressivo dell’età per accedere all’assegno, contributo di solidarietà per 36 mesi e divieto di cumulo, nonché pubblicazione dei dati dei beneficiari di assegni. L’assemblea legislativa ha approvato il progetto di legge presentato dal Partito Democratico che introduce modifiche alla disciplina del vitalizio per gli ex consiglieri regionali. Sì da Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Sinistra Italiana, astensione di Lega Nord, Fratelli d’Italia, Misto-Movimento democratici e progressisti.

“La Regione spende all’anno circa cinque milioni e mezzo in vitalizi: una cifra assolutamente spropositata su cui si doveva intervenire. Grazie alla nuova legge sarà risparmiato circa un milione di euro in tre anni. Risparmio che potrà essere investito in sicurezza, legalità, sviluppo, reinserimento lavorativo e inclusione sociale. Dopo aver abolito i vitalizi per i consiglieri regionali del presente e del futuro, questa mattina abbiamo compiuto un ulteriore passo in avanti grazie all’approvazione della legge che taglierà i vitalizi degli ex consiglieri ed ex assessori regionali. Sono tre gli aspetti su cui abbiamo lavorato. Primo, l’innalzamento dell’età per il ricevimento del vitalizio, che oggi scatta al compimento del sessantesimo anno e che, con la nuova legge, passerà a sessantasei anni e sette mesi, l’età in cui iniziano a percepire le pensioni di anzianità i dipendenti pubblici. Secondo, sarà vietato cumulare all’assegno regionale altri assegni vitalizi, come, per esempio, quello da europarlamentare, parlamentare o assessore di un’altra regione; terzo, la riduzione in percentuale sui vitalizi già percepiti. Nel 2015, ad inizio legislatura, abbiamo tagliato le nostre indennità di carica, eliminato il trattamento di fine rapporto, abolito i vitalizi e cancellato i contributi di funzionamento dei gruppi a partire da questa legislatura e per le future. Compito della politica è quello di saper assumere non solo un ruolo di guida nello spiegare scelte difficili, ma soprattutto un ruolo esemplare davanti ai cittadini. Intendiamo la politica come servizio intenso ma temporaneo; chi si occupa della cosa pubblica ha il dovere di ispirare la propria azione al principio di equità. Quelle contenute in legge sono disposizioni di buon senso che chiediamo alle generazioni precedenti, per un trattamento più giusto ed in sintonia con le richieste dei cittadini di oggi e di domani. Su questi temi si gioca un pezzo di credibilità della politica. La sobrietà deve essere un fondamento necessario del nostro agire. Da oggi la nostra Regione è un po’ più giusta”.

 

Qui il testo della legge approvata — LR_2017_7_v1

Sport: in arrivo la legge regionale

Da due leggi a una, per semplificare e concentrare in diciotto articoli nuove opportunità per lo sport in Emilia-Romagna. Con un obiettivo: portare sempre più persone – soprattutto i giovani –  a misurarsi e divertirsi nei campi di gioco, nelle palestre, nelle piscine, negli spazi all’aperto. Poi la conferma di voler di puntare sul turismo sportivo legato ai grandi eventi e alle grandi competizioni. E un imperativo: fuori chi bara, per cui le associazioni e i soggetti che hanno ricevuto contributi regionali e che hanno indotto o consentito l’assunzione di prodotti dopanti nelle loro strutture si vedranno revocare i fondi e non potranno averne per almeno 5 anni.

E’ il progetto di legge per la promozione e lo sviluppo delle attività motorie e sportive , di cui abbiamo parlato lunedì 15 alla ex Polveriera con Andrea Rossi e Luca Vecchi (foto), che da Piacenza a Rimini prevede nuovi interventi lungo quattro direttrici. Salute e benessere, con il coinvolgimento attivo delle scuole per avere più sport, anche in orario extrascolastico, in collaborazione con le associazioni. Programmazione e contributi, con un piano triennale che comprenda progetti e azioni di promozione dell’attività sportiva, contrasto all’abbandono e integrazione delle persone con disabilità, miglioramento dell’impiantistica e sinergie di sviluppo legate al contesto territoriale e ambientale, con appunto il sostegno al turismo sportivo. E ancora, in un rapporto di maggiore fiducia (e meno burocrazia), l’allargamento dei soggetti che riceveranno fondi regionali: oltre a quelle presenti nel registro regionale, saranno ammesse ai bandi anche le associazioni dilettantistiche iscritte al registro del Coni, del Cip e delle Federazioni sportive nazionali, o da tali sigle riconosciute.

Sicurezza, con presidi di primo soccorso negli impianti sportivi e la professionalità certificata richiesta a chi terrà i corsi, che dovrà passare per due possibili figure di garanzia: istruttore qualificato e istruttore di specifica disciplina, entrambi in possesso di specifici requisiti di studio e abilitazione. Legalità e trasparenza, con misure per contrastare ogni forma di violenza e discriminazione e il varo di specifica Carta etica. L’applicazione del piano triennale sarà poi oggetto di monitoraggio e valutazione, con la Giunta che dovrà produrre una relazione sui progetti realizzati, i contributi erogati e i destinatari.

Il nuovo impianto normativo fin dal primo articolo individua la salute, il benessere, la formazione dei giovani, la promozione delle pari opportunità, il rispetto dell’ambiente, uniti alla valorizzazione sociale ed economica, come elementi cardine della promozione sportiva. E i 20 milioni stanziati potranno essere utilizzati anche per la costituzione di fondi di garanzia o consorzi fidi a sostegno degli investimenti in ambito sportivo.

I contenuti della nuova legge 

La gallery con le slide

Dalla Regione 28,8 milioni di euro per i giovani agricoltori

La Regione punta sui giovani e si impegna per favorire il ricambio generazionale in agricoltura. Lo fa attraverso un bando, il terzo di questo tipo, che dà attuazione a quanto previsto dal Programma regionale di sviluppo rurale 2014-2020 con l’obiettivo di favorire l’insediamento di nuovi imprenditori agricoli e lo sviluppo dei loro progetti.

Complessivamente la Regione mette a disposizione 28,8 milioni suddivisi in due filoni: 16,3 milioni di euro per l’aiuto all’avviamento d’impresa (operazione 6.1.01) e 12,5 milioni per l’ammodernamento delle imprese agricole (operazione 4.1.02).

E’ possibile presentare domanda fino al 29 settembre 2017; il termine di approvazione della graduatoria finale è fissato al 2 febbraio 2018. La decisione della Giunta regionale, con delibera  n. 532/2017, segue i precedenti stanziamenti che negli ultimi due anni hanno dato ossigeno al comparto.

Con i primi due bandi del 2015 e del 2016 erano stati dichiarati concedibili complessivamente 745 premi di  avviamento aziendale ad altrettanti giovani neo imprenditori per un totale di 28 milioni di euro (soddisfacendo in tal modo il 100% delle domande risultate ammissibili). A questi si erano aggiunti ulteriori 31 milioni di contributi sugli investimenti aziendali delle neo imprese, collocate in graduatoria in posizione utile rispetto ad una disponibilità finanziaria limitata,  a fronte del fabbisogno di risorse espresso dalle domande di sostegno.

Le caratteristiche del bando

La struttura del bando 2017 ricalca in buona parte quella del bando precedente, salvo che la dimensione economica delle aziende agricole (che costituisce elemento di ammissibilità) verrà valutata sulla base del piano colturale che il giovane imprenditore deve avere già presentato per l’annata agraria 2017.

Il premio per il primo insediamento aziendale è di 30 mila euro per ogni giovane, cifra che può salire a 50 mila euro se l’azienda si trova in una zona svantaggiata.

Il contributo per gli  investimenti di ammodernamento aziendale  può arrivare  fino al 50% della spesa ammissibile.

Il pacchetto è destinato ad agricoltori che al momento della domanda  abbiano meno di 40 anni.

Tra le spese ammissibili al contributo ci sono quelle per investimenti realizzati sul territorio come costruzione o ristrutturazione di immobili produttivi; miglioramenti fondiari; acquisto di macchinari e attrezzature per l’innovazione aziendale; impianti per la lavorazione o trasformazione dei prodotti; investimenti per la vendita diretta delle produzioni aziendali; onorari di professionisti e studi di fattibilità (entro il limite massimo del 10 % delle stesse) e spese per programmi informatici, acquisizione di brevetti o licenze.

Start up innovative, la Regione stanzia 4,5 milioni. Il nuovo bando

Al via il bando Por Fesr 2014-2020 che mette a disposizione 4,5 milioni di euro per sostenere le start up innovative dell’Emilia-Romagna.

Risorse che andranno a sostenere i progetti delle giovani imprese dedicati ai principali settori della regione come agroalimentare, edilizia e costruzioni, meccatronica e motoristica, industria della salute e del benessere, industrie culturali e creative, innovazione nei servizi.

Il bando, che si aprirà il 10 maggio 2017, si rivolge alle piccole e micro imprese regolarmente costituite come società di capitali (incluse Srl, uninominali, consorzi, società consortili, cooperative) e vuole favorire la nascita e il consolidamento di start up in grado di aprire nuovi spazi di mercato, ideando prodotti, servizi, sistemi di produzione innovativi, in grado di creare nuova occupazione.

Per i progetti di avvio di attività (tipologia A) possono presentare domanda le imprese costituite successivamente al 1° gennaio 2014. Per i progetti di espansione di start up già avviate (tipologia B) possono presentare domanda le imprese costituite dopo il 1 aprile 2012.

Il bando finanzia le spese per macchinari, attrezzature, brevetti, consulenze, spese promozionali e, solo per la tipologia A, le spese di costituzione.

Le domande possono essere presentate dalle ore 10 del 10 maggio 2017 alle ore 17 del 30 novembre 2017 esclusivamente online, tramite l’applicativo Sfinge2020 che sarà messo a disposizione prima dell’apertura del bando.

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Contributi per le attività professionali: il bando regionale

Por Fesr 2014-2020, Asse 3 , Azione 3.5.2 – Contributi per le attività professionali

Tipologia di bando Agevolazioni, finanziamenti, contributi
Destinatari
  • Imprese
  • Altro
Ente
  • Regione Emilia-Romagna
Data di pubblicazione 22/03/2017
Scadenza termini partecipazione 31/05/2017 17:00
Presentazione domanda

Obiettivi

Il  bando è finalizzato al supporto di soluzioni Ict per le attività delle libere professioni e l’implementazione di servizi e di soluzioni avanzate in grado di incidere significativamente sull’organizzazione interna, sull’applicazione delle conoscenze, sulla gestione degli studi e sulla sicurezza informatica.

Beneficiari

Il bando è rivolto a:

  • Liberi professionisti ordinistici,  titolari di partita Iva, esercitanti attività riservate, iscritti ai sensi dell’art. 2229 del codice civile a Ordini o Collegi professionali e alle rispettive Casse di previdenza, che operano in forma singola, associata o societaria
  • Liberi professionisti non ordinistici titolari di partita Iva, autonomi, operanti in forma singola, o associata di “studi formalmente costituiti“ (esclusa la forma di impresa). Siano iscritti alla gestione separata Inps previsto dall’art. 2, comma 26 della Legge 335/95, anche appartenenti ad Associazioni professionali riconosciute di cui alla L. n.4/2013

Interventi ammessi

I progetti dovranno contribuire a creare opportunità di sviluppo, consolidamento e valorizzazione delle attività libero professionali tramite la realizzazione d’interventi per:

  • favorire lo sviluppo, la strutturazione delle attività libero professionali e il loro riposizionamento

  • facilitare l‘affiancamento dell’attività professionale ai processi di efficientamento della pubblica amministrazione

  • incentivare gli investimenti in nuove tecnologie, innovazioni di processo, in tecnologie informatiche

  • diffondere la cultura d’impresa, dell’organizzazione e della gestione/valutazione economica dell’attività professionale

  • consolidare le realtà professionali attraverso la stabilizzazione del lavoro

I progetti per i quali viene presentata domanda di contributo dovranno avere una dimensione minima di investimento pari a complessivi € 15.000,00

Il contributo è concessa nella misura del 40% dell’investimento ritenuto ammissibile fino ad un  massimo di € 25.000,00.

 

Scadenze

La presentazione della domanda avviene per via  telematica tramite applicativo web Sfinge 2020. Le domande La trasmissione della domanda di contributo dovrà essere effettuata, pena la non ammissibilità, entro le seguenti scadenze:

  • dalle ore 10.00 del giorno 3 maggio 2017, fino alle ore 17.00 del giorno 31 maggio 2017. Le risorse disponibili per i progetti presentati in questa finestra ammontano ad Euro 1.000.000 
  • dalle ore 10.00 del giorno 12 settembre 2017, alle ore 17.00 del giorno 10 ottobre 2017
    Le risorse disponibili per i progetti presentati in questa finestra ammontano ad Euro 2.000.000 

Il bando potrà anticipare, secondo il principio di prudenza ed efficienza amministrativa, la chiusura della prima finestra, qualora venissero trasmesse 200 domande prima del 31 maggio 2017 e si potrà procedere ad una sua eventuale riapertura, in caso di utilizzo parziale delle risorse previste dal bando approvato con la deliberazione (pdf, 170.4 KB) della giunta regionale n.331/2017.

 

Multimedia

Infografica sul bando

 


Per informazioni

Sportello imprese
dal lunedì al venerdì, 9.30-13.00
tel. 848.800.258 (chiamata a costo tariffa urbana, secondo il proprio piano tariffario) infoporfesr@regione.emilia-romagna.it

Università, la Regione cofinanzia il completamento di Villa Marchi: 75 nuovi alloggi per studenti meritevoli

Nuovi alloggi e residenze per gli studenti universitari in arrivo in Emilia-Romagna. La Giunta regionale ha deciso di sostenere con un finanziamento complessivo di oltre 12 milioni di euro i Comuni e le Università che parteciperanno al bando del Ministero, che prevede un cofinanziamento statale per interventi di edilizia universitaria destinati soprattutto agli studenti a basso reddito e in possesso dei requisiti di merito. Grazie al finanziamento messo a disposizione dalla Regione, gli interventi previsti in Emilia Romagna saranno considerati prioritari da parte del Ministero.  Gli interventi proposti renderanno disponibili 697 posti alloggio sul territorio regionale, di cui 419 a Bologna, 87 a Parma, 75 a Reggio Emilia, 51 a Imola e 65 a Rimini. L’intervento si realizza nell’ambito delle politiche per il diritto allo studio universitario, con l’obiettivo di rafforzare l’attrattività del sistema universitario regionale, ampliandone l’offerta abitativa e i servizi rivolti agli studenti, prioritariamente a quelli fuori sede.

 

In Emilia-Romagna, a conferma dell’attrattività dell’offerta formativa e dei servizi resi disponibili, su quasi 150 mila studenti iscritti complessivamente ai quattro atenei della regione, circa 100 mila sono gli studenti fuori sede, cioè che frequentano un corso in una Provincia diversa da quella di residenza, e di questi quasi 63 mila provengono da fuori regione. Attualmente il fabbisogno di posti letto è superiore alla disponibilità  che può mettere in campo l’azienda regionale per il diritto agli studi superiori Ergo, che mette a disposizione 1.831 posti alloggio per le sedi dell’Università di Bologna, 618 per l’ateneo di Parma e 755 per l’Università di Modena e Reggio Emilia, di cui 131 a Reggio e 298 a Ferrara.

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Giovani: 2 milioni per prevenire abbandono scolastico, disagi, dipendenza dai social e ludopatie

Prevenire il disagio, l’abbandono scolastico, l’isolamento, la dipendenza dai social network, la ludopatia. Promuovere l’offerta di opportunità educative per il tempo libero e le diverse forme di aggregazione. Dalla Regione Emilia-Romagna arrivano nuove risorse per gli adolescenti e i giovani: 1 milione e 950 mila euro, tra 2017 e 2018, che saranno destinati, attraverso quattro distinti bandi, a finanziare su tutto il territorio regionale progetti di sostegno ai ragazzi tra gli 11 e i 24 anni di età. Fondi a cui va aggiunta la compartecipazione finanziaria, circa il 30% dell’importo complessivo, da parte delle realtà coinvolte nella promozione e realizzazione dei progetti: organizzazioni di volontariato, coop sociali, associazioni di promozione sociale, oratori e parrocchie. Rientrano tra questi i cosiddetti “Doposcuola”, spesso organizzati dagli oratori parrocchiali, gestiti da volontari (insegnanti in pensione, studenti universitari) per aiutare i bambini a svolgere i compiti di scuola; laboratori artistici o musicali, campi formativi di protezione civile, che prevedono lezioni ed esercitazioni pratiche sulla protezione civile come, antincendio boschivo, radiocomunicazioni, soccorso sanitario. Al via anche una consultazione, condotta dalla vicepresidente della Regione e assessore al Welfare Elisabetta Gualmini, per raccogliere proposte ed esperienze utili a definire nuovi interventi normativi contro il disagio giovanile.

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