La giornata del vaccinato

Quella che è in corso contro il COVID-19 è la più grande vaccinazione di massa globale che si sia mai registrata e si impongono riflessioni di ordine etico e morale, che affiancano quelle di ordine sanitario. È evidente che bisogna porre il tema della giustizia, cioè dell’ordine virtuoso dei rapporti umani, dal momento che chi non si vaccina (pur essendo nella condizione di farlo) beneficia di qualcosa a cui non ha contribuito, anzi abusa del senso civico e del senso di giustizia di chi si vaccina, di fatto è come chi si lamenta degli ospedali o delle strade e non paga le tasse. Ormai è evidente a tutti che non ci sono alternative alla vaccinazione di massa per evitare il lockdown, la didattica a distanza, la sospensione della socialità e delle attività economiche, se a qualcuno ancora non fosse chiaro basta guardare cosa sta accadendo in queste ore negli Stati a bassa vaccinazione e senza restrizioni. Vaccinarsi, dunque, assume il valore di dovere civico e obbligo normale, l’alternativa è sprofondare in una non vita, in una negazione della nostra natura, che è prima di tutto relazionale, sociale ed emozionale. L’alternativa alla vaccinazione è mettere a rischio la vita delle persone e vedere le bacheche delle affissioni piene di necrologi o i camion militari pieni di bare. L’alternativa alla vaccinazione, non sono i magici unguenti di cui si legge spesso, ma la solitudine e l’isolamento. L’alternativa alla vaccinazione sono gli ospedali saturi di pazienti covid lasciando fuori gli ammalati di tumori, di cardiopatia e di malattie gravi, ledendo il fondamentale diritto alla cura. Dunque i vaccinati si sono fatti carico di un problema di tutti, permettendo ai non vaccinati di sfruttare la minor probabilità di ammalarsi e pensando addirittura che il costo dei tamponi ricada sulla collettività. Nello stato di diritto per evitare che una minoranza (nettissima minoranza in questo caso) si prenda gioco della maggioranza, è indispensabile riconoscere i meriti di chi si è assunto la responsabilità di salvare se stesso, ma anche e soprattutto gli altri. Se i ristoranti sono tornati ad avere clienti, se le industrie sono tornate a produrre, se gli alunni sono rientrati a scuola, se i figli sono tornati a visitare i genitori nelle case protette, se i malati sono tornati ad essere accolti in sicurezza dagli ospedali, se i medici hanno continuato a visitare e a non essere visitati, il merito è dei vaccinati, il vaccino è inconfutabilmente la precondizione per il ritorno alla normalità.Terminato questo tempo e superate le tensioni che porta con sè, sarebbero necessari segni di riconoscimento per i cittadini virtuosi, che utilizzando ciò che la scienza e la medicina hanno offerto, si sono assunti la responsabilità anche per gli altri: si potrebbero prendere in considerazione premialità di natura fiscale e criteri di accesso privilegiati. Perché non partire mettendo a calendario la giornata del vaccinato? Una stragrande maggioranza silenziosa e responsabile che ha permesso all’Italia di ripartire, persone che non hanno bisogno di sventolare la bandiera italiana nelle piazze, perché lo sanno già che sono italiani e che hanno fatto una cosa per cui oggi nel mondo ci guardano con rispetto.

Ottavia Soncini – Presidente Commissione Politiche per la salute e Politiche sociali della Regione Emilia-Romagna

*Lettera pubblicata sulla Gazzetta di Reggio il 24 ottobre 2021

Matteo, ora chiudi la Bestia

Caro Matteo Salvini,

sono una consigliera regionale dell’Emilia-Romagna rieletta in questa legislatura e che ha vissuto in prima persona la campagna elettorale che hai condotto qui da noi nel gennaio 2020, sostenuto dalla Bestia famelica di vittime, da Bibbiano all’incensurato del Pilastro a Bologna. Come reazione al clima aggressivo scatenato dalla martellante campagna social, scelsi di caratterizzare la mia candidatura all’insegna della democrazia gentile, per prendere le distanze da un linguaggio violento, che diffondeva odio, razzismo e divisioni. Sono di cultura convintamente garantista e Luca #Morisi per me è innocente fino a prova contraria e delle sue vicende personali tu non porti alcuna responsabilità, tuttavia ti invito a una riflessione prendendo a pretesto la triste vicenda di questi giorni. La Bestia su tuo mandato o con la tua condivisone ha quotidianamente bersagliato persone, colpendole nel loro impegno, nel loro lavoro, nelle loro scelte, nelle loro fragilità. Ricordo bene la gogna riservata a Elsa Fornero, a Laura Boldrini, a Stefano Cucchi, a Giulia Viola Pacilli e a tanti altri, che spesso avete condannato sostituendovi a pubblici ministeri e a giudici. Gli immigrati, i musulmani, le donne, gli attivisti, gli outsider, i politici – gli altri ovviamente – come trovata per aizzare i cittadini (o forse i followers) al richiamo di una presunta identità nazionale, basata su Dio Patria Famiglia e sul Crocefisso esibito in modo del tutto inopportuno alle tribune elettorali. La messa alla berlina delle persone, le fake news, le distorsioni per finire in trend topic a tutti i costi e per determinare la diabolica relazione tra l’infrastruttura social, le televisioni, i giornali, le piazze e i bar nella diffusione del verbo leghista/salviniano/morisicano, col fine di avvelenare il confronto pubblico, a dire il vero rimettendosi nel solco ben arato dalla Casaleggio Associati. In quest’ottica la comunicazione diventa una mera tecnica di sollecitazione di onde emotive divisive, sostituendo il progetto politico, i temi comunicativi diventano temi politici, con l’evidente risultato di rimanere vittima degli stessi meccanismi promossi: dalla citofonata alla mano allungata per aiutare l’amico a rialzarsi, il cortocircuito è totale. Vedi Matteo, un politico non può scegliere quali fragili aiutare, la pietas deve essere massimamente democratica e deve valere per tutti, un politico non può essere credibile se sulle stesse pagine social trovi: ‘Cucchi se l’è cercata’ e ‘Morisi è un amico’. Funziona sui social dividere il mondo tra buoni e cattivi, non nella realtà. È indubbio che con le tue scelte hai inquinato la politica italiana, scelte comunicative disinvolte, ciniche e spregiudicate di cui porti la responsabilità più alta, addirittura negli anni di Governo la Bestia era l’ufficio stampa del Ministero degli Interni e pagata anche dai soldi dei cittadini. Insomma, tra te e la Bestia c’è completa sovrapposizione, la propaganda terrificante e pericolosissima di questo giro di anni ha la tua firma, la mostrificazione di Bibbiano, dei suoi amministratori, dei servizi, ha il tuo nome e il tuo cognome. Ora che sia proprio tu a lamentarti della gogna mediatica è un contrappasso che potrebbe anche essere divertente, qualora di mezzo non ci fosse la sofferenza esistenziale di una persona, di un essere umano che merita rispetto. Caro Matteo, cogli l’occasione, fai capire agli italiani che hai imparato la lezione: chiudi la Bestia. Prima del processo a Morisi, facciamo il processo alla Bestia ed allontaniamo gli aggressori verbali, l’orizzonte politico è profondamente cambiato: in questi due anni di pandemia hai avuto posizioni politiche che hanno fatto male al Paese, prima hai messo in dubbio l’utilità del distanziamento, poi quello delle mascherine, sei passato a lisciare il pelo ai no vax da vaccinato, infine hai pasticciato sul Green Pass diffondendo confusione e insicurezze, sempre inseguendo il trend topic del giorno, ma sei un leader politico non un influencer che guadagna con le interazioni. Chiudendo la Bestia daresti un segnale, aiuteresti anche il governo impegnato in uno sforzo titanico di cambiamento e innovazione del Paese e che fatica a confrontarsi con un partito sospeso tra la Bestia e Giorgetti, aiuteresti a ripristinare un clima di distensione e, alla fine, agevoleresti la democrazia gentile, di cui i nostri concittadini sentono un gran bisogno, perché il problema non è mai la bestia, ma il suo padrone.

Ottavia Soncini – Presidente Commissione Politiche per la salute e Politiche sociali della Regione Emilia-Romagna

*Lettera pubblicata sulla Gazzetta di Reggio l’1 ottobre 2021

Tamponi gratuiti per chi non si vaccina? Io sono contraria

Sono fermamente contraria all’ipotesi dei tamponi gratuiti, per tutti quelli che si possono vaccinare, di cui si sta discutendo in questi giorni. Secondo alcuni partiti, con la Lega di Salvini al primo posto, e alcune sigle sindacali sarebbe una manovra necessaria per “traghettare” gli indecisi verso il vaccino.
Al lavoro si deve andare tutti i giorni e siccome libertà deve fare rima con responsabilità (libertà garantita dalla possibilità di fare un tampone), chi lavora deve mettere in sicurezza i colleghi. Sono stati sconfitti i partiti che volevano riaprire tutto esattamente un anno fa e oggi che si può tornare a lavorare (grazie ai vaccini e non a Maga Magò) erano disposti a richiudere tutto sacrificando l’unico strumento in grado di garantire serenità e continuità lavorativa.
Da Presidente della commissione salute della Regione Emilia Romagna non posso che oppormi a questa scelta e sposare in tutto e per tutto la linea della fermezza del premier Mario Draghi. Il green pass obbligatorio per tutti i lavoratori come strumento per continuare ad aprire il paese. Questo per due motivi.
Il primo è che faremmo ricadere sulla fiscalità generale una spesa inutile. Il vaccino è già completamente gratuito per tutte e tutti i cittadini ed è coperto dai bilanci della sanità pubblica. Non abbiamo bisogno di ulteriori strumenti, che di fatto rallenterebbero ancora l’obiettivo finale dell’immunità di gregge, rimandando ancora di settimane la vaccinazione di una corposa parte della popolazione.
Il secondo motivo è che la sanità pubblica ha l’urgente necessità di tornare a pieno regime su tutta l’attività ordinaria. Sono i cittadini italiani a chiederlo. Non possiamo permetterci di avere ancora altri mesi di liste bloccate per le visite, sacrificando forze e risorse per effettuare i tamponi.
Il vaccino è lo strumento migliore per sconfiggere il virus. Ed è sicuro. Anche il recente rapporto dell’AIFA ha sottolineato come solo lo 0,02% delle dosi di vaccino abbia causato reazioni avverse gravi. Parliamo di un numero estremamente basso a fronte delle oltre 76 milioni di dosi somministrate in Italia.
Bisogna fare chiarezza estrema su chi può fare il vaccino aggiornando le raccomandazioni (penso ad esempio alle donne in gravidanza) e i tamponi gratuiti vanno dedicati solo, e dico solo, a quelli che davvero non possono fare il vaccino. Calmierare i prezzi dei tamponi per coloro che non hanno controindicazioni all’inoculazione è una misura di buon senso per permettere ai lavoratori non ancora vaccinati di acquisire ulteriori informazioni e superare i timori e le diffidenze vaccinali. Il vero obiettivo deve essere il vaccino per tutti.
Abbiamo affrontato mesi difficilissimi di pandemia e rallentare la corsa proprio ora, quando siamo arrivati ad un punto chiave della campagna vaccinale, sarebbe un grave errore. Abbiamo visto, grazie all’impegno delle Ausl, che spostando la campagna vaccinale nelle piazze, nelle scuole, tra la gente abbiamo già recuperato tantissimi indecisi. Non fermiamoci. Impantanarsi in una discussione green pass no / obbligo vaccinale sì rischia di farci perdere di vista l’obiettivo finale. L’agenda Draghi: tornare alla normalità, mettere in sicurezza la scuola, garantire continuità ripresa dell’economia (inaspettatamente al 5.7% nel trimestre) e del lavoro, è l’agenda di chi vuol bene al paese.

Ottavia Soncini – Presidente Commissione Politiche per la salute e Politiche sociali della Regione Emilia-Romagna

*Lettera pubblicata sulla Gazzetta di Reggio il 18 settembre 2021

“Vaccinarsi vuol dire proteggere tutti”

Oggi sulla Gazzetta di Reggio ho provato a spiegare perchè dobbiamo vaccinarci tutti e perchè dobbiamo farlo al più presto.

I danni delle mancate vaccinazioni non possono ricadere sull’intera società, è una questione pubblica prima ancora che individuale, i non vaccinati per scelta rifiutano di assumere una misura di salute pubblica necessaria a tenere l’emergenza sotto controllo e ignorano la necessità di garantire l’equilibrio al sistema sanitario nazionale, vero architrave democratico e delle libertà individuali.Implementare la percentuale di vaccinati (oggi in Italia 28 milioni di persone pari al 47.4% della popolazione) e allargare l’uso del pass vaccinale sono due imperativi categorici per recuperare le nostre piene libertà. La variante Delta corre senza sosta e occorre agire in fretta, per evitare nuove chiusure, nuove quarantene, nuove saturazioni degli ospedali, nuovi ritardi nelle altre prestazioni sanitarie. In questo quadro critico è necessario vincolare le professioni a contatto con soggetti deboli (ragazzi, ragazze, bambine e bambini, ricoverati, persone inferme) alla vaccinazione, è una misura di rispetto sociale generale: su scuola e sanità la società ha il diritto di intervenire. Sono beni primari che vanno difesi, la Carta con gli articoli 16 e 32 ci consegna un solido riferimento normativo, la scienza ci offre i vaccini di nuova generazione che i dati raccolti ci dicono che funzionano e che sono molto più sicuri di qualsiasi altro vaccino utilizzato sino a oggi. Difenderli significa difendere i principali gangli di libertà e occorre erigere un muro di difesa, un muro che non può avere altri mattoni che i vaccini autorizzati.Tenuto conto dei risultati molto preoccupanti della didattica a distanza, la scuola deve tornare in presenza. Per evitare nuove chiusure non rimane altro che generare l’immunità di gregge in ogni classe, per dirla con Antonello Giannelli, Presidente Associazione nazionale presidi e diventa prioritario estendere l’uso del green pass per l’ingresso nelle scuole, con una forte azione di persuasione per completare l’immunizzazione del personale della scuola (a oggi risulta immunizzato il 75%) e, in extrema ratio, prevedere l’obbligo vaccinale. Green pass che in caso di recrudescenza pandemica non può non includere anche gli studenti delle secondarie. Le raccomandazioni delle istituzioni sanitarie e scientifiche internazionali sono rivolte anche ai ragazzi a partire dai 12 anni, ritardi, rinvii e reticenze immotivate possono rivelarsi oltremodo dannose e appare non rinviabile una diffusa campagna di sensibilizzazione, con il coinvolgimento delle istituzioni scolastiche e delle agenzie educative. L’obiettivo non negoziabile è la riapertura in presenza delle scuole, chiusure e didattica a distanza sono le vere riduzioni della libertà, sia attuali che future, dei nostri giovani.Le condizioni di sicurezza vanno garantite nelle strutture sanitarie e in generale nei luoghi pubblici frequentati da persone fragili, a fronte di un virus che continua a circolare con alta pervasività: se sono ricoverato in un ospedale, se ho un parente in una casa protetta come faccio a sapere se il medico che mi visita e l’operatore sanitario che assiste l’anziano sono no-vax? La società ha il diritto/dovere di proibire a un medico non vaccinato di esercitare la propria professione e/o di informare il paziente. Se un bimbo è immunodepresso può evitare di entrare in contatto con un insegnate no-vax? Un insegnante non vaccinato è un pericolo innanzitutto per gli studenti più deboli. Ormai è ampiamente noto, qualsiasi misura di contenimento e prevenzione non blocca completamente i contagi, ritornare ad un lockdown è impensabile, la vera sfida dei prossimi mesi è quella di mettere in sicurezza gli ospedali, le case protette, gli ambulatori medici, i centri diurni, le scuole e più in generale tutti i luoghi frequentati da fragili, immunodepressi e persone che non possono essere vaccinate. Per questo è indispensabile far crescere la percentuale degli immunizzati, non è libertà voltarsi da un’altra parte, non è libertà sentirsi esonerati e credere che ci penserà qualcun altro a vaccinarsi.La società può e deve impedire le esternalità negative di chi potrebbe danneggiare gli altri, la società deve richiamare i singoli a atti di responsabilità civile che servono a fermare l’emorragia di vite e di libertà.Vaccinarsi significa avere a cuore la propria salute e avere a cuore la salute degli altri, apartire dai più deboli e dai più fragili.

Il mio intervento alla 46esima Assemblea provinciale di Avis di Reggio Emilia

Ecco il mio intervento che ho inviato alla 46esima Assemblea provinciale di Avis di Reggio Emilia, per portare il mio saluto al Presidente Stefano Pavesi, a Maurizio Pirazzoli, Presidente di Avis Emilia Romagna e a tutti i donatori presenti.

“In questi decenni la vostra storia associativa si è intrecciata con i cambiamenti della medicina e della società. Avis ha affrontato positivamente emergenze straordinarie come il sisma del 2012. Non vi siete fermati neanche in questo anno drammatico di pandemia: nonostante la generale riduzione delle donazioni i risultati sono stati eccellenti, questo grazie alla costante operatività del personale sanitario, medico e infermieristico, all’impegno dei volontari e dei dipendenti per l’attività di raccolta, ma soprattutto grazie alla generosità dei donatori che hanno accolto i numerosi appelli al dono. Un risultato significativo in un momento complesso costituisce la miglior testimonianza del vostro impegno volto a diffondere la cultura della donazione, una risposta concreta, un segno tangibile di solidarietà, generosità e gratuita’ che nobilita la storia dei donatori. Grazie ai donatori, grazie ai dirigenti e grazie anche ai tanti volontari di Avis, che con il loro impegno contribuiscono a confermare, anno dopo anno, la solidità e l’autosufficienza del sistema sangue dell’Emilia-Romagna. Un sistema che ha sempre consentito di continuare a donare a regioni che quell’autosufficienza non ce l’hanno e quindi, soprattutto in caso di emergenze, devono essere aiutate. Non possiamo abbassare la guardia, perché di sangue c’è sempre bisogno e per questo motivo è necessario sensibilizzare un sempre maggior numero di persone. La vostra missione si rivela indispensabile per salvare delle vite e conferma il vitale ruolo del volontariato in favore della crescita sociale e civile del nostro Paese. La rinascita che ci attende ha bisogno della forza ed intelligenza di Avis e di tutto il terzo settore. Il vostro impegno ha un forte valore simbolico di universalità, perché supera i confini geografici e temporali, ed un valore etico, perché non discrimina e sostiene il principio di equità delle cure.Un gesto concreto che contribuisce ogni giorno alla costruzione del bene comune e all’attuazione dei valori della nostra Costituzione.Come Regione accompagneremo sempre di più anche la vostra missione che vi porta a proporre stili di vita sani e positivi, abbiamo aumentato le risorse sulla prevenzione primaria e pensiamo che questa sia una strada da continuare a percorrere perché il futuro della salute delle persone, e dunque anche della sanità, sta nella prevenzione delle malattie.”

Accademia Pd – Salute: vaccini, piano vaccinale e prospettive future | Mercoledì 28 aprile ore 21

Mercoledì 28 aprile alle ore 21:00 parteciperò all’iniziativa online “Accademia Pd – Salute: vaccini, piano vaccinale e prospettive future” organizzata dal Circolo Pd di Poviglio. Con me ci saranno il Dott. Pietro Ragni, la Dott.ssa Stefania Fieni e il collega Andrea Costa. Ad introdurre e coordinare l’incontro sarà Ugo Marinelli.

Per accedere all’evento basterà cliccare su questo link: meet.google.com/vbf-pnsu-bqd

L’Europa delle Persone | Giovedì 22 aprile ore 20.30

giovedì 22 aprile alle 20:30 parteciperò al tavolo organizzato dal Pd di Reggio Emilia dal titolo “NextGenerationEu: il prossimo futuro dipende da tutti noi. L’Europa delle persone”. Con me ci sarà l’europarlamentare Elisabetta Gualmini. A introdurre e coordinare l’incontro sarà Ilenia Malavasi, sindaca di Correggio. 

Per accedere all’evento basterà cliccare su questo link: https://meet.google.com/ims-nvfg-ikx

Il punto sulla ripartenza scolastica in Commissione regionale Scuola e Sanità

Marchetti e Soncini: “Riapertura in sicurezza e rapidità nel tracciamento sono le nostre priorità”

“Data la ripresa della scuola abbiamo voluto fare il punto e chiarire tanti aspetti sul nuovo protocollo che riguarda il mondo scolastico, il personale, i nostri studenti e le loro famiglie”. A dirlo sono le Presidenti Francesca Marchetti e Ottavia Soncini che questa mattina hanno svolto una seduta congiunta della Commissione Scuola e Sanità, insieme agli assessori Raffaele Donini e Paola Salomoni per fare il punto sulle le misure per garantire la sicurezza nelle scuole.

“La scuola deve partire in sicurezza – hanno affermato a margine della commissione Marchetti e Soncini –. La ripartenza del mondo scolastico, in presenza di ogni ordine e grado è un interesse strategico di tutto il Paese e l’obiettivo è il mantenimento della didattica in presenza sul quale serve mettere in campo tutte le iniziative necessarie a realizzarlo. Continuiamo a porre l’attenzione sulla messa in sicurezza e su tutti i dispositivi che garantiscano un lavoro e uno studio sicuro per personale scolastico e alunni. L’efficacia degli strumenti va ovviamente valutata con la CTS nonché dai referenti della cabina di regia sanitaria della nostra Regione, senza creare false aspettative. È importante proseguire il work in progress e la relazione interistituzionale con il Governo per programmare al meglio non solo il piano estivo ma trovarci pronti anche alle riprese di settembre. Le Regioni e i loro territori devono essere coinvolti dal Ministero in un dialogo che questa volta deve essere produttivo”.

Tra i temi toccati durante la seduta anche quello delle vaccinazioni del personale scolastico. “Il 70% degli insegnanti ad oggi risulta vaccinato anche grazie al contributo dei medici di medicina generale e continuiamo a ribadire la necessità di procedere celermente con la somministrazione della seconda dose e il completamento della campagna vaccinale rivolta al personale scolastico – proseguono –. Abbiamo colto con favore l’approvazione alla Camera, giovedì scorso, della mozione che impegna il governo sul fronte della riapertura delle scuole. Anche dalla Regione Emilia-Romagna rafforziamo la necessità di una rapidità nel tracciamento così come crediamo sia necessario attivare azioni che permettano non solo la ripresa della didattica in presenza al 100% ma anche il recupero degli apprendimenti, della socialità e del gap formativo in genere degli studenti, che come sappiamo hanno pagato un prezzo molto alto in questa pandemia sia nella sfera formativa che in quella emotiva e psicologica”.

Trasporto sociale, la Regione rassicura le consigliere Soncini e Rontini su agevolazioni al Terzo Settore

Soncini e Rontini (Pd): “Avevamo presentato un’interrogazione per sostenere associazioni e organizzazioni di volontariato che fanno trasporto sociale, la Giunta valuterà nuove misure” 

“Agevolazioni per la sosta a pagamento, libero accesso alle ZTL oltre, possibilmente, alla riduzione o esenzione della tassa automobilistica per i veicoli di associazioni di volontariato e onlus destinati al cosiddetto trasporto sociale. Le abbiamo chieste con un’interrogazione alla Giunta della Regione Emilia-Romagna e ora, la risposta dell’Assessore al Bilancio Paolo Calvano ci conferma la bontà delle nostre proposte” lo affermano le consigliere regionali Pd Ottavia Soncini e Manuela Rontini, Presidenti rispettivamente delle Commissioni Politiche per la Salute e Sociali e Politiche Economiche. 

“Considerato il grande apporto offerto da queste realtà alla comunità e alle singole persone con disabilità o fragilità, soprattutto in questo difficile periodo segnato dalla pandemia, ci è sembrato opportuno accogliere le loro richieste. L’Assessore Calvano riconosce che in prospettiva sarà possibile adottare politiche fiscali regionali che valorizzino ulteriormente queste esperienze, confermando la costante attenzione della Regione Emilia-Romagna al terzo settore che, da anni, si concretizza in politiche di sostegno economico” riportano le consigliere democratiche. 

“È già stata avviata una prima verifica dell’impatto economico della riduzione o esenzione del bollo e della sua sostenibilità a livello di bilancio regionale. Sicuramente questa apertura è un ottimo segnale considerando che la pandemia e il difficile contesto socio-economico attuale impongono scelte non facili. – sottolineano Soncini e Rontini – Per quanto riguarda l’esenzione del pagamento del parcheggio nelle strisce blu e il libero accesso alle zone Ztl per i veicoli utilizzati per il trasporto sociale, è già stata aperta un’interlocuzione con Anci, così come sollecitato nell’interrogazione. Riteniamo che il confronto tra Regione ed enti locali sia sempre lo strumento ideale che può portare a soluzioni ragionate e fattibili. Ragioniamo in un’ottica di sinergia positiva di ascolto delle richieste che provengono dai cittadini, di cui noi consiglieri regionali possiamo farci portavoce”. 

Persone con disabilità, nelle Commissioni congiunte Welfare, Lavoro e Parità le esperienze innovative sull’inclusione sociale e lavorativa delle persone più fragili in Emilia-Romagna

I Presidenti delle Commissioni Welfare, Lavoro e Parità Ottavia Soncini (Pd), Francesca Marchetti (Pd)  e Federico Amico (Erc) commentano: “Emilia-Romagna laboratorio di innovazione e diritti. Per l’inclusione approccio a 360 gradi”

Le Commissioni regionali Politiche per la Salute e sociali, Lavoro e Parità si sono riunite nella mattina di lunedì 22 marzo per ascoltare numerose testimonianze da amministratori locali ed esponenti del Terzo Settore in tema di inclusione delle persone con disabilità.

“Abbiamo voluto convocare una commissione congiunta perché le politiche per l’inclusione sociale e lavorativa delle persone più fragili e delle persone con disabilità, vanno affrontate in ottica multisettoriale” affermano i Presidenti delle Commissioni Ottavia Soncini, Francesca Marchetti e Federico Amico.

“Le città e i territori sono laboratori privilegiati di innovazione e diritti. Lo ha ben dimostrato l’intervento dell’Assessora Annalisa Rabitti, che ha portato all’attenzione dei consiglieri e delle consigliere le buone pratiche di Reggio Emilia. Le testimonianze presentate dimostrano come comuni e Terzo Settore in Emilia-Romagna abbiano sviluppato esperienze diffuse e capillari, grandi e piccole, che coinvolgono anche l’intera comunità e arricchiscono la coesione sociale, l’equità e il benessere di tutti – afferma Soncini, che aggiunge – La strada dell’inclusione è ancora lunga, serve rimuovere paure e indifferenze, per garantire in ogni ambito della vita quotidiana attenzione alla persona nella sua globalità e non frammenti di esistenza. I passi avanti da fare per promuovere la cultura della persona e il valore delle diversità sono tanti. Serve aumentare la collaborazione tra famiglie, pubblico e private e migliorare i diversi passaggi durante tutta la vita delle persone con disabilità: dall’infanzia all’età adulta. L’Emilia-Romagna, attraverso le istituzioni pubbliche e con l’aiuto della società civile e del terzo settore, può diventare sempre di più una regione accessibile per tutti”.

“Oggi è stata una importante mattinata di confronto in Regione Emilia-Romagna. Abbiamo potuto ascoltare in una seduta congiunta delle Commissioni Salute, Parità e Scuola sul tema dell’inclusione delle persone con disabilità. – afferma Marchetti, che aggiunge – Durante la commissione sono state presentate diverse esperienze che provengono dai nostri territori a sostegno dei diritti e dell’inclusione sociale e lavorativa delle persone più fragili. Confrontarci su questi temi è fondamentale, non solo per il momento di emergenza sanitaria e sociale che stiamo attraversando, ma soprattutto perché vogliamo riflettere su un nuovo alfabeto per l’inclusione per la realizzazione del progetto di vita delle persone più fragili aggiornando gli strumenti ma soprattutto ridefinendo l’approccio nell’ambito delle politiche della disabilità. Il nostro obiettivo è quello di un’Emilia-Romagna accessibile e a misura di tutti”.

“I progetti di inclusività presentati questa mattina in Commissione sono caratterizzati da un approccio a 360 gradi, che tiene in considerazione i bisogni e i desideri delle persone più fragili e con disabilità, da considerare sempre in forma plurale. – commenta Amico, che sottolinea – È fondamentale oggi affrontare temi come quello della vita autonoma delle persone, qualunque sia il loro stato di disabilità. Ci sono molti progetti, servizi e azioni in campo sui nostri territori che hanno bisogno di trovare una visione complessiva e trasversale, a cominciare dall’audizione di oggi. Partendo da questi esempi concreti dobbiamo portare la questione all’attenzione dell’intera comunità regionale, perché è sempre dietro l’angolo il rischio di infantilizzare la disabilità, così come la difficoltà di definire orizzonti che non siano esclusivamente quelli dei bisogni. Dobbiamo mettere i desideri e gli affetti di queste persone al centro del nostro ragionamento politico e amministrativo, per dare un contributo diverso in termini di progetti, servizi e attività da svolgere”.