L’Emilia-Romagna sceglie la buona mobilità: più treno, mezzi pubblici e bici

Una Emilia-Romagna più libera di muoversi. In treno, sui mezzi pubblici, potenziati e rinnovati, e in bicicletta. Meno in auto, con molti più mezzi elettrici nelle strade e le merci che viaggiano su ferrovia. Nelle scelte da fare, un occhio attento alla pianificazione urbanistica, poi accessibilità del territorio e mobilità sostenibile per favorire appunto gli spostamenti di cittadinilavoratoristudenti, senza mai perdere di vista gli aspetti di benessere sociale e i vantaggi ambientali ed economici.
Sono i capisaldi del nuovo Piano regionale integrato dei trasporti 2025 dell’Emilia-Romagna, adottato dall’Assemblea legislativa e arrivato in Aula dopo un lungo percorso di ascolto e consultazioni in tutte le province.
Un documento che fissa obiettivi importanti da qui ai prossimi 5 anni – taglio del 50% dei tratti viari congestionati e dei decessi sulle strade regionali; mobilità ciclabile in crescita del 20%, con la quota di chi sceglie il treno che sale fino al +50%; +30% il trasporto merci su ferrovia; +20% auto elettriche – per arrivare a tagliare del 30% le emissioni CO2 legate ai trasporti.   

Gli obiettivi

Tra gli obiettivi al 2025 fissati dal nuovo Prit, la riduzione del 50% dei tratti in congestione della rete stradale regionale e della mortalità sulle stradeAumenti del 20% della mobilità ciclabile negli spostamenti urbani, dal 30 al 50% dei passeggeri dei servizi ferroviari. Ancora: +10% dei passeggeri del trasporto pubblico locale su gomma, +30% del trasporto di merci su ferrovia e un taglio del 10% della crescita del tasso di motorizzazione.
Infine, venendo ai veicoli ad alimentazione elettrica, vera scommessa dei prossimi anni, le previsioni sono di un + 20% di immatricolazioni delle auto, + 15% per le ibride, + 35% per gli autobus elettrici, + 25% per gli autoveicoli commerciali leggeri elettrici.
Inoltre, si prevede un +50% di sostituzioni dei veicoli commerciali leggeri al di sotto della categoria euro 1 con veicoli a basso impatto ambientale. In sostanza, si arriverebbe a una riduzione delle emissioni CO2 legate ai trasporti del 30% al 2025.   
Per quanto riguarda il miglioramento dei servizi ferroviari, l’obiettivo è di elevare gli standard di sicurezza, una sempre maggiore integrazione delle tariffe, il radicale rinnovo del materiale rotabile, una tempestiva informazione agli utenti e l’ammodernamento della rete esistente.

Sul trasporto pubblico locale, le azioni principali sono rivolte al rinnovo della flotta circolante, anche con l’inserimento di mezzi ad energie alternative, l’evoluzione del biglietto elettronico con pagamenti web o su telefonia, un forte ruolo del trasporto pubblico su gomma fuori dai centri urbani e dalle grandi direttrici in collegamento con il sistema ferroviario.
Le azioni per la mobilità sostenibile vanno infatti a sostegno di politiche per la diffusione dei veicoli elettrici, la regolamentazione degli accessi urbani e della sosta, lo sviluppo della rete delle ciclovie.
Per quanto riguarda la logistica e il trasporto merci, gli interventi mirano al potenziamento degli scali principali, a misure di disincentivo dei mezzi maggiormente inquinanti e alla promozione di una logistica “verde certificata” per un minor consumo energetico.
No, dunque, a una continua rincorsa a “muovere i veicoli”, ma piuttosto azioni diffuse per ridurre l’impatto ambientale, massimizzando l’efficienza, l’intelligenza e la rapidità degli spostamenti.

La peste bianca in Occidente

A Milano, la seconda città d’Italia e cuore della sua crescita economica, ci sono più cani che nuovi nati. Il capoluogo lombardo ha perso metà delle nascite in dieci anni, passando da 17 mila nel 2006 a meno di diecimila nel 2017. Quando parliamo di Milano non parliamo di una città in crisi, anzi: così come la nostra Emilia-Romagna può vantare risultati eccezionali nel campo dell’esportazione e della piena occupazione, la capitale ambrosiana vive una vivacità e un dinamismo economico che la rende ancora una volta nella storia autentica locomotiva nazionale.

Il nostro Nord è uscito dalla fase più grave della crisi mondiale, eppure – tra molti riconoscimenti in tema di qualità dei servizi pubblici e di preziose forme di resilienza nel campo dell’educazione e del welfare privato – il fantasma della “peste bianca”, di cui scriveva nel 1974 Pierre Chaunu evocando in forma letteraria il rapido e inatteso tramonto dell’Occidente, si aggira nelle capitali come nelle province di un continente che guarda ovunque purché non sia costretto a osservare all’altezza degli occhi la realtà.

Una realtà che ci ha consegnato, al termine del secolo più sanguinoso della storia dell’umanità, il privilegio del sogno dell’edificazione di una società finalmente libera dai conflitti, pacificata tra gli esseri, equa nella convivenza sociale, libera nella manifestazione del proprio sentimento religioso – e che per converso, senza che i primi topi iniziassero a comparire nell’immortale romanzo di Albert Camus, si ritrova oggi gravemente affetta da un virus potenzialmente mortale, e potenzialmente mortale per sempre.

Abbiamo letto tutti gli ultimi dati Istat relativi alle dinamiche demografiche italiane.

Neppure più l’elevato tasso di natalità assicurato dalle coppie di stranieri riesce a compensare il crollo della natalità tra italiani. Il biennio 2017-2018 è analogo a quello del secolo precedente, a Grande Guerra in corso, e alla terribile epidemia di “spagnola” che vi fece seguito.

Il resto degli indicatori conferma una semplice constatazione: gli italiani hanno smesso di generare figli e questa colossale frenata nelle nascite va creando le condizioni per uno stravolgimento epocale nell’assetto della società: sia sufficiente evocare il crack del sistema pensionistico nazionale, più vicino di quanto analisti e governanti tendano a riconoscere. “L’Italia – ha osservato il prof. Blangiardo, docente di Demografia all’Universita di Milano-Bicocca – sembra un paese che non sia più in grado di autosorreggersi”.

Le previsioni Istat vengono riaggiornate anno dopo anno. Un calo di 400mila italiani l’anno, previsto tra trent’anni, oggi è invece alle porte. Gli italiani figli di italiani attualmente sono 55 milioni – un numero che evoca gli anni Settanta. Gli over 65enni rappresentano il 22,8% della popolazione e sono in rapida crescita. Qualora le tendenze in corso vengano confermate, nel volgere di una sola generazione dovremo familiarizzare con concetti quali “civiltà fantasma”, in voga in Giappone, il paese più longevo al mondo, dove il numero dei bambini è inferiore al 10% della popolazione e dove gli asili vengono riconvertiti in strutture per anziani (più del 45% dei giapponesi è over 65).

Sarebbe illusorio credere che il problema riguardi solo noi italiani. Un altro esempio, per essere chiari: nei paesi dell’Europa dell’Est, a suo tempo appartenuti al blocco sovietico, il numero degli abitanti dalla riconquistata libertà ad oggi è calato di quasi 20 milioni di unità. Possibile? È ciò che è avvenuto. E la fuga degli abitanti dal blocco di Višegrad indica un trend che si estende dal Baltico al Mar Nero: anche l’Europa orientale sta fuggendo da se stessa e anche di essa si parlerà come di una “civiltà fantasma” nel volgere del presente secolo.

Il solo tentativo su larga scala sinora compiuto per contrastare il crollo demografico da popoli in difficoltà è stato messo in opera circa un decennio fa dalla Federazione Russa, con risultati controversi: forti sostegni cash alle famiglie che procreano e innalzamento drastico dell’età pensionabile. A ciò sono state accompagnate politiche per un più corretto stile salutare da parte dei maschi russi, non proprio una caratteristica tradizionale. Qualche risultato positivo, nell’inversione dell’indice demografico, si è visto.

E in Italia? Per paradosso, il tema del suicidio identitario del Paese è espulso dal dibattito politico e dal dibattito pubblico. Si discetta molto di preferenze singolari ma non ci si accorge che la peste bianca ha ormai colpito l’intera penisola. “Mettere su” famiglia appare un’impresa disperata e, comunque, nelle mille difficoltà della società atomizzata, è andato in gran parte smarrendosi il valore aggiunto della famiglia tradizionale fatto di aiuto reciproco, di mutuo sostegno, di solidarietà permanente.

Risposte istituzionali e sociali a sostegno della famiglia vanno accompagnate da una risposta personale: siamo ancora capaci di affrontare la fatica e le conseguenze che comportano la maternità? Il dono di un figlio, la scelta gratuita di essere madri e padri ha implicato per secoli risposte ataviche. Oggi, dinanzi all’enormità di una vita che nasce, persino un piccolo sacrificio appare insormontabile. C’è molto da fare, per tutti.

“Fare un figlio” o “prendo un cane” – con tutto l’amore e la gratitudine verso i nostri compagni domestici – è una scelta la cui distanza anche solo sul piano del linguaggio va assottigliandosi. E indica con precisione il campo nel quale oggi i nostri pensieri vadano muovendo.

Ottavia Soncini
Articolo pubblicato sul settimanale cattolico reggiano “La Libertà” del 3 luglio 2019

Diritto allo studio universitario. Via libera al Piano regionale triennale 2019-2021, l’approvazione nei giorni scorsi in Assemblea legislativa

Rafforzare il sistema integrato regionale del diritto allo studio universitario, per garantire in Emilia-Romagnal’accesso alle borse di studio, potenziando quindi l’attrattività degli Atenei regionali.

Un obiettivo da raggiungere offrendo ai giovani universitari ancora più servizi e azioni di orientamento, accompagnando gli studenti nel loro percorso di studio, e rendendo più semplice l’accesso ai servizi.

L’Assemblea legislativa ha espresso nei giorni scorsi voto favorevole al Piano regionale degli interventi e dei servizi per il diritto allo studio e l’Alta formazione per il triennio 2019-2021, presentato dalla Giunta regionale.

Il Piano punta a rafforzare la dimensione dell’accoglienza e l’integrazione tra popolazione studentesca e comunità locali, continuando a garantire il confronto e il dialogo attraverso la Conferenza Regione-Università, la Conferenza dei Comuni con sede universitaria e la Consulta regionale degli studenti. Potenziati anche i servizi orientativi e le misure per l’accoglienza.

Benefici economici agli studenti

La Regione intende anche per il prossimo triennio garantire la massima copertura a chi ne avrà diritto, attraverso la collaborazione con soggetti ed enti del territorio, università, enti locali, fondazioni. L’Emilia-Romagna, dall’anno accademico 2007/2008, è tra le poche Regioni che sono riuscite ad erogare un beneficio al 100% degli studenti idonei, grazie ad un investimento economico crescente, con un aumento della spesa per borse di studio (denaro e servizi) di quasi 30 milioni di euro nel decennio 2009-2018, da 60 a 89,4 milioni. Solo dall’anno scolastico 2016/2017 al 2018/2019 la Regione ha sostenuto un aumento di spesa di quasi 10 milioni (da 80,8 mln a 89,4 mln) per concedere benefici ai circa 2.000 studenti idonei in più: in tale periodo infatti gli idonei sono passati da 20.950 a 22.945.

Al raggiungimento dell’obiettivo della massima copertura della platea degli idonei potranno contribuire tutti i soggetti ed enti del territorio – Università, Enti locali, Fondazioni – in una logica di collaborazione capace di ampliare e qualificare il sistema integrato del diritto allo studio universitario regionale.

Edilizia universitaria

A fine marzo è stata approvata la graduatoria degli interventi di edilizia universitaria, che ha assegnato all’Emilia-Romagna un finanziamento di oltre 38 milioni di euro, a fronte di un cofinanziamento della Regione pari a quasi 11 milioni di euro. Gli interventi proposti renderanno disponibili ulteriori 558 posti alloggio sul territorio regionale, che si vanno ad aggiungere ai 3.491 già esistenti in Emilia-Romagna.

Emilia-Romagna regione attrattiva per gli studenti universitariIl sistema universitario regionale conferma la propria caratteristica di forte attrattività, anche grazie ai servizi attivati in modo integrato sia dagli Atenei che dalla Regione. Dal 2015 ad oggi gli iscritti nelle Università del territorio sono passati da 144mila a 165mila, circa 20mila in più. L’incidenza degli studenti fuori regione in Emilia-Romagna sugli iscritti è più elevata, mediamente del 15%, rispetto alle altre regioni che hanno un alto numero di iscritti, come Lombardia, Lazio e Toscana.

APPROVATA OGGI LA NUOVA LEGGE REGIONALE PER LE PERSONE SORDE

Dopo diversi anni di lavoro, oggi è stata approvata con voto unanime una nuova legge regionale a tutela dei diritti delle persone sorde, sordomute e con disabilità uditiva. Il tasso di civiltà si valuta su come e quanto ci si prende cura delle persone invisibili.

La legge, che riguarda direttamente circa 4.000 cittadini emiliano-romagnoli, definisce un quadro di risorse ed interventi pubblici volti all’inclusione sociale e lavorativa, alla facilitazione nell’accesso ai servizi sociosanitari, alla scuola, all’informazione. Vi sono poi contenute buone pratiche nel campo del diritto alla traduzione, dalla cultura allo sport.

Approvato, inoltre, un emendamento a mia firma, frutto di un confronto con Reggio Emilia Città Senza Barriere, per valorizzare le iniziative scolastiche. Quando i ragazzi, anche udenti, si trovano a condividere il percorso scolastico con allievi sordi o sordociechi o con, in generale, una disabilità uditiva, questa può diventare un’opportunità per tutti di crescita personale ed educativa. Credo sia importante richiamare il fatto che la scuola è davvero una comunità educativa complessiva.

Sono particolarmente soddisfatta per l’obiettivo raggiunto, perché il contenuto di questa legge è frutto di un lavoro con le associazioni del settore durato da anni. E anche il voto unanime dell’Assemblea legislativa Regione Emilia-Romagna conferma che abbiamo svolto tutti, insieme, un buon lavoro 💪.

Agricoltura. Nuove risorse per le aziende ‘giovani’, la Regione investe sul ricambio generazionale nelle campagne con un bando da oltre 24 milioni di euro

Pronti oltre 24 milioni di euro per i giovani agricoltori per continuare a sostenere il ricambio generazionale nelle campagne. Sono le risorse del bando 2019, il quinto nell’ambito del Programma regionale di sviluppo rurale 2014-2020, che dà continuità all’intervento della Regione per incentivare la nascita e lo sviluppo di aziende agricole condotte da imprenditori alle prime esperienze, per accelerare il cambio generazionale dei titolari d’azienda.

Il nuovo provvedimento segue l’approvazione della graduatoria 2018 del bando riservato ai neo-imprenditori che ha consentito l’avvio di 265 nuove imprese guidate da under 41, con oltre 1200 nate in regione dal 2015. Le domande possono essere presentate fino al 22 ottobre secondo le modalità stabilite da Agrea.

Dal 2015 ad oggi sono già oltre 1200 le nuove imprese guidate da giovani nate grazie alle misure del Psr che negli ultimi quattro anni ha stanziato 55,7 milioni di euro per investimenti e 46,7 milioni di euro per gli aiuti all’avviamento d’impresa.

Cosa prevede il bando
Dei 24,26 milioni di budget, quasi 17 milioni sono destinati a soddisfare le domande di primo insediamento, i restanti 7,3 milioni saranno utilizzati per sostenere i piani di sviluppo aziendale, con contributi fino al 50% sugli investimenti per la costruzione e ristrutturazione di immobili ad uso produttivo, l’acquisto di macchinari ed attrezzature, gli interventi di miglioramento fondiario.
Tra le spese ammissibili, ma con contributo ridotto al 40%, figurano anche gli investimenti finalizzati alla trasformazione e commercializzazione delle produzioni aziendali, comprese quelle per l’allestimento di locali per la vendita diretta e l’implementazione di siti web per l’e-commerce dei prodotti agricoli.
Nella formazione della graduatoria un punteggio più alto sarà riconosciuto alle imprese che s’insediano nelle aree svantaggiate.

Le imprese “giovani” in Emilia-Romagna
Sono state oltre 1200 le imprese guidate da giovani nate in Emilia-Romagna dal 2015 al 2018 grazie al sostegno finanziario del Psr, complessivamente oltre 105 milioni di euro tra premio di primo insediamento – una tantum di 30mila euro, che salgono a 50mila per le aziende in area svantaggiata – e contributi in conto capitale (fino al 50% sugli investimenti del piano di sviluppo aziendale).
Le nuove imprese nate con il sostegno finanziario della Regione risultano distribuite in tutti i territori: in provincia di Reggio Emilia se sono registrate 205, poi seguono Piacenza con 196, Ravenna 165, Forlì-Cesena 162, Bologna 155, Parma 139, Modena 140, Ferrara 66 e Rimini 34.

Qui tutte le info del bando: http://agricoltura.regione.emilia-romagna.it/psr-2014-2020/bandi/bandi-2019/bando-pacchetto-giovani/?searchterm=

Bandi aperti in Regione | Giugno 2019

I finanziamenti aperti in Regione Emilia Romagna al 10 giugno 2019:

AGRICOLTURA E PESCA

Feamp 2014/2020 – Avviso pubblico Misura 2.47 – Innovazione in acquacoltura – Annualità 2019
Promuovere l’innovazione nel settore dell’acquacoltura al fine di favorire un uso sostenibile delle risorse o facilitare l’applicazione di nuovi metodi di produzione sostenibile. A tale scopo è incoraggiata la cooperazione fra esperti scientifici e imprese acquicole. Scadenza domande 18 settembre. 2019

Feamp 2014/2020 – Avviso pubblico Misura 1.26 – Innovazione – Annualità 2019
Promuovere l’innovazione nel settore della pesca al fine di favorirne uno sviluppo sostenibile. A tale scopo è incoraggiata la cooperazione fra esperti scientifici e pescatori, indirizzando le attività di analisi sugli effettivi fabbisogni del settore e dei mercati di riferimento. Scadenza domande 18 settembre 2019.

Avviso pubblico fondi rustici gestione programmata caccia 2019/2020
Avviso pubblico per la richiesta di contributi, in regime de minimis, per l’utilizzazione dei fondi rustici ai fini della gestione programmata della caccia. Scadenza domande 14 giugno 2019.

Investimenti in aziende agricole con strumenti finanziari e investimenti rivolti ad imprese agroindustriali con strumenti finanziari
Scadenza termini partecipazione: 30/12/2020

Ristrutturazione e riconversione vigneti
Il bando rivolto alle imprese agricole emiliano-romagnole per la ristrutturazione e la riconversione di vigneti, adatti alla produzione di vini Doc e Igp, valorizzando i vini di qualità legati al territorio.  Prorogata al 1 luglio 2019 la scadenza per presentare domanda.

Feamp – Avviso pubblico Misura 5.69 – Trasformazione dei prodotti della pesca e dell’acquacoltura – Annualità 2019
I soggetti ammissibili al finanziamento sono le “micro, piccole e medie imprese” che operano nel settore della trasformazione dei prodotti della pesca e dell’acquacoltura. Scadenza domande 1 luglio 2019.

Bando per il sostegno all’ arboricoltura – pioppicoltura ordinaria
Pubblicato il: 12/04/2019 | Scadenza termini partecipazione: 27/09/2019

Pagamenti compensativi per le zone montane, per altre zone soggette a vincoli naturali significativi
Pubblicato il: 25/03/2019 | Scadenza termini partecipazione: 15/06/2019

Ripristino di Ecosistemi
Salvaguardia, ripristino e miglioramento della biodiversità, tra l’altro nelle zone Natura 2000, nelle zone soggette a vincoli naturali o ad altri vincoli specifici e nell’agricoltura ad alto valore naturalistico, nonché dell’assetto paesaggistico dell’Europa. Scadenza termini partecipazione: 31/07/2019

Salvaguardia della biodiversità regionale
Scadenza termini partecipazione: 01/07/2019

AMBIENTE

Avviso pubblico per manifestazione di interesse per un servizio di indagini territoriali sui geositi emiliano romagnoli e il patrimonio ipogeo
La Giunta Regionale ha pubblicato un avviso per la manifestazione di interesse a partecipare alla procedura per l’affidamento di un “servizio di indagini territoriali sui geositi emiliano romagnoli e il patrimonio ipogeo”. Scadenza termini partecipazione: 25/06/2019

Bando ecobonus per la sostituzione di veicoli commerciali inquinanti di categoria N1 e N2. Anno 2019
Gli investimenti ammessi al contributo riguarderanno la sostituzione di veicoli commerciali diesel con veicoli nuovi di categoria N1 o N2 con alimentazione: Elettrica, Ibrido elettrica/benzina (esclusivamente Full Hybrid o Hybrid Plug In*) Euro 6, Metano (mono o bifuel benzina) Euro 6, gPL (mono o bifuel benzina) Euro 6. Scadenza termini partecipazione: 15/10/2019

Bando bollo auto – Incentivi sull’acquisto di veicoli ecologici di categoria M1 immatricolati nel 2019
La Regione Emilia-Romagna ha esteso il contributo sul bollo auto ai cittadini emiliano-romagnoli che immatricoleranno nel 2019 un’auto di categoria M1 ad alimentazione ibrida. Si tratta di un contributo triennale fino a un massimo di 191,00 euro – pari al valore del bollo di un’auto di media cilindrata. Scadenza termini partecipazione: 31/12/2019

IMPRESE

Contributi alle associazioni nell’ambito dei Big data
La Regione Emilia-Romagna intende finanziare l’avvio delle attività di un’associazione che dovrà supportare la Regione per il raggiungimento dei seguenti obiettivi, con riferimento alla tematica Big Data. Scadenza termini partecipazione: 21/06/2019

Contributi per la promozione del commercio equo e solidale – Anno 2019
Legge regionale 26/2009 – Art. 6 – Contributi agli Enti e organizzazioni del commercio equo e solidale per iniziative di promozione ed attività di divulgative e formazione. Scadenza termini partecipazione:10/09/2019

Contributi per enti e organizzazioni del commercio equo e solidale – anno 2019
Il bando intende sostenere gli investimenti funzionali all’espletamento dell’attività delle organizzazioni e degli enti del commercio equo e solidale, per l’apertura e la ristrutturazione della sede, l’acquisto di attrezzature, arredi e dotazioni informatiche, prevedendo contributi, in regime de minimis, nella misura massima del 40% delle spese ammissibili e per un importo massimo di € 25.000,00. Scadenza termini partecipazione:15/07/2019

Premio e contributi Innovatori responsabili 2019
La Regione Emilia-Romagna, intende stimolare una visione integrata della sostenibilità, valorizzando le iniziative promosse sul territorio regionale da imprese, professionisti, associazioni, enti locali, scuole e università, che contribuiscono all’attuazione dei 17 obiettivi dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile. Il Premio integra il riconoscimento annuale previsto dalla legge quadro per la parità e contro le discriminazioni di genere, assegnando il Premio GED Gender Equality and Diversity Label ai migliori progetti riferiti ad azioni per le pari opportunità. Scadenza termini partecipazione: 28/06/2019

Contributi ai Centri di assistenza tecnica – anno 2019
Legge regionale 41/97 – Interventi di valorizzazione di aree commerciali. Tipologia di bando: Agevolazioni, finanziamenti, contributi.Scadenza termini partecipazione:31/07/2019

Progetti di promozione dell’export e per la partecipazione a eventi fieristici – Anno 2019
Il bando intende rafforzare la propensione all’export del sistema produttivo regionale. Questo obiettivo è perseguito mettendo a disposizione delle imprese (anche in rete) finanziamenti a fondo perduto per progetti in grado di favorire l’accesso a nuovi mercati e potenziare la funzione del commercio estero all’interno dell’azienda. I progetti consentiranno di avere inoltre ricadute economiche e occupazionali in Emilia-Romagna. Scadenza termini partecipazione: 19/07/2019

Progetti di promozione sui mercati esteri europei ed extra-europei
Il bando intende promuovere il sistema produttivo regionale, sostenendo ed espandendo le opportunità commerciali, di collaborazione industriale e di investimento delle PMI dell’Emilia-Romagna sui mercati internazionali. Scadenza termini partecipazione:31/07/2019

Sostegno degli investimenti nel settore del commercio al dettaglio
La Regione Emilia-Romagna intende promuovere e sostenere l’innovazione nel settore del commercio al dettaglio in sede fissa e agevolare un complessivo riposizionamento strutturale che accresca la competitività delle imprese che operano in tale settore Scadenza termini partecipazione: 11/07/2019

Bando start up innovative nei comuni dell’Emilia-Romagna più colpiti dal sisma 2012
La Regione Emilia-Romagna intende dare sostegno all’avvio, insediamento e sviluppo di nuove iniziative imprenditoriali in grado di promuovere ricambio e diversificazione nel sistema produttivo, operanti prioritariamente nel campo dei settori dell’alta tecnologia e ad alto contenuto innovativo. Scadenza termini partecipazione: 16/09/2019

Progetti di ricerca e sviluppo delle P.m.i. nei comuni dell’Emilia-Romagna più colpiti dal sisma 2012
La Regione intende sostenere l’attività di ricerca industriale delle imprese delle principali filiere produttive dei territori colpiti dal sisma, al fine di favorirne il rilancio competitivo. Scadenza termini partecipazione: 12/06/2019

Azioni di promozione internazionale ClustER – Anno 2019
La Regione intende sostenere azioni di promozione all’estero realizzate dalle Associazioni per lo sviluppo della Strategia di Specializzazione intelligente dell’Emilia-Romagna. Scadenza termini partecipazione: 20/09/2019

Ripopolamento e rivitalizzazione dei centri storici nei comuni più colpiti dagli eventi sismici del 20-29 maggio 2012
La Regione Emilia-Romagna intende agevolare nel rispetto delle identità e delle vocazioni dei territori colpiti dal sisma, processi di insediamento, riqualificazione e ammodernamento di attività d’impresa, professionali e no profit  Scadenza termini partecipazione: 29/11/2019

Fondo Energia
La Regione Emilia-Romagna ha costituito il Fondo multiscopo di finanza agevolata a compartecipazione privata, che per il settore energia intende sostenere i interventi di green economy, volti a favorire processi di efficientamento energetico nelle imprese e l’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili al fine di aumentarne la competitività. Scadenza termini partecipazione: 26/07/2019

Contributo alle imprese e ai professionisti tramite Consorzi Fidi
L’intervento finanziario ha l’obiettivo di favorire l’accesso al credito delle imprese e dei professionisti che svolgono la loro attività nel territorio  dell’Emilia – Romagna, in termini di maggior credito e a minor costo, avvalendosi del sistema dei Confidi, quale strumento indispensabile per realizzare in modo sussidiario le politiche industriali delle Istituzioni. Scadenza termini partecipazione: 15/10/2019

Fondo regionale microcredito
La  Regione intende promuovere l’accesso al credito per lo sviluppo delle attività di lavoro autonomo, libero professionale e di micro impresa. In particolare si intende finanziare le micro-attività operanti sul territorio regionale, che per loro natura risultano avere maggiori difficoltà nell’accesso al credito, in un percorso che li aiuti a strutturare la loro attività e ad acquisire quindi livelli minimi di credibilità nei confronti dei soggetti eroganti il credito. Scadenza termini partecipazione: 30/12/2020

LAVORO

Avviso pubblico per la presentazione di domande di contributo per adattamento posti di lavoro a favore di persone con disabilità
L’Agenzia Regionale per il Lavoro della Regione Emilia-Romagna attiva una procedura finalizzata a erogare, con il Fondo Regionale per l’occupazione delle persone con disabilità, contributi per adeguamento dei posti di lavoro in favore dei lavoratori con riduzione della capacità lavorativa superiore al 50 per cento, incluso l’apprestamento di tecnologie di telelavoro o la rimozione delle barriere architettoniche che limitano in qualsiasi modo l’integrazione lavorativa della persona con disabilità. Scadenza termini partecipazione: 01/07/2019

MOBILITA’

Bando per la concessione di contributi regionali per la realizzazione di proposte progettuali delle organizzazioni e associazioni di settore per la promozione della mobilità ciclabile e dell’intermodalità bici-treno
Il bando prevede contributi regionali per complessivi 65.000 euro su due anni, rivolti alla realizzazione di progetti per lo sviluppo, l’incentivazione e la divulgazione della ciclabilitàe dell’intermodalità bici-treno. Scadenza termini partecipazione: 01/07/2019

Bando regionale per la concessione di contributi per l’acquisto di mezzi e/o attrezzature volti al miglioramento della sicurezza delle infrastrutture e degli utenti delle stesse – anno 2019
L’obiettivo è quello di migliorare il livello di sicurezza degli utenti sulla rete stradale regionale, mediante l’acquisto di mezzi e attrezzature volti alla implementazione o rinnovamento della dotazione dei Vigili del Fuoco, garantendo così un pronto intervento sulle strade nelle quali si verificano incidenti. Scadenza termini partecipazione: 17/06/2019

TERRITORIO

Bando Housing Sociale 2019
Il bando si propone di promuovere l’accesso alla proprietà della prima casa a favore di nuclei familiari aventi titolo, anche attraverso patti di futura vendita o alla locazione/assegnazione in godimento permanente, incentivando interventi innovativi e sperimentali riguardo alle forme dell’abitare (cohousing, condomini solidali, ecc) e di recupero e di sostituzione edilizia diretti a migliorare la qualità urbana ed architettonica, nonché l’efficienza sismica ed energetica del patrimonio edilizio, in coerenza con le politiche regionali dirette a ridurre il consumo del suolo. Scadenza termini partecipazione: 08/07/2019 14:00

Ricostruzione, a Correggio riapre al culto la Basilica di S.Quirino. Dalla Regione contributo di oltre 858mila euro

Riapre al culto la monumentale Basilica di San Quirino a Correggio. Chiusa per ragioni di sicurezza all’indomani del sisma che aveva danneggiato anche la torre civica adiacente alla facciata, la chiesa arcipretale di Correggio scrigno di arte che dal Rinascimento giunge fino alla contemporaneità con pregevoli opere di pittura e scultura, riapre dopo un complesso intervento di consolidamento strutturale che ha restituito all’edificio condizioni di agibilità.

Gli interventi, finanziati con le risorse messe a disposizione dal commissario delegato alla Ricostruzione, hanno avuto un costo complessivo di con costo di oltre 858 mila euro mentre sono state messo in campo dalla Parrocchia le somme necessarie al restauro pittorico, condotto dalla ditta Athaena di Reggio Emilia, che ha eseguito anche il restauro degli arredi lignei del presbiterio opera per la quale la parrocchia aveva ottenuto un finanziamento con risorse erogate dai fondi 8×1000 della Presidenza del Consiglio dei Ministri Contestualmente la parrocchia ha intrapreso lavori, che hanno recuperato tanto l’apparato decorativo ottocentesco che impreziosisce l’interno, come i pregevoli intagli lignei della cassa dell’organo e del coro absidale. I lavori sono frutto di una feconda sinergia tra le istituzioni preposte tra cui l’ufficio per i beni culturali della Diocesi di Reggio Emilia-Guastalla che ha operato in qualità di stazione appaltante ma anche le strutture periferiche del ministero per i Beni culturali, chiamati a vigilare sulla qualità della progettazione e dell’esecuzione dei lavori a salvaguardia delle valenze materiali e storiche dei monumenti antichi.

Grazie alle risorse stanziate dal commissario alla Ricostruzione sono già stati realizzati interventi alle chiese parrocchiali di S. Prospero di Correggio e di Mandrio dove già nelle prossime settimane si impianterà nuovamente un cantiere per il 2° stralcio di opere. Il prossimo anno, invece, partiranno i lavori presso le chiese di Mandriolo, Lemizzone e S. Biagio. Nel Capoluogo sarà oggetto di intervento anche il complesso monastico di Santa Chiara con previsione di inizio lavori nel settembre 2020. Infine, si opererà per il recupero strutturale la chiesa della Madonna della Misericordia, già messa in sicurezza nei mesi immediatamente successivi il sisma.

Il consolidamento di San Quirino a Correggio è parte di un intenso lavoro messo a punto sull’area del “cratere” messo a punto dalla Diocesi. A distanza di 7 anni dall’evento sismico delle oltre 70 chiese danneggiate, e rese in gran parte inagibili, circa 30 edifici sono stati restituiti alla pubblica fruizione.

Perché votare Pd in Europa e nei Comuni

Si sta per concludere la campagna elettorale più difficile e al tempo stesso più entusiasmante nella storia europea. La maggioranza populista che sorregge il governo italiano ha bruciato in pochi mesi il patrimonio di credibilità e di autorevolezza costruito nei decenni da chi ci ha preceduto.
Eravamo conosciuti come il paese del Manifesto di Ventotene, di Altiero Spinelli e di Alcide De Gasperi, il paese di Aldo Moro. Ancora alla fine degli anni Novanta eravamo il più europeista tra i Paesi fondatori, con altissime percentuali di fiducia popolare.

Si sta per concludere la campagna elettorale più difficile e al tempo stesso più entusiasmante nella storia europea.
La maggioranza populista che sorregge il governo italiano ha bruciato in pochi mesi il patrimonio di credibilità e di autorevolezza costruito nei decenni da chi ci ha preceduto.
Eravamo conosciuti come il paese del Manifesto di Ventotene, di Altiero Spinelli e di Alcide De Gasperi, il paese di Aldo Moro. Ancora alla fine degli anni Novanta eravamo il più europeista tra i Paesi fondatori, con altissime percentuali di fiducia popolare.

Abbiamo espresso un presidente della Commissione della statura di Romano Prodi, protagonista insieme a Carlo Azeglio Ciampi del risanamento dei conti pubblici dello Stato e dell’ingresso nella moneta unica.

Oggi, a neppure un anno di distanza dalla nascita, un governo di fatto privo di un premier legittimato dal voto e nelle mani di contraenti più impegnati a fare selfie sullo smartphone che a mantenere le promesse con cui hanno illuso gran parte degli italiani, ha consegnato al mondo un paese anomalo, inaffidabile, a tratti inquietante.

Eravamo atlantisti di provata lealtà, oggi vediamo Salvini e Conte rincorrere leader apertamente xenofobi quali l’ungherese Orban e stabilire alleanze future con forze politiche di estrema destra apertamente razziste e molto vicine al neofascismo e al neonazismo riapparso in mezza Europa, Italia compresa.

Eravamo considerati forza di stabilità e pace nel Medio Oriente e nei paese del Nord Africa: ci ritroviamo privi di una strategia in politica estera, al punto di dover ascoltare dal presunto capo del governo che nella crisi libica “non stiamo né con Serraj né con Haftar”, il che equivale a dire che non sappiamo quali pesci pigliare di fronte al rischio di una guerra civile che, Dio non voglia, provocherebbe una catastrofe umanitaria destinata a creare masse di profughi in fuga diretti in larga misura verso le nostre coste. Conte, davanti al dossier più delicato, quello sulla Libia, ha ridotto la politica estera italiana ad un selfie fatto a Palermo con Serraj e Haftar da mettere su Facebook, da far rilanciare da Rocco Casalino e da troll e finti profili.

Ed eravamo la quinta potenza industriale del mondo, ripresasi dagli effetti della grande crisi del 2008 grazie ai governi di centrosinistra, e ora siamo tornati in piena recessione. Dopo le bugie dell’autunno scorso, l’esecutivo ha dovuto ammettere nel Def che l’economia italiana non vede alcuna prospettiva di crescita nel 2019 e che – anzi – l’innalzamento dell’IVA al 25%, in ossequio alle clausole di salvaguardia poste in bilancio, non è un rischio possibile, ma una scelta quantomai probabile.

Sono tre le crisi, dunque, in cui ci ha portato l’attuale Governo. La prima, una crisi internazionale: l’Italia non conta più niente, è scomparsa. La seconda, la crisi economica: iniziata con la sceneggiata dal balcone di Luigi Di Maio in cui dice di avere abolito la povertà; partono da lì le condizioni per bloccare l’economia di questo Paese. Infine, la recessione culturale ed educativa: siamo nell’età dell’odio e delle aggressioni verbali e il responsabile si chiama Matteo Salvini.

In questo quadro fosco in economia, nel sociale, nella politica estera tanti italiani sono attratti da semplificazioni estreme e da soluzioni illusorie. Il tratto che accomuna questo orientamento è la paura. Paura del futuro. Paura di non farcela ad arrivare a fine mese. Paura per i propri figli e nipoti. Paura di non poter contare sulla sicurezza delle proprie aspettative.

Viviamo in Emilia-Romagna, Regione che meglio di ogni altra ha saputo reagire alla crisi e alla depressione con la voglia di fare, il coraggio di rilanciarsi nelle proprie capacità imprenditoriali e creative in un senso di appartenenza alla comunità che ci rende più forti e più solidali.

Ma credere di essere usciti dalla spirale del declino senza agire sarebbe un errore madornale. In un paese politicamente isolato sul piano internazionale, disunito al suo interno e sempre più incline al localismo e alla chiusura in se stesso, non potrà mai esistere una prospettiva di rilancio.

I nazionalismi, quando diventano esasperati, producono ostilità e conflitti.

Delle due l’una: o si crede nell’unità dell’Europa – e allora si vota e ci si impegna nella forza di centrosinistra che pone al centro della propria azione, pur tra mille limiti, i valori intangibili della solidarietà, della fratellanza, del rispetto dell’uomo, della giustizia sociale, della libera circolazione delle idee, delle persone e del lavoro;

oppure ci si rassegna a tentazioni autoritarie, spacciate attraverso i media tradizionali e i social media come formule salvifiche e miracolistiche per chi, anche in buona fede, ci casca, consegnando la propria adesione a personaggi improvvisati, senza storia e senza competenza.

In Emilia lo sappiamo bene: pace, democrazia e prosperità derivano da una visione comune della vita. Dalla collaborazione e non dalla sfiducia. Dall’apertura al mondo e non dal sospetto. Dall’integrazione e non dall’esclusione. Dalla speranza e non dalla rassegnazione.

Impegniamoci personalmente, in queste ultime ore, parlando con famigliari, amici, conoscenti; facciamolo per i nostri figli perché un Paese che continua ad essere alimentato dall’odio e dal rifiuto dell’altro è un Paese più debole. Votare PD e far votare PD è ciò che serve, oggi, all’Italia.

Abbiamo espresso un presidente della Commissione della statura di Romano Prodi, protagonista insieme a Carlo Azeglio Ciampi del risanamento dei conti pubblici dello Stato e dell’ingresso nella moneta unica.

Oggi, a neppure un anno di distanza dalla nascita, un governo di fatto privo di un premier legittimato dal voto e nelle mani di contraenti più impegnati a fare selfie sullo smartphone che a mantenere le promesse con cui hanno illuso gran parte degli italiani, ha consegnato al mondo un paese anomalo, inaffidabile, a tratti inquietante.

Eravamo atlantisti di provata lealtà, oggi vediamo Salvini e Conte rincorrere leader apertamente xenofobi quali l’ungherese Orban e stabilire alleanze future con forze politiche di estrema destra apertamente razziste e molto vicine al neofascismo e al neonazismo riapparso in mezza Europa, Italia compresa.

Eravamo considerati forza di stabilità e pace nel Medio Oriente e nei paese del Nord Africa: ci ritroviamo privi di una strategia in politica estera, al punto di dover ascoltare dal presunto capo del governo che nella crisi libica “non stiamo né con Serraj né con Haftar”, il che equivale a dire che non sappiamo quali pesci pigliare di fronte al rischio di una guerra civile che, Dio non voglia, provocherebbe una catastrofe umanitaria destinata a creare masse di profughi in fuga diretti in larga misura verso le nostre coste. Conte, difronte al dossier più delicato, quello sulla Libia, ha ridotto la politica estera italiana ad un selfie fatto a Palermo con Serraj e Haftar da mettere su Facebook, da far rilanciare da Rocco Casalino e da troll e finti profili.

Ed eravamo la quinta potenza industriale del mondo, ripresasi dagli effetti della grande crisi del 2008 grazie ai governi di centrosinistra, e ora siamo tornati in piena recessione. Dopo le bugie dell’autunno scorso, l’esecutivo ha dovuto ammettere nel Def che l’economia italiana non vede alcuna prospettiva di crescita nel 2019 e che – anzi – l’innalzamento dell’IVA al 25%, in ossequio alle clausole di salvaguardia poste in bilancio, non è un rischio ma una scelta quantomai probabile.

Sono tre le crisi, dunque, in cui ci ha portato l’attuale Governo. La prima, una crisi internazionale: l’Italia non conta più niente, è scomparsa. La seconda, la crisi economica: iniziata con la sceneggiata dal balcone di Luigi Di Maio in cui dice di avere abolito la povertà; partono da lì le condizioni per bloccare l’economia di questo paese. Infine, la recessione culturale ed educativa: siamo nell’età dell’odio e delle aggressioni verbali e il responsabile si chiama Matteo Salvini.

In questo quadro fosco in economia, nel sociale, nella politica estera tanti italiani sono attratti da semplificazioni estreme e da soluzioni illusorie. Il tratto che accomuna questo orientamento è la paura. Paura del futuro. Paura di non farcela ad arrivare a fine mese. Paura per i propri figli e nipoti. Paura di non poter contare sulla sicurezza delle proprie aspettative.

Viviamo in Emilia-Romagna, Regione che meglio di ogni altra ha saputo reagire alla crisi e alla depressione con la voglia di fare, il coraggio di rilanciarsi nelle proprie capacità imprenditoriali e creative in un senso di appartenenza alla comunità che ci appartiene e ci rende più forti e più solidali.

Ma credere di essere usciti dalla spirale del declino senza agire sarebbe un errore madornale. In un paese politicamente isolato sul piano internazionale, disunito al suo interno e sempre più incline al localismo e alla chiusura in se stesso, non potrà mai esistere una prospettiva di rilancio.

I nazionalismi, quando diventano esasperati, producono ostilità e conflitti.

Delle due l’una: o si crede nell’unità dell’Europa – e allora si vota e ci si impegna nella forza di centrosinistra che pone al centro della propria azione, pur tra mille limiti, i valori intangibili della solidarietà, della libertà di idee, di circolazione delle persone e del lavoro, della fratellanza e della giustizia sociale;

oppure ci si rassegna a tentazioni autoritarie, spacciate attraverso i media tradizionali e i social media come formule salvifiche e miracolistiche per chi, anche in buona fede, ci casca, consegnando la propria adesione a personaggi improvvisati, senza storia e senza competenza.

In Emilia lo sappiamo bene: pace, democrazia e prosperità derivano da una visione comune della vita. Dalla collaborazione e non dalla sfiducia. Dall’apertura al mondo e non dal sospetto. Dall’integrazione e non dall’esclusione. Dalla speranza e non dalla rassegnazione.

Impegniamoci personalmente, in queste ultime ore parlando con famigliari, amici, conoscenti, facciamolo per i nostri figli perché un paese che continua ad essere alimentato dall’odio e dal rifiuto dell’altro è un paese più debole. Votare PD e far votare PD è ciò che serve, oggi, all’Italia.

Nuove opportunità, benessere e contrasto al disagio giovanile: dalla Regione 600mila euro a iniziative per l’adolescenza

Promuovere, tra i più giovani, benesseresocializzazione, opportunità di crescitaprotagonismo sociale e stili di vita sani,offrendo loro momenti di aggregazione e confronto educativo, come deterrenti al disagio e all’isolamento.

Va in questa direzione il bando “Adolescenza”da 600mila euro approvato in questi giorni dalla Giunta regionale e destinato ad associazioni di promozione sociale, organizzazioni di volontariatocooperative socialioratori parrocchie di tutto il territorio, da Piacenza a Rimini. Il bando, finanziato per il decimo anno consecutivo, stabilisce criteri e risorse disponibili a livello provinciale per la realizzazione di attività educative e sociali rivolte a ragazzi e ragazze tra gli 11 e i 19 anni residenti in Emilia-Romagna, che sfiorano i 360 mila.   

L’obiettivo della Regione è sostenere i giovani, coinvolgendo la società civile, nel complesso e delicato passaggio di crescita e scoperta del mondo, con un’attenzione particolare puntata sugli stili di vita e sulle relazioni con coetanei e adulti di riferimento. Nelle attività finanziabili con i contributi regionali potranno rientrare quelle di carattere culturalericreativosportivosociale (di oratorio o simili, come lo scoutismo), e quelle più propriamente educative a favore di adolescenti e preadolescenti in difficoltà: sostegno scolasticocontrasto alla dispersione scolasticaeducazione alla legalità, prevenzione al bullismo e al cyberbullismo. Non ultimi, possono essere finanziate proposte sulla promozione dell’educazione tra pari, finalizzati a valorizzare il protagonismo dei ragazzi e a sviluppare la loro capacità di aiutarsi.

Dei contributi complessivi, 150mila euro sono destinati a progetti di rilevanza regionale (attività che si realizzeranno in almeno tre province) e 450mila a quelli che hanno valenza territoriale, cioè realizzati a livello locale.

Ripartizione dei fondi, per provincia

A livello territoriale, i 450 mila euro destinati a finanziare i progetti di rilevanza localevengono così suddivisi tra tutte le province dell’Emilia-Romagna, sulla base del numero di residenti di età compresa nella fascia di età 11-19 anni: a Bologna, con 78.944 cittadini residenti in questa fascia di età, sono assegnati 99.200 euro; Modena74.400 (59.196 residenti); Reggio Emilia 59.600 (47.483 residenti); Parma 44.400 (35.363 residenti); Forlì-Cesena 40.300 (32.123 residenti); Ravenna 38.500 (30.661 residenti); Ferrara 30.000 (23.907 residenti);  Rimini 35.200 mila (28.087 residenti) e Piacenza, alla quale sono stati assegnati 28.200 euro (22.440 residenti).

Domande e scadenze

Le domande devono essere inviate entro le ore 13 del 17 giugno 2019 in originale (pena l’esclusione) alla Regione Emilia-Romagna per posta elettronica certificataall’indirizzo mail: segrsvilsoc@postacert.regione.emilia-romagna.it oppure tramite lettera raccomandata inviata al Servizio politiche sociali e socio-educative, viale Aldo Moro 21, 40127 Bologna.

Il bando è pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione Emilia-Romagna n.154 del 17.05.2019 (Parte Seconda) consultabile on line

Sicurezza del territorio, via a 130 cantieri per 11 milioni di euro

Opere idrauliche, frane, versanti e fiumi, difesa della costa, strade interrotte da dissesti. Sono oltre 130 i cantieri per la sicurezza del territorio pronti ad aprire nel 2019 in Emilia-Romagna, con risorse per circa 11 milioni di euro, per fronteggiare i danni provocatida piogge, mareggiate e venti forti tra ottobre e novembre 2018.

E’ stato firmato ieri dal presidente della Regione il decreto che dà il via al Piano degli interventi immediati di messa in sicurezza o di ripristino delle strutture e infrastrutture danneggiate nei settori dell’edilizia pubblica, compresa la manutenzione della rete viaria e la mitigazione del dissesto idrogeologico.

finanziamenti alle province emiliano-romagnole sono così ripartiti. Agli interventi in provincia di Bologna sono destinati 311 mila euro2 milioni e 60 mila euro andranno alla provincia di Modena, mentre Reggio Emilia e provincia avranno risorse per 1 milione e 200 mila euro. Ai lavori in provincia di Parma vanno finanziamenti per 1milione e 620 mila euro, e 760 mila euro a quelli in provincia di Piacenza.  A Ravennasono assegnati fondi per 894 mila euroRimini potrà contare su 200 mila euro.Infine,alla provincia di Forlì-Cesena andranno 680 mila euro e a Ferrara 2 milioni e 558 mila euro.

I fondi rientrano nella seconda tranche di risorse nazionali (decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 4 aprile 2019) ripartite nell’ambito dell’accordo tra Stato e Regioni per far fronte agli eventi di maltempo dell’autunno 2018.

Il Piano è stato realizzato da Agenzia regionale per la sicurezza territoriale e la protezione civile e servizio Difesa del suolo, della costa e bonifica, con la collaborazione delle Amministrazioni provinciali, comunali, delle Unioni di Comuni, e dei gestori dei servizi essenziali e delle infrastrutture strategiche.

Un’ulteriore tranche di finanziamento per 715mila euro è destinata all’annualità 2020.

Entro il 1^ settembre 2019 i soggetti attuatori dovranno aver stipulato i contratti di affidamento degli interventi programmati nel Piano.

Le spese tecniche relative alla progettazione, alle conferenze dei servizi, alla direzione lavori e al coordinamento della sicurezza, rilievi topografici, assicurazioni, consulenze e relazioni tecniche dovranno rientrare nel limite del 10% del finanziamento per singolo progetto.

Gli interventi nel reggiano:

BAISO Ca’ del Pino – Ripristino funzionalità idraulica e danni a strutture della briglia Ca’ del Pino 440.000,00

BORETTO Biblioteca Comunale – Ripristino manto di copertura per messa in sicurezza dell’edificio Biblioteca Comunale 25.000,00

CANOSSA Cerezzola – Lavori per il ripristino dell’opera di sostegno di valle e della sede stradale sulla SP 79 al km 1+950 in comune di Canossa 40.000,00

CASTELLARANO – TOANO – VILLA MINOZZO – CASTELNOVO MONTI San Bartolomeo (Villa Minozzo), Corneto e Cerredolo (Toano), Roteglia (Castellarano) – Ripristini erosioni spondale e riparazione opere idrauliche esistenti nell’asta principale del Fiume Secchia 310.000,00

TOANO Vogno – Ripristino tombamento fosso Vogno Sassatello per messa in sicurezza Strada Comunale 40.000,00

TOANO Corneto – Intervento di messa in sicurezza copertura della torre campanaria della chiesa parrocchiale di S. Martino Vescovo 40.000,00

VENTASSO Casa Adani – Fornolo – Succiso e T Lonza monte SP – Ripristino officiosità idraulica e riparazione opere idrauliche esistenti nel T. Andrella e Rio Montale e T. Lonza 160.000,00

VILLA MINOZZO Loc. GattaPianello e abitato M.no di Gaggiolo – Intervento urgente per erosione spondale diffusa e consolidamento dissesti che insistono sulla strada comunale di accesso a M.no di Gaggiolo 50.000,00

VILLA MINOZZO Sologno – Intervento di messa in sicurezza della scarpata di monte della SP 59 al km 9+000 in località Sologno in comune di Villa Minozzo 95.000,00