L’8 novembre a Vezzano abbiamo intitolato una via a Pier Giorgio Frassati, uomo di carità vicino agli ultimi, proclamato beato da Papa Giovanni Paolo II nel 1990.
Parte, da lunedì 9 novembre, la campagna di vaccinazione gratuita promossa dalla Regione Emilia-Romagna contro l’influenza. Con un obiettivo preciso: proteggere le persone più fragili. Nella maggioranza dei casi, infatti, la malattia si risolve in pochi giorni, ma nelle persone con patologie croniche e negli anziani può provocare complicanze respiratorie serie, che possono richiedere il ricovero in ospedale. Per proteggere queste person e bisogna ridurre le occasioni di contagio.
Il Servizio sanitario regionale garantisce la vaccinazione gratuita ad adulti e bambini con malattie croniche, anziani a partire dai 65 anni, operatori sanitari e personale di assistenza, addetti ai servizi essenziali, donatori di sangue, personale degli allevamenti e dei macelli.
Il periodo più opportuno per la vaccinazione antinfluenzale è compreso tra novembre e dicembre. Le vaccinazioni sono fatte dal medico e dal pediatra di famiglia e dai Servizi vaccinali dell’Azienda Usl.
A sostegno dell’importanza della vaccinazione, parte in questi giorni una campagna regionale di informazione rivolta ai cittadini e agli operatori sanitari e socio-sanitari dal titolo “Non farti influenzare. Proteggi la tua salute”.
La campagna prevede uno spot radiofonico trasmesso dalle principali emittenti dell’Emilia-Romagna, una locandina (distribuita nelle sedi dei servizi vaccinali, negli Uffici relazioni con il pubblico, nei punti Cup, in ambulatori e in generale nelle sedi dei servizi delle Aziende sanitarie oltre che nelle farmacie del territorio), una pagina web su ER Salute, il sito web del Servizio sanitario dell’Emilia-Romagna, Per ulteriori informazioni, si può chiamare il numero verde gratuito del Servizio sanitario regionale 800 033.033, dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 17.30, il sabato dalle 8.30 alle 13.30.
Un luogo particolarmente suggestivo, un gruppo qualificatissimo di amici, relatori di grande rilievo e soprattutto la voglia di confrontarsi con il tema che caratterizzerà la nostra società nei prossimi decenni. Con “Welfare 2020 La Regione in cui vorremmo vivere tra 5 anni” abbiamo organizzato, insieme all’Associazione Agire Politicamente di Modena, un laboratorio di idee e progettazione sociale che si è tenuto presso i locali dell’eremo di Rocca Santa Maria, nel Comune di Serramazzoni.
Non solo un “convegno”: una riflessione con relatori di alto livello alla mattina, e gruppi di lavoro nel pomeriggio, con l’obiettivo di individuare priorità e proposte concrete, per i tanti amministratori, operatori pubblici, sociali, sindacali presenti.
L’Assessore regionale al welfare Elisabetta Gualmini e l’On. Edoardo Patriarca hanno poi approfondito i concetti tracciati suggerendo anche alcune linee di intervento in merito alle principali sfide aperte, alle priorità da affrontare ma soprattutto ipotizzando i fondamentali nuovi assetti del welfare che dovrà obbligatoriamente passare per una maggiore attenzione a nuovi target finora ai margini del welfare italiano (giovani, famiglie), con un approccio più personalizzato e una rigorosa riforma del Terzo Settore.
Nel pomeriggio, confronto, gruppi di lavoro, proposte…e anche una bella occasione per fare squadra, fare comunità.
Guarda e scarica gli atti della giornata di studi a Rocca Santa Maria
Quando la politica vince, vincono i cittadini. Ragazzi e ragazze di origine straniera che vivono in Italia sono italiani a tutti gli effetti, tranne che nei diritti. Martedì scorso, finalmente, la svolta. La campagna “L’Italia sono anch’io”, che mobilitò tanti di noi, nel 2013 portò in parlamento la proposta di legge d’iniziativa popolare nata a Reggio Emilia.
“Serve innanzitutto concretezza”, sostiene la consigliera regionale Ottavia Soncini, componente della Commissione Sanità e politiche sociali, “e sono estremamente lieta di annunciarvi che la Regione accoglierà tutte le 53 domande di contributo per l’abbattimento delle barriere architettoniche in edifici privati presentate dai Comuni della Provincia di Reggio sul Fondo Regionale. Ci auguriamo che lo Stato riprenda quanto prima a finanziare le graduatorie nazionali”.
“Noi abbiamo scelto tra gli obiettivi finanziabili dall’assestamento di bilancio”, prosegue Soncini, “questa priorità. Il nostro compito amministrativo viene assolto, stando in primo luogo dalla parte dei cittadini che incontrano quotidiane difficoltà nella gestione della loro vita”.
Il Fondo regionale per l’abbattimento delle barriere architettoniche è stato istituito dalla Regione Emilia-Romagna tramite legge (la 24 del 2001, modificata dalla legge 24 del 2013), proprio a fronte del mancato rifinanziamento del Fondo nazionale, previsto dalla legge 13/1989, e con l’obiettivo di dare risposta alle numerose domande per l’eliminazione e l’abbattimento delle barriere architettoniche negli edifici privati.
“Le domande di contributo raccolte dai Comuni sono state 468 in tutto il territorio regionale, 53 quelle provenienti da Reggio e Provincia“, spiega Soncini. “Con l’assestamento di bilancio approvato martedì, grazie al milione di euro aggiuntivo rispetto a quello previsto sul piano casa, arriviamo alla cifra complessiva di due milioni di euro che ci permetterà di coprire tutte le domande“.
“Casa della salute: un luogo, un punto di riferimento di prossimità, al quale tutti i cittadini possono rivolgersi. Ilfinanziamento regionale alla Casa della salute di Puianello testimonia ancora una volta quanto sia la Regione sia il territorio di Reggio Emilia vedano con lungimiranza le strategie innovative in ambito sanitario”
I territori sono nella condizione di scegliere la migliore soluzione tra le tre possibili forme di gestione: affidamento a società in house appositamente costituita o già esistente nell’ambito di riferimento, affidamento mediante gara a doppio oggetto, affidamento mediante gara ad evidenza pubblica. In ogni caso va posta grande attenzione alla fattibilità economico-finanziaria della soluzione adottata.
Martedì 27 ottobre con 26 voti a favore, quelli del Pd, 15 astenuti (M5S, Lega Nord, Sel e Altra Emilia-Romagna) e 3 contrari (Lega Nord, Forza Italia e Fratelli d’Italia-An), l’assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna ha approvato questa risoluzione.
Oltre 65 milioni di risorse aggiuntive per migliorare la qualità e la sicurezza dell’assistenza sanitaria, in particolare per l’area materno infantile, grazie a interventi strutturali ed impiantistici e all’acquisizione di tecnologie biomediche ed informatiche per le Aziende del Servizio Sanitario regionale. Il provvedimento, approvato dall’Assemblea legislativa nella seduta odierna, è stato presentato oggi in conferenza stampa dal presidente della Regione Stefano Bonaccini e dall’assessore alle Politiche per la Salute Sergio Venturi.
Questi 65 milioni sono direttamente investiti sulle strutture ospedaliere che hanno bisogno di ammodernamento, di interventi strutturali e di adeguamenti funzionali con l’idea di consentire ai professionisti che ci lavorano e ai pazienti che necessitano di cure di stare in strutture all’altezza della qualità della sanità che questa regione ha sempre avuto. Investiremo a breve altri 80 milioni di euro per interventi ulteriori, non a pioggia ma andando ad agire dove è necessari.
La nuova proposta per il Programma infrastrutture strategiche (Pis) – rivista in seguito a quanto previsto dal documento allegato al Def 2015 – sarà presentata al Governo.
Il programma è articolato in due priorità e conferma la strategicità degli interventi ferroviari, oltre a proporre una selezione di quelli sulla rete viaria che puntano alla sicurezza e miglioramento delle aree maggiormente congestionate.
Riteniamo che questa proposta possa realizzare pienamente le indicazioni. Il Ministero ci ha chiesto di ridurre, noi dimezziamo.
E’ prevista infatti una riduzione di circa il 45% del costo complessivo del Programma e di circa il 17% del fabbisogno.
In dettaglio le opere e gli investimenti previsti.
Conferma della strategicità degli interventi ferroviari, con la scelta di potenziare la rete e migliorare il servizio passeggeri. Al tempo stesso, una selezione degli interventi sulla rete viaria, puntando sulle aree maggiormente congestionate – a partire dalle tangenziali urbane – e sull’innalzamento dei livelli di sicurezza sulle grandi direttrici, come la revisione del corridoio E45-E55 e il rafforzamento del corridoio Adriatico SS16.
Questi, in estrema sintesi, i punti salienti della nuova proposta (approvata dalla Giunta regionale nella seduta di oggi) che la Regione Emilia-Romagna farà al Governo in merito al Programma infrastrutture strategiche (Pis). Una proposta che prevede una riduzione di circa il 45% del costo complessivo del Programma, che passa da 21.678,89 milioni di euro a 11.950,46 milioni, e una riduzione di circa il 17% del fabbisogno (da 8.421,95 mln di euro a 6.957,23 milioni).
«La “Buona Scuola” sta producendo effetti concreti. Gli oltre 3800 nuovi insegnanti che saranno assunti nelle scuole dell’Emilia-Romagna rappresentano un risultato straordinario per una scuola di qualità e che sappia rispondere alle esigenze e i bisogni reali del territorio».
Esprimiamo grande soddisfazione in merito al potenziamento di organico, con ulteriori 3808 posti ripartiti dall’Ufficio scolastico regionale nelle scuole delle province dell’Emilia-Romagna.
Sono 545 le istituzioni scolastiche statali attive sul territorio regionale che accoglieranno quasi 545 mila studenti, cresciuti rispetto lo scorso anno scolastico di circa l’1 %. Aumentano anche gli alunni con handicap, che passano dai 14.662 dell’a.s. 2014/15 ad oltre 15.000 per l’a.s. 2015/16 (+ 3.9%).
Le classi funzionanti in regione saranno 24.321, di cui 9.106 nella scuola primaria.
Nelle scuole secondarie di II grado il 43% degli studenti dell’Emilia Romagna frequenta i licei, mentre il 57% i tecnici-professionali (34% istituti tecnici e 23% istituti professionali).
In Emilia-Romagna è stato autorizzato il funzionamento di 2.595 classi costituite da un numero di studenti con cittadinanza non italiana superiore al limite del 30%, come stabilito dalle disposizioni ministeriali che lo prevedono in caso di alunni stranieri già in possesso di adeguate competenze linguistiche.
I posti di personale docente quest’anno sarà di 48.399, di cui 42.507 di posto comune (compresi quelli assegnati a supporto delle scuole terremotate) e 5.892 posti di sostegno. 371 i dirigenti scolastici, 174 dei quali saranno impegnati, oltre che nel proprio istituto, anche nella reggenza di un’altra scuola. Le scuole disporranno inoltre di 13.864 unità di personale ATA (fra i quali collaboratori scolastici, assistenti amministrativi e tecnici) con cui saranno garantiti il regolare svolgimento delle attività delle segreterie, la funzionalità delle aule e dei laboratori ed il funzionamento dei servizi scolastici, con una attenzione particolare, in termini di organico, a quelli delle scuole colpite dal sisma.