Edilizia scolastica: 2 milioni e 416 mila euro a Reggio Emilia

Soncini, Consigliere Regionale PD: “2 milioni e 416 mila euro dalla Regione per le scuole superiori”

Con il via libera dall’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna alla delibera di Giunta “Indirizzi e criteri per la formulazione del programma 2016 di edilizia scolastica” sono stati stanziati 20 milioni di euro alle Province e alla Città metropolitana di Bologna per interventi nelle scuole superiori, con l’obiettivo principale di garantire l’adeguamento delle aule al costante aumento di iscrizioni che si registra dal 2011. Di fondamentale importanza è l’abbattimento delle barriere architettoniche come priorità da raggiungere con i fondi stanziati.

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“Saranno 2 milioni e 416 mila euro i fondi a disposizione per la nostra città, Reggio Emilia” spiega Ottavia Soncini, consigliera regionale del PD “l’Emilia-Romagna non parte da zero, da sempre c’è una notevole attenzione all’edilizia scolastica: nel triennio 2015-17 sono in programma ingenti investimenti per interventi straordinari di ristrutturazione, in totale 130 milioni di euro.”

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Combattere lo spreco alimentare, la risoluzione PD

Risoluzione presentata all’Assemblea legislativa per chiedere l’impegno della Giunta su un Piano di azioni, un percorso di transizione verso modelli economici socialmente sostenibili e incentivi e sgravi fiscali per le aziende.

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I market di ogni marchio quotidianamente producono e gettano significativi scarti di alimenti ancora commestibili, spesso solo perché non sono più esteticamente attraenti. Frutta e verdura in confezione vengono eliminate un giorno prima della scadenza per garantire al cliente l’assoluta freschezza del prodotto, mentre il prodotto sfuso subisce la stessa sorte appena sorge la minima imperfezione. I latticini, almeno tre giorni prima della scadenza, subiscono un taglio del prezzo allo scopo di eliminarne totalmente le giacenze prima di essere gettati. Lo scrivono i consiglieri del Pd in una risoluzione presentata all’Assemblea legislativa per chiedere alla Giunta di avviare gli opportuni studi di fattibilità per intavolare adeguati progetti di ridestinazione e ricollocazione di queste merci commestibili ma scartate, coinvolgendo adeguatamente, già in fase di programmazione le realtà imprenditoriali coinvolte ed eventualmente prevedendo incentivi o sgravi fiscali per le stesse. 

Nel documento si chiede inoltre di predisporre, col coinvolgimento del “Tavolo regionale permanente per l’economia solidale” di cui alla legge regionale n. 19 del 2014, “un piano di azioni da intraprendere per limitare lo spreco alimentare e avviare un percorso di transizione verso modelli economici socialmente e naturalmente sostenibili”.

Nella risoluzione si evidenzia “che in base a una relazione pubblicata nel giugno 2014 dal Comitato economico e sociale europeo, vari Stati membri della Ue hanno già varato misure per incoraggiare la donazione alle organizzazioni caritative dei generi alimentari invenduti”.

Il testo della risoluzione lo trovate qui OGAL2016009273

Frane: in provincia di Reggio al via 11 cantieri in 6 comuni

La Regione Emilia-Romagna ha mantenuto l’impegno stanziando un’ulteriore somma di un milione e 835mila euro per 11 interventi per contrastare il dissesto idrogeologico sulle strade provinciali del territorio reggiano.

Gli interventi finanziati interessano il territorio di 6 comuni reggiani: San Polo, Villa Minozzo, Viano, Carpineti, Ramiseto e Baiso. La Provincia ha stimato di poter completare le progettazioni entro la primavera, per poi avviare tutti i cantieri entro l’estate.

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Queste risorse si aggiungono al milione e 105mila euro già stanziato tra l’estate e l’autunno scorsi: di quei lavori restano da completare gli interventi ad Albinea, Vezzano sul Crostolo, Baiso e il primo stralcio a La Fratta di San Polo, mentre è in progettazione l’intervento sulla Sp 7 tra Carpineti e Felina.

Grazie ai nuovi fondi, la Provincia di Reggio ha intenzione di avviare 11 cantieri: sulla Sp 73 a La Fratta di San Polo il secondo stralcio che prevede la realizzazione di una palificata tirantata, drenaggi profondi e il ripristino della sede stradale (costo 160mila euro); interventi analoghi sulla Sp 5 a Villa Minozzo tra gli abitati di Minozzo e Sologno (costo 200mila euro); sulla Sp 27, invece, a Fontanella di Baiso (foto), il rinforzo della paratia esistente, il completamento di quella di valle e l’installazione di drenaggi sub orizzontali (costo 610mila euro in due lotti).

E ancora: sulla Sp 103 a Taviano di Ramiseto il consolidamento della scarpata di valle con inserimento di palificazioni, realizzazione di drenaggi e regimentazione delle acque superficiali (220mila euro); sulla Sp 7 nei pressi della zona industriale di Viano il ripristino della scarpata di valle con opera di sostegno alla base e sistemazione dello scolo delle acque superficiali lungo la strada (75mila euro); sulla Sp 15, in prossimità del bivio per Taviano, a Ramiseto, la sistemazione della scarpata di valle e la realizzazione di opere di sostegno della sede stradale e di drenaggi profondi (250mila euro).

La lista dei lavori, inoltre, prevede sulla Sp 63 a Carbonaso di Viano la realizzazione di un’opera di sostegno della sede stradale mediante la realizzazione di gabbionate e di drenaggi lungo il versante di valle (85mila euro); sulla Sp 7 a Montefaraone di Carpineti il ripristino della scarpata di monte con la pulizia del materiale instabile, la posa di una geostuoia e la realizzazione di opera di contenimento alla base (50mila euro); sulla Sp 76 tra Carpineti e il castello la realizzazione di un’opera di sostegno a valle strada e di ripristino della scarpata e il rifacimento della sede stradale (105mila); sulla Sp 76 a Carpineti, nei pressi del bivio per Villaprara, infine, opere di drenaggio e il rifacimento della sede stradale (80mila euro).

Al via i “Progetti strategici di ricerca industriale” con l’assunzione di 490 ricercatori

E’ stata pubblicata la graduatoria del primo bando sui  “Progetti strategici di ricerca industriale” realizzato con le risorse europee del Por Fesr 2014-2020. In tutto sono 40 i progetti finanziati dalla Regione con fondi per 35 milioni di euro. Questo risultato porterà all’assunzione di 490 ricercatori L’iniziativa ha riguardato progetti di ricerca industriale strategica realizzati dai  “Progetti strategici di ricerca industriale” realizzato con le risorse europee del Por Fesr 2014-2020. L’iniziativa ha riguardato progetti realizzati dai laboratori della Rete regionale alta tecnologia con il coinvolgimento delle imprese. Questi i settori d’intervento:  sistema agroalimentare, sistema dell’edilizia e delle costruzioni, meccatronica e motoristica, industrie della salute e del benessere e industrie culturali e creative.

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Al via l’assunzione in Emilia-Romagna dei primi 490 ricercatori. È quanto previsto dai 40 progetti finanziati dalla Regione con 35 milioni di euro. Si tratta del primo bando – di cui è stata pubblicata la graduatoria e al quale seguirà la pubblicazione dei risultati di un altro bando, riservato alle imprese, che porterà ad una analoga quota di ricercatori da assumere – relativo ai “Progetti strategici di ricerca industriale” realizzato con le risorse europee del Por Fesr 2014-2020. L’iniziativa ha riguardato progetti di ricerca industriale strategica realizzati dai laboratori della Rete regionale alta tecnologia con il coinvolgimento delle imprese.

Sistema agroalimentare, meccatronica e motoristica, industrie della salute e del benessere: sono questi gli ambiti che hanno registrato le performance migliori nella graduatoria generale. I settori d’intervento riguardano: il sistema agroalimentare, il sistema dell’edilizia e delle costruzioni, la meccatronica e la motoristica, le industrie della salute e del benessere e le industrie culturali e creative. Per ciascuno di questi ambiti sono stati finanziati i primi 4 progetti in graduatoria.

A seguire, finanziati i migliori in ordine di graduatoria generale.
Per ogni progetto vi sono fino a 5 partner e complessivamente tutto il sistema regionale della ricerca viene coinvolto, insieme ai centri per l’innovazione ed altri partner col ruolo di stakeholder, come alcune strutture sanitarie.

In Emilia Romagna raddoppiamo i fondi per cultura e spettacoli

Con la cultura si mangia e con gli spettacoli anche, in barba a tutti i luoghi comuni. In Emilia-Romagna il settore ha un peso pari al 5 per cento del Pil, e dà lavoro a 80mila persone in 30mila imprese.

Per questo la Regione ha deciso di aumentare gli investimenti dedicati, passando dai 18,6 milioni di euro del 2014 ai 32 milioni a bilancio per il 2016. Risorse che saranno accessibili con una serie di bandi.

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Il Programma triennale in materia di spettacolo e promozione delle attività culturali (per gli anni 2016-2018) è stato approvato nei giorni scorsi dall’Assemblea legislativa con il voto favorevole del centrosinistra.

Si tratta di due delibere di Giunta che fissano gli obiettivi e le azioni prioritarie per il triennio nei diversi settori: teatro, musica, danza, attività multidisciplinari e circo contemporaneo (per quanto riguarda gli spettacoli). Il sostegno al circo contemporaneo rappresenta una novità, così come gli incentivi al settore per nuove assunzioni o stabilizzazioni.

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Riparto sanità, alla Regione assegnati 8 miliardi di euro

Oltre 91 milioni di euro in più rispetto alla quota 2015. Venturi: “Grande soddisfazione, un incremento davvero significativo”.

“Un incremento davvero significativo, decisamente superiore a quello dello scorso anno, che ci consentirà di portare avanti priorità e raggiungere obiettivi che abbiamo già bene in mente”.
Ha espresso soddisfazione Sergio Venturi, assessore alle Politiche per la salute, commentando gli 8 miliardi di euro circa assegnati alla Regione Emilia-Romagna con il via libera definitivo di oggi dalla Conferenza delle Regioni al riparto delle risorse per la sanità relativo al 2016: l’incremento, rispetto al 2015, supera i 91 milioni (91.372.591 euro).

Innovazione in sanitàInnanzitutto – spiega l’assessore – proseguiamo nel percorso avviato per mantenere le liste d’attesa delle prime visite e degli esami strumentali nei tempi stabiliti: è un tema molto importante per noi, di grande rilevanza per i cittadini, su cui ci siamo fortemente impegnati. I risultati ci sono, eccome, vogliamo confermarli e, se possibile, fare ancora meglio.

Un altro obiettivo che ci siamo dati – prosegue Venturi – , e su cui cominceremo a lavorare ora, sono i tempi d’attesa per i ricoveri chirurgici programmati. Infine, quest’incremento del riparto ci consentirà di avviare un riequilibrio tra le diverse aree della nostra regione, rispetto alle differenze che ci sono a livello di risorse, in modo da mettere tutti sullo stesso piano. L’avere risorse certe sin dall’inizio dell’anno – conclude Venturi – ci consente di programmare con sicurezza, e ci mette nelle condizioni di raggiungere risultati importanti rispetto ai bisogni e alle necessità dei nostri cittadini”.

A Bagnolo per ricordare le 10 vittime dell’eccidio nazifascista del Torrazzo e San Michele

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Una testimonianza per i dieci martiri del Torrazzo, dieci bagnolesi uccisi il 14 febbraio 1945 dai fascisti come rappresaglia. Questa mattina a Bagnolo, in piazza Garibaldi,viene inaugurato il “Luogo della Memoria e del ricordo”, il monumento alla memoria dei martiri del Torrazzo voluto dal Comune e dagli abitanti, frutto di un percorso condiviso con le scuole e le associazioni locali.

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Il punto su disabilità e fragilità in Regione nella mia intervista al Giornale di Reggio

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Lei è stata eletta sul nostro territorio con un alto numero di preferenze. Nella Sua campagna elettorale il tema dominante è stata la disabilità. Perché ha scelto la disabilità e il welfare?

I temi con cui mi sono presentata sono stati diversi. La disabilità non rappresenta un tema da campagna elettorale; la condivisione con questo mondo fa parte della mia vita quotidiana. Si ritrova nelle mie esperienze precedenti e nella mia storia familiare la ragione e il senso del mio impegno verso la diversità, intesa anche come fragilità. Rendere serena la vita dei cittadini, in particolare di coloro che vivono una difficoltà, è dovere morale e concretezza operativa di chi ha un impegno politico.

In questi primi 18 mesi di legislatura, la Regione Emilia Romagna si è occupato di disabilità in più di una occasione. In particolare la legge 14 del 30 luglio 2015 sul lavoro dei disabili. Legge criticata dalle associazioni dei disabili a Bologna: FAND e FISH. Perplessità ha suscitato anche dal “Tavolo Lavoro” del progetto “Reggio Città senza barriere”. Lei invece in più di una occasione pubblicamente ha espresso parere positivo. Ci spieghi perché.

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Referendum consultivi per fusione Comuni, maggior peso alla volontà dei cittadini

Maggiore peso al volere dei cittadini espresso nei referendum consultivi, l’introduzione anche della fusione per incorporazione, la garanzia per le amministrazioni locali di non perdere i finanziamenti disponibili se la fusione avviene nell’ambito di grandi Unioni di Comuni e la possibilità di ridefinire gli ambiti territoriali ottimali. Sono le principali novità previste nel progetto di legge varato dalla Giunta regionale per favorire i percorsi di fusione e unione dei Comuni in Emilia-Romagna, testo che semplifica le norme regionali in materia e che ora passa all’esame dell’Assemblea legislativa.

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Il progetto di legge ha l’obiettivo di agevolare i processi associativi attraverso interventi di modifica e integrazione delle leggi regionali 24/96 (“Norme in materia di riordino territoriale e di sostegno alle unioni e alle fusioni di Comuni”) e 21/2012 (“Misure per assicurare il governo territoriale delle funzioni amministrative secondo i principi di sussidiarietà, differenziazione ed adeguatezza”). In particolare, la proposta di legge introduce disposizioni sui referendum consultivi nei Comuni; disciplina le fusioni per incorporazione (in attuazione della legge 56/2014); introduce modalità di armonizzazione degli strumenti urbanistici dei Comuni preesistenti alle fusioni e, infine, regola l’Osservatorio regionale delle fusioni quale organismo di presidio a cui partecipano automaticamente rappresentanti di tutti i nuovi Comuni nati da fusione.

Per quanto riguarda i referendum consultivi, le nuove norme prevedono esplicitamente che il progetto di legge di fusione tra più Comuni non possa essere approvato dall’Assemblea legislativa regionale qualora il ‘no’ prevalga sia fra la maggioranza degli elettori dei territori interessati sia nella maggioranza dei singoli Comuni, mentre si stabilisce che debbano esprimersi i Consigli comunali nel caso, invece, siano discordanti la volontà espressa dalla maggioranza complessiva dei cittadini e quella espressa dalla maggioranza dei Comuni.

Il progetto introduce anche aggiornamenti alla legge regionale n.21/2012, con la quale è stato disposto l’ultimo riordino territoriale, per sostenere i processi di fusione che si verifichino all’interno di grandi Unioni di Comuni, favorendo la prosecuzione dell’attività associativa dell’Unione senza che la stessa sia penalizzata nell’accesso agli incentivi finanziari durante la complessa fase di avvio del nuovo Comune, nella quale, in buona sostanza, non verranno persi i finanziamenti.

Con riguardo agli ambiti territoriali ottimali, viene poi regolata la possibilità, anche per l’anno 2016 (come già avvenuto nel 2015), di ridelimitare quelli composti da almeno 10 Comuni su concorde richiesta di almeno due terzi degli stessi motivata dall’esigenza di creare ambiti maggiormente coesi e più rispondenti alle finalità del riordino; vengono anche dettate norme speciali derogatorie nel caso di fusioni con il proprio ambito territoriale ottimale.

“Le fusioni e le unioni sono un’opportunità strategica per migliorare l’organizzazione e la gestione dei servizi comunali per i cittadini e le imprese”, spiega l’assessore regionale al Bilancio e riordino territoriale, Emma Petitti. “Per accompagnare sempre di più gli amministratori e i territori in questi percorsi, oltre a confermare le risorse per il 2016 abbiamo previsto nuove norme che semplificano e aggiornano la disciplina, per renderla ancora più efficace e coordinarla con le politiche di riordino istituzionale messe in atto dalla Regione”.

Turismo, 46 milioni di presenze in Regione nel 2015. Un anno da incorniciare

“Un anno da incorniciare”. Così l’assessore regionale a Turismo e commercio Andrea Corsini commenta i dati definitivi 2015 del turismo in Emilia-Romagna, che ha registratooltre 46 milioni di presenze (+3,2% rispetto al 2014) e circa 8,8 milioni di arrivi (+5,1%). In termini assoluti c’è stato in regione un incremento complessivo di presenze che ha superato il milione e mezzo, considerando anche il movimento prodotto dalle ultime forme di ospitalità della sharing economy (i portali airbnb o holidayletting ne sono un esempio).

In base ai dati elaborati dall’Osservatorio regionale sul turismo di Unioncamere Emilia-Romagna, dopo anni di flessione e stagnazione c’è stato nel 2015 un aumento complessivo del movimento turistico nelle strutture ricettive alberghiere ed extralberghiere con una crescita di tutti i comparti dell’offerta turistica: Riviera, città d’arte e affari, Appennini e terme.

“I buoni risultati del 2015 per arrivi e presenze rappresentano un punto di partenza dopo anni di stagnazione”, sottolinea Corsini. “Questi dati ci devono stimolare ad agire con più forza ed efficacia sui mercati internazionali, incentivando la quota di incoming dai paesi esteri”.

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I numeri
E’ stata soprattutto la ripresa della domanda italiana (+6,9% degli arrivi e +4,8% delle presenze) a produrre il risultato positivo della stagione turistica appena conclusa. Ilmercato straniero ha registrato un aumento di circa il +4,2% degli arrivi e il +3,3% delle presenze, al netto del movimento turistico russo che ha avuto un crollo di circa il 40% di arrivi e presenze dovuti alla congiuntura economica negativa. Il dato complessivamente è vede quindi una sostanziale stabilità degli arrivi e presenze straniere (+0,5%).

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