Alla XXI “Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie”

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Questa mattina a Reggio Emilia per la XXI “Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie” organizzata da Libera e Avviso pubblico. Autorità, sindaci, associazioni, studenti e cittadini insieme alle delegazioni dei famigliari delle vittime delle mafie, per non dimenticare mai che a quei nomi e alle loro famiglie dobbiamo la dignità del nostro paese.

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Sanità, 14 milioni a Reggio e provincia. Il via libera in Commissione

SANITÀ. VIA LIBERA IN COMMISSIONE A 80 MILIONI DI EURO DI INVESTIMENTI: 19 PER LA PEDIATRIA A BOLOGNA, 17,6 PER LE SALE OPERATORIE IN ROMAGNA, 11 PER “L’OSPEDALE DEL BAMBINO” A REGGIO EMILIA

Via libera in commissione Politiche per la salute e politiche sociali alla delibera di Giunta che va a definire investimenti nelle Aziende Usl per 79.622.232 euro, di cui 75,6 di risorse statali e 4 stanziati dalla Regione Emilia-Romagna, come addendum al “Programma straordinario di investimenti in sanità”. Il documento, che ha ricevuto il parere positivo del Gruppo Pd e l’astensione di Ln e Fdi-An, è atteso ora al voto in Assemblea legislativa intorno alla metà di aprile.

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A ricevere il finanziamento più cospicuo l’Azienda ospedaliera di Bologna, a cui saranno destinati 19 milioni di euro per il riordino e la riqualificazione delle strutture dell’area pediatrica nell’ambito del Polo materno-infantile. All’Ausl della Romagna saranno stanziati 17,6 milioni di euro, 13 per la ristrutturazione e l’adeguamento dei blocchi operatori e delle aree intensive e per il completamento della dotazione tecnologica delle are di emergenza e di urgenza e 4,6 per l’ammodernamento dei sistemi e delle tecnologie di diagnostica per immagini. Il terzo investimento per importanza è quello da 11 milioni di euro con cui l’Azienda ospedaliera di Reggio Emilia pagherà la realizzazione del secondo lotto funzionale del Mire (Maternità e infanzia di Reggio Emilia – il cosiddetto “Ospedale del bambino”).

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23,5 Milioni di euro per il nuovo bando a sostegno degli investimenti in aziende agricole

Pubblicato il nuovo bando regionale a valere sul tipo di operazione 4.1.01 “Investimenti in aziende agricole in approccio individuale e di sistema” che metterà a disposizione circa 23,5 milioni di euro per favorire la realizzazione di investimenti finalizzati al miglioramento delle prestazioni e della sostenibilità globale delle aziende agricole regionali, intesa come sostenibilità dei processi produttivi da un punto di vista economico, ambientale e sociale

Le domande di sostegno potranno essere presentate dal 15 aprile 2016 e fino al 15 luglio 2016 con le modalità procedurali e la specifica modulistica approvate daAGREA, mentre la graduatoria finale sarà pubblicata entro il 21 novembre 2016.

Potranno accedere al bando sia le imprese agricole in forma singola, che quelle in forma aggregata quale quella cooperativa, nonché le imprese agricole costituenti “Comunioni a scopo di godimento”. Coloro che presenteranno la domanda di finanziamento, dovranno allegare un Piano di Investimenti (PI) coerente con gli obiettivi del tipo di operazione e comprensivo di tutte le informazioni e gli allegati richiesti dal bando.

Le risorse finanziarie saranno ripartite sulla base dei criteri specificati nella scheda di misura del PSR . Nel Grafico che segue è riportata l’allocazione dei fondi per i rispettivi settori (o raggruppamenti di settori), individuati funzionalmente alla redazione di specifiche graduatorie.

 

 

Per garantire un efficiente uso delle risorse è previsto che, se in sede di approvazione delle graduatorie il fabbisogno di un settore o il raggruppamento di settori dovesse risultare inferiore alle risorse disponibili, le risorse residuanti saranno riallocate ad integrazione di quelle del settore con il fabbisogno insoddisfatto maggiore.

Saranno ammissibili al contributo le spese sostenute per investimenti quali costruzione e ristrutturazione di immobili produttivi, miglioramenti fondiari, acquisto di macchinari e attrezzature funzionali al processo innovativo aziendale. Inoltre potranno essere finanziati impianti di lavorazione e trasformazione dei prodotti aziendali, e gli investimenti funzionali alla vendita diretta delle produzioni aziendali. Infine saranno coperte parte delle spese per investimenti immateriali connessi alle precedenti voci di spesa (onorari di professionisti, consulenti, studi di fattibilità, ecc.), nonché le spese per investimenti immateriali quali l’acquisizione e lo sviluppo di programmi informatici, e l’acquisizione di brevetti e licenze.

Per quanto concerne la spesa ammissibile questa sarà calcolata a scaglioni con riferimento alla dimensione aziendale (espressa in standard output) e non potrà sforare il tetto massimo di 3,5 milioni di euro per singola azienda. Gli scaglioni sono così calcolati:

  • 5.000 Euro di spesa ammissibile ogni 1.000 Euro di dimensione aziendale espressa in Standard Output per i primi 100.000 Euro di dimensione economica;
  • 3.000 Euro di spesa ammissibile ogni 1.000 Euro di dimensione aziendale per la parte di standard output eccedente i 100.000 Euro e fino a 500.000 Euro;
  • 2.000 Euro di spesa ammissibile ogni 1.000 Euro di dimensione aziendale per la parte di standard output eccedente i 500.000 Euro fino ad un massimo assoluto di 3.500.000 euro di spesa ammissibile.

Infine si rammenta che il contributo sarà erogabile successivamente all’avvenuto accertamento della completa e corretta attuazione del Piano di Investimenti, e che è possibile ottenere un anticipo pari al 50% del contributo spettante dopo l’avvenuta decisione di concessione del sostegno.

Per una lista esauriente delle limitazioni e delle demarcazioni rispetto a OCM o a specifici settori, per le condizioni connesse alle aree di intervento e criteri di priorità, e per tutti i dettagli e le specifiche dell’iniziativa si rimanda alla lettura della bando.

Imprese Emilia-Romagna. Internazionalizzazione e attrattività: al via due bandi della Regione per oltre 35 milioni di euro

Contributi (10,3 milioni) per accrescere il numero delle piccole medie-imprese esportatrici e avviare percorsi di internazionalizzazione. Al via anche la misura, relativa alla legge 14/2014, per la promozione degli investimenti delle imprese che vogliono insediarsi o espandere la propria attività in Emilia-Romagna: a disposizione a 25 milioni di euro nel triennio 2016-2018.

Sono oltre 35 milioni di euro le risorse messe a disposizione dalla Regione attraverso due bandi, rivolti alle imprese emiliano romagnole, dedicati a internazionalizzazione e attrattività. Ben 10,3 milioni di euro, relative al Programma operativo regionale Fesr 2014-20, sono destinati ad accrescere il numero delle piccole medie-imprese esportatrici e avviare percorsi di internazionalizzazione. Mentre per attrarre investimenti in Emilia-Romagna sono a disposizione a 25 milioni di euro nel triennio 2016-2018 (risorse proprie delle Regione) in applicazione della legge 14/2014, per la promozione degli investimenti delle imprese che vogliono insediarsi o espandere la propria attività in Emilia-Romagna.
«Sono due interventi – ha sottolineato l’assessore regionale alle Attività produttive Palma Costi presentando oggi a Bologna le misure messe in campo dalla Regione – molto importanti per le imprese emiliano romagnole soprattutto alla luce  dei risultati  registrarti in questi giorni dalle statistiche. Dati che confermano l’efficacia di questa scelta strategica a sostegno del nostro sistema produttivo. Con il bando sull’internazionalizzazione vogliamo rafforzare la capacità di esportazione delle nostre micro, piccole e medie imprese puntando ad allargare la quota di aziende che si affacciano ai nuovi mercati. Mentre con il bando sull’attrattività puntiamo a rafforzare l’economia con investimenti che siano in grado di garantire positive ricadute sul territorio in termini occupazionali, rispettando i requisiti di sostenibilità ambientale e sociale che caratterizzano il nostro modello di sviluppo. Attrarre nuove imprese a forte contenuto di ricerca ed innovazione che vogliono venire ad investire in Emilia-Romagna rafforza la nostra intenzione di essere protagoniste del cambiamento. Crediamo sia importante dare risposte rapide a sostegno della ripresa dell’economia regionale con l’obiettivo di aumentare la buona occupazione».

 

Qui le slide con i due bandi in sintesi

Internazionalizzazione.
Fino al 30 settembre 2016 è possibile partecipare al bando promosso dalla Regione Emilia-Romagna e finanziato nell’ambito del Programma operativo regionale Fesr 2014-20. Approvato dalla Giunta regionale lo scorso gennaio, il bando con 10,3 milioni di euro intende rafforzare le capacità organizzative e manageriali delle imprese, per renderle capaci di affrontare i mercati internazionali, e incentivare le azioni di promozione all’estero contribuendo a diversificare i mercati di sbocco e a rafforzare la competitività del sistema produttivo regionale.
In particolare, il bando vuole accrescere il numero delle imprese esportatrici e attraverso queste la quota di prodotti e servizi esportati mettendo a disposizione finanziamenti a fondo perduto per progetti pluriennali in grado di produrre mutamenti strutturali nell’azienda. Il bando prevede il sostegno di progetti del valore minimo di 50 mila euro con un contributo pari al 50% del costo fino a un massimo di 100 mila euro per le imprese singole e fino a 400 mila euro per le reti d’impresa. Sono ammesse a partecipare al bando le imprese con un fatturato di 700.000 euro.
Possono partecipare le imprese di micro, piccola e media dimensione non esportatrici o esportatrici non abituali, aventi sede o unità operativa in Regione Emilia-Romagna; le reti formali di imprese micro, piccola e media dimensione, tutte non esportatrici o esportatrici non abituali, aventi tutte sede o unità operativa in Regione Emilia-Romagna e fra di loro non associate o collegate.
Il bando supporta progetti finalizzati a realizzare un percorso strutturato, nell’arco di massimo 18 mesi, costruito a partire da un piano export, su un massimo di due paesi esteri scelti dall’impresa.
I progetti possono prevedere servizi di consulenza prestati da consulenti esterni; temporary export manager (TEM); certificazioni per l’export; partecipazione a fiere internazionali.
Le domande possono essere presentate dalle ore 10 del 15 marzo alle ore 16 del 30 settembre 2016 esclusivamente online, tramite l’applicativo disponibile sul sito del Por Fesr http://www.regione.emilia–romagna.it/fesr.
Promozione investimenti
Uno strumento operativo di supporto alle imprese che vogliono insediarsi o espandere la propria attività in Emilia-Romagna, una regione “attraente” : per accedere agli incentivi è l’impatto occupazionale il criterio guida principale legato agli investimenti in ricerca e innovazione. È stato pubblicato il primo bando per accedere all’Accordo per l’Insediamento e lo Sviluppo delle imprese previsto dalla legge regionale 14 per la promozione degli investimenti, nata per accrescere l’attrattività e la competitività del sistema produttivo regionale e che fornirà agevolazioni per investimenti d’interesse regionale, fino a esaurimento delle risorse disponibili pari a 25 milioni di euro nel triennio 2016-2018. Sarà possibile presentare la domanda fino  al 15 maggio 2016.
L’Accordo per l’insediamento e lo sviluppo ha l’obiettivo di supportare gli investimenti non solo attraverso l’erogazione di incentivi, ma anche facilitando il rapporto con le istituzioni, enti locali e altri soggetti interessati che operano sul territorio. L’Accordo include l’impegno atteso da ognuno dei firmatari, e specifica gli incentivi finanziari previsti, i tempi per le procedure e per la realizzazione dell’investimento, l’impatto occupazionale, la realizzazione di eventuali infrastrutture e servizi collegati all’investimento. La Regione coordina tutte le altre istituzioni coinvolte per garantire procedure efficaci e rapide.
L’impatto occupazionale è il criterio guida principale per accedere agli incentivi sulla base di progetti di ricerca e innovazione. La rilevanza strategica dei programmi di investimento verrà definita prima di tutto in base alla quantità e qualità dei posti di lavoro creati. Si parte da programmi di sviluppo industriale o di servizi, basati su ricerca ed innovazione, che prevedano almeno 150 addetti aggiuntivi, ma se un investimento è ad alto valore strategico la soglia minima occupazionale scende a 50 addetti aggiuntivi (con una quota di laureati di almeno il 40%), mentre per la creazione di centri di Ricerca & Sviluppo l’investimento dovrà prevedere almeno 20 addetti laureati aggiuntivi. Oltre alle soglie minime, verranno valutati anche gli effetti occupazionali indiretti dell’investimento.
L’accordo può essere destinato anche a sostenere la riconversione produttiva di imprese regionali in situazione di crisi, in modo da salvaguardare i lavoratori ed evitare delocalizzazioni. In questo caso l’impresa deve avere almeno 100 addetti e il processo di riconversione, oltre a essere validato da un accordo sindacale sul piano occupazionale, deve prevedere il 10% di addetti aggiuntivi e almeno 5 addetti dedicati ad attività di Ricerca e Innovazione.
Alcune tipologie di intervento finanziabili dall’Accordo sono dedicate alle PMI, che rappresentano il cuore del tessuto produttivo regionale, mentre altri interventi sono accessibili anche alle grandi imprese. Le principali tipologie sono le seguenti: interventi volti all’innovazione di prodotto e di processo proposti da parte di Pmi; investimenti produttivi nelle aree assistite; investimenti produttivi proposti da parte di Pmi; acquisto di servizi di consulenza per le Pmi; investimenti per l’efficienza energetica, la cogenerazione ad alto rendimento, la produzione di energia da fonti rinnovabili, impianti di teleriscaldamento e teleraffreddamento, nonché per il riciclaggio e il riutilizzo dei rifiuti; interventi formativi; assunzione di lavoratori svantaggiati e lavoratori disabili; interventi di ricerca e di sviluppo; investimenti per la realizzazione di strutture di ricerca.Ervet, l’agenzia di sviluppo regionale funge da contact point per gli investitori e fornirà assistenza tecnica alla Regione nelle varie fasi di selezione e valutazione dell’investimento ( www.investinemiliaromagna.eu) e le attività a esso correlate, funge da contact point per gli investitori e fornirà assistenza tecnica alla Regione nelle varie fasi di selezione e valutazione dell’investimento.

Piano Energetico, prossimo appuntamento sulle bio-energie

In programma venerdì 18 marzo alle 9.15 la quinta tappa del percorso partecipato avviato dalla Regione Emilia-Romagna

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Prosegue il percorso partecipato per la definizione del nuovo Piano energetico della Regione Emilia-Romagna. Al centro della giornata, in programma venerdì 18 marzo alle 9,15 nella sala Poggioli della Terza Torre in via Della Fiera 8 a Bologna, ci saranno le bio-energie, le loro potenzialità di sviluppo e di utilizzo.

Il convegno approfondirà infatti il ruolo delle biomasse in Emilia-Romagna per una maggior sostenibilità economica e ambientale delle produzioni agricole. Saranno discusse le potenzialità di sviluppo e le principali barriere amministrative e sociali con particolare riferimento alla filiera biogas-biometano. Il convegno si inquadra nel percorso degli eventi per la preparazione del nuovo Piano energetico regionale.

Qui i dettagli sul Piano energetico regionale: http://goo.gl/O9G03l

Scuola, stanziati 28 milioni per atelier creativi. Il laboratorio diventa Fab Lab

Il laboratorio cambia pelle e diventa ‘Fab Lab’, atelier creativo dove la didattica si fa con il supporto di stampanti e scanner 3D, di kit per la robotica e per la programmazione informatica. È stato pubblicato questa mattina, sul sito del Ministero dell’Istruzione, l’Avviso da 28 milioni di euro per dotare le scuole del I ciclo di istruzione di nuovi spazi didattici in cui gli alunni possano apprendere le competenze tecnologiche di base e coniugarle con manualità, artigianato, creatività. L’iniziativa fa parte delle azioni del Piano Nazionale Scuola Digitale.

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“Come Governo stiamo puntando con forza sul capitolo dell’innovazione. La scuola si sta dimostrando, con il Piano scuola digitale, protagonista e promotrice del cambiamento”, dichiara il Ministro Stefania Giannini. “Con i 28 milioni stanziati finanzieremo 1.860 progetti, coprendo oltre un terzo delle scuole del I ciclo. Un successivo finanziamento arriverà dal Pon”.

La procedura di selezione per gli atelier creativi si svolgerà completamente on line e le scuole, per la prima volta, saranno accompagnate nel processo di elaborazione delle loro proposte attraverso sedute in live streaming di supporto amministrativo e tecnico organizzate dal Miur.

Ogni progetto vincitore potrà avere un contributo massimo pari a 15.000 euro. Tutte le istituzioni scolastiche ed educative statali del I ciclo di istruzione, singolarmente o in rete, che dispongano di spazi idonei e disponibili, sono invitate a presentare le loro idee per costruire atelier creativi per i propri alunni, luoghi incentrati su arredi mobili e modulari, sul gioco educativo e sul protagonismo degli studenti attraverso apprendimento pratico ed esperienziale.

I progetti potranno essere per atelier standard, funzionali al conseguimento delle competenze di base, oppure specializzati, finalizzati al conseguimento di competenze per una specifica area disciplinare (Tecnologica, Scientifica o Umanistica).

Le proposte dovranno essere inoltrate, entro e non oltre le ore 13.00 del 27 aprile 2016, compilando l’apposita istanza online disponibile a questo link:
https://miurjb4.pubblica.istruzione.it/protocolloIntesa

Link all’Avviso: http://www.istruzione.it/scuola_digitale/index.html

Sanità, liste d’attesa: dal 4 aprile le sanzioni per chi non si presenta a visite ed esami senza disdire la prenotazione

Parere positivo della commissione Politiche per la salute e politiche sociali alla proposta di delibera della Giunta sulle modalità operative – rivolte alle aziende e agli enti del servizio sanitario regionale – per l’applicazione della legge regionale in materia di organizzazione degli esercizi farmaceutici e di prenotazioni specialistiche ambulatoriali che prevede sanzioni per coloro che non si presentano a esami e visite specialistiche senza aver disdetto la prenotazione.

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Le regole applicative riguardano l’articolo 23 della norma approvata dall’Assemblea legislativa lo scorso 1 marzo, che recita: “L’assistito che ha prenotato una prestazione specialistica ambulatoriale e non possa o non intenda presentarsi nel giorno e nell’ora fissati, è tenuto a disdire la prenotazione almeno due giorni lavorativi prima della data fissata”. Se inadempiente, “è tenuto, anche se esente, al pagamento della sanzione amministrativa pari alla quota ordinaria di partecipazione al costo (ticket) stabilita dalle norme vigenti alla data dell’appuntamento, per la prestazione prenotata e non usufruita, nella misura prevista per gli assistiti appartenenti alla fascia di reddito più bassa”.

I tecnici della Giunta hanno riferito che “le modalità operative per le Ausl, al fine della corretta applicazione dell’articolo 23, saranno attive a partire dal 4 aprile 2016. L’idonea giustificazione che consente di non effettuare la disdetta nei termini indicati deve riguardare impedimenti oggettivi, documentati e imprevedibili dovuti a: ricovero presso una struttura sanitaria o altri motivi di salute; nascita di un figlio o lutto familiare; incidente stradale; altre cause di forza maggiore tali da impedire la disdetta in tempo utile, valutabili dall’Ausl sentito l’interessato”. Ciascuna Ausl “dovrà specificare le modalità di controllo delle idonee giustificazioni, in modo da ridurre il margine di discrezionalità e, di riflesso, i potenziali contenziosi in caso di addebito dell’importo”. Inoltre, hanno proseguito, “le Ausl saranno tenute a esplicitare nel foglio di prenotazione il termine ultimo entro cui il cittadino è tenuto a disdire la prestazione e le modalità con cui è possibile effettuare la disdetta”. Ciascuna Azienda sanitaria “sarà poi vincolata a fornire una notifica al cittadino attestante l’avvenuta disdetta. Gli importi riscossi per la mancata disdetta della prestazione prenotata dovranno essere finalizzati alla riduzione delle liste d’attesa”. Infine, “per informare la cittadinanza sulle nuove regole è stata avviata una campagna informativa”.

Al termine della seduta, i tecnici della Giunta hanno fornito alcuni dati sulle liste d’attesa: “Nell’ultima settima di rilevazione il 97% delle prestazioni sono state garantite entro i tempi previsti, a fine 2014 erano il 58%, a luglio 2015 il 73% e a dicembre scorso il 93%. Nel 2015 i cittadini che non si sono presentati alle visite specialistiche sono stato circa 1,5 milioni, oltre il 10% del totale”. Relativamente ai sistemi di riscossione delle sanzioni, hanno parlato “di metodi già rodati nelle Ausl”.

Pin unico nazionale, Regione Emilia-Romagna tra le prime amministrazioni ad aderire

A breve, non serviranno più decine di password, chiavi e codici per utilizzare i servizi online di pubbliche amministrazioni e imprese. Tra le prime amministrazioni ad aderire a SPID, il nuovo sistema di login appena presentato che consentirà a chiunque in Italia di accedere con un’unica identità digitale (un “pin unico”) a tutti i servizi online di PA e imprese aderenti, c’è la Regione Emilia-Romagna.

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Già da tempo disponiamo di un sistema di autenticazione unico chiamato FedERa, servizio ‘precursore’ di SPID, disponibile per i cittadini della regione, che ora trova convergenza a livello nazionale.

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Cibo da “salvare”: partita la sesta edizione di Spreco Zero

E’ partita, in occasione della Terza giornata nazionale di prevenzione dello spreco alimentare (venerdì 5 febbraio) la sesta edizione di “Spreco Zero”, la campagna europea di sensibilizzazione di Last Minute Market, realizzata in collaborazione col Ministero dell’Ambiente.

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In Italia sprecati 8,4 miliardi di euro l’anno

Le cifre sono impressionanti. Lo spreco alimentare sul pianeta costa ogni anno 1.000 miliardi di dollari. Una cifra vertiginosa, che sale a 2.600 miliardi se si considerano i costi “nascosti” legati all’acqua e all’impatto ambientale. Ogni anno l’Unione europea “perde” 90 milioni di tonnellate di cibo.

Lo spreco di cibo domestico in Italia – scaduto e gli avanzi che dal piatto finisco nei rifiuti – si calcola (Rapporto Waste Watcher 2015) ammonti a circa 8,4 miliardi di euro l’anno, pari a 6,7 euro a settimana a famiglia, ovvero 650 grammi di cibo buttato. Lo spreco domestico in Italia produce 30 milioni di tonnellate di rifiuti: 1/7 circa di quanto avviene nell’insieme dei Paesi Ue.

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Un Partito, una comunità per il cambiamento – marzo 2016

Cari amici,

di nuovo un saluto a tutti.

Roma, Trieste, Napoli, Grosseto, fino alla più vicina Castellarano, dove il dato della partecipazione non ha avuto eguali (a proposito: in bocca al lupo a Giorgio Zanni, giovane candidato sindaco, il bello arriva ora!); il Partito democratico ha creduto, e crederà, nelle primarie, straordinario strumento di partecipazione popolare che sta alla base della sua fondazione. Il PD è nulla senza il suo popolo, senza le file ai seggi delle primarie.

Il Paese ha bisogno di questo PD, il Paese ha bisogno di riforme, oltre a quelle fondamentali già portate a casa in questi due anni (che potete trovare qui); occorre non fermarsi. Pochi giorni fa, ad esempio, vi è stata l’approvazione del nuovo Codice degli appalti, definito da Raffaele Cantone “una vera rivoluzione copernicana”: no dunque alle gare al massimo ribasso, si al continuo monitoraggio delle opere pubbliche; finisce l’epoca delle opere incompiute. E, intanto, l’altra nostra centrale riforma, il Jobs Act, continua a dare i suoi frutti: nel 2015, rispetto al 2014, i licenziamenti sono calati dell’8%. Vi ricordate chi diceva che essi sarebbero aumentati esponenzialmente? Ecco, è stato smentito per l’ennesima volta.

Anche qui in Emilia Romagna i dati prospettano un orizzonte più sereno. L’Istat ha attestato che nel 2015 nella nostra Regione la disoccupazione è scesa al 7,7%, 0,6 punti percentuali in meno rispetto al 2014. Sono calate le ore di cassa integrazione e decresce il numero di lavoratori licenziati e di quelli inseriti nelle liste di mobilità. Non sono freddi numeri questi; sono centinaia di persone, sono centinaia di famiglie che guarderanno al futuro con nuova speranza.

Novità importanti nella nostra Regione arrivano per i giovani, con l’approvazione del Piano triennale di Servizio civile regionale. Aumentano i fondi e i posti disponibili, aumentano dunque le possibilità di “cittadinanza attiva”. La scuola, poi, come sempre, rimane al centro della nostra azione di governo: a Reggio arriveranno 2 milioni e 416 mila euro per l’edilizia scolastica delle scuole superiori. Continuiamo ad investire sul futuro anche con l’approvazione dell’Agenda digitale dell’Emilia Romagna, per una Regione 100% digitale entro il 2020; vi segnalo poi un bando, da più di sei milioni di euro, per avviare o consolidare startup innovative ad alta densità di conoscenza.

La Regione ha una nuova legge sulla Memoria del ‘900; senza una condivisione del nostro passato, senza una riflessione lucida su ciò che siamo stati è impossibile immaginare ciò che saremo. La nuova legge va proprio in questo senso.

Sono stata a Rubiera per l’inaugurazione delle nuove aule dell’Istituto Fermi, inaugurazione a cui ha partecipato il Ministro Delrio a testimonianza della rinnovata volontà di Governo, Regione e Comuni di investire sulla più importante infrastruttura per il nostro Paese: la scuola. Ho anche incontrato a Bologna una delegazione ucraina di Zhitomir: 19 fra insegnanti, pedagogisti e docenti universitari nell’ambito di un piccolo, ma importante, progetto di cooperazione di CEIS e Iscos cofinanziato dalla Regione Emilia Romagna. Vi segnalo infine una mia intervista su disabilità e fragilità.

Tutto questo, e molto altro, lo troverete come sempre nei post qui sotto. E, come sempre, vi invito a scrivermi al mio indirizzo email e tramite i canali social: i vostri commenti, le vostre riflessioni sono sempre ben accolti.

Saluto ognuno di voi

Ottavia