Truffe agli anziani. Approvata in Assemblea una risoluzione

 

 

Più tutele per gli anziani e sanzioni più severe per chi commette o tenta furti e truffe nei loro confronti. È questa, in sostanza, la richiesta che dall’Assemblea Legislativa regionale avanziamo verso il Parlamento attraverso una risoluzione che ho contribuito a scrivere.

L’impegnativa del documento ha ricevuto il sì unanime di tutta l’Assemblea. Questo è un messaggio forte che dall’Emilia-Romagna lanciamo a tutto il Parlamento perché forte deve essere l’azione legislativa che si deve intraprendere per colpire chi commette crimini tanto odiosi.

Continue reading

Fattorie didattiche, un bando per progetti di educazione alimentare

Sono le tante attività organizzate nelle quasi 300 Fattorie didattiche dell’Emilia-Romagna. Presenti in tutte le province, organizzano percorsi e laboratori, centri estivi per bambini e ragazzi, educazione alla sostenibilità con produzioni fortemente legate al territorio. Alle Fattorie didattiche e alla cooperazione con le altre imprese agricole è rivolto il bando del Programma regionale di sviluppo rurale 2014-2020. Approvato con delibera della Giunta regionale n,178 del 17 febbraio 2017 l’avviso è stato pubblicato sul Burert del 23 febbraio 2017.

Il bando mette a disposizione 719mila euro per progetti di valorizzazione del mondo rurale, delle sue tradizioni e cultura, dell’attività agricola destinata alle produzioni abitualmente praticate sul territorio regionale e rivolte al consumo alimentare.

I destinatari sono le associazioni di fattorie didattiche, associazioni temporanee d’impresa, di scopo tra imprese agricole e altre tipologie societarie con almeno una fattoria didattica tra i partner. Un intervento per favorire la cooperazione tra imprese ed educare alla sostenibilità. In questo modo si valorizza il ruolo degli agricoltori e delle fattorie didattiche nella fornitura di servizi volti a promuovere un’alimentazione consapevole e sostenibile. E anche per avvicinare giovani e adulti alla campagna e riscoprire così il legame tra la terra e la tavola.

Continue reading

Lavoro: i dati Istat per la Regione Emilia Romagna

La Regione Emilia-Romagna, secondo i dati forniti dall’Istat, è seconda in Italia per tasso di occupazione complessiva (dietro solo al Trentino) e prima per occupazione femminile. Il tasso di occupazione nella fascia 15-64 sale dal 2015 al 2016 dello 0.7%. A Reggio Emilia, in particolare, è salito dell’1.9% e la disoccupazione si attesta al 4.7% (era 5.4% nel 2015).

8 marzo: in Sala del Tricolore per premiare le “Reggiane per esempio”

La giornata internazionale della donna non è una celebrazione fine a se stessa. È importante riflettere sugli importanti risultati che la Regione ha ottenuto, ma anche sui traguardi ancora da raggiungere. In Italia si concilia male: è un paese in cui le donne lavorano poco e le madri ancora meno. È difficile coniugare la dimensione del lavoro e quella della famiglia e dei figli.

Continue reading

Lavoro e competenze. I corsi attivati a Reggio e provincia tramite il Fondo sociale europeo

Approvati con la con Delibera di Giunta Regionale n. 33, i corsi rivolti a persone in cerca di occupazione sono stati finanziati con risorse del Programma Operativo Fondo sociale europeo 2014/2020.

I percorsi sono stati selezionati dalla Regione tramite l’avviso pubblico Allegato 1 alla Delibera di GR 1200 del 25/07/2016 e sono stati approvati con Delibera di GR n. 33 del 23/01/2017.

Organizzati da enti di formazione accreditati dalla Regione, di durata compresa fra le 240 e le 600 ore, rilasciano al termine un certificato di competenze oppure un certificato di qualifica professionale.

Sono finanziati con risorse del Fondo sociale europeo 2014/2020 nell’ambito dell’Obiettivo Tematico 8 – priorità di investimento 8.1 “Accesso all’occupazione per le persone in cerca di lavoro e inattive, compresi i disoccupati di lunga durata e le persone che si trovano ai margini del mercato del lavoro, nonché attraverso iniziative locali per l’occupazione e il sostegno alla mobilità professionale”.

Qui i corsi finanziati a Reggio e provincia. 

Emilia-Romagna a due ruote, verso la legge regionale sulla ciclabilità

L’Emilia-Romagna, dove le persone che usano regolarmente la bicicletta sono il doppio rispetto alla media nazionale – 10% rispetto al 5% -, punta a diventare ancora di più la regione delle due ruote e della mobilità sostenibile.

A partire dalla realizzazione della prima Rete delle ciclovie regionali, da Piacenza a Rimini, passando per nuove piste ciclabili e ciclopedonali e, nelle aree urbane, nuove ‘zone 30’, dove velocità e traffico siano ridotti, cui associare la promozione delle “bici pieghevoli” per affiancare l’utilizzo dei mezzi pubblici.

Con obiettivi chiari: raddoppio della percentuale di spostamenti in bici e a piedi sul territorio; dimezzamento entro il 2020 delle vittime su strada, come indicato dall’Unione europea; nuovi collegamenti tra le piste esistenti, una maggiore integrazione treno-bici e servizi per i ciclisti, dalla riparazione alla vigilanza. E per ogni nuova strada realizzata, una nuova pista ciclabile, anche non adiacente, come invece prevede l’attuale normativa.

Continue reading

Turismo, albo e fondi alle associazioni: ecco la legge che valorizza le manifestazioni storiche

La legge regionale a sostegno di pali e rievocazioni storiche in Emilia-Romagna diventa realtà e mette sul piatto 150mila euro a favore di questo tipo di manifestazioni. Nella giornata di martedì 28 febbraio è stato approvato il testo a larga maggioranza che prevede un apposito elenco gestito dalla Regione al quale le associazioni si dovranno iscrivere affinché la manifestazione rientri nel calendario regionale e ottenga così un logo ad hoc. La Regione, tramite apposito bando, concederà poi contributi che da un lato saranno volti all’organizzazione degli eventi, dall’altro a progetti di conservazione e restauro del patrimonio costituito da costumi e attrezzature utilizzati per le rievocazioni. A disposizione ci saranno inizialmente, per il triennio 2017-2019, finanziamenti pari a 150mila euro l’anno.

Educazione alla sostenibilità: approvato il nuovo programma 2017/19

Materiali didattici divulgativi per le scuole, interventi di esperti nelle aule per promuovere la conoscenza del patrimonio di biodiversità del territorio emiliano-romagnolo, focus particolari sugli ecosistemi del Po e della costa adriatica. E ancora: campagne di sensibilizzazione e informazione su stili di vita e mobilità sostenibili, risparmio idrico, riduzione e il riciclaggio dei rifiuti, cura dei beni comuni e cittadinanza attiva. Attività che coinvolgeranno in primo luogo gli studenti, ma che si apriranno anche all’intera comunità.

 

Queste le principali azioni del nuovo Programma per l’educazione alla sostenibilità adottato dalla Giunta dell’Emilia-Romagna e approvato ieri dall’Assemblea legislativa.
Due i temi trasversali che orientano le misure: l’economia circolare, su cui la Regione si è data una specifica legge, e la mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici. A realizzarle sarà la rete dei 38 Centri di educazione alla sostenibilità presenti da Piacenza a Rimini, con il coordinamento di Arpae.

Continue reading

La nuova legge regionale sulla pesca e per la tutela della fauna ittica

Rafforzamento della vigilanza ed inasprimento delle sanzioni contro la pesca di frodo, con multe che possono arrivare sino a 12.000 euro; valorizzazione del ruolo dell’associazionismo; snellimento burocratico: sono i capisaldi della nuova legge per la “tutela della fauna ittica e dell’ecosistema acquatico e per la disciplina della pesca, dall’acquacoltura e delle attività connesse nelle acque interne” (laghi, fiumi, lagune), che modifica la precedente legge del 2012, approvata questa mattina dall’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna.

Le misure per contrastare la pesca di frodo 

Il testo legislativo approvato dall’Assemblea sancisce il divieto di pesca notturna con le reti e di trasporto del pesce per mettere fine alle sempre più frequenti razzie. Sempre in quest’ottica d’ora in poi sarà vietato anche il trasporto, lo scambio e la vendita di pesci, anfibi e crostacei autoctoni di acqua dolce vivi, esclusa l’anguilla: una misura introdotta per cercare di stroncare un’altra attività illecita in preoccupante crescita, vale a dire il saccheggio di specie pregiate che finiscono spesso per alimentare il mercato clandestino del pesce d’acqua dolce e che vanno ad incrementare la popolazione ittica dei laghetti di pesca sportiva. I trasgressori rischiano punizioni esemplari, con sanzioni che nei casi più gravi comportano il pagamento di un’ammenda fino a 12.000 euro. Come sanzione accessoria è poi previsto il sequestro del pescato e delle attrezzature utilizzate per mettere a segno le sempre più frequenti ruberie, nonché dei mezzi di trasporto e delle eventuali imbarcazioni utilizzate dai bracconieri.

Snellite le procedure amminstrative    

Accanto al rafforzamento dell’apparato sanzionatorio la nuova legge intende valorizzare il ruolo dell’associazionismo tra pescatori, sia a scopo ricreativo che professionale, prevedendo la partecipazione dei loro rappresentanti ai tavoli di concertazione provinciali e locali e un maggiore coinvolgimento nelle attività gestionali, come nel caso dei ripopolamenti. In arrivo anche un significativo taglio agli adempimenti burocratici, ad esempio con l’eliminazione dell’obbligo del tesserino per la pesca alla trota nei torrenti di montagna per chi sceglie di ributtare subito in acqua il pesce catturato con la lenza. Per i pescatori di professione sparisce l’autorizzazione regionale all’esercizio dell’allevamento ittico e tutto viene ricompreso nell’autorizzazione sanitaria. Entro la prossima estate la Giunta regionale dovrà aggiornare il regolamento di attuazione della legge, che definirà nel dettaglio i periodi di cattura delle diverse specie ittiche, i criteri e le modalità di svolgimento della pesca, con particolare riferimento a quella professionale, oltre a fissare i limiti quantitativi giornalieri per ciascun pescatore e le taglie minime consentite per le varie specie.

Al 72° anniversario della battaglia di Fabbrico

Il 27 febbraio 1945 un centinaio di militi fascisti entrarono a Fabbrico, in provincia di Reggio Emilia, e presero, fra la popolazione inerme, 22 ostaggi da fucilare per una rappresaglia. La colonna fascista venne però investita dal fuoco delle armi dei partigiani i quali, pur combattendo in condizioni estremamente sfavorevoli, ebbero la meglio, infliggendo agli avversari una dura sconfitta.

Caddero i partigiani Leo Morellini, Piero Foroni e Luigi Bosatelli e con loro morì anche uno dei civili in ostaggio, Genesio Corgini.

Ho presenziato ieri, 27 febbraio 2017, alla commemorazione del 72° anniversario della battaglia di Fabbrico in rappresentanza dell’Assemblea legislativa.

È un dovere commemorare dal latino cum+memorare. Cum, ovvero con, indica che non stiamo celebrando un ricordo privato, ma pubblico; non un ricordo per singoli, ma quello di una collettività; non il ricordo di un individuo, ma di un popolo intero. Memorare è poi un’azione più profonda di quella che abitualmente chiamiamo ricordo. Memorare rimanda a una narrazione, che fonda il senso del nostro stare insieme. E non è certo un ricordo che obbedisce, che tranquillizza o riappacifica, ma un ricordo inquietante, sovversivo, che strattona le nostre coscienze di fronte alla tentazione di accettare che ormai è cosa passata e che dobbiamo guardare avanti. È un ricordo infatti che pretende di non essere dimenticato o fatto scolorire, pena la perdita di senso del nostro essere cittadini.