Il mio intervento al convegno “Percorsi sanitari agevolati per le persone con disabilità”

Sabato mattina sono intervenuta al convegno “Percorsi sanitari agevolati per le persone con disabilità” organizzato grazie alla collaborazione tra AUSL IRCCS Reggio Emilia, Centrale Operativa 118 Emilia Ovest e Fondazione Durante e Dopo di Noi di Reggio Emilia onlus.

Qua potete trovare i pensieri che ho espresso al termine del convegno:

Buongiorno a tutti, vorrei innanzitutto ringraziare coloro che hanno lavorato a questi progetti, le persone fanno la differenza e ancora una volta la nostra azienda sanitaria locale si è data una priorità giusta e buona. Molte cose che avrei desiderato dire sono già state dette, ne sono felice! Aggiungo alcune cose che ho pensato ascoltando con interesse i vostri interventi: in primo luogo credo che il valore di questi progetti, i percorsi sanitari specifici, sia nel dare risposta ad un bisogno delicato. C’è una persona con disabilità a cui si aggiunge una sofferenza. Ed è una sofferenza che purtroppo spesso è una costante non variabile nella vita quotidiana delle persone con disabilità. Ad una fragilità si aggiunge una fragilità: credo sia dovuta questa attenzione. Il secondo aspetto sul quale è iniziato un lavoro che è da implementare, lo ritrovate guardando le slide sul “modulo delle informazioni terapeutiche del medico di medicina generale”, guardando il processo del percorso d’emergenza che si chiude con la diagnosi e cura: credo che la presa in carico delle persone fragili debba partire dagli operatori sanitari presenti sul territorio, dalla quotidianità; i percorsi sanitari agevolati (dall’accesso del pronto soccorso, all’emergenza 118, alle visite specialistiche) che avete pensato dovrebbero fare parte di situazioni di emergenza o comunque non frequenti. Credo che ci debba essere una presa in carico attiva e non passiva, il paziente con disabilità deve essere conosciuto prima di tutto dai medici di medicina generale e dagli operatori sanitari. Credo che l’accesso facilitato al pronto soccorso sia possibile se c’è un percorso che dura tutta la vita, se c’è una relazione che parte da prima in un dialogo costante, in un percorso clinico, in una conoscenza vera del paziente da parte dei medici. Questo rende più possibile e meglio realizzabile il progetto sulla visita specialistica, un progetto interessante perché è importante che i percorsi siano istituzionalizzati e nello stesso tempo flessibili. Non si può lasciare tutto alla buona volontà del medico di medicina generale che chiama lo specialista di turno e ricorda che c’è un paziente con disabilità e che potrebbe servire una strumentazione specifica, o che le linee guida ordinarie dei percorsi sanitari siano flessibili in modo che un esame, magari, venga fatto prima di altri, o che ci sia un “percorso adattato” e non ordinario per quella persona, o una competenza specifica dello specialista…. La formazione dei professionisti di cui avete parlato è fondamentale…Ecco, questo non può essere lasciato alla buona volontà, deve essere istituzionalizzato e ci deve essere un indirizzo. Tre aspetti, voglio essere veloce poiché la mattinata è stata lunga e ciascuno deve tornare dai propri figli:

  1. Abbiamo approvato il Piano Socio Sanitario a luglio, un piano atteso e importante e trovo in questi progetti la concretizzazione di molti aspetti del piano: il primo, l’integrazione tra tutto ciò che è sociale e tutto ciò che è sanitario. Se noi diamo delle risposte a delle fragilità, non solo aiutiamo delle persone ma questo diventa una leva per diminuire l’ospedalizzazione spinta. È una leva per far sì che l’autonomia di una persona possa durare il più a lungo possibile. Abbiamo poi notato nella stesura del piano, che le persone ci hanno chiesto una umanizazzione sempre maggiore dei servizi e quindi dobbiamo investire sulla domiciliarità e sulla prossimità.
  2. Secondo aspetto: la collaborazione. Serve la regia del pubblico ma oggi ci dobbiamo rendere conto che se vogliamo difendere e tutelare il nostro sistema sociosanitario, di fronte ad una società frammentata, in cui i bisogni cambiano, si polverizzano, noi abbiamo bisogno delle nostre comunità, del dinamismo delle associazioni di volontariato e di tutti coloro che sanno ascoltare, forse meglio di noi, i bisogni nuovi che ci sono sul territorio. Penso alle famiglie, al privato sociale, alle associazioni, al Terzo Settore che da sempre lavorano con noi. Quindi noi non possiamo pensare che ci sia solo “un mandato” che dà la Pubblica Amministrazione e voi dovete solo obbedire. No, io credo che sia giusto che ci sia una progettazione e una definizione insieme degli interventi per il bene delle nostre comunità.
  3. Ultima cosa: prima si parlava della riorganizzazione delle cure sanitarie. Le case della salute non sono su tutto il territorio però penso che vadano utilizzate perché hanno questa caratteristica di prendere in cura una persona dal punto di vista sanitario, ma anche di contenere dei percorsi di socializzazione che avvengono all’interno della casa della salute in una presa in carico complessiva. Ed è lì che si trovano servizi e professionisti e che parte la relazione, la conoscenza del paziente e della sua complessità per arrivare appunto ai vostri tre progetti. Mi ricollego con questo al ragionamento che provavo a fare all’inizio.

Davvero grazie a nome della Regione, il mio compito sarà quello di riportare quello che ho ascoltato stamattina, perché questi possano essere progetti pilota, un esempio anche per altre aziende sanitarie.

Grazie perché a noi interessa che l’accesso alla sanità sia facile (è un diritto costituzionale!), a noi interessa che si riconoscano le differenze per supportare le fragilità, a noi interessa che la prossimità e la relazione umana siano l’approccio normale ai servizi di cura. Ma soprattutto grazie perché a noi stanno a cuore le persone, sta a cuore che le persone stiano bene, soprattutto quelle più fragili, e quindi il vostro contributo è oggi fondamentale.

Emilia-Romagna, al via l’Osservatorio sulla condizione delle persone con disabilità

Anche l’Emilia-Romagna avrà un Osservatorio sulla condizione delle persone con disabilità. A istituirlo, dopo la ripresa dei lavori dell’Osservatorio Nazionale, tre realtà attive nell’ambito del welfare: il Forum regionale del Terzo settore e le Organizzazioni Fish (Federazione italiana per il superamento dell’handicap) e Fand (Federazione tra le Associazioni nazionali delle persone con disabilità), che a Bologna hanno illustrato l’iniziativa, alla presenza dell’assessore regionale alle Politiche per la salute, Sergio Venturi.

“Sempre, e a maggior ragione quando si parla di welfare e disabilità, è fondamentale il lavoro di squadra tra Istituzioni e Associazioni- ha sottolineato Venturi-. Come Regione, non possiamo quindi che guardare con favore alla nascita di questo Osservatorio, uno strumento con cui le organizzazioni promotrici svolgeranno un prezioso lavoro di monitoraggio delle condizioni dei disabili in Emilia-Romagna in relazione, in particolare, ai servizi socio sanitari e all’inserimento scolastico e lavorativo. Anche le iniziative di comunicazione che l’Osservatorio intende organizzare- ha aggiunto Venturi- sono importanti, perché su un tema come quello della disabilità la soglia di attenzione, e sensibilità, da parte dei cittadini, oltre che delle Istituzioni, va sempre tenuta alta. E siamo orgogliosi- ha chiuso l’assessore- di poter dire che la nostra Regione è quella che ha il Fondo regionale per la non autosufficienza più alto in Italia”.

A presentare questa mattina le attività del neonato Osservatorio – presso il Centro di Documentazione Handicap – sono stati Alberto Alberani, Federico Amico (Forum Terzo Settore Emilia-Romagna), Giuliana Gaspari (Fish Emilia-Romagna) e Andrea Prantoni (Fand Emilia-Romagna).

L’impegno della Regione per le persone con disabilità e non autosufficienti

Particolare attenzione è stata riservata, in questa legislatura, ad interventi per favorire l’indipendenza e l’autonomia dei disabili: alle opere per l’abbattimento delle barriere architettoniche degli appartamenti o degli spazi comuni dei condomini vengono destinati finanziamenti annuali e il bando più recente, del 2017, ha messo a disposizione 2 milioni di euro; contributi di cui hanno beneficiato 633 famiglie. 

Inoltre, proprio nei giorni scorsi, per la prima volta la Regione ha stanziato specifici fondi per installare ascensori e montascale (ma anche per abbattere dislivelli con gradini o rampe troppo ripidi, o allargare corridoi e servizi troppo stretti)negli stabili di Edilizia residenziale pubblica: 2 milioni di euro per il 2018 e altri 2 milioni per il 2019.

Sul piano dell’assistenza a disabili e anziani, l’Emilia-Romagna è la Regione con il Fondo regionale per la non autosufficienza più alto in Italia: nel solo 2017 sono stati investiti 500 milioni di euro per lo sviluppo della rete dei servizi socio-sanitari, residenziali e semiresidenziali e la realizzazione di interventi di natura assistenziale ed economica. L’Emilia-Romagna è stata poi la prima in Italia ad avere adottato una legge specifica (n.2/2014)per i caregiver, coloro che assistono familiari o amici disabili e non autosufficienti, offrendone un riconoscimento giuridico sull’esempio di altri Paesi europei.

Disabilità, dalla Regione aiuti concreti alle persone sorde

Superare le barriere che impediscono alle persone con disabilità uditiva, circa 4 mila in Emilia-Romagna, di vivere a pieno la loro quotidianità e di poter accedere a una vita di relazione: dal rapporto con le istituzioni pubbliche al mondo del lavoro, dal tempo libero ai rapporti affettivi. È l’obiettivo degli interventi messi in campo dalla Regione e presentati oggi in Commissione assembleare Politiche per la salute e Politiche sociali welfare e salute dalla Direzione generale Cura della persona, salute e welfare.

Tra i progetti più significativi per l’integrazione e il favorire la comunicazione, particolarmente significativi sono quelli di promozione sociale a carattere sperimentale, realizzati in collaborazione con le maggiori associazioni di assistenza ai sordi operanti sul territorio regionale. Si tratta di tre iniziative finanziate nel 2017 con oltre 200 mila euro, e tutt’ora in corso, affidati all’Ente nazionale per la protezione e l’assistenza dei sordi (Ens) e al coordinamento Fiadda (Famiglie italiane associate per la difesa dei diritti degli audiolesi), assieme all’ Associazione genitori con figli audiolesi di Bologna.

In particolare, il progetto realizzato con la sezione emiliano-romagnola dell’Ens prevede l’apertura di sportelli che svolgono attività di segretariato sociale per assistere e orientare le persone con disabilità uditive nell’accesso alla rete dei servizi a loro dedicati. Un secondo progetto prevede la fornitura di servizi di interpretariato nella lingua dei segni (Lis) tramite 33 interpreti scelti e messi a disposizione dall’Ens. Il terzo progetto sperimentale finanziato dalla Regione Emilia-Romagna riguarda la diffusione del servizio di sottotitolazione per non udenti dal titolo “Abbattere le barriere della comunicazione” realizzato dall’Associazione genitori con figli audiolesi. 

Il progetto si rivolge in particolare a tutte le persone affette da sordità pre–verbali (congenite o insorte nei primissimi anni di vita) gravissime, che vivono in Emilia-Romagna e che sono riconosciute come “sordo” in base alla legge 381/70, ma può essere utile anche a quanti soffrono di sordità meno gravi e ai soggetti adulti con sordità ingravescente, che rischiano di rimanere progressivamente esclusi dalla vita sociale.

 

La sordità in Emilia-Romagna

Secondo i dati pubblicati dalla Regione Emilia-Romagna lo scorso febbraio, e riferiti al 2016, nel primo “Report Screening uditivo neonatale e percorso clinico ed organizzativo per i bambini affetti da ipoacusia”, su 34.776 soggetti il 99,6 %. (34.640 bambini) ha eseguito lo screening uditivo. La copertura dei controlli precoci è al di sopra degli standard stabiliti (95%) dalle Raccomandazioni internazionali.

La percentuale di bambini risultati affetti da disturbi dell’udito e inviati ad una successiva valutazione ai centri audiologici delle aziende sanitarieper determinarne il livello di gravità, è stata del 4,4 %, pari a 1.542 bambini. Su 34.776 bambini nati vivi, quelli presi in carico dai servizi ospedalieri di audiologia del territorio sono stati 134.

La rete regionale per le disabilità uditive e le linee guida per le aziende sanitarie

Nel 2011 la Regione Emilia-Romagna ha approvato le “Linee guida per le aziende sanitarie in merito allo screening uditivo neonatale e sul percorso clinico e organizzativo per i bambini affetti da ipoacusia”, che prevedono l’istituzione in ogni azienda sanitaria di un Team aziendale per le disabilità uditive (TADU), composto da esperti (almeno uno psicologo, un logopedista, un neuropsichiatra infantile), audiologi/foniatri e medici specialisti in Otorinolaringoiatria. Il compito di monitorare la qualità degli interventi regionali e valutare le problematiche connesse all’accesso ai servizi per le persone con disabilità uditive nella nostra regione è invece affidato al Tavolo per le disabilità uditive, costituito anch’esso nel 2011 e composto dai referenti delle aziende sanitarie dei Team aziendali disabilità uditive, referenti dei servizi regionali competenti (pediatria ospedaliera, di libera scelta e di comunità), e Associazioni, Enti ed Organizzazioni che si occupano di sordità.

Sviluppo, dalla Regione oltre 30 milioni per le Pmi: previsti investimenti per 120 milioni

Trenta milioni di euro dalla Regione per ilsistema produttivo dell’Emilia-Romagna. Serviranno a rafforzare la competitività e agevolare l’accesso al credito e potranno attivare investimenti produttivi stimati in 120 milioni di euro, tramite il ricorso delle imprese interessate a finanziamenti a medio e lungo termine erogati dal sistema bancario, con garanzia diretta dei Confidi e controgaranzia di Cassa depositi e Prestiti (fondo EuReCa).

L’intervento della Regione, destinato alle piccole e medie imprese emiliano-romagnole, prende il via
con un nuovo bando, approvato dalla Giunta regionale nei giorni scorsi, che destina alle Pmi, per il biennio 2018-2019, circa 24 milioni di euro, di cui circa 22,5 milioni dal Por Fesr 2014-2020 (fondi europei) e 1,5 milioni di fondi regionali dedicati esclusivamente alle imprese localizzate nelle aree montane dell’Emilia-Romagna. Il Fondo di controgaranzia EuReCa prevede una dotazione iniziale di oltre 6 milioni di euro, elevabile a 15 milioni.

Con il bando, reperibile sul sito Por Fesr saranno erogati contributi a fondo perduto pari al 20% della spesa ammissibile per ogni progetto, che potrà avere un valore compreso tra 40 mila e 500 mila euro. Per le imprese collocate in aree montane o nelle zone svantaggiate del piacentino (Monticelli d’Ongina e Caorso) e del ferrarese (Ostellato, Comacchio e Masi Torello), il contributo a fondo perduto è elevabile al 30%. Seguendo le indicazioni del Patto regionale per il Lavoro, la quota a fondo perduto potrà essere aumentata del 5% se il progetto prevede un incremento dell’occupazioneoppure è presentato da imprese femminili o giovanili, o in possesso del rating di legalità. In ogni caso, il contributo, che potrà arrivare alla misura percentuale massima del 35% della spesa ammissibile, non potrà superare l’importo di 150mila euro.

Le domande di contributo a fondo perduto potranno essere presentate all’interno di due finestre temporali. Dal 9 maggio al 26 giugno 2018 per gli interventi da realizzare almeno per l’80% entro il 31 dicembre 2018 e per un massimo del 20% nel 2019; dal 4 settembre 2018 fino al 28 febbraio 2019 per gli interventi da realizzare nel 2019. Oltre all’acquisto di impianti, macchinari e attrezzature, sono ammissibili le spese per l’acquisto di beni intangibili e di strumenti gestionali funzionali al progetto. Inoltre sono ammesse, nelle misure percentuali indicate nel bando, le spese per opere murarie ed edilizie strettamente necessarie per l’installazione e posa in opera degli impianti e dei macchinari e per l’acquisizione di servizi di consulenza specialistica.

Anziani, no all’isolamento: dalla Regione i fondi per gli ascensori negli alloggi di edilizia pubblica

Uno stabile senza ascensore può diventare un serio problema per gli anziani, anche autosufficienti, e le persone con disabilità, soprattutto se alle prese con problemi motori. Non uscire di casa, o farlo raramente, potrebbe impedire una normale vita relazionale. Un aiuto concreto arriva dalla Regione Emilia-Romagna, che per la prima volta stanzia dei fondi per installare ascensori e montascale negli stabili di edilizia residenziale pubblica: 2 milioni di euro per il 2018.
Attraverso uno specifico bando, saranno dunque finanziati, oltre a questi interventi, anche lavori per l’abbattimento degli ostacoli presenti in appartamenti o spazi comuni, all’interno dei palazzi, che costituiscono un limite o un impedimento per chi si muove con difficoltà:ad esempio, dislivelli con gradini o rampe troppo ripide, corridoi e servizi troppo stretti, pavimentazioni scivolose.

I Comuni proprietari degli alloggi, destinatari dei contributi regionali, potranno avvalersi delle Acer (Aziende Casa Emilia-Romagna), in qualità di gestoridel patrimonio di Edilizia residenziale pubblica (Erp) per effettuare i lavori. La Regione riconoscerà fino ad un massimo dell’80% dell’importo complessivo delle opere di adeguamento.
In Emilia-Romagna gli edifici popolari sono 6.571, per un totale di oltre 59 mila appartamenti; l’età media dei fabbricati è di 45 anni e circa il 30% dei nuclei assegnatari è composto over 65enni. In particolare, 1.257 fabbricati risalgono al dopoguerra, essendo stati costruiti negli anni tra il 1951 e il 1960, il decennio che ha visto lo sviluppo maggiore: 335 nella sola provincia di Bologna.

Erp, oltre 1.200 fabbricati costruiti nel dopoguerra

In Emilia-Romagna gli edifici popolari sono 6.571, per un totale di oltre 59 mila appartamenti (59.449); l’età media dei fabbricati è di 45 anni e circa il 39% risale a prima del 1960, il 26% è stata costruita negli anni compresi tra il 1960 ed il 1980 e i rimanenti edifici (35% del totale) sono di epoca successiva.

In particolare, 1.257 fabbricati (per 8.230 alloggi) risalgono al dopoguerra, essendo stati costruiti negli anni tra il 1951 e il 1960, il decennio che ha visto lo sviluppo maggiore. Stabili, questi, che sono concentrati per lo più nelle province di Bologna(335) e Ferrara (258) e, a seguire, a Parma (140), Forlì- Cesena (130), Modena (114), Reggio Emilia (87), Ravenna (80), Piacenza (65) e Rimini (48). Minore, complessivamente, è l’età degli alloggi, ristrutturati in parte nel corso degli anni.

Sono invece oltre 15.000 gli alloggi di edilizia residenziale popolare costruiti tra il1970 e il 1980: 5.570 sono ubicati nella provincia di Bologna, 1.808 a Modena, 1.758 a Ferrara; Parma ne conta 1.468, Reggio Emilia 1.053, Ravenna 976, Forlì-Cesena964, Piacenza 719 e Rimini 698.

Una percentuale elevata di fabbricati, soprattutto quelli meno recenti, non è dotata di ascensore o necessita di interventi per rimuovere le barriere architettonicheall’interno delle abitazioni rendendole in tal modo più comode e funzionali, dal momento che circa il 30% dei nuclei assegnatari è composto da anziani (età superiore a 65 anni).

Dopo il maltempo, dalla Regione un Piano straordinario di manutenzione delle strade da 31 milioni

Dopo l’ondata eccezionale di maltempo delle settimane e dei mesi scorsi, che ha provocato non pochi disagi alla viabilità regionale e ai cittadini da Piacenza a Rimini con richieste di aiuto da parte dei sindaci e degli amministratori locali, la Regione interviene con un piano straordinario da 31 milioni di euro per i lavori di manutenzione e miglioramento degli oltre 12mila e 600 chilometri di strade comunali e provinciali dell’Emilia-Romagna – nelle aree di montagna come in quelle di pianura.

  • Gli interventi sulle strade provinciali

Quasi 10 milioni di risorse regionali (9 milioni 820mila euro, di cui 3 milioni già stanziati) sono destinati agli oltre 1.858 chilometri di strade provinciali dell’Emilia-Romagna.

In particolare, sono previsti interventi sui 274 chilometri di strade provinciali a Bologna (finanziati con 1.449.291 euro in tutto); 131 chilometri delle strade di Ferrara(691.795 euro); 209 chilometri di Forlì-Cesena (1.105.688 euro); 306 chilometri di Modena (1.618.403 euro); 307 chilometri di Parma (1.623.047 euro); 233 chilometri di Piacenza (1.230.782 euro); 163 chilometri di Ravenna (863.480 euro); 186 chilometri di Reggio Emilia (980.596 euro); 49 chilometri di strade provinciali di Rimini(259.917 euro).

  • La manutenzione delle strade comunali di montagna

La Giunta ha poi approvato il riparto di 7 milioni di euro per la manutenzione straordinaria dei 10.804 chilometri di strade delle Unioni e Comuni di montagna, stanziati nell’ambito del Piano operativo del Fondo sviluppo e coesione infrastrutture 2014-2020.

Si aggiungono poi 6 milioni di euro del Fondo regionale per la montagna per 23 fusioni o Unioni di Comuni montani.

Questa la ripartizione territoriale dei 13 milioni di euro complessivi disponibili nel 2018 per la manutenzione straordinaria.

In provincia di Reggio Emilia le risorse sono destinate ai 1.234 chilometri di strade comunali, per un importo complessivo di 1.476.532 euro, nella Val d’Enza (84.211 euro per 57,6 chilometri), nell’Appennino reggiano (1.191.384 euro per 1.001 chilometri) e Tresinaro Secchia (200.937 euro per 176 chilometri).

Sempre dal Fondo regionale per la montagna, 4 milioni saranno utilizzabili nel 2019 e altri 4 nel 2020. È stato fissato il termine del 18 maggio come scadenza per la presentazione dei Programmi triennali di investimento da parte di ciascuna Unione di Comuni.

Bandi aperti in Regione | Marzo 2018

I finanziamenti aperti in Regione Emilia Romagna al 29 marzo 2018:

 

AGRICOLTURA E PESCA

4.1.04 Investimenti per la riduzione di gas serra e ammoniaca
Pubblicato il: 18/01/2018 | Scadenza termini partecipazione: 16/04/2018 17:00

4.3.02 Infrastrutture irrigue
Pubblicato il: 26/10/2017 | Scadenza termini partecipazione: 30/03/2018 13:00

1.1.01 Sostegno alla formazione professionale ed acquisizione di competenze e 1.3.01 Scambi interaziendali di breve durata e visite alle aziende agricole e forestali
Pubblicato il: 10/10/2017 | Scadenza termini partecipazione: 10/09/2018 12:00

13.1.01 e 13.1.02 Pagamenti compensativi per le zone montane, per altre zone soggette a vincoli naturali significativi
Pubblicato il: 26/03/2018 | Scadenza termini partecipazione: 15/06/2018 23:55

Feamp – Avviso pubblico Misura 1.43 – “Porti, luoghi di sbarco, sale per la vendita all’asta e ripari di pesca” – Beneficiari privati – Annualità 2018
Scadenza domande 3 maggio 2018. Pubblicato il: 12/03/2018 | Scadenza termini partecipazione: 03/05/2018 23:55

Feamp – Avviso pubblico Misura 5.69 – Trasformazione dei prodotti della pesca e dell’acquacoltura – Annualità 2018
Scadenza domande 3 maggio 2018. Pubblicato il: 07/03/2018 | Scadenza termini partecipazione: 03/05/2018 23:55

Feamp – Avviso pubblico Misura 1.31-Sostegno all’avviamento per i giovani pescatori-Annualità 2018
Scadenza domande 16 maggio 2018. Pubblicato il: 07/03/2018 | Scadenza termini partecipazione: 16/05/2018 23:55

 

AMBIENTE

Riqualificazione energetica degli edifici pubblici
Por Fesr 2014-2020, Asse 4 azioni, azioni 4.1.1 e 4.1.2 – Contributi per Comuni, Province, Città metropolitana e Unioni di comuni, compreso il circondario imolese. Pubblicato il: 14/12/2017 | Scadenza termini partecipazione: 31/03/2018 17:00

Contributi per la conservazione e la valorizzazione della geodiversità
pubblicata sul BURERT n. 67 del 21 marzo 2018 la delibera regionale che stabilisce criteri, termini e modalità per l’assegnazione dei contributi. Pubblicato il: 26/03/2018 | Scadenza termini partecipazione: 20/04/2018 23:55

Graduatoria definitiva dei contributi per la gestione e manutenzione dei percorsi escursionistici dell’Emilia-Romagna
Pubblicate le graduatorie definitive dei contributi a Comuni e Unioni di Comuni per progetti di gestione e manutenzione ordinaria dei percorsi escursionistici. Pubblicato il: 23/01/2018 | Scadenza termini partecipazione: 31/12/2018 23:55

 

CINEMA

Invito a presentare progetti di rilievo nazionale per l’organizzazione e la realizzazione di festival e rassegne in ambito cinematografico e audiovisivo per il triennio 2018-2020
Contributi per progetto triennali 2018-2020 finalizzati all’organizzazione e alla realizzazione di festival e rassegne cinematografiche di rilievo nazionale

Invito a presentare progetti per la realizzazione di festival e rassegne in ambito cinematografico per l’anno 2018
Contributi per l’organizzazione e la realizzazione di festival e rassegne per l’anno 2018

Bando per il sostegno alla produzione di opere cinematografiche e audiovisive realizzate da imprese nazionali ed internazionali – anno 2018
Bando per la concessione di contributi destinati ad imprese nazionali ed internazionali che realizzano opere sul territorio regionale

Bando per il sostegno della produzione di opere cinematografiche e audiovisive destinato ad imprese con sede in Emilia-Romagna – anno 2018
Bando per il sostegno di opere cinematografiche e audiovisive destinato ad imprese con sede in Emilia-Romagna

Bando per il sostegno allo sviluppo di opere cinematografiche e audiovisive destinato ad imprese con sede in Emilia-Romagna – anno 2018
Bando per il sostegno allo sviluppo di opere cinematografiche e audiovisive destinato ad imprese con sede in Emilia-Romagna

 

CULTURA

L.R. 37/94 – Avviso per attività di promozione culturale – Anno 2018
Per Associazioni culturali, Istituzioni culturali e Comuni e Unioni di Comuni. Pubblicato il: 26/03/2018 | Scadenza termini partecipazione: 16/04/2018 15:00

 

IMPRESE

Fiere e filiere 2018-2019
Programma regionale attività produttive, attività 4.4 -Progetti di internazionalizzazione del sistema fieristico – Bando per società fieristiche e organizzatori di manifestazioni fieristiche. Tipologia di bando: Agevolazioni, finanziamenti, contributi. Pubblicato il: 09/03/2018 | Scadenza termini partecipazione: 31/07/2018 16:00

Manifestazione di interesse a partecipare ad iniziative di promozione triennio 2018-2020
Organizzato dalla Regione Emilia-Romagna per l’attrazione degli investimenti. Pubblicato il: 15/01/2018 | Scadenza termini partecipazione: 31/07/2018 23:55

Desk in Silicon Valley
Programma regionale per la ricerca industriale, innovazione e trasferimento tecnologico. Pubblicato il: 23/11/2017 | Scadenza termini partecipazione: 31/05/2018 13:00

Fondo Starter
Por Fesr 2014-2020, Asse 3, Azione 3.5.1 – Contributi per piccole imprese in forma singola o associata. Tipologia di bando: Agevolazioni, finanziamenti, contributi. Pubblicato il: 22/06/2017 | Scadenza termini partecipazione: 07/05/2018 23:55
Fondo Energia
Por Fesr 2014-2020, Asse 4, Azione 4.2.1 – Contributi per imprese in forma singola o associata. Tipologia di bando: Agevolazioni, finanziamenti, contributi. Pubblicato il: 22/06/2017 | Scadenza termini partecipazione: 07/05/2018 23:55

Contributo alle imprese e ai professionisti tramite Consorzi Fidi
Contributo alle imprese e ai professionisti. Pubblicato il: 13/04/2017

Fondo regionale microcredito
Legge regionale n. 23/2015 – Accesso al credito agevolato per imprese, lavoratori autonomi e liberi professionisti. Pubblicato il: 13/03/2017 | Scadenza termini partecipazione: 01/01/2021 00:00

Fondo di cogaranzia regionale per l’accesso al credito delle imprese
Delibera di Giunta regionale n. 231 del 8 febbraio 2010 – Agevolazioni per le imprese. Pubblicato il: 08/02/2010

Agevolazioni sotto forma di garanzia e contributi in conto interessi gestiti da consorzi-fidi e cooperative di garanzia
Sviluppo e riqualificazione del patrimonio e dell’offerta turistica regionale. Pubblicato il: 01/01/2010

Fondo di rotazione
Fondo per società cooperative tramite finanziamenti agevolati a valere sul fondo rotativo Foncooper. Pubblicato il: 28/02/2008

 

SCUOLA

Quarta edizione del concorso “Il panino teen-ager”
Concorso promosso dall’associazione Chef to Chef in collaborazione con l’USR, la Regione Emilia-Romagna e Gambero Rosso rivolto agli studenti degli istituti scolastici e degli Enti di formazione professionale operanti in ambito gastronomico dell’Emilia-Romagna

Stanziati 2,5 milioni per la promozione culturale nel 2018: al via il bando regionale

Ammontano a 2,5 milioni di euro, per il 2018, le risorse stanziate dalla Regione per la promozione culturale in Emilia-Romagna a favore di Comuni, associazioni e istituzioni. Prende il via la presentazione dei progetti per l’anno in corso, in attuazione della Legge regionale 37 del 1994. Novità di quest’anno è la nuova modalità per la domanda di contributo, che dovrà essere presentata esclusivamente tramite l’applicativo Sib@c, seguendo le indicazioni delle Linee guida utente Sib@c (che prevedono per l’accesso a Sib@c   la registrazione a uno dei due sistemi di gestione delle identità Federa o Spid).

Saranno sostenuti, in particolare, i  progetti che prevedono attività e iniziative di dimensione sovralocale, coerenti con le finalità e gli obiettivi della legge regionale indicati nel Programma degli interventi del triennio 2016-2018. L’intento è quello di favorire il recupero e la valorizzazione sia della cultura popolare, della storia e delle tradizioni locali emiliano-romagnole che di altre culture, presenti in Emilia-Romagna. Inoltre, si punta a sostenere la realizzazione di interventi e progetti per promuovere le espressioni dell’arte contemporanea, la creatività giovanile e la valorizzazione di nuovi talenti. E ancora, il sostegno della diffusione della cultura della legalità e della cittadinanza responsabile, oltre che iniziative per favorire l’intercultura e il dialogo interreligioso. Anche quest’anno, la Regione promuove la realizzazione di progetti integrati, favorendo l’aggregazione e l’interazione tra vari soggetti anche ai fini dell’ottimizzazione della spesa.

La presentazione del progetto e la domanda di contributo dovranno essere caricate sulla piattaforma SIB@C da oggi 29 marzo 2018 alle ore 15,00 del 16 aprile 2018. Il bando all’indirizzo https://spettacolo.emiliaromagnacreativa.it/it/bando/l-r-37-94-avviso-attivita-promozione-culturale-anno-2018/

Per informazioni relative al funzionamento della piattaforma informatica Sib@c è possibile contattare gli operatori via mail a infosibac@regione.emilia-romagna.it. Le richieste di informazioni nel merito dei contenuti progettuali vanno inviate esclusivamente via mail a promocultura@regione.emilia-romagna.it

Il mio intervento all’inaugurazione degli “Ex Tigli” di Cavriago

Sabato 24 marzo sono stata a Cavriago per l’inaugurazione della sede degli Ex Tigli. Un edificio da sempre punto di riferimento educativo per la comunità e che oggi, dopo due anni di lavori, torna disponibile per rispondere alle nuove esigenze dell’istituto comprensivo “Don G. Dossetti”.

La struttura ospiterà un laboratorio musicale, la mensa scolastica, l’archivio, uffici, sala riunioni, sala fotocopie e un laboratorio multiuso. Per questo intervento, la cui spesa complessiva è stata di 700mila euro, il Comune ha ottenuto un finanziamento regionale di 500mila euro grazie al piano triennale di edilizia scolastica 2015-2017.

Di seguito trovate una sintesi del mio intervento:

Buongiorno a tutti! Ringrazio per l’invito l’Amministrazione di Cavriago, il Sindaco Burani, e un cordiale saluto alle autorità civili e religiose qui presenti.

Quella di oggi è una festa, si festeggia l’inaugurazione di una struttura scolastica. Vedere una scuola, ascoltare le domande dei bambini, rispondere alle loro curiosità fa sentire decisamente bene. La scuola è la casa della comunità, è il luogo dove avviene il primo contatto con un bene comune che deve essere amato, vissuto e rispettato. Sentite la bellezza di condividere uno bene comune. Le Istituzioni, dallo Stato al Comune hanno fatto uno sforzo economico importante per dare a tutti una scuola sicura, che guarda all’efficienza energetica e alla sostenibilità ambientale. Qui vi è un collegamento tra architettura, organizzazione degli spazi e didattica. C’è un valore pedagogico ed etico importante: il recupero di ciò che esiste, la valorizzazione di ciò che c’è già, una storia collettiva, questo è stato luogo di studio anche per i vostri genitori. È una struttura bella, in cui è piacevole stare per insegnanti e operatori scolastici e ragazzi.

Come Regione Emilia Romagna, appena arrivati abbiamo voluto mettere in primo piano le politiche per l’infanzia. Perché come Regione abbiamo fatto questa scelta? Per prima cosa perché occuparci dei “più piccoli”, questo è ovvio, significa occuparci del futuro. Se non ci occupiamo di far crescere bene, in una sfera di comunità e di benessere, non nel senso materiale, ma nel senso affettivo e relazionale i nostri piccoli, vuol dire che non abbiamo capito niente, perché non ci occupiamo di quelli che prenderanno il nostro posto negli anni futuri. In secondo luogo qui dentro c’è una idea di libertà. “L’educazione è una cosa del cuore” diceva don Bosco, gli insegnanti mi insegnano che i bambini non si misurano solo sul rendimento o sul raggiungimento di obiettivi prestazionali, ma valorizzando le potenzialità di ciascun bimbo, soprattutto nella scuola primaria, e sostenendo le fragilità. Io faccio politica, sono consigliera regionale, ma le insegnanti, gli insegnanti fanno politica con la P maiuscola perché si preoccupano di riconoscere il meglio che è in ciascuno di voi, cari bambini, e si preoccupano di capire cosa fare dei vostri talenti, dei vostri doni e vi aiutano ad essere cittadini di domani, di una comunità. Auguro a voi bambini di sviluppare i vostri talenti e che possiate camminare liberi e conquistare ciò che di bello e buono vorrete. In terzo luogo ci occupiamo di bambini perché sappiamo esserci i genitori al loro fianco. Molti di voi, cari genitori, hanno uno stile di collaborazione e magari sono anche rappresentanti di classe. Al di là delle fatiche del lavoro quotidiano hanno in mente una dimensione non individualistica ma plurale e collettiva, i bambini guardano la generosità nell’uso del tempo: insegnare ai bambini a percorrere una dimensione di solidarietà e comunità e vedere che i genitori si interessano al bene comune è bello. Vi ricordo velocemente altri due provvedimenti. Il primo è il piano adolescenza: abbiamo lavorato per ricalibrare il welfare verso il basso, nel senso della età anagrafica. Il contesto e le caratteristiche di altre fasce d’età, infatti, penso ai nostri preziosissimi anziani, appartengono a mondi più consolidati, che meno subiscono trasformazioni rilevanti. Stare in mezzo, parlare, capire il mondo che cambia velocemente degli adolescenti è fondamentale perché da un anno all’altro, i bambini e le bambine, sono soggetti a grandi cambiamenti, spesso anche in positivo (il servizio civile vede tantissimi giovani che con maturità, intelligenza e creatività ed impegno civile si dedicano a cose collettive e non individuali). Alcuni cambiamenti vanno fronteggiati duramente e altri cavalcati per parlare di futuro e speranza. Tra i rischi che prima non conoscevamo, per esempio, penso alla lotta al cyberbullismo o all’abbandono scolastico. La Regione ha deciso di intervenire sull’adolescenza per una somma di motivi. Innanzitutto è cambiata la “struttura” della famiglia. In Emilia-Romagna sono circa 100mila le famiglie monoparentali, cioè formate da un solo genitore con uno o più figli. Poi, il numero di ragazzi stranieri che studia nelle nostre scuole è il più alto di tutto il Paese ma bisogna migliorare nell’integrazione scolastica e superare l’abbandono scolastico nella fascia adolescenziale. Inoltre, il 33% delle nostre famiglie è formato da una sola persona. Insomma, non esistono quasi più le reti sociali che proteggevano i ragazzi quindi è giusto intervenire là dove c’è bisogno. Oltre al piano adolescenza, abbiamo approvato una misura sui centri estivi. Una misura importante per molti genitori che lavorano:  per i genitori nella gestione dei figli nei mesi di chiusura della scuola e per i ragazzi una occasione di relazione e crescita in un contesto protetto.

Per quanto riguarda l’edilizia scolastica dal 2014 al 2017 è stata investita una cifra significativa dallo Stato: 9 miliardi e mezzo nel patrimonio immobiliare scolastico. Tutti i bimbi hanno diritto a vivere in una scuola bella, a volte per alcuni bimbi la scuola è più bella della casa in cui abitano. La bellezza e la funzionalità e la pulizia del luogo fanno sì che i bambini desiderino, oltre ad una scuola bella, un paese bello, un monumento bello, un parco bello, una piscina pulita. Tutti i bimbi hanno diritto alla felicità: la felicità non è un diritto riconosciuto nei nostri ordinamenti europei come uno degli obbiettivi dell’ordinamento, lo fa la Costituzione americana. Forse perché noi consideriamo troppo grande il tema della felicità per la politica perché c’è una vita fuori che la supera, che viene prima ed è più importante. Ma penso anche che questo sia un tema attuale che deve riguardare anche chi ha incarichi istituzionali, chi ha incarichi di governo. Forse abbiamo davvero bisogno di declinare le nostre scelte sulla domanda “questa azione renderà più felici le persone?”

Infine, pensare che il padre Costituente Dossetti sia passato da una scuola di questo plesso scolastico mi riempe di emozioni. Grazie ai genitori, agli insegnanti, agli operatori scolastici, ma anche a chi ha lavorato nei cantieri, a chi ha progettato, alle istituzioni, e a tutti quelli che hanno creato questa struttura circolare che ci lega tutti insieme e ci fa sperare che tutti insieme progrediamo verso un futuro in cui saranno i ragazzi e i bimbi a dirci cosa dovremo fare! Buona scuola!

Medici specialisti, siglato il nuovo accordo integrativo tra Regione e sindacati

Valorizzare il ruolo e la partecipazione dei medici specialisti nelle strutture territoriali, a partire dalle Case della Salute, per migliorare ulteriormente la continuità dell’assistenza e la gestione dei tempi di attesa di visite ed esami. Con questo obiettivo la Regione Emilia-Romagna e le Organizzazioni sindacali di specialisti ambulatoriali interni, veterinari e altre professionalità sanitarie (biologi, chimici, psicologi) hanno siglato il nuovo accordo integrativo regionale. L’accordo si inserisce nell’ambito della riorganizzazione dell’assistenza territoriale prevista dall’intesa della Conferenza Stato-Regioni del 2015, la quale va in una precisa direzione: dare nel territorio risposte assistenziali appropriate ed efficaci alternative all’ospedalizzazione, a partire da una sempre maggiore integrazione tra i professionisti e i servizi.

Con questo accordo nascono le figure del referente dell’Aggregazione funzionale territoriale (Aft), di coordinatore dell’Unità complessa di cure primarie (Uccp), del referente aziendale per quelle Ausl che non lo avevano previsto in precedenza, e viene rafforzato il ruolo del responsabile di Branca. Tutte figure che l’Azienda Usl individua in base alla propria programmazione sanitaria, con compiti di pianificare, con i direttori dei Dipartimenti di riferimento, l’attività specialistica ambulatoriale, definire i percorsi diagnostici terapeutici e di coordinare l’attività dei colleghi. Gli specialisti agiranno all’interno di nuovi raggruppamenti mono-professionali previsti dall’Accordo collettivo nazionale: le Aggregazioni funzionali territoriali che le Aziende Usl devono istituire entro quest’anno (dopo l’approvazione del regolamento aziendale che recepisce l’accordo integrativo). Tali Aggregazioni opereranno, appunto, con medici e pediatri di famiglia e con i medici ospedalieri all’interno delle Case delle Salute (o delle altre Unità complesse di cure primarie previste dalla riorganizzazione dell’assistenza territoriale). E il referente dell’Aggregazione concorrerà, per esempio, a coordinare l’assistenza ambulatoriale negli ambulatori del territorio, a domicilio, nelle strutture residenziali.

In Emilia-Romagna sono circa 1.100 gli specialisti ambulatoriali impegnati nelle strutture territoriali: negli ultimi anni hanno partecipato attivamente alla costruzione di percorsi integrati per la gestione di persone con diabete o con scompenso cardiaco o con altre malattie croniche e sono sempre più coinvolti nei percorsi assistenziali su problematiche specialistiche specifiche all’interno delle Case della Salute.