Quarta edizione del concorso “Il panino teen-ager”

Il panino: una cosa buona tra le mani! È questo il motto del concorso giunto ormai alla sua quarta edizione “Panino teen-ager”, lanciato da Chef to Chef, l’associazione di cuochi, gourmet e produttori emiliano-romagnoli uniti alla volontà di promuovere la gastronomia regionale e la sua affermazione a livello nazionale e internazionale.

L’iniziativa vede la collaborazione dell’Ufficio Scolastico Regionale, la Regione Emilia-Romagna e il Gambero Rossoed è organizzato nell’ambito della festa “Salumi da RE” organizzata dal Gabero Rosso presso l’Antica Corte Pallavicina (PR).

Destinatari
Il concorso è aperto a tutti gli studenti degli istituti scolastici e degli Enti di formazione professionale operanti in ambito gastronomico dell’Emilia-Romagna con un’età massima di 20 anni.

Caratteristiche della prova
I partecipanti dovranno realizzare un panino che valorizzi i salumi italiani, con le seguenti caratteristiche:

  • Ricetta: presenza di almeno un salume italiano (per il resto la ricetta è completamente libera)
  • Servizio: il panino dovrà essere degustato con le mani.

La ricetta dovrà essere presentata al massimo in una pagina formato A4. Per le caratteristiche complete e maggiori informazioni si rimanda al bando allegato nella sezione Per saperne di più.

Finalisti e Premiazione
Sulla base delle ricette pervenute la giuria sceglierà a insindacabile giudizio un massimo di 10 candidati. Il 7 aprile 2018 i finalisti saranno invitati a realizzare la propria creazione davanti alla giuria, presieduta da Fulvio Pierangelini, durante la manifestazione “Salumi da RE” presso l’Antica Corte Pallavicina di Polesine Parmense (PR).

Il vincitore sarà invitato dal canale televisivo del Gambero Rosso per la presentazione del proprio panino.

Iscrizioni e scadenza
I partecipanti dovranno inviare la ricetta in formato .pdf al seguente indirizzo mail: chefinforma@cheftochef.eu entro il giorno 5 aprile 2018.

 

Per saperne di più

Agricoltura. Dalla Regione 15 milioni di euro per le indennità compensative.

Arrivano dalla Regione circa 15 milioni di euro sotto forma di indennità compensativea favore delle aziende agricole e zootecniche che operano in aree svantaggiate di montagna e altre zone collinari sottoposte a vincoli naturali, con ricadute negative sull’attività produttiva. È questa la dotazione finanziaria stimata per l’attivazione di due bandi approvati dalla Giunta regionale dell’Emilia-Romagna nell’ambito della Misura 13 del Programma regionale di sviluppo rurale 2014-2020. Si tratta della quarta annualità di attuazione della misura che per l’intero periodo settennale può contare su un budget di circa 90 milioni di euro.

Le domande per entrambi i bandi devono essere presentate entro il 15 maggio. Sul sito di Agrea (http://agrea.regione.emilia-romagna.it/servizi/come-presento-la-domanda) è già disponibile il modulo del Piano colturale grafico 2018 necessario alla compilazione della domanda. Entro la prima metà di aprile, con comunicazione sul sito di Agrea, sarà disponibile il secondo modulo per completare la presentazione della domanda.

I due bandi in sintesi

Il primo bando (13.1.01) è rivolto alle aziende di montagna e prevede l’erogazione di un premio base di 125 euro per ettaro di superficie agricola per l’anno 2018; il secondo (13.2.01) è invece indirizzato agli imprenditori agricoli delle aree collinari svantaggiate: il premio base è di 70 euro. Per entrambi i bandi è previsto un meccanismo di riduzione progressiva delle indennità (cosiddetta modulazione) in funzione dell’estensione della superficie agricola dichiarata. Sopra i 50 ettari il premio non sarà più corrisposto. Tutte le domande ammissibili saranno soddisfatte, anche se l’ammontare complessivo delle richieste di pagamento per i due bandi dovesse superare il fabbisogno stimato.
La delibera è stata pubblicata oggi sul Burert dell’Emilia-Romagna.

Lavoro, dall’Industria 4.0 al turismo: dalla Regione oltre 5 milioni per 95 corsi di formazione

Progettista meccanico esperto in tecniche digitali, analista programmatore, analista big data, tecnico della tracciabilità agro-alimentare, redattore di prodotti editoriali digitali, operatore termale, operatore del legno e dell’arredamento.

Sono solo alcune delle qualifiche professionali che si possono conseguire in Emilia-Romagna attraverso nuove opportunità formative. Dopo i 13 corsi di novembre 2017, la Giunta regionale ne ha approvati ora altri 95: finanziati con 5 milioni e 300mila euro del Fondo sociale europeo, sono rivolti a persone non occupate, in modo che possano acquisire le competenze richieste dalle aziende alla ricerca di personale qualificato. I destinatari superano il migliaio (1.174), per un monte ore formativo di oltre 41mila. Gli ambiti riguardano Industria 4.0 (la cosiddetta “quarta Rivoluzione industriale”, con una produzione sempre più automatizzata e interconnessa), turismo, sviluppo delle filiere e dei sistemi produttivi.

Obiettivo generale di queste misure è innalzare le competenze delle persone, selezionando e finanziando opportunità formative volte a favorirne ed accompagnarne l’inserimento lavorativo in imprese, anche organizzate in rete, sistemi e filiere, che collaborano alla progettazione e realizzazione di percorsi in coerenza con specifiche e formalizzate esigenze occupazionali. I settori di riferimento dei percorsi formativi sono dunque l’Industria 4.0 – con 27 percorsi, 345 destinatari e oltre 13mila ore formative – e il turismo (48 percorsi, 587 destinatari, quasi 20mila ore di formazione). Altri 8 corsi sono finalizzati ad accompagnare l’inserimento lavorativo in imprese che hanno siglato accordi per nuove assunzioni (98 destinatari, 2.700 ore formative). Infine 12 corsi (144 destinatari, 5.100 ore di formazione) serviranno a fornire le competenze necessarie per lavorare nelle imprese che operano nelle filiere strategiche dell’economia regionale.

Informazioni al cittadino

Per avere informazioni sulla possibilità di partecipare ai percorsi formativi, e ad altri di questo tipo, è possibile contattare l’Urp della formazione, al numero verde 800 955 157, dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13, il lunedì e il giovedì anche dalle 14,30 alle 16,30.

Cinema e audiovisivi, 1,25 milioni per progetti di festival e rassegne: aperti i bandi

La Regione Emilia-Romagna investe sul cinema e sull’audiovisivo e lo fa offrendo la possibilità di ottenere contributi a progetti di festival e rassegne in questi ambiti.
Per il primo filone di finanziamento, relativo a progetti di rilievo almeno nazionale, per il triennio 2018-2020 sono a disposizione 750mila euro per la prima annualità, mentre le risorse per gli anni successivi verranno individuate sulla base delle disponibilità.
Per il secondo filone, che riguarda progetti di risonanza regionale per l’anno 2018, è previsto uno stanziamento di 520 mila euro, di cui 420mila per i festival e 100 mila euro per le rassegne. Nel 2017 con questo meccanismo erano stati finanziati 21 festival, di cui 3 di rilevanza nazionale e 14 rassegne, in un panorama regionale ricco e riconosciuto.

I bandi

Per i progetti di rilievo nazionale, per ogni edizione dal 2018 al 2020, si richiede un programma articolato sulla base minima di 5 giornate di programmazione, con almeno 10 proiezioni. I progetti dovranno puntare all’incremento e alla diversificazione del pubblico e dell’offerta sia in relazione agli spazi (es. i luoghi periferici o senza sale cinematografiche) sia alle varie tipologie di pubblico (es. biglietti e abbonamenti mirati). Altro punto fondamentale è la proposta di opere inedite, senza distribuzione sul mercato italiano, appartenenti a cinematografie meno conosciute o provenienti da paesi emergenti. Nel programma andranno inoltre inserite opere sostenute dal Fondo per l’Audiovisivo regionale e opere nazionali e internazionali restaurate.Sarà inoltre importante promuovere le pari opportunità, intese come attenzione alle specificità di genere e alle abilità differenti.

La domanda di contributo, sottoscritta dal legale rappresentante, dovrà essere inviata per via telematica dall’indirizzo di Posta Elettronica Certificata del soggetto richiedente al seguente indirizzo PEC: servcult@postacert.regione.emilia-romagna.itcon oggetto “Domanda festival/rassegne 2018-2020”. L’invio delle domande dovrà essere effettuato entro le ore 14.00 del 22 aprile 2018.

Per i progetti di festival e rassegne di rilevanza regionale per il 2018, sono ammissibili quelli giunti quest’anno almeno alla terza edizione. Il programma dovrà prevedere almeno 3 giornate consecutive di programmazione, comprendenti non meno di 10 proiezioni, per i festival; un periodo di programmazione saltuaria anche non consecutiva comprendenti non meno di 10 proiezioni per ogni rassegna. Anche in questo caso festival e rassegne dovranno puntare all’incremento e alla diversificazione del pubblico e dell’offerta,  proporre opere inedite, e sostenute dal Fondo per l’Audiovisivo regionale e opere nazionali e internazionali restaurate; oltre a promuovere le pari opportunità.

La domanda di contributo, sottoscritta dal legale rappresentante, dovrà essere inviata per via telematica dall’indirizzo di Posta Elettronica Certificata del soggetto richiedente al seguente indirizzo PEC: servcult@postacert.regione.emilia-romagna.itcon oggetto “Domanda Festival 2018” o “Domanda Rassegne 2018”. L’invio delle domande dovrà essere effettuato entro le ore 14.00 del 29 aprile 2018.

Modulistica sul canale Cinema di EmiliaRomagnaCreativa.it:
https://cinema.emiliaromagnacreativa.it/it/finanziamenti/bandi/

Opportunità di finanziamento per punti WiFi pubblici – WiFi4EU

La Commissione Europea sta per lanciare un bando specifico sul wifi pubblico, il primo all’interno del programma WiFi4EU.

Si tratta di un investimento complessivo di 120 M€, con cui la Commissione intende intervenire su circa 6000 comuni entro il 2020. Saranno erogati voucher di 15.000€, uno a città. Una città può fare una sola richiesta.

Chi può fare domanda?

Solo i Comuni possono fare domanda, con l’eccezione delle forme associative di comuni indicate nella  lista degli intermediari accreditati che possono fare domanda per ognuno dei comuni associati.

Cosa prevede il bando?

Saranno finanziati punti wifi da posizionare presso pubbliche amministrazioni, ospedali, biblioteche, altri luoghi ad accesso pubblico. I punti WiFi debbono poggiare su una rete a banda ultralarga, per dare al cittadino, al turista, a chi lavora in movimento una esperienza soddisfacente, la possibilità di scaricare in tempi rapidi  una grande quantità di dati, di comunicare da remoto senza latenze, utilizzare i servizi on line con la affidabilità che la Banda Ultra Larga può dare.

La Commissione Europea tramite il voucher paga apparati e installazione. Il voucher va direttamente al fornitore che il Comune avrà selezionato su un portale apposito.

Il Comune garantisce energia e connettività nonché gli eventuali lavori per portare la fibra ottica all’apparato. L’apparato deve restare operativo per almeno tre anni.

Come si fa domanda?

Ecco i passaggi previsti:

  1. dal 20 marzo 2018 i Comuni e i fornitori di servizi interessati devono registrarsi sul portale www.wifi4eu.eu
  2. Il 15/05/2018 alle 13:00 si apre la prima call in cui vige la regola del first come first served (chi prima arriva meglio alloggia), cioè verranno considerati i Comuni in base all’ordine di presentazione delle domande. Si tratta di una semplice candidatura senza dettagli sul progetto
  3. Una volta entrati nella graduatoria i Comuni concorderanno con la commissione i dettagli  del progetto, e dovranno firmare un grant agreement che conterrà i dettagli organizzativi per l’emissione del voucher

Cosa succede a EmiliaRomagnaWiFi e wifi.italia.it?

I punti wifi finanziati su questo bando dovranno esporre l’SSID “WiFi4EU” che avrà regole di accesso proprie stabilite dalla Commissione EU.

Lo stesso access point potrà comunque esporre altri SSID, come ad esempio EmiliaRomagnaWiFi e wifi.italia.it. Non si tratta, infatti, di iniziative che si escludono a vicenda: al contrario prevedono sinergie, sancite in specifici accordi, per massimizzare l’utilizzo e la diffusione della connettività WiFi in luoghi pubblici.

Per questo motivo i comuni dell’Emilia-Romagna che saranno assegnatari di voucher WiFi4EU potranno scegliere Lepida Spa come fornitore del servizio e ottenere, in aggiunta al voucher:

  • la connettività gratuita tramite la rete Lepida Spa
  • la gestione dell’apparato fornita da Lepida Spa
  • la possibilità di compartecipazione da parte di Lepida Spa all’eventuale investimento necessario a portare la fibra ottica all’apparato

In questo modo resta carico del comune solo la fornitura di energia elettrica per alimentare l’apparato.

A chi rivolgersi?

I comuni dell’Emilia-Romagna interessati possono rivolgersi per chiarimenti al Broadband Competence Office regionale scrivendo una mail a sandra.lotti@lepida.it

Sicurezza, presto accordo Regione e Ministero su lettura targhe attraverso videosorveglianza

Ho firmato una risoluzione, sostenuta da tutto il gruppo del Partito Democratico, che auspica, la sottoscrizione di un accordo di programma tra Regione e Ministero dell’Interno che facendo seguito al decreto Minniti, metta in campo azioni sempre più mirate al contrasto e alla prevenzione della criminalità.

Abbiamo rivolto la nostra attenzione alla sicurezza urbana, tema reale che incide concretamente nella quotidianità dei cittadini, e sul ricorso agli impianti di videosorveglianza. In questi anni gli Enti Locali e lo Stato hanno messo in campo importanti investimenti. Costruire un sistema integrato per la lettura delle targhe delle auto sarebbe un prezioso strumento di contrasto all’attività criminale ed è urgente che il collegamento alla banca dati dei veicoli rubati da parte delle polizie locali sia ripristinato.

Dando maggiori strumenti a Comuni e Polizia locale non facciamo altro che dare risposte alla crescente richiesta di sicurezza delle persone. Per questo motivo chiediamo alla Giunta di attivarsi presso il Ministero dell’interno per avviare percorsi di sperimentazione

Molte Amministrazioni pubbliche, locali e regionali, per anni hanno investito in soluzioni tecnologiche per dotarsi di sistemi di videosorveglianza all’avanguardia per garantire ai propri territori sistemi di telecamere intelligenti in grado di leggere le targhe dei mezzi in circolazione sulle strade. Attraverso specifici software e un collegamento di rete connesso al Ministero dell’interno dovrebbe essere possibile ottenere informazioni in tempo reale sulla presenza di veicoli segnalati come “veicoli con denuncia di furto”.

Condividendo linee dei progetti di sicurezza urbana integrata già attivi o in fase di attuazione in diversi territori della Regione è arrivato il momento di creare un modello di interscambio operativo delle informazioni che sia sistematico per tutti

Questo servizio permetterebbe alle Polizie locali di intervenire in modo tempestivo nei casi di bisogno e soprattutto di gestire al meglio le attività investigative. La conservazione dei dati delle targhe dei veicoli per soli 7 giorni, nel rispetto del codice della privacy, sta rappresentando un ulteriore impedimento al lavoro delle Forze dell’ordine che stanno utilizzando sperimentalmente gli impianti degli enti locali.

 

Qui il testo della RISOLUZIONE

Sanità, nei reparti “a rischio elevato” solo medici e infermieri immuni a morbillo, parotite, rosolia, varicella

Nei reparti di oncologia, ematologia, neonatologia, ostetricia, pediatria, malattie infettive, nei Pronto soccorso e nei Centri trapianti dell’Emilia-Romagna potranno lavorare solo gli operatori sanitari (e dunque medici, infermieri, ostetriche) che risultano immuni nei confronti di morbillo, parotite, rosolia e varicella.

Nel caso in cui venga accertata l’assenza di immunità nell’operatore e il rifiuto o l’impossibilità a sottoporsi alla vaccinazione specifica, il medico del Lavoro (medico competente) rilascerà un giudizio di idoneità parziale temporanea, con limitazioni a non svolgere attività sanitaria nelle aree ad alto rischio e a non prestare assistenza diretta a pazienti affetti dalle quattro patologie perché potrebbero contagiare l’operatore stesso ed i propri pazienti.

Lo prevede il documento “Rischio biologico e criteri per l’idoneità alla mansione specifica dell’operatore sanitario”, redatto dai medici competenti delle Aziende sanitarie, da infettivologi e da esperti dell’Università e della Regione e approvato dalla Giunta regionale con un’apposita delibera dopo un confronto con le organizzazioni sindacali.

Il documento – che riprende e sviluppa le Linee di indirizzo per la sorveglianza sanitaria degli operatori delle Aziende sanitarie della regione (circolare luglio 2014) – è pienamente coerente con le normative in materia di tutela dei lavoratori e dei pazienti e indirizzerà i medici competenti nell’esprimere la valutazione di idoneità specifica degli operatori della sanità.

L’obiettivo è tutelare l’operatore sanitario e i pazienti assistiti: all’interno vengono sottolineate infatti quali siano le attività e le aree che possono rappresentare un effettivo rischio per la trasmissione di patologie per via ematica (epatite B, epatite C, HIV) e per via aerea (tubercolosi, morbillo, parotite, rosolia e varicella). Le indicazioni del documento sono destinate sia al personale in servizio che al personale di prossima assunzione. In quest’ottica la Regione stanzia circa 500mila euro proprio per la promozione della salute nelle Aziende sanitarie dell’Emilia-Romagna, con un focus particolare sulle vaccinazioni.

Attività e aree che possono rappresentare un effettivo rischio biologico per gli operatori sanitari e per i terzi

Per quanto riguarda il rischio relativo al virus dell’epatite B e C, e HIV è previsto che l’operatore in condizioni di infettività non possa svolgere le procedure invasive “ad alto rischio” (come chirurgia generale, chirurgia generale del cavo orale, chirurgia cardiotoracica, neurochirurgia, procedure ortopediche, chirurgia dei trapianti).

Per quanto riguarda morbillo, parotite, rosolia e varicella – malattie trasmesse per via aerea e prevenibili con vaccino – il documento individua come aree “ad elevato rischio” per l’operatore e i terzi l’oncologia, l’ematologia, la neonatologia, l’ostetricia, la pediatria, le malattie infettive, i Pronto soccorso e i Centri trapianti. Nelle aree “ad elevato rischio” del Servizio sanitario regionale operano circa 4000 persone, di cui un migliaio sono medici, 2500 infermieri e 500 ostetriche.

In Emilia-Romagna, dal 2012 al 2016, su 464 casi di morbillo 61 hanno interessato operatori sanitari; 76 i focolai in tutto, di cui 20 hanno coinvolto operatori sanitari.

Rispetto al rischio della tubercolosi, i criteri addottati per l’espressione del giudizio di idoneità prevedono che il soggetto affetto da malattia in fase attiva non sia idoneo fino al termine del trattamento che consente l’accertamento dell’assenza di infettività.

Pesca, 4,3 milioni di euro per migliorare la qualità, favorire l’innovazione e la nascita di imprese giovani

Quasi 4,3 milioni di euro per favorire la crescita e la competitività del settore della pesca e dell’acquacoltura e per incentivare la nascita di nuove imprese guidate da giovani. È la dotazione finanziaria complessiva di tre bandi approvati dalla Giunta regionale dell’Emilia-Romagna che mettono a disposizione un corposo pacchetto di risorse a sostegno di progetti di investimento per lo sviluppo e la qualificazione della produzione nel quadro del Feamp 2014-2020, il Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca.

I finanziamenti

La quota più consistente dei fondi – quasi 3,5 milioni di euro – è destinata agli interventi per il rafforzamento e miglioramento della trasformazione dei prodotti della pesca e  dell’acquacoltura; circa 650.000 euro sono riservati al potenziamento delle infrastrutture dei porti, delle sale per la vendita all’asta del pescato e delle strutture per la raccolta di scarti e rifiuti marini per ridurre l’impatto ambientale; infine poco meno di 165.000 euro andranno ad incentivare l’ acquisto di imbarcazioni da pesca da parte degli under 40 per mettersi in proprio. Dei 4,3 milioni di euro la metà sono di provenienza europea (circa 2,15 milioni), il 35% è la quota messa a disposizione dallo Stato italiano (oltre 1,5 milioni) e il restante 15% (quasi 645.000 euro) è a carico del bilancio della Regione.

Cosa prevedono i bandi

Dei tre bandi, quello a sostegno del settore della trasformazione dei prodotti ittici mette a disposizione delle micro, piccole e medie imprese contributi del 50% per finanziare progetti compresi tra un minimo di 100.000 e un massimo di 800.000 europer il risparmio energetico e la riduzione dell’impatto ambientale, il miglioramento della sicurezza, dell’igiene e delle condizioni di lavoro. Sostegno anche alle iniziative che puntano sull’innovazione di processo e di prodotto e sull’acquacoltura biologica. Le domande vanno presentate entro il 3 maggio.

Anche il secondo avviso pubblico per il miglioramento delle infrastrutture dei porti, dei locali per le aste e le strutture di raccolta dei rifiuti prevede contributi del 50%, per progetti di importo tra gli 80.000 e i 300.000 euro. La scadenza per le domande anche in questo caso è il 3 maggio prossimo.

È fissato invece per il 16 maggio il termine per il terzo bando riservato agli under 40, con contributi a fondo perduto del 25% per progetti fino a 75.000 euro. L’incentivo riguarda l’acquisto di pescherecci usati sotto i 24 metri di lunghezza per l’avvio di nuove imprese.

Sanità. Nasce la Rete regionale dei Centri di senologia dell’Emilia-Romagna: saranno 12 su tutto il territorio

Nasce la Rete regionale dei Centri di Senologia dell’Emilia-Romagna: potrà contare su 12 strutture di riferimento in tutto il territorio, che lavoreranno con standard di qualità, modalità organizzative e di funzionamento uniformi.

A istituirla, una delibera della Giunta regionale approvata nei giorni scorsi che individua la strutturazione territoriale della Rete; definisce il modello organizzativo a cui tutti i Centri dovranno fare riferimento, per garantire la massima efficienza operativa e la sinergia dei risultati; stabilisce la costituzione di un coordinamento permanente che avrà anche il compito di monitorare i risultati raggiunti, a conclusione del percorso riorganizzativo in capo alle Aziende sanitarie.

Obiettivi e criteri di qualità della Rete dei Centri di senologia

Il Centro di senologia è la struttura nevralgica operante all’interno del percorso diagnostico, terapeutico e assistenziale del tumore alla mammella, capace di garantire un modello di assistenza altamente specializzato.

Il documento approvato dalla Giunta regionale definisce i requisiti di qualità che il Centro deve avere per appartenere alla Rete regionale e per assicurare un’adeguata esperienza specialistica, tra cui l’associazione positiva fra volume di attività chirurgica per centro e per operatore e i migliori esiti della chirurgia per tumore maligno della mammella, livelli di competenza clinica di tutti i professionisti, la presa in carico della donna attraverso la valutazione multidisciplinare e la continuità assistenziale tra il Centro e il territorio (medicina generale), l’omogeneità dei protocolli clinici.

Il documento specifica inoltre l’assetto organizzativo del Centro, definendo i ruoli decisionali e le responsabilità, nonché tempi, procedure e percorsi da seguire nelle varie fasi dell’assistenza, dalla diagnosi alla terapia al follow up.

I Centri di senologia sul territorio

Questa la strutturazione sul territorio. Provincia di Piacenza: Centro di Senologia Ospedale di Piacenza; Parma: Centro di Senologia Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma; Reggio Emilia: Centro di Senologia Arcispedale Santa Maria Nuova-Irccs di Reggio Emilia; Modena: Centro di Senologia Ospedale di Carpi; Centro di Senologia Azienda Ospedaliera-Universitaria di Modena; Area Metropolitana di Bologna: Centro di Senologia Ospedale Bellaria; Centro di Senologia Azienda Ospedaliera-Universitaria di Bologna; Centro di Senologia Ospedale di Imola; provincia di Ferrara: Centro di Senologia Azienda Ospedaliero-Universitaria di Ferrara; Ravenna: Centro di Senologia Ospedale di Ravenna; Forlì-Cesena: Centro di Senologia Ospedale di Forlì (integrazione con Irccs-Irst di Meldola); Rimini: Centro di Senologia Ospedale Sant’Arcangelo di Romagna.

Diagnosi precoce del tumore al seno: come funziona in Emilia-Romagna

In Emilia-Romagna il carcinoma della mammella è responsabile del 29% dell’incidenza dei tumori maligni nel sesso femminile e del 15% della relativa mortalità, con oltre 4.500 nuovi casi all’anno.

Dal 1996 è attivo il programma di screening per la diagnosi precoce del tumore della mammella per la fascia di età dai 50 ai 69 anni e dal 2010 è stato esteso alle fasce 45-49 e 70-74 anni. Ogni anno vengono invitate circa 500.000 donne (copertura del 100% della popolazione bersaglio), con un’adesione del 75% a cui si aggiunge un ulteriore 10% che effettua la mammografia al di fuori del programma.

Dal 2012, è attivo un percorso regionale per l’individuazione e la sorveglianza delle donne a rischio ereditario di tumore alla mammella/ovaio. Dal 2005, inoltre, è stato avviato un processo di riorganizzazione dell’offerta chirurgica per tumore della mammella che ha comportato una progressiva concentrazione della casistica: nel 2017 il 94% degli interventi sono stati effettuati in ospedali pubblici e quasi completamente ad alto volume di casi trattati.

Tirocini, più tutele per garantire formazione di qualità: approvato dalla Giunta il progetto di legge

Più tutele per il tirocinante, un controllo preventivo e sistematico della regolarità del tirocinio prima dell’avvio, una durata massima di 6 mesi per tutti i tirocini ad eccezione di quelli rivolti a persone in condizioni di svantaggio (12 mesi) e a persone con disabilità (24 mesi). Un costante monitoraggio anche qualitativo dei percorsi attivati, più controlli e sanzioni mirate per contrastare gli abusi. Sono le scelte di fondodella Regione Emilia-Romagna in materia di tirocini, che recepisce le nuove linee guida nazionali.  Ora inizia il percorso in Assemblea legislativa. L’entrata in vigore della legge è prevista a partire dal 1 ottobre 2018.

 

Cos’è il tirocinio

Il tirocinio è unamodalità formativa che non costituisce rapporto di lavoro. È finalizzata in via esclusiva a sostenere le scelte professionali e a favorire l’acquisizione di competenze mediante la conoscenza diretta del mondo del lavoro. I tirocini sono promossi da parte di un soggetto, terzo rispetto al datore di lavoro ospitante e al tirocinante, che è garante della regolarità e qualità dell’iniziativa. Fondato su una convenzione e su un progetto formativo individuale, ogni tirocinio prevede un tutor organizzativo responsabile didattico dell’attività, messo a disposizione da chi promuove il tirocinio, nonché un responsabile del tirocinio individuato dal soggetto ospitante. Il tirocinante deve essere messo nelle condizioni di acquisire almeno una unità di competenza della qualifica regionale presa a riferimento nel progetto formativo, e deve essere garantita la formazione per la salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. A conclusione del percorso deve essere formalizzata al tirocinante la certificazione degli esiti, secondo gli standard del sistema regionale delle qualifiche.

Durata e indennità

Superando la distinzione precedente tra tirocini formativi e di orientamentoe tirocini di inserimento o reinserimento al lavoro, il progetto di legge prevede una durata massima di 6 mesi per tutti i tirocini (in Emilia-Romagna la durata media di un tirocinio è di 168 giorni), ad eccezione di quelli rivolti a persone in condizioni di svantaggio per i quali viene confermata la durata di 12 mesi e di quelli rivolti a persone con disabilità che possono durare fino a 24 mesi. L’indennità minima mensile viene confermata in 450 euro mensili per tutti i tirocinanti.

Autorizzazione del tirocinio

Per tutelare il tirocinante garantendo la correttezza e la conformità del percorso alla normativa, è introdotto un sistema di autorizzazione preventiva e tempestiva dei tirocini, garantita dall’Agenzia per il Lavoro entro 10 giorni dal recepimento della documentazione)

Progetto formativo e sistema regionale delle qualifiche

Per valorizzare la valenza formativa del tirocinio-politica attiva finalizzata a creare un contatto diretto tra soggetto ospitante e tirocinante, con l’obiettivo di arricchirne conoscenze e competenze professionali per in un ingresso e un reinserimento qualificati nel mercato del lavoro – la proposta di legge conferma come riferimento del progetto formativo individuale il Sistema Regionale delle Qualifiche.

Condizioni e vincoli

Il progetto di legge ribadisce il divieto per i soggetti ospitanti di realizzare più di un tirocinio con lo stesso tirocinante, di ospitare tirocinanti che già abbiano già lavorato nei due anni precedenti presso la stessa realtà con qualunque forma contrattuale e di utilizzare i tirocinanti per attività non coerenti con gli obiettivi formativi del tirocinio. Vengono introdotti e meglio precisati ulteriori vincoli: divieto di adibire i tirocinanti a posizioni proprie dell’organizzazione del soggetto ospitante, sostituire il personale in malattia, maternità, ferie o in sciopero, sostituire lavoratori in momenti di picco delle attività, attivare tirocini per i professionisti già abilitati all’esercizio di professioni regolamentate. Per poter ospitare un tirocinante rimane l’obbligo di non aver effettuato licenziamenti nei 12 mesi precedenti l’attivazione del tirocinio, salvo quelli per giusta causa o giustificato motivo oggettivo, e di non usufruire della Cassa integrazione per attività equivalenti a quelle del tirocinio nella stessa unità operativa. Per qualificare il percorso, il progetto di legge introduce un limite al numero di tirocinanti che possono essere seguiti contemporaneamente sia dal tutor responsabile didattico dell’attività individuato dal soggetto promotore del tirocinio sia da quello individuato dal soggetto ospitante. Nel calcolo del numero di tirocini attivabili contemporaneamente in base alle dimensioni dell’azienda ospitante vengono ora ricompresi, oltre ai dipendenti a tempo indeterminato, anche quelli a tempo determinato, esclusi gli apprendisti. Il numero di tirocini attivabili viene aumentato progressivamente, a titolo di premialità, nel caso in cui le imprese, anche al di sotto dei 20 dipendenti, abbiano sottoscritto con uno o più tirocinanti un contratto di lavoro subordinato della durata di almeno sei mesi.

Monitoraggio, vigilanza e sanzioni

L’Agenzia Regionale per il Lavoro dell’Emilia-Romagna realizza un monitoraggio delle caratteristiche dei tirocinanti e degli inserimenti lavorativi successivi al tirocinio e un qualitativo sulla base dei progetti formativi, dagli obiettivi in esso contenuti e delle metodologie didattiche per raggiungere gli obiettivi di apprendimento. Il progetto di legge prevede che la Giunta, in stretta integrazione con l’Ispettorato Nazionale del Lavoro, individui e programmi attività di controllo, riceva tempestiva informazione in merito agli accertamenti ispettivi realizzati, ai caratteri degli eventuali elementi distorsivi individuati e al rispetto degli obblighi in materia di formazione per la salute e sicurezza sui luoghi di lavoro. Informazioni decisive anche per introdurre successivamente eventuali e ulteriori interventi di carattere regolativo. Con la proposta di legge l’impianto sanzionatorio della normativa attuale viene precisato e strutturato. Rispetto alla legge precedente viene eliminata la sanzione pecuniaria per violazione dell’obbligo di invio di progetto formativo e convenzione prima dell’avvio del tirocinio (con l’autorizzazione preventiva è una violazione che non è più possibile commettere) e vengono introdotte nuove sanzioni nei confronti di promotori e soggetti ospitanti che prevedono, in caso di violazioni, il divieto di attivare ulteriori tirocini per un periodo che va dai 12 mesi fino all’interdizione permanente.