Servizio civile, la Giunta regionale approva il primo Piano di programmazione triennale

Promuovere l’impegno civico lungo tutto l’arco della vita, aumentare le risorse attraverso un’adeguata pianificazione regionale, semplificare e snellire le procedure relative al Servizio civile regionale. Sono questi, in sintesi, alcuni degli obiettivi del primo Piano di Programmazione triennale del Servizio Civile in Emilia-Romagna, approvato dalla Giunta regionale, valido per il triennio 2016-2018, e che, a breve, andrà al vaglio dell’Assemblea legislativa.

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Con la stesura del Piano, la Regione vuole offrire una visione di medio-lungo periodo sull’intero panorama delle iniziative di Servizio civile, sulle sue caratteristiche, i suoi destinatari e le sue potenzialità di ulteriore sviluppo.

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Bando regionale per progetti di qualificazione di beni ambientali e culturali. Scadenza 15 aprile

Il bando, approvato dalla Giunta regionale con delibera n. 2176  (pdf, 601.6 KB)del 21 dicembre 2015, intende valorizzare gli attrattori naturali, artistici e culturali che, per rilevanza strategica, sono in grado di migliorare la competitività turistica dei territori interessati e di tutto il sistema regionale coerentemente con le Linee guida regionali per la promozione e la commercializzazione turistica (pdf, 328.7 KB).

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Obiettivi

In particolare il bando punta a sostenere progetti che intervengano sulla qualificazione e valorizzazione di attrattori del patrimonio naturale e culturale.

Gli attrattori oggetto dei progetti di riqualificazione e valorizzazione del patrimonio naturale devono essere collocati nelle seguenti aree:

  • appennino emiliano-romagnolo
  • delta del Po
  • distretto turistico balneare della costa emiliano-romagnola.

Gli attrattori oggetto degli interventi di qualificazione e valorizzazione del patrimonio culturale devono essere collocati nelle seguenti aree:

  • città d’arte dell’Emilia-Romagna
  • aree del sisma del 2012
  • distretto turistico balneare della costa emiliano-romagnola.

Beneficiari

Possono partecipare al bando enti locali in forma singola o associata, loro società in house e altri soggetti pubblici.

L’agevolazione prevista consiste in un contributo a fondo perduto fino a un massimo dell’80% del costo totale ammissibile di ciascun progetto per un valore non superiore a 3,5 milioni di euro. Ciascun progetto dovrà prevedere un costo totale ammissibile non inferiore a 1 milione di euro.

Interventi ammessi

Sono ammesse le spese sostenute e pagate dai beneficiari tra la data di approvazione del bando e il 31 dicembre 2019, in particolare per:

  • interventi tecnici (progettazione, indagini, studi e analisi, direzione lavori, studi di valutazione di impatto ambientale, collaudi, studi di fattibilità economico-finanziaria, perizie e consulenze professionali fino a un massimo del 155 dell’importo a base d’appalto.
  • opere di recupero, qualificazione e valorizzazione dei beni ambientali e culturali
  • sicurezza
  • acquisto e installazione attrezzature, soluzioni tecnologiche e impianti, cablaggio
  • arredi funzionali al progetto
  • acquisto di terreni e immobili.

Scadenze

Al momento della presentazione della domanda i progetti non possono essere già conclusi e i lavori per la loro realizzazione dovranno essere terminati entro il 31 dicembre 2019.

Le domande di contributo possono essere presentate dal 22 febbraio 2016 fino al 15 aprile 2016, esclusivamente online, tramite l’applicativo che sarà messo a disposizione su questo sito prima dell’apertura del bando.

 


Per informazioni
Sportello imprese
dal lunedì al venerdì, 9.30-13.00
tel. 848800258 (chiamata a costo tariffa urbana, secondo il proprio piano tariffario)
infoporfesr@regione.emilia-romagna.it
Tipologia di bando Agevolazioni, finanziamenti, contributi
Destinatari
  • Enti locali
Ente
  • Regione Emilia-Romagna
Data di pubblicazione 02/01/2016
Scadenza termini partecipazione 15/04/2016 23:55

In Emilia-Romagna 700 posti per nuovi ricercatori

Si chiude l’anno con la certezza di poter sostenere più di 700 posti di lavoro per nuovi ricercatori. Sono questi i risultati dei primi due bandi del Programma operativo del Fondo di sviluppo regionale (Por Fesr 2014-2020) già conclusi, le cui graduatorie usciranno tra gennaio (laboratori) e febbraio (imprese).
Complessivamente la Regione Emilia-Romagna stanzia 107 milioni per ricerca industriale e sviluppo, internazionalizzazione, start up e attrattività di imprese. A questo ‘pacchetto’ di investimenti si aggiungono i 58 milioni per il tecnopolo di Bologna a completamento della Rete Alta Tecnologia regionale.

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Due bandi per la ricerca e l’innovazione a distanza di pochi mesi dal via libera di Bruxelles alla programmazione dei fondi europei fino al 2020 è uno straordinario risultato. Andare in velocità significa mettere a disposizione da subito decine di milioni di euro per le imprese, le università e i centri di ricerca e garantire  la creazione di centinaia di posti di lavoro per i ricercatori e le ricercatrici. Nel corso del 2016 ci saranno inoltre importantissimi investimenti per sostenere l’internazionalizzazione delle nostre imprese e per attrarne di nuove che vogliano venire ad investire in Emilia-Romagna. I dati sulla disoccupazione scesi dopo tanto tempo sotto l’8 per cento, ci dimostrano che stiamo andando nella direzione giusta.
Con questi due primi bandi vogliamo essere protagonisti del cambiamento, Crediamo sia importante dare risposte in velocità, per dare un segnale al territorio e per supportare la ripresa dall’economia regionale legata all’incremento occupazionale.

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Borse di studio 2015/2016: stabiliti criteri e requisiti. Domande entro il 4 marzo

Le agevolazioni sono rivolte agli studenti delle prime due classi delle scuole secondarie di II grado e del 2° anno dell’IeFP. Domande entro il 4 marzo 2016.

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La Giunta Regionale, con la Deliberazione n. 2009 del 10 dicembre 2015, ha stabilito i criteri per l’individuazione dei beneficiari, le modalità di presentazione delle domande e i requisiti economici e di merito per la concessione delle borse di studio per l’anno scolastico 2015/2016.

Per ridurre il rischio di abbandono scolastico e per favorire l’assolvimento dell’obbligo di istruzione e del diritto-dovere all’istruzione e formazione, la Giunta Regionale intende concentrare le risorse (anche quest’anno solo regionali) a favore degli studenti che frequentano le prime due classi delle scuole secondarie di secondo grado e il secondo anno dell’IeFP presso un organismo di formazione professionale accreditato per l’obbligo d’istruzione che opera nel Sistema regionale IeFP.

In sintesi i punti principali.

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Approvato il bilancio 2016, l’Emilia-Romagna disegna il proprio futuro

L’Assemblea legislativa ha approvato il bilancio di previsione 2016 della Regione, una manovra da 12 miliardi, di cui 8 per la sanità emiliano-romagnola, composta da quattro documenti: il Documento di economia e finanza regionale (Defr), il bilancio previsionale, la legge di stabilità regionale e il collegato normativo. 31 I voti a favore, arrivati dalla maggioranza Pd–Sel, 16 i contrari: Ln, M5s, Fi e Fdi-An.

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La manovra lascia invariata la pressione fiscale e riduce di 35 milioni di euro i costi di funzionamento e altre voci di spesa dell’Ente. Nasce il reddito di solidarietà per le persone meno abbienti che, a regime, potrà disporre di 75 milioni di euro su base annua, di cui metà saranno risorse regionali. Azzerata l’Irap per le Asp e le cooperative sociali. Sospeso il pagamento del bollo per le auto ibride di nuova immatricolazione nel triennio 2016-2018 (500 mila euro stanziati), decisi 150 mila euro a favore degli esercenti che dismettono l’utilizzo di slot machine, mentre 200 mila euro vengono destinati all’installazione di sistemi di controllo e videosorveglianza. Le risorse sulla legge per la montagna passano da 3 a 6 milioni.

Tutti i numeri

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La Regione cambia volto, parte la riorganizzazione. Risparmi per oltre 36 milioni di euro entro il 2019.

Ridotte da 10 a 5 le Direzioni generali, risparmi per oltre 36 milioni di euro entro il 2019. Procedure più semplici e maggiore attività di controllo.

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Il punto di arrivo lo aveva indicato il Presidente Bonaccini nel fare il bilancio dei primi sei mesi di attività della Giunta, richiamando ciò che lui stesso aveva scritto nel programma di legislatura: fare della Regione un Ente meno complicato, più facile da gestire e più diretto nel garantire servizi a cittadini ed imprese. E meno costoso.

Sfida non facile, alla quale si è applicata in questi mesi la stessa struttura organizzativa della Regione, anche con il contributo di studiosi esterni.

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“Insieme per costruire futuri – Insieme per fare da soli”. Con la Fondazione Durante e dopo di noi di Reggio Emilia

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“DUE COSE POSSONO REGALARE I GENITORI AI FIGLI: LE RADICI E LE ALI” (Proverbio canadese)

“La legge sul Dopo di noi non si tocca”; lo ha detto il Premier Matteo Renzi quando gli chiesero un commento su tale importante argomento. I 100 milioni stanziati per la legge e il piano di programmazione triennale confermano questa particolare sensibilità, rendendoci sicuramente più fiduciosi per il futuro. Sì dunque a risposte specifiche e no a strutture omologanti e omologate; sì all’autodeterminazione, dato che solo le famiglie stesse conoscono i problemi e la quotidianità; sì al cosiddetto “Trust”, introdotto per la prima volta.

La rivoluzione che reca con sè la legge del “Dopo di noi” parte da qui. Dalla necessità di dare risposte, concrete, alle persone con disabilità gravi una volta che si ritroveranno sole, senza l’aiuto delle loro famiglie, che nella stragrande maggioranza dei casi fino a oggi costituiscono l’unico supporto, oltre che economico, anche affettivo. Ma anche qui serve una comunità che sappia essere attenta e inclusiva.

Di tutto questo e di tanto altro abbiamo discusso questa mattina al bell’incontro “Insieme per costruire futuri – Insieme per fare da soli”, fondamentale convegno organizzato dalla Fondazione “Durante e dopo di noi” di Reggio Emilia, con il patrocinio della Regione Emilia Romagna, un’occasione per condividere, un’occasione per fare squadra con le altre Fondazioni che operano sul territorio emiliano romagnolo.

Ho portato la mia esperienza e ciò che la Regione Emilia Romagna sta portando avanti su queste tematiche. Ho potuto portare la buona notizia dell’aumento dei fondi destinati al sociale nel bilancio di previsione 2016, ho illustrato la risoluzione che, come prima firmataria, insieme ad altri colleghi abbiamo presentato: un primo, ma importante passo.

L’esperienza positiva di questi ultimi anni sul piano socio-sanitario ha reso esplicito come la regione sia attrezzata ad accogliere la legge del “Dopo di noi”. Servizi socio sanitari diurni e residenziali; 15000 interventi ogni anno; 150 milioni di risorse del FRNA. Ora occorre avere un campo infinito di occasioni ma preciso di collocazione per entrare in contatto con i bisogni e situazioni. Parafrasando quanto disse il nostro ex Presidente Giorgio Napolitano: “La Regione vi è molto grata, la Regione riconoscerà i vostri sforzi”. Perchè questa legge possa funzionare c’è bisogno di solidarietà e di mettere insieme risorse, energie, competenze che ogni associazione, comunità e famiglia nella sua storia ha già maturato. Ogni esperienza è preziosa.

La crescita economica deve andare di pari passo con la rete sociale; nessuno deve sentirsi isolato o, meglio, nessuno deve sentirsi un’isola, ma è compito nostro inserire il “prendersi cura” fra le priorità dell’azione governativa. I disabili non devono comunque essere solo soggetti destinatari delle politiche di sostegno a loro dedicate. Devono realmente diventate soggetti attivi delle decisioni legislative e amministrative che li riguardano.

Ecco perchè un frammento importante di questa sfida per la società che vogliamo costruire sta nella riforma della scuola. E nella riforma del terzo settore che stiamo discutendo al Senato e nel ruolo che dovrà avere il volontariato da un lato, dall’altro l’impresa sociale e le cooperative, tutto il mondo che ruota intorno al terzo settore. Ciò non vuol dire che lo Stato non debba svolgere il proprio ruolo fino in fondo e mandare avanti il proprio impegno e il proprio mandato: non ci vuole necessariamente meno Stato, ci vuole più società civile.

Un ultimo appunto: nella nuova legge regionale sullo sport vi è uno spazio dedicato alle disabilità, a testimonianza di quanto anche l’attività sportiva sia una chiave per l’inserimento e l’inclusione sociale delle persone fragili.

 

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Piccole e medie imprese, un bando regionale per promuovere le attività all’estero.

La Regione Emilia-Romagna, promuove l’internazionalizzazione delle piccole e medie imprese attraverso la realizzazione di eventi e progetti di promozione finalizzata alla penetrazione nei mercati esteri, l’erogazione di servizi informativi e di assistenza, il sostegno alle azioni promozionali da realizzarsi principalmente in forma aggregata.

L’obiettivo di questo bando è di promuovere i processi di internazionalizzazione delle imprese regionali con il sostegno a iniziative di partecipazione a fiere ed eventi internazionali, prioritariamente in forma aggregata.

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Possono partecipare singole imprese o aggregazioni temporanee di imprese (Ati), presentando un elenco di minimo 3 eventi da tenersi all’estero nel corso del 2016. Almeno uno degli eventi dovrà essere una fiera estera con qualifica internazionale.

 

L’agevolazione prevista nel presente bando consiste in un contributo fino ad una misura massima del 30% della spesa ritenuta ammissibile per le singole imprese e al 45% per le Ati.

Saranno esclusi i progetti con spesa ritenuta ammissibile dalla Regione inferiore a € 20.000,00 per le singole imprese e a 100.000 per le Ati.

La spesa ammissibile non potrà, in ogni caso, superare l’importo di € 100.000,00 per le singole imprese e di € 200.000,00 per le Ati partecipanti.

Il contributo sarà concesso secondo un meccanismo a sportello fino a esaurimento delle risorse disponibili.

Le domande potranno essere presentate alla Regione Emilia-Romagna tramite posta elettronica certificata (Pec) a partire dalle ore 12.00 del 14 dicembre 2015 ed entro e non oltre le ore 12.00 del 25 Febbraio 2016.

NB: si specifica che la normativa comunitaria di riferimento è il Regolamento (Unione Europea) n. 651/2014 del 17 giugno 2014, che dichiara alcune categorie di aiuti compatibili con il mercato interno in applicazione degli articoli 107 e 108 del trattato.


Per informazioni

Barbara Busi

tel. 051.527.6200

bbusi@regione.emilia-romagna.it

Tipologia di bando Agevolazioni, finanziamenti, contributi
Destinatari
  • Imprese
  • Internazionalizzazione
Ente
  • Regione Emilia-Romagna
Data di pubblicazione 09/12/2015
Scadenza termini partecipazione 25/02/2016 12:00
Presentazione domanda

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Edilizia scolastica, dalla Regione 130 milioni di euro per scuole più belle e sicure

E’ stato stipulato il rogito tra la Regione e la Cassa depositi e prestiti che renderà disponibili 57 milioni di euro di fondi Bei – Banca europea degli investimenti – per l’edilizia scolastica dell’Emilia-Romagna nel triennio 2015-2017. La Regione Emilia-Romagna è la prima Regione in Italia ad aver sottoscritto il mutuo.

In totale saranno 225 gli interventi realizzati da qui al 2017, con un investimento complessivo di oltre 80 milioni, tra fondi Bei e cofinanziamento degli enti locali e dei privati. Un piano triennale, articolato in piani annuali, approvato dalla Giunta regionale, condiviso con le province e la città metropolitana di Bologna per la realizzazione di interventi straordinari di ristrutturazione, miglioramento, messa in sicurezza, adeguamento sismico, efficientamento energetico delle scuole, nonché di costruire nuovi edifici e nuove palestre scolastiche, che prevede 580 interventi complessivi per un totale di 214 milioni.

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Già approvati e immediatamente cantierabili 192 interventi.

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Case della Salute. Il mio intervento in Commissione

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Sono orgogliosa delle linee di indirizzo adottate della Regione sul modello di Casa della Salute. Mi sento tutelata come cittadina da questo assetto organizzativo. Non è solo un progetto, già il 38% dei cittadini possono potenzialmente usufruire di questo servizio. È una organizzazione lungimirante, che tiene conto dei cambiamenti demografici. Al centro del progetto c'è la persona nel suo contesto naturale, nell'ambiente dove ha relazioni, nella sua comunità.


Tutti gli operatori della Casa della Salute sono in un rapporto circolare e non piramidale tra loro, che consente di valorizzare tutte le professionalità nella tutela della persona.
Il paziente avrà un rapporto di continuità clinico assistenziale con i professionisti. Ci sarà una diminuzione di terapie e ricoveri inappropriati.
Avremo una assistenza più umana, più adatta alla unicità e complessità della persona, una minore sofferenza umana e un risparmio di risorse che possono essere utilizzate in ambito sanitario su altri servizi
Una minore sofferenza umana perché a volte il ricovero ospedaliero può cambiare vita e futuro alle persone.
Non verranno meno i singoli servizi, sul territorio rimarranno presenti le altre figure professionali, e i nuclei di cure primarie, medici di base, infermieri.
Viene qualificata l'offerta dell'assistenza territoriale e vengono presi in carico bisogni più complessi e articolati di ordine socio sanitario.
Ci sarà un luogo visibile e certo sul territorio per valorizzare l'associazionismo che è la nostra forza e la risorsa essenziale delle nostre comunità.
Sarà importante mettere al centro la figura del caregiver.
Ci sono i presupposti per una integrazione maggiore di questi servizi con l'ospedale e per rendere questo luogo un luogo dove si rendono più facili gli aspetti di prevenzione siano essi legati a screening oncologici, stili di vita, vaccinazione in età pediatrica e adulta.

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