Nuovo Pala Bigi: dalla Regione 506 mila euro

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L’Emilia-Romagna conferma il proprio interesse per lo sport, stanziando oltre 5 milioni di euro per progetti di attività motoria e sportiva, manifestazioni sportive e grandi eventi per la diffusione della cultura dello sport e opere di ampliamento e costruzione di impianti sportivi destinati a soddisfare ampi bacini di utenza. La Regione ha assegnato in questi giorni i contributi ai progetti ritenuti maggiormente coerenti con gli obiettivi regionali tra quelli candidati nei mesi scorsi dai Comuni e dalle organizzazioni sportive del territorio, e gli interventi sono stati presentati in conferenza stampa dal presidente Stefano Bonaccini e dal sottosegretario alla presidenza Andrea Rossi.

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L’Assemblea semplifica. Tagliati i dirigenti, velocizzata la macchina amministrativa

RIORGANIZZAZIONE DELLA ASSEMBLEA LEGISLATIVA, SONCINI (PD): “MENO DIRIGENTI E RAZIONALIZZATE LE RISORSE COME PROMESSO IN CAMPAGNA ELETTORALE”

 
“Il 2 novembre 2014, nel pieno dunque della campagna elettorale che mi vedeva coinvolta per le elezioni regionali, proposi una razionalizzazione del numero dei dirigenti regionali per liberare risorse economiche e velocizzare la macchina amministrativa. A circa un anno di distanza, un passo è stato compiuto in questo senso: il loro numero passa da sette a tre. Stiamo portando avanti ciò che avevamo promesso, ciò che serve”.
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Commenta così Ottavia Soncini, consigliere regionale del partito democratico e vice-Presidente dell’Assemblea legislativa, le nuove linee di indirizzo in materia di organizzazione e gestione del personale dell’Assemblea, approvate dall’Ufficio di Presidenza il 2 dicembre.
 
“Operative dal 1 febbraio 2016”, spiega Soncini, “esse prevedono una razionalizzazione dalle attuali sette a sole tre Aree ‘Attività legislativa’, ‘Diritti dei cittadini’, ‘Funzionamento’ e la conseguente riduzione dei dirigenti”.
Attualmente la macchina assembleare è guidata dalla Direzione generale, che coordina sette Servizi e sei dirigenti (uno ha l’interim di un secondo servizio): Organizzazione, bilancio e attività contrattuale; Sistemi informativi-informatici e innovazione; Segreteria e affari legislativi; Coordinamento Commissioni assembleari; Documentazione, Europa, cittadinanza attiva; Istituti di Garanzia; Co.Re.Com.
 
“Un intervento nuovo di zecca e importante: la struttura”, continua Soncini, “viene completamente ridisegnata.” La nuova architettura è basata su tre servizi al posto dei sette Servizi esistenti: Area Attività Legislativa; Area Diritti dei Cittadini; Area Funzionamento. Nell’Area Attività legislativa rientreranno Attività legislativa, Attività delle Commissioni, Nucleo Contratti pubblici, Anticorruzione e trasparenza. Nell’Area Diritti dei cittadini, Istituti di Garanzia (Difensore civico, Garante dell’Infanzia e dell’adolescenza, Garante delle persone private della libertà personale), Co.re.com, Documentazione, Cittadinanza attiva, Consulta Emiliano-Romagnoli nel mondo. Nell’Area Funzionamento, Organizzazione, Sistemi informativi-informatici e innovazione, Bilancio, Sicurezza, Logistica. Infine, il Servizio Informazione e comunicazione istituzionale rimane in staff all’Ufficio di Presidenza dell’Assemblea come struttura speciale.
 
“Un’Assemblea”, conclude Soncini, “che legifera più celermente, che funziona sempre meglio, che valorizza il lavoro di personale preparato e motivato in collaborazione con la Giunta; credo molto in questa scelta per il funzionamento interno e il rapporto con l’esterno. Semplifichiamo grazie a procedure esclusivamente informatizzate e creiamo un’Assemblea dei diritti più aperta a cittadini e territori. Andiamo avanti nel processo di autoriforma per una Regione più semplice, moderna e dinamica”.

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Bilancio 2016. Più risorse per le politiche sociali

Bologna, 3/12/2015 – “La buona notizia”, spiega Soncini, “è che le risorse sono significativamente aumentate nel bilancio per quanto riguarda le politiche sociali. Un cambiamento notevolissimo. Nel complesso, si passa da 58 a 73 milioni di euro stanziati. Vi è una voce nuova: con 1 milione di euro abbiamo istituto un nuovo fondo regionale per la mobilità sociale con ulteriori agevolazioni che i Comuni utilizzeranno a seconda dei bisogni emergenti per persone con particolari fragilità che usano il trasporto pubblico”.

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“La Regione”, continua Soncini, “indicherà tra i criteri quello di favorire le famiglie numerose; credo che serva una piccola inversione di tendenza dato che tradizionalmente il nostro è un welfare che non brilla per le politiche a favore della famiglia, asse portante della società”.

Commenta così Ottavia Soncini, consigliere regionale del Partito democratico e membro della Commissione IV “Salute e Politiche sociali”, il Bilancio di previsione della regione Emilia Romagna presentato ieri in Commissione.

“La differenza di risorse a bilancio coincide inoltre con una delle più significative novità di questo bilancio regionale, vale a dire l’introduzione di un sussidio di contrasto alla povertà, che dovrà essere sostanziato da una nuova legge regionale, la cui discussione comincerà in gennaio. Crescita economica e crescita sociale devono andare avanti insieme: non attacchiamo la ricchezza ma combattiamo la povertà. Questa nuova voce di bilancio viene inserita senza intaccare altri servizi consolidati in Regione, ma attraverso risparmi interni di voci regionali”.

“Si va verso lo stanziamento di un capitolo nuovo”, prosegue Soncini, “di 15 milioni per il 2016, che diverranno 20 in sede di assestamento di bilancio. La Regione è in attesa di sapere a quanto ammonta la quota destinata all’Emilia Romagna per la misura di contrasto alla povertà per famiglie con minori a carico prevista dal Governo in legge di stabilità nell’ ordine di 800 milioni per il 2016 e 1 miliardo per il 2017 complessivi”.

” Vi è un parziale aumento (8.83 milioni) di risorse sui nidi (0-3 anni), che ci consente di coprire tranquillamente le risorse chieste dai Comuni, mentre vengono confermati i 4,1 milioni di contributi al sistema integrato delle scuole d’infanzia. Per quanto riguarda i Centri per le famiglie aumenta il fondo complessivo grazie a risorse aggiuntive che vengono dal Governo (754.000 euro). Infine una misura che mi sta particolarmente a cuore: mettiamo qualche risorsa in più nel fondo per il Servizio civile regionale che si rivolge in particolare ai più giovani”.

“Per la sanità regionale è confermato per il 2016 lo stanziamento del 2015, pari a poco più di 8 miliardi di euro. Qualche correttivo è comunque prevedibile in sede di assestamento di bilancio, dovendo ripartire su base regionale il miliardo aggiuntivo previsto attualmente in Legge di Stabilità”.

“Fra i dati presentati”, conclude Soncini, “il saldo attivo di 326 milioni di euro, dovuto ai pazienti di altre regioni che si sono curati in Emilia-Romagna, rispetto agli emiliano-romagnoli che sono andati a curarsi fuori regione: il saldo deriva dai 578 milioni in entrata, rispetto ai 252 milioni in uscita”.

Mobilità. Abbonamenti agevolati per famiglie numerose e anziani. Qui le novità.

Un Fondo regionale per la mobilità, “dotato” di un milione di euro per il 2016, a favore di persone in situazione di particolare bisogno da destinare ai Comuni, così da consentire l’erogazione di contributi per l’accesso ai titoli di viaggio agevolati per il trasporto pubblico locale. L’ampliamento delle categorie sociali che hanno diritto ad accedere alle agevolazioni; e la conferma, per il prossimo triennio, dei livelli tariffari di riferimento per gli abbonamenti annuali agevolati “Mi Muovo insieme”.

Queste alcune delle principali novità introdotte dall’Accordo triennale sulle tariffe agevolate di abbonamento annuale “Mi Muovo insieme” a favore di categorie sociali 2016-2018, approvato dalla Giunta regionale.

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L’allargamento a nuove priorità sociali

Per i prossimi tre anni, coloro che rientrano tra le categorie sociali che posseggono i requisiti indicati dall’Accordo, potranno acquistare gli abbonamenti annuali  “Mi Muovo Insieme”, validi per tragitti urbani, cumulativi ed extraurbani- utilizzabili  per il trasporto su gomma e le linee ferroviarie regionali –  a prezzi scontati rispetto alle tariffe ordinarie.

La Giunta, dopo un confronto con i Comuni e le parti sociali, ha ritenuto necessario modificare e aggiornare i criteri di accesso precedenti (definiti nel 2007), tenendo conto delle nuove priorità sociali, e introducendo la certificazione Isee, come previsto dalla normativa nazionale per la valutazione della situazione economica, per alcune categorie di cittadini interessati all’intervento. Per la campagna abbonamenti 2016, saranno i Comuni e le aziende di trasporto a definire le modalità organizzative per l’acquisto delle agevolazioni per il trasporto pubblico.

Le categorie interessate e i benefici

Ad acquistare gli abbonamenti agevolati, dal 2016, potranno essere non solo i beneficiari tradizionali degli interventi (invalidi, mutilati), ma anche le famiglie numerose con 4 o più figli che dichiarino un  ISEE non superiore a 18.000 euro e le persone vittime di tratta di esseri umani e grave sfruttamento.

Nuovi criteri riguardano i 21.000 anziani residenti in Emilia-Romagna: nel 2016, se uomini, dovranno aver compiuto i 65 anni di età, se donne 63, e dichiarare un Isee del nucleo non superiore a 15.000 euro per accedere all’agevolazione. Coloro che dichiarano un reddito maggiore potranno accedere alle agevolazioni per gli over 65, già previste a livello locale. Per i rifugiati e i richiedenti asilo, attualmente circa 1.200, viene confermato l’accesso alla tariffa base agevolata.

Le famiglie e le modalità di applicazione

Per quanto riguarda le famiglie, in Emilia-Romagna sono 28.417 quelle con 6 o più componenti; di queste, un numero ridotto è composto da almeno 4 minori a carico e dichiara un Isee sino a 25.000 euro. Le persone con disabilità sono invece 9.000: per loro è confermato l’accesso alla tariffa base agevolata senza richiesta Isee. La delibera sarà trasmessa per l’applicazione ai Comuni e alle aziende di trasporto così da avviare le vendite a inizio 2016. Gli abbonamenti “Mi Muovo” già emessi hanno validità fino alla scadenza.

Prima firmataria in Regione per il “Dopo di noi”

“Sono nate in questi anni in vari ambiti distrettuali Fondazioni formate da famiglie, associazioni e altri soggetti del terzo settore, sostenute dagli Enti locali, che si occupano del ‘dopo di noi’, organizzando soggiorni per l’autonomia e percorsi di vita indipendente e utilizzando i vari strumenti di tutela giuridica oggi disponibili per garantire al disabile in età adulta un’uscita programmata e ‘naturale’ dal proprio nucleo famigliare di origine”. E’ quanto si legge in una risoluzione del Gruppo del Pd, prima firmataria Ottavia Soncini, presentata all’Assemblea legislativa per chiedere alla Giunta di confermare anche nei prossimi atti di programmazione socio-sanitaria obiettivi e azioni in merito al “durante e dopo di noi” da perseguire nell’ambito della programmazione distrettuale su tutto il territorio regionale, “sostenendo in particolare le iniziative delle famiglie e delle associazioni il più possibile in sinergia e raccordo con gli Enti locali”.
Nel documento si chiede anche di garantire, per quanto di competenza, un’applicazione tempestiva delle “Disposizioni in materia di assistenza in favore delle persone affette da disabilità grave nonché delle persone disabili prive del sostegno familiare” una volta approvate a livello nazionale.

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ALLEGATO
Risoluzione per impegnare la Giunta a confermare nei prossimi atti di programmazione socio-sanitaria obiettivi ed azioni riguardanti, in materia di assistenza alle persone disabili prive del sostegno familiare, il “durante e dopo di noi”, favorire la sinergia tra famiglie, associazioni ed Enti locali, applicando inoltre tempestivamente la relativa normativa nazionale. (18 11 15) A firma dei Consiglieri: Soncini, Bagnari, Ravaioli, Caliandro, Rontini, Montalti, Zoffoli, Paruolo, Pruccoli, Mumolo, Marchetti Francesca, Cardinali, Serri, Poli, Calvano, Molinari, Iotti, Prodi

 

Ne abbiamo parlato anche a Guastalla durante i lavori di questo bel convegno

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Cultura ed educazione alimentare. Oggi in Assemblea legislativa

L’ASSEMBLEA LEGISLATIVA è convocata per

Martedì 2 febbraio 2016

alle ore  9.30 (fino alle ore 13.00)

alle ore 15.00 (fino alle ore 18.00)

con il seguente

ORDINE DEL GIORNO

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Si informa che la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi concordemente ha preannunciato la richiesta di iscrizione all’ordine del giorno dell’Assemblea, ai sensi dell’art. 75 del Regolamento, dei seguenti oggetti:

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16248 borse di studio garantite anche per il 2015/16. Stanziati dalla Regione 63 milioni di euro.

La Regione Emilia-Romagna garantisce la borsa di studio al 100 per cento degli studenti idonei anche per l’anno accademico 2015/2016, con una spesa in denaro e servizi di oltre 63 milioni e 800 mila euro.
Gli studenti che beneficiano della borsa di studio sono 16.248, di cui 10.204 dell’Università di Bologna, 1.252 dell’Università di Ferrara, 2.236 dell’Università di Modena e Reggio Emilia, 2.087 dell’Università di Parma e 469 degli Istituti dell’Alta Formazione Artistica e Musicale.

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Investire sulle persone è il nostro impegno per realizzare un modello di società capace di ridurre le disuguaglianze economiche e territoriali, favorire la mobilità sociale, valorizzare le differenze e garantire ai più giovani di poter crescere in una regione europea, che nella crisi e nelle trasformazioni in corso ha saputo cogliere le potenzialità per identificarsi con le migliori espressioni del cambiamento.

L’Emilia-Romagna conferma quindi lo stesso impegno finanziario dello scorso anno sul diritto allo studio universitario, garantendo la borsa di studio a tutti gli aventi diritto e supportando con misure straordinarie gli studenti che a causa delle nuove modalità di calcolo Isee (Indicatore di Situazione Economica Equivalente) sono rimasti esclusi dalla borsa di studio (circa il 15% rispetto al numero degli studenti idonei lo scorso anno).

Per questi studenti esclusi, la Regione ha attivato misure compensative straordinarie, destinando allo scopo 2 milioni e 750 mila euro. Il bando per queste misure è pubblicato sul sito di Er.Go e le domande devono essere presentate dall’1 al 23 dicembre. Le misure compensative straordinarie consistono in un contributo di 200 euro come prepagato per l’accesso al servizio ristorativo cui sarà sommato un contributo in denaro, il cui importo sarà quantificato sulla base di un principio solidaristico che consenta il soddisfacimento del più ampio numero di studenti, una volta individuato il numero di idonei. Il valore del contributo in denaro sarà differenziato sulla base della condizione di studente fuori sede.

Per maggiori informazioni consulta il sito di Er.go

Un progetto di legge per sostenere le Pro Loco

Un progetto di legge regionale allarga gli orizzonti delle piccole associazioni, inserendole nel sistema di valorizzazione turistico.

Brisighella (RA)Il turismo cambia con gli anni e con le mode e, con esso, deve cambiare il modo di intercettare i gusti dei turisti. Anche cambiando chi, della tradizione e della storia di un territorio, è il primo custode: le Pro Loco.

In Emilia-Romagna ci sono ben 300 Pro Loco (6mila in Italia con 600mila soci), associazioni di cittadini innamorati del proprio paese e impegnati a valorizzarne bellezze, folclore e usanze.

Un progetto di legge regionale bipartisan (primo firmatario Giuseppe Paruolo, Pd) ipotizza una riforma del settore improntata ad una maggiore collaborazione tra Pro Loco ed Enti territoriali nell’ambito turistico.

Non è la prima volta che la Regione si occupa del tema. Già nel 1981 una legge regionale istituiva un Albo delle Pro Loco, riconoscendo il ruolo di queste Associazioni di promozione sociale, previsione confermata da un’altra legge nel 2002.

Ora per le Pro Loco è tempo di allargare gli orizzonti facendo sistema con gli altri attori che si occupano di promozione turistica dei territori. E, per loro, si potranno aprire opportunità di nuovi bandi, oltre a quelli già previsti dalla vecchia legge, legati alle specifiche attività turistiche.

Per rendere più organica l’alleanza tra Pro Loco ed Enti locali, semplificando al tempo stesso il quadro, il progetto di legge prevede che l’ambito di intervento delle singole associazioni coincida con il Comune o l’Unione di Comuni (potranno comunque articolarsi in ambiti sub-comunali, attraverso specifici comitati di iniziativa locale).

Tra le attività delle Pro Loco, tenute a iscriversi in apposita sezione del registro delle Aps, ci sono la tutela e valorizzazione del patrimonio storico, culturale, folcloristico, sociale ed ambientale del territorio e dei prodotti tipici, l’incentivazione di un movimento turistico sostenibile e rispettoso dei beni comuni, l’accoglienza turistica e la promozione di attività ricreative ed educative in ambito turistico rivolte alla popolazione locale.

Le associazioni o unioni tra le Pro Loco più rappresentative potranno essere consultate dalla Regione in fase di programmazione; il testo prevede inoltre che le convenzioni tra Enti locali e Pro Loco avvengano sulla base di uno schema omogeneo sul territorio regionale. Le regole per l’organizzazione di eventi locali, per la gestione di uffici turistici e l’utilizzo di locali e attrezzature comunali, in questo modo, saranno più uniformi e coerenti tra loro.

> Il testo del progetto di legge

Unioni di Comuni: nel reggiano 2,9 milioni per gestioni associate di funzioni e servizi

Oltre 2,9 milioni sulla provincia di Reggio Emilia: è questo l’importo destinato alle realtà di aggregazione dei Comuni della nostra provincia. Aumentano a ben 16,8 milioni di euro i contributi destinati alle Unioni dell’Emilia-Romagna, con un incremento di un milione (+7 per cento) rispetto all’anno precedente.

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Nel dettaglio, l’Unione Montana dei Comuni dell’Appennino Reggiano riceverà un contributo di 545.099 euro, quella dell’Unione dei Comuni dell’Alto Appennino reggiano 432.757 euro; i Comuni della Bassa Reggiana 415.909 euro; l’Unione dei Comuni Pianura reggiana 344.632 euro; l’Unione Tresinaro Secchia 306.350 euro; l’Unione Terra di Mezzo 304.073 euro; l’Unione dei Comuni Val d’Enza 295.906 euro e infine l’Unione Colline Matildiche vedrà un contributo di 282.908 euro.
I criteri del bando 2015-2017 rispetto al passato cambiati: i fondi sono stati assegnati tenendo conto del fatto che è aumentato sia del numero delle Unioni presenti sul territorio, sia la loro qualità.
Non è un caso se la Regione investe così tante risorse (proprie e statali) su questo settore: l’Unione di Comuni non è un “semplice contratto” tra più enti, ma una struttura con tanto di organi (Presidente, Giunta e Consiglio) che impongono agli Amministratori coinvolti un dialogo comune e costante. Le Unioni di Comuni sono una grande opportunità che hanno l’obiettivo di perseguire l’efficacia della spesa pubblica, l’adeguatezza degli interventi nell’ambito infrastrutturale e dei servizi offerti a cittadini.

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Saharawi, dalla Regione un aiuto straordinario per i campi profughi

Un aiuto straordinario dalla Regione Emilia-Romagna per i campi profughi Saharawi di Tindouf, nel deserto algerino, dove un’alluvione si è abbattuta nell’ultima settimana di ottobre distruggendo le case di mattoni di sabbia e le tende. Ma anche interventi per migliorare la salute delle persone e garantire l’accesso ai farmaci essenziali, per prevenire l’insorgenza delle epatiti virali e la comparsa della calcolosi renale in età pediatrica tra la popolazione Saharawi rifugiata in Algeria.

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Alimenti, indumenti, farmaci, materiale chimico necessario alla sanificazione delle fosse biologiche: come contributo ulteriore all’emergenza umanitaria causata dalle alluvioni, la Regione Emilia-Romagna, in accordo con il Tavolo Paese Saharawi e con le associazioni di solidarietà della Regione Toscana, sta coordinando l’invio di 11 tonnellate di aiuti, già stoccati al magazzino di Reggio Emilia, con un aereo cargo in partenza da Pisa entro le prossime settimane e diretto a Tindouf.
Per la Regione Emilia-Romagna, la cooperazione a favore dei profughi Saharawi è rivolta principalmente al sostegno del sistema sanitario; gli interventi riguardano soprattutto il settore materno-infantile (con il “trasferimento” di competenze professionali a medici e operatori sanitari Saharawi), l’acquisto di attrezzature sanitarie, la produzione in loco di farmaci, l’invio di medicine per i bambini, gli interventi di ristrutturazione delle strutture di base e la formazione ai funzionari del ministero della Salute.