Imprese, 31,5 milioni dalla Regione per 107 progetti. Assunti 234 nuovi ricercatori

L’hardware e il software per muovere robot coordinati con macchine automatiche. Un sistema per mitigare la concentrazione di radon in ambienti chiusi. Un apparato per la  visione artificiale ed elaborazione immagini per il settore moda. La filtrazione aria per l’efficienza e la protezione dei motori termici per elicotteri. Titanio sinterizzato per il trattamento di pazienti oncologici con metastasi ossee. Un sistema di dialisi waterless ma anche sensori indossabili e intelligenti per il processo riabilitativo degli atleti.
Sono alcuni dei 107 progetti finanziati dalla Regione con 31,5 milioni di euro, frutto della programmazione e impiego di risorse europee del Por Fesr 2014-2020. I progetti sono stati selezionati al termine del bando sulla ricerca destinato alle imprese e porteranno all’assunzione di 234 nuovi ricercatori (che si aggiungono ai 490 impegnati nella ricerca industriale strategica realizzata dai laboratori della Rete regionale alta tecnologia).

I progetti finanziati sono ricompresi in cinque ambiti produttivi: l’agroalimentare (22 progetti), l’edilizia e costruzioni(12 progetti), l’industria culturale e creativa (12 progetti), la meccanica e meccatronica (48 progetti), salute e benessere (13 progetti). Per quanto riguarda la dimensione delle imprese, 25 progetti riguardano aziende di grandi dimensioni, 28 di medie dimensioni e 30 di piccola dimensione. Mentre sulla distribuzione territoriale, si contano 30 progetti in provincia di Bologna, 10 a Forlì-Cesena, 2 a Ferrara, 21 a Modena, 4 a Piacenza, 10 a Parma, 11 aRavenna,13 a Reggio Emilia e 6 a Rimini. Inoltre, come previsto nel bando, sono 159 i contratti con laboratori della rete regionale alta tecnologia (per 9,3 milioni di euro) e 52 i contratti con laboratori non appartenenti alla rete (per 2,6 milioni euro).

I progetti andranno a rafforzare gli ambiti industriali strategici indicati dalla Regione (identificati nella Strategia regionale di specializzazione intelligente) così come richiesto dalla Commissione europea quale condizione necessaria per le politiche per la ricerca. Sono quindi finanziati progetti di ricerca e sviluppo realizzati dalle imprese (di ogni dimensione) con l’obiettivo di giungere a prototipi/dimostratori in fase precompetitiva, ma che identifichino chiaramente le prospettive di mercato e/o il percorso di industrializzazione.
Due le tipologie di progetti finanziati. La prima per progetti a partire da 250 mila euro e con contributo massimo di 300 mila euro (tipologia A). La seconda  per progetti a partire da 750 mila euro di spesa e un contributo massimo di 900 mila euro (tipologia B). I contributi regionali arrivano al 45% per le spese in ricerca e al 20% per le spese in sviluppo. Quote che diventano rispettivamente del 50% e 25% nel caso di incremento della base occupazionalecomplessiva dell’impresa. Solo per le piccole e medie imprese salgono al 60% e 35% nel caso vi siano assunzioni di ricercatori.

PROGETTI FINANZIATI

Ambito

Progetti

Costo totale

Contributo

Nuovi ricercatori

Agroalimentare

22

15.801.462,37

5.790.394,40

41

Edilizia costruzioni

12

7.911.687,30

3.236.683,47

23

Culturali creative

12

6.075.312,70

2.521.949,65

22

Meccanica

48

39.527.635,62

15.369.072,23

120

Salute benessere

13

10.797.690,32

4.644.769,93

28

Totale

107

80.113.788,31

31.562.869,68

234

 

DIMENSIONE DELLE IMPRESE BENEFICIARIE

Dimensioni

imprese

Progetti

Costo totale

Contributo

Nuovi ricercatori

Grande

43

48.285.584,11

17.202.403,21

126

Media

34

20.873.375,08

9.305.124,31

68

Piccola

30

10.954.829,12

5.055.342,16

40

Totale

107

80.113.788,31

31.562.869,68

234

 

PROVINCE

Province

Progetti

Costo totale

Contributo

Nuovi ricercatori

Bologna

30

21.163.960,68

8.566.328,42

62

Forlì-Cesena

10

5.494.748,20

2.278.516,81

16

Ferrara

2

2.464.558,00

800.854,40

5

Modena

21

16.004.700,81

6.522.731,06

51

Piacenza

4

2.294.823,75

883.397,25

7

Parma

10

5.514.279,22

2.285.725,81

23

Ravenna

11

10.653.236,13

3.712.987,02

26

Reggio Emilia

13

12.249.141,52

4.961.263,11

30

Rimini

6

4.274.340,00

1.551.065,80

14

Totale

107

80.113.788,31

31.562.869,68

234

 

Energia, 28 milioni per edifici pubblici più sostenibili

Edifici pubblici energeticamente più sostenibili e più efficienti e, soprattutto, in grado di ridurre i consumi e di produrre energia da fonti rinnovabili.
Con un nuovo bando, approvato dalla Giunta regionale durante l’ultima seduta, la Regione mette a disposizione 28 milioni di euro per realizzare interventi di riqualificazione energetica negli edifici pubblici e nell’edilizia residenziale pubblica in Emilia-Romagna. I fondi messi in campo sono risorse europee Por Fesr 2014-2020 relative alla promozione della low carbon economy nei territori e nel sistema produttivo.

I beneficiari del bando sono i Comuni, le Province, le Città metropolitane, le Unioni di Comuni, le Acer, le società in house nonché le società, i soggetti o le amministrazioni pubbliche.
La percentuale massima di contributo potrà arrivare al 30% dell’investimento complessivo ammissibile, mentre il contributo massimo non potrà superare i 300mila euro. L’investimento minimo ammissibile è invece pari a 100mila euro. Tutto il procedimento amministrativo sarà gestito attraverso un apposito applicativo web.

Per accedere al contributo sono due le finestre temporali entro le quali è possibile presentare le domande: la prima va dal 25 maggio a 5 agosto 2016, la seconda dal 15 novembre 2016 al 28 febbraio 2017.

Un bando da 10 milioni per innovare le competenze delle imprese

Un avviso pubblico che finanzierà con 10 milioni di euro del Fondo sociale europeo misure per innovare le competenze delle imprese e fare dell’Emilia-Romagna un’economia forte, aperta, sostenibile e globale. È quanto mette in campo la Regione per concretizzare l’obiettivo condiviso dai firmatari del Patto per il Lavoro, offrendo alle figure imprenditoriali e al management strumenti per elaborare strategie di riposizionamento e accesso a nuovi mercati che sappiano cogliere le sfide del cambiamento.

Il bando – in attuazione del Piano Alte Competenze e in linea con quando tracciato dalla Strategia regionale di ricerca e innovazione per la specializzazione intelligente – intende qualificare le figure chiave delle imprese – che hanno la responsabilità di progettare e governare il cambiamento – indirizzandole verso le opportunità di innovazione connesse a tre grandi processi in atto: l’internazionalizzazione, la digitalizzazione e lo sviluppo sostenibile.

formazione

Per rispondere adeguatamente a fabbisogni e potenzialità dei settori ritenuti strategici per la crescita regionale, l’invito prevede due distinte linee di intervento, una per le imprese della manifattura e dei servizi collegati, l’altra a supporto del terziario e del turismo.

Gli enti di formazione accreditati che intendono rispondere all’invito dovranno presentare piani di intervento volti a promuovere, sostenere e accompagnare i sistemi di imprese del territorio regionale. I piani potranno essere costituiti da percorsi di formazione continua per l’acquisizione di competenze necessarie a progettare e realizzare strategie di innovazione di prodotto/processo, organizzative e gestionali e azioni non corsuali finalizzate ad accompagnare le realtà imprenditoriali, singolarmente o in modo congiunto, a trasformare le competenze acquisite nei percorsi di formazione continua in comportamenti e modalità organizzative e gestionali nelle organizzazioni di lavoro. Interventi che, nella sinergia con attività seminariali e di informazione, potranno contribuire a diffondere una cultura del cambiamento e una maggiore consapevolezza diffusa dei processi di innovazione in atto.

Il termine ultimo per candidare operazioni in risposta al bando è fissato il I progetti devono essere inviati entro e non oltre le ore 12.00 del 31 maggio 2016.

Per saperne di più

  • Delibera di GR n. 467 del 4/04/2016 – Approvazione dell’Invito a presentare operazioni a supporto dei processi di innovazione e sviluppo – PO Fse 2014/2020 Obiettivo tematico 8 – Priorità di investimento 8.5
Azioni

Banda ultra larga al 100% per l’Emilia-Romagna

I primi bandi a maggio, l’inizio dei lavori a fine 2016. Sono i tempi fissati per portare entro il 2020 la banda ultra larga a cittadini, imprese e scuole dell’Emilia-Romagna, soprattutto in quei luoghi dove gli operatori delle telecomunicazioni non intendono investire, in quanto considerati non redditizi (le cosiddette “aree bianche”, quelle a fallimento di mercato).

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Tutto questo grazie a un accordo tra Regione e Governo (ministero dello Sviluppo economico), in base al quale verranno spesi sul territorio dell’Emilia-Romagna 255 milioni di risorse pubbliche. L’accordo consentirà di garantire interventi in tempi rapidi, di utilizzare nuove strategie e tecnologie di scavo, di valorizzare tutte le infrastrutture già realizzate tramite LepidaSpA (società in house della Regione), di unire le competenze di Lepida e quelle di Infratel (società in house del Governo), di azzerare le diversità tra zona e zona a livello di copertura.

Dei 255 milioni di euro, 180 sono messi a disposizione dal Governo, i rimanenti dalla Regione Emilia-Romagna, attraverso i Fondi europei Fesr (26 milioni) e Feasr (49 milioni). L’accordo permette di valorizzare le priorità definite dai bandi regionali per la realizzazione e gestione della rete e di ampliare le coperture integrando tutti i soldi pubblici nel rispetto degli impegni stretti con i territori.

“Avevamo scritto nel programma che avremmo portato la banda ultra larga da Piacenza fino a Rimini, da Zerba a Pennabilli. E oggi, grazie a questo accordo, creiamo le condizioni per raggiungere in tempi rapidi l’obiettivo” ha sottolineato il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, intervenendo stamani a Palazzo d’Accursio durante il convegno “Agenda digitale e piano banda ultra larga”, cui ha partecipato Antonello Giacomelli, sottosegretario di Stato al ministero dello Sviluppo economico.
“E’ un risultato importante- ha aggiunto Bonaccini- perché consente di dare a tutti i cittadini – dagli studenti agli imprenditori – le migliori condizioni possibili dal punto di vista delle infrastrutture digitali, permettendo di svolgere al meglio le loro attività, con evidenti conseguenze in termini complessivi di competitività per il territorio. A fine anno, per fare il punto sull’andamento delle politiche legate all’Agenda digitale, convocheremo una conferenza programmatica, a cui inviteremo anche il sottosegretario di Stato Giacomelli”.

Al via il bando per l’agroindustria, 60 milioni di euro per imprese più forti sui mercati

Cresce la domanda di made in Italy e  la Regione Emilia-Romagna mette a disposizione 60 milioni di euro per sostenere gli investimenti delle aziende di trasformazione e commercializzazione in campo agroalimentare. Con un obiettivo: essere più forti e competitivi sui mercati, a partire da quelli extra Ue. E’ quanto prevede il primo bando per gli investimenti delle imprese agroindustriali del Psr  (Piano di sviluppo rurale) 2014-2020. Le domande potranno essere presentate da domani, venerdì 15 aprile al 30 giugno.

Il bando per l’agroindustria si affianca a quello, annunciato nei giorni scorsi,  che stanzia 23,5 milioni di euro per sostenere gli investimenti delle sole aziende agricole emiliano-romagnole, per un plafond complessivo di risorse pari a 83,5 milioni di euro, che considerando  il cofinanziamento privato potranno movimentare risorse per oltre 200 milioni di euro. Anche in questo caso le domande possono essere presentate  a partire dal 15 aprile, ma con scadenza il 15 luglio.

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Cosa prevede il bando per l’agroindustria
L’agroalimentare è la seconda voce dell’export emiliano-romagnolo con una crescita nel 2015 del  6,2%.  Il bando  per gli investimenti agroindustriali stanzia 60 milioni, l’importo dei progetti dovrà essere compreso tra un minimo di 250 mila euro a un massimo di 5 milioni, i contributi – in conto capitale – saranno nella misura del 40%.

Destinatarie dell’intervento sono sia le imprese che svolgono esclusivamente attività di trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli, sia  quelle che affiancano tale attività a quella agricola di base. Gli investimenti potranno riguardare  la realizzazione e l’ammodernamento degli impianti e delle attrezzature di lavorazione lungo la filiera; l’introduzione di tecnologie innovative per rispondere a nuove opportunità e spazi di mercato o per migliorare la qualità dei prodotti; gli interventi che portano a un miglioramento della sicurezza alimentare, dell’efficienza energetica, dell’impatto ambientale e della sicurezza sui luoghi di lavoro.

Tra le priorità previste, per la valutazione delle domande, vi è  l’esistenza di particolari forme contrattuali (accordi di filiera, contratti con organizzazioni di produttori, adesioni a organizzazioni interprofessionali, ecc.) che massimizzino le ricadute positive sulla parte agricola; per le aziende di montagna, per i progetti che  riguardino produzioni Dop e Igp e biologiche o con particolari ricadute ambientali od occupazionali.

Il bando per  gli investimenti delle aziende agricole
Il provvedimento presentato nei giorni scorsi,  mette a disposizione 23,5 milioni di euro  per sostenere l’innovazione e l’ammodernamento delle imprese agricole, migliorare i processi produttivi e la qualità dei prodotti, ridurre l’impatto ambientale delle lavorazioni. Molto ampia l’articolazione degli interventi , tale da soddisfare  anche piccole aziende  del settore primario (da 10 mila a 3,5 milioni di euro gli importi minimi e massimi della spesa ammissibile), con priorità per giovani agricoltori, aziende di montagna, agricoltura bio, integrata, prodotti Dop e Igp.

Patto per il Lavoro, 2 milioni di euro per la formazione delle persone in mobilità e per agevolare nuove assunzioni

 

La Giunta regionale stanzia due milioni di euro, cofinanziati dal Fondo sociale europeo, per sostenere – attraverso l’acquisizione di nuove competenze – chi rischia di trovarsi fuori dal mercato del lavoro. Gli interventi riguarderanno formazione e servizi personalizzati in grado di aiutare le persone in mobilità – a seguito di una crisi aziendale – a trovare un nuovo lavoro. E, ancora, percorsi su misura per accompagnare le assunzioni in imprese che vogliono ampliare la loro base occupazionale.
“Si tratta di misure che consentono di rispondere tempestivamente alle effettive necessità dei lavoratori e di dare loro nuove opportunità di impiego, pensiamo a situazioni come quella che stanno vivendo ad esempio i lavoratori della Saeco – spiega l’assessore regionale al Lavoro e Formazione, Patrizio Bianchi – Ma intendiamo anche supportare le imprese che hanno necessità di assumere, in coerenza con il Patto per il Lavoro che prevede l’impegno a sostenere le azioni di qualificazione delle risorse umane a fronte di nuovi insediamenti produttivi e di progetti aziendali che si caratterizzino per elevato valore dell’investimento privato, dell’innovazione, della sostenibilità ambientale e delle buone ricadute sull’occupazione”.
Il primo avviso pubblico, finanziato con 1 milione di euro, vuole favorire il reinserimento occupazionale dei lavoratori in mobilità nell’ambito di crisi aziendali che si concludono, sulla base di accordi tra le parti condivisi in sede istituzionale, con esuberi superiori alle 50 persone. Questi lavoratori, entro 30 giorni dall’approvazione delle attività, potranno beneficiare degli interventi nei 12 mesi dalla loro iscrizione alle liste di mobilità. Si tratta di servizi personalizzati di presa in carico, azioni formative per l’adeguamento, l’aggiornamento e il rafforzamento delle competenze e servizi per l’accompagnamento al lavoro. Al bando, rivolto agli enti di formazione accreditati, possono essere candidate e finanziate ad esempio azioni orientative, percorsi di formazione per affrontare nuovi e diversi contesti organizzativi, percorsi progettati per concrete opportunità di reinserimento lavorativo, tirocini di inserimento o reinserimento, attività di accompagnamento al lavoro per l’attivazione di un contratto di lavoro di lavoro a tempo indeterminato, di apprendistato o a tempo determinato di durata superiore a 6 mesi.
Il secondo invito, anch’esso finanziato con 1 milione di euro del Fondo sociale europeo, vuole offrire opportunità formative per accompagnare l’inserimento lavorativo delle persone in imprese, reti di imprese e consorzi che abbiano siglato, con almeno un’organizzazione sindacale e una datoriale, un Piano formativo in cui siano descritte le competenze e le professionalità necessarie per un processo di crescita aziendale.
Destinatari di tali azioni formative sono le persone non occupate, che hanno assolto l’obbligo d’istruzione e il diritto-dovere all’istruzione e formazione. Tutti i percorsi approvati dovranno rilasciare un Certificato di Competenze o di Qualifica Professionale per garantire ai destinatari un titolo spendibile anche al di fuori della realtà imprenditoriale firmataria del Piano formativo.
I progetti approvati dovranno essere avviati tempestivamente, entro 45 giorni dalla comunicazione della loro approvazione. Per il primo invito i progetti potranno essere candidati dagli enti di formazione accreditati a partire dal 4 maggio, per il secondo dal 21 aprile. Entrambi i bandi scadono il 29 novembre 2018.

Agricoltura, dalla Regione 19 milioni per aree svantaggiate delle zone montane e collinari

Arrivano dalla Regione 19 milioni di euro sotto forma di indennità compensative a favore delle aziende agricole e zootecniche che operano in aree svantaggiate di montagna e altrezone collinari sottoposte a vincoli naturali, con ricadute negative sull’attività produttiva.

È la dotazione finanziaria stimata per l’attivazione di due bandi nell’ambito della Misura 13 del Programma regionale di sviluppo rurale 2014-2020, approvati dalla Giunta regionale dell’Emilia-Romagna su proposta dell’assessore all’Agricoltura, Simona Caselli. Per la precisione si tratta della seconda annualità di attuazione della Misura, che nel 2015 ha evidenziato un analogo fabbisogno finanziario. Le domande per entrambi i bandi, compilate secondo modalità definite da Agrea, devono pervenire ai Servizi Territoriali Agricoltura Caccia e Pesca e possono essere presentate a partire da oggi 13 aprile fino al prossimo 16 maggio.

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I due bandi in sintesi
Il primo bando è rivolto agli agricoltori delle zone montane e prevede l’erogazione di unpremio base di 150 euro per ettaro di superficie agricola per anno. Il secondo bando è invece indirizzato agli imprenditori delle aree collinari svantaggiate: il premio base è di 90 euro. Per entrambi i  bandi è previsto un meccanismo di riduzione progressiva delle indennità (cosiddetta modulazione) in funzione dell’estensione della superficie agricola dichiarata. Sopra i 50 ettari il premio non viene più corrisposto.

Tutte le domande ritenute ammissibili saranno soddisfatte, anche se l’ammontare complessivo delle richieste di pagamento per i due bandi dovesse superare il fabbisogno stimato. Le risorse stanziate per l’attuazione della Misura 13 per l’intero periodo di programmazione del Psr 2014-2020 sfiorano i 90 milioni di euro.

Info: http://agricoltura.regione.emilia-romagna.it/psr-2014-2020/bandi/bandi-2016/indennita-a-favore-delle-zone-soggette-a-vincoli-naturali

Al via un bando da 5,5 milioni per la gestione dei boschi

Proteggere i boschi e le aree forestali dagli incendi, dagli eventi di dissesto idrogeologico e dalla diffusione di malattie che mettono a rischio la sopravvivenza del verde, soprattutto nelle aree montane.

Parte il primo bando regionale a favore del settore forestale attivato dal Programma di sviluppo rurale 2014-2020. A disposizione ci sono 5,5 milioni di euro destinati a Consorzi forestali ed Enti pubblici (Comuni, Unioni di Comuni, Città Metropolitana di Bologna, Province, Enti di gestione per i Parchi e la Biodiversità) per il finanziamento di progetti di importo compreso tra i 50 e i 150 mila euro. Per presentare la domanda c’è tempo fino al 7 giugno (entro le ore 12).

Le domande, corredate di progetto informatizzato, devono essere presentate alla Regione (Servizio Parchi e Risorse forestali) attraverso il sistema informativo di Agrea. I lavori relativi ai progetti ammessi al finanziamento dovranno iniziare entro il 31 marzo 2017 e concludersi entro il 30 settembre 2018.

Il Piano punta alla valorizzazione complessiva del patrimonio boschivo, particolarmente importante per l’accrescimento della stabilità dei versanti, la regolazione del deflusso idrico e la mitigazione dei cambiamenti climatici. Al contempo è finalizzato a rilanciare la filiera produttiva del bosco, attraverso azioni di supporto e ammodernamento delle aziende agricole esistenti. Ad oggi sono circa 700 quelle che svolgono attività forestale continuativa, mentre le imprese forestali vere e proprie, che operano anche nel settore del verde pubblico e privato e nella difesa idrogeologica, sono 120, con 1.800 addetti.

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Lavori ammissibili a finanziamento

Sono tre le tipologie di lavori ammissibili a finanziamento. La prima è relativa alla riduzione del rischio di incendio boschivo e prevede interventi che vanno dalla rimozione della biomassa secca nei boschi di conifere ai diradamenti e conversioni di cedui in alto fusto, dalla realizzazione e manutenzione di strutture antincendio, ad opere di sostegno e regimazione delle acque.

La seconda tipologia è relativa alla riduzione del rischio idrogeologico e comprende lavori di conservazione della funzionalità del reticolo idrografico minore (fossi, canali e rii), opere di regimazione idraulico-forestale (briglie, muretti, terrazzamenti, gradonate…) e lavori di drenaggio di acque superficiali (canalizzazioni, pozzetti…).

La terza prevede contributi per progetti di prevenzione dei danni provocati da cambiamenti climatici, fitopatie e deperimento, come diradamenti selvicolturali e la realizzazione di strutture per il monitoraggio dello stato fitosanitario dei boschi.

Il bando è pubblicato sul Bollettino ufficiale della Regione Emilia-Romagna (n. 96 dell’8 aprile 2016, parte seconda).

Prodotti agricoli e agroalimentari, 4 mln per promozione e informazione

Parte il bando regionale per sostenere i progetti di promozione e informazione sui prodotti  agroalimentari di qualità. A disposizione ci sono risorse per oltre 4 milioni di euro, la spesa ammissibile va da un minimo di 30mila euro a un massimo di 300mila euro. Ledomande potranno essere presentate dal 14 aprile al 24 giugno.

“Quella emiliano-romagnola è un’agricoltura di qualità, espressione di rigorosi disciplinari, attenta all’ambiente e alla salute dei consumatori. E’ importante conoscere tutto ciò, per fare le scelte giuste,  in un mercato spesso dominato da prodotti indifferenziati per origine e caratteristiche – spiega l’assessore regionale all’agricoltura Simona Caselli – questo bando  intende sostenere proprio le iniziative per promuovere l’eccellenza delle nostre produzioni. Lo  vogliamo fare privilegiando i progetti  che guardano al mercato europeo e quelli trasversali che coinvolgono più prodotti  e più settori”.

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Il bando del Programma regionale di sviluppo rurale  2014-2020  sui “Regimi di qualità dei prodotti agricoli e alimentari sulla promozione e informazione da gruppi di produttori sui mercati interni” punta dunque a  promuovere l’informazione nei confronti dei consumatori e degli operatori sui  regimi di qualità –  come Dop e Igp, il marchio Qualità Controllata e le produzioni Bio – e sulle caratteristiche nutrizionali dei prodotti; favorire la consapevolezza dei consumatori sulle positive ricadute ambientali delle produzioni ottenute con tecniche rispettose dell’ambiente e con il metodo biologico; sostenere l’integrazione di filiera,  incentivare iniziative di promozione sul mercato europeo.

 

Tra le attività che potranno essere finanziate: materiali informativi e promozionali, compresi siti web, seminari, degustazioni guidate, partecipazione a fiere ed esposizioni. Le attività devono essere attuate nel mercato interno e nei Paesi dell’Unione europea.
Il bando, valido per il biennio 2016-17, è rivolto alle associazioni e organizzazioni di produttori,  alle organizzazioni interprofessionali che partecipano ai regimi di qualità dei prodotti agricoli, alle cooperative, ai consorzi di tutela delle Dop, Igp (compresi quelli del settore vitivinicolo)  alle  reti di imprese o ad associazioni temporanee finalizzate al progetto. Possono partecipare anche associazioni con sede legale al di fuori dell’Emilia-Romagna, purché intendano favorire il tessuto economico emiliano-romagnolo e associno almeno il 10% di imprese regionali o rappresentino almeno il 10% della produzione il Emilia-Romagna.

Il bando  è stato pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione Emilia-Romagna del 5 aprile (delibera n.450/2016). Le domande vanno presentate attraverso il sistema informativo di Agrea, l’Agenzia regionale per le erogazioni in agricoltura http://agrea.emilia-romagna.it, informazioni sul portale agricoltura.

Dalla pellicola al digitale, da Regione 500 mila euro per i cinema dell’Emilia-Romagna

Mezzo milione di euro per continuare a sostenere la transizione dalla pellicola al digitale dei cinema. È il contributo messo in campo dalla Regione Emilia-Romagna per sostenere il passaggio alla tecnologia digitale nelle sale cinematografiche emiliano romagnole gestite da enti locali, fondazioni, associazioni e altri enti con finalità sociale, culturale, ricreativa e sportiva, non costituiti in forma di impresa. I contributi (non oltre 75 mila euro per sala) supporteranno le spese che i cinema dovranno sostenere per favorire processi di conversione alla tecnologia elettronica digitale per coloro che esercitano attività di proiezione.

Questo provvedimento si aggiunge ad altri due realizzati negli anni scorsi che hanno portato al sostegno alla transizione pellicola-digitale in tutta l’Emilia-Romagna di 108 progetti. Il primo, nel 2012, fu destinato alle imprese che esercitano attività di proiezione cinematografica (contributi per circa 1,8 milioni finanziati con il Por Fesr Asse 2) a beneficio 48 sale cinematografiche.
Il secondo provvedimento, nel 2013, (contributi per quasi 1,5 milioni con risorse del bilancio regionale) fu a favore di 6 sale cinematografiche gestite da Comuni e 54 da privati (enti locali, fondazioni, associazioni e altri con finalità sociale, culturale, ricreativa e sportiva, non costituiti in forma di impresa).

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Il bando
Al bando sono ammessi esclusivamente i progetti per la digitalizzazione di schermi/sale cinematografiche per le quali non è mai stato ottenuto il contributo previsto dai bandi precedenti.
Le domande di contributo degli enti non costituiti in forma di impresa dovranno essere trasmesse alla Regione – attraverso la posta elettronica certificata all’indirizzo industriapmi@postacert.regione.emilia-romagna.it – dal 15 aprile al 16 maggio 2016.

Saranno esclusi i progetti con spesa ammissibile inferiore a 25mila euro: il contributo concedibile non potrà, in ogni caso, superare l’importo di 75mila euro per progetto. Le spese previste per la realizzazione del progetto potranno essere sostenute a partire dal 1 gennaio al 31 dicembre 2016: gli interventi agevolati dovranno concludersi entro la fine dell’anno.
La documentazione di rendicontazione finale degli interventi agevolati dovrà essere presentata alla Regione entro e non oltre il  28 febbraio 2017.

QUI IL BANDO: http://imprese.regione.emilia-romagna.it/Finanziamenti/industria-artigianato-cooperazione-servizi/digitalizzazione-delle-sale-cinematografiche-anno-2016