Dalla Regione fondi per i progetti di promozione della cittadinanza europea

In questa fase così difficile per l’Europa, l’Emilia-Romagna investe in cittadinanza europea, per permettere ai cittadini non solo di conoscerne le origini, ma anche di comprendere che oggi, in una situazione mondiale complessa, l’unità europea è ancora più necessaria. Questi gli obiettivi e le motivazioni dei 17 i progetti di promozione della cittadinanza europea proposti da Comuni e Unioni di Comuni e finanziati dalla Regione Emilia-Romagna con 240mila euro. Nei giorni scorsi l’approvazione della graduatoria da parte della Giunta, dopo che l’Assemblea legislativa ha recentemente introdotto un nuovo articolo nella legge comunitaria (la n.16 del 2008), proprio per finanziare e organizzare attività di promozione e conoscenza della cittadinanza europea.

Mostre, seminari, laboratori e spettacoli che coinvolgeranno nei prossimi mesi cittadini dell’Emilia-Romagna di tutte le età. Iniziative, diffuse sull’intero territorio regionale, finalizzate a far conoscere cosa ha rappresentato e cosa rappresenta oggi l’Europa, per comprendere quali sfide dobbiamo affrontare come cittadini europei. Azioni di diffusione della conoscenza della storia e della memoria dell’integrazione europea, dei diritti e doveri che derivano dall’esserne parte; ma anche iniziative per rafforzare le competenze delle amministrazioni locali nella progettazione europea, per far sì che possa migliorare la loro capacità di partecipare ai programmi promossi dall’Ue.

L’assegnazione dei contributi
contributi erogati dalla Regione coprono il 70-80% della spesa prevista nei progetti presentati; le Amministrazioni locali, quindi, parteciperanno con fondi propri per circa altri 90mila euro. Risorse maggiori sono state previste per favorire la partecipazione delle aree regionali più svantaggiate, come i Comuni montani, quelli derivanti da fusione e quelli delle aree interne, zone – queste ultime – che hanno ben risposto vedendosi approvare 4 progetti (area interna Appennino Emiliano, Appennino piacentino-parmense, Alta Val Marecchia e Comune di Sasso Marconi).

Molteplici le iniziative rivolte alla cittadinanza per tornare a parlare del futuro dell’Europa nelle piazze, nelle biblioteche e nei teatri, anche rivolte ai giovani. Altrettanto vari i progetti destinati alle Amministrazioni locali per rafforzarne le capacità in europrogettazione: dalle attività formative rivolte ad amministratori, dirigenti e tecnici di Comuni ed Unioni, agli studi di fattibilità a supporto di sperimentazioni di gestioni associate di “Uffici Europa”. Una richiesta di supporto più volte esplicitata nel percorso partecipato del Programma di riordino territoriale, a cui la Regione ha voluto dare risposta, condividendola con i rappresentanti di Unioni, Anci e Uncem. Ben 7 progetti sui 17 complessivi, infatti, riguardano questa tipologia di iniziativa.

I progetti finanziati, in provincia di Reggio Emilia:
Nel reggiano andranno oltre 57 mila euro a sostegno dei seguenti progetti: “APPEAL: l’APPennino e l’Europa tra Azioni e Lavori – Percorso di institutional building per la conoscenza e la valorizzazione delle opportunità europee” presentato dall’Unione Montana Comuni Appennino Reggiano, “Europa Digit-Abile – Disabili senza frontiere. Digital storytelling in Bassa reggiana per comunicare l’Europa in una Europa senza barriere. Piano per la promozione della cittadinanza europea” presentato dall’ Unione Comuni Bassa Reggiana, “La Grande guerra vista con gli occhi della nuova Europa” presentato dal Comune di Albinea, e “Ventotene” presentato dal Comune di Reggio Emilia.

I dettagli dei finanziamenti:

  • Comune di Albinea: 6.955 € per progetto “La Grande guerra vista con gli occhi della nuova Europa”.
  • Comune di Reggio Emilia: 17.500€ per progetto “Ventotene”.
  • Unione Comuni Bassa Reggiana: 12.600 € per progetto “Europa Digit-Abile 2018 – Disabili senza frontiere. Digital storytelling in Bassa reggiana per comunicare l’Europa in una Europa senza barriere. Piano per la promozione della Cittadinanza Europea”.
  • Unione Montana Comuni Appennino Reggiano: 20.000 per progetto “APPEAL: l’APPennino e l’Europa tra Azioni e Lavori – Percorso di institutional building per la conoscenza e la valorizzazione delle opportunità europee nei territori dell’Unione Montana dei Comuni dell’Appennino Reggiano”.

Welfare. Non autosufficienza e politiche sociali, quasi 55 milioni all’Emilia-Romagna

All’Emilia-Romagna arrivano quasi 55 milioni di euro dal Fondo nazionale per la non autosufficienza e da quello per le Politiche sociali. Sono risorse che serviranno anche a sostenere le famiglie in difficoltà e i ragazzi allontanati dai propri genitori con provvedimento giudiziario, che al compimento della maggiore età non possono più contare sul sostegno dei servizi sociali.

Il via libera ai fondi grazie all’accordo Stato-Regioni e al riparto concordato in Conferenza delle Regioni di oltre 723 milioni a livello nazionale per il 2018.

Nel dettaglio, il pacchetto complessivo delle risorse assegnate all’Emilia-Romagna sarà destinato al sostegno di persone con gravissima disabilità e anziani non autosufficienti (35 milioni di euro); allo sviluppo della rete integrata di interventi e servizi sociali (19,2 milioni di euro); alle famiglie disagiate (313 mila euro); ai giovanirimasti senza sostegni al compimento dei 18 anni (400 mila euro).

Il Fondo regionale, caso unico in Italia

Per integrare il Fondo nazionale per la non autosufficienza, la Regione Emilia-Romagna dal 2007 ha avviato il proprio Fondo regionale per la non autosufficienza(Frna) per finanziare i servizi sociosanitari rivolti alle persone in condizioni di non autosufficienza e a coloro che se ne prendono cura. Per mole di risorse impiegate, oltre 478 milioni di euro nel solo 2017, rete di servizi messi in campo, professionalità coinvolte ed esperienze acquisite, costituisce un caso unico in Italia.

Servizi, rette, riduzione liste d’attesa: in arrivo 20 milioni per nidi e materne

Superano i 20 milioni di euro le risorse assegnate alla Regione Emilia-Romagna per sostenere e qualificare il sistema integrato di educazione e istruzione rivolto ai bambini di età compresa tra 0-6 anni.

Il via libera è arrivato oggi a Roma dalla Conferenza Stato-Regioni che ha approvato il riparto del fondo nazionale di 224 milioni.

Un pacchetto di risorse, quello assegnato all’Emilia-Romagna, destinato ai Comuni, che si aggiunge agli 11 milioni di risorse regionali messe a disposizione per il 2018 (33 in tre anni).

L’obiettivo è quello di finanziare e qualificare il sistema socio-educativo dell’Emilia-Romagna per la fascia d’età 0-6, cui si aggiunge l’impegno per promuovere la diffusione sul territorio regionale dei Poli per l’infanzia, strutture che accorpano i nidi e le materne, per favorire la continuità educativa dei più piccoli, dalla nascita fino a 6 anni.

Nelle prossime settimane la Regione approverà la ripartizione dei fondi ai Comuni.

Secondo i dati dell’Osservatorio regionale per l’infanzia e l’adolescenza riferiti all’anno educativo 2016-2017, in Emilia-Romagna i bambini da 0 a 3 anni iscritti nei 1.225servizi educativi erano oltre 33 mila, il 30,6% dei bambini di questa fascia d’età residenti in regione (107.737).

Montagna al centro: taglio dell’Irap, investimenti per la sicurezza del territorio e viabilità

Quindici milioni per tagliare o azzerare l’Irap per le imprese di montagna; un piano di investimenti per la messa in sicurezza e la viabilità del territorio appenninico sostenuto da una parte significativa dei 360 milioni di euro liberati dal recente accordo Stato-Regioni; una proposta di riordino territoriale che riconosca alle Province le risorse necessarie per esercitare le funzioni previste.

Dalla Conferenza regionale della montagna, organizzata oggi a Bologna dall’Uncem, il presidente della Regione Stefano Bonaccini ha lanciato la propria proposta per l’Appennino, la parte più pregiata ma anche più fragile del territorio regionale.

Per quanto riguarda la fiscalità di vantaggio, la proposta prevede un taglio dell’Irap di almeno un terzo per le imprese che già lavorano in montagna e l’azzeramento per un minimo di tre anni per quelle che vogliono avviare un’attività. La misura sarà sostenuta da 15 milioni del prossimo bilancio regionale che verrà approvato entro dicembre.

E proprio abbandono e spopolamento sono tra le concause di quel dissesto idrogeologico che rappresenta uno dei mali storici dell’Appennino. Da qui la scelta di destinare proprio alla messa in sicurezza e alla viabilità delle zone di montagna – mettendola a disposizione direttamente dei Comuni montani – una parte predefinita e significativa dei 360 milioni di euro di nuovi investimenti resi disponibili dall’accordo siglato pochi giorni fa con il Governo. Accordo che da un lato azzera i tagli previsti per le Regioni nel prossimo triennio, pari a 4,2 miliardi di euro, e dall’altro impegna le stesse Regioni a realizzare investimenti con risorse proprie per una cifra di parti importo, liberando gli spazi finanziari. Una mole significativa di finanziamenti aggiuntivi già dal 2019, che per l’Emilia-Romagna vale appunto 360 milioni di euro.

Il Piano regionale per l’Adolescenza 2018-2020

E’ in discussione in questi giorni il nuovo Piano per l’Adolescenza 2018-2020. Un documento importante, frutto della collaborazione con tutti coloro che si occupano di adolescenza in ambito educativo, formativo, sociale, sanitario, aggregativo, ricreativo, sportivo e culturale.

Si tratta di un piano concreto, che permetterà di realizzare interventi volti a prevenire il disagio e contrastare l’abbandono scolastico, l’isolamento, la dipendenza dai social network, il bullismo, la ludopatia. Un progetto che intende rappresentare un “robusto” patto educativo con tutti coloro che si occupano di questa delicata fascia d’età prevedendo tre terreni di azione: il dialogo, la cittadinanza attiva, la cura e il prendersi di cura.

Un’attenzione particolare quella dedicata agli adolescenti, dimostrata anche dal significativo aumento di risorse che la Regione ha stanziato rispetto alla scorsa legislatura:

  • Il bando sull’adolescenza, nato nel 2009, in questo mandato ha complessivamente cubato circa 3 milioni di risorse.
  • Il finanziamento ad hoc sui Centri per le Famiglie: circa 3,5 milioni in 5 anni. Finanziamento che prevede specifiche misure sull’adolescenza.
  • Sui centri estivi: circa 6 dei 13 milioni totali riguardano l’adolescenza.
  • Il bando legato a questo piano che l’Assessorato al sociale cogestisce insieme all’Assessorato alla scuola e alla formazione professionale è un bando che nel complesso vale circa 12 milioni. Per l’aspetto più sociale ci consente di destinare 2 milioni per 3 anni, quindi 6 milioni totali, al rafforzamento/aumento degli sportelli scolastici di ascolto dei ragazzi (in particolare delle scuole medie).
  • Altri 200mila euro, sempre a corredo di questo piano, che serviranno per la realizzazione di “scuole per i genitori” su grandi temi segnalati da esperti.
  • I fondi legati al Servizio Civile: circa 3 milioni per le attività dedicate ai minorenni.

Riassumendo, parliamo di 18-19 milioni di euro investiti dalla Regione dal 2015 ad oggi sul tema dell’adolescenza. Non poche risorse se pensiamo che nel mandato precedente erano circa 11-12 milioni.

L’intenzione è quella di approvare il piano il 6 novembre in Assemblea Legislativa.

Materiale:

PIANO REGIONALE PLURIENNALE PER L’ADOLESCENZA 2018-2020

Il progetto di legge regionale sulla prevenzione

Dopo mesi di confronti abbiamo completato la stesura del progetto di legge regionale sulla Prevenzione che prevediamo di approvare a gennaio 2019.

Tantissime realtà reggiane che lavorano da anni su questo tema ci insegnano che la prevenzione primaria è fondamentale per la salute dei cittadini, per evitare una vecchiaia medicalizzata: sì ad alimentazione corretta e pratica sportiva, no all’abuso di alcool e fumo. La medicina ci dice da tempo che stili di vita sani costituiscono fattori essenziali non solo per vivere più a lungo, ma soprattutto per vivere in buona salute per più tempo.

Il testo, presentato martedì in Commissione, rappresenta la prima norma in Italia ad affrontare in modo organico il tema della prevenzione nel campo della salute e del benessere. L’obiettivo ambizioso della legge è quello di aumentare la speranza di vita in buona salute dei cittadini, ossia diminuire l’incidenza di tutte quelle malattie croniche che colpiscono gli over 50 e che rendono gli ultimi decenni di vita meno sereni.

Accanto alla promozione del movimento e della vita attiva, la legge intende incrementare le iniziative di prevenzione primaria già presenti, introducendo politiche per il contrasto alla obesità infantile, alle cyberdipendenze e a tutte le nuove e vecchie dipendenze, senza dimenticare l’educazione alimentare, in particolare nei progetti scolastici. Altri articoli sono dedicati alla sensibilizzazione sull’utilizzo di tecniche di rianimazione cardiopolmonare precoce, alla prevenzione del diabete, alla prevenzione degli incidenti stradali e alla diffusione delle tecniche di disostruzione delle vie aeree in età pediatrica.

Per l’attuazione di queste politiche, anche attraverso contributi ai mondi e alle associazioni coinvolte per l’attuazione dei progetti, la legge prevede lo stanziamento annuale di 3,5 milioni di euro, aggiuntivi rispetto alle risorse già impegnate dalla Regione per le politiche di prevenzione.

Il percorso della legge ora proseguirà in commissione, a partire dall’udienza conoscitiva che vedrà invitate e coinvolte decine di realtà istituzionali e sociali, anche reggiane, per esprimere un definitivo parere sulla legge, a partire da lunedì 5 novembre in poi.

Materiale:

PDL Promozione della salute, del benessere della persona e della comunità e prevenzione primaria

slides presentazione legge prevenzione

Partecipazione, ecco il bando: fino a 15 mila euro per progetti di enti locali e associazioni

Dopo il via libera alla nuova Legge sulla Partecipazione, approvata dall’Assemblea legislativa lo scorso 17 ottobre, la Giunta regionale ha varato un bando per il finanziamento dei progetti partecipativi. Il budget complessivo è di 446 mila euro: per ciascun progetto saranno disponibili un massimo di 15 mila euro.

Ci sarà tempo fino al 21 novembre per enti locali e associazioni pubbliche e private per presentare le proposte. Quest’anno la procedura sarà tutta on line, su una nuova piattaforma che la Regione mette a disposizione per semplificare la presentazione delle domande.

I progetti avranno una durata massima di 6 mesi, salvo casi di particolari complessità. È prevista una premialità per quelli che riguardano i beni confiscati alle mafie. Dallo sviluppo sostenibile del territorio e delle città fino alle tematiche sociali, l’obiettivo per tutti è coinvolgere le comunità nella condivisione delle decisioni attraverso incontri, bilanci partecipativi e laboratori.

La graduatoria sarà disponibile entro l’anno per poter dare avvio ai progetti con l’inizio del 2019.

La nuova legge approvata nei giorni scorsi prevede anche un bando tematico che sarà pubblicato nei prossimi mesi per finanziare iniziative su regolamenti e statuti comunali per 190 mila euro. Viene anche meglio esplicitato il ruolo della Giunta, non solo sugli aspetti di sviluppo delle competenze ma anche su comunicazione, innovazione e Osservatorio della partecipazione.

Le informazioni per partecipare al bando sul nuovo sito della partecipazione:

https://partecipazione.regione.emilia-romagna.it/bando2018

Vaccini. L’Emilia-Romagna accelera ancora: soglia del 95% superata per tutte le vaccinazioni obbligatorie, compreso il morbillo

Superato, in Emilia-Romagna, il muro del 95% di copertura per tutte le vaccinazioni rese obbligatorie dalla legge regionale (difteritetetanopoliomielite ed epatite B) per la frequenza al nido, e per quelle aggiunte dalla successiva normativa nazionale: pertosse, emofilo di tipo B, morbillo, parotite e rosolia, la cui copertura, nel caso delle ultime tre, in regione era scesa all’87% a fine 2015. Percentuali in netta crescita in tutte le province, con aumenti che in sei mesi toccano addirittura i 7 punti nelle città storicamente più indietro.

Sono i dati sulle coperture vaccinali relativi ai bambini nati nel 2015, e aggiornati al 30 giugno 2018: se già a fine 2017 i valori erano vicini alla soglia del 95% (raccomandata dall’Organizzazione mondiale della sanità per garantire la cosiddetta “immunità di gregge”), a giugno la barriera è stata oltrepassata: poliomielite 96,2% (era al 94,8%); difterite 96,1% (era al 94,7%); tetano 96,3% (era al 94,9%); pertosse96,1% (era al 94,7%); epatite B 95,9% (era al 94,4%), emofilo B 95,1% (era al 94,0%); morbillo-parotite-rosolia 95,0% (era al 91,1%). (L’obbligatorietà per la vaccinazione contro la varicella vale a partire dai nati nel 2017).

Bene anche le vaccinazioni non obbligatorie, ma solo raccomandate, in deciso aumento e sempre più vicine al 95%: per il meningococco C si passa dal 91,6% di copertura al 31 dicembre 2017 al 94,1% del 30 giugno 2018, per lo pneumococco dal 92,7% al 93,4%.

Il recupero ha avuto quindi un’accelerazione ulteriore nei primi 6 mesi del 2018 per tutte le vaccinazioni, anche quelle più critiche, ferme negli ultimi anni a livelli molto bassi: oltre al morbillo-parotite rosolia, l’antimeningococco, che nei bambini di due anni era sceso a fine 2015 all’87,4% e l’antipneumococco, nello stesso anno fermo al 91,5%.

Dati ancora migliori se si considerano i bambini nati nel 2016, quindi di un anno, per i quali la copertura complessiva contro le quattro malattie per cui la Regione introdusse l’obbligo vaccinale per l’iscrizione ai nidi aveva raggiunto, già a fine 2017, il 97,1%. 

Di seguito due tabelle:

Boschi e foreste, 7 milioni di euro per interventi di valorizzazione e sviluppo

Interventi di selvicoltura per il miglioramento e la valorizzazione dei boschi; macchine, attrezzature, infrastrutture, tecnologie o materiali per il primo trattamento o la lavorazione di legno o altri prodotti delle foreste come castagne, funghi o tartufi.

Con l’obiettivo di valorizzare le foreste e sostenere lo sviluppo dell’economia dei boschi, la Giunta regionale ha approvato un bando da 7 milioni di euro dal Psr (Piano di sviluppo rurale) 2014-2020.

Fino al 15 gennaio 2019 sarà possibile presentare le domande di contributo per realizzare gli investimenti in tecnologie silvicole e interventi forestali. Il sostegno viene concesso sotto forma di contributo in conto capitale, fino al 40% della spesa ammissibile, per progetti che vanno da  un minimo di 40 mila a un massimo di 500 mila euro.

I beneficiari potranno essere: imprese forestali e agro-forestali singole o associate; cooperative e consorzi forestali; proprietà collettive e, limitatamente agli interventi di trasformazione preindustriale di assortimenti legnosi e non legnosi, piccole e medie imprese terze che acquisiscano la materia prima direttamente dai soggetti di cui ai punti precedenti.

Nel dettaglio potranno essere sovvenzionati gli interventi: di primo trattamento nella foresta dei prodotti legnosi e non legnosi; in strutture e attrezzature funzionali alla lavorazione, produzione e prima trasformazione di assortimenti legnosi e non legnosi; in infrastrutture logistiche necessarie al trasporto dei prodotti legnosi e non, quali piattaforme, piazzali di stoccaggio e movimento macchine nei boschi; selvicolturali, per il recupero produttivo di boschi abbandonati, invecchiati o degradati o per la valorizzazione economico-produttiva di popolamenti forestali specifici, come i boschi di castagno; per la valorizzazione economica e la diversificazione della produzione delle superfici forestali (come castagne, tartufi o funghi).

Le domande devono essere presentate online sul sito di Agrea. La graduatoria sarà realizzata tenendo conto dei progetti maggiormente coerenti con le finalità del bando, con il maggiore contenuto di innovazione o in base alla maggiore estensione della superficie forestale nella disponibilità dei beneficiari. Saranno privilegiati anche gli interventi riguardanti le aree sottoposte a certificazione di buona gestione forestale, zone rurali con problemi di sviluppo o ricadenti in comuni con un indice di boscosità superiore all’80%.

Adolescenti, Piano della Regione: opportunità, benessere e contrasto al disagio

Promuovere, tra i più giovani, benesseresocializzazione, opportunità di crescitaprotagonismo sociale e stili di vita sani, come deterrenti al disagio e all’isolamento. Prevenire e ridurre l’abbandono scolastico, la dipendenza da sostanze e gioco d’azzardo; e ancora, contrastare il bullismo, il cyberbullismo e la violenza tra compagni.

Sono alcuni obiettivi del ‘Piano pluriennale per l’adolescenza’ per il triennio 2018-2020, approvato in questi giorni dalla Giunta regionale dell’Emilia-Romagna. Un provvedimento destinato a tutti i soggetti che si occupano di adolescenti – famiglie, scuola, servizi sociali, associazionismo sociale e sportivo, volontariato e aziende sanitarie – per realizzare interventi concreti dedicati ai ragazzi di questa fascia di età. Un Piano costruito assieme al territorio, con incontri che si sono svolti in tutte le province, da Piacenza a Rimini, e al quale la Regione destinerà specifiche risorse.

Sono tre le priorità di intervento individuate dal provvedimento: ‘Il dialogo’, ovvero la capacità da parte degli adulti (genitori, insegnanti, allenatori sportivi) di ascoltare i ragazzi, comprenderne i bisogni e, nel caso, intercettare e accogliere segnali di disagio presenti nel contesto scolastico e nella comunità; “La cittadinanza attiva”,che consiste nel  coinvolgimento diretto degli adolescenti nelle scelte che li riguardano e nella promozione di forme di cittadinanza attiva, quali il servizio civile o le esperienze di alternanza scuola lavoro nell’ambito scolastico; “La cura” dei ragazzi per favorirne ilbenessere fisico e relazionale, stili di vita salutari e prevenire ogni forma di dipendenza o disagio psicologico.
Segue queste direttrici la proposta messa a punto dalla Regione, che individua numerose tipologie di azioni.

L’impegno della Regione per gli adolescenti

É di 2,5 milioni di euro la cifra complessiva stanziata dalla Regione tra il 2015 e il 2018per finanziare attività educative e sociali,da svolgersi a scuola o nel tempo libero,rivolte ad adolescenti e pre-adolescenti e realizzate da associazioni di promozione sociale, organizzazioni di volontariato, cooperative sociali e parrocchie.