Report del secondo anno di mandato – La Regione semplice e pulita

«Semplice e pulita» è una Regione che amministra e non lascia indietro nessuno, che ascolta e si fa megafono delle esigenze di chi ci vive.

Semplice e pulita: ho voluto intitolare così il report annuale sulla mia attività in Regione Emilia-Romagna, il secondo; spero di aiutarvi, così, a delineare un orizzonte, un approdo, verso cui i nostri sforzi, e gli sforzi di tutti, tendono.

Sociale, sanità, lavoro, giovani, educazione, cultura, innovazione, sport, green, agricoltura: tramite queste dieci macro aree cerco di raccontarvi un altro anno ad alta intensità.

Tanto è stato fatto, tanto è ancora da fare per quel cambio di rotta promesso, per recuperare la fiducia di chi l’ha persa. Non solo qui, in via Aldo Moro a Bologna, ma là dove i cittadini vivono e lavorano, nei nostri comuni grandi e piccoli che siano.

Il report lo potete scaricare QUI.

Buona lettura!

Cinema e audiovisivo, al via il bando per festival e rassegne. Dalla Regione 450 mila euro

Parte il bando regionale a sostegno di festival e rassegne del settore cinematografico e audiovisivo che si svolgono in Emilia-Romagna. Sono 450mila euro i finanziamenti a fondo perduto messi in campo dalla Giunta regionale: in particolare 365mila euro per i festival e 85 mila euro per le rassegne.

Nel 2016 sono stati finanziati con questo meccanismo 22 festival e 6 rassegne, in un panorama regionale che conta circa 50 festival distribuiti su tutta la regione, con eccellenze riconosciute a livello internazionale.

La Regione continua a investire a favore di una maggiore diffusione della cultura cinematografica e audiovisiva, con l’obiettivo di sostenere la libera espressione artistica e creativa, promuovendo lo sviluppo dei linguaggi contemporanei e multimediali. Queste manifestazioni hanno inoltre un’importante funzione di valorizzazione dell’identità culturale, favorendo l’aspetto di coesione sociale e, non da ultimo, anche un impatto economico sempre più importante. Nell’ultimo anno anche gli spettatori sono aumentati, nell’ordine del 5%.

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Reddito di solidarietà – Una riflessione su “La Libertà”

 

Non un reddito minimo, ma una rete di protezione, una mano tesa a chi si trova in condizione di povertà e vuole rialzarsi. Si tratta del Reddito di solidarietà, divenuto legge in Emilia Romagna. La misura prevede un beneficio economico fino a 400 euro al mese; condizione per l’accesso, mediante domanda ai Servizi sociali del proprio Comune di residenza, è un Isee pari o inferiore ai 3 mila euro annui. Sarà poi lo stesso Comune a seguire i beneficiari con progetti di reinserimento personale in grado di coinvolgere l’intera famiglia, dal fronte del lavoro a quello della frequenza scolastica, passando per la cura dell’alloggio.

Per il Reddito di solidarietà la Regione ha stanziato 35 milioni di euro, che si sommano ai 37 previsti per l’Emilia-Romagna dalla misura nazionale entrata in vigore lo scorso settembre: il Sostegno per l’inclusione attiva. Anche questo provvedimento va a famiglie con Isee inferiore a 3.000 euro, ma a differenza del Reddito di solidarietà pone altre condizioni, fra le quali, ad esempio, la presenza in famiglia di almeno un minore o un figlio adulto disabile o una persona in stato di gravidanza. Nelle nostre intenzioni, il Reddito di solidarietà dovrebbe dunque «completare» il Sostegno per l’inclusione attiva: mentre quest’ultimo va alle sole famiglie povere con almeno un minore, il Reddito di solidarietà è disponibile a tutti i nuclei sotto i 3 mila euro, purché siano residenti da almeno due anni in Emilia Romagna.

Questo lavoro fa riferimento a una visione del welfare ben precisa. Non c’è dubbio, infatti, che il sistema di protezione sociale del nostro Paese, quindi anche della nostra Regione, non riesca a comprendere appieno quelle novità di disagio davanti alle quali la società lo pone. La sfida del nostro tempo è anche quella di cercare di dare risposte che aiutino chi ancora soffre, senza cadere nell’assistenzialismo. La nostra Repubblica è fondata sul lavoro e a questo obiettivo bisogna tendere, puntando sull’inclusione e sul reinserimento della persona nella società grazie alla dignità di un’occupazione, non a elemosine.

Per il Reddito di solidarietà ci siamo basati su tre assunti principali. Il primo: l’allargamento della platea, quindi l’idea di integrare l’intervento del Governo. Oltre a famiglie con minori, andiamo dunque a portare un aiuto a persone sole o ad anziani a basso reddito. Secondo punto. Una visione progressista del welfare: non vogliamo far vivere le persone senza lavorare, l’aiuto pubblico non deve essere un salvagente a vita. Controlleremo l’efficacia dello strumento, ecco perché abbiamo inserito tanti paletti, vincoli, monitoraggi, cautele affinché il patto di reinserimento possa funzionare al meglio. Il reddito di solidarietà, inoltre, potrà essere concesso per non più di 12 mesi. Terzo punto: una responsabilità sostenibile, in grado di raggiungere degli equilibri anche tra le politiche pubbliche della Regione, tra i servizi che questa Regione offre.

Infine, due considerazioni: dobbiamo cercare di raggiungere sempre più un welfare in grado di diversificarsi rispetto ai bisogni a cui deve rispondere, addirittura riazzerarsi qualora si capisca che la risposta data non risulti sufficiente. Se le politiche pubbliche non funzionano si interrompono e si rivedono. In secondo luogo, impegnarsi a ridurre le diseguaglianze sociali ed economiche è fondamentale perché i cittadini conservino un sentimento di appartenenza alla vita democratica. Sostenibilità, responsabilità, allargamento della platea. Combinando pragmatismo, diritti e doveri, abbiamo compiuto un piccolo passo per il contrasto alla povertà estrema. Siamo la prima Regione italiana a dotarsi di una misura simile; una risposta comunque sperimentale e come tale da verificare nei mesi a venire. Siccome la povertà talvolta rischia di toccare i giovani, in difficoltà nella ricerca del lavoro, ho lavorato ad un documento che impegna la Regione “ad attivarsi presso il Governo affinché renda possibile, per le singole regioni, utilizzare le somme stanziate ma non spese per il sostegno per l’inclusione attiva, in azioni di sostegno all’occupazione giovanile”. Non siamo rimasti a guardare le sofferenze delle persone, ora dobbiamo osservare l’efficacia dello strumento.

Festa del Tricolore. Il Presidente Mattarella in visita a Reggio

 

Oggi essere qui, nella città del Tricolore, significa rafforzare una identità fatta di valori che vanno oltre il tempo. Vivere concretamente i valori del Tricolore aiuta a non avere paura di percorrere nuove strade che devono portare ad un futuro certamente più inclusivo. Se penso al Tricolore penso alla libertà, a una condizione per la quale diversi popoli stanno ancora lottando. Tricolore idealmente è la bandiera che avvolge questi nuovi popoli. W il Tricolore, W l’Italia.

 

Stanziati 5 milioni di euro per la tangenziale di Fogliano

Importante intervento che il CIPE ha deliberato lo scorso 1 dicembre 2016 per il territorio reggiano, finanziato coi FSC (Fondo Sviluppo e Coesione della Unione Europea).

Si tratta in particolare del Piano Operativo Infrastrutture, che vale complessivamente 11,5 miliardi sul territorio nazionale, e che porterà a Reggio Emilia -grazie al lavoro di programmazione e di iniziativa svolto dalla Regione- Fondi infrastrutturali comunitari. “Un piano robusto – commenta il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Graziano Delrio – per migliorare la rete stradale e ferroviaria, favorendo l’accessibilità ai territori e all’Europa, superando le strozzature nella rete, con particolare riferimento alla mobilità nei nodi e nelle aree urbane. Contribuiamo così alla messa in sicurezza del patrimonio infrastrutturale per strade, ferrovie nazionali e regionali e con il piano per la sicurezza delle dighe. Forte impegno anche per la mobilità sostenibile con il Piano Metropolitane e risorse per il rinnovo del materiale nel trasporto pubblico locale”.

È stata approvata l’opera della Tangenziale di Fogliano (5 milioni stanziati).

A queste risorse si aggiungeranno interventi ulteriori che potranno arrivare anche sul nostro territorio, ad esempio nell’ambito
– dei 30 milioni deliberati per progetti di riqualificazione urbana a livello regionale,
– dei 10 milioni per la realizzazione di ciclovie di interesse regionale,
– dei 22 milioni per la messa in sicurezza delle reti ferroviarie regionali, etc.

Con tempistiche diverse, ma in ogni caso già a partire dal 2017, potremo quindi vedere completarsi nei prossimi anni opere attese per la qualità del traffico, la sicurezza stradale e la qualità dell’aria della nostra provincia.

“Questa opera attesa da anni “- dichiara Soncini ” ha il duplice obiettivo di decongestionare il traffico in Fogliano e Due Maestà e di offrire un collegamento migliore e più razionale tra Scandiano e Reggio Emilia”

Ai nidi e ai servizi per l’infanzia, pubblici e privati, solo con le vaccinazioni. Ora ci sono le linee guida

A un mese dalla approvazione della legge sui servizi educativi per i bambini da 0 a 3 anni, la Regione emana le linee guida relative all’obbligo vaccinale. Destinatari sono i bimbi che, a partire dall’anno educativo 2017-2018, frequenteranno non solo gli asili nido, ma anche i servizi integrativi al nido e i servizi ricreativi, sia pubblici che privati, secondo quanto previsto dalla legge regionale approvata lo scorso mese.

Le linee guida della Regione
Il provvedimento approvato dalla Giunta stabilisce la road map delle vaccinazioni, indispensabili non solo per i bimbi che accedono per la prima volta ai servizi educativi, ma anche per i bambini che già frequentano questi servizi.

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20 milioni di euro per l’inserimento al lavoro e l’inclusione sociale delle persone fragili e vulnerabili

Orientamento, accompagnamento al lavoro, sostegno nei contesti lavorativi e formativi, tirocini, formazione e certificazione delle competenze per sostenere le persone fragili e vulnerabili nei percorsi di inclusione sociale attraverso il lavoro.

Sono interventi di politica attiva del lavoro che saranno finanziati con 20 milioni del Fondo Sociale Europeo, per dare prima attuazione alla legge regionale 14 del 2015 per l’inserimento al lavoro, l’inclusione sociale e l’autonomia attraverso il lavoro delle persone in condizione di fragilità e vulnerabilità.

Il bando dà risposta ai fabbisogni individuati in 38 Accordi di programma e nei relativi Piani integrati territoriali, rendendo disponibili in ciascun ambito distrettuale misure di politica attiva che possano garantire alle persone fragili e vulnerabili di realizzare un programma di interventi personalizzato e integrato, definito insieme ad un’equipe multiprofessionale costituita da operatori dei servizi per il lavoro, del sociale e della sanità.

L’invito è rivolto agli enti accreditati per la formazione e a quelli che avranno presentato alla data di scadenza del Bando domanda di accreditamento dei servizi per il lavoro (Prestazioni per l’inserimento lavorativo e l’inclusione – Area 2 di Accreditamento), enti questi ultimi che opereranno nell’ambito della Rete Attiva per il Lavoro costituita dai servizi pubblici e dai privati accreditati, coordinata dall’Agenzia Regionale per il Lavoro e volta a  rafforzare i servizi per chi cerca e occupazione e rispondere con efficacia, specializzazione e innovazione alle esigenze dei cittadini e del sistema economico-produttivo. Il bando per l’accreditamento dei servizi per il lavoro è aperto dal 19 dicembre 2016 e prevede, al fine di procedere con l’approvazione di un primo elenco di soggetti accreditati, una prima scadenza il 16 gennaio 2017.
La  definizione del Programma di intervento integrato e personalizzato sarà a cura dell’equipe multi-professionale referente per ambito distrettuale, e si comporrà delle misure di politica attiva che saranno finanziate in esito a questo bando e di ulteriori interventi tra cui azioni di supporto alla persona, alla famiglia e rete sociale (sostegno alla genitorialità), azioni di integrazione sociale (corsi di lingua italiana e mediazione culturale per immigrati), azioni volte a favorire la permanenza al domicilio in ottica conciliativa (assistenza alle persone parzialmente non autosufficienti o non autosufficienti tramite servizi di assistenza domiciliare), contributi economici per servizi alla persona, per cure o prestazioni sanitarie, per servizi trasporto e mobilità, per i servizi scolastici, per l’alloggio, per  buoni spesa o buoni pasto o a integrazione del reddito familiare e azioni di accoglienza abitativa temporanea finalizzate al reinserimento sociale e alla riacquisizione dell’autonomia.

Tra le misure di politica attiva finanziabili oltre alle attività di orientamento, di incrocio domanda/offerta e di sostegno alle persone nei contesti formativi o lavorativi, anche tirocini di orientamento specialistico, certificazione delle competenze, scouting delle opportunità occupazionali e sostegno nella fase di inserimento al lavoro.

I progetti dovranno essere presentati entro le ore 12 del 9 febbraio 2017.

Lunedì 16 gennaio alle ore 14.30 presso la Sala “20 maggio 2012” in viale della Fiera 8 a Bologna è previsto un incontro tecnico per presentare le modalità e le procedure informatiche di progettazione.

Formazione, stanziati 350 mila euro per azioni a sostegno di festival e rassegne cinematografiche

Ammontano a 350 mila euro le risorse del Fondo sociale europeo stanziate dalla Regione Emilia-Romagna con l’obiettivo di valorizzare le potenzialità di festival e rassegne cinematografiche emiliano-romagnole in termini di opportunità di crescita delle competenze delle persone.

L’invito, il terzo approvato dalla Giunta in attuazione degli obiettivi di promozione e sviluppo di nuove competenze del Programma regionale in materia di cinema e audiovisivo, è rivolto agli enti accreditati che potranno inviare le loro proposte entro il 2 febbraio 2017.

I percorsi finanziati dovranno permettere di acquisire nuove e qualificate competenze che intercettino le opportunità di lavoro di un settore che evidenzia la capacità di generare nuova occupazione e sostenere la qualificazione delle differenti professionalità che già vi operano per favorirne un pieno e qualificato inserimento nel mercato del lavoro.

Due le tipologie di progetti finanziabili:

  • percorsi di alta formazione (200-600 ore) a sostegno dell’innovazione e qualificazione del settore del cinema e dell’audiovisivo regionale, rivolti a persone con conoscenze capacità attinenti, acquisite in contesti di apprendimento formali, non formali o informali;
  • percorsi di formazione permanente (24-48 ore) funzionali a sostenere l’integrazione e la permanenza nel mercato del lavoro e la mobilità professionale di giovani e adulti con conoscenze-capacità attinenti acquisite in contesti di apprendimento formali, non formali o informali, ad eccezione delle persone inoccupate o inattive.

Le proposte formative dovranno fondarsi su un partenariato con soggetti con sede in Emilia-Romagna che organizzino e realizzino festival e rassegne di rilievo regionale, nazionale e internazionale in ambito cinematografico e audiovisivo sul territorio, eventualmente allargato alle imprese del settore e/o altre istituzioni.

Le operazioni dovranno essere compilate attraverso l’apposita procedura web, disponibile all’indirizzo https://sifer.regione.emilia-romagna.it e inviate per via telematica non oltre le ore 12.00 del 2 febbraio 2017.

Sicurezza: più risorse nel bilancio della Regione per politiche territoriali integrate

“Sostegno, tramite azioni di prevenzione e altre politiche attive, agli interventi locali di sicurezza ambientale, sociale e urbana. Lo chiediamo con una risoluzione, che ho firmato con alcuni colleghi consiglieri, e soprattutto vogliamo concretizzarlo con le risorse del Bilancio 2017 della Regione Emilia-Romagna, appena approvato”.

“Con un emendamento al bilancio, mettiamo a disposizione 300mila euro in più per le politiche di sicurezza urbana, che si vanno a sommare ai 500mila euro già previsti, portando a complessivi 800mila euro i fondi a disposizione”.

“Le politiche di sicurezza vanno affrontate da più punti di vista attraverso iniziative di prevenzione sociale e ambientale, con la riqualificazione di aree degradate, con misure di inclusione sociale, e anche puntando su interventi infrastrutturali, come quello dell’installazione di un sistema di telecamere diffuso. Bisogna anche lavorare su una sempre maggiore sinergia e integrazione tra i vari livelli istituzionali. Per avere politiche di sicurezza più efficaci dobbiamo investire sempre più sui territori, sulle comunità, e anche sui comuni”.

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