Sport: in arrivo la legge regionale

Da due leggi a una, per semplificare e concentrare in diciotto articoli nuove opportunità per lo sport in Emilia-Romagna. Con un obiettivo: portare sempre più persone – soprattutto i giovani –  a misurarsi e divertirsi nei campi di gioco, nelle palestre, nelle piscine, negli spazi all’aperto. Poi la conferma di voler di puntare sul turismo sportivo legato ai grandi eventi e alle grandi competizioni. E un imperativo: fuori chi bara, per cui le associazioni e i soggetti che hanno ricevuto contributi regionali e che hanno indotto o consentito l’assunzione di prodotti dopanti nelle loro strutture si vedranno revocare i fondi e non potranno averne per almeno 5 anni.

E’ il progetto di legge per la promozione e lo sviluppo delle attività motorie e sportive , di cui abbiamo parlato lunedì 15 alla ex Polveriera con Andrea Rossi e Luca Vecchi (foto), che da Piacenza a Rimini prevede nuovi interventi lungo quattro direttrici. Salute e benessere, con il coinvolgimento attivo delle scuole per avere più sport, anche in orario extrascolastico, in collaborazione con le associazioni. Programmazione e contributi, con un piano triennale che comprenda progetti e azioni di promozione dell’attività sportiva, contrasto all’abbandono e integrazione delle persone con disabilità, miglioramento dell’impiantistica e sinergie di sviluppo legate al contesto territoriale e ambientale, con appunto il sostegno al turismo sportivo. E ancora, in un rapporto di maggiore fiducia (e meno burocrazia), l’allargamento dei soggetti che riceveranno fondi regionali: oltre a quelle presenti nel registro regionale, saranno ammesse ai bandi anche le associazioni dilettantistiche iscritte al registro del Coni, del Cip e delle Federazioni sportive nazionali, o da tali sigle riconosciute.

Sicurezza, con presidi di primo soccorso negli impianti sportivi e la professionalità certificata richiesta a chi terrà i corsi, che dovrà passare per due possibili figure di garanzia: istruttore qualificato e istruttore di specifica disciplina, entrambi in possesso di specifici requisiti di studio e abilitazione. Legalità e trasparenza, con misure per contrastare ogni forma di violenza e discriminazione e il varo di specifica Carta etica. L’applicazione del piano triennale sarà poi oggetto di monitoraggio e valutazione, con la Giunta che dovrà produrre una relazione sui progetti realizzati, i contributi erogati e i destinatari.

Il nuovo impianto normativo fin dal primo articolo individua la salute, il benessere, la formazione dei giovani, la promozione delle pari opportunità, il rispetto dell’ambiente, uniti alla valorizzazione sociale ed economica, come elementi cardine della promozione sportiva. E i 20 milioni stanziati potranno essere utilizzati anche per la costituzione di fondi di garanzia o consorzi fidi a sostegno degli investimenti in ambito sportivo.

I contenuti della nuova legge 

La gallery con le slide

Dalla Regione 28,8 milioni di euro per i giovani agricoltori

La Regione punta sui giovani e si impegna per favorire il ricambio generazionale in agricoltura. Lo fa attraverso un bando, il terzo di questo tipo, che dà attuazione a quanto previsto dal Programma regionale di sviluppo rurale 2014-2020 con l’obiettivo di favorire l’insediamento di nuovi imprenditori agricoli e lo sviluppo dei loro progetti.

Complessivamente la Regione mette a disposizione 28,8 milioni suddivisi in due filoni: 16,3 milioni di euro per l’aiuto all’avviamento d’impresa (operazione 6.1.01) e 12,5 milioni per l’ammodernamento delle imprese agricole (operazione 4.1.02).

E’ possibile presentare domanda fino al 29 settembre 2017; il termine di approvazione della graduatoria finale è fissato al 2 febbraio 2018. La decisione della Giunta regionale, con delibera  n. 532/2017, segue i precedenti stanziamenti che negli ultimi due anni hanno dato ossigeno al comparto.

Con i primi due bandi del 2015 e del 2016 erano stati dichiarati concedibili complessivamente 745 premi di  avviamento aziendale ad altrettanti giovani neo imprenditori per un totale di 28 milioni di euro (soddisfacendo in tal modo il 100% delle domande risultate ammissibili). A questi si erano aggiunti ulteriori 31 milioni di contributi sugli investimenti aziendali delle neo imprese, collocate in graduatoria in posizione utile rispetto ad una disponibilità finanziaria limitata,  a fronte del fabbisogno di risorse espresso dalle domande di sostegno.

Le caratteristiche del bando

La struttura del bando 2017 ricalca in buona parte quella del bando precedente, salvo che la dimensione economica delle aziende agricole (che costituisce elemento di ammissibilità) verrà valutata sulla base del piano colturale che il giovane imprenditore deve avere già presentato per l’annata agraria 2017.

Il premio per il primo insediamento aziendale è di 30 mila euro per ogni giovane, cifra che può salire a 50 mila euro se l’azienda si trova in una zona svantaggiata.

Il contributo per gli  investimenti di ammodernamento aziendale  può arrivare  fino al 50% della spesa ammissibile.

Il pacchetto è destinato ad agricoltori che al momento della domanda  abbiano meno di 40 anni.

Tra le spese ammissibili al contributo ci sono quelle per investimenti realizzati sul territorio come costruzione o ristrutturazione di immobili produttivi; miglioramenti fondiari; acquisto di macchinari e attrezzature per l’innovazione aziendale; impianti per la lavorazione o trasformazione dei prodotti; investimenti per la vendita diretta delle produzioni aziendali; onorari di professionisti e studi di fattibilità (entro il limite massimo del 10 % delle stesse) e spese per programmi informatici, acquisizione di brevetti o licenze.

Start up innovative, la Regione stanzia 4,5 milioni. Il nuovo bando

Al via il bando Por Fesr 2014-2020 che mette a disposizione 4,5 milioni di euro per sostenere le start up innovative dell’Emilia-Romagna.

Risorse che andranno a sostenere i progetti delle giovani imprese dedicati ai principali settori della regione come agroalimentare, edilizia e costruzioni, meccatronica e motoristica, industria della salute e del benessere, industrie culturali e creative, innovazione nei servizi.

Il bando, che si aprirà il 10 maggio 2017, si rivolge alle piccole e micro imprese regolarmente costituite come società di capitali (incluse Srl, uninominali, consorzi, società consortili, cooperative) e vuole favorire la nascita e il consolidamento di start up in grado di aprire nuovi spazi di mercato, ideando prodotti, servizi, sistemi di produzione innovativi, in grado di creare nuova occupazione.

Per i progetti di avvio di attività (tipologia A) possono presentare domanda le imprese costituite successivamente al 1° gennaio 2014. Per i progetti di espansione di start up già avviate (tipologia B) possono presentare domanda le imprese costituite dopo il 1 aprile 2012.

Il bando finanzia le spese per macchinari, attrezzature, brevetti, consulenze, spese promozionali e, solo per la tipologia A, le spese di costituzione.

Le domande possono essere presentate dalle ore 10 del 10 maggio 2017 alle ore 17 del 30 novembre 2017 esclusivamente online, tramite l’applicativo Sfinge2020 che sarà messo a disposizione prima dell’apertura del bando.

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Contributi per le attività professionali: il bando regionale

Por Fesr 2014-2020, Asse 3 , Azione 3.5.2 – Contributi per le attività professionali

Tipologia di bando Agevolazioni, finanziamenti, contributi
Destinatari
  • Imprese
  • Altro
Ente
  • Regione Emilia-Romagna
Data di pubblicazione 22/03/2017
Scadenza termini partecipazione 31/05/2017 17:00
Presentazione domanda

Obiettivi

Il  bando è finalizzato al supporto di soluzioni Ict per le attività delle libere professioni e l’implementazione di servizi e di soluzioni avanzate in grado di incidere significativamente sull’organizzazione interna, sull’applicazione delle conoscenze, sulla gestione degli studi e sulla sicurezza informatica.

Beneficiari

Il bando è rivolto a:

  • Liberi professionisti ordinistici,  titolari di partita Iva, esercitanti attività riservate, iscritti ai sensi dell’art. 2229 del codice civile a Ordini o Collegi professionali e alle rispettive Casse di previdenza, che operano in forma singola, associata o societaria
  • Liberi professionisti non ordinistici titolari di partita Iva, autonomi, operanti in forma singola, o associata di “studi formalmente costituiti“ (esclusa la forma di impresa). Siano iscritti alla gestione separata Inps previsto dall’art. 2, comma 26 della Legge 335/95, anche appartenenti ad Associazioni professionali riconosciute di cui alla L. n.4/2013

Interventi ammessi

I progetti dovranno contribuire a creare opportunità di sviluppo, consolidamento e valorizzazione delle attività libero professionali tramite la realizzazione d’interventi per:

  • favorire lo sviluppo, la strutturazione delle attività libero professionali e il loro riposizionamento

  • facilitare l‘affiancamento dell’attività professionale ai processi di efficientamento della pubblica amministrazione

  • incentivare gli investimenti in nuove tecnologie, innovazioni di processo, in tecnologie informatiche

  • diffondere la cultura d’impresa, dell’organizzazione e della gestione/valutazione economica dell’attività professionale

  • consolidare le realtà professionali attraverso la stabilizzazione del lavoro

I progetti per i quali viene presentata domanda di contributo dovranno avere una dimensione minima di investimento pari a complessivi € 15.000,00

Il contributo è concessa nella misura del 40% dell’investimento ritenuto ammissibile fino ad un  massimo di € 25.000,00.

 

Scadenze

La presentazione della domanda avviene per via  telematica tramite applicativo web Sfinge 2020. Le domande La trasmissione della domanda di contributo dovrà essere effettuata, pena la non ammissibilità, entro le seguenti scadenze:

  • dalle ore 10.00 del giorno 3 maggio 2017, fino alle ore 17.00 del giorno 31 maggio 2017. Le risorse disponibili per i progetti presentati in questa finestra ammontano ad Euro 1.000.000 
  • dalle ore 10.00 del giorno 12 settembre 2017, alle ore 17.00 del giorno 10 ottobre 2017
    Le risorse disponibili per i progetti presentati in questa finestra ammontano ad Euro 2.000.000 

Il bando potrà anticipare, secondo il principio di prudenza ed efficienza amministrativa, la chiusura della prima finestra, qualora venissero trasmesse 200 domande prima del 31 maggio 2017 e si potrà procedere ad una sua eventuale riapertura, in caso di utilizzo parziale delle risorse previste dal bando approvato con la deliberazione (pdf, 170.4 KB) della giunta regionale n.331/2017.

 

Multimedia

Infografica sul bando

 


Per informazioni

Sportello imprese
dal lunedì al venerdì, 9.30-13.00
tel. 848.800.258 (chiamata a costo tariffa urbana, secondo il proprio piano tariffario) infoporfesr@regione.emilia-romagna.it

Università, la Regione cofinanzia il completamento di Villa Marchi: 75 nuovi alloggi per studenti meritevoli

Nuovi alloggi e residenze per gli studenti universitari in arrivo in Emilia-Romagna. La Giunta regionale ha deciso di sostenere con un finanziamento complessivo di oltre 12 milioni di euro i Comuni e le Università che parteciperanno al bando del Ministero, che prevede un cofinanziamento statale per interventi di edilizia universitaria destinati soprattutto agli studenti a basso reddito e in possesso dei requisiti di merito. Grazie al finanziamento messo a disposizione dalla Regione, gli interventi previsti in Emilia Romagna saranno considerati prioritari da parte del Ministero.  Gli interventi proposti renderanno disponibili 697 posti alloggio sul territorio regionale, di cui 419 a Bologna, 87 a Parma, 75 a Reggio Emilia, 51 a Imola e 65 a Rimini. L’intervento si realizza nell’ambito delle politiche per il diritto allo studio universitario, con l’obiettivo di rafforzare l’attrattività del sistema universitario regionale, ampliandone l’offerta abitativa e i servizi rivolti agli studenti, prioritariamente a quelli fuori sede.

 

In Emilia-Romagna, a conferma dell’attrattività dell’offerta formativa e dei servizi resi disponibili, su quasi 150 mila studenti iscritti complessivamente ai quattro atenei della regione, circa 100 mila sono gli studenti fuori sede, cioè che frequentano un corso in una Provincia diversa da quella di residenza, e di questi quasi 63 mila provengono da fuori regione. Attualmente il fabbisogno di posti letto è superiore alla disponibilità  che può mettere in campo l’azienda regionale per il diritto agli studi superiori Ergo, che mette a disposizione 1.831 posti alloggio per le sedi dell’Università di Bologna, 618 per l’ateneo di Parma e 755 per l’Università di Modena e Reggio Emilia, di cui 131 a Reggio e 298 a Ferrara.

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Giovani: 2 milioni per prevenire abbandono scolastico, disagi, dipendenza dai social e ludopatie

Prevenire il disagio, l’abbandono scolastico, l’isolamento, la dipendenza dai social network, la ludopatia. Promuovere l’offerta di opportunità educative per il tempo libero e le diverse forme di aggregazione. Dalla Regione Emilia-Romagna arrivano nuove risorse per gli adolescenti e i giovani: 1 milione e 950 mila euro, tra 2017 e 2018, che saranno destinati, attraverso quattro distinti bandi, a finanziare su tutto il territorio regionale progetti di sostegno ai ragazzi tra gli 11 e i 24 anni di età. Fondi a cui va aggiunta la compartecipazione finanziaria, circa il 30% dell’importo complessivo, da parte delle realtà coinvolte nella promozione e realizzazione dei progetti: organizzazioni di volontariato, coop sociali, associazioni di promozione sociale, oratori e parrocchie. Rientrano tra questi i cosiddetti “Doposcuola”, spesso organizzati dagli oratori parrocchiali, gestiti da volontari (insegnanti in pensione, studenti universitari) per aiutare i bambini a svolgere i compiti di scuola; laboratori artistici o musicali, campi formativi di protezione civile, che prevedono lezioni ed esercitazioni pratiche sulla protezione civile come, antincendio boschivo, radiocomunicazioni, soccorso sanitario. Al via anche una consultazione, condotta dalla vicepresidente della Regione e assessore al Welfare Elisabetta Gualmini, per raccogliere proposte ed esperienze utili a definire nuovi interventi normativi contro il disagio giovanile.

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Aumentano i trapianti e calano le liste d’attesa, Emilia Romagna prima in Italia

Nel 2016 in Emilia-Romagna aumentano del 20% i donatori e del 24,2% i trapianti. Di conseguenza, le persone in lista d’attesa scendono da 1.272 a 1.084 (-14,8%), la metà delle quali provenienti da altre regioni. Sono poi oltre 276 mila i cittadini (276.260) che hanno registrato la propria volontà sulla donazione degli organi e dei tessuti; di questi, 266.880, vale a dire il 96,6%, lo ha fatto per dire “Sì”: numeri che collocano la regione al primo posto in Italia, assieme alla Valle d’Aosta, per numero di consensi rispetto alla popolazione, e al secondo posto per numero di dichiarazioni rilasciate, sempre in rapporto agli abitanti.

É un bilancio positivo quello che emerge dal Report 2016 del Centro riferimento trapianti dell’Emilia-Romagna e dai dati registrati dal sistema informativo del Centro nazionale trapianti, aggiornati al 3 aprile 2017 e rielaborati dal Servizio statistica regionale. Numeri che permettono anche di pensare ad un nuovo progetto: un futuro polo di trapianto di rene da cadavere, che sorgerà a Ravenna.

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Caregiver, la risoluzione approvata in Commissione IV

In base al rapporto del CENSIS 2015 in Italia sono più di 3 milioni, pari al 5,5% della popolazione, le persone che soffrono di difficoltà funzionali gravi (l’80 per cento sono anziani); 1,4 milioni si trovano all’interno della propria abitazione.

Si stima che a fronte di 200 mila anziani non autosufficienti ospiti di strutture residenziali siano oltre 2.500.000 coloro che sono in famiglia, in casa propria o di parenti, di cui si fanno carico con continuità famigliari e congiunti.

L’Istituto nazionale di statistica (ISTAT) ha stimato che siano oltre 3.300.000 le persone che, nel contesto familiare, si prendono cura regolarmente di adulti anziani, di malati e di persone disabili.

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Terzo settore, una risoluzione per valorizzare la rete territoriale dei Centri servizi per il volontariato

 

Più autonomia alle reti territoriali dei centri servizi per il volontariato. È questa la sollecitazione del Partito Democratico formalizzata con una risoluzione approvata in Commissione Sanità e Welfare.

Con la riforma del Terzo Settore, se da un lato ai CSV sono riconosciuti più compiti anche nella gestione delle risorse, dall’altro spinge verso una forte centralizzazione del sistema.

È costituito un Organo nazionale di controllo al quale fanno riferimento dieci organi territoriali. Emilia-Romagna e Marche saranno unite, a tal proposito, in unico ambito. L’organo nazionale accredita un CSV per ogni città metropolitana e per ogni provincia con territorio montano e confinante o in alternativa un CSV per ogni milione di abitanti.

Come riconosciuto anche dall’Assessorato regionale, tali criteri non garantiscono la tutela dei sistemi come quello emiliano-romagnolo fondati su logiche e servizi di prossimità alle organizzazioni di volontariato e sulla valutazione delle priorità territoriali.

Tali criteri, stando alla legge nazionale, potranno essere derogati in presenza di specifiche esigenze territoriali del volontariato o di contenimento dei costi, ma su esclusiva valutazione dell’Organo nazionale di controllo che potrà intervenire con atto motivato. In ogni caso il numero massimo di centri servizi accreditabili in ciascuna regione non potrà superare il numero di quelli già istituiti all’entrata in vigore del decreto attuativo della riforma, emanato lo scorso febbraio.

In Emilia e in Romagna infatti, la rete dei Centri servizi per il volontariato è ben radicata e sostiene decine e decine di organizzazioni di volontariato che spesso sono di piccolissime dimensioni, garantendo loro supporto gestionale e burocratico.

La Regione Emilia-Romagna si attiverà in tutte le sedi più opportune, coinvolgendo il Governo e la conferenza permanente Stato-regioni affinché sia valorizzata l’autonomia organizzativa della rete dei centri servizi per il volontariato.

Qui il testo della RISOLUZIONE