Fusioni di Comuni, un milione di euro al nuovo Comune di Ventasso nel 2016

La Direzione Centrale della Finanza locale ha recentemente pubblicato la tabella riguardante il contributo che spetta per l’anno 2016 ai Comuni nati da fusione. Si tratta di ben 30 milioni di euro che sono destinati alle 37 fusioni di Comuni realizzate dal 2012 ad oggi.
Le norme che disciplinano le modalità di attribuzione del finanziamento sono contenute nel DM Interno del 26 aprile 2016; ai Comuni emiliano romagnoli nati da fusione vanno un totale di circa 7.782.256,000  euro, di cui 1.058.444,39 sono stati attribuiti al nuovo Comune di Ventasso.
Più di 7 milioni di Euro di contributi statali ai Comuni emiliano romagnoli nati da fusione, ecco la tabella:
 Provincia Nuovo Comune Comuni fusi Numero Comuni Popolazione Istat Contributo spettante
Ferrara Fiscaglia Migliaro ‐ Migliarino‐ Massafiscaglia 3 9.438 1.300.234,00
Parma Sissa Trecasali Sissa ‐ Trecasali 2 7.993 790.590,57
Rimini Poggio Torriana Torriana ‐ Poggio Berni 2 5.057 582.212,44
Reggio Emilia Ventasso Busana ‐ Collagna ‐ Ligonchio ‐ Ramiseto  4 4.306 1.058.444,39
Bologna Alto Reno Terme Granaglione ‐ Porretta Terme 2 7.003 886.483,72
Rimini Montescudo – Monte Colombo Montescudo –  Monte Colombo 2 6.777 671.972,52
Parma Polesine Zibello Polesine Parmense ‐ Zibello 2 3.265 492.319,43
Bologna Valsamoggia Bazzano ‐ Castello di Serravalle‐Crespellano -Monteveglio- Savigno 5 29.644 2.000.000,00

 

Infrastrutture e patrimonio artistico-culturale: sbloccate opere per 1 miliardo in Emilia-Romagna.

E’ di un miliardo di euro il valore complessivo delle opere sbloccate in Emilia-Romagna dal Comitato interministeriale per la programmazione economica (Cipe) nella riunione del primo maggio a Roma, alla quale ha partecipato il presidente della Regione, Stefano Bonaccini.

Provvedimenti che riguardano infrastrutture come il collegamento autostradale Campogalliano-Sassuolo (valore complessivo dell’opera 506 milioni) e il completamento del Servizio ferroviario metropolitano e filoviarizzazione di Bologna (372 milioni), il completamento del Museo nazionale dell’Ebraismo e della Shoah (Meis) di Ferrara (25 milioni), fondi per il recupero di beni ecclesiastici e pubblici danneggiati dal sisma del 2012 nelle province di Reggio Emilia, Modena e Ferrara, il Ducato estense (70 milioni) e per il patrimonio artistico-culturale di Bologna, fra cuiSantuario di San Luca (2 milioni) e la basilica di Santa Maria dei Servi, il complesso monastico del Corpus Domini, la chiesa di San Giacomo (8 milioni).

Nell’ultima seduta, la Giunta regionale ha poi approvato il piano da 255 milioni per l’Emilia-Romagna digitale, con la connessione attraverso banda ultra larga garantita in tutti i territori entro il 2020.

Infrastrutture

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Tutti gli approfondimenti su collegamento autostradale Campogalliano-Sassuolo (“Bretella”) e Progetto integrato Bologna – Completamento SFM e filoviarizzazione

 

 Patrimonio artistico-culturale

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Tutti gli approfondimenti su interventi e opere

Banda ultra larga al 100% per l’Emilia-Romagna: l’accordo tra Regione e ministero dello Sviluppo Economico vale 255 milioni 

L’Emilia-Romagna connessa in banda ultra larga al 100% entro il 2020. Tutto questo grazie a un accordo tra Regione e Governo (ministero dello Sviluppo economico), in base al quale verranno spesi sul territorio 255 milioni di risorse pubbliche. L’accordo consentirà di garantire interventi in tempi rapidi, utilizzare nuove strategie e tecnologie di scavo, valorizzare tutte le infrastrutture già realizzate tramite LepidaSpA (società in house della Regione), azzerare le diversità tra zona e zona a livello di copertura. Dei 255 milioni di euro, 180 sono messi a disposizione dal Governo, i rimanenti dalla Regione Emilia-Romagna, attraverso i Fondi europei Fesr (26 milioni) e Feasr (49 milioni). Il Piano è stato approvato dalla Giunta regionale nella sua ultima seduta.

Piano gestione rifiuti e sessione di bilancio. Oggi e domani in Assemblea Legislativa

L’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna è convocata nelle giornate di martedì 3 maggio, dalle 9.30 alle 13 e dalle 14.30 alle 18, mercoledì 4 maggio, dalle 9.30 alle 13 e dalle 15 alle 19, ed eventualmente giovedì 5 maggio, dalle 9.30 a oltranza, se necessario per concludere la trattazione degli atti amministrativi e legislativi.

Al primo punto dell’ordine del giorno il Piano regionale di gestione dei rifiuti, con l’atto amministrativo “Proposta all’Assemblea legislativa di decisione sulle osservazioni pervenute e approvazione del Piano regionale gestione dei rifiuti”.

La seduta di mercoledì mattina si aprirà con la Sessione di bilancio e l’esame dei due progetti di legge “Disposizioni collegate alla prima variazione generale al bilancio di previsione della Regione Emilia-Romagna 2016-2018” e “Prima variazione generale al bilancio di previsione della Regione Emilia-Romagna 2016-2018”.

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Seguono nel programma dei lavori dell’Aula il progetto di legge “Istituzione di nuovo Comune mediante fusione dei Comuni di Borgonovo Val Tidone e Ziano Piacentino, nella Provincia di Piacenza”, il cui testo è stato licenziato con parere contrario dalla commissione Bilancio, affari generali ed istituzionali.

L’ordine del giorno prosegue poi con quattro progetti di legge di iniziativa consiliare.
Il primo propone modifiche alla legge regionale 6/2004 “Riforma del sistema amministrativo regionale e locale. Unione europea e relazioni internazionali. Innovazione e semplificazione. Rapporti con l’Università”, il secondo alla legge regionale 21/2012 “Misure per assicurare il governo territoriale delle funzioni amministrative secondo i principi di sussidiarietà, differenziazione e adeguatezza”.

Il terzo e il quarto progetto di legge si propongono invece di introdurre due nuove norme, la prima intitolata “Disposizioni in materia di fusioni di Comuni”, la seconda “Norme sul funzionamento della Consulta degli emiliano-romagnoli del mondo”.

A seguire due atti amministrativi: il primo è l’“Approvazione del Piano regionale degli interventi e dei servizi ai sensi della legge regionale ‘Sistema regionale integrato di interventi e servizi per il diritto allo studio universitario e l’alta formazione – anni scolastici 2016-17, 2017-18 e 2018-19’”, il secondo invece l’“Approvazione del Piano regionale contro la violenza di genere”.

Concludono l’ordine del giorno due atti di indirizzo sospesi nel corso della seduta pomeridiana del 12 aprile, uno sull’organico e i mezzi della Polizia di stato, l’altro sulla diffusione dell’Indicazione facoltativa di qualità (Ifq) “Prodotto di montagna”.

Le interrogazioni a risposta immediata sono previste all’inizio della seduta antimeridiana di martedì, mentre nella stessa giornata, ma all’inizio della seduta pomeridiana, sono in programma tre interpellanze.

La seduta verrà trasmessa in diretta streaming sul portale www.assemblea.emr.it. Sull’account dell’Assemblea legislativa, @AssembleaER, la diretta Twitter (#AulaER)

Patti solidarietà territoriale, la Regione sblocca 27 milioni di euro per i Comuni

Sbloccati quasi 27 milioni di euro in favore dei Comuni dell’Emilia-Romagna grazie al patto di stabilità regionale, con una quota parte -12 milioni- destinata a realizzare opere o ripristinare edifici pubblici danneggiati dal sisma del 2012. I Comuni dell’Emilia-Romagna potranno così utilizzare risorse che, senza il provvedimento approvato dalla Giunta regionale, sarebbero state bloccate per effetto delle norme nazionali in materia.

In particolare, la Giunta ha deciso, nell’ambito dei patti di solidarietà territoriale, di assegnare la prima tranche 2016 di potenzialità di spesa per un importo pari a quasi 15 milioni di euro. Inoltre, è stato definito un ulteriore sblocco di risorse per interventi di ricostruzione negli Enti locali colpiti dal sisma del 20 e del 29 maggio 2012, pari a 12 milioni di euro.

A queste prime assegnazioni, ne seguirà una seconda entro settembre, grazie alle “cessioni” dei Comuni emiliano-romagnoli. In considerazione dei risultati positivi dello scorso anno, sono stati applicati i medesimi criteri di riparto ed è stato possibile anticipare di oltre 2 mesi la scadenza prevista dalla legge dello Stato (30 giugno 2015).

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Il patto di solidarietà territoriale

I primi 15 milioni di euro, destinati a favorire investimenti, sono stati assegnati ai Comuni che ne hanno fatto richiesta, applicando criteri condivisi con il sistema delle Autonomie locali. In particolare, sono state interamente soddisfatte le domande dei Comuni piccoli, con popolazione fino a 1.000 abitanti.

Una quota (pari al 25% delle disponibilità complessive, al netto delle assegnazioni ai piccoli Comuni e per particolari criticità) è stata poi assegnata alle amministrazioni locali con un indebitamento pro-capite inferiore a quello della media del comparto; il restante 75% è stato destinato a compensare i peggioramenti derivanti dai patti di stabilità orizzontale 2014 e 2015.

Per garantire un’equità distributiva la Regione ha inoltre fissato un tetto massimo nelle attribuzioni ai singoli Comuni: questo ha permesso di assicurare “spazi patto” in misura almeno pari al 20% di quanto richiesto a tutti i Comuni con popolazione fino a 5.000 abitanti.

Le assegnazioni di spazi per l’esclusione delle spese sostenute dagli enti colpiti dal sisma

Gli spazi finanziari distribuiti alle Province, alla Città metropolitana e ai Comuni colpiti dal sisma del 2012 (Bologna, Ferrara, Modena e Reggio Emilia) sono stati pari a 12 milioni di euro e consentiranno di dare continuità agli interventi di ricostruzione o ripristino di edifici pubblici danneggiati, finanziati da rimborsi di polizze assicurative o da entrate derivanti da donazioni, il cui impiego altrimenti sarebbe stato bloccato dai vincoli del pareggio di bilancio.

Il riparto è stato effettuato in proporzione ai fabbisogni espressi dagli enti, dopo l’istruttoria svolta dalla struttura del Commissario delegato alla ricostruzione.

Reggio Emilia

Le assegnazioni in provincia di Reggio Emilia ammontano a 1,6 milioni di euro, di cui 1,4 dalla prima tranche dal patto di stabilità territoriale e 237 mila dal patto per i comuni terremotati.

A Rio Saliceto sono assegnati 145 mila euro, di cui 70 dal patto e 75 per interventi post-sisma.

Per quanto riguarda la distribuzione di spazi finanziari nell’ambito dei patti di solidarietà territoriale, al Comune di Sant’Ilario d’Enza sono stati assegnati più di 186 mila euro, a Casalgrande 170 mila, a Poviglio 157 mila euro, a Fabbrico 140 mila, a Cadelbosco di Sopra 129 mila, a Castelnovo di Sotto 120 mila, a Bibbiano 100 mila, a Viano 93 mila, a Quattro Castella 82 mila, a Guastalla 66 mila, a Carpineti e Vetto 40 mila ciascuno e a Boretto oltre 39 mila euro.

Per lo sblocco di risorse per interventi di ricostruzione, a San Martino in Rio sono stati assegnati 153 mila euro e a Novellara oltre 8 mila euro.

Ricostruzione, fino al 30 giugno c’è tempo per i contributi del fondo Inail

C’è tempo fino al 30 giugno per richiedere i contributi del fondo Inail per le imprese con capannoni con carenze strutturali, per i quali occorra aumentare la sicurezza. Lo stabilisce l’ordinanza (la n° 26 del 22 aprile 2016) firmata da Stefano Bonaccini, presidente della Regione Emilia-Romagna e Commissario delegato alla Ricostruzione in merito ai contributi per la rimozione delle carenze strutturali già effettuate e agli interventi di miglioramento sismico effettuati o da effettuare. Le richieste di contributo le imprese possono presentarle a partire da lunedì 2 maggio prossimo.

L’ordinanza è consultabile sul sito http://www.regione.emilia-romagna.it/terremoto nella sezione “Atti per la ricostruzione”, e sarà pubblicata sul Bollettino ufficiale telematico della Regione Emilia-Romagna (Burert).

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Il termine di fine lavori sarà il 31 dicembre 2017 e possono presentare domanda le imprese – appartenenti a tutti i settori produttivi ad eccezione dell’agricoltura – che non abbiano dipendenti iscritti ad Inps od Inail, mentre la scadenza per la rendicontazione delle spese è il 30 giugno 2018: quindi è possibile presentare sia domanda contestuale di concessione ed erogazione, che domande separate di concessione e successiva erogazione anche per interventi già effettuati.

Per quanto riguarda la sicurezza e l’adeguamento sismico dei capannoni la procedura di prenotazione svolta nel mese di marzo ha visto 2.046, di cui 573 in agricoltura, imprese interessate: alla luce di queste richieste il Commissario ha provveduto a richiedere l’erogazione delle ulteriori due annualità di fondi Inail.

Alla luce delle numerose prenotazioni arrivate e in attesa di poter ricomprendere anche le aziende agricole (occorre la modifica del decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri), rimangono inalterate sia la percentuale di contributo erogabile (70% della spesa ritenuta ammissibile) che i limiti del contributo massimo erogabile. Nello specifico, 149 mila euro per singola impresa beneficiaria nel caso di intervento anche su più immobili, finalizzata alla sola rimozione delle carenze strutturali o al solo miglioramento sismico ed 200 mila complessivi, per singola impresa beneficiaria nel caso di interventi anche su più immobili e anche attraverso più domande riguardanti sia interventi di rimozione carenze che interventi di miglioramento sismico.

Servizio civile regionale, 600 mila euro per il bando 2016

Ammontano a 600 mila euro le risorse a disposizione di enti pubblici o privati, accreditati all’apposito albo, per presentare progetti  di servizio civile regionale nel 2016.

Via libera, da parte della Commissione assembleare Politiche per la salute e Politiche sociali, al primo bando del Piano regionale di Programmazione triennale  del Servizio Civile, valido per iltriennio 2016-2018. Spetterà ora alla Giunta approvare il provvedimento che accoglie alcune delle importanti novità introdotte dal documento di programmazione.

Nel documento licenziato  dalla Commissione si promuove l’impegno civico lungo tutto l’arco della vita, aumentano le risorse attraverso un’adeguata pianificazione regionale (1 milione e 800mila euro in tre anni), si semplificano e si snelliscono le procedure.

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La novità è che da quest’anno i progetti potranno articolarsi su tre anni, consentendo agli enti di pianificare il servizio civile a medio-lungo periodo, anche grazie allo stanziamento del Fondo regionale del servizio civile che garantirà la copertura di 600 mila euro all’anno, fino al 2018.

Il bando favorirà anche una maggiore partecipazione al servizio civile consentendo la partecipazione a giovani disabili, ragazzi che vivono in condizioni economiche e sociali critiche, che provengono da paesi stranieri, ai cosiddetti NEET (giovani cioè che non studiano e non lavorano) e a quelli residenti o domiciliati nelle aree periferiche o montane.

Nel 2015 sono stati presentati 59 progetti da parte di 50 enti e 190 giovani hanno svolto un’esperienza di solidarietà, servizio e aiuto nel campo della protezione civile e ambientale, della difesa del patrimonio artistico e culturale, dell’aiuto agli anziani e ai non autosufficienti, dell’accoglienza dei migranti e, più in generale, del vasto insieme di attività di pubblico interesse.

Da quest’anno, il numero potrebbe aumentare  perché gli enti stessi potranno finanziare o cofinanziare posti di servizio civile regionale in cambio di un aumento di posti  messi loro a disposizione dalla Regione, come sorta di premio, nell’anno successivo.
Nulla cambia invece riguardo all’età dei giovani partecipanti (dai 18 ai 29 anni)e all’assegno riconosciuto (rispettivamente di  219, 288 e 360 euro mensili) a fronte di un impegno che potrà variare in base al progetto sceltotra i 6 e gli 11 mesi  annuali, per 15-20-25 ore settimanali.

20 milioni l’anno di fondi regionali per il diritto allo studio universitario

Ampliare il numero dei destinatari degli interventi di diritto allo studio universitario, sostenere le esperienze internazionali degli studenti e accompagnare i laureandi e i neo laureati verso il lavoro.
Sono gli obiettivi prioritari del Piano regionale degli interventi e dei servizi per il diritto allo studio per il triennio 2016-2018, approvato dalla Giunta regionale e oggi all’esame della Commissione assembleare “Cultura, Scuola, Formazione, Lavoro, Sport e Legalità”, che ha espresso voto favorevole.

Sono più di 20 milioni di euro le risorse proprie che la Regione conta di mettere a disposizione ogni anno nel triennio per il diritto allo studio, gestite dall’Azienda regionale Er.Go, insieme alle risorse provenienti dal gettito della tassa regionale per il diritto allo studio universitario e le risorse del Fondo integrativo nazionale. Dal confronto con le Regioni che hanno il maggior numero di studenti iscritti, l’Emilia-Romagna registra la maggior spesa per le borse di studio: 71 milioni di euro contro i circa 58 milioni di euro di Toscana e Lombardia, e circa il 49 milioni del Lazio (dati Miur a.a. 2014-2015).

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In Emilia-Romagna, rispetto al totale degli studenti iscritti ai quattro Atenei regionali e alle sedi decentrate di Piacenza dell’Università Cattolica e del Politecnico di Milano, il 67% provengono da province diverse dalla sede del corso, e il 42,2% da altre regioni. Dall’anno accademico 2007/2008, l’Emilia-Romagna è sempre riuscita ad erogare un beneficio al 100% degli idonei.

Nell’anno accademico 2014-2015 si è concesso un beneficio a 19.265 studenti, con un incremento di oltre il 4% di idonei rispetto all’anno precedente. Un risultato ottenuto grazie all’impegno finanziario regionale, alla politica di razionalizzazione delle spese attuata dall’Azienda regionale per il diritto agli studi superiori e alla collaborazione con gli Atenei della regione. I posti letto attualmente disponibili sul territorio regionale sono 3.504, suddivisi in 45 residenze. Sono 76 i punti ristorativi attivi in regione, di cui 12 mense, che nel 2015 hanno erogato oltre 2 milioni di pasti.

Cosa prevede il piano

  • Misure di sostegno economico
    Per raggiungere la più ampia copertura delle borse di studio, la Regione nel prossimo triennio intende riadeguare gli importi degli interventi e aggiornare le soglie economiche di accesso ai nuovi valori ministeriali. La borsa di studio per le diverse categorie di studenti In Sede, Fuori sede e Pendolari potrà essere composta in quota in denaro e in quota in servizi gratuiti (abitativo e/o ristorativo). Potranno essere messe a punto esperienze diversificate, a seconda del contesto territoriale e in ragione della diversa consistenza dei servizi presenti. Inoltre viene prevista la possibilità di accesso alle borse di studio anche per gli studenti iscritti ai corsi di dottorato che non beneficiano di altre forme di sostegno.
  • Internazionalizzazione
    Oltre 3 mila e 700 studenti, ossia un quinto dei destinatari del diritto allo studio universitario in Emilia-Romagna, ha nazionalità estera. Già da qualche anno Er.Go ha realizzato uno sportello specificatamente dedicato agli studenti internazionali, a cui si è affiancato un servizio di consulenza e accompagnamento per i ragazzi ancor prima del loro arrivo in Emilia Romagna e durante il primo periodo all’Università.
    La dimensione internazionale della formazione universitaria ha una duplice valenza: da un lato rappresenta un fattore di attrattività sul territorio regionale di giovani talenti e dall’altro costituisce una componente ormai essenziale della formazione universitaria affinché i giovani si presentino preparati nella competitività globale del mercato del lavoro. Per sostenere gli studenti iscritti ad un Ateneo regionale che per conseguire la laurea debbano frequentare un Ateneo internazionale il Piano mette in campo lo strumento della “borsa internazionale”, da definire nell’importo anche in base alla durata del soggiorno all’estero. Per gli studenti invece iscritti ad un Ateneo internazionale che devono frequentare per un periodo un Ateneo della regione, si interverrà fornendo servizi abitativi e ristorativi, con tariffe da definire anche in collaborazione con gli Atenei.
  • Orientamento al lavoro per laureandi e neo laureati
    Il Piano prevede una misura dedicata agli studenti borsisti degli ultimi anni di corso e dei neo laureati, in collaborazione coi servizi di placement delle Università e con quelli dell’Agenzia regionale per il Lavoro. Nel corso del 2015 Er.Go ha già gestito, in integrazione con i Centri per l’impiego e nell’ambito di Garanzia Giovani, 169 percorsi di orientamento specialistico realizzati a Ferrara, Modena, Reggio Emilia e Parma. L’orientamento al lavoro diventa così un ulteriore segmento delle politiche del diritto allo studio universitario per supportare gli studenti nella fase di transizione al lavoro.

Turismo, la Regione punta sull’Appennino bianco: 500 mila euro per i gestori dopo l’inverno senza neve

Cinquecentomila euro per venire incontro alle difficoltà dei gestori degli impianti sciistici dell’Appennino emiliano-romagnolo, penalizzati dall’assenza di neve per gran parte della stagione invernale. Li stanzierà la Giunta regionale nell’assestamento di bilancio 2016, per dare una risposta immediata e concreta alle richieste di sostegno giunte dagli operatori.

L’annuncio arriva dal presidente della Regione, Stefano Bonaccini, che oggi, con l’assessore al Turismo, Andrea Corsini, partecipa a Sestola, nel modenese, al convegno voluto dalla stessa Regione per discutere delle prospettive di sviluppo dell’Appennino bianco, un comparto che nel 2015 ha registrato un +10,2%di arrivi e un +3,9% di presenze rispetto all’anno precedente.

“Siamo talmente convinti della capacità attrattiva della nostra montagna– afferma Bonaccini- che nel biennio 2015-2016 abbiamo stanziato 3 milioni e 200 mila euro per qualificare le stazioni invernali e il sistema sciistico: risorse importanti, destinate sia alla copertura delle spese di gestione degli impianti, sia agli investimenti. Ma sappiamo bene- aggiunge- che Appennino non significa solo vacanze sulla neve. Per questo abbiamo raddoppiato il fondo per la montagna e definito un Programma che prevede il rilancio complessivo del territorio. A disposizione, da qui al 2020, ci sono 700 milioni di euro, che serviranno a renderlo più attrattivo e più competitivo. Perché rafforzare l’Appennino significa rafforzare l’intera regione”.

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Risorse a cui si aggiunge il mezzo milione di euro per compensare le difficoltà degli operatori sciistici. “Vogliamo chel’ascolto dei territori caratterizzi la nostra azione di governo– sottolinea Bonaccini- le ragioni e le preoccupazioni degli operatori sciistici sono anche le nostre, gestori che dopo ingenti investimenti hanno dovuto fare i conti con un inverno anomalo. Lo stanziamento deciso conferma quindi la nostra volontà di puntare sull’Appennino, bianco e non solo”.

Per l’Appennino emiliano-romagnolo il 2015 si è chiuso con il segno più: +10,2% gli arrivi (280 mila) e +3,9% le presenze (2 milioni e 38 mila), con i turisti italiani a far registrare gli incrementi più interessanti (in aumento dell’11% gli arrivi e del 4,8% le presenze).

“É stato un anno da incorniciare, anche per la nostra montagna- conclude Corsini-. Ora dobbiamo investire sull’innovazione dell’offerta ricettiva e impiantistica. I margini di crescita ci sono e su quelli ci concentreremo, con una collaborazione sempre più stretta tra pubblico e privato”.

I like Emilia-Romagna, la campagna social ideata dal PD dell’Emilia-Romagna

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I like Emilia-Romagna, questo il titolo della campagna social ideata dal PD dell’Emilia-Romagna per raccontare il percorso che ha portato all’approvazione della nuova leggere regionale sul turismo. Il commento di Alessandro Belluzzi, responsabile Turismo PDER:

“Con l’approvazione della nuova legge sul turismo, l’Emilia-Romagna rafforza la propria presenza in un settore che già la vede tra le più importanti realtà a livello nazionale ed europeo. Il turismo nella nostra regione significa costa, spiagge ma non solo: città d’arte, terme, montagna, piccoli borghi, natura. Con la nuova legge si mette a sistema tutto questo passando dalla promozione del prodotto alla promozione del territorio che assume un ruolo strategico capace di fare sintesi di tutte le eccellenze.

Il Partito dell’Emilia-Romagna ha attivato nei mesi scorsi un percorso, insieme all’Assessore Corsini e ai consiglieri regionali PD, per incontrare amministratori, militanti del partito, rappresentanti di tutte le zone della Regione e operatori del settore. Abbiamo organizzato approfondimenti, ci siamo confrontati con chi quotidianamente lavora e si impegna per accogliere milioni di turisti che ogni anno vengono qui. Il turismo è il nostro biglietto da visita nel mondo, le persone che abbiamo incontrato sono i nostri ambasciatori della bellezza e noi abbiamo voluto coinvolgerli, renderli partecipi in maniera attiva per sapere come la pensano, per conoscere le loro richieste.

Il via libera alla legge è un ulteriore passo di questo percorso. Ma non il punto di arrivo. Il PD dell’Emilia-Romagna infatti ha deciso di lanciare la campagna social “I Like Emilia-Romagna”per spiegare, proprio a partire dall’approvazione del testo, i tanti risultati concreti realizzati nel settore del turismo e del commercio in questo anno di legislatura della Giunta Bonaccini. E nelle prossime settimane torneremo a incontrare gli operatori del settore perché la sfida di una regione più bella, più innovativa, capace di migliorarsi sempre e di promuovere la sua bellezza, possiamo vincerla solo lavorando tutti insieme”.

Il testo della legge regionale (clicca qui)

Password e codici addio, Pin unico nazionale (Spid) per i servizi della pubblica amministrazione

Pagare online servizi scolastici, tributi, contravvenzioni. Già da oggi, per cittadini eimprese dell’Emilia-Romagna, è possibile farlo con un’unica credenziale d’accesso: è Spid(Sistema pubblico di identità digitale), il pin unico voluto dal Governo per consentire a chiunque di accedere più agevolmente ai servizi su internet della pubblica amministrazione. La Regione Emilia-Romagna è tra le primissime realtà a rendere effettiva e operativa l’adesione a Spid rispettando i tempi concordati. Il suo primo servizio già accessibile con questa modalità è PayER, piattaforma dei pagamenti che permette di effettuare transazioni online (oltre 30mila al mese).

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PayER rappresenta il primo di oltre 150 servizi online di più di 330 pubbliche amministrazioni dell’Emilia-Romagna che saranno utilizzabili progressivamente e in tempi brevi con Spid, attraverso l’intervento di LepidaSpa. Già entro la fine del mese di aprile si potrà accedere al servizio wifi regionale WispER; sono previsti oltre 20 servizi entro giugno. E’ proprio con Lepida che la Regione ha aderito sin dall’inizio alla fase pilota di Spid e ha collaborato con l’Agenzia per l’Italia digitale, insieme ad altre Regioni, nel perfezionamento di regole tecniche e modalità organizzative per valorizzare il rapporto costruito tra gli enti del territorio, le piattaforme e i servizi realizzati nell’ambito dell’Agenda digitale dell’Emilia-Romagna. 

Spid: come ottenere le credenziali

Prenotazioni sanitarie, iscrizioni a scuola, situazione contributiva, pratiche d’impresa: ogni servizio che richieda una autenticazione online con Spid diventa accessibile da pc, tablet e smartphone con lo stesso pin. Vengono meno, quindi, le decine di password, chiavi e codici finora necessari. Per ottenere Spid, cittadini e imprese si possono rivolgere a uno dei gestori di identità accreditati (ad oggi Infocert, TIM e Poste Italiane) dall’Agenzia per l’Italia digitale, che fornirà le credenziali da utilizzare a ogni accesso.

Raffaele Donini, assessore regionale all’Agenda digitale, ha spiegato che: “l’esperienza accumulata in questi anni diventa ‘patrimonio’ nazionale. E’ già da alcuni anni, infatti, che la Regione ha elaborato un sistema di autenticazione unico chiamato FedERa, un servizio ‘precursore’ di Spid. L’adesione al sistema nazionale- aggiunge Donini- conferma la nostra volontà di affiancare e sostenere l’azione del Governo che, su questi temi, ribadisce la bontà di modelli e scelte tecnologiche fatte dalla nostra Regione in questi anni, allargando a tutto il Paese quello che in Emilia-Romagna era già possibile dal 2010”.