Stanziati 2,5 milioni per la promozione culturale nel 2018: al via il bando regionale

Ammontano a 2,5 milioni di euro, per il 2018, le risorse stanziate dalla Regione per la promozione culturale in Emilia-Romagna a favore di Comuni, associazioni e istituzioni. Prende il via la presentazione dei progetti per l’anno in corso, in attuazione della Legge regionale 37 del 1994. Novità di quest’anno è la nuova modalità per la domanda di contributo, che dovrà essere presentata esclusivamente tramite l’applicativo Sib@c, seguendo le indicazioni delle Linee guida utente Sib@c (che prevedono per l’accesso a Sib@c   la registrazione a uno dei due sistemi di gestione delle identità Federa o Spid).

Saranno sostenuti, in particolare, i  progetti che prevedono attività e iniziative di dimensione sovralocale, coerenti con le finalità e gli obiettivi della legge regionale indicati nel Programma degli interventi del triennio 2016-2018. L’intento è quello di favorire il recupero e la valorizzazione sia della cultura popolare, della storia e delle tradizioni locali emiliano-romagnole che di altre culture, presenti in Emilia-Romagna. Inoltre, si punta a sostenere la realizzazione di interventi e progetti per promuovere le espressioni dell’arte contemporanea, la creatività giovanile e la valorizzazione di nuovi talenti. E ancora, il sostegno della diffusione della cultura della legalità e della cittadinanza responsabile, oltre che iniziative per favorire l’intercultura e il dialogo interreligioso. Anche quest’anno, la Regione promuove la realizzazione di progetti integrati, favorendo l’aggregazione e l’interazione tra vari soggetti anche ai fini dell’ottimizzazione della spesa.

La presentazione del progetto e la domanda di contributo dovranno essere caricate sulla piattaforma SIB@C da oggi 29 marzo 2018 alle ore 15,00 del 16 aprile 2018. Il bando all’indirizzo https://spettacolo.emiliaromagnacreativa.it/it/bando/l-r-37-94-avviso-attivita-promozione-culturale-anno-2018/

Per informazioni relative al funzionamento della piattaforma informatica Sib@c è possibile contattare gli operatori via mail a infosibac@regione.emilia-romagna.it. Le richieste di informazioni nel merito dei contenuti progettuali vanno inviate esclusivamente via mail a promocultura@regione.emilia-romagna.it

Cos’è e come funziona la nuova legge regionale sul settore musicale

L’Emilia-Romagna cambia musica. Nuovi incentivi a progetti di rete, in particolare per far crescere i locali della musica dal vivo e dare opportunità ai giovani e alla loro creatività, nuove imprese, formazione ad hoc per il settore musicale, con profili professionali finora non previsti e incentivi in particolare alle associazioni di scuole di musica, di bande e cori con basi associative ampie e diffuse. E l’istituzione della Music Commission, per attrarre e sostenere produzioni musicali nel territorio emiliano-romagnolo. Sono le principali novità della legge “Norme in materia di sviluppo del settore musicale”, prima in Italia nel suo genere, approvata all’unanimità dall’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna, che punta a rafforzare il sistema musicale regionale e dare un’impronta trasversale e innovativa al comparto. A sostegno della norma è già stato stanziato 1 milione di euro, 500 mila euro per il 2018 e altrettanti per il 2019, col proposito di aumentare già nei prossimi bilanci le risorse destinate all’applicazione del provvedimento e alla realizzazione dei progetti.

Per quanto riguarda il settore musicalel’Emilia-Romagna, secondo i dati Siae, si colloca al secondo posto fra le regioni italiane per numero di concerti, con 4.106 spettacoli, e al quarto posto per numero di spettatori (1.046.412) e spesa del pubblico (un incasso di oltre 25 milioni di euro). La regione si distingue inoltre per la presenza di numerosi operatori, circa 5000, tra artisti e professionisti, e 496 imprese censite nel 2016 (Rapporto “Io sono cultura” 2017 – Fondazione Symbola), oltre il 30% delle quali con sede in provincia di Bologna, tra associazioni, fondazioni, società e cooperative, che si occupano di educazione, formazione, produzione, diffusione, promozione e ricerca, in ogni genere o tendenza, dalla musica antica all’elettronica.

La legge crea nuove opportunità imprenditoriali e occupazionali, propone nuove qualifiche e figure professionali per un mondo in continua evoluzione come quello della musica e promuove una rete dialogante fra più soggetti qualificati (pubblici e privati) per favorire l’alfabetizzazione musicale attraverso l’offerta formativa, integrando quella di scuole e accademie. Intende inoltre sviluppare la creatività giovanile, offrendo nuove risorse a favore della ricerca e dell’innovazione, per la nascita e lo sviluppo di nuove imprese e per la loro internazionalizzazione. Promuove infine l’esecuzione della musica contemporanea originale dal vivo. Le azioni e le strategie verranno definite con un programma triennale proposto dalla Giunta e varato dall’Assemblea legislativa.

Percorso partecipato per una legge condivisa
Oltre a ricondurre ad un unico testo normativo il complesso delle misure sul settore, la nuova legge integra le diverse programmazioni settoriali, potenziando gli interventi esistenti e introducendo nuovi strumenti solo dove necessario, per far crescere la filiera della produzione musicale.

Il testo giunge a compimento dopo un percorso partecipato con le realtà musicali regionali, avviato all’inizio di giugno e conclusosi a settembre, che ha visto la realizzazione di 7 iniziative: due giornate pubbliche e cinque incontri con associazioni di categoria, locali e festival di musica dal vivo, etichette discografiche, assessori alla Cultura e Politiche giovanili dei Comuni della regione (superiori ai 15.000 abitanti), locali, rassegne e festival jazz, soul e blues, coinvolgendo oltre 200 persone. Per favorire il dialogo e la partecipazione sulla legge è stato aperto anche un forum sul portale regionale, che ha portato anche a una decina di osservazioni e di proposte.

Nuovi incentivi alle associazioni scuole di musica, bande e cori ‘ampie e diffuse’
Un primo intervento per lo sviluppo del settore musicale riguarda gli incentivi sul sistema formativo ed educativo. La musica come linguaggio universale può costituire un primo fattore di sviluppo della cultura delle nuove generazioni ed essere un elemento di integrazione nella società multiculturale. Per questo, il sostegno da tempo assicurato ai corsi di alfabetizzazione organizzati dalle scuole di musica, dalle bande e dai cori grazie alla Legge regionale 13/99 (Norme in materia di spettacolo) con questo provvedimento viene opportunamente definito come intervento prioritario di qualificazione del sistema educativo e formativo e di promozione della cultura musicale. Beneficiari in particolare sono le associazioni di scuole di musica, di bande e cori con basi associative ampie e diffuse.

Nuove figure professionali
Il rigger (tecnico delle lavorazioni in quota), il tecnico organizzazione eventi, il musicista strumentista, il performer (tecnico delle arti scientifiche). Sono le nuove figure professionali che vanno a integrare le qualifiche del sistema regionale e contribuiscono a sviluppare a valorizzare le competenze professionali per il mercato del lavoro. La Regione ha avviato da tempo questo percorso con gli operatori pubblici e privati e continuerà a farlo, per rispondere in modo puntuale ad un comparto sempre in evoluzione, con corsi professionali sempre più mirati alle esigenze delle imprese.

Sostegno alla musica contemporanea: contributi soprattutto ai giovani autori
La legge sostiene la produzione e la fruizione della musica contemporanea e originale dal vivo, in particolare italiana, anche di matrice popolare, sia con contributi a percorsi di tutoraggio, supporto produttivo e promozionale dei nuovi autori, sia incentivando l’esecuzione della musica originale dal vivo. I contributi andranno in particolare a progetti a valenza regionale di ricerca, promozione dei nuovi autori e della creatività (in particolare giovanile); e per la valorizzazione anche ai fini turistici di circuiti locali e reti di festival ed infine per la circuitazione degli artisti e dei complessi musicali della regione nei locali e nei festival dal vivo (anche all’estero).

Nasce la Music Commission: attrarre nuove produzioni in Emilia-Romagna
Viene istituita la “Music Commission”, con l’obiettivo di sviluppare una comunicazione integrata e coordinata di tutte le opportunità e le offerte educative, formative, professionali, imprenditoriali, di circuitazione e di sostegno agli autori e in generale per le iniziative realizzate in attuazione della legge. Inoltre, ha l’intento di attrarre e supportare le produzioni musicali e di video musicali sul territorio regionale.

Il mio intervento all’inaugurazione della mostra “ON THE ROAD. Via Emilia 187 a.C.-2017”

È aperta da sabato 25 novembre la grande mostra archeologica ON THE ROAD. Via Emilia 187 a.C.-2017″ ai Musei Civici di Reggio, con mostre collegate al Museo Diocesano e allo Spazio Credem.

E’ una mostra di altissimo livello, il punto più alto della storia recente dei Musei Civici di Reggio Emilia. E’ il frutto del contributo di tanti e più in generale di una parte importante della città .
Ho partecipato alla inaugurazione a nome della Regione Emilia Romagna, di seguito alcuni passaggi del mio intervento:

Buongiorno,
un saluto ad ognuno di voi, alle autorità, al Ministro Delrio, al Sindaco Vecchi e
un sentito e doveroso ringraziamento ai curatori della mostra Luigi Malnati, Roberto Macellari ed Italo Rota e a tutti coloro che hanno collaborato con competenza, impegno e passione per realizzare questa mostra così importante.
Il ringraziamento è in una duplice veste: quella istituzionale a nome della Regione e quella personale. Un grazie a nome della Regione, poiché occasioni come queste in cui vi è la collaborazione tra pubblico e privato costituiscono una condizione importante perché si possa realizzare quella idea che condivido: “la cultura non si eredita ma si conquista”. E un grazie molto personale come cittadina reggiana. Ogni reggiano, ogni emiliano, è legato da particolare affetto alla Via Emilia, in qualità di studente, di pendolare ai tempi dell’università, di giovane che ha cercato incontri sulla Via Emilia.

Ritengo che la Via Emilia sia un segno di identità. Il Poeta Marziale del 1 secolo DC scrive: ” … Se ti chiedono da dove vieni, risponderai che vieni dalla Regione della via Emilia”. Una strada con un’identità storica antica. Un luogo vero, presente, che ha a che fare con la nostra quotidianità e che si intreccia con l’archeologia e l’arte con l’industria e il consumo. “The Sun”, il famoso tabloid inglese, scrisse che la Via Emilia è una tra le 20 strade più belle al mondo per i viaggi “on the road”, per i viaggi di esperienza. A rendere tale questa strada che dal 187 AV collega Rimini e Piacenza sono le città d’arte, i cibi eccellenti e i motori da sogno. Una eccellenza regionale riconosciuta a livello internazionale. Una strada divenuta icona di molte generazioni e raccontata anche dalle strofe di Francesco Guccini, dai romanzi di Pier Vittorio Tondelli, e dalle immagini di Luigi Ghirri. Grazie a questa mostra dedicata al suo fondatore, Marco Emilio Lepido, possiamo apprezzare il suo essere un cammino in grado di favorire incontri tra diverse popolazioni. Un itinerario percorso da una moltitudine di persone, con le proprie conoscenze, idee, lingue e credo religiosi e la riflessione sulla sua storia e sul suo fondatore vengono proposte nel loro significato nella contemporaneità, con la riscoperta della figura di Marco Emilio Lepido.

In questi 3 anni la Regione ha investito più risorse su educazione, cultura e arte. Negli ultimi tre anni, abbiamo stanziato circa 100 milioni per le politiche culturali: gli spettacoli dal vivo, gli interventi previsti dalle leggi sul cinema e sulla memoria, le biblioteche, i musei e in progetti di Enti locali e associazioni.
Siamo convinti che destinare più risorse a tutela del proprio patrimonio artistico e culturale non sia solo quanto ci chiede di fare la nostra Costituzione, ma sia un modo vincente e virtuoso per far crescere il nostro paese. La cultura è la base del nostro stare insieme e ci fa riconoscere come comunità. Un paese cresce con la cultura. E’ questo il motivo che ha portato il Governo a creare strumenti, come l’Art Bonus, che consentono anche a soggetti privati di partecipare alla tutela, alla conservazione e alla promozione del nostro patrimonio culturale con agevolazioni fiscali per chi sceglie di dare una mano. Desideriamo generare una richiesta di cultura, c’è bisogno di creare una fame di cultura e di arte. La fame di cultura è una fame che non si sazia mai. Il compito delle istituzioni, dello Stato, della Regione, degli enti locali, è quello di aumentare questo desiderio di cultura, in particolare in un Paese ricco di bellezza come il nostro. E’ questo lo spirito con cui si è adottato il bonus cultura dei 500 euro per i 18enni da utilizzare per visitare mostre, partecipare ai concerti o acquistare libri…. Lo spirito è quello di dare uno strumento in più, di generare e aumentare la voglia di conoscere, di instaurare un bisogno che rimane tutta la vita.
Questa mostra è anche uno strumento molto democratico per fare conoscere la cultura ai nostri concittadini che possono trovare nel raggio di pochi chilometri e in un unico spazio centinaia di opere che raccontano la storia della Via Emilia, cioè la nostra storia. La cultura a chilometri zero.
Credo che questa sia una cosa di cui un’amministrazione comunale possa andare orgogliosa. Puntare in modo così deciso e forte su arte e cultura è un’importante forma di attenzione rispetto a cittadini e territorio. La capacità di costruire il futuro passa dallo spirito con cui chi ha responsabilità pubbliche, ma anche i privati, hanno voglia ed energia di investire nell’arte e nella cultura.
Grazie

Viaggi della Memoria anno 2018 – V edizione

Anche nel 2018 l’Assemblea legislativa contribuirà al finanziamento dei “Viaggi della Memoria”. I destinatari di tali iniziative – che prevedono la visita dei Luoghi della Memoria del Novecento sul territorio regionale, nazionale e internazionale – sono studenti, insegnanti, operatori culturali delle scuole primarie e secondarie di qualsiasi ordine e grado della Regione Emilia-Romagna.

I soggetti autorizzati a presentare i progetti (scuole, associazioni, enti locali, altri soggetti pubblici e privati della regione Emilia-Romagna) devono contattare l’Istituto storico del proprio territorio provinciale per avere informazioni, supporto alla progettazione e alla compilazione, e presentare infine all’Istituto stesso il proprio progetto entro il 20 ottobre 2017.

Gli Istituti storici procederanno ad una valutazione tecnico-scientifica e provvederanno all’invio di tutti i progetti all’Assemblea legislativa entro il 6 novembre 2017. Nei primi mesi del prossimo anno l’Assemblea legislativa assegnerà le risorse ai progetti selezionati, contribuendo così alla realizzazione delle attività previste.

I criteri e le modalità di partecipazione sono precisate nella determinazione 495/2017 pubblicata anche nella sezione Amministrazione trasparente. Qui si allegano: 1. l’avviso, 2. il modulo di domanda di finanziamento, 3. i recapiti degli Istituti storici provinciali, 4. la determinazione 495/2017.

Documentazione allegata

 

Rievocazioni storiche, bando da 150mila euro per le associazioni

Al via il primo bando regionale per le associazioni di rievocazioni storiche: la Regione mette a disposizione 150mila euro per la realizzazione di progetti di conservazione e restauro del patrimonio costumistico e delle attrezzature.

Possono far richiesta di contributo le Associazioni di rievocazione storica iscritte nello specifico elenco previsto dalla legge regionale 3/2017 (o che abbiano presentato richiesta di iscrizione allo stesso), operanti da oltre 10 anni e intenzionate a intervenire su costumi, attrezzature e materiali da utilizzare per rievocazioni.

Ogni Associazione potrà presentare una sola domanda di contributo. La scadenza è fissata per il 30 settembre. Saranno considerate ammissibili anche le spese finalizzate alla costituzione o al rafforzamento di archivi storico culturali, consultabili anche online, finalizzati alla valorizzazione e diffusione della conoscenza delle rievocazioni storiche.

Qua il bando: http://www.ilporticodiottavia.it/wp-content/uploads/2017/08/Bando-rievocazioni-storiche.pdf

Pro loco, ecco il nuovo bando

Nella nostra Regione operano circa 300 associazioni Pro Loco. Associazioni che danno vita ad una rete capillare e diffusa, dedita alla valorizzazione e animazione turistica delle risorse naturali, ambientali, artistiche, storiche e culturali delle diverse località nel territorio regionale. In tante occasioni sono al centro dell’organizzazione di numerosi eventi, di iniziative di vario genere, e costituiscono un prezioso ausilio alle amministrazioni locali nella gestione dell’offerta turistica di base e nell’erogazione di servizi turistici competenti. Per dare pieno riconoscimento alle Pro Loco, per valorizzarne la funzione, per promuoverne il prezioso apporto e renderlo il più possibile concreto ed efficace abbiamo approvato nel marzo 2016 la legge regionale sulle pro loco.

La legge, inoltre, individua possibili canali di finanziamento che verranno erogati tramite bandi pubblici. Proprio la scorsa settimana la Giunta regionale ha approvato il bando per la concessione di finanziamenti. Le Pro Loco hanno tempo fino al 15 settembre per presentare domanda di contributo a sostegno delle attività che intendono svolgere quest’anno. Il contributo potrà coprire fino all’80% delle spese ammesse. La previsione di un budget minimo di 10 mila euro eviterà la dispersione delle risorse e consentirà di utilizzare i finanziamenti per i programmi più rilevanti e di maggiore impatto per i territori.  Le risorse finanzieranno, tra l’altro, le attività di valorizzazione e promozione dei prodotti e servizi turistici e del patrimonio storico, culturale e ambientale. Il provvedimento è una novità e segna una svolta per il mondo delle Pro Loco della nostra regione. Una sfida bella e importante che valorizzerà la capacità e la voglia di fare.

Qua il bando: bando per la concessione di finanziamenti 

Università, la Regione cofinanzia il completamento di Villa Marchi: 75 nuovi alloggi per studenti meritevoli

Nuovi alloggi e residenze per gli studenti universitari in arrivo in Emilia-Romagna. La Giunta regionale ha deciso di sostenere con un finanziamento complessivo di oltre 12 milioni di euro i Comuni e le Università che parteciperanno al bando del Ministero, che prevede un cofinanziamento statale per interventi di edilizia universitaria destinati soprattutto agli studenti a basso reddito e in possesso dei requisiti di merito. Grazie al finanziamento messo a disposizione dalla Regione, gli interventi previsti in Emilia Romagna saranno considerati prioritari da parte del Ministero.  Gli interventi proposti renderanno disponibili 697 posti alloggio sul territorio regionale, di cui 419 a Bologna, 87 a Parma, 75 a Reggio Emilia, 51 a Imola e 65 a Rimini. L’intervento si realizza nell’ambito delle politiche per il diritto allo studio universitario, con l’obiettivo di rafforzare l’attrattività del sistema universitario regionale, ampliandone l’offerta abitativa e i servizi rivolti agli studenti, prioritariamente a quelli fuori sede.

 

In Emilia-Romagna, a conferma dell’attrattività dell’offerta formativa e dei servizi resi disponibili, su quasi 150 mila studenti iscritti complessivamente ai quattro atenei della regione, circa 100 mila sono gli studenti fuori sede, cioè che frequentano un corso in una Provincia diversa da quella di residenza, e di questi quasi 63 mila provengono da fuori regione. Attualmente il fabbisogno di posti letto è superiore alla disponibilità  che può mettere in campo l’azienda regionale per il diritto agli studi superiori Ergo, che mette a disposizione 1.831 posti alloggio per le sedi dell’Università di Bologna, 618 per l’ateneo di Parma e 755 per l’Università di Modena e Reggio Emilia, di cui 131 a Reggio e 298 a Ferrara.

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Turismo, albo e fondi alle associazioni: ecco la legge che valorizza le manifestazioni storiche

La legge regionale a sostegno di pali e rievocazioni storiche in Emilia-Romagna diventa realtà e mette sul piatto 150mila euro a favore di questo tipo di manifestazioni. Nella giornata di martedì 28 febbraio è stato approvato il testo a larga maggioranza che prevede un apposito elenco gestito dalla Regione al quale le associazioni si dovranno iscrivere affinché la manifestazione rientri nel calendario regionale e ottenga così un logo ad hoc. La Regione, tramite apposito bando, concederà poi contributi che da un lato saranno volti all’organizzazione degli eventi, dall’altro a progetti di conservazione e restauro del patrimonio costituito da costumi e attrezzature utilizzati per le rievocazioni. A disposizione ci saranno inizialmente, per il triennio 2017-2019, finanziamenti pari a 150mila euro l’anno.

Cultura. Linea Gotica, Sì a risoluzione per candidatura a itinerario europeo

Trasformare la Linea Gotica in itinerario turistico europeo coinvolgendo anche le altre regioni interessate dal passaggio del fronte appenninico del secondo conflitto mondiale. Questo è il contenuto della risoluzione, che ho firmato, presentata dal gruppo Pd approvata in Assemblea che impegna anche la giunta a mobilitarsi per ottenere il marchio patrimonio europeo.

Nel documento si chiede alla giunta di “valorizzare le azioni già intraprese dalla Regione, di concerto con gli enti locali, le istituzioni storiche, le realtà territoriali, le rappresentanze economiche, le associazioni culturali e di volontariato, ampliandone anche la platea, per il potenziamento delle ricadute turistiche sul sistema economico dell’ambito della Linea Gotica, facendosi promotore con azioni celebrative, promozionali, di identificazione e riconoscibilità, di diffusione a livello regionale degli eventi e iniziative locali”.

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Aterballetto: la risoluzione che ho presentato in Regione

 

“La danza non è solo manifestazione di un talento artistico, ma un potente strumento di formazione e di crescita. In questo senso la compagnia Aterballetto, avviata dal 1977, ha una storia in Emilia-Romagna pluritrentennale e svolge un ineguagliabile ruolo di promozione nazionale della cultura della danza. È stata più volte riconosciuta come ambasciatrice della Regione Emilia-Romagna e della danza italiana; il respiro internazionale di Aterballetto è testimoniato dalle importanti e numerose collaborazioni artistiche con maestri della coreografia e nelle tournee realizzate in tutto il mondo”.

Lo ha sostenuto la consigliera regionale del Partito democratico Ottavia Soncini, presentando una risoluzione, di cui è prima firmataria, che chiede alla Giunta regionale di adoperarsi affinché la Fondazione nazionale della danza, nome assunto da Aterballetto nel 2003 con soci fondatori pubblici la Regione Emilia Romagna e il Comune di Reggio Emilia, prosegua nel proprio processo di affermazione, ampliando ancora di più il raggio delle proprie azioni affinando la sintonia con analoghe esperienze internazionali.

“Con la risoluzione”, spiega Soncini, “chiediamo in particolare di proiettare Aterballetto in una dimensione sempre più regionale, riconoscendole la capacità di attrarre imprenditorialità culturale ed artisti di talento nella nostra Regione; chiediamo poi di facilitare, agevolare e potenziare, nel quadro delle relazioni istituzionali, opportunità di lavoro che possano portare la qualità artistica e tecnica degli spettacoli ad avere sempre più un respiro nazionale e internazionale; chiediamo infine di avviare confronti e relazioni con il Mibact perché nella futura legge sullo spettacolo si arrivi ad un riconoscimento del Centro di produzione quale centro coreografico nazionale nel più ampio quadro di politiche pubbliche, di linee guida, che consentano alla ricchezza creativa e produttiva della danza italiana di darsi un adeguato assetto strutturale”.

“La Regione Emilia Romagna”, prosegue Soncini, “ha da sempre riconosciuto la statura artistica e organizzativa di Aterballetto, lavorando ad esempio per il suo prestigioso riconoscimento, giunto poi dal Ministero nel 2015, di Centro nazionale di produzione della danza. Alla danza, in Regione, viene riconosciuta la giusta professionalità: nel 2016 è stata approvata infatti, raccogliendo le sollecitazioni della Federazione nazionale danza, una nuova qualifica professionale, quella di “Maestro di danza”, acquisibile da insegnanti con una consistente esperienza professionale e danzatori professionisti al termine di uno specifico percorso formativo. Abbiamo segnalato così in modo chiaro chi può svolgere questo lavoro con competenza”.

 

P.S. Questa mattina ero alla Giornata Professionale sulla Danza in Italia alla Fonderia39, promossa da, Fondazione Nazionale della Danza / Aterballetto, Virgilio Sieni / Centro di produzione sui linguaggi del corpo e della danza, Scenario Pubblico, Compagnia Zappalà Danza, FEDERDANZA, ADEP, AGIS.