Riqualificazione. Le vie dello shopping e i mercati dell’Emilia-Romagna si rinnovano. La Regione investe oltre 3,2 milioni di euro per 33 progetti che puntano a valorizzare e promuovere le aree di commercio da Piacenza a Rimini

Nuove pavimentazioni e nuove illuminazioni, ma anche soluzioni di arredo urbano capaci di rendere ancora più attraenti le vie dello shopping e i mercati delle nostre città, da Piacenza a Rimini.  A tutto questo serve il finanziamento destinato dalla Regione, pari a circa 3 milioni e 200mila euro, per realizzare 33 interventi che dovranno essere completati entro il 2020, per migliorare e promuovere le aree del commercio nei quartieri e nei centri storici delle città.

Di questi, 17 progetti puntano a valorizzare e riqualificare le aree di mercato e quelle urbane con nuovi interventi che vanno dalla pavimentazione di piazze e strade, all’illuminazione, all’arredo urbano. Per questi progetti sono previsti investimenti regionali pari a 2 milioni e 260mila euro per sostenere gli interventi degli enti locali.
Altri 16 progetti, che saranno finanziati dalla Regione con oltre 968mila euro, riguardano la promozione e il marketing del territorio con eventi, percorsi commerciali e servizi per rendere più funzionali e qualificate le aree commerciali cittadine.

I contributi regionali assegnati agli enti locali ammontano a 250.375 euro per la provincia di Bologna; 300.567 mila euro per quella provincia di Ferrara; 440.006 per Forlì-Cesena; 473.290per Modena; 281.557 per Parma; 359.807 per Piacenza; 356.435 per Ravenna; 426.462 per Reggio Emilia; 340.297 per Rimini.  In particolare, nel bolognese, nel Comune di Alto Reno Terme è previsto un intervento di riqualificazione dell’area del mercato in tre piazze del centro – Libertà, Garibaldi e Massarenti – e dell’arredo urbano in viale dei Caduti e piazza Vittorio veneto, mentre a Medicina l’intervento riguarda l’area del mercato delle piazze Costa e Garibaldi e di via Libertà.
Per quanto riguarda gli interventi di promozione sono previste azioni di marketing urbano del centro storico di Imola e il sostegno al progetto “Unione Reno Galliera 2.0”, la zona commerciale promossa dall’omonima aggregazione di comuni.

L’Emilia-Romagna investe sulle due ruote: in arrivo 135 chilometri di nuove piste ciclabili e mille posti bici in più per l’interscambio ferroviario

Una rete di 135 chilometri di nuove piste ciclabili da Piacenza a Rimini e mille posti bici in più in apposite strutture e spazi attrezzati situati a ridosso delle stazioni ferroviarie. Il tutto per incentivare l’utilizzo delle due ruote negli spostamenti quotidiani casa-lavoro e casa-scuola e contribuire così alla riduzione dell’inquinamento dell’aria e della congestione del traffico urbano, con indubbi benefici per la salute pubblica.

La Regione Emilia-Romagna investe sulla mobilità sostenibile e mette sul piatto un ulteriore pacchetto di risorse finanziarie pari a 10 milioni di euro per sostenere la realizzazione entro un paio d’anni di 36 nuovi interventi di potenziamento del sistema regionale delle ciclovie in ambito urbano e dei servizi e infrastrutture di interscambio con il sistema ferroviario. Interventi che vedono come protagonisti soprattutto i comuni di piccole o medie dimensioni – singoli, associati e loro unioni – e, in qualche caso, le province.

È il frutto di un bando emanato a giugno, nella scia della legge regionale approvata all’unanimità dall’Assemblea legislativa nel maggio del 2017 per la promozione della mobilità ciclistica, e di cui la Giunta di viale Aldo Moro ha approvato la graduatoria finale. Alta la partecipazione, ben 93 le domande presentate, a testimonianza del grande interesse da parte degli enti locali rispetto a queste tematiche.

Oltre 23 milioni di investimenti da parte degli enti locali

Sono 36 le domande ammesse a contributo, di cui 29 riguardanti l’ampliamento e la messa in sicurezza della rete delle ciclovie e 7 il potenziamento dei servizi di deposito bici nei pressi delle stazioni ferroviarie, che potranno beneficiare del sostegno regionale, con contributi che oscillano dal 20% al 70% della spesa, per un investimento complessivo di oltre 23 milioni di euro.

Le domande escluse per mancanza di fondi sono state inserite in una graduatoria di riserva alla quale attingere nell’eventualità che si rendano disponibili risorse finanziare aggiuntive oppure in caso di rinuncia o e revoca dei finanziamenti assegnati ai progetti prima classificati.

I progetti finanziati nel reggiano

  • Comune di Reggio Emilia: connessioni sostenibili terzo stralcio potenziamento della rete ciclabile comunale e provinciale. 400mila € di finanziamento regionale.
  • Comune di Castellarano (capofila): progetto di completamento della ciclabile regionale del fiume Secchia da Rubiera a Lugo di Baiso. 400mila € di finanziamento regionale.
  • Provincia di Reggio Emilia: messa in sicurezza della SP20 nel tratto di collegamento fra il comune di Poviglio e la frazione di San Sisto tramite la realizzazione di percorso ciclopedonale. 200mila € di finanziamento regionale.
  • Comune di Sant’Ilario d’Enza (capofila): realizzazione di collegamenti ciclopedonali tra i nuclei abitati dei comuni di Sant’Ilario d’Enza e Gattatico. 400mila € di finanziamento regionale.
  • Comune di Guastalla: progetto di percorso ciclopedonale tra le frazioni ed il capoluogo del comune di Guastalla. 173mila € di finanziamento regionale.
  • Comune di Rio Saliceto: realizzazione di percorso ciclabile nel centro cittadino di Rio Saliceto. 143mila € di finanziamento regionale.
  • Comune di Quattro Castella (capofila): percorso ciclabile di collegamento tra le località vasca di Corbelli e ponte di Puianello lungo l’asta del Torrente Crostolo. 106mila € di finanziamento regionale.

I lavori di realizzazione delle opere, finanziati attraverso le risorse del Fondo coesione e sviluppo 2014-2020 del ministero delle Infrastrutture e trasporti, dovrebbero partire entro il 2019 e concludersi entro un paio d’anni. Per ciascun intervento sarà stipulata un’apposita convenzione tra Regione e i soggetti attuatori per definire modalità e cronoprogramma dei lavori.

Cosa prevede la legge regionale sulla ciclabilità

La realizzazione di nuove piste ciclabili e infrastrutture di servizio per incentivare l’utilizzo delle due ruote per gli spostamenti giornalieri in ambito urbano è soltanto uno degli obiettivi della legge regionale sulla ciclabilità, varata nel maggio 2017.  Tra le novità previsti spazi per il deposito biciclette negli edifici residenziali, presso le attività produttive e nei luoghi pubblici. Saranno poi individuate azioni per la riduzione della velocità e la realizzazione diffusa di “zone 30”, inteso come limite chilometrico orario. Inoltre nell’erogazione dei contributi regionali saranno premiati i progetti che prevedono servizi rivolti agli utenti delle due ruote in prossimità delle velostazioni (riparazione,  noleggio, ecc.), oltre alla marchiatura registrata delle biciclette per contrastare i furti.  Accanto a questi interventi si punta poi a dare impulso alla nascita di una rete di itinerari e ciclovie ad uso ricreativo-turistico di interesse regionale e nazionale (Ciclovia del Sole, Ciclovia del Vento, Ciclovia Adriatica).

In allegato: Elenco dei progetti finanziati in Emilia-Romagna

Dalla Regione fondi per i progetti di promozione della cittadinanza europea

In questa fase così difficile per l’Europa, l’Emilia-Romagna investe in cittadinanza europea, per permettere ai cittadini non solo di conoscerne le origini, ma anche di comprendere che oggi, in una situazione mondiale complessa, l’unità europea è ancora più necessaria. Questi gli obiettivi e le motivazioni dei 17 i progetti di promozione della cittadinanza europea proposti da Comuni e Unioni di Comuni e finanziati dalla Regione Emilia-Romagna con 240mila euro. Nei giorni scorsi l’approvazione della graduatoria da parte della Giunta, dopo che l’Assemblea legislativa ha recentemente introdotto un nuovo articolo nella legge comunitaria (la n.16 del 2008), proprio per finanziare e organizzare attività di promozione e conoscenza della cittadinanza europea.

Mostre, seminari, laboratori e spettacoli che coinvolgeranno nei prossimi mesi cittadini dell’Emilia-Romagna di tutte le età. Iniziative, diffuse sull’intero territorio regionale, finalizzate a far conoscere cosa ha rappresentato e cosa rappresenta oggi l’Europa, per comprendere quali sfide dobbiamo affrontare come cittadini europei. Azioni di diffusione della conoscenza della storia e della memoria dell’integrazione europea, dei diritti e doveri che derivano dall’esserne parte; ma anche iniziative per rafforzare le competenze delle amministrazioni locali nella progettazione europea, per far sì che possa migliorare la loro capacità di partecipare ai programmi promossi dall’Ue.

L’assegnazione dei contributi
contributi erogati dalla Regione coprono il 70-80% della spesa prevista nei progetti presentati; le Amministrazioni locali, quindi, parteciperanno con fondi propri per circa altri 90mila euro. Risorse maggiori sono state previste per favorire la partecipazione delle aree regionali più svantaggiate, come i Comuni montani, quelli derivanti da fusione e quelli delle aree interne, zone – queste ultime – che hanno ben risposto vedendosi approvare 4 progetti (area interna Appennino Emiliano, Appennino piacentino-parmense, Alta Val Marecchia e Comune di Sasso Marconi).

Molteplici le iniziative rivolte alla cittadinanza per tornare a parlare del futuro dell’Europa nelle piazze, nelle biblioteche e nei teatri, anche rivolte ai giovani. Altrettanto vari i progetti destinati alle Amministrazioni locali per rafforzarne le capacità in europrogettazione: dalle attività formative rivolte ad amministratori, dirigenti e tecnici di Comuni ed Unioni, agli studi di fattibilità a supporto di sperimentazioni di gestioni associate di “Uffici Europa”. Una richiesta di supporto più volte esplicitata nel percorso partecipato del Programma di riordino territoriale, a cui la Regione ha voluto dare risposta, condividendola con i rappresentanti di Unioni, Anci e Uncem. Ben 7 progetti sui 17 complessivi, infatti, riguardano questa tipologia di iniziativa.

I progetti finanziati, in provincia di Reggio Emilia:
Nel reggiano andranno oltre 57 mila euro a sostegno dei seguenti progetti: “APPEAL: l’APPennino e l’Europa tra Azioni e Lavori – Percorso di institutional building per la conoscenza e la valorizzazione delle opportunità europee” presentato dall’Unione Montana Comuni Appennino Reggiano, “Europa Digit-Abile – Disabili senza frontiere. Digital storytelling in Bassa reggiana per comunicare l’Europa in una Europa senza barriere. Piano per la promozione della cittadinanza europea” presentato dall’ Unione Comuni Bassa Reggiana, “La Grande guerra vista con gli occhi della nuova Europa” presentato dal Comune di Albinea, e “Ventotene” presentato dal Comune di Reggio Emilia.

I dettagli dei finanziamenti:

  • Comune di Albinea: 6.955 € per progetto “La Grande guerra vista con gli occhi della nuova Europa”.
  • Comune di Reggio Emilia: 17.500€ per progetto “Ventotene”.
  • Unione Comuni Bassa Reggiana: 12.600 € per progetto “Europa Digit-Abile 2018 – Disabili senza frontiere. Digital storytelling in Bassa reggiana per comunicare l’Europa in una Europa senza barriere. Piano per la promozione della Cittadinanza Europea”.
  • Unione Montana Comuni Appennino Reggiano: 20.000 per progetto “APPEAL: l’APPennino e l’Europa tra Azioni e Lavori – Percorso di institutional building per la conoscenza e la valorizzazione delle opportunità europee nei territori dell’Unione Montana dei Comuni dell’Appennino Reggiano”.

Partecipazione, ecco il bando: fino a 15 mila euro per progetti di enti locali e associazioni

Dopo il via libera alla nuova Legge sulla Partecipazione, approvata dall’Assemblea legislativa lo scorso 17 ottobre, la Giunta regionale ha varato un bando per il finanziamento dei progetti partecipativi. Il budget complessivo è di 446 mila euro: per ciascun progetto saranno disponibili un massimo di 15 mila euro.

Ci sarà tempo fino al 21 novembre per enti locali e associazioni pubbliche e private per presentare le proposte. Quest’anno la procedura sarà tutta on line, su una nuova piattaforma che la Regione mette a disposizione per semplificare la presentazione delle domande.

I progetti avranno una durata massima di 6 mesi, salvo casi di particolari complessità. È prevista una premialità per quelli che riguardano i beni confiscati alle mafie. Dallo sviluppo sostenibile del territorio e delle città fino alle tematiche sociali, l’obiettivo per tutti è coinvolgere le comunità nella condivisione delle decisioni attraverso incontri, bilanci partecipativi e laboratori.

La graduatoria sarà disponibile entro l’anno per poter dare avvio ai progetti con l’inizio del 2019.

La nuova legge approvata nei giorni scorsi prevede anche un bando tematico che sarà pubblicato nei prossimi mesi per finanziare iniziative su regolamenti e statuti comunali per 190 mila euro. Viene anche meglio esplicitato il ruolo della Giunta, non solo sugli aspetti di sviluppo delle competenze ma anche su comunicazione, innovazione e Osservatorio della partecipazione.

Le informazioni per partecipare al bando sul nuovo sito della partecipazione:

https://partecipazione.regione.emilia-romagna.it/bando2018

Boschi e foreste, 7 milioni di euro per interventi di valorizzazione e sviluppo

Interventi di selvicoltura per il miglioramento e la valorizzazione dei boschi; macchine, attrezzature, infrastrutture, tecnologie o materiali per il primo trattamento o la lavorazione di legno o altri prodotti delle foreste come castagne, funghi o tartufi.

Con l’obiettivo di valorizzare le foreste e sostenere lo sviluppo dell’economia dei boschi, la Giunta regionale ha approvato un bando da 7 milioni di euro dal Psr (Piano di sviluppo rurale) 2014-2020.

Fino al 15 gennaio 2019 sarà possibile presentare le domande di contributo per realizzare gli investimenti in tecnologie silvicole e interventi forestali. Il sostegno viene concesso sotto forma di contributo in conto capitale, fino al 40% della spesa ammissibile, per progetti che vanno da  un minimo di 40 mila a un massimo di 500 mila euro.

I beneficiari potranno essere: imprese forestali e agro-forestali singole o associate; cooperative e consorzi forestali; proprietà collettive e, limitatamente agli interventi di trasformazione preindustriale di assortimenti legnosi e non legnosi, piccole e medie imprese terze che acquisiscano la materia prima direttamente dai soggetti di cui ai punti precedenti.

Nel dettaglio potranno essere sovvenzionati gli interventi: di primo trattamento nella foresta dei prodotti legnosi e non legnosi; in strutture e attrezzature funzionali alla lavorazione, produzione e prima trasformazione di assortimenti legnosi e non legnosi; in infrastrutture logistiche necessarie al trasporto dei prodotti legnosi e non, quali piattaforme, piazzali di stoccaggio e movimento macchine nei boschi; selvicolturali, per il recupero produttivo di boschi abbandonati, invecchiati o degradati o per la valorizzazione economico-produttiva di popolamenti forestali specifici, come i boschi di castagno; per la valorizzazione economica e la diversificazione della produzione delle superfici forestali (come castagne, tartufi o funghi).

Le domande devono essere presentate online sul sito di Agrea. La graduatoria sarà realizzata tenendo conto dei progetti maggiormente coerenti con le finalità del bando, con il maggiore contenuto di innovazione o in base alla maggiore estensione della superficie forestale nella disponibilità dei beneficiari. Saranno privilegiati anche gli interventi riguardanti le aree sottoposte a certificazione di buona gestione forestale, zone rurali con problemi di sviluppo o ricadenti in comuni con un indice di boscosità superiore all’80%.

Nuovo look ai teatri: dalla Regione 930mila euro per il territorio reggiano

Un finanziamento importante, da 5.605.011,27 euro, quello che la Regione Emilia-Romagna realizza per 35 progetti legati al settore dello spettacolo nel territorio emiliano romagnolo, di cui 930mila euro destinati alla provincia di Reggio Emilia.

Le risorse, che andranno a finanziare progetti di restauro, riqualificazione e adeguamento funzionale, miglioramento acustico e sismico, ma anche l’acquisto di attrezzature e arredi dei teatri, sono state deliberate nei giorni scorsi dalla Giunta, su proposta dell’assessore Massimo Mezzetti.

I progetti finanziati a Reggio Emilia:

  • Fondazione I Teatri di Reggio Emilia: adeguamento funzionale e riqualificazione della “Sala Verdi” e dei relativi spazi per attività di spettacolo nell’ambito del restauro e ristrutturazione del Teatro “Ariosto”. Contributo: 500.000 €
  • Comune di Luzzara: intervento di ripristino della fruibilità del Teatro sociale di Luzzara. Contributo: 50.000
  • A.T.E.R. Associazione Teatrale Emilia Romagna: intervento di innovazione tecnologica nel teatro Asioli di Correggio. Contributo: 35.445 €
  • Comune di Rio Saliceto: intervento di adeguamento cabina di proiezione e di innovazione tecnologica del Teatro Comunale. Contributo: 46.430 €
  • Comune di Sant’Ilario D’ Enza: interventi di efficienza energetica e di manutenzione straordinaria dell’impianto termo-idraulico, di areazione forzata e dell’impianto elettrico del cine-teatro FORUM. Contributo: 300.000 €

Politiche giovanili. La Regione assegna 224mila euro al territorio reggiano per 18 progetti per i giovani

Azioni di orientamento per avvicinare i giovani al mondo del lavoro, percorsi formativi, progetti che coinvolgono scuole e imprese del territorio, servizi per sostenere l’imprenditoria giovanile, iniziative per promuovere la partecipazione attiva dei giovani all’interno della comunità in cui vivono e, per la prima volta quest’anno, anche contributi per la riqualificazione e l’apertura di nuovi spazi polifunzionali. Sono alcuni degli interventi principali che la Regione Emilia-Romagna sosterrà a seguito all’esito del bando legato alla legge regionale “Norme in materia di politiche giovanili”.

La graduatoria finale ha assegnato 1 milione e 200 mila euro a 103 progetti presentati da Comuni e Unioni di Comuni.  Di questi, ben 32 sono quelli che interessano gli spazi per i giovani. Con un contributo complessivo di 500 mila euro la Regione sosterrà l’apertura di nuovi laboratori artistici e multimediali, sedi attrezzate per la creazione di webradio, spazi di coworking e fablab, sale prove e studi di registrazione, centri di aggregazione in particolari contesti urbani segnati da fragilità sociali, e, in più, contribuirà all’acquisto di nuove attrezzature tecnologiche e di nuovi arredi per il potenziamento delle strutture esistenti.

Il Comune di Reggio Emilia utilizzerà i fondi regionali per i nuovi spazi di formazione e produzione artistica S. D. Factory che ospitano laboratori creativi attrezzati, uno spazio spettacoli, un coworking, uno studio di registrazione e una sala prov. I Comuni della Pianura Reggiana e quelli dell’Appennino Reggiano investiranno in attrezzature per dotare le strutture esistenti di laboratori audio e video, sale adibite a spettacoli teatrali, spazi di coworking, atelier artistici. Il contributo assegnato ai Comuni dell’Unione della Val D’Enza verrà utilizzato per migliorare le dotazioni tecnologiche non solo dei centri di aggregazione ma anche di tutte le strutture inserite in quella che viene chiamata “rete delle APP”, ovvero una serie di appartamenti che accolgono giovani in generale e ragazzi e ragazze in situazione di maggiore fragilità come rifugiati, minori seguiti dai servizi sociali, portatori di disabilità.

Servizi e attività: non solo youngERcard
Oltre a questi interventi la Regione finanzia altri 71 progetti. Di questi, 38 sono legati ad attività che si svolgono negli spazi di aggregazione, al potenziamento dei servizi di informazione e orientamento dei giovani, alla realizzazione di azioni che aiutano ragazze e ragazzi ad avvicinarsi al mondo del lavoro, anche attraverso il sostegno all’imprenditoria e alla creatività giovanile. Altri 33 progetti sono invece finalizzati a promuovere l’attivazione di percorsi di protagonismo giovanile e educazione alla cittadinanza attiva e responsabile, attraverso lo strumento regionale della youngERcard.

La Carta regionale riservata a ragazzi tra i 14 e i 29 anni ha registrato in questi anni un incremento veramente notevole: sono circa 55 mila i giovani iscritti, 212 i punti di distribuzione presenti in Emilia-Romagna e circa 2mila le convenzioni attivate per offrire ai possessori agevolazioni per la fruizione di servizi culturali e sportivi e per acquisti presso alcuni esercizi commerciali. È cresciuta anche la rete degli Enti locali che hanno aderito al progetto (220 Comuni e 41 Unioni) e degli operatori (ad oggi 460) impegnati nella promozione e diffusione di questo strumento.
Da una prima stima saranno circa 300 mila i giovani coinvolti direttamente da queste 71 progettualità. Alla realizzazione delle iniziative parteciperanno molti altri soggetti: enti di formazione, associazioni, imprese sociali, associazioni di categoria e sindacati, aziende, distretti sociosanitari, centri per l’Impiego, radio, università, Fablab, centri di aggregazione, spazi informagiovani, scuole, fondazioni culturali, biblioteche. In totale saranno circa 2.500 i soggetti coinvolti nella realizzazione dei progetti. Le iniziative si svolgeranno all’interno degli spazi di aggregazione, presso i punti Informagiovani, nelle sale polivalenti dei Comuni coinvolti, negli istituti scolastici, nei centri culturali e negli spazi urbani. Alcune saranno addirittura itineranti, per riuscire a coinvolgere un numero maggiore di ragazze e ragazzi.

I 18 progetti finanziati in Provincia di Reggio Emilia (contributo totale: 224.193 €):

GRADUATORIA DEGLI INTERVENTI AMMESSI A CONTRIBUTO RELATIVI AI PROGETTI AGGREGAZIONE/INFORMAGIOVANI/“PROWORKING”:

– Unione Montana Dei Comuni Dell’Appennino Reggiano. Progetto: C’è posto per te: Jerry can. Contributo 19.500 €

– Unione Colline Matildiche. Progetto: Giovani in Unione…non stop 2. Contributo 17.100 €

– Unione Val d’Enza. Progetto: Forte-piano: una rianimazione sociale. Contributo: 15.000 €

– Unione Terra Di Mezzo. Progetto: CRE.A. Creatività e Aggregazione. Contributo 15.000 €

– Unione Bassa Reggiana. Progetto: Wonder. Contributo 14.400 €

– Comune di Reggio Emilia. Progetto: SD Factory laboratorio creativo. Contributo: 12.000 €

– Unione Pianura Reggiana. Progetto: Talenti di pianura. Contributo: 12.000 €

 

GRADUATORIA DEGLI INTERVENTI AMMESSI A CONTRIBUTO RELATIVI AI PROGETTI “PROTAGONISMO GIOVANILE/YOUNGERCARD”:

– Unione Colline Matildiche. Progetto: Giovani protagonisti… AL VOLO 2. Contributo: 9.750 €

– Unione Pianura Reggiana. Progetto: VOLONTARIAMO. Contributo: 6.375 €

– Unione Val d’Enza. Progetto: #GiovaniValdenza. Contributo: 6.300 €

– Unione Terra Di Mezzo. Progetto: Wanted. Contributo: 4.920 €

– Comune di Reggio Emilia. Progetto: Valorizzare i giovani cittadini. Contributo: 5.925 €

– Unione Bassa Reggiana. Progetto: Impronte. Contributo: 4.500 €

 

GRADUATORIA DEGLI INTERVENTI AMMESSI A CONTRIBUTO RELATIVI AI PROGETTI DI “SVILUPPO E QUALIFICAZIONE DI SPAZI DI AGGREGAZIONE GIOVANILE”:

– Unione Montana Dei Comuni Dell’Appennino Reggiano. Intervento: J-ROOM Laboratorio Multi e polifunzionale. Contributo 4.697 €

– Unione Colline Matildiche. Intervento: Informagiovani Multitasking 4.0. Contributo: 18.340 €

– Unione Val d’Enza. Intervento: Informagiovani/infolav oro..open space. Contributo: 20.923 €

– Comune di Reggio Emilia. Intervento: Laboratori di Innovazione. Contributo: 20.963 €

– Unione Pianura Reggiana. Intervento: TECNO-LOGICI. Contributo: 16.500 €

Nuovi autori, formazioni musicali emergenti e festival: in arrivo 3,75 milioni per la musica

Tre milioni e 750 mila euro, in tre anni, per sostenere progetti relativi alla musica originale e dal vivo e l’alfabetizzazione musicale.
Dopo i finanziamenti per la Legge regionale sul Cinema, che ha portato ottimi risultati sia dal punto di vista creativo che di investimenti, la Regione mette in campo i primi bandi relativi alla Legge regionale in materia di sviluppo del settore musicale, la prima di questo genere in Italia, che punta a rafforzare il sistema con un’impronta trasversale e innovativa.

due primi bandi riguardano la presentazione di progetti di produzione e fruizione della musica contemporanea originale (cioè eseguita dall’autore) e dal vivo e progetti per l’alfabetizzazione musicale. Per finanziare i bandi la Regione stanzia nel triennio 3 milioni e 750 mila euro di cui 450 mila nel 2018, 1 milione e 700 mila nel 2019 e 1 milione e 600 mila nel 2020.
Sul 2018, inoltre, 50 mila euro sono stati destinati al Comune di Bologna per attuare l’articolo della Legge relativo allo sviluppo delle capacità e delle attività imprenditoriali. I contributi sono destinati all’implementazione delle attività a livello regionale del progetto Incredibol!, e in particolare ad attività e servizi a sostegno delle  imprese del settore musicale,  per la creazione di start up e di uno sportello dedicato al settore produttivo.

Bando musica contemporanea

Con questo bando, che riguarda la musica contemporanea, quindi ogni genere ma necessariamente originale e dal vivo, la Regione intende promuovere i nuovi autori e le formazioni emergenti, sostenere i circuiti di locali e di reti di festival, favorire la circuitazione degli artisti e dei complessi musicali regionali, anche all’estero.

La Regione intende promuovere iniziative di orientamento, tutoraggio e supportonelle fasi produttive, distributive e promozionali. Tra i progetti finanziabili ci sono quelli che riguardano residenze di musicisti, la pubblicazione e distribuzione discografica e videoclip musicali, lo scouting, concorsi e selezioni, incontri sulla legislazione e i diritti d’autore, i contratti di lavoro, la promozione della cultura della legalità nel settore musicale.
Vengono inoltre finanziati progetti di festival per nuovi autori e formazioni emergenti della regione, tour promozionali con almeno 8 date di cui 2 devono essere al di fuori del territorio regionale.
La circuitazione degli artisti e dei complessi musicali della regione, nei locali e nei festival di musica contemporanea originale dal vivo sarà promossa grazie a progetti che prevedano almeno 30 date e coinvolgano 5 locali diversi o festival.
La Regione finanzia inoltre progetti di formazione del pubblico mirati alle generazioni più giovani e alle fasce non abituali, promuovendo l’interculturalità.

Bando alfabetizzazione musicale

L’altro bando riguarda la qualificazione dell’alfabetizzazione musicale e l’educazione all’ascolto: verranno sostenuti corsi che abbiano una durata non inferiore a otto mesi per anno scolastico, svolti da docenti con diploma di Conservatorio attinente alla tipologia del corso da realizzare. I progetti ammessi a finanziamento sono mirati anche all’inclusione di alunni con disabilità e all’educazione all’ascolto.
L’ultimo obiettivo del bando riguarda l’organizzazione e la partecipazione delle orchestre, degli ensemble e delle formazioni dei giovani coinvolti nelle attività di formazione musicale di base a festival, rassegne, incontri regionali, nazionali e internazionali, in grado di assicurare approcci multidisciplinari e interculturali.

Le domande di contributo dovranno essere presentate alla Regione Emilia-Romagna entro il 16 ottobre 2018 alle ore 14, tramite posta elettronica certificata all’indirizzo: servcult@postacert.regione.emilia-romagna.it.  Il testo  dei bandi su Emiliaromagnacreativa.it.

Pmi, 8 milioni di contributi: già 63 milioni in investimenti generati con una prima tranche

Investimenti per le piccole e medie imprese (Pmi), si apre oggi una seconda opportunità per ottenere contributi europei e fondo perduto, veicolati dalla Regione Emilia-Romagna.

Dopo i 16 milioni di euro stanziati per la prima finestra del bando, ora con ulteriori 8 milioni si apre una opportunità per acquisto macchinari per le Pmi, che si chiuderà il 28 febbraio 2019. Si tratta della seconda finestra per ottenere i contributi previsti dal bando Por Fesr 2014-2020. Un incentivo destinato alle Pmi dell’Emilia-Romagna, al fine di favorire la realizzazione di progetti finalizzati ad accrescere la competitività e l’attrattività del sistema produttivo, nell’ambito di uno sviluppo sostenibile e favorendo i percorsi di consolidamento e diversificazione.
Le domande dovranno prevedere investimenti produttivi espansivi ad alto contenuto tecnologico che, attraverso un complessivo ammodernamento degli impianti, dei macchinari e delle attrezzature, siano idonei a favorire l’innovazione di processo, di prodotto o di servizio. Tali domande vanno presentate tramite l’applicativo web Sfinge 2020.

Gli investimenti saranno agevolati con contributi a fondo perduto calcolati nel 20% della spesa ammissibile, per un importo massimo di 150.000 euro e dovranno essere realizzati tramite il ricorso a finanziamenti a medio/lungo termine erogati dal sistema bancario e creditizio, garantiti in via diretta dal sistema dei confidi (Cooperfidi Italia, Unifidi e Cofiter) e contro garantiti da Cassa depositi e prestiti tramite il Fondo EuReCa. Per le aree montane il contributo a fondo perduto sarà del 30%.

Il contributo a fondo perduto, inoltre, potrà essere incrementato del 5% qualora i progetti siano presentati da imprese giovanili e/o femminili, oppure prevedano un incremento occupazionale del 10% nel caso in cui le sedi operative o unità locali oggetto degli interventi siano localizzate nelle aree montane della Regione, o nelle aree 107.3.c.

L’esito della prima parte del bando
Prosegue intanto l’attività di valutazione delle domande e dei progetti presentati nell’ambito della prima finestra del bando, che si è chiusa il 19 luglio 2018, e di concessione dei relativi contributi.
Le domande di contributo presentate, complessivamente 246, prevedono un investimento di 62,9 milioni di euro, a fronte del quale corrisponde un importo complessivo di finanziamenti bancari pari a 46,9 milioni di euro e contributi a fondo perduto per 16 milioni di euro.

Per quanto riguarda la distribuzione territoriale degli investimenti, Bologna (56 domande, 23% sul complessivo) è seguita dalle provincie di Modena (40 domande, 16%), Parma (36 domande, 15%), Ravenna (35 domande, 14%), Forlì Cesena (21 domande, 9%), Piacenza (19 domande, 8%), Reggio Emilia (16 domande, 7%), Rimini (14 domande, 6%) e Ferrara (9 domande, 4%).
Relativamente ai settori di attività le 246 domande riguardano imprese operanti, per la maggior parte, nelle attività manifatturiere, sopratutto nel settore dellafabbricazione di prodotti in metallo, alimentare e agroindustria, macchinari ed apparecchiature elettriche, fabbricazione di articoli in gomma, materie plastiche, prodotti chimici, riparazione e installazione di macchinari.
Le domande riguardano inoltre imprese che operano nell’ambito dell’attività di raccolta, trattamento e smaltimento dei rifiuti e del recupero dei materiali, delle costruzioni, del commercio all’ingrosso, di informazione e comunicazione, delle attività professionali, scientifiche e tecniche e del noleggio, agenzie di viaggio, servizi di supporto alle imprese.

Le richieste di contributo sino a oggi valutate sono state 166delle quali 160 sono state ammesse. La conclusione della valutazione delle ulteriori 80 domande si concluderà entro la fine della prima settimana di settembre.
A tutti i beneficiari verrà notificata la concessione esito della valutazione. Successivamente verrà pubblicato sul sito fesr.regione.emilia-romagna.it l’elenco di tutte le concessioni relative alla prima finestra del bando.

Gioco d’azzardo, la Regione premia gli esercizi commerciali ‘Slot free ER’

Sono 30 i progetti presentati da Comuni e Unioni dell’Emilia-Romagna che riceveranno dalla Regione 300mila euro per premiare gli esercizi commerciali liberi da slot machine.

Lo ha deciso oggi la Giunta regionale, guidata dal presidente Stefano Bonaccini, impegnata a sostenere gli enti locali per iniziative a supporto degli esercenti che aderiscono al marchio ‘Slot free ER’. 

Obiettivo, come per altre azioni messe in campo dalla Regione, è contrastare i fenomeni di dipendenza dal gioco d’azzardo e ridurre l’impatto e le ricadute sulla collettività in termini di costi, sicurezza e legalità.

I contributi e la graduatoria degli ammessi

I contributi assegnati con il bando 2018 andranno ai progetti che contengono azioni a supporto della campagna regionale Slot free ER. Nel territorio reggiano saranno finanziati i Comuni di Correggio, CasalgrandeSant’Ilario d’Enza, Albinea, Campagnola Emilia e Gattatico.

Il marchio Slot free ER

Possono aderire a Slot free ER – tramite i Comuni cui la Regione ha delegato il rilascio del marchio – quelle attività commerciali (nella quali il gioco non è l’attività principale) che non ospitano apparecchi da gioco per vincite in denaro (slot/awp). Quindi, nello specifico, attività che non hanno mai avviato le procedure per installare apparecchi da gioco che consentono vincite in denaro, oppure attività già in possesso dell’autorizzazione, ma che scelgono di non attivare la procedura di collegamento telematico attraverso AAMS (Amministrazione autonoma dei Monopoli di Stato) e, di conseguenza, di non installare apparecchi da gioco. Ancora, attività che abbiano disinstallato gli apparecchi o che non ospitino al proprio interno i cosiddetti ‘totem telematici’ per il collegamento ai siti internet di gioco che permettono vincite in denaro.