Patto per i giovani in Emilia-Romagna: pronti 260 milioni per l’occupazione di ragazze e ragazzi

Più opportunità, più competenze, più servizi. Per essere più vicini ai giovani nella ricerca o nella creazione di lavoro. Ma non un lavoro qualsiasi: un lavoro di qualità, non precario e con la giusta retribuzione.

La Regione Emilia-Romagna, in accordo con tutti i firmatari del Patto per il Lavoro – parti sociali, enti locali, università e associazioni del No profit – decide di mettere a disposizione 260 milioni di euro a favore dell’occupazione giovanile, destinati a misure condivise secondo la logica inaugurata proprio col Patto per il Lavoro nel 2015: la concertazione alla base di un nuovo modello di coesione sociale e sviluppo sostenibile.

Per questo nasce Giovani Più, un Patto dedicato ai giovani per rendere comune una strategia che abbia come obiettivo quello di garantire più opportunità e creare buona occupazione per ragazze e ragazzi, sottoscritto oggi dalla Regione, presente il presidente Stefano Bonaccini, coi firmatari il Patto per il Lavoro: Province, Comuni capoluogo, sindacati, associazioni di imprese e di professionisti, terzo settore, atenei, Ufficio scolastico regionale, ABI, Unioncamere. Una intesa che ha anche uno spazio web dedicato dove sono disponibili tutte le informazioni e le possibilità messe in campo: http://www.regione.emilia-romagna.it/giovanipiu.

La convinzione di tutti, come è stato detto durante la firma del nuovo Patto, è che solo investendo nei giovani, nelle loro aspettative e nelle loro competenze e riconoscendoli come primo fattore di crescita di un territorio, diventi possibile generare sviluppo per il presente e per il futuro di questa regione.

Cosa si mette in campo

Più orientamento per aiutare i ragazzi nel momento delle scelte importanti per il futuro. Più spazi a disposizione dei giovani – coworking, fablab, sale prove, Informagiovani, spazi di aggregazione – in grado di facilitare la creazione di progetti fondati su esperienze e relazioni.
Più formazione, in particolare quella tecnica per garantire le competenze richieste oggi nei diversi settori dell’economia regionale.
E poi un impegno ancora maggiore sugli investimenti sul diritto allo studio universitario, in alta formazione e in ricerca. Ancora, più servizi per accompagnare i giovani nel mercato del lavoro, per trattenere, attrarre competenze e promuovere attrazione per i giovani emiliano-romagnoli oggi all’estero, per creare nuove imprese e dare nuove opportunità ai professionisti del futuro.
Più accesso al credito e supporto personalizzato per avviare nuove imprese o per rafforzare la propria start up, anche in agricoltura e nell’industria culturale e creativa.
Più tutele e autonomia. C’è l’impegno di tutti i firmatari a riconoscere il valore delle competenze dei giovani per lo sviluppo economico e sociale del territorio, traducendo questo principio in opportunità di lavoro di qualità e, in termini di retribuzione, competitivi con i sistemi economici-produttivi delle regioni e dei paesi più avanzati d’Europa.

La ricerca del lavoro

Uno degli assi portanti di Giovani Più è la Rete attiva per il lavoro, attraverso la quale i ragazzi, dopo il diploma o la laurea, possono trovare – presso un Centro per l’impiego – lo Sportello giovani, dove vengono presi in carico e accompagnati nella ricerca del lavoro, grazie alla rete di 25 soggetti privati accreditati (200 sedi sul territorio regionale) che incrociano domanda e offerta di lavoro, incentivati nella loro attività di ricerca di lavoro attraverso un riconoscimento economico che diventa  più alto se al giovane viene proposto un contratto a tempo indeterminato.
Come funziona? I giovani, anche neo diplomati o neo laureati o dopo la conclusione di un percorso formativo, da subito, acquisito il titolo di studio, possono recarsi in un Centro per l’impiego per   sostenere un colloquio nel quale spiegare le proprie competenze e aspirazioni e scegliere una delle agenzie accreditate preposte all’incrocio domanda/offerta, che si attiveranno per cercare occasioni e opportunità, e in questo modo i ragazzi vengono accompagnati nella ricerca del lavoro.
Ripensato anche il programma Garanzia Giovani, che con 26 milioni di euro a disposizione nella sua seconda fase, in avvio a breve, intende aiutare i giovani, e in particolare i più fragili, a intraprendere un percorso di crescita verso il lavoro.

Sportello giovani, per orientare i ragazzi e aiutare i genitori nei momenti di difficoltà

In primo piano anche le nuove opportunità rese disponibili da una rete territorialededicata ai ragazzi e alle loro famiglie, operativa dal 2019 con un investimento regionale di 15 milioni di euro, attraverso la creazione di sportelli giovani nei Comuniper le attività di orientamento, che diventano anche punto d’ascolto per i genitori, con l’obiettivo di ridurre la dispersione scolastica tra medie e superiori.

Formazione, anche dopo il diploma o la laurea

Le opportunità non finiscono con il diploma e neppure con la laurea. Perché la Regione investe nell’Alta formazione, con borse di studio, di ricerca e dottorati in settori innovativi e ad alto valore aggiunto (ad esempio, i Big data) e il rafforzamento della rete dei ricercatori dell’Emilia-Romagna all’estero, per permettere ai ‘cervelli’ emiliano-romagnoli di connettersi con le opportunità della nostra regione.
Non solo. Per rispondere alla forte richiesta di tecnici specializzati vengono finanziati 6 nuovi percorsi biennali post diploma ITS per Industria 4.0, in partenza a dicembre.

Le misure per le quali sono stanziati 260 milioni

Un piano articolato con risorse pari a 26 milioni di euro per interventi di Alta formazione e la ricerca.

Questo significa borse di dottorato, assegni di ricerca, borse per lavorare a progetti di ricerca industriale e dare maggiori opportunità ai giovani interessati a fare ricerca in materie strategiche per lo sviluppo sociale ed economico.

E poi un investimento di oltre 40 milioni di euro per sostenere opportunità di formazione, accesso al credito e supporto personalizzato per avviare nuove imprese o per rafforzare la propria start up, anche in agricoltura e nell’industria culturale e creativa.

Previsto anche un investimento straordinario per il diritto allo studio universitario (a.a. 2018-19). Pari a 26 milioni di euro di cui 5 milioni aggiuntivi a cui si aggiungeranno fondi nazionali, per garantire il diritto allo studio a tutti gli idonei a fronte dell’aumento esponenziale di iscrizioni alle nostre università.

Iniziative sperimentali saranno progettate per consolidare i rapporti con i giovani che operano a livello internazionale, rafforzando reti e opportunità anche per il loro rientro con l’impegno di tutti i soggetti del territorio.

Un lavoro importante insieme ai firmatari sarà dedicato alla Gig economy – definita da alcuni come un’economia caratterizzata dalla prevalenza di lavoratori freelance o con contratti a breve termine e, parallelamente, da una costante diminuzione del numero di occupati impiegati in maniera stabile – per utilizzare tutte le competenze che la Regione ha su questa materia, sempre più complessa, per combattere abusi e riportare le singole persone al centro dei processi di sviluppo, rivolgendosi a tutti quei lavoratori della gig economy privi di qualsiasi forma di tutela e di attenzione pubblica. Non solo riders, dunque, per sottolineare che in Emilia-Romagna si fa impresa in modo responsabile e sostenibile e che il massimo dell’innovazione deve coniugarsi con la qualità e il rispetto delle tutele e del lavoro delle persone.

Sei nuovi percorsi biennali ITS per Industria 4.0 in partenza a dicembre
A Mirandola (Mo) quello di Tecnico superiore industria 4.0 per la produzione industriale di dispositivi biomedicali, a Cesena (Fc) il percorso per diventare Tecnico superiore esperto di marketing 4.0 per lo sviluppo turistico dei territori, a Carpi (Mo) il corso da Tecnico superiore di processo e prodotto del sistema Moda 4.0 – Fashion Product Manager, a Bologna, mentre a Bentivoglio (Bo) quello per Tecnico superiore per la logistica 4.0 e la smart mobility. A Parma si avvia il percorso per Tecnico superiore per le nuove tecnologie e il packaging intelligente nel settore carni, a Piacenza quello per Tecnico superiore per la gestione e la verifica di impianti energetici 4.0.

Da novembre a settembre 2019 partiranno poi 50 percorsi di alta formazione per lavorare nell’ industria culturale e creativa (audiovisivo, cinema e spettacolo dal vivo). E, ancora, in fase di avvio un progetto di formazione innovativo con edizioni su tutto il territorio regionale da novembre 2018 a dicembre 2019 per dare ai giovani le competenze chiave su innovazione tecnologica, digitalizzazione dell’informazione e dei dati. In valutazione anche 103 progetti di ricerca presentati dalle Università che impiegheranno oltre 400 ricercatori.

Per gli spazi per i giovani l’investimento di 5 milioni di euro è rivolto alla riqualificazione delle aree di cooworking e dei nuovi laboratori presso i tecnopoli. Tutte misure che troveranno la loro concretizzazione nel 2019 attraverso l’impegno congiunto di Regione, Università ed enti locali del nostro territorio e la presenza dei nostri sportelli (S£) già attivi all’interno dei tecnopoli.

Un Patto che intercetta i bisogni dei giovani dall’adolescenza alla formazione, all’alta formazione, all’inserimento lavorativo e che attiva una rete diffusa e concreta di servizi e opportunità.

Riqualificazione. Le vie dello shopping e i mercati dell’Emilia-Romagna si rinnovano. La Regione investe oltre 3,2 milioni di euro per 33 progetti che puntano a valorizzare e promuovere le aree di commercio da Piacenza a Rimini

Nuove pavimentazioni e nuove illuminazioni, ma anche soluzioni di arredo urbano capaci di rendere ancora più attraenti le vie dello shopping e i mercati delle nostre città, da Piacenza a Rimini.  A tutto questo serve il finanziamento destinato dalla Regione, pari a circa 3 milioni e 200mila euro, per realizzare 33 interventi che dovranno essere completati entro il 2020, per migliorare e promuovere le aree del commercio nei quartieri e nei centri storici delle città.

Di questi, 17 progetti puntano a valorizzare e riqualificare le aree di mercato e quelle urbane con nuovi interventi che vanno dalla pavimentazione di piazze e strade, all’illuminazione, all’arredo urbano. Per questi progetti sono previsti investimenti regionali pari a 2 milioni e 260mila euro per sostenere gli interventi degli enti locali.
Altri 16 progetti, che saranno finanziati dalla Regione con oltre 968mila euro, riguardano la promozione e il marketing del territorio con eventi, percorsi commerciali e servizi per rendere più funzionali e qualificate le aree commerciali cittadine.

I contributi regionali assegnati agli enti locali ammontano a 250.375 euro per la provincia di Bologna; 300.567 mila euro per quella provincia di Ferrara; 440.006 per Forlì-Cesena; 473.290per Modena; 281.557 per Parma; 359.807 per Piacenza; 356.435 per Ravenna; 426.462 per Reggio Emilia; 340.297 per Rimini.  In particolare, nel bolognese, nel Comune di Alto Reno Terme è previsto un intervento di riqualificazione dell’area del mercato in tre piazze del centro – Libertà, Garibaldi e Massarenti – e dell’arredo urbano in viale dei Caduti e piazza Vittorio veneto, mentre a Medicina l’intervento riguarda l’area del mercato delle piazze Costa e Garibaldi e di via Libertà.
Per quanto riguarda gli interventi di promozione sono previste azioni di marketing urbano del centro storico di Imola e il sostegno al progetto “Unione Reno Galliera 2.0”, la zona commerciale promossa dall’omonima aggregazione di comuni.

Territorio, un milione di euro per strade, scuole e edifici pubblici colpiti dal maltempo

Nuove risorse, quasi un milione di euro, per fronteggiare le emergenze e tornare alla normalità nei comuni colpiti dai violenti fenomeni di maltempo che hanno interessato l’Emilia-Romagna nel corso di quest’anno. Oltre alla messa in sicurezza delle strade e alla ripulitura e rimozione dai detriti, gli interventi riguarderanno le spese sostenute dai Comuni per l’assistenza alla popolazione, la sicurezza di edifici pubblici, l’allestimento o adattamento di scuole e palestre, indispensabili per far tornare alla normalità i ragazzi e i bambini dei paesi colpiti e le loro famiglie.

È quanto prevede il provvedimento approvato nell’ultima seduta dalla Giunta regionale, con uno stanziamento di quasi un milione di euro per interventi di messa in sicurezza di strade, infrastrutture, scuole, edifici pubblici e privati. Si tratta di contributi che la Regione riserva alla gestione delle emergenze, la tutela dell’incolumità pubblica e il ritorno alla normalità, anche a sostegno dei Comuni e della Protezione civile che sono ricorsi a mezzi e misure straordinarie.

Gli interventi in provincia di Reggio Emilia
Vengono finanziati sei interventi sulla viabilità comunale a Carpineti, Toano, Ventasso, Vetto e Quattro Castella per una somma complessiva di 525mila euro:

  • A Carpineti si interviene sulla viabilità di accesso alla Pieve di San Vitale, con lavori di regimazione acque, di contenimento e ripristino del piano viabile in via Santa Caterina, di sistemazione di via Verabolo (110mila euro).
  • A Toano sono destinati 155mila euro per due interventi: la sistemazione di strade interessate da dissesti ed il ripristino di cunette e attraversamenti stradali nella località principale e nella frazione di Corneto (120mila euro); la trasformazione e l’adattamento dei locali di una ex banca per allestire urgentemente gli spazi di scuola primaria della frazione di Cavola (35mila euro).
  • A Ventasso si interverrà sulla strada comunale Collagna-Succiso (Pratizzano-Vallisnera -Valbona) per ripristinare e mettere in sicurezza la carreggiata ceduta, consolidare le opere di contenimento a monte e a valle del piano viabile (105mila euro).
  • Al Comune di Vetto andranno 120mila euro per rendere sicuro il transito su strade comunali interessate da smottamenti in diverse località.
  • Una parte di risorse (35mila euro) serviranno a rifondere il Comune di Quattro Castella delle spese di ripulitura dai detriti della piazza e dei tratti tombati e di quelle sostenute per l’assistenza alla popolazione a seguito dell’esondazione dei rii Bianello, Enzola e da Corte, innescata dalle intense piogge della primavera di quest’anno.

L’Emilia-Romagna investe sulle due ruote: in arrivo 135 chilometri di nuove piste ciclabili e mille posti bici in più per l’interscambio ferroviario

Una rete di 135 chilometri di nuove piste ciclabili da Piacenza a Rimini e mille posti bici in più in apposite strutture e spazi attrezzati situati a ridosso delle stazioni ferroviarie. Il tutto per incentivare l’utilizzo delle due ruote negli spostamenti quotidiani casa-lavoro e casa-scuola e contribuire così alla riduzione dell’inquinamento dell’aria e della congestione del traffico urbano, con indubbi benefici per la salute pubblica.

La Regione Emilia-Romagna investe sulla mobilità sostenibile e mette sul piatto un ulteriore pacchetto di risorse finanziarie pari a 10 milioni di euro per sostenere la realizzazione entro un paio d’anni di 36 nuovi interventi di potenziamento del sistema regionale delle ciclovie in ambito urbano e dei servizi e infrastrutture di interscambio con il sistema ferroviario. Interventi che vedono come protagonisti soprattutto i comuni di piccole o medie dimensioni – singoli, associati e loro unioni – e, in qualche caso, le province.

È il frutto di un bando emanato a giugno, nella scia della legge regionale approvata all’unanimità dall’Assemblea legislativa nel maggio del 2017 per la promozione della mobilità ciclistica, e di cui la Giunta di viale Aldo Moro ha approvato la graduatoria finale. Alta la partecipazione, ben 93 le domande presentate, a testimonianza del grande interesse da parte degli enti locali rispetto a queste tematiche.

Oltre 23 milioni di investimenti da parte degli enti locali

Sono 36 le domande ammesse a contributo, di cui 29 riguardanti l’ampliamento e la messa in sicurezza della rete delle ciclovie e 7 il potenziamento dei servizi di deposito bici nei pressi delle stazioni ferroviarie, che potranno beneficiare del sostegno regionale, con contributi che oscillano dal 20% al 70% della spesa, per un investimento complessivo di oltre 23 milioni di euro.

Le domande escluse per mancanza di fondi sono state inserite in una graduatoria di riserva alla quale attingere nell’eventualità che si rendano disponibili risorse finanziare aggiuntive oppure in caso di rinuncia o e revoca dei finanziamenti assegnati ai progetti prima classificati.

I progetti finanziati nel reggiano

  • Comune di Reggio Emilia: connessioni sostenibili terzo stralcio potenziamento della rete ciclabile comunale e provinciale. 400mila € di finanziamento regionale.
  • Comune di Castellarano (capofila): progetto di completamento della ciclabile regionale del fiume Secchia da Rubiera a Lugo di Baiso. 400mila € di finanziamento regionale.
  • Provincia di Reggio Emilia: messa in sicurezza della SP20 nel tratto di collegamento fra il comune di Poviglio e la frazione di San Sisto tramite la realizzazione di percorso ciclopedonale. 200mila € di finanziamento regionale.
  • Comune di Sant’Ilario d’Enza (capofila): realizzazione di collegamenti ciclopedonali tra i nuclei abitati dei comuni di Sant’Ilario d’Enza e Gattatico. 400mila € di finanziamento regionale.
  • Comune di Guastalla: progetto di percorso ciclopedonale tra le frazioni ed il capoluogo del comune di Guastalla. 173mila € di finanziamento regionale.
  • Comune di Rio Saliceto: realizzazione di percorso ciclabile nel centro cittadino di Rio Saliceto. 143mila € di finanziamento regionale.
  • Comune di Quattro Castella (capofila): percorso ciclabile di collegamento tra le località vasca di Corbelli e ponte di Puianello lungo l’asta del Torrente Crostolo. 106mila € di finanziamento regionale.

I lavori di realizzazione delle opere, finanziati attraverso le risorse del Fondo coesione e sviluppo 2014-2020 del ministero delle Infrastrutture e trasporti, dovrebbero partire entro il 2019 e concludersi entro un paio d’anni. Per ciascun intervento sarà stipulata un’apposita convenzione tra Regione e i soggetti attuatori per definire modalità e cronoprogramma dei lavori.

Cosa prevede la legge regionale sulla ciclabilità

La realizzazione di nuove piste ciclabili e infrastrutture di servizio per incentivare l’utilizzo delle due ruote per gli spostamenti giornalieri in ambito urbano è soltanto uno degli obiettivi della legge regionale sulla ciclabilità, varata nel maggio 2017.  Tra le novità previsti spazi per il deposito biciclette negli edifici residenziali, presso le attività produttive e nei luoghi pubblici. Saranno poi individuate azioni per la riduzione della velocità e la realizzazione diffusa di “zone 30”, inteso come limite chilometrico orario. Inoltre nell’erogazione dei contributi regionali saranno premiati i progetti che prevedono servizi rivolti agli utenti delle due ruote in prossimità delle velostazioni (riparazione,  noleggio, ecc.), oltre alla marchiatura registrata delle biciclette per contrastare i furti.  Accanto a questi interventi si punta poi a dare impulso alla nascita di una rete di itinerari e ciclovie ad uso ricreativo-turistico di interesse regionale e nazionale (Ciclovia del Sole, Ciclovia del Vento, Ciclovia Adriatica).

In allegato: Elenco dei progetti finanziati in Emilia-Romagna

Edilizia scolastica. La Regione continua a investire in scuole più belle e sicure: pronti altri 12 milioni di euro per il reggiano

Scuole più belle e sicure. Continuano gli investimenti per migliorare la qualità degli istituti in Emilia-Romagna: complessivamente, superano infatti i 135 milioni di euro le risorse che sono state stanziate in questi giorni per la nostra regione per realizzare 118 nuovi interventi straordinari di edilizia scolastica.

Come sono articolati i fondi disponibili
Ristrutturazioni e nuove scuole: 98 milioni – Si tratta, per quest’anno, di un pacchetto di oltre 98 milioni di euro destinati a 106 nuove opere straordinarie, fondi provenienti dal riparto dei mutui Bei (Banca Europea degli Investimenti) relativi alla nuova programmazione 2018-2020.
Risorse che sono destinate alla realizzazione di interventi straordinari di ristrutturazione, miglioramento, messa in sicurezza, adeguamento sismico ed efficientamento energetico di edifici scolastici, oltre che alla realizzazione di nuove scuole.
Un’attenta programmazione dei fabbisogni da parte delle Province e della Città Metropolitana di Bologna ha permesso alla Giunta regionale di approvare il Piano triennale 2018/2020 e di individuare per quest’anno l’elenco degli interventi da finanziare e le risorse per territorio, in funzione del numero degli studenti e degli edifici scolastici. Di questi, 9 riguardano la provincia Reggio Emilia. Ai 98 milioni resi disponibili dai mutui Bei, si aggiungono altri 24 milioni di euro di cofinanziamento degli enti proprietari delle scuole, cioè Comuni e Province. Sommando le risorse disponibili, si arriva ad un totale di oltre 122 milioni di euro.

Palestre: 4,9 milioni – Ma non è finita. Sono disponibili altri 3 milioni e 190 mila euro per interventi di adeguamento sismico e nuove costruzioni di palestre. Insieme al cofinanziamento degli Enti locali di 1 milione e 666 mila euro, si arriva in totale ad altri 4 milioni e 856 mila euro.
Un budget col quale si finanzieranno altri 12 interventi: tra cui il miglioramento sismico della Palestra di Busana (Comune di Ventasso).

Antincendio: 8,1 milioni – Infine, per il Piano di adeguamento alla normativa antincendio degli edifici scolastici, sono disponibili altri 8 milioni e 133mila euro, per i quali è in corso in questi giorni la programmazione degli interventi sul territorio regionale.

Gli interventi nel reggiano

In allegato:
investimenti in edilizia scolastica 2015/2017
scheda riparto fondi e programmazione interventi 2018, per provincia

Quasi 3 milioni di euro ai comuni reggiani per i servizi educativi 0-6 anni

Quasi 3 milioni di euro per il sistema integrato dei servizi educativi 0-6 anni: è questo quanto spetta al territorio reggiano in base alla ripartizione delle risorse nazionali che la Regione ha effettuato per il 2018.

Per il secondo anno consecutivo si trasferiscono ai Comuni risorse ingenti, che potranno essere utilizzate anche per contenere le rette, aumentare le convenzioni, ridurre le liste di attesa o promuovere la diffusione sul territorio regionale dei Poli per l’infanzia, strutture che accorpano i nidi e le materne, per favorire la continuità educativa dei più piccoli, dalla nascita fino a 6 anni.

Un pacchetto di risorse che si aggiunge agli 11 milioni di finanziamenti regionali messi a disposizione per il 2018 (33 in tre anni).

In dettaglio i fondi stanziati:

  • Albinea 54.707 €
  • Bagnolo in Piano 56.678 €
  • Baiso 3.540 €
  • Bibbiano 76.141 €
  • Boretto 23.217 €
  • Brescello 20.534 €
  • Cadelbosco di Sopra 30.626 €
  • Campagnola Emilia 25.163 €
  • Campegine 32.717 €
  • Canossa 16.141 €
  • Carpineti 626 €
  • Casalgrande 78.073 €
  • Casina 1.309 €
  • Castellarano 54.113 €
  • Castelnovo di Sotto 12.445 €
  • Castelnovo ne’ Monti 26.363 €
  • Cavriago 50.987 €
  • Correggio 128.972 €
  • Fabbrico 26.068 €
  • Gattatico 30.377 €
  • Gualtieri 19.654 €
  • Guastalla 107.089 €
  • Luzzara 32.539 €
  • Montecchio Emilia 44.001 €
  • Novellara 61.636 €
  • Poviglio 67.816 €
  • Quattro Castella 71.229 €
  • Reggio nell’Emilia 1.100.906 €
  • Reggiolo 32.010 €
  • Rio saliceto 29.200 €
  • Rolo 20.091 €
  • Rubiera 85.153 €
  • San Martino in Rio 48.900 €
  • San Polo d’Enza 32.530 €
  • Sant’Ilario d’Enza 50.290 €
  • Scandiano 95.420 €
  • Toano 540 €
  • Vezzano sul Crostolo 30.297 €
  • Viano 20.670 €
  • Unione di Comuni Pianura Reggiana 27.530 €
  • Unione dei Comuni della Bassa Reggiana 28.968 €
  • Unione dei Comuni della Val d’Enza 28.183 €
  • Unione Montana dei Comuni dell’Appennino Reggiano 103.569 €
  • Unione Tresinaro Secchia 28.315 €

Totale in provincia di Reggio Emilia: 2.915.333 €

Ecco il nuovo piano regionale per l’Adolescenza

Approvato oggi in Assemblea Legislativa il Piano regionale per l’adolescenza 2018/2020.

Un documento con risorse certe e interventi concreti che prova a rispondere ai bisogni di una fase della vita molto delicata, in una realtà sempre più complessa.

Con questo nuovo strumento vengono indirizzate per il prossimo triennio tutte le politiche regionali a favore dei ragazzi tra gli 11 e i 24 anni, a partire da quanto già realizzato in questi anni. Tra gli obbiettivi quello di promuovere benessere, socializzazione, opportunità di crescita, protagonismo sociale e stili di vita sani, come deterrenti al disagio e all’isolamento; prevenire e ridurre l’abbandono scolastico, la dipendenza da sostanze e gioco d’azzardo; contrastare il bullismo, il cyberbullismo e la violenza tra compagni

Dal punto di vista delle risorse, dei complessivi 21 milioni di euro messi a disposizione dalla Regione per finanziare gli interventi contenuti nel Piano, 13,8 sono già stati utilizzati tra il 2015 e il 2018 per realizzare attività extrascolastiche, sostenere gli oratori, valorizzare lo scoutismo e il servizio civile, promuovere i centri di aggregazione e gli sportelli scolastici. I restanti 7,2 milioni stanziati per il 2019 serviranno a consolidare gli interventi già in atto e attuarne di nuovi.

Nel dettaglio, il complesso di fondi comprende:

  • un bando da 600 mila per attività extrascolastiche, ricreative e per il tempo libero rivolte a ragazze e ragazzi preadolescenti e adolescenti;
  • 3 milioni per il finanziamento dei centri estivi
  • 2 milioni per un bando finanziato dal Fondo sociale europeo e cogestito con l’assessorato Scuola, Formazione, Lavoro per gli sportelli scolastici;
  • 700 mila euro per il servizio civile
  • 950 mila euro per le famiglie, 200 mila dei quali per progetti di formazione dedicati a genitori.

Risorse notevoli, segnale di un’attenzione e di un’importanza riconosciuta a coloro che saranno i cittadini del domani.

Le priorità di intervento

Sono tre le priorità di intervento individuate dal provvedimento: ‘Il dialogo’, cioè la capacità da parte degli adulti (genitori, insegnanti, allenatori sportivi) di ascoltare i ragazzi, comprenderne i bisogni e, nel caso, intercettare e accogliere segnali di disagio presenti nel contesto scolastico e nella comunità; “La cittadinanza attiva”, che consiste nel  coinvolgimento diretto degli adolescenti nelle scelte che li riguardano e nella promozione di forme di cittadinanza attiva, quali il servizio civile o le esperienze di alternanza scuola lavoro nell’ambito scolastico; “La cura” dei ragazzi per favorirne il benessere fisico e relazionale, stili di vita salutari e prevenire ogni forma di dipendenza o disagio psicologico.
Segue queste direttrici la proposta messa a punto dalla Regione, che individua numerose tipologie di azioni:

L’ascolto a scuola

Questa tipologia di intervento, principalmente finalizzata al contrasto della dispersione scolastica, prevede – in accordo con le istituzioni scolastiche – di aumentare la presenza nelle scuole (medie e superiori) degli sportelli di ascolto dedicati a studenti, insegnanti e genitori, gestiti da operatori specializzati.

Il ruolo sociale degli adolescenti

L’obiettivo è favorire la compartecipazione degli adolescenti ai provvedimenti che li riguardano. In ambito scolastico, del tempo libero, sportivo, culturale, dei mezzi di trasporto e dei servizi in generale, attraverso l’organizzazione di momenti di confronto con gli adulti o la partecipazione a sondaggi tramite web.

La salute degli adolescenti

Prendersi cura della loro salute vuole anche dire prestare attenzione alle specificità dell’età, degli ambienti di vita, del ruolo della famiglia. Tra gli interventi previsti, il rafforzamento in tutte le Aziende sanitarie di percorsi di cura dedicati; campagne di sensibilizzazione e incontri con specialisti per promuovere stili di vita sani (fumo, alimentazione, malattie sessualmente trasmesse, igiene e prevenzione).

Conoscere gli adolescenti

Destinatari degli interventi che rientrano in questa tipologia sono tutti i soggetti coinvolti nella programmazione di politiche e interventi a favore degli adolescenti e delle loro famiglie.  L’obiettivo è di fornire, attraverso studi e analisi puntuali e ricorrenti, il quadro d’insieme delle caratteristiche degli adolescenti e della loro comunità di appartenenza sotto l’aspetto socioeconomico, culturale, dell’offerta di servizi e opportunità.

Sostegno al tempo extrascolastico

Si tratta di azioni che la Regione finanzia dal 2009 attraverso bandi specifici rivolti ad associazioni di promozione sociale, organizzazioni di volontariato, cooperative sociali, oratori, enti ecclesiastici ed enti locali e loro forme associative. Riguardano attività di carattere educativo, sociale e di sostegno svolte in ambito extrascolastico – come l’esecuzione dei compiti, i laboratori di pittura e teatro – rivolte a preadolescenti, adolescenti e giovani con difficoltà di socializzazione, a rischio di dispersione scolastica o emarginazione.

La “scuola” per genitori

É un percorso formativo rivolto ai genitori e ad altri adulti di riferimento, organizzato in più giornate a tema: rapporto tra scuola e famiglia, dipendenza da social network, amore e amicizia tra gli adolescenti. L’obiettivo del ciclo di incontri, replicati in ogni capoluogo di provincia della regione, è offrire agli adulti un sostegno alle proprie competenze educative.

Il Piano riprende, inoltre, tematiche per le quali la Regione attua già misure specifiche. Tra queste, la diffusione della pratica sportiva per agevolare la socializzazione, aumentare l’autostima, contrastare il rischio di sovrappeso e obesità degli adolescenti, in aumento soprattutto tra le fasce socio-economiche più deboli; la qualificazione e il sostegno alla frequenza dei centri estivi attraverso l’abbattimento delle rette per le famiglie con Isee fino a 28 mila euro; il sostegno al protagonismo giovanile e alla creatività negli adolescenti e nei giovani.

 

Dalla Regione fondi per i progetti di promozione della cittadinanza europea

In questa fase così difficile per l’Europa, l’Emilia-Romagna investe in cittadinanza europea, per permettere ai cittadini non solo di conoscerne le origini, ma anche di comprendere che oggi, in una situazione mondiale complessa, l’unità europea è ancora più necessaria. Questi gli obiettivi e le motivazioni dei 17 i progetti di promozione della cittadinanza europea proposti da Comuni e Unioni di Comuni e finanziati dalla Regione Emilia-Romagna con 240mila euro. Nei giorni scorsi l’approvazione della graduatoria da parte della Giunta, dopo che l’Assemblea legislativa ha recentemente introdotto un nuovo articolo nella legge comunitaria (la n.16 del 2008), proprio per finanziare e organizzare attività di promozione e conoscenza della cittadinanza europea.

Mostre, seminari, laboratori e spettacoli che coinvolgeranno nei prossimi mesi cittadini dell’Emilia-Romagna di tutte le età. Iniziative, diffuse sull’intero territorio regionale, finalizzate a far conoscere cosa ha rappresentato e cosa rappresenta oggi l’Europa, per comprendere quali sfide dobbiamo affrontare come cittadini europei. Azioni di diffusione della conoscenza della storia e della memoria dell’integrazione europea, dei diritti e doveri che derivano dall’esserne parte; ma anche iniziative per rafforzare le competenze delle amministrazioni locali nella progettazione europea, per far sì che possa migliorare la loro capacità di partecipare ai programmi promossi dall’Ue.

L’assegnazione dei contributi
I contributi erogati dalla Regione coprono il 70-80% della spesa prevista nei progetti presentati; le Amministrazioni locali, quindi, parteciperanno con fondi propri per circa altri 90mila euro. Risorse maggiori sono state previste per favorire la partecipazione delle aree regionali più svantaggiate, come i Comuni montani, quelli derivanti da fusione e quelli delle aree interne, zone – queste ultime – che hanno ben risposto vedendosi approvare 4 progetti (area interna Appennino Emiliano, Appennino piacentino-parmense, Alta Val Marecchia e Comune di Sasso Marconi).

Molteplici le iniziative rivolte alla cittadinanza per tornare a parlare del futuro dell’Europa nelle piazze, nelle biblioteche e nei teatri, anche rivolte ai giovani. Altrettanto vari i progetti destinati alle Amministrazioni locali per rafforzarne le capacità in europrogettazione: dalle attività formative rivolte ad amministratori, dirigenti e tecnici di Comuni ed Unioni, agli studi di fattibilità a supporto di sperimentazioni di gestioni associate di “Uffici Europa”. Una richiesta di supporto più volte esplicitata nel percorso partecipato del Programma di riordino territoriale, a cui la Regione ha voluto dare risposta, condividendola con i rappresentanti di Unioni, Anci e Uncem. Ben 7 progetti sui 17 complessivi, infatti, riguardano questa tipologia di iniziativa.

I progetti finanziati, in provincia di Reggio Emilia:
Nel reggiano andranno oltre 57 mila euro a sostegno dei seguenti progetti: “APPEAL: l’APPennino e l’Europa tra Azioni e Lavori – Percorso di institutional building per la conoscenza e la valorizzazione delle opportunità europee” presentato dall’Unione Montana Comuni Appennino Reggiano, “Europa Digit-Abile – Disabili senza frontiere. Digital storytelling in Bassa reggiana per comunicare l’Europa in una Europa senza barriere. Piano per la promozione della cittadinanza europea” presentato dall’ Unione Comuni Bassa Reggiana, “La Grande guerra vista con gli occhi della nuova Europa” presentato dal Comune di Albinea, e “Ventotene” presentato dal Comune di Reggio Emilia.

I dettagli dei finanziamenti:

  • Comune di Albinea: 6.955 € per progetto “La Grande guerra vista con gli occhi della nuova Europa”.
  • Comune di Reggio Emilia: 17.500€ per progetto “Ventotene”.
  • Unione Comuni Bassa Reggiana: 12.600 € per progetto “Europa Digit-Abile 2018 – Disabili senza frontiere. Digital storytelling in Bassa reggiana per comunicare l’Europa in una Europa senza barriere. Piano per la promozione della Cittadinanza Europea”.
  • Unione Montana Comuni Appennino Reggiano: 20.000 per progetto “APPEAL: l’APPennino e l’Europa tra Azioni e Lavori – Percorso di institutional building per la conoscenza e la valorizzazione delle opportunità europee nei territori dell’Unione Montana dei Comuni dell’Appennino Reggiano”.

Welfare. Non autosufficienza e politiche sociali, quasi 55 milioni all’Emilia-Romagna

All’Emilia-Romagna arrivano quasi 55 milioni di euro dal Fondo nazionale per la non autosufficienza e da quello per le Politiche sociali. Sono risorse che serviranno anche a sostenere le famiglie in difficoltà e i ragazzi allontanati dai propri genitori con provvedimento giudiziario, che al compimento della maggiore età non possono più contare sul sostegno dei servizi sociali.

Il via libera ai fondi grazie all’accordo Stato-Regioni e al riparto concordato in Conferenza delle Regioni di oltre 723 milioni a livello nazionale per il 2018.

Nel dettaglio, il pacchetto complessivo delle risorse assegnate all’Emilia-Romagna sarà destinato al sostegno di persone con gravissima disabilità e anziani non autosufficienti (35 milioni di euro); allo sviluppo della rete integrata di interventi e servizi sociali (19,2 milioni di euro); alle famiglie disagiate (313 mila euro); ai giovanirimasti senza sostegni al compimento dei 18 anni (400 mila euro).

Il Fondo regionale, caso unico in Italia

Per integrare il Fondo nazionale per la non autosufficienza, la Regione Emilia-Romagna dal 2007 ha avviato il proprio Fondo regionale per la non autosufficienza(Frna) per finanziare i servizi sociosanitari rivolti alle persone in condizioni di non autosufficienza e a coloro che se ne prendono cura. Per mole di risorse impiegate, oltre 478 milioni di euro nel solo 2017, rete di servizi messi in campo, professionalità coinvolte ed esperienze acquisite, costituisce un caso unico in Italia.

Servizi, rette, riduzione liste d’attesa: in arrivo 20 milioni per nidi e materne

Superano i 20 milioni di euro le risorse assegnate alla Regione Emilia-Romagna per sostenere e qualificare il sistema integrato di educazione e istruzione rivolto ai bambini di età compresa tra 0-6 anni.

Il via libera è arrivato oggi a Roma dalla Conferenza Stato-Regioni che ha approvato il riparto del fondo nazionale di 224 milioni.

Un pacchetto di risorse, quello assegnato all’Emilia-Romagna, destinato ai Comuni, che si aggiunge agli 11 milioni di risorse regionali messe a disposizione per il 2018 (33 in tre anni).

L’obiettivo è quello di finanziare e qualificare il sistema socio-educativo dell’Emilia-Romagna per la fascia d’età 0-6, cui si aggiunge l’impegno per promuovere la diffusione sul territorio regionale dei Poli per l’infanzia, strutture che accorpano i nidi e le materne, per favorire la continuità educativa dei più piccoli, dalla nascita fino a 6 anni.

Nelle prossime settimane la Regione approverà la ripartizione dei fondi ai Comuni.

Secondo i dati dell’Osservatorio regionale per l’infanzia e l’adolescenza riferiti all’anno educativo 2016-2017, in Emilia-Romagna i bambini da 0 a 3 anni iscritti nei 1.225servizi educativi erano oltre 33 mila, il 30,6% dei bambini di questa fascia d’età residenti in regione (107.737).