Diritto allo studio universitario, la Regione stanzia 80 milioni (mai così tanti)

Anche per l’anno accademico 2016-17 la Regione Emilia-Romagna garantisce la borsa di studio al 100 per cento degli studenti idonei,con una spesa complessiva in denaro e servizi abitativi e ristorativi di oltre 80 milioni e 800 mila euro, la cifra più alta mai stanziata. La spesa in denaro per il pagamento delle borse di studio è di oltre 65 milioni di euro. Gli studenti che beneficiano della borsa di studio sono 20.950, di cui 12.831 dell’Università di Bologna, 1.496 dell’Università di Ferrara, 2.989 dell’Università di Modena e Reggio Emilia, 3.047 dell’Università di Parma e 587 degli Istituti dell’Alta Formazione Artistica e Musicale. Un incremento di oltre il 21% rispetto all’anno precedente di studenti idonei, dunque, anche a seguito dell’aggiornamento della soglia economica di accesso alle borse introdotta per compensare gli effetti della nuova normativa Isee. Un risultato ottenuto grazie alla conferma dell’impegno finanziario regionale e alla politica di razionalizzazione delle spese attuata dall’Azienda regionale per il diritto agli studi superiori Er.Go.

Per quanto riguarda i servizi, i posti letto attualmente disponibili sul territorio regionale sono 3.504, suddivisi in 45 residenze. Sono 76 i punti ristorativi attivi in regione, di cui 12 mense, che nel 2016 hanno erogato oltre 2 milioni di pasti.

Riqualificazione, a Reggio 900 mila euro dalla Regione. SONCINI, (PD): “Premiate scuole e palestre”

“Dalla riqualificazione della Palestra Comunale di Albinea fino al rifacimento degli infissi presso la scuola primaria di Scandiano, passando per l’efficientamento energetico della scuola superiore “Scaruffi” di Reggio Emilia. Non è un caso che la maggior parte dei progetti premiati dalla Regione, nel bando sulla riqualificazione energetica, siano progetti legati a scuole e palestre. Una scelta decisa a beneficio soprattutto di studenti e insegnanti. Quando lo sguardo dei nostri comuni e territori si rivolge verso gli spazi pubblici e le scuole, in realtà si volge al futuro e ai luoghi in cui le persone intrecciano relazioni e legami per diventare comunità”.

startup

Commenta così Ottavia Soncini, consigliere regionale del Partito democratico, la graduatoria dei progetti ammessi ai finanziamenti previsti dall’asse 4 del Programma operativo regionale cofinanziato dal Fondo europeo di sviluppo regionale (Fesr) 2014-2020 per la realizzazione degli interventi di riqualificazione energetica negli edifici pubblici. I contributi concessi dalla Regione complessivamente ammontano a 4,5 milioni di euro, di cui quasi 900mila euro nella provincia di Reggio Emilia grazie al finanziamento di 10 progetti. Tutti gli interventi serviranno a rendere gli edifici pubblici energeticamente più sostenibili, più efficienti, in grado di ridurre i consumi e di produrre energia da fonti rinnovabili.

“Scuola ed edilizia scolastica” – conclude Soncini – “sono temi che questo Governo ha sempre considerato centrali fin dal suo insediamento. Lo ha dimostrato l’operazione #SbloccaScuole con la quale, grazie all’investimento di 480 milioni di euro, sono stati avviati 1249 nuovi interventi e altri 900 sono già programmati per i prossimi mesi. Partendo proprio dalle scuole, che ospitano quelli che saranno i cittadini di domani, possiamo ripensare la nostra idea dell’abitare seguendo i criteri più avanzati di efficienza energetica e sostenibilità ambientale”.

Un contributo di 500 mila euro ai Comuni per abbassare le rette dei nidi

Contenere le rette dei nidi e degli altri servizi educativi a carico delle famiglie. Saranno destinati a raggiungere questo obiettivo i 531 mila euro attribuiti dallo Stato all’Emilia-Romagna per il 2016, provenienti dal Fondo per le politiche della famiglia finalizzato a contrastare il trend negativo della natalità attraverso una serie di aiuti concreti alle giovani coppie.
Con il provvedimento approvato dalla Giunta, la Regione Emilia-Romagna ha deciso di utilizzare la propria quota del Fondo nazionale per le politiche della famiglia, che ammonta complessivamente a 7,5 milioni di euro, per sostenere l’azione degli enti locali nella gestione dei servizi per la prima infanzia  (nidi, micronidi, piccoli gruppi educativi e servizi integrativi per la fascia d’età 0-3 anni).

bambino

Destiniamo un po’ di risorse in più ai servizi per la primissima infanzia. Piuttosto che dar vita a progetti frammentati e magari poco efficaci di promozione della natalità, preferiamo optare per il sostegno di servizi che già esistono e funzionano molto bene nella nostra regione, gli asili nido. Ci rendiamo conto- sottolinea la vicepresidente-  che la cifra non è enorme, ma è pur sempre superiore a quella del 2015 e consente di consolidare un servizio per noi fondamentale come quello educativo per i più piccoli.

Le risorse verranno assegnate dalla Regione direttamente ai Comuni, e alle loro forme associative, ripartite in base al numero dei bambini iscritti ai servizi educativi, con l’obiettivo di contenere le rette a carico delle famiglie. Il costo delle rette, assieme ad altre cause sociali e culturali, starebbe infatti alla base della diminuzione delle iscrizioni nei servizi per l’infanzia registrata in regione negli ultimi anni. Recentemente la Regione Emilia-Romagna è già intervenuta  in modo significativo per sostenere la gestione e la qualificazione del sistema educativo dei bambini nella fascia 0-6 anni di età stanziando oltre 11 milioni di euro, dei quali, 7.581.000 euro  destinati  proprio ai servizi per la prima infanzia (zero-tre anni).

Il mondo dell’infanzia in Emilia-Romagna, fra famiglie e lavoro che cambiano

“Siamo ancora la città dei bambini?”. Parte da questa domanda “Bambini si diventa: gli anni che contano, quando Bologna eccelleva negli asili… e non solo“, il nuovo documentario scritto da Cristiano Governa e diretto da Riccardo Marchesini e in parte finanziato dalla Regione, un viaggio per Bologna (e non solo) sulle tracce delle energie e delle professionalità del mondo dell’infanzia e, in particolare, dei nidi e delle altre strutture educative dedicate ai bambini più piccoli, da zero a tre anni.

piano-infanzia1

In Emilia-Romagna sono oltre 30 mila i bambini iscritti nelle 1.214 strutture educative (nidi, nidi aziendali, micro-nidi e sezioni primavera) – dati ufficiali anno 2015 – ed è sempre a loro che si rivolge il progetto di legge regionale della Giunta, il cui iter di approvazione si concluderà presumibilmente entro il mese di ottobre. Una legge-cornice, illustrata sempre oggi in conferenza stampa, che recepisce le novità introdotte dalla riforma nazionale (legge 107/2015) e che, insieme alla direttiva sull’organizzazione e il funzionamento che la completerà, punta ad andare incontro anche alle esigenze di un mondo del lavoro diverso dal passato, senza arretrare in nessun modo sulla qualità dei servizi erogati.

Una necessità, quella di intervenire sull’attuale normativa regionale, del 2000, dettata dalla consapevolezza di quanto siano cambiate in questi ultimi anni le esigenze delle famiglie nelle loro molteplici variabili: da quelle con molti figli a quelle mono-genitoriali, a quelle di immigrati, e alle esigenze dei bambini stessi. Problematiche che le amministrazioni locali hanno esplicitato alla Regione negli incontri sul territorio con i sindaci e gli assessori con delega all’infanzia organizzati dalla vicepresidente Gualmini nell’arco di quest’anno.

Tre sono gli assi di intervento del provvedimento: maggiore flessibilità organizzativa dei servizi, un sistema diaccreditamento delle strutture educative semplice, introduzione della obbligatorietà delle vaccinazioni contro poliomielite, difterite, tetano ed epatite B per l’iscrizione.

Infine, un appuntamento importante: il convegno “I bambini dell’Emilia-Romagna: parliamone tutti insieme”, in programma per il prossimo 30 settembre a Bologna, con al centro l’attuale condizione socio-demografica dei bambini 0-6 anni in Italia e in Emilia-Romagna e le conseguenti ripercussioni sui nuovi bisogni e sulle scelte delle famiglie in ordine alla fruizione dei servizi per l’infanzia. A tale proposito, verranno presentati i risultati di due ricerche commissionate dalla Regione rispettivamente all’Università di Padova e a quella di Modena.

Diritto allo studio universitario, apre il bando 2016-2017

Alloggi, borse di studio, contributi per la ristorazione, prestiti e sostegno alle esperienze di mobilità all’estero, servizi e contributi per studenti disabili: dal 6 luglio, è disponibile on line sul sito di Er.Go, l’Azienda regionale per il dritto agli studi superiori, il bando per l’assegnazione di servizi e benefici agli studenti universitari iscritti agli atenei dell’Emilia-Romagna per l’anno accademico 2016/2017.  E’ possibile presentare la domanda esclusivamente on line all’indirizzo www.er-go.it a partire dal 14 luglio, e per agevolare gli studenti nel richiedere l’Isee 2016, Er.Go ha predisposto una guida visibile e scaricabile in home page.

Le novità rilevanti che riguardano i bandi 2016/2017 riguardano le soglie Isee e Ispe, che sono state aumentate rispettivamente a 23.000 e 50.000 euro. Quest’anno, inoltre, anche i dottorandi di ricerca possono fare domanda di borsa di studio e di alloggio, purché non usufruiscano di altre borse di dottorato o assegni di ricerca. Viene poi istituita una borsa  di studio internazionale per gli studenti che frequentino corsi che rilasciano titoli doppi o multipli e che trascorrano all’estero presso un ateneo partner un periodo pari o superiore a sei mesi. 

Universita

Borse di studio e altri interventi finanziari
Le borse di studio hanno un valore che varia da un minimo di 1.097 ad un massimo di 5.192 euro annui, sulla base delle condizioni economiche dello studente e della condizione di studente pendolare, fuori sede o in sede.
Alle borse di studio si affiancano altri interventi: i prestiti fiduciari, che possono arrivare fino ad un importo di 5.000 euro, si possono chiedere senza necessità di presentare garanzie; gli assegni formativi, tra 2.000 e 4.000 euro per favorire l’accesso e la frequenza a master, corsi di alta formazione e specializzazioneall’estero; gli interventi straordinari, del valore massimo di 2.000 euro per studenti in situazione di particolare difficoltà; i contributi per la partecipazione a programmi di mobilità internazionale  per le spese di vitto e alloggio sostenute all’estero per motivi di studio.

Alloggi
Sono oltre 3.500 gli alloggi disponibili nelle Residenze universitarie di Bologna, Cesena, Ferrara, Forlì, Modena, Parma, Reggio Emilia, Rimini e Piacenza. Sono prioritariamente riservati agli studenti in graduatoria, quindi in possesso dei requisiti economici e di merito previsti dai bandi di concorso. I posti temporaneamente liberi sono disponibili per una platea più vasta di utenti, a condizione che abbiano rapporti con le Università e gli altri istituti formativi presenti nel territorio (professori, ricercatori, studenti stranieri che partecipano a programmi di mobilità). Questi posti sono prenotabili dal borsino on line dove è possibile visualizzare le soluzioni abitative, prenotare e pagare.

Sportello unico per gli studenti internazionali
Un punto di accoglienza, orientamento e informazioni per gli studenti stranieri che scelgono di venire a studiare in Emilia-Romagna. Il servizio offre supporto informativo per le pratiche di immatricolazione e iscrizione ai corsi universitari e sui servizi per il diritto allo studio universitario. Un aiuto specifico è garantito nella fase di presentazione della domanda di benefici con video tutorial in inglese e francese.

Al via il 9^ ‘Premio per la pace Giuseppe Dossetti’: “Oggi più che mai c’è bisogno di far crescere la cultura della pace”

Al via la IX edizione del ‘Premio per la pace Giuseppe Dossetti’ promosso – a partire dal 2006 – da Regione Emilia-Romagna, Comune di Cavriago, Comune e Provincia di Reggio Emilia. Anche l’edizione 2016 è rivolta ad associazioni e singoli cittadini di tutta Italia, affiancata da un concorso destinato alle scuole superiori del territorio reggiano.

Il concorso nazionale è stato illustrato oggi a Bologna dal presidente della Regione, Stefano Bonaccini, dal presidente della Giuria del Premio, Pierluigi Castagnetti, dal sindaco di Cavriago, Paolo Burani, dal presidente della provincia di Reggio Emilia, Giammaria Manghi, e dall’assessore alla Cultura della legalità del Comune di Reggio Emilia, Natalia Maramotti.

«Mai come oggi, anche alla luce di quello che è successo oltre oceano, c’è bisogno di far crescere la cultura della pace, della tolleranza e del rispetto della diversità delle idee, del pensiero e dell’esempio di Dossetti», ha sottolineato il presidente Bonaccini. «L’impegno e la coerenza della Regione in questa direzione è testimoniato dall’approvazione di una legge sulla Memoria, finanziata con un milione di euro. A breve usciranno i primi bandi per sostenere le realtà impegnate nella difesa e promozione della cultura della memoria del ‘900. Questo ‘Premio per la pace Giuseppe Dossetti’ si inserisce con coerenza dentro questa nostra ampia strategia». Continue reading

Diritto allo studio, approvato in Assemblea legislativa il piano regionale 2016-2018

SONCINI (PD): “BORSE DI STUDIO, SERVIZI GRATUITI, SOSTEGNO ALLA DIMENSIONE INTERNAZIONALE. L’EMILIA ROMAGNA PORTA AL CENTRO DELLA PROPRIA AGENDA LA FORMAZIONE UNIVERSITARIA”.

 

Approvato mercoledì scorso dall’Assemblea legislativa il nuovo Piano regionale degli interventi e dei servizi per il diritto allo studio per il triennio 2016-2018.

“Saranno 20 milioni di euro le risorse che la Regione metterà a disposizione ogni anno nel triennio 2016-2018 per il diritto allo studio” spiega Ottavia Sonciniconsigliere regionale del Partito democratico, “risorse gestite dall’Azienda regionale Er.Go., che insieme alle risorse provenienti dalle tasse regionali per il diritto allo studio e dal Fondo integrativo nazionale portano l’investimento complessivo in Emilia-Romagna a circa 71 milioni di euro all’anno“.

Nel 2015, sui 19mila beneficiari di borse di studio in Emilia-Romagna, 2458 sono studenti dell’Università di Modena e Reggio, con un incremento di oltre il 4% di idonei rispetto all’anno precedente. 755 gli studenti di Unimore che hanno avuto assegnato un posto letto dal Servizio abitativo. Infine, sono 257mila i pasti consumati grazie alle borse di studio a Reggio e Modena.

“Il nuovo piano 2016-2018 prevede alcuni obiettivi prioritari: ampliare il numero dei destinatari degli interventi di diritto allo studio universitario, sostenere le esperienze internazionali degli studenti e affiancare i laureandi e i neo laureati verso il lavoro. Investire sui giovani“, conclude Soncini, “continua ad essere un nostro impegno prioritario per promuovere una società che immaginiamo con meno disuguaglianze economiche e capace di valorizzare le differenze, garantendo ai più giovani di crescere in una regione che guarda all’Europa”.

20 milioni l’anno di fondi regionali per il diritto allo studio universitario

Ampliare il numero dei destinatari degli interventi di diritto allo studio universitario, sostenere le esperienze internazionali degli studenti e accompagnare i laureandi e i neo laureati verso il lavoro.
Sono gli obiettivi prioritari del Piano regionale degli interventi e dei servizi per il diritto allo studio per il triennio 2016-2018, approvato dalla Giunta regionale e oggi all’esame della Commissione assembleare “Cultura, Scuola, Formazione, Lavoro, Sport e Legalità”, che ha espresso voto favorevole.

Sono più di 20 milioni di euro le risorse proprie che la Regione conta di mettere a disposizione ogni anno nel triennio per il diritto allo studio, gestite dall’Azienda regionale Er.Go, insieme alle risorse provenienti dal gettito della tassa regionale per il diritto allo studio universitario e le risorse del Fondo integrativo nazionale. Dal confronto con le Regioni che hanno il maggior numero di studenti iscritti, l’Emilia-Romagna registra la maggior spesa per le borse di studio: 71 milioni di euro contro i circa 58 milioni di euro di Toscana e Lombardia, e circa il 49 milioni del Lazio (dati Miur a.a. 2014-2015).

EPSON DSC picture

In Emilia-Romagna, rispetto al totale degli studenti iscritti ai quattro Atenei regionali e alle sedi decentrate di Piacenza dell’Università Cattolica e del Politecnico di Milano, il 67% provengono da province diverse dalla sede del corso, e il 42,2% da altre regioni. Dall’anno accademico 2007/2008, l’Emilia-Romagna è sempre riuscita ad erogare un beneficio al 100% degli idonei.

Nell’anno accademico 2014-2015 si è concesso un beneficio a 19.265 studenti, con un incremento di oltre il 4% di idonei rispetto all’anno precedente. Un risultato ottenuto grazie all’impegno finanziario regionale, alla politica di razionalizzazione delle spese attuata dall’Azienda regionale per il diritto agli studi superiori e alla collaborazione con gli Atenei della regione. I posti letto attualmente disponibili sul territorio regionale sono 3.504, suddivisi in 45 residenze. Sono 76 i punti ristorativi attivi in regione, di cui 12 mense, che nel 2015 hanno erogato oltre 2 milioni di pasti.

Cosa prevede il piano

  • Misure di sostegno economico
    Per raggiungere la più ampia copertura delle borse di studio, la Regione nel prossimo triennio intende riadeguare gli importi degli interventi e aggiornare le soglie economiche di accesso ai nuovi valori ministeriali. La borsa di studio per le diverse categorie di studenti In Sede, Fuori sede e Pendolari potrà essere composta in quota in denaro e in quota in servizi gratuiti (abitativo e/o ristorativo). Potranno essere messe a punto esperienze diversificate, a seconda del contesto territoriale e in ragione della diversa consistenza dei servizi presenti. Inoltre viene prevista la possibilità di accesso alle borse di studio anche per gli studenti iscritti ai corsi di dottorato che non beneficiano di altre forme di sostegno.
  • Internazionalizzazione
    Oltre 3 mila e 700 studenti, ossia un quinto dei destinatari del diritto allo studio universitario in Emilia-Romagna, ha nazionalità estera. Già da qualche anno Er.Go ha realizzato uno sportello specificatamente dedicato agli studenti internazionali, a cui si è affiancato un servizio di consulenza e accompagnamento per i ragazzi ancor prima del loro arrivo in Emilia Romagna e durante il primo periodo all’Università.
    La dimensione internazionale della formazione universitaria ha una duplice valenza: da un lato rappresenta un fattore di attrattività sul territorio regionale di giovani talenti e dall’altro costituisce una componente ormai essenziale della formazione universitaria affinché i giovani si presentino preparati nella competitività globale del mercato del lavoro. Per sostenere gli studenti iscritti ad un Ateneo regionale che per conseguire la laurea debbano frequentare un Ateneo internazionale il Piano mette in campo lo strumento della “borsa internazionale”, da definire nell’importo anche in base alla durata del soggiorno all’estero. Per gli studenti invece iscritti ad un Ateneo internazionale che devono frequentare per un periodo un Ateneo della regione, si interverrà fornendo servizi abitativi e ristorativi, con tariffe da definire anche in collaborazione con gli Atenei.
  • Orientamento al lavoro per laureandi e neo laureati
    Il Piano prevede una misura dedicata agli studenti borsisti degli ultimi anni di corso e dei neo laureati, in collaborazione coi servizi di placement delle Università e con quelli dell’Agenzia regionale per il Lavoro. Nel corso del 2015 Er.Go ha già gestito, in integrazione con i Centri per l’impiego e nell’ambito di Garanzia Giovani, 169 percorsi di orientamento specialistico realizzati a Ferrara, Modena, Reggio Emilia e Parma. L’orientamento al lavoro diventa così un ulteriore segmento delle politiche del diritto allo studio universitario per supportare gli studenti nella fase di transizione al lavoro.

Diritto allo studio scolastico: 2,5 milioni di euro per i servizi di trasporto

La Regione Emilia-Romagna investe risorse per assicurare un sostegno più efficace ai servizi di trasporto scolastico per facilitare l’accesso e la frequenza alle attività scolastiche e formative
Per l’a.s. 2016/17 la Regione Emilia – Romagna con deliberazione della Giunta regionale n. 401 del 22 marzo 2016 ai sensi della LR 26/01 ha provveduto ad assegnare alle Province e alla Città Metropolitana di Bologna proprie risorse, pari a complessivi 2,5 milioni di euro, per assicurare un sostegno più efficace ai servizi di trasporto scolastico, di competenza dei Comuni, al fine di facilitare l’accesso e la frequenza degli studenti alle attività scolastiche e formative sul territorio regionale.

19 maggio 2008 Atap in città

L’assegnazione delle risorse è stata effettuata in coerenza con i criteri stabiliti dagli Indirizzi regionali per il diritto allo studio scolastico per il triennio 2016/2018 – approvati con deliberazione dell’Assemblea Legislativa n. 39/2015 – e ha tenuto conto della priorità della copertura delle spese di trasporto per gli studenti disabili.

La ripartizione è la seguente:

PROVINCE / CITTA’ METROPOLITANA DI BOLOGNA L.R. 26/2001 art. 3 comma 1 lett. a) n.3
Città Metropolitana di Bologna € 546.871,89
Ferrara € 122.997,85
Forlì-Cesena € 226.984,29
Modena € 405.762,20
Parma € 327.187,12
Piacenza € 200.612,33
Ravenna € 134.902,37
REGGIO EMILIA € 313.267,87
Rimini € 221.414,08
TOTALE € 2.500.000,00

Norme e Atti

Scuola, stanziati 28 milioni per atelier creativi. Il laboratorio diventa Fab Lab

Il laboratorio cambia pelle e diventa ‘Fab Lab’, atelier creativo dove la didattica si fa con il supporto di stampanti e scanner 3D, di kit per la robotica e per la programmazione informatica. È stato pubblicato questa mattina, sul sito del Ministero dell’Istruzione, l’Avviso da 28 milioni di euro per dotare le scuole del I ciclo di istruzione di nuovi spazi didattici in cui gli alunni possano apprendere le competenze tecnologiche di base e coniugarle con manualità, artigianato, creatività. L’iniziativa fa parte delle azioni del Piano Nazionale Scuola Digitale.

fablab_news

“Come Governo stiamo puntando con forza sul capitolo dell’innovazione. La scuola si sta dimostrando, con il Piano scuola digitale, protagonista e promotrice del cambiamento”, dichiara il Ministro Stefania Giannini. “Con i 28 milioni stanziati finanzieremo 1.860 progetti, coprendo oltre un terzo delle scuole del I ciclo. Un successivo finanziamento arriverà dal Pon”.

La procedura di selezione per gli atelier creativi si svolgerà completamente on line e le scuole, per la prima volta, saranno accompagnate nel processo di elaborazione delle loro proposte attraverso sedute in live streaming di supporto amministrativo e tecnico organizzate dal Miur.

Ogni progetto vincitore potrà avere un contributo massimo pari a 15.000 euro. Tutte le istituzioni scolastiche ed educative statali del I ciclo di istruzione, singolarmente o in rete, che dispongano di spazi idonei e disponibili, sono invitate a presentare le loro idee per costruire atelier creativi per i propri alunni, luoghi incentrati su arredi mobili e modulari, sul gioco educativo e sul protagonismo degli studenti attraverso apprendimento pratico ed esperienziale.

I progetti potranno essere per atelier standard, funzionali al conseguimento delle competenze di base, oppure specializzati, finalizzati al conseguimento di competenze per una specifica area disciplinare (Tecnologica, Scientifica o Umanistica).

Le proposte dovranno essere inoltrate, entro e non oltre le ore 13.00 del 27 aprile 2016, compilando l’apposita istanza online disponibile a questo link:
https://miurjb4.pubblica.istruzione.it/protocolloIntesa

Link all’Avviso: http://www.istruzione.it/scuola_digitale/index.html