“Nel 2019 in Emilia-Romagna abbiamo approvato una legge che garantisce e facilita l’accesso delle persone sorde, sordocieche o con disabilità uditiva a prestazioni e servizi sociosanitari appropriati, promuovendo inoltre misure per la loro inclusione sociale e assicurando condizioni di parità con gli altri cittadini nelle relazioni sociali, nella libera comunicazione interpersonale, nel lavoro, nell’accesso alle informazioni, ai servizi pubblici e privati e alle attività culturali ed educativo-formative. A quasi cinque anni dalla sua approvazione, la Commissione Sanità e Politiche sociali è stata convocata per fare il punto sulla sua applicazione insieme all’assessore regionale Igor Taruffi al coordinatore del tavolo regionale disabilità uditive Giovanni Bianchin, al presidente Giuseppe Varricchio dell’Ente Nazionale Sordi e alle rappresentanti del coordinamento FIADDA Emilia-Romagna Onlus, Luisa Mazzeo e Alessandra Fantini” lo riporta la consigliera Regionale e Presidente della Commissione, Ottavia Soncini.
“Sono stati presentati i progetti che in un quadriennio di applicazione della legge sono stati realizzati e i risvolti per consolidare una cultura che mette al centro la persona e il valore delle diversità, della dignità e delle pari opportunità. Con risorse del bilancio regionale, su tutto il territorio emiliano-romagnolo – approfondisce la consigliera – sono stati investiti poco più di 1,7 milioni di euro. A questi si somma 1 milione del Fondo nazionale inclusione. Le somme sono state impiegate in particolare per servizi di interpretariato LIS, servizi di segretariato sociale, sottotitolazione, accessibilità dei musei, attività culturali, sportive, turistiche e tempo libero”.
“In Emilia-Romagna ogni anno nascono in media 124 bambini affetti da sordità, un dato che dobbiamo avere in mente ogni volta che progettiamo servizi o provvedimento per la cittadinanza. Il dato positivo riscontrato durante la Commissione è che oltre ad aumentare i bisogni è salito anche il grado di consapevolezza grazie all’attivismo di tante associazioni e all’impegno di tante persone. Dobbiamo quindi continuare a investire le risorse necessarie lavorando sul progetto di vita della persona, sulla cura e il sostegno delle famiglie che ogni giorno vivono la disabilità. Non dobbiamo rinunciare ad un lavoro quotidiano soprattutto con i bambini e i giovani costruendo per loro un futuro più inclusivo” commenta in conclusione Soncini.
