L’importanza di fare Memoria, 3 milioni di euro per progetti, valorizzazione e conservazione documentale

Dalla Regione 3 milioni di euro nel triennio 2019-21 per i progetti dedicati alla valorizzazione della Memoria del ‘900. Il programma triennale, approvato oggi in Assemblea legislativa, prevede bandi annuali (di un milione di euro) a sostegno delle numerose realtà attive in regione: istituzioni, associazioni, fondazioni che si occupano della tutela e della conservazione dei documenti storici, della ricerca e della raccolta delle testimonianze, oltre alla valorizzazione dei luoghi della memoria del ‘900, come previsto dalla Legge regionale numero 3 del 2016. In particolare, i progetti riguardano il periodo tra le due guerre mondiali e i fermenti politici e sociali che le hanno precedute e seguite, il Ventennio fascista, la Resistenza e la Liberazione. 

I dati del triennio precedente

Nel corso del primo triennio i progetti presentati in risposta ai bandi annuali, a sostegno di progetti e iniziative promosse da associazioni, istituzioni ed enti morali senza fine di lucro, ma anche da Comuni e Unioni di Comuni, hanno avuto un costante e positivo incremento sia quantitativo che qualitativo.

I progetti presentati sono stati complessivamente 105 (32 pubblici e 73 privati): 23 nel 2016 (7 pubblici e 16 privati), 32 nel 2017 (12 pubblici e 20 privati) e 50 nel 2018 (13 pubblici e 37 privati), a testimonianza di un cresciuto interesse e coinvolgimento della società civile che ha permesso di attivare progetti diffusi su tutto il territorio regionale, rendendo di fatto concreta la prospettiva di rete auspicata con l’attivazione della legge.

Nel 2016 sono stati finanziati con 70 mila euro i soggetti pubblici (7), 254 mila 800 euro quelli privati (16) e 542 mila euro gli istituti storici. Nel 2017 sono andati 128 mila euro ai soggetti pubblici (12), 240 mila euro ai privati (20) e 597 mila euro agli istituti storici. Nell’ultimo anno, invece, sono stati concessi 128 mila 233 euro ai soggetti pubblici (13), 307 mila 257 euro ai privati (37) e 536 mila 500 euro agli istituti storici.

Cultura. Ok al programma triennale per la Promozione culturale 2019-21. Previsto un investimento di 10,1 milioni di euro in tre anni

Oltre 10,1 milioni di euro per la produzione, la diffusione e la fruizione di attività culturali e per progetti e iniziative di interesse regionale: approvato oggi in Assemblea legislativa il nuovo Programma per la promozione culturale, previsto dalla Legge regionale 37 del 1994.
La Regione prevede di investire 3,8 milioni di euro nel 2019, circa 300 mila euro in più rispetto al 2018. Nel triennio precedente erano stati sostenuti 687 progetti, con un investimento regionale di 9 milioni e 639 mila euro nel triennio. 

Il programma triennale
Il programma sosterrà progetti di soggetti pubblici e privati, in un ‘ottica di equilibrio territoriale, valorizzando le esperienze più significative e consolidate e le realtà più deboli; iniziative innovative, con particolare attenzione ai linguaggi contemporanei. Promuove inoltre la circuitazione internazionale di progetti e attività mirate a valorizzare il patrimonio e le iniziative culturali, in una logica di integrazione e coordinamento con le politiche regionali e nazionali a sostegno della cooperazione internazionale, per generare un virtuoso ritorno d’immagine e un valore aggiunto di crescita sociale ed economica./CL

Cultura. Approvato il nuovo programma triennale per lo spettacolo 2019-21. Finanziamenti in crescita: 35 milioni nel triennio, 1,8 milioni in più

La Regione Emilia-Romagna continua ad aumentare gli investimenti per lo spettacolo dal vivo. Per l’attuazione del nuovo programma triennale 2019-2021, approvato oggi dall’Assemblea legislativa, saranno disponibili 11 milioni e 700 mila euro per ciascun anno del triennio, 600 mila in più rispetto al triennio precedente. 

L’aumento dello stanziamento a favore dello spettacolo avviene nella consapevolezza della sua importanza per la comunità regionale, come fattore di identità e sviluppo e a sostegno (in base alla Legge 13) di attività teatrali, musicali, di danza e circo contemporaneo. Il sistema emiliano-romagnolo dello spettacolo dal vivo si conferma, tra l’altro, tra i più articolati e dinamici a livello nazionale: al secondo posto, dopo la Lombardia, per numero di presenze e per volume d’affari, e al terzo posto per numero di spettacoli e ingressi, dopo i poli della Lombardia e del Lazio. Fortemente radicato nel territorio (con 352 sedi di spettacolo dal vivo censite nel 2016 in Emilia-Romagna, tra cui 193 teatri, di cui 77 storici ancora attivi), è al centro delle politiche culturali e oggetto di investimenti significativi da parte degli enti pubblici e di numerose imprese.

Tra le novità del prossimo triennio, il passaggio dei progetti di sostegno alle bande, ai cori e alle scuole di musica alle nuove e più importanti forme di sostegno previste dalla Legge per lo sviluppo del settore musicale, recentemente approvata. Vengono inoltre ammessi ai contributi della Legge 13 per la produzione lirica i teatri delle città capoluogo non ancora riconosciuti teatri di tradizione e che intendano tuttavia intraprendere nel triennio la via del riconoscimento.

 I dati della programmazione regionale 2016-2018

Nel corso del triennio 2016-18, per l’attuazione della Legge regionale n.13/99 sono stati finanziati 152 progetti di spettacolo dal vivo (6 in più del 2015): 122 tramite contributi, 30 mediante convenzioni triennali fra Regione e operatori. Sono state investite risorse complessivamente pari a 11.570.000 euro per ciascun anno del triennio, di cui 2.751.000 euro nel teatro, 358.000 euro nella danza, 3.421.000 euro nella musica, 121.000 euro nel circo contemporaneo e nell’arte di strada, 1.919.000 euro nel settore multidisciplinare. Infine, 3 milioni di euro sono stati assegnati quale contributo regionale alla Fondazione Teatro Comunale di Bologna. Tra questi importi sono compresi oltre 300.000 euro destinati a bande, cori e scuole di musica, che saranno resi disponibili nel triennio 2019-2021 per altri progetti di spettacolo, considerato che i soggetti musicali sono ora finanziati attraverso la legge Musica.

Per ciò che riguarda la ristrutturazione e l’ammodernamento delle sedi teatrali, nel 2018 la Regione Emilia-Romagna ha sostenuto progetti per interventi di restauro e messa a norma, opere di risanamento conservativo e innovativo con contributi pari a 5 milioni e 630 mila euro, tra fondi Fondi di Sviluppo e Coesione e risorse regionali. Delle 35 sedi di spettacolo interessate dagli interventi (di cui 28 di Enti locali e 7 di soggetti privati) ben 26 sono teatri storici. /CL

Set Emilia-Romagna: dalla Regione 2,1 milioni per due nuovi bandi per le produzioni cinematografiche e audiovisive

L’Emilia-Romagna sempre più terra di cinema. Per il bando nazionale sono a disposizione un milione 500 mila euro, 900 mila per la prima sessione di valutazione e 600 mila euro per la seconda sessione, mentre per il bando regionale sono a disposizione 600 mila euro divisi equamente tra la prima e la seconda sessione di valutazione. Per il bando nazionale possono presentare progetti le imprese italiane, europee ed extraeuropee, che esercitino attività prevalente di produzione cinematografica e audiovisiva. Per il bando regionale possono partecipare solo le imprese regionali, con sede legale in EmiliaRomagna, oppure quelle con un’unità operativa attiva sul territorio da almeno 12 mesi. Ciascuna impresa può presentare non più di una domanda di contributo per ognuna delle due sessioni di valutazione previste per il 2019. Le imprese regionali possono partecipare ad entrambi i bandi. In particolare viene sostenuta la produzione (pre-produzione, riprese/lavorazione, post-produzione) di: opere cinematografiche a contenuto narrativo (con durata superiore a 52’), opere televisive a contenuto narrativo, cioè film (con durata superiore a 52’) o serie (almeno due episodi con durata complessiva pari o superiore a 90‘); opere web a contenuto narrativo, (con durata superiore a 52’); documentari, o serie di documentari. Per essere ammissibili le opere dovranno effettuare almeno 6 giorni di riprese sul territorio regionale e realizzare in Emilia-Romagna non meno del 30% dei giorni di ripresa totali o sostenere qui almeno il 30% dei costi di produzione. Le opere cinematografiche o televisive in alternativa potranno effettuare almeno 18 giorni di riprese sul territorio regionale. Il contributo, a fondo perduto, potrà essere tra il 35% ed il 50% delle spese ammissibili, cioè per attività di pre-produzione, riprese e post-produzione sostenute nel territorio, e non inferiori a 30 mila euro. I contributi potranno essere per un massimo di 150 mila euro per le opere cinematografiche di lungometraggio e televisive; di 50 mila euro per i documentari e di 25 mila per le opere web e per i cortometraggi. L’inizio delle attività sul territorio regionale non potrà avvenire prima della data di presentazione della domanda di contributo e comunque nel corso del 2019.Il termine ultimo per la conclusione del progetto è fissato al 31 dicembre 2020. Le attività previste nel progetto, in linea di massima, dovranno essere realizzare per un minimo del 65% nel corso del 2019. La presentazione delle domande Per entrambi i bandi sono previste due sessioni temporali per la presentazione delle domande: entro le ore 16 del 28 febbraio 2019; dalle ore 16 del 1 luglio 2019 alle ore 16 del 31 luglio 2019. La domanda di contributo, con la documentazione da allegare, deve essere inoltrata esclusivamente a mezzo Pec. Per informazioni filmcom@regione.emilia-romagna.it ; https://cinema.emiliaromagnacreativa.it

I dati del triennio

Dall’avvio della legge (2015-2017) l’impegno della Regione a favore delle attività legate alla filiera dell’audiovisivo ha visto un progressivo incremento, raggiungendo l’importo complessivo di 16 milioni di euro. Di cui 4,3 destinati alla produzione di 133 progetti.  Solo nel biennio 2015-2016, si è registrato un aumento dell’occupazione nel settore del 18%, dato probabilmente in crescita, rispetto alle produzioni realizzate a seguire. Si calcola che nel triennio siano state realizzate sul territorio regionale 600 giornate di riprese, con l’impiego di oltre 500 unità di personale tecnico e artistico, per complessive 9000 giornate lavorate. Sempre nel triennio, è cresciuto il sostegno a rassegne e festival cinematografici e audiovisivi (passato da 3 a 16 rassegne e da 5 a 22 festival con finanziamenti da 86 mila euro a 1,3 milioni). Nello stesso periodo per il sostegno alla rete di esercizi cinematografici sono stati assegnati contributi annui di 315 mila euro e nel 2018 di 335 mila, per due progetti di Agis e Acec. Per la formazione le risorse annuali nel triennio sono state di 120 mila euro e nel 2018 di 137 mila per 7 progetti.  Alla Fondazione Cineteca di Bologna sono andati nello stesso triennio circa 2 milioni di euro per l’attività di ricerca, raccolta e catalogazione e restauro del patrimonio filmico e audiovisivo dell’Emilia-Romagna.

Le opere già sostenute dalla Regione

Tra le opere significative recenti che hanno avuto un sostegno finanziario o servizi dalla Film Commission regionale, ricordiamo Made in Italy di Luciano Ligabue, la serie televisiva de L’ispettore Coliandro dei Manetti Bros, il prossimo Volevo nascondermi sulla vita di Ligabue di Giorgio Diritti, documentari importanti come Storie del dormivegliaAlmost nothing sul Cern o Le avventure del Lupo su Stefano Benni di Enza Negroni, appena presentato alla Festa del cinema di Roma.Ma non manca l’attenzione all’animazione, come con Mani rosse di Francesco Filippi o Butterflies in Berlin di Monica Manganelli, e al mondo del cortometraggio.
Le opere finanziate e le imprese emiliano-romagnole sono anche occasione di visibilità nei festival, come a Cannes o Berlino, mentre bei segni di attenzione vengono in ordine di tempo dalla 75° Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. La sezione MigrArti, realizzata in collaborazione con il Ministero per i Beni e le attività culturali, ha decretato “miglior film”  Il mondiale in piazza di Vito Palmieri, prodotto dalla casa bolognese Articolture; Saremo giovani e bellissimi, opera prima di Letizia Lamartire, finanziato attraverso il bando di sostegno alla produzione nazionale ed internazionale nel 2017, ha ottenuto il premio speciale di  Soundtrack Stars Award, e una conferma ulteriore per lo stesso film è appena arrivata dal festival francese di Villerupt.Inoltre a Los Angeles verrà presentato il film Tutto liscio, prodotto da La Famiglia Film, con Maria Grazia Cucinotta, sempre con il sostegno dell’Emilia-Romagna Film Commission.

Nuovo look ai teatri: dalla Regione 930mila euro per il territorio reggiano

Un finanziamento importante, da 5.605.011,27 euro, quello che la Regione Emilia-Romagna realizza per 35 progetti legati al settore dello spettacolo nel territorio emiliano romagnolo, di cui 930mila euro destinati alla provincia di Reggio Emilia.

Le risorse, che andranno a finanziare progetti di restauro, riqualificazione e adeguamento funzionale, miglioramento acustico e sismico, ma anche l’acquisto di attrezzature e arredi dei teatri, sono state deliberate nei giorni scorsi dalla Giunta, su proposta dell’assessore Massimo Mezzetti.

I progetti finanziati a Reggio Emilia:

  • Fondazione I Teatri di Reggio Emilia: adeguamento funzionale e riqualificazione della “Sala Verdi” e dei relativi spazi per attività di spettacolo nell’ambito del restauro e ristrutturazione del Teatro “Ariosto”. Contributo: 500.000 €
  • Comune di Luzzara: intervento di ripristino della fruibilità del Teatro sociale di Luzzara. Contributo: 50.000
  • A.T.E.R. Associazione Teatrale Emilia Romagna: intervento di innovazione tecnologica nel teatro Asioli di Correggio. Contributo: 35.445 €
  • Comune di Rio Saliceto: intervento di adeguamento cabina di proiezione e di innovazione tecnologica del Teatro Comunale. Contributo: 46.430 €
  • Comune di Sant’Ilario D’ Enza: interventi di efficienza energetica e di manutenzione straordinaria dell’impianto termo-idraulico, di areazione forzata e dell’impianto elettrico del cine-teatro FORUM. Contributo: 300.000 €

Dalla Regione 5 milioni di euro per sostenere biblioteche, archivi e musei

La Giunta regionale dell’Emilia-Romagna ha approvato i piani bibliotecario e museale 2018 per il miglioramento, lo sviluppo e la qualificazione degli istituti culturali, in particolare per la realizzazione di nuovi servizi e allestimenti, adeguamento delle sedi e delle dotazioni tecnologiche e per progetti e attività di valorizzazione di beni e raccolte.

Complessivamente, le risorse destinate a sostenere le istituzioni culturali emiliano-romagnole nel 2018 ammontano a 4.994.174 euro, di cui 3.423.174 per la programmazione bibliotecaria e archivistica e 1.571.000 per quella museale.

I piani sono stati approvati sulla base delle proposte avanzate dall’Istituto per i beni artistici, culturali e naturali (Ibacn) cui i Comuni, o le loro forme associate, hanno presentato richieste di contributo. L’Ibacn ha ricevuto complessivamente 190 proposte di intervento da 99 enti pubblici (93 Comuni e 6 Unioni di Comuni), per complessivi 6.400.000 euro e con richieste di contributo di circa 3.130.000 euro. A tali richieste sono stati assegnati contributi per 2.495.600 euro, per il sostegno a 168 interventi ammessi in seguito a istruttoria.

Per i sistemi territoriali, lo sviluppo dei servizi e l’evoluzione dei sistemi informativi e informatici di biblioteche e musei che rendono accessibili i beni e le informazioni ai cittadini, sono stati destinati 1.105.574 euro. Per gli interventi diretti dell’Ibacn per la catalogazione, l’inventariazione, il censimento, la conservazione, il restauro, la promozione e la valorizzazione dei beni culturali e dei patrimoni degli archivi, delle biblioteche e dei musei sono stati destinati 725.000 euro.

La legge regionale (LR 18 del 2000) prevede infine la possibilità, per soggetti privati aventi personalità giuridica e senza fini di lucro, di rientrare nell’organizzazione regionale sia bibliotecaria che museale attraverso la stipula di convenzioni. Tali soggetti, titolari di istituti culturali a valenza regionale, possono contribuire, per la qualità e quantità del patrimonio posseduto e per i servizi resi ai cittadini, all’ampliamento dell’offerta bibliotecaria, archivistica e museale regionale. A 36 istituzioni private ammesse, sono stati assegnati complessivamente 668.000 euro per gli interventi proposti.

Cinema e audiovisivo. Dalla Regione 1 milione e 500 mila euro a festival e produzioni

C’è la serie tv dell’ispettore Coliandro ma anche il film sul “caso Pantani” e quello su Antonio Ligabue (“Volevo nascondermi”). Sono i primi 750 mila euro di contributi assegnati dalla Regione Emilia-Romagna nella prima sessione di valutazione destinata ai progetti di produzione cinematografica e audiovisiva, realizzati da imprese nazionali per il 2018. Un sostegno al settore cinematografico cui si somma un’identica cifra, 750 mila euro, stanziata con un’altra delibera della Giunta regionale e destinata ai festival e rassegne di rilevanza regionale per il 2018, tutti con sede a Bologna: “Il cinema ritrovato”, “Biografilm Festival” e “Future Film Festival”. Idue bandi sono correlati alla Legge regionale 20 del 2014, “Norme in materia di cinema e audiovisivo”.

I progetti di produzioni giudicati ammissibili sono 9, su un numero complessivo di 18 richieste di contributo pervenute alla valutazione della Regione. Tra essi una serie tv (“L’ispettore Coliandro – Il ritorno 3” di Velafilm), sei film (“Uroboro” di Alfea Cinematografica; “Volevo nascondermi” di Palomar; “Il caso Pantani” di Mr. Arkadin; “Oltre la bufera” di Controluce Produzione; “Se un giorno tornerai” di Invisible Film; “Miserere” di Lime Film) e due documentari (“Il fotografo del rock” di PopCult e “Nati qui” di Ladoc). Per quanto riguarda i festivaltre progetti ammessi al contributo: “Il cinema ritrovato” (Ente mostra internazionale cinema libero), “Biografilm Festival” (Associazione Fanatic about festivals), “Future Film Festival” (Associazione amici del Future Film Festival).

Gli esiti delle istruttorie saranno pubblicati sul sito regionale.

Tutti i bandi e le modalità per la presentazione delle domande sul portale Emiliaromagnacreativa.

Cinema, audiovisivo e spettacolo dal vivo: dalla Regione due bandi da quasi 4 milioni

L’Emilia-Romagna punta con decisione allo sviluppo dell’industria cinematograficaaudiovisiva e al sistema regionale dello spettacolo dal vivo. E lo fa anche aumentando i fondi destinati alla formazione di coloro i quali vogliono affacciarsi a questo mondo.
A disposizione ci sono 3 milioni 850 mila euro650 mila euro in più rispetto allo scorso anno, per due bandi rivolti agli enti di formazione accreditati, che dovranno ora progettare azioni formative in questi ambiti specifici, anche valorizzando collaborazioni con imprese e istituzioni qualificative del territorio.

Bando spettacolo dal vivo

Per lo spettacolo dal vivo sono disponibili 2,5 milioni di euro (500 mila euro in più rispetto allo scorso anno) di risorse del Fondo sociale europeo, per tre tipi di interventi formativi finanziabili: percorsi di formazione (240-600 ore) per il conseguimento di una qualifica professionale dell’area “Produzione artistica dello spettacolo”; percorsi di formazione permanente (50-150 ore) per persone già in possesso di conoscenze in quell’area professionale e che abbiano necessità di nuove competenze tecniche; percorsi di alta formazione (300-1.000 ore) per acquisire alte competenze specialistiche, a sostegno dei processi di qualificazione, rafforzamento e innovazione del sistema regionale dello spettacolo dal vivo.

Priorità sarà data ai progetti formativi presentati da un partenariato socio economicoampio e pertinente, in coerenza con la “Strategia regionale di ricerca e innovazione per la specializzazione intelligente”, e con una attenzione particolare all’internazionalizzazione, per rafforzare in questo senso i sistemi produttivi regionali.
I progetti devono essere presentati entro il prossimo 24 maggio.

Bando cinema e audiovisivo

Il bando per il cinema e l’audiovisivo è finanziato con 1 milione 350 mila euro di risorse sempre del Fse. Potranno essere candidati progetti riguardanti percorsi di formazione (240-600 ore) per il conseguimento di una qualifica professionale dell’area  “Produzione artistica dello spettacolo”; percorsi di formazione permanente(35-70 ore) per la valorizzazione delle competenze tecnico-professionali  necessarie per la permanenza nel mercato del lavoro e per la mobilità professionale; oppure, percorsi di alta formazione (300-1.000 ore) a sostegno dei processi di innovazione e qualificazione del settore del cinema e dell’audiovisivo regionale. I progetti proposti dovranno fondarsi su un partenariato socio-economico con le imprese, eventualmente allargato a enti e istituzioni, formalizzato in un protocollo di collaborazione. Il bando scade il prossimo 15 maggio.

Per informazioni: AttuazioneIFL@regione.emilia-romagna.it

Stanziati 2,5 milioni per la promozione culturale nel 2018: al via il bando regionale

Ammontano a 2,5 milioni di euro, per il 2018, le risorse stanziate dalla Regione per la promozione culturale in Emilia-Romagna a favore di Comuni, associazioni e istituzioni. Prende il via la presentazione dei progetti per l’anno in corso, in attuazione della Legge regionale 37 del 1994. Novità di quest’anno è la nuova modalità per la domanda di contributo, che dovrà essere presentata esclusivamente tramite l’applicativo Sib@c, seguendo le indicazioni delle Linee guida utente Sib@c (che prevedono per l’accesso a Sib@c   la registrazione a uno dei due sistemi di gestione delle identità Federa o Spid).

Saranno sostenuti, in particolare, i  progetti che prevedono attività e iniziative di dimensione sovralocale, coerenti con le finalità e gli obiettivi della legge regionale indicati nel Programma degli interventi del triennio 2016-2018. L’intento è quello di favorire il recupero e la valorizzazione sia della cultura popolare, della storia e delle tradizioni locali emiliano-romagnole che di altre culture, presenti in Emilia-Romagna. Inoltre, si punta a sostenere la realizzazione di interventi e progetti per promuovere le espressioni dell’arte contemporanea, la creatività giovanile e la valorizzazione di nuovi talenti. E ancora, il sostegno della diffusione della cultura della legalità e della cittadinanza responsabile, oltre che iniziative per favorire l’intercultura e il dialogo interreligioso. Anche quest’anno, la Regione promuove la realizzazione di progetti integrati, favorendo l’aggregazione e l’interazione tra vari soggetti anche ai fini dell’ottimizzazione della spesa.

La presentazione del progetto e la domanda di contributo dovranno essere caricate sulla piattaforma SIB@C da oggi 29 marzo 2018 alle ore 15,00 del 16 aprile 2018. Il bando all’indirizzo https://spettacolo.emiliaromagnacreativa.it/it/bando/l-r-37-94-avviso-attivita-promozione-culturale-anno-2018/

Per informazioni relative al funzionamento della piattaforma informatica Sib@c è possibile contattare gli operatori via mail a infosibac@regione.emilia-romagna.it. Le richieste di informazioni nel merito dei contenuti progettuali vanno inviate esclusivamente via mail a promocultura@regione.emilia-romagna.it

Cos’è e come funziona la nuova legge regionale sul settore musicale

L’Emilia-Romagna cambia musica. Nuovi incentivi a progetti di rete, in particolare per far crescere i locali della musica dal vivo e dare opportunità ai giovani e alla loro creatività, nuove imprese, formazione ad hoc per il settore musicale, con profili professionali finora non previsti e incentivi in particolare alle associazioni di scuole di musica, di bande e cori con basi associative ampie e diffuse. E l’istituzione della Music Commission, per attrarre e sostenere produzioni musicali nel territorio emiliano-romagnolo. Sono le principali novità della legge “Norme in materia di sviluppo del settore musicale”, prima in Italia nel suo genere, approvata all’unanimità dall’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna, che punta a rafforzare il sistema musicale regionale e dare un’impronta trasversale e innovativa al comparto. A sostegno della norma è già stato stanziato 1 milione di euro, 500 mila euro per il 2018 e altrettanti per il 2019, col proposito di aumentare già nei prossimi bilanci le risorse destinate all’applicazione del provvedimento e alla realizzazione dei progetti.

Per quanto riguarda il settore musicalel’Emilia-Romagna, secondo i dati Siae, si colloca al secondo posto fra le regioni italiane per numero di concerti, con 4.106 spettacoli, e al quarto posto per numero di spettatori (1.046.412) e spesa del pubblico (un incasso di oltre 25 milioni di euro). La regione si distingue inoltre per la presenza di numerosi operatori, circa 5000, tra artisti e professionisti, e 496 imprese censite nel 2016 (Rapporto “Io sono cultura” 2017 – Fondazione Symbola), oltre il 30% delle quali con sede in provincia di Bologna, tra associazioni, fondazioni, società e cooperative, che si occupano di educazione, formazione, produzione, diffusione, promozione e ricerca, in ogni genere o tendenza, dalla musica antica all’elettronica.

La legge crea nuove opportunità imprenditoriali e occupazionali, propone nuove qualifiche e figure professionali per un mondo in continua evoluzione come quello della musica e promuove una rete dialogante fra più soggetti qualificati (pubblici e privati) per favorire l’alfabetizzazione musicale attraverso l’offerta formativa, integrando quella di scuole e accademie. Intende inoltre sviluppare la creatività giovanile, offrendo nuove risorse a favore della ricerca e dell’innovazione, per la nascita e lo sviluppo di nuove imprese e per la loro internazionalizzazione. Promuove infine l’esecuzione della musica contemporanea originale dal vivo. Le azioni e le strategie verranno definite con un programma triennale proposto dalla Giunta e varato dall’Assemblea legislativa.

Percorso partecipato per una legge condivisa
Oltre a ricondurre ad un unico testo normativo il complesso delle misure sul settore, la nuova legge integra le diverse programmazioni settoriali, potenziando gli interventi esistenti e introducendo nuovi strumenti solo dove necessario, per far crescere la filiera della produzione musicale.

Il testo giunge a compimento dopo un percorso partecipato con le realtà musicali regionali, avviato all’inizio di giugno e conclusosi a settembre, che ha visto la realizzazione di 7 iniziative: due giornate pubbliche e cinque incontri con associazioni di categoria, locali e festival di musica dal vivo, etichette discografiche, assessori alla Cultura e Politiche giovanili dei Comuni della regione (superiori ai 15.000 abitanti), locali, rassegne e festival jazz, soul e blues, coinvolgendo oltre 200 persone. Per favorire il dialogo e la partecipazione sulla legge è stato aperto anche un forum sul portale regionale, che ha portato anche a una decina di osservazioni e di proposte.

Nuovi incentivi alle associazioni scuole di musica, bande e cori ‘ampie e diffuse’
Un primo intervento per lo sviluppo del settore musicale riguarda gli incentivi sul sistema formativo ed educativo. La musica come linguaggio universale può costituire un primo fattore di sviluppo della cultura delle nuove generazioni ed essere un elemento di integrazione nella società multiculturale. Per questo, il sostegno da tempo assicurato ai corsi di alfabetizzazione organizzati dalle scuole di musica, dalle bande e dai cori grazie alla Legge regionale 13/99 (Norme in materia di spettacolo) con questo provvedimento viene opportunamente definito come intervento prioritario di qualificazione del sistema educativo e formativo e di promozione della cultura musicale. Beneficiari in particolare sono le associazioni di scuole di musica, di bande e cori con basi associative ampie e diffuse.

Nuove figure professionali
Il rigger (tecnico delle lavorazioni in quota), il tecnico organizzazione eventi, il musicista strumentista, il performer (tecnico delle arti scientifiche). Sono le nuove figure professionali che vanno a integrare le qualifiche del sistema regionale e contribuiscono a sviluppare a valorizzare le competenze professionali per il mercato del lavoro. La Regione ha avviato da tempo questo percorso con gli operatori pubblici e privati e continuerà a farlo, per rispondere in modo puntuale ad un comparto sempre in evoluzione, con corsi professionali sempre più mirati alle esigenze delle imprese.

Sostegno alla musica contemporanea: contributi soprattutto ai giovani autori
La legge sostiene la produzione e la fruizione della musica contemporanea e originale dal vivo, in particolare italiana, anche di matrice popolare, sia con contributi a percorsi di tutoraggio, supporto produttivo e promozionale dei nuovi autori, sia incentivando l’esecuzione della musica originale dal vivo. I contributi andranno in particolare a progetti a valenza regionale di ricerca, promozione dei nuovi autori e della creatività (in particolare giovanile); e per la valorizzazione anche ai fini turistici di circuiti locali e reti di festival ed infine per la circuitazione degli artisti e dei complessi musicali della regione nei locali e nei festival dal vivo (anche all’estero).

Nasce la Music Commission: attrarre nuove produzioni in Emilia-Romagna
Viene istituita la “Music Commission”, con l’obiettivo di sviluppare una comunicazione integrata e coordinata di tutte le opportunità e le offerte educative, formative, professionali, imprenditoriali, di circuitazione e di sostegno agli autori e in generale per le iniziative realizzate in attuazione della legge. Inoltre, ha l’intento di attrarre e supportare le produzioni musicali e di video musicali sul territorio regionale.