Edilizia scolastica. La Regione continua a investire in scuole più belle e sicure: pronti altri 12 milioni di euro per il reggiano

Scuole più belle e sicure. Continuano gli investimenti per migliorare la qualità degli istituti in Emilia-Romagna: complessivamente, superano infatti i 135 milioni di euro le risorse che sono state stanziate in questi giorni per la nostra regione per realizzare 118 nuovi interventi straordinari di edilizia scolastica.

Come sono articolati i fondi disponibili
Ristrutturazioni e nuove scuole: 98 milioni – Si tratta, per quest’anno, di un pacchetto di oltre 98 milioni di euro destinati a 106 nuove opere straordinarie, fondi provenienti dal riparto dei mutui Bei (Banca Europea degli Investimenti) relativi alla nuova programmazione 2018-2020.
Risorse che sono destinate alla realizzazione di interventi straordinari di ristrutturazionemiglioramento, messa in sicurezza, adeguamento sismico ed efficientamento energetico di edifici scolastici, oltre che alla realizzazione di nuove scuole.
Un’attenta programmazione dei fabbisogni da parte delle Province e della Città Metropolitana di Bologna ha permesso alla Giunta regionale di approvare il Piano triennale 2018/2020 e di individuare per quest’anno l’elenco degli interventi da finanziare e le risorse per territorio, in funzione del numero degli studenti e degli edifici scolastici. Di questi, 9 riguardano la provincia Reggio Emilia. Ai 98 milioni resi disponibili dai mutui Bei, si aggiungono altri 24 milioni di euro di cofinanziamento degli enti proprietari delle scuole, cioè Comuni e Province. Sommando le risorse disponibili, si arriva ad un totale di oltre 122 milioni di euro.

Palestre: 4,9 milioni – Ma non è finita. Sono disponibili altri 3 milioni e 190 mila euro per interventi di adeguamento sismico e nuove costruzioni di palestre. Insieme al cofinanziamento degli Enti locali di 1 milione e 666 mila euro, si arriva in totale ad altri 4 milioni e 856 mila euro.
Un budget col quale si finanzieranno altri 12 interventi: tra cui il miglioramento sismico della Palestra di Busana (Comune di Ventasso).

Antincendio: 8,1 milioni – Infine, per il Piano di adeguamento alla normativa antincendio degli edifici scolastici, sono disponibili altri 8 milioni e 133mila euro, per i quali è in corso in questi giorni la programmazione degli interventi sul territorio regionale.

Gli interventi nel reggiano

In allegato:
investimenti in edilizia scolastica 2015/2017
scheda riparto fondi e programmazione interventi 2018, per provincia

Quasi 3 milioni di euro ai comuni reggiani per i servizi educativi 0-6 anni

Quasi 3 milioni di euro per il sistema integrato dei servizi educativi 0-6 anni: è questo quanto spetta al territorio reggiano in base alla ripartizione delle risorse nazionali che la Regione ha effettuato per il 2018.

Per il secondo anno consecutivo si trasferiscono ai Comuni risorse ingenti, che potranno essere utilizzate anche per contenere le rette, aumentare le convenzioni, ridurre le liste di attesa o promuovere la diffusione sul territorio regionale dei Poli per l’infanzia, strutture che accorpano i nidi e le materne, per favorire la continuità educativa dei più piccoli, dalla nascita fino a 6 anni.

Un pacchetto di risorse che si aggiunge agli 11 milioni di finanziamenti regionali messi a disposizione per il 2018 (33 in tre anni).

In dettaglio i fondi stanziati:

  • Albinea 54.707 €
  • Bagnolo in Piano 56.678 €
  • Baiso 3.540 €
  • Bibbiano 76.141 €
  • Boretto 23.217 €
  • Brescello 20.534 €
  • Cadelbosco di Sopra 30.626 €
  • Campagnola Emilia 25.163 €
  • Campegine 32.717 €
  • Canossa 16.141 €
  • Carpineti 626 €
  • Casalgrande 78.073 €
  • Casina 1.309 €
  • Castellarano 54.113 €
  • Castelnovo di Sotto 12.445 €
  • Castelnovo ne’ Monti 26.363 €
  • Cavriago 50.987 €
  • Correggio 128.972 €
  • Fabbrico 26.068 €
  • Gattatico 30.377 €
  • Gualtieri 19.654 €
  • Guastalla 107.089 €
  • Luzzara 32.539 €
  • Montecchio Emilia 44.001 €
  • Novellara 61.636 €
  • Poviglio 67.816 €
  • Quattro Castella 71.229 €
  • Reggio nell’Emilia 1.100.906 €
  • Reggiolo 32.010 €
  • Rio saliceto 29.200 €
  • Rolo 20.091 €
  • Rubiera 85.153 €
  • San Martino in Rio 48.900 €
  • San Polo d’Enza 32.530 €
  • Sant’Ilario d’Enza 50.290 €
  • Scandiano 95.420 €
  • Toano 540 €
  • Vezzano sul Crostolo 30.297 €
  • Viano 20.670 €
  • Unione di Comuni Pianura Reggiana 27.530 €
  • Unione dei Comuni della Bassa Reggiana 28.968 €
  • Unione dei Comuni della Val d’Enza 28.183 €
  • Unione Montana dei Comuni dell’Appennino Reggiano 103.569 €
  • Unione Tresinaro Secchia 28.315 €

Totale in provincia di Reggio Emilia: 2.915.333 €

Servizi, rette, riduzione liste d’attesa: in arrivo 20 milioni per nidi e materne

Superano i 20 milioni di euro le risorse assegnate alla Regione Emilia-Romagna per sostenere e qualificare il sistema integrato di educazione e istruzione rivolto ai bambini di età compresa tra 0-6 anni.

Il via libera è arrivato oggi a Roma dalla Conferenza Stato-Regioni che ha approvato il riparto del fondo nazionale di 224 milioni.

Un pacchetto di risorse, quello assegnato all’Emilia-Romagna, destinato ai Comuni, che si aggiunge agli 11 milioni di risorse regionali messe a disposizione per il 2018 (33 in tre anni).

L’obiettivo è quello di finanziare e qualificare il sistema socio-educativo dell’Emilia-Romagna per la fascia d’età 0-6, cui si aggiunge l’impegno per promuovere la diffusione sul territorio regionale dei Poli per l’infanzia, strutture che accorpano i nidi e le materne, per favorire la continuità educativa dei più piccoli, dalla nascita fino a 6 anni.

Nelle prossime settimane la Regione approverà la ripartizione dei fondi ai Comuni.

Secondo i dati dell’Osservatorio regionale per l’infanzia e l’adolescenza riferiti all’anno educativo 2016-2017, in Emilia-Romagna i bambini da 0 a 3 anni iscritti nei 1.225servizi educativi erano oltre 33 mila, il 30,6% dei bambini di questa fascia d’età residenti in regione (107.737).

Edilizia scolastica: dalla Regione 961mila euro per 8 scuole reggiane

Nuovi interventi di ristrutturazione, miglioramento sismico, adeguamento antincendio ed efficientamento energetico in 50 scuole dell’Emilia-Romagna, da Piacenza a Rimini, grazie a un investimento di quasi 10 milioni di euro approvato dalla Regione.

I fondi provengono dai risparmi realizzati in fase di aggiudicazione degli appalti e alla fine dei lavori su opere sempre di edilizia scolastica assegnate attraverso i mutui della Banca europea degli investimenti (Bei) nel 2015 e 2016.

Le risorse così ottenute, grazie ad esempio a ribassi della base d’asta, vengono oggi riassegnate sulla base delle graduatorie già approvate per la programmazione 2017.

Anche grazie a stanziamenti del ministero dell’Istruzione, complessivamente, dal 2015 in poi e compresi quelli del Piano regionale, sono stati programmati sulle scuole dell’Emilia-Romagna oltre 550 interventi sul patrimonio di edilizia scolastica, per un investimento di oltre 300 milioni di euro.

La ripartizione delle risorse, in provincia di Reggio Emilia:

  • COMUNE DI CASTELNOVO DI SOTTO  – SCUOLA PRIMARIA CASTELNOVO DI SOTTO
    Messa in sicurezza, Ripristino funzionalità parte edificio, Efficientamento energetico: 350.000 €
  • PROVINCIA REGGIO EMILIA – POLI SCOLASTICI DI GUASTALLA – CORREGGIO – MONTECCHIO – CAST. NE’ MONTI I° LOTTO
    Adeguamenti funzionali, miglioramenti sismici e messe in sicurezza: 464.114 €
  • COMUNE DI BIBBIANO – SCUOLA INFANZIA “ALLENDE” BIBBIANO
    Ripristino e mantenimento funzionalità, efficientamento energetico: 43.000 €
  • COMUNE DI BAISO – SCUOLA INFANZIA “ROBIN HOOD” BAISO
    Efficientamento energetico, Miglioramento funzionale: 80.000 €
  • COMUNE DI VENTASSO – SCUOLA INFANZIA E PRIMARIA “E. PULSONI” di COLLAGNA
    Efficientamento energetico, Miglioramento funzionale:  24.000 €

TOTALE FINANZIAMENTO IN PROVINCIA DI REGGIO EMILIA: 961.114 €

Nidi, dalla Regione 7,2 milioni di euro da ripartire tra Comuni e Unioni in base al numero degli iscritti

Nidi d’infanzia di qualità, capaci di garantire il benessere, la massima tutela e un adeguato percorso di crescita pedagogica ai più piccoli, e al tempo stesso di assicurare al personale che opera a stretto contatto con i bambini una formazione costante. A questo obiettivo guarda lo stanziamento di 7 milioni e 250mila euro approvato dalla Giunta regionale per finanziare, nel 2018, il sistema educativo emiliano-romagnolo nella fascia di età 0-3 anni.

I contributi saranno assegnati dalla Regione direttamente ai Comuni ed Unioni ripartiti in base al numero dei bambini iscritti ai servizi educativi. Larga parte delle risorse (6 milioni 525mila euro) è finalizzata alla gestione e al consolidamento dei servizi per la prima infanzia: nell’ambito di questa cifra, è previsto un incremento di 182.700 euro per i bambini iscritti ai servizi educativi di Comuni montani, e una quota aggiuntiva di 137.000 euro assegnati sulla base del numero di bambini con disabilità. La quota di 725.000 euro è destinata a sostenere la qualificazione dei servizi educativi, attraverso il coordinamento pedagogico territoriale (300 mila euro) e la formazione permanente del personale (425 mila euro).

A livello territoriale, le risorse saranno così suddivise: Bologna (2.054.757 euro); Modena (1.170.389,82); Reggio Emilia (1.016.297 euro); Parma (736.503 euro); Piacenza (289.901 euro); Ferrara (436.576 euro); Ravenna (642.217 euro); Forlì-Cesena (538.392 euro); Rimini (364.962 euro).

Il nuovo programma triennale del sistema socio-educativo 0-6 anni

Il nuovo programma triennale (2018-2020) regionale, varato dalla Giunta e poi approvato dall’Assemblea legislativa, finanzia e qualifica il sistema socio-educativo dell’Emilia-Romagna per la fascia d’età 0-6Con uno stanziamento di oltre 11 milioni di euro l’anno (quelli relativi al 2018 già messi in bilancio), la Regione si impegna a sostenere concretamente gli Enti locali e le loro forme associative nella gestione dei servizi educativi per la prima infanzia. I fondi, regionali e statali, saranno ripartiti a livello territoriale in base al numero dei bambini iscritti ai servizi educativi (nidi d’infanzia, spazio bambini, centri per bambini e famiglie, servizi domiciliari e sperimentali) presenti nei singoli Comuni.

Le risorse dovranno essere utilizzate anche per contenere i costi delle rette a carico delle famiglie e ridurre le liste d’attesa per le iscrizioni; serviranno a garantire il funzionamento dei coordinamenti pedagogici territoriali e la formazione degli operatori dei servizi educativi; e, inoltre, a valorizzare nel suo insieme il sistema pubblico-privato dei servizi per l’infanzia, tramite la promozione dello strumento delle convenzioni. Ma gli indirizzi di programmazione prevedono un’altra novità: la graduale promozione sul territorio regionale dei “Poli per l’infanzia”, che riuniscono in un unico o più edifici vicini gli asili nido e le scuole per l’infanzia con l’obiettivo di assicurare la continuità educativa ai bambini dalla nascita fino a 6 anni.

Il sistema educativo in Emilia-Romagna

Il sistema dei servizi educativi per la prima infanzia in Emilia-Romagna è rappresentato da: nidi d’infanzia, che possono accogliere bambini in età 3 – 36 mesi, sia a tempo pieno che a tempo parziale, organizzati con modalità diversificate in riferimento ai tempi di apertura (tempo pieno e part-time) e alla loro ricettività; servizi domiciliari organizzati in piccoli gruppi educativi; servizi integrativi, come lo Spazio bambini e i Centri per bambini e famiglie.

Secondo i dati dell’Osservatorio regionale per l’infanzia e l’adolescenza riferiti all’anno educativo 2016-2017, in Emilia-Romagna i bambini da 0 a 3 anni iscritti nei 1.225 servizi educativi erano oltre 33 mila, il 30,6% dei bambini di questa fascia d’età residenti in regione (107.737). Nell’area metropolitana di Bologna i servizi sono 297 e gli iscritti 8.988. Nelle altre Province: Modena (186 servizi, 5.261 iscritti), Reggio Emilia (148 servizi, 4.303 iscritti), Ravenna (134 servizi, 2.951 iscritti), Parma (126 servizi, 3.474 iscritti), Forlì- Cesena (111 servizi, 2.518 iscritti), Ferrara (91 servizi, 2.290 iscritti), Piacenza (70 servizi, 1.436 iscritti), Rimini (62 servizi, 1.823 iscritti).

Infanzia, scuole materne: più di 4 milioni per migliorare la qualità

Oltre 4 milioni di euro per migliorare e qualificare le scuole per l’infanzia paritarie (materne comunali e private)dell’Emilia-Romagna e valorizzare la figura del coordinatore pedagogico. Li stanzia per il 2018 la Giunta regionale, che ha approvato nell’ultima seduta il “Riparto annuale degli interventi di qualificazione delle scuole dell’infanzia”.

Le risorse saranno ripartite tra tutte le Province e la Città Metropolitana di Bologna, per sostenere il funzionamento, l’offerta pedagogica e la formazione degli insegnati delle 800 scuole per l’infanzia paritarie presenti in Emilia-Romagna, su cui la Regione ha competenza nell’ambito del diritto allo studio.

I finanziamenti per città

I contributi sono in larga parte (3,7 milioni) finalizzati alla gestione dei servizi e vengono suddivisi tra Bologna (664.100 euro); Reggio Emilia (637.600 euro); Modena (612.400 euro); Parma (361.400 euro); Ravenna (349.000 euro); Ferrara (299.500 euro); Forlì-Cesena (296.500 euro); Rimini (252.300 euro); Piacenza (228.700 euro). Le rimanenti risorse (397.800 euro) sostengono invece la dotazione dei coordinatori pedagogici.

Il sostegno finanziario a questo servizio educativo rivolto ai bambini di età compresa tra 3 e 6 anni si basa su un duplice strumento: la sottoscrizione triennale di intese tra Regione, Enti locali e Associazioni regionali di gestori delle scuole paritarie (Federazione italiana scuole materne-Fism, Opere educative Foe, Confcooperative, Legacoop), e gli indirizzi regionali, che definiscono le priorità e i criteri di finanziamento, entrambi rinnovati nel 2016.

In Emilia-Romagna 1.540 scuole per l’infanzia, oltre 110.400 bambini iscritti

In Emilia-Romagna è presente un sistema integrato pubblico-privato di scuole per l’infanzia, composto da quelle paritarie (comunali e private) e da quelle statali. Quelle attive nell’anno scolastico 2017/2018 sono 1.540, di cui 800 paritarie e 740 statali. Secondo l’ultimo dato disponibile (anno scolastico 2016/2017) i bambini iscritti sono stati 110.464: di questi, 54.495 hanno frequentato quelle statali e 55.969 quelle paritarie (21.425 i bambini iscritti nelle comunali, 34.544 nelle private).

Università, la Regione investe sul diritto allo studio: 219 milioni in 3 anni. Benefici al 100% degli studenti idonei

È tra le Regioni con il più alto numero di studenti iscritti all’Università e con il più alto numero di idonei alle borse di studio, e che spende più risorse – con un importo medio annuo, in crescita, di 73 milioni – per garantire agli idonei questo beneficio. In Emilia-Romagna, dal 2009 al 2017, c’è stato un incremento del 37% degli aventi diritto, con oltre 20 milioni di euro in più di spesa (da 60 a 80 milioni) per assicurare la borsa di studio.

Numeri presentati in Commissione consiliare, poi in conferenza stampa, dall’assessore regionale all’Università, Patrizio Bianchi, che ha illustrato la relazionerelativa alla Clausola valutativa prevista dalla legge regionale 15 del 2007 (“Sistema regionale integrato di interventi e servizi per il diritto allo studio universitario e l’alta formazione”).

La relazione traccia un quadro preciso sui risultati conseguiti negli anni accademici 2014/2015, 2015/2016 e 2016/2017 dagli interventi messi in campo dalla Regione per rendere effettivo il diritto di raggiungere i più alti gradi di istruzione e garantire l’uniformità di trattamento su tutto il territorio dell’Emilia-Romagna. Rappresenta, inoltre, uno strumento di controllo triennale sugli obiettivi raggiunti dalla legge e una base importante per definire le priorità della programmazione sul diritto allo studio nel periodo 2019-2021.

Libri di testo, arrivano i contributi della Regione, 4milioni e 600mila euro per l’a. s. 2018/2019

Arrivano i contributi della Regione per acquistare i libri di testo per il prossimo anno scolastico (2018-2019): a disposizione ci sono oltre 4 milioni e 600mila euro, destinati agli studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado (medie e superiori). Le domande dovranno essere presentate esclusivamente on line dal 3 settembre al 23 ottobre, attraverso il sito https://scuola.er-go.it/

La Giunta regionale ha approvato criteri e modalità di accesso ai contributi: destinatari sono gli studenti con un indicatore famigliare Isee fino a 15.748,78 eurofrequentanti le scuole secondarie di I e II grado della regione: statali, private paritarie, paritarie degli enti locali e scuole non statali autorizzate a rilasciare titoli di studio con valore legale. Gli alunni devono essere residenti in Emilia-Romagna o frequentare qui la scuola, anche se residenti in altre regioni che erogano il beneficio secondo il criterio “della scuola frequentata”: in quest’ultimo caso competente alla concessione del beneficio è il Comune sul cui territorio si trova la scuola. Negli altri casi è competente il Comune di residenza.

Destinatari dei contributi 
Le risorse saranno prioritariamente destinate alla copertura totale delle domande rientranti nella prima fascia di reddito (Isee fino a 10.632,94 euro),utilizzando gli eventuali residui alla copertura della seconda fascia (da 10.632,95 euro a 15.748,78 euro).
Nella domanda occorre indicare la spesa effettivamente sostenuta per l’acquisto dei libri di testo per l’anno scolastico 2018/2019, della quale è necessario conservare la documentazione da esibire in caso di richiesta da parte del Comune.

Informazioni e assistenza  
Per informazioni, oltre agli uffici comunali, è disponibile il numero verde dell’Ufficio relazioni con il pubblico della Regione 800 955 157 (dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13 e lunedì e giovedì dalle 14,30 alle 16,30) e l’indirizzo mailformaz@regione.emilia-romagna.it
Per ricevere assistenza nella compilazione della domanda on line è possibile contattare l’help desk tecnico di ER.GO (Azienda Regionale per il Diritto agli studi superiori) 051.0510168 (lunedì, martedì, mercoledì dalle ore 10 alle 13 e il giovedì dalle 14,30 alle 16,30), contattabile via mail all’indirizzo: dirittostudioscuole@er-go.it

Più bimbi al nido, rette meno care e riduzione liste d’attesa: dalla Regione piano triennale da 33 milioni

L’obiettivo è quello di aumentare il numero dei bambini iscritti agli asili nidi o ai servizi educativi a loro dedicati. E questo diventa possibile riducendo le liste d’attesa e il costo delle rette a carico delle famiglie.

Sono i contenuti prioritari del nuovo programma triennale (2018-2020) della Regione con cui viene finanziato e qualificato il sistema socio-educativo dell’Emilia-Romagna per la fascia d’età 0-6, cui si aggiunge l’impegno per promuovere la diffusione sul territorio regionale dei Poli per l’infanzia, strutture che accorpano i nidi e le materne, per favorire la continuità educativa dei più piccoli, dalla nascita fino a 6 anni. Per raggiungere questi risultati, i Comuni avranno a disposizione dalla Regione oltre 33 milioni di euroa cui si aggiungeranno fondi statali, non ancora quantificati, ma che nel 2017 hanno superato i 20 milioni.

Il provvedimento, appena licenziato dalla Giunta, entro giugno sarà all’esame dell’Assemblea legislativa per il via libera definitivo.

I contenuti del provvedimento

Con uno stanziamento di oltre 11 milioni di euro l’anno (quelli relativi al 2018 già messi in bilancio), la Regione si impegna dunque per il prossimo triennio a sostenere concretamente gli Enti locali e le loro forme associative nella gestione dei servizi educativi per la prima infanzia. I fondi, regionali e statali, saranno ripartiti a livello territoriale in base al numero dei bambini iscritti ai servizi educativi e ai centri per bambini e genitori presenti nei singoli Comuni.

Le risorse – come prevede espressamente il nuovo programma – dovranno essere utilizzate anche per contenere i costi delle rette a carico delle famiglie e ridurre le liste d’attesa per le iscrizioni; serviranno a garantire il funzionamento dei coordinamenti pedagogici territoriali e la formazione degli operatori dei servizi educativi; e, inoltre, a valorizzare nel suo insieme il sistema pubblico-privato dei servizi per l’infanzia, tramite la promozione dello strumento delle convenzioni.

Ma gli indirizzi di programmazione prevedono un’altra novità: la graduale promozione sul territorio regionale dei “Poli per l’infanzia”, che riuniscono in un unico o più edifici vicini gli asili nido e le scuole per l’infanzia con l’obiettivo di assicurare la continuità educativa ai bambini dalla nascita fino a 6 anni; dando così piena attuazione al Sistema integrato di educazione e di istruzione 0-6 anni introdotto dalla legge nazionale 107 del 2015 (la cosiddetta legge della “Buona scuola”).

Centri estivi, rette scontate per i genitori che lavorano

Con 6 milioni di euro, dei 13 complessivi stanziati per il biennio 2018-2019, la Regione Emilia-Romagna viene incontro, già a partire dalla prossima estate, alle esigenze di tanti genitori che lavorano e che sono alla ricerca di occasioni di socializzazione per i figli durante il periodo estivo. L’offerta non manca, ma le rette, soprattutto se i figli sono più di uno, spesso sono una spesa difficile da sostenere.

La riposta a queste esigenze arriva dalla Giunta regionale, che nei giorni scorsi, ha approvato la ripartizione delle risorse tra i Comuni del territorio capofila di Distretto (l’ambito territoriale che comprende più Comuni associati per gestire i servizi sociali di base).

In tal modo, le amministrazioni comunali potranno pubblicare, entro il 15 di maggio, gli elenchi dei Centri estivi – gestiti direttamente dal Comune o, per quelli privati, individuati tramite bando –  in base ai requisiti di qualità contenuti nella nuova Direttiva regionale. Successivamente, i Comuni potranno ricevere le domande per frequentare i Centri e, per coloro che rientrano nei parametri Isee stabiliti dalla Regione, le richieste di contributo.

I Comuni definiranno la graduatoria dei possibili beneficiari fino ad esaurimento della disponibilità finanziaria.

A livello territoriale, i 6 milioni ripartiti tra i Comuni capofila dei Distretti, in base al numero dei bambini residenti e in età compresa tra  3 e 13 anni, prevedono: per Bologna 1,3 milioni di euro; Modena 1 milione; Reggio Emilia 816 mila euro; Parma  609 mila euro; Forlì-Cesena  540 mila euro; Ravenna  520 mila euro; Rimini 473 mila euro; Ferrara 374 mila euro; Piacenza 300 mila euro.

Requisiti richiesti per ottenere i contributi regionali ed entità

Alle famiglie – purché residenti in Emilia-Romagna e composte da entrambi i genitori, o uno solo in caso di famiglie mono genitoriali, occupati e con un reddito Isee annuo entro i 28 mila euro – viene riconosciuto fino a un massimo di 210 euro: 70 euro a settimana per 3 di frequenza.

Caratteristiche e funzionamento dei Centri estivi

L’obiettivo dei centri estivi è quello di offrire ai bambini e ragazzi, dopo la chiusura delle scuole, l’opportunità di trascorrere il tempo libero partecipando ad attività creative, educative e sportive. Nella maggioranza dei casi, il committente è il Comune di residenza, che affida la gestione del servizio a cooperative sociali o associazionidel territorio; in altri casi, i centri sono organizzati da privati.

Nei centri estivi è richiesta la presenza di un responsabile con ruolo di coordinatore, in possesso del diploma di scuola secondaria di secondo grado e possibilmente del titolo di educatore o insegnante, o comunque fornito di esperienza in campo educativo.

Dal 2020, per il responsabile del centro che accoglie più di 20 bambini, sarà indispensabile, secondo la nuova direttiva regionale, avere una formazione più specifica in uno dei seguenti ambiti: educativo, formativo, pedagogico, psicologico, sociale, artistico, umanistico, linguistico, ambientale, sportivo.

Altri requisiti riguardano la somministrazione dei pasti, che deve rispettare le linee guida regionali per l’offerta di alimenti e bevande salutari, e dunque garantire l’igiene e la correttezza alimentare. I centri, inoltre, devono prevedere servizi igienici separati per i bambini e gli educatori.