Edifici pubblici, 800mila € in provincia di Reggio Emilia per la riqualificazione energetica

Sono 126 i progetti di edilizia green degli enti locali che saranno cofinanziati nel 2018 grazie al bando Por Fesr 2014-2020 di riqualificazione energetica, con oltre 9,5 milioni di fondi europei veicolati dalla Regione Emilia-Romagna. Un contributo che innescherà un investimento complessivo di circa 38 milioni di euro. Sarà così possibile rendere energeticamente più sostenibili ed efficienti edifici residenziali e strutture pubbliche quali ospedali, scuole, centri sportivi, case di riposo. Un’azione analoga era stata intrapresa dalla Regione lo scorso anno, quando un precedente bando Por Fesr aveva consentito la realizzazione di 95 interventi, con contributi per 8,8 milioni e investimenti complessivi per oltre 25 milioni di euro.

Gli interventi saranno mirati in particolare alla riduzione dei consumi energetici grazie al rinnovamento degli impianti, all’uso razionale dell’energia con sistemi di regolazione e monitoraggio e alla produzione energetica da fonti rinnovabili. I beneficiari delle risorse sono Comuni, Aziende sanitarie, Acer, Unioni di Comuni, Ministeri, Università, società a capitale interamente detenuto da enti locali e soggetti o amministrazioni pubblici in genere.

I progetti in Emilia-Romagna

126 interventi ammessi dal bando (che innescano investimenti complessivi per 38 milioni e 464 mila euro grazie a contributi per 9 milioni e 593 mila euro) hanno questa ripartizione territoriale: 25 progetti sono in provincia di Bologna (investimenti per 7.924.078 di euro e contributi per 1.922.020); 19 progetti in provincia di Forlì-Cesena (contributi per 1.568.556 euro e investimenti per 5.727.093); 8 progetti in provincia a Ferrara (contributi per 1.052.107 euro e investimenti per 4.313.112; 9 in provincia di Modena (contributi per 968.328 euro e investimenti per 4.562.767); 6 in provincia di Piacenza (contributi per 442.857 euro e investimenti per 1.538.040); 20progetti in provincia di Parma (contributi per 1.481.660 euro e investimenti per 5.844.323); 10 in provincia di Ravenna (contributi per 758.863 euro e investimenti per 2.899.610); 22 in provincia di Reggio Emilia (contributi per 811.471 euro e investimenti per 3.638.129); 7in provincia di Rimini (contributi per 587.521 euro e investimenti per 2.017.608).

Il dettaglio dei 22 interventi in provincia di Reggio Emilia:

  • ACER della Provincia di Reggio Emilia – Campegine: Riqualificazione energetica dell’edificio di edilizia residenziale pubblica sito a Campegine Via Traccole 3, € 31.510
  • ACER della Provincia di Reggio Emilia – Castelnovo di Sotto: Riqualificazione energetica dell’edificio di edilizia residenziale pubblica sito a Castelnovo di Sotto Via Costa 37, € 18.334
  • ACER della Provincia di Reggio Emilia – Castelnovo Ne’ Monti: Riqualificazione energetica dell’edificio di edilizia residenziale pubblica sito a Castelnovo Ne’ Monti Via Rubertelli 10, € 19.743
  • ACER della Provincia di Reggio Emilia – Cavriago: Riqualificazione energetica del plesso di edilizia residenziale pubblica sito a Cavriago in Via Fosse Ardeatine 2-4-6-8, € 23.553
  • ACER della Provincia di Reggio Emilia – Correggio: Riqualificazione energetica dell’edificio di edilizia residenziale pubblica sito a Correggio – Via Dalla Chiesa 6-8, € 29.280
  • ACER della Provincia di Reggio Emilia – Gualtieri: Riqualificazione energetica del plesso di edilizia residenziale pubblica sito a Gualtieri Via di Vittorio 2-4, € 17.309
  • ACER della Provincia di Reggio Emilia – Guastalla: Riqualificazione energetica dell’edificio di edilizia residenziale pubblica sito a Guastalla Via Pieve 20, € 30.618
  • ACER della Provincia di Reggio Emilia – Reggio Emilia: Riqualificazione energetica dell’edificio di edilizia residenziale pubblica sito a Reggio Emilia Via Freddi 33-35, € 19.394
  • ACER della Provincia di Reggio Emilia – Reggio Emilia: Riqualificazione energetica dell’edificio di edilizia residenziale pubblica sito a Reggio Emilia Via Pastrengo 18, € 21.831
  • ACER della Provincia di Reggio Emilia – Reggio Emilia: Riqualificazione energetica dell’edificio di edilizia residenziale pubblica sito a Reggio Emilia Via Don Pasquino Borghi 8-9, € 52.456
  • ACER della Provincia di Reggio Emilia – San Martino in Rio: Riqualificazione energetica dell’edificio di edilizia residenziale pubblica sito a San Martino in Rio Piazza dell’Acqua 2, € 21.786
  • Asp Carlo Sartori – Campegine: Riqualificazione energetica della casa residenza anziani e centro diurno Villa Diamante di Campegine, € 57.678
  • Asp Carlo Sartori – San Polo D’Enza: Riqualificazione energetica dellaa palazzina per uffici amministrativi dell’ASP Carlo Sartori, sita in via De Gasperi 3 a San Polo d’Enza, € 12.667
  • Comune di Casalgrande: Riqualificazione energetica relativi all’edificio comunale polivalente sito in via A. Moro 11, € 37.198
  • Comune di Quattro Castella: Riqualificazione energetica Palestra Comunale di Puianello, € 36.492
  • Comune di San Martino in Rio: Riqualificazione energetica della Rocca Estense, € 33.560
  • Comune di Scandiano: Riqualificazione energetica palazzo del municipio di Scandiano, € 41.309
  • Comune di Vetto: Riqualificazione energetica su scuola materna elementare comunale di Vetto, € 44.697
  • Provincia di Reggio Emilia – Castelnovo ne’ Monti: Riqualificazione energetica plesso scolastico Castelnovo ne’ Monti, € 90.503
  • S.A.BA.R. Servizi S.r.l. – Luzzara: Riqualificazione energetica del plesso scolastico adibito a nido d’infanzia “Stella” e scuola materna “Respicio” di Luzzara, € 52.861
  • S.A.BA.R. Servizi S.r.l. – Novellara: Riqualificazione energetica del plesso scolastico adibito a nido d’infanzia “Birillo” e scuola materna “Arcobaleno” di Novellara, € 72.896
  • S.A.BA.R. Servizi S.r.l. – Poviglio: Riqualificazione energetica dell’edificio adibito a scuola materna “La Ginestra” di Poviglio, € 45.788

Contributo auto ibride, dal 1° settembre al via le domande per chi l’ha acquistata nel 2017

Prosegue il sostegno della Regione Emilia-Romagna per la mobilità non inquinante. Nelle prossime settimane partiranno i primi bonifici sui conti correnti dei 1.250 cittadini emiliano-romagnoli che hanno comprato un’automobile ibrida nel 2018 e richiesto il contributo regionale nei mesi scorsi. Dal 1° settembre, con le stesse modalità online, potranno presentare la domanda anche i circa 5.300 residenti che hanno acquistato un’automobile ibrida di prima immatricolazione nel corso del 2017. Le richieste online potranno essere presentate fino alla fine del 2018.

Con la manovra di assestamento del bilancio la Regione ha infatti appena approvato lo stanziamento di 1 milione di euro per l’acquisto di veicoli ibridi. Salgono così complessivamente a 6 milioni i fondi a disposizione per tre anni. I cittadini potranno così chiedere e ottenere il contributo triennale fino a un massimo di 191 euro all’anno (pari al costo del bollo di un mezzo di media cilindrata).

Come ottenere il contributo

I residenti in Emilia-Romagna intestatari dell’auto dovranno pagare il bollo auto e poi chiedere il contributo facendo una domanda online sul portale regionale http://ambiente.regione.emilia-romagna.it/entra-in-regione/bandi/bandi-2018/bando_bollo/.

Per accedere al sistema bisogna registrarsi tramite Federa (informazioni per richiedere le credenziali al link http://federazione.lepida.it/registrati) oppure con Spid- Sistema pubblico di identità digitale(https://www.spid.gov.it/).

Una volta inseriti i propri dati anagrafici, quelli dell’auto e le coordinate bancarie sulle quale ricevere l’importo dovuto, si invia la domanda online e la Regione provvederà in automatico all’accredito nei tre anni.

I veicoli ibridi in Emilia-Romagna

Le automobili ibride sono sempre più diffuse in regione: dai 2.776 veicoli ibridi immatricolati nel 2015 in regione si è passati ai 4.369 (+57%) del 2016 e ai 7.056 (tra privati e non) del 2017 (+61% rispetto all’anno precedente).

Incentivi per le auto elettriche

I contributi regionali per le auto ibride si affiancano agli incentivi già previsti dalla legislazione nazionale per l’acquisto delle automobili elettriche, esentate dal pagamento del bollo per 5 anni. Per incentivarne la diffusione, la Regione ha investito 2,4 milioni per l’acquisto di 103 veicoli elettrici per la pubblica amministrazione e sta firmando accordi con i Comuni su regole di accesso ai centri storici e parcheggi gratuiti per le auto elettriche. Sono 150 le colonnine interoperabili attive finora in Emilia-Romagna e ulteriori 30 sono in corso di installazione.

Bilancio, con l’assestamento dalla Regione altri 55 milioni per crescita, welfare e territori

Nuove risorse liberate per crescita, welfare e sviluppo dei territori. Grazie a minori spese derivate da risparmi – circa 15 milioni di euro, di cui 3 dell’Assemblea legislativa – e a maggiori entrate dal recupero dell’evasione fiscale – circa 18 milioni, soprattutto da Iva e addizionale Irpef, oltre che dal bollo auto -, la Regione sostiene ulteriori interventi per 55 milioni di euro. E’ l’entità dell’assestamento di bilancio messo a punto dalla Giunta regionale e approvato oggi dall’Assemblea legislativa, una manovra che prevede investimenti principalmente per la sanità emiliano-romagnola (12,6 milioni di euro), l’impiantistica sportiva (10 milioni, che si aggiungono ai 20 milioni già stanziati), il fondo delle Province (7,8 milioni), la banda ultra-larga e la realizzazione dell’agenda digitale (5,2 milioni), e il ripristino delle strade provinciali (3 milioni). Altrettanto importanti, fra gli altri, i fondi per l’abbattimento delle barriere architettoniche (1,4 milioni), fondo imprevisti calamità naturali (3 milioni), acquisto di auto ibride (1 milione) e agli enti locali per la riduzione dei costi degli abbonamenti dei bus(500mila euro).

Da inizio legislatura, nel 2015, è la prima volta che l’assestamento di bilancio raggiunge una tale entità, facendo ovviamente riferimento a risorse recuperate interamente dal bilancio regionale.

Oltre ai fondi alle aziende sanitarie locali, la voce più significativa di investimento riguarda l’incremento delle risorse per l’impiantistica sportiva: 10 milioni di euro. Queste permetteranno di rinnovare o ristrutturare il patrimonio impiantistico e sportivo regionale: dai nuovi palazzetti alle strutture polivalenti, con interventi in 120 Comuni da Piacenza a Rimini. L’investimento della Regione raggiunge così i 30 milioni, e salirà entro l’anno a 35, per progetti da 100 milioni di euro complessivi.

Ulteriori risorse andranno al piano di promozione turistica (1,2 milione di euro)gestito da Apt e agli impianti sciistici di risalita (700mila euro). Inoltre, sono stati stanziati 100 mila per contributi ad associazioni ed istituzioni sociali private, per la promozione e lo sviluppo delle attività motorie e sportive.

In vista di “Parma Capitale italiana della cultura 2020”, saranno erogati 3,5 milioni di euro al Comune di Parma per interventi agli immobili della Palazzina Nervi e della Casa della musica.

Sarà ripristinato il fondo imprevisti per calamità naturali con uno stanziamento di 3 milioni di euroQuattro milioni di euro saranno destinati alla protezione civile e un milione di euro è l’ulteriore contributo per il funzionamento dell’Arpa, mentre per il parco delle foreste Casentinesi sono previsti 80mila euroMezzo milione di euro sarà destinato alle bonifiche in agricoltura, in particolare per finanziare investimenti e la manutenzione straordinaria delle opere di bonifica realizzate attraverso i Consorzi.

Nel settore dei servizi educativi (0-6 anni), sono previsti 600 mila euro in più alle scuole per l’infanzia paritarie facendo salire a 4,7 milioni di euro le risorse stanziate per qualificare l’offerta educativa e il coordinamento pedagogico nelle 830 scuole, tra comunali e private presenti sul territorio regionale.

Quasi 1,4 milioni di euro saranno destinati all’eliminazione delle barriere architettoniche e che si aggiungono ai fondi statali per 29,4 milioni nel triennio 2018-2020.

Con 1,4 milioni di euro si realizzerà un parziale rifinanziamento della Legge regionale sulla formazione professionale e 500 mila euro vanno alla cooperazioneinternazionale.

Contributi anche agli Enti Locali: per la riqualificazione delle aree commerciali (1,2 milioni di euro); per le Unioni di Comuni (300mila euro); per la riduzione dei costi degli abbonamenti dei bus (500mila euro); per l’acquisto di auto ibride (1 milione).

Polizia locale, approvata la riforma: concorso unico regionale, formazione, fondo tutela operatori

Collaborazione e aiuto reciproco tra Comandi di territori diversi in caso di emergenze o calamità per intervenire subito a sostegno dei cittadini, con procedure semplificate e zero burocrazia. E poi l’istituzione di un fondo di tutela per gli agenti, la dotazione di nuovi strumenti di difesa personale e la possibilità di avere un sostegno psicologico in caso di intervento in situazioni delicate e traumatiche. E ancora: un concorso unico e valido in tutta la regione per reclutare i nuovi operatori che saranno formati prima di entrare in servizio. E nasce lo ‘street tutor’, una nuova figura che potrà operare all’esterno dei locali per garantire la sicurezza e gestire la ‘movida’ nelle città e nelle località turistiche dell’Emilia-Romagna. La Polizia locale dell’Emilia-Romagna si rinnova con l’obiettivo di avvicinarsi ai cittadini in modo più veloce, più efficace e più moderno.
È stata approvata oggi dall’Assemblea legislativa il progetto di legge di riforma firmato dalla Giunta regionale – “Disciplina della Polizia amministrativa e locale e promozione di un sistema integrato di sicurezza” -, che interessa circa 4mila operatori tra agenti e ufficiali, dopo un percorso partecipato e condiviso.

Tra le novità, arriva il concorso unico regionale valido da Piacenza a Rimini per reclutare gli agenti e che prevede una adeguata formazione prima di iniziare il lavoro attivo sul campo. E in uno spirito collaborativo e di servizio al territorio, la possibilità di intervenire in tempi rapidi in aiuto ai Comandi di Comuni diversi, semplificando e sburocratizzando le procedure di intervento in caso di emergenze o calamità. Previsti anche percorsi formativi specifici per la nuova figura dello ‘street tutor’ cui saranno affidati interventi, anche sul suolo pubblico, per migliorare la convivenza fuori dai locali e, più in generale, nei contesti di divertimento.

Tra le misure a sostegno degli agenti, l’istituzione di un fondo a disposizione dei Comuni per la tutela degli operatori in caso di procedimenti penali correlati allo svolgimento del servizio, la dotazione di strumenti di autotutela (giubbotti antiproiettile, spray irritante, ecc.), percorsi di formazione adeguati per affrontare situazioni critiche o traumatiche e un adeguato supporto, anche psicologico, qualora necessario.

Infine, è previsto il sostegno regionale a progetti d’innovazione e riorganizzazione per il miglioramento delle attività di polizia locale con la possibilità di stipulare accordi con organi dello Stato.

Sanità, oltre 56 milioni per costruire nuovi ospedali, riqualificare strutture e acquistare macchinari

Con un pacchetto di interventi da 56 milioni di euro, la Regione continua a investire nella sanità dell’Emilia-Romagna per rafforzare e innovare un sistema, pubblico e universalistico, con l’obiettivo di migliorare sempre di più i servizi a beneficio di cittadini e territori. Cioè per costruire nuovi ospedaliriqualificare le sedi esistentiacquistare macchinari che sono all’avanguardia nel trattamento delle patologie tumorali.

Risorse stanziate nell’ultima seduta dalla Giunta regionale attingendo da quelle accantonate sulla cosiddetta “Gestione sanitaria accentrata”: 46 milioni sono destinati alla ristrutturazione del Pronto soccorso dell’Ospedale del Delta (Fe), alla riqualificazione di quattro padiglioni del Policlinico Sant’Orsola-Malpighi di Bologna, alla progettazione del nuovo Ospedale di Cesena e all’acquisto degli “acceleratori lineari” da parte di due aziende ospedaliero-universitarie, Parma e Bologna, e quattro Ausl, Piacenza, Reggio Emilia, Bologna, Romagna. Altri 10,5 milioni vanno a sostenere i piani di investimento delle Aziende Usl di Piacenza, Reggio Emilia, Imola, Ferrara, Bologna e delle Aziende ospedaliero-universitarie di Modena e Bologna.

Sport. Via alla maxi operazione di rinnovamento e ristrutturazione del patrimonio impiantistico e sportivo: interventi in 120 Comuni

Nuovi palazzetti dello sport e strutture polivalenti rimesse a nuovo per le più diverse discipline, dal calcio al rugby passando per quelle paralimpiche, ciclismo, beach tennis, fitness e bocce, solo per fare alcuni esempi. Poi campi da gioco, spazi all’aperto, palestre, scolastiche e non, e piscine. L’Emilia-Romagna si prepara a una maxi operazione di rinnovamento e ristrutturazione del proprio patrimonio impiantistico sportivo che coinvolgerà 120 Comuni da Piacenza a Rimini, con un investimento della Regione di 30 milioni di euro, destinati a salire a 35, che ne genererà uno complessivo di almeno 100 milioni.

Nell’ultima seduta, la Giunta regionale ha approvato la graduatoria relativa al bando per la presentazione di progetti da parte dei Comuni, che ha visto un fortissimo interesse: 120 i progetti risultati ammissibili al finanziamento sulle 175 domande arrivate, con più di un Comune su due che ha presentato una proposta per migliorare l’offerta di strutture dedicate alla pratica motoria e sportiva.

La richiesta così ampia arrivata dai territori è stata infatti raccolta dalla Giunta, che ha aumentato sia il numero di interventi che sosterrà sia i fondi disponibili. Sulla base delle valutazioni effettuate da un apposito Nucleo tecnico, l’esecutivo regionale ha preso atto che anche progetti che non avevano raggiunto la soglia minima di 60 punti prevista dal bando contenevano elementi significativi di qualità per i quali avrebbero meritato di essere sostenuti e valorizzati, rendendo ammissibili anche i progetti che avevano raggiunto un punteggio minimo di 50. In questo modo, agli 88 subito ammessi se sono aggiunti altri 32. Attraverso i 10 milioni inseriti dalla Giunta nella proposta di assestamento di bilancio, che hanno portato le risorse disponibili a 30 milioni di euro, verrà garantito il sostegno finanziario a circa 95 progetti, ma l’obiettivo della Giunta è quello di quello di reperire altri 5 milioni a fine anno, quando verrà messo a punto il bilancio di previsione 2019, arrivando al budget dei 35 milioni di euro col quale finanziare tutti i 120 progetti ammissibili a contributo.

I 120 progetti ammissibili sono distribuiti in tutti i territori: 12 nella provincia di Piacenza, con un contributo massimo complessivo della Regione che sarà di 2,8 milioni; 18 in quella di Parma, per un investimento regionale fino a 4,4 milioni; 19 in quella di Reggio Emilia per 4,9 milioni; 14 in quella di Modena per 4,7 milioni; 21 in quella di Bologna per 5,6 milioni; 7 sia in quella di Ferrara per 2,6 milioni, sia in quella di Ravenna, per 2,4 milioni; 10 in quella di Forlì-Cesena per 3,2 milioni e 12 in quella di Rimini per 3,5 milioni.

I progetti nella Provincia di Reggio Emilia:

  • Comune di Guastalla: costruzione del nuovo palazzetto dello sport, 500mila euro.
  • Comune di Rio Saliceto: ristrutturazione con miglioramento sismico della palestra comunale, 180mila euro.
  • Comune di Quattro Castella : ristrutturazione, messa in sicurezza ed efficientamento energetico della palestra di Quattro Castella, 150mila euro.
  • Comune di Castellarano: nuovo impianto sportivo a Tressano, 500mila euro.
  • Comune di Albinea: riqualificazione della palestra tennis comunale, 500mila euro.
  • Comune di Gualtieri: riqualificazione, miglioramento sismico ed efficientamento energetico del complesso sportivo di Gualtieri, 97mila euro.
  • Comune di Casina: qualificazione e miglioramento della palestra comunale, 490mila euro.
  • Comune di Novellara: progetto di miglioramento della piscina comunale, 350mila euro.
  • Comune di San Martino in Rio: realizzazione copertura campo calcio a 5 e percorso attività fisica all’aperto, 200mila euro.
  • Comune di Gattatico: palestra scolastica di Taneto, 140mila euro.
  • Comune di Scandiano: lavori di messa in sicurezza per l’arcostruttura per l’hokey a rotelle, 150mila euro.
  • Comune di Correggio: recupero ed efficientamento energetico dell’impianto sportivo di atletica, 200mila euro.
  • Comune di Bibbiano: lavori di miglioramento sismico e manutenzione straordinaria della palestra polifunzionale, 100mila euro.
  • Comune di Ventasso: recupero funzionale con miglioramento sismico del Palaghiaccio di Cerreto Laghi, 173mila euro.
  • Comune di Bagnolo in Piano: riqualificazione della piscina comunale, 210mila euro.
  • Comune di Viano: adeguamento funzionale del centro polivalente, 210mila euro.

Sono stati dichiarati ammissibili e quindi in attesa di finanziamento con fondi da stanziare nei prossimi mesi:

  • Comune di Cadelbosco di Sopra: copertura in legno dell’impianto sportivo polifunzionale, 207mila euro.
  • Comune di Castelnovo di Sotto: messa in sicurezza e riqualificazione del palazzetto dello sport, 185mila euro.
  • Comune di Castelnovo né Monti: Qualificazione, miglioramento e ristrutturazione dell’impianto di atletica leggera, 343mila euro.

Povertà. In Emilia-Romagna il Reddito di solidarietà già erogato a 8mila nuclei familiari (20mila persone). Nei primi 8 mesi, a quasi 600 famiglie in provincia di Reggio Emilia.

Cambia e cresce il Reddito di solidarietà, la misura voluta dalla Regione per contrastare la povertà: e in Emilia-Romagna, a oggi, sono già oltre 8mila i nuclei familiari a cui è stato assegnato il RES, pari a circa 20mila persone. Un contributo economico mensile associato a un programma di attivazione e reinserimento sociale e lavorativo dei beneficiari per il quale la Giunta regionale ha stanziato 33 milioni di euro per il 2018 e 35 per il 2019.

In particolare, nei primi 8 mesi di applicazione, da settembre 2017, nella provincia di Reggio Emilia il RES è stato concesso a 591 nuclei familiari, con altre 1.425 domande in corso di valutazione all’Inps, l’ente chiamato a verificare i requisiti e procedere con la concessione, e 208 domande respinte. Complessivamente, sono state infatti 2.224 le richieste arrivate ai Servizi sociali del territorio.

E il Reddito di solidarietà si allarga: sale l’importo minimo e sarà erogato per più tempo, con una platea di soggetti più ampia. Da giugno sono infatti in vigore nuove regole, necessarie per integrare il RES con il sistema di norme previste a livello nazionale dal Reddito di inclusione (Rei). Il contributo mensile per una persona passa dagli attuali 80 a 110 euro – cifra minima garantita – fino a un massimo di 352 euro per un nucleo composto da 6 persone (l’importo del sussidio si modula secondo la scala di equivalenza Isee, parametro che permette di confrontare situazioni familiari differenti, sulla base del numero di componenti la famiglia stessa). Quanto ai requisiti, potrà essere richiesto con un Isee non superiore a 6 mila euro l’anno, il doppio rispetto ai 3 mila precedenti, e un valore del patrimonio immobiliare, diverso dalla casa di abitazione, non superiore a 20.000 euro. Sale inoltre da 12 a 18 mesi la durata del beneficio, trascorsi i quali non potrà essere rinnovato se non dopo sei mesi, e soltanto per un anno.

Infine, è necessaria la residenza in Emilia-Romagna da almeno 24 mesi continuativi.

Il RES non si configura più quindi come alternativo alla misura nazionale, diventa invece una misura integrativa – universalistica e per tutti – che ne rafforza la portata per i soli residenti in regione.

I numeri del RES: tutti i territori attivi contro la povertà

Sono circa 8mila i nuclei familiari che possono contare sul RES. Una analisi precisa sull’attuazione della misura è contenuta nel rapporto di monitoraggio realizzato dall’Università di Modena e Reggio Emilia, sulla base dei dati disponibili nel sistema informativo regionale e ricompresi fra il settembre 2017 e il maggio 2018. In questo periodo, e quindi in poco più di 8 mesi di operatività, le domande inoltrate dai cittadini ai Servizi sociali del proprio Comune di residenza per ricevere il Reddito di solidarietà sono state complessivamente 21.238, 625 alla settimana, su una popolazione residente di 1.997.372 persone. Di queste, le richieste sulle quali l’Inps sta verificando i requisiti richiesti sono oltre 12.700.  A maggio scorso, i nuclei familiari già ammessi al contributo erano 6.223, ai quali si aggiungono i 494 che usufruiscono della misura nazionale. Le domande respinte sono state 1.809, con un tasso di rigetto per entrambe le misure del 21%.

A livello territoriale, nella provincia di Bologna sono stati 1.792 i nuclei familiari ad aver già ottenuto il RES, 896 in quella di Modena, poi Reggio Emilia (591), Ravenna (552), Ferrara (524), Parma (598), Rimini (496), Forlì-Cesena (514) e Piacenza (323). Tutti i territori sono dunque attivi e impegnati nel contrasto alla povertà assoluta.

Dai nuclei unipersonali ai woorking poor, a chi va il RES

I nuclei che usufruiscono del RES sono composti da una sola persona nel 44,7% dei casi, senza figli a carico (66,2%). Oltre Il 60% di coloro che richiedono il beneficio regionale ha più di 45 anni, e di questi, più del 33% ne ha dai 56 in su.

A chiedere i contributi previsti dalla misura regionale sono uomini e donne in percentuali simili: rispettivamente 50,6% e 49,4%.

Infine, significativa la presenza in famiglia di almeno un componente che lavora (61,5%), anche se in modo precario o pochissimo pagato. Si tratta dei cosiddetti woorking poor, simbolo del deterioramento della propria funzione protettiva dell’occupazione rispetto al rischio di povertà.

Va anche sottolineato il fatto che per quasi 1.000 beneficiari del RES (957 per la precisione) sono inoltre state attivate misure di inclusione socio lavorativa (orientamento, formazione, tirocini) previste e finanziate dalla Legge regionale 14 del 2015 che mira all’inserimento lavorativo e all’inclusione sociale delle persone in condizione di fragilità. Si è dunque creato un circuito virtuoso tra Reddito di solidarietà e inclusione lavorativa prevista dalla norma regionale, che rafforza il versante attivo del contrasto alla povertà.

Legge, formazione, convenzione Inps e protocolli d’intesa: la costruzione del RES

Per progettare una misura come il RES, ad oggi in mano a oltre 8mila famiglie in Emilia-Romagna, sono serviti diversi passaggi, tutti estremamente importanti: uno studio di fattibilità sulle condizioni socio-economiche dell’Emilia-Romagna corredato dall’elaborazione di stime previsionali sui tassi di povertà; una legge regionale e successive modifiche in parallelo all’evoluzione della normativa nazionale; due Protocolli d’intesa con il Ministero del Lavoro e con il Ministero dell’Economia; una convenzione con INPS per l’erogazione del sussidio; l’elaborazione di un software regionale per l’immissione delle domande; attività di formazione del personale appartenente agli oltre 300 Comuni emiliano-romagnoli.

 

Terzo settore, in Emilia-Romagna il primo e unico Osservatorio regionale

Mancava solo un tassello per completare la piena realizzazione della legge del 2017 sul mondo del no-profit, che semplifica le modalità e gli organismi di interlocuzione con la Regione, in attesa che si completi l’iter di approvazione della riforma nazionale. E l’ultimo tassello, l’istituzione dell’Osservatorio regionale del Terzo settore, ha avuto il via libera nei giorni scorsi.

Si tratta della prima esperienza di questo tipo messa in campo dalla nostra Regione. Nato dalla fusione di due distinti organismi simili e separati (Osservatorio del Volontariato e Osservatorio delle Associazioni di promozione sociale), si compone di rappresentanti delle oltre 3.000 organizzazioni di volontariato e delle più di 4.000 associazioni di promozione sociale impegnate su tutto il territorio regionale in attività di utilità sociale e solidaristica senza scopo di lucro.

Tra le funzioni ricoperte dal nuovo organismo, la raccolta di dati, documenti e testimonianze sulla realtà del Terzo settore dell’Emilia-Romagna, di cui monitorerà e verificherà l’operato; la promozione di attività di studio, ricerca e approfondimento rivolte alle organizzazioni di volontariato e associazioni di promozione sociale iscritte nei registri regionali; l’analisi dei bisogni sociali del territorio, la promozione delle buone pratiche.

Alla costituzione dell’Osservatorio, che dovrà operare al fianco della Conferenza regionale del Terzo settore – organo consultivo della Regione e del mondo associativo – hanno contribuito, oltre alla Regione Emilia-Romagna, il Forum del terzo Settore (associazione di enti che operano nel volontariato e nel sociale) e i Centri di servizio per il volontariato.

Servono medici e la Regione raddoppia i contratti di formazione: più specializzandi in Emilia-Romagna

Raddoppiano quest’anno i contratti di formazione per i medici specializzandi finanziati interamente da fondi regionali, che passano dai 52 del 2017 ai 100 del 2018: il numero più alto in Italia. Contratti che si aggiungono a quelli finanziati dal ministero, incrementati anch’essi: da 619 a 635. Nel complesso si passerà pertanto da 671 a 735 contratti, con un aumento del 10%.

Un impegno che va ad aggiungersi all’attenzione riservata ai medici di famiglia: nel bando per l’ammissione al corso triennale di formazione specifica in medicina generale 2018-2021 sono stati messi a disposizione 100 posti20 in più dell’anno scorsoquasi il 70% in più rispetto al 2015. E grazie a risorse regionali, viene garantita la copertura sia delle borse di studio, sia delle spese per la realizzazione del corso.

Per quanto riguarda le scuole di specializzazione, come già lo scorso anno la Regione ha deciso di investire prioritariamente su quelle che costituiscono vere e proprie emergenze per la carenza di professionisti: in Medicina d’Emergenza UrgenzaAnestesia e Rianimazione e Pediatria. I contratti per queste specialità finanziati dalla Regione sono 90; gli ulteriori 10 sono stati individuati sulla base delle priorità definite dalle Università dell’Emilia-Romagna.