Una riflessione di Paolo Santachiara, Presidente Slow Food Reggio Emilia, a Palazzo Greppi, Gualtieri, ad un incontro dai contenuti profondi “Amazzonia polmone della Terra”:

Vorrei iniziare questa riflessione con una minima inquadratura del contesto italiano sul quale queste parole cadono:

Innanzi tutto partiamo dal titolo:  “S.Vittoria del buon vivere” la considero una provocazione in quanto si innesta su un contesto dove si percepisce “un mal di vivere” e come questo mal di vivere, ci segnalano alcuni pediatri, stia colpendo una fetta importante di bambini attraverso, indolenza, fiacca,.scarsità di energie vitali

Ora queste giornate cercano di seminare consapevolezza, buoni stimoli che aiutino l’accelerazione del cambiamento, l’avvio di una piccola metamorfosi. ( Edgard Morin )

Oggi, una buona fetta di popolazione, sente paura, rabbia, incertezza, sfiducia.  Sono sentimenti dominanti che nascono dalla paura del futuro, dall’incapacità di governare la complessità, dovuta anche dalla globalizzazione, dall’immigrazione, dalla precarietà del lavoro.. e aggiungo io da una economia che ha messo il denaro come generatore simbolico di tutti i valori.

Non dobbiamo dimenticare che il 55% degli italiani fa uso abituale di psicofarmaci e l’Italia come sostiene Umberto Galimberti, a differenza dei paesi del Nord Europa,  ha il sole per buona parte della giornata, e dell’anno…

Un altro aspetto che sta assumendo dimensioni drammatiche è l’emersione sempre più diffusa della rabbia, dall’intolleranza verso il diverso, della identificazione di nemici, insomma assistiamo a un cammino di disumanizzazione crescente.

È inquietante la recentissima inchiesta sull’intolleranza condotta da alcune università italiane ( MI, Roma, Bari) su 215.000 tweet analizzati fra marzo e maggio 2019. Esito il 75% dei tweet è costituito da insulti rivolti a: immigrati 34%, donne 26%, musulmani 14%, disabili 12%, ebrei 8% e omosessuali 6% Questo è il quadro preoccupante che stiamo vivendo.

Zygmunt Bauman, il grande sociologo morto due anni fa, aveva ben fotografato (15 anni fa),  la nostra società e la ns vita definendola liquida, cioè incapace di conservare la propria forma, concretizzare risultati in beni duraturi, rendendo la vita precaria e piena di incertezza.

La vita liquida è una vita di consumi.

Tra le arti del vivere liquido-moderno, e le abilità che esse richiedono, è sapersi sbarazzare delle cose divenuta più importante che acquisirle.

In una società liquido-moderna, l’industria di smaltimento dei rifiuti, assume un ruolo dominante nell’ambito della economia liquida.

Venendo alla Nostra Casa Comune non dobbiamo mai perdere di vista che la situazione è drammatica.

Oggi la salute del pianeta è messa a dura prova, l’aria della pianura padana è fra le più inquinate del mondo, le acque superficiali sono per buona parte inquinate, e una percentuale importante delle acque nel profondo della terra contengono inquinanti.  La terra è stata resa sterile, annullando il suo humus, la sua fertilità naturale ed è resa produttiva solo attraverso l’uso di prodotti chimici di sintesi.

La famosa frase che venne pronunciata quasi due secoli fa dal filosofo L. Feurbach che recitava ” l’uomo è ciò che mangia “ oggi ci interpella con forza, in quanto oggi ci alimentiamo di un cibo che è diventato una merce fra le tante e non un bene prezioso curato e custodito in quanto nostro alimento prezioso e determinante per una crescita sana, armoniosa e bella.

Ora dobbiamo avere la consapevolezza che il sistema agroalimentare e gli allevamenti incidono sull’inquinamento di  CO2 del pianeta terra con il 34% del totale, cioè con la percentuale più alta rispetto alla mobilità e altre fonti inquinanti. E’ pertanto da qui che dobbiamo partire per iniziare a risanare l’ambiente e l’uomo e recuperando una intelligenza affettiva perduta.

Papa Francesco ha scritto 4 anni fa una grande enciclica, la “Laudato Si” che analizza i pericoli incombenti sulla ns casa comune.

Ha parlato di ecologia integrale, cioè come inquinamento, fragilità del pianeta e povertà sono unite, e come tutto il mondo è intimamente connesso, dall’Amazzonia a Santa Vittoria.

Ha con grande coraggio affermato come questa economia uccide, e come tante vite rischiano di diventare scarti della società.

Occorre pertanto e con urgenza prendere consapevolezza del danno provocato alla ns casa comune e con grande responsabilità operare un cambiamento radicale del ns stile di vita.

Slow Food da oltre 15 anni ha assunto alcune  parole chiave per sintetizzare i criteri da seguire quando si va a fare la spesa e precisamente:: Sano, Buono, Pulito e Giusto in un contesto di Biodiversità.

Sano, cioè il cibo che compriamo deve far bene alla salute, non può minarla per la presenza al suo interno di pesticidi, erbicidi, antibiotici, ormoni e, aggiungo,  la rabbia che gli animali cresciuti i allevamenti intensivi portano dentro per la tremenda vita che sono stati costretti a subire, in piccolissime gabbie e le loro carni sono impregnate di collera..

Buono, cioè deve essere piacevole al gusto.

Pulito, cioè per la sua produzione non deve inquinare la terra, l’aria, l’acqua.

Giusto, cioè deve dare il giusto riconoscimento economico a chi lo produce

Biodiversità, esprime la varietà di forme e l’abbondanza di specie, che rappresentano la vera ricchezza della vita sulla terra e la capacità di adattamento degli organismi alle diverse condizioni climatiche.

Semplificando si può dire che la diversità è la materia prima dell’evoluzione e l’evoluzione è il presupposto della sopravvivenza per le diverse specie esistenti.

E’ evidente che è necessario recuperare una conoscenza, una relazione con chi produce cibo, perché dalla sola etichetta non è possibile avere tutte quelle informazioni. Certamente un criterio fortemente selettivo può essere quello di orientare la spesa verso prodotti provenienti da agricoltura biologica o biodinamica, ma la via maestra è quella di rifornirsi da produttori locali e instaurare un rapporto con loro e stimolarli ad essere virtuosi.

Ora veniamo da oltre cinquanta anni di turbo capitalismo che ha portato un grande miglioramento delle condizioni economiche, ma nel contempo ha creato uno sbriciolamento sociale, un individualismo spinto, assieme a grandi diseguaglianze e a profonde fratture. Oggi sta emergendo il desiderio, sparso qua e là, in piccoli gruppi, in piccole realtà, di creare nuove forme di vita associata, di vita comune .

Occorre sempre avere presente che il fine della vita di ogni uomo è la felicità , e questa felicità la si raggiunge attraverso un vita armonica, fraterna e solidale.

Vorrei avviarmi alle conclusioni raccontando una esperienza che è nata da poco a Novellara.  Promosso da Slow Food di RE, il mese scorso, è iniziata la sperimentazione di una “ Comunità Biosolidale” cioè , una alleanza fra piccoli produttori locali e un gruppo di famiglie e piccole comunità.. Questa alleanza consiste nel creare una rete solidale dove i piccoli produttori garantiscono la produzione di prodotti sani, buoni, puliti e giusti ma avendo la certezza di avere acquirenti sicuri per una percentuale importante della loro produzione, mentre per le famiglie di essere certi della salubrità e bontà dei prodotti con prezzi equi, ma assicurando l’acquisto annuo di una percentuale di libera scelta, ma importante rispetto al consumo complessivo annuo. Tutto questo avviene stimolato da un continuo cammino culturale attraverso, ricerche, incontri, sperimentazioni, analisi dei bisogni emergenti per assicurare una vita armonica e solidale con la comunità intera. Ad esempio, 10 giorni fa abbiamo promosso un primo incontro su “Agricoltura e Alimentazione: salute della terra e dell’uomo: i primi 1000 giorni di vita” dove si ci si è soffermati sui primi 2/3 anni di vita di un bambino, tempo chiave per il suo futuro sviluppo in quanto particolarmente sensibile agli inquinanti presenti nel cibo, nell’aria e nell’acqua.

Volendo sintetizzare questa esperienza:

Perché è nata?

Per realizzare un bene comune in modo organizzato

Con quali finalità?

Garantire una alimentazione sana, buona, pulita e giusta per tutti

Ridurre fino a Interrompere l’inquinamento della terra, dell’aria, dell’acqua salvaguardando la biodiversità e salvando la nostra “Casa Comune”, il pianeta Terra.

Rendere solidale le attività di consumo alimentare riscoprendo conoscenza, relazione, solidarietà fra produttori, commercianti, ristoratori e famiglie

Rendere possibile a tutti di alimentarsi con prodotti sani sia per il prezzo equo, sia per la comoda accessibilià dei prodotti, creando, eventualmente, anche nuovi servizi per le esigenze di chi ha difficoltà di autonomia

Quali i soggetti che partecipano al progetto?

Le famiglie e piccole comunità

Piccoli imprenditori agricoli virtuosi ( Bio, Bio dinamici, o in cammino verso …)

Piccoli produttori gastronomici Bio

Commercianti Bio

Ristoratori

Associazioni

Medici

Concludo queste riflessioni con un invito: aiutiamoci, stimoliamoci, a cambiare il ns consolidato stile di vita, perché come dicevano i bambini nel filmato, abbiamo poco tempo per salvare la ns casa comune, 12 anni, si solo 12 anni.

Grazie

Ridotte o azzerate le rette per i nidi e contributi per l’affitto: 30 milioni per misure a sostegno delle famiglie

Abbattimento o azzeramento delle rette di iscrizione ai nidi (compresi micronidi e sezioni primavera per bambini dai 24 a 36 mesi di età) e a tutti i servizi integrativi per la prima infanzia, pubblici e privati convenzionati con i Comuni, per i bimbi da 0 a 3 anni. Ma anche contributi per l’affitto alle famiglie in difficoltà.

È il nuovo welfare targato Emilia-Romagna, su cui la Regione investe da subito 30 milioni di euro (quasi 20 per i mesi da qui a fine anno), per poter garantire i contributi già da settembre, con l’avvio dell’anno educativo. Risorse originariamente destinate al Reddito di solidarietà – poi sostituito dalla misura nazionale del Reddito di cittadinanza – che ora la Giunta guidata dal presidente Stefano Bonaccini ha deciso di reimpiegare per questi nuovi servizi. Per dare un sostegno concreto e immediato ai cittadini e alle famiglie dell’Emilia-Romagna: basti pensare che la riduzione delle rette dei nidi, rivolta a nuclei familiari con un Isee massimo di 26 mila euro, comporterà un risparmio medio di circa 1.000 euro l’anno per ogni bambino iscritto, cifra che cresce nel caso di un bambino con disabilità residente in un Comune montano.

Due novità che non hanno precedenti e che costituiscono il cuore della manovra di assestamento di bilancio regionale 2019, che approderà la prossima settimana in Assemblea legislativa per l’approvazione definitiva.

18 milioni ai Comuni per abbattere o azzerare le rette dei nidi

Le risorse per i nidi vengono assegnate a tutti i 220 Comuni dell’Emilia-Romagna sede di servizi educativi per la prima infanzia, che avranno il vincolo di utilizzarle esclusivamente per l’obiettivo individuato, quindi per abbattere o azzerare le rette di frequenza al nido e ai servizi integrativi, sia pubblici che privati convenzionati. Si tratta di una realtà che in Emilia-Romagna interessa una platea di oltre 28.400 bambini (0-3 anni), quelli appunto iscritti sull’intero territorio regionale, da Piacenza a Rimini, ai nidi e ai servizi integrativi per la prima infanzia, come esempioSpazio bambini, Centri per bambini e famiglie e Servizi domiciliari. A questo obiettivo sono destinati, per l’anno scolastico 2019-2020 18,25 milioni, posta che sarà poi ripetuta anche per i due anni scolastici successivi 2020-2021 e 2021-2022 in sede di predisposizione del prossimo bilancio pluriennale.

12,5 milioni per sostenere le famiglie sull’affitto

Risorse a cui si aggiungono circa 12,5 milioni che la Giunta ha voluto destinare al sostegno dei cittadini nella spesa di affitto della casa, un’altra voce di peso nel bilancio familiare: secondo la più recente rilevazione Istat (2018) questo costo rappresenta circa un quinto del budget mensile complessivo di una famiglia ma, non di rado, può superare la soglia critica pari ad un terzo del reddito disponibile. Ed è proprio a questa “fascia grigia”, che non si trova tecnicamente in condizione di povertà ma fatica molto a sostenere questa spesa incomprimibile, che la Regione vuole rivolgersi. Anche in questo caso le risorse del ‘fondo affitto’, che la Regione intende rendere strutturale per i prossimi anni, sono destinate a tutti i Comuni dell’Emilia-Romagna.

A partire dalla possibilità di ridestinare allo scopo le risorse della cosiddetta morosità incolpevole, riservate alle città ad alta tensione abitativa ad oggi non impegnate dai Comuni. Si tratta di risorse tecnicamente già presenti nei bilanci comunali ma che, per gli eccessivi vincoli posti dalla norma statale, non riescono poi materialmente ad essere erogate alle famiglie bisognose. Una nuova norma consente ora alle Regioni di sbloccare queste risorse e di destinarle al fondo per l’affitto. Conclusa la ricognizione tuttora in corso, la Giunta confida di poter riassegnare una somma di circa 7,5 milioni di euro agli stessi Comuni affinché possa essere effettivamente utilizzata nei confronti delle famiglie in affitto. A questi, già con l’assestamento di bilancio, la Regione aggiungerà ulteriori 5 milioni euro da poter utilizzare da qui a fine anno per incrementare il fondo stesso, al fine di estendere l’insieme dei possibili beneficiari del contributo anche alle famiglie che risiedono nei Comuni non classificati ad alta tensione abitativa. Un primo passo a cui ne farà seguito un altro più impegnativo, portando sul prossimo triennio 2020-2022 risorse pari a 36 milioni di euro, cioè 12 milioni per ciascun anno.

Modalità e criteri di assegnazione delle risorse

Per quanto riguarda i contributi per i nidi, ai Comuni sede di servizi sarà assegnato un budget finanziario determinato sulla base del numero dei bambini iscritti nell’anno 2017-2018.Potranno usufruire delle risorse soltanto i Comuni che entro il 15 settembre 2019 faranno richiesta di finanziamento alla Regione, accompagnata da un impegno formale di utilizzo delle risorse esclusivamente per l’abbattimento delle rette di frequenza.

La riduzione delle rette interesserà i nuclei familiari con un Isee massimo di 26 mila euro, che potranno risparmiare in media 1.000 euro l’anno per ogni bambino iscritto, anche di più nel caso di un bambino disabile residente in un Comune montano. Decidere come articolare concretamente l’abbattimento o addirittura l’azzeramento delle rette spetterà ai Comuni, posto che la politica tariffaria risulta oggi molto diversificata nel territorio. Considerando che attualmente il costo delle rette mensili può variare da 100 a 500 euro per un nido a tempo pieno, l’impatto atteso porterà all’abbattimento di almeno un terzo per le rette medie o fino all’azzeramento per quelle più basse.

Modalità e criteri di assegnazione dei contributi per l’affitto, invece, saranno definiti da un’apposita Cabina di regia, composta da rappresentanti di Regione e Comuni, che si insedierà a breve. È in ogni caso intenzione della Giunta far precedere la predisposizione della misura da un tavolo di concertazione con le rappresentanze sociali coinvolte, al fine di approntare un provvedimento che possa assumere un più incisivo carattere strutturale nel triennio 2020-2022.

Ragazzi con disabilità, dalla Regione 2,5 milioni di euro l’anno per favorire il passaggio dalla scuola al lavoro

Percorsi personalizzati per sostenere igiovani con disabilità nel delicato passaggio dalla scuola al lavoro: via libera dalla Giunta regionale alla programmazione pluriennaledi un pacchetto di interventi finanziati annualmente con 2,5 milioni di euro del Fondo sociale europeo.

Già approvati i progetti da realizzare nell’anno formativo 2019/2020.

Destinatari dei progetti individuali di accompagnamento su cui la Regione ha deciso di investire sono 1.000 giovani con disabilità certificata (quella prevista dalla legge nazionale 104 del 92), in particolare 760 studenti che frequentano gli ultimi anni del proprio percorso formativo ed educativo e 240 giovani che lo hanno da poco terminato.

Nel primo caso ad individuare gli alunni sono le oltre 100 istituzioni scolastiche che hanno aderito all’iniziativa: sono previsti percorsi di orientamento e rafforzamento dell’autonomia individuale, anche fruibili in modo singolo, personalizzato e flessibile.

I ragazzi che, invece, hanno già concluso gli studi saranno individuati dai Servizi socio-sanitari cui sono in carico, e per loro si realizzeranno interventi e percorsi formativi a carattere orientativo, per potenziarne l’autonomia, valorizzarne le competenze e le capacità possedute e aiutarli ad acquisirne di nuove e specifiche.

Da un primo riscontro sull’efficacia dei risultati raggiunti con i progetti attivati nell’anno formativo 2017/2018, seppure con dati non ancora definitivi, emerge che dei 143 ragazzi destinatari dei percorsi successivi alla scuola la quasi totalità, 141, aveva avviato almeno un tirocinio, e 24 giovani avevano stipulato un contratto di lavoro.

Commercio, 4 milioni per il rilancio dei piccoli esercizi: fondi direttamente agli operatori e meccanismi premiali per chi è in affitto

Dai piccoli negozi ai bar, dai ristoranti alle botteghe. Fondamentali per la vita e l’identità stessa delle comunità locali, spesso fulcro di piazze e aree urbane, sono i punti venditatradizionali dell’Emilia-Romagna, molte volte attività di vicinato, che la Regione vuole sostenere attraverso fondi che andrannodirettamente agli operatori commerciali. Modalità resa possibile grazie alla imminente modifica della legge 41 del 1997 che regola la valorizzazione e la qualificazione delle imprese minori della rete distributiva, già inserita nel collegato all’assestamento di bilancio 2019, in Assemblea legislativa entro fine mese. Dopo l’intervento normativo, la messa a punto del bando, da oltre 4milioni di euro, pronto subito dopo l’estate. Con una secondo novità: meccanismipremiali per chi è in affitto, costo che specie nei centri storici si fa sentire. 

La Giunta regionale interviene ancora una volta per promuovere lo sviluppo dei piccoli esercizi commerciali ritenuti ‘fattori strategici di attrattività e rivitalizzazione dei centri storici, dei paesi e delle frazioni’. Nel complesso, salgono così a oltre 14 milionidi euro (14,4) i fondi – europei e della Regione – erogati dal 2017 a oggi per incentivare la competitività e la qualificazione degli esercizi tradizionali.

Le novità

In particolare, con le modifiche alla legge regionale 41, si potranno concedere contributi direttamente agli operatori commerciali con l’obiettivo di promuovere la qualificazione e la competitività degli esercizi tradizionali. Si tratta delle piccole e medie imprese fino a 40 addetti che esercitano attività di vendita negli esercizi di vicinato (quelli con una superfice fino a 150 metri quadrati nei Comuni fino a 10.000 abitanti e fino a 250 metri quadrati negli altri Comuni) e le attività di somministrazione di alimenti e bevande

Le modifiche proposte dalla Giunta saranno inserite nel collegato alla legge di assestamento di bilancio che sarà presentato nella prossima seduta dell’Assemblea legislativa.

Dopo questo passaggio, verrà definito il bando che metterà a disposizione i 4 milioni di euro, 2 di risorse Por-Fesr per il 2020 e 2 dai fondi regionali previsti dalla stessa legge 41/97 per il 2021. 

Il bando

Le risorse della legge 41 e quelle Por-Fesr, per un totale di 4 milioni di euro, saranno messe a disposizione attraverso un bando rivolto agli operatori commerciali per promuovere la qualificazione e la competitività degli esercizi di vicinato nonché per sperimentare incentivi innovativi per supportare la capacità di adattamento e resistenza di tali attività in un periodo di perdurante crisi economica e per favorire l’ammodernamento e l’evoluzione dei pubblici esercizi di somministrazione di alimenti e bevande

Nel bando si intende proporre anche una specifica premialità per incentivare gli esercizi commerciali che sono in affitto visto che, soprattutto nei centri storici, gli alti costi finiscono, di fatto, per limitare le possibilità di investimento sulla qualificazione dei punti vendita. 

I fondi per i piccoli esercizi

Questa nuova misura potrà così andare ad aggiungersi alle altre azioni della Regione a sostegno delle botteghe e negozi tradizionali, per potenziare le aree del commercio nei quartieri e nei centri storici delle città che, per il 2017, hanno visto uno stanziamento complessivo di 3,4 milioni di euro. Contributi che sono serviti a finanziare 36 progetti per la riqualificazione dei centri commerciali naturali, presidiimportanti della qualità urbana e sociale

Un finanziamento seguito nel 2018 da ulteriori 3,2 milioni di euro a sostegno di 33 interventi da Piacenza a Rimini che dovranno essere completati entro il 2020. Finanziati tra l’altro: nuove pavimentazioni e nuove illuminazioni, ma anche soluzioni di arredo urbano capaci di rendere ancora più attraenti le vie dello shopping e i mercati delle nostre città.

Per finire quest’anno col bando da 3 milioni di euro per contributi a fondo perduto per promuovere l’innovazione tecnologica degli esercizi commerciali di vicinato attraverso progetti quali vendite online, “vetrine intelligenti”, innovazione gestionale, attrezzature. E l’ulteriore bando, ancora aperto, per 800mila euro per progetti di insediamento e sviluppo di esercizi commerciali polifunzionali nelle aree scarsamente popolate.

L’Emilia-Romagna sceglie la buona mobilità: più treno, mezzi pubblici e bici

Una Emilia-Romagna più libera di muoversi. In treno, sui mezzi pubblici, potenziati e rinnovati, e in bicicletta. Meno in auto, con molti più mezzi elettrici nelle strade e le merci che viaggiano su ferrovia. Nelle scelte da fare, un occhio attento alla pianificazione urbanistica, poi accessibilità del territorio e mobilità sostenibile per favorire appunto gli spostamenti di cittadinilavoratoristudenti, senza mai perdere di vista gli aspetti di benessere sociale e i vantaggi ambientali ed economici.
Sono i capisaldi del nuovo Piano regionale integrato dei trasporti 2025 dell’Emilia-Romagna, adottato dall’Assemblea legislativa e arrivato in Aula dopo un lungo percorso di ascolto e consultazioni in tutte le province.
Un documento che fissa obiettivi importanti da qui ai prossimi 5 anni – taglio del 50% dei tratti viari congestionati e dei decessi sulle strade regionali; mobilità ciclabile in crescita del 20%, con la quota di chi sceglie il treno che sale fino al +50%; +30% il trasporto merci su ferrovia; +20% auto elettriche – per arrivare a tagliare del 30% le emissioni CO2 legate ai trasporti.   

Gli obiettivi

Tra gli obiettivi al 2025 fissati dal nuovo Prit, la riduzione del 50% dei tratti in congestione della rete stradale regionale e della mortalità sulle stradeAumenti del 20% della mobilità ciclabile negli spostamenti urbani, dal 30 al 50% dei passeggeri dei servizi ferroviari. Ancora: +10% dei passeggeri del trasporto pubblico locale su gomma, +30% del trasporto di merci su ferrovia e un taglio del 10% della crescita del tasso di motorizzazione.
Infine, venendo ai veicoli ad alimentazione elettrica, vera scommessa dei prossimi anni, le previsioni sono di un + 20% di immatricolazioni delle auto, + 15% per le ibride, + 35% per gli autobus elettrici, + 25% per gli autoveicoli commerciali leggeri elettrici.
Inoltre, si prevede un +50% di sostituzioni dei veicoli commerciali leggeri al di sotto della categoria euro 1 con veicoli a basso impatto ambientale. In sostanza, si arriverebbe a una riduzione delle emissioni CO2 legate ai trasporti del 30% al 2025.   
Per quanto riguarda il miglioramento dei servizi ferroviari, l’obiettivo è di elevare gli standard di sicurezza, una sempre maggiore integrazione delle tariffe, il radicale rinnovo del materiale rotabile, una tempestiva informazione agli utenti e l’ammodernamento della rete esistente.

Sul trasporto pubblico locale, le azioni principali sono rivolte al rinnovo della flotta circolante, anche con l’inserimento di mezzi ad energie alternative, l’evoluzione del biglietto elettronico con pagamenti web o su telefonia, un forte ruolo del trasporto pubblico su gomma fuori dai centri urbani e dalle grandi direttrici in collegamento con il sistema ferroviario.
Le azioni per la mobilità sostenibile vanno infatti a sostegno di politiche per la diffusione dei veicoli elettrici, la regolamentazione degli accessi urbani e della sosta, lo sviluppo della rete delle ciclovie.
Per quanto riguarda la logistica e il trasporto merci, gli interventi mirano al potenziamento degli scali principali, a misure di disincentivo dei mezzi maggiormente inquinanti e alla promozione di una logistica “verde certificata” per un minor consumo energetico.
No, dunque, a una continua rincorsa a “muovere i veicoli”, ma piuttosto azioni diffuse per ridurre l’impatto ambientale, massimizzando l’efficienza, l’intelligenza e la rapidità degli spostamenti.

La peste bianca in Occidente

A Milano, la seconda città d’Italia e cuore della sua crescita economica, ci sono più cani che nuovi nati. Il capoluogo lombardo ha perso metà delle nascite in dieci anni, passando da 17 mila nel 2006 a meno di diecimila nel 2017. Quando parliamo di Milano non parliamo di una città in crisi, anzi: così come la nostra Emilia-Romagna può vantare risultati eccezionali nel campo dell’esportazione e della piena occupazione, la capitale ambrosiana vive una vivacità e un dinamismo economico che la rende ancora una volta nella storia autentica locomotiva nazionale.

Il nostro Nord è uscito dalla fase più grave della crisi mondiale, eppure – tra molti riconoscimenti in tema di qualità dei servizi pubblici e di preziose forme di resilienza nel campo dell’educazione e del welfare privato – il fantasma della “peste bianca”, di cui scriveva nel 1974 Pierre Chaunu evocando in forma letteraria il rapido e inatteso tramonto dell’Occidente, si aggira nelle capitali come nelle province di un continente che guarda ovunque purché non sia costretto a osservare all’altezza degli occhi la realtà.

Una realtà che ci ha consegnato, al termine del secolo più sanguinoso della storia dell’umanità, il privilegio del sogno dell’edificazione di una società finalmente libera dai conflitti, pacificata tra gli esseri, equa nella convivenza sociale, libera nella manifestazione del proprio sentimento religioso – e che per converso, senza che i primi topi iniziassero a comparire nell’immortale romanzo di Albert Camus, si ritrova oggi gravemente affetta da un virus potenzialmente mortale, e potenzialmente mortale per sempre.

Abbiamo letto tutti gli ultimi dati Istat relativi alle dinamiche demografiche italiane.

Neppure più l’elevato tasso di natalità assicurato dalle coppie di stranieri riesce a compensare il crollo della natalità tra italiani. Il biennio 2017-2018 è analogo a quello del secolo precedente, a Grande Guerra in corso, e alla terribile epidemia di “spagnola” che vi fece seguito.

Il resto degli indicatori conferma una semplice constatazione: gli italiani hanno smesso di generare figli e questa colossale frenata nelle nascite va creando le condizioni per uno stravolgimento epocale nell’assetto della società: sia sufficiente evocare il crack del sistema pensionistico nazionale, più vicino di quanto analisti e governanti tendano a riconoscere. “L’Italia – ha osservato il prof. Blangiardo, docente di Demografia all’Universita di Milano-Bicocca – sembra un paese che non sia più in grado di autosorreggersi”.

Le previsioni Istat vengono riaggiornate anno dopo anno. Un calo di 400mila italiani l’anno, previsto tra trent’anni, oggi è invece alle porte. Gli italiani figli di italiani attualmente sono 55 milioni – un numero che evoca gli anni Settanta. Gli over 65enni rappresentano il 22,8% della popolazione e sono in rapida crescita. Qualora le tendenze in corso vengano confermate, nel volgere di una sola generazione dovremo familiarizzare con concetti quali “civiltà fantasma”, in voga in Giappone, il paese più longevo al mondo, dove il numero dei bambini è inferiore al 10% della popolazione e dove gli asili vengono riconvertiti in strutture per anziani (più del 45% dei giapponesi è over 65).

Sarebbe illusorio credere che il problema riguardi solo noi italiani. Un altro esempio, per essere chiari: nei paesi dell’Europa dell’Est, a suo tempo appartenuti al blocco sovietico, il numero degli abitanti dalla riconquistata libertà ad oggi è calato di quasi 20 milioni di unità. Possibile? È ciò che è avvenuto. E la fuga degli abitanti dal blocco di Višegrad indica un trend che si estende dal Baltico al Mar Nero: anche l’Europa orientale sta fuggendo da se stessa e anche di essa si parlerà come di una “civiltà fantasma” nel volgere del presente secolo.

Il solo tentativo su larga scala sinora compiuto per contrastare il crollo demografico da popoli in difficoltà è stato messo in opera circa un decennio fa dalla Federazione Russa, con risultati controversi: forti sostegni cash alle famiglie che procreano e innalzamento drastico dell’età pensionabile. A ciò sono state accompagnate politiche per un più corretto stile salutare da parte dei maschi russi, non proprio una caratteristica tradizionale. Qualche risultato positivo, nell’inversione dell’indice demografico, si è visto.

E in Italia? Per paradosso, il tema del suicidio identitario del Paese è espulso dal dibattito politico e dal dibattito pubblico. Si discetta molto di preferenze singolari ma non ci si accorge che la peste bianca ha ormai colpito l’intera penisola. “Mettere su” famiglia appare un’impresa disperata e, comunque, nelle mille difficoltà della società atomizzata, è andato in gran parte smarrendosi il valore aggiunto della famiglia tradizionale fatto di aiuto reciproco, di mutuo sostegno, di solidarietà permanente.

Risposte istituzionali e sociali a sostegno della famiglia vanno accompagnate da una risposta personale: siamo ancora capaci di affrontare la fatica e le conseguenze che comportano la maternità? Il dono di un figlio, la scelta gratuita di essere madri e padri ha implicato per secoli risposte ataviche. Oggi, dinanzi all’enormità di una vita che nasce, persino un piccolo sacrificio appare insormontabile. C’è molto da fare, per tutti.

“Fare un figlio” o “prendo un cane” – con tutto l’amore e la gratitudine verso i nostri compagni domestici – è una scelta la cui distanza anche solo sul piano del linguaggio va assottigliandosi. E indica con precisione il campo nel quale oggi i nostri pensieri vadano muovendo.

Ottavia Soncini
Articolo pubblicato sul settimanale cattolico reggiano “La Libertà” del 3 luglio 2019

Diritto allo studio universitario. Via libera al Piano regionale triennale 2019-2021, l’approvazione nei giorni scorsi in Assemblea legislativa

Rafforzare il sistema integrato regionale del diritto allo studio universitario, per garantire in Emilia-Romagnal’accesso alle borse di studio, potenziando quindi l’attrattività degli Atenei regionali.

Un obiettivo da raggiungere offrendo ai giovani universitari ancora più servizi e azioni di orientamento, accompagnando gli studenti nel loro percorso di studio, e rendendo più semplice l’accesso ai servizi.

L’Assemblea legislativa ha espresso nei giorni scorsi voto favorevole al Piano regionale degli interventi e dei servizi per il diritto allo studio e l’Alta formazione per il triennio 2019-2021, presentato dalla Giunta regionale.

Il Piano punta a rafforzare la dimensione dell’accoglienza e l’integrazione tra popolazione studentesca e comunità locali, continuando a garantire il confronto e il dialogo attraverso la Conferenza Regione-Università, la Conferenza dei Comuni con sede universitaria e la Consulta regionale degli studenti. Potenziati anche i servizi orientativi e le misure per l’accoglienza.

Benefici economici agli studenti

La Regione intende anche per il prossimo triennio garantire la massima copertura a chi ne avrà diritto, attraverso la collaborazione con soggetti ed enti del territorio, università, enti locali, fondazioni. L’Emilia-Romagna, dall’anno accademico 2007/2008, è tra le poche Regioni che sono riuscite ad erogare un beneficio al 100% degli studenti idonei, grazie ad un investimento economico crescente, con un aumento della spesa per borse di studio (denaro e servizi) di quasi 30 milioni di euro nel decennio 2009-2018, da 60 a 89,4 milioni. Solo dall’anno scolastico 2016/2017 al 2018/2019 la Regione ha sostenuto un aumento di spesa di quasi 10 milioni (da 80,8 mln a 89,4 mln) per concedere benefici ai circa 2.000 studenti idonei in più: in tale periodo infatti gli idonei sono passati da 20.950 a 22.945.

Al raggiungimento dell’obiettivo della massima copertura della platea degli idonei potranno contribuire tutti i soggetti ed enti del territorio – Università, Enti locali, Fondazioni – in una logica di collaborazione capace di ampliare e qualificare il sistema integrato del diritto allo studio universitario regionale.

Edilizia universitaria

A fine marzo è stata approvata la graduatoria degli interventi di edilizia universitaria, che ha assegnato all’Emilia-Romagna un finanziamento di oltre 38 milioni di euro, a fronte di un cofinanziamento della Regione pari a quasi 11 milioni di euro. Gli interventi proposti renderanno disponibili ulteriori 558 posti alloggio sul territorio regionale, che si vanno ad aggiungere ai 3.491 già esistenti in Emilia-Romagna.

Emilia-Romagna regione attrattiva per gli studenti universitariIl sistema universitario regionale conferma la propria caratteristica di forte attrattività, anche grazie ai servizi attivati in modo integrato sia dagli Atenei che dalla Regione. Dal 2015 ad oggi gli iscritti nelle Università del territorio sono passati da 144mila a 165mila, circa 20mila in più. L’incidenza degli studenti fuori regione in Emilia-Romagna sugli iscritti è più elevata, mediamente del 15%, rispetto alle altre regioni che hanno un alto numero di iscritti, come Lombardia, Lazio e Toscana.

APPROVATA OGGI LA NUOVA LEGGE REGIONALE PER LE PERSONE SORDE

Dopo diversi anni di lavoro, oggi è stata approvata con voto unanime una nuova legge regionale a tutela dei diritti delle persone sorde, sordomute e con disabilità uditiva. Il tasso di civiltà si valuta su come e quanto ci si prende cura delle persone invisibili.

La legge, che riguarda direttamente circa 4.000 cittadini emiliano-romagnoli, definisce un quadro di risorse ed interventi pubblici volti all’inclusione sociale e lavorativa, alla facilitazione nell’accesso ai servizi sociosanitari, alla scuola, all’informazione. Vi sono poi contenute buone pratiche nel campo del diritto alla traduzione, dalla cultura allo sport.

Approvato, inoltre, un emendamento a mia firma, frutto di un confronto con Reggio Emilia Città Senza Barriere, per valorizzare le iniziative scolastiche. Quando i ragazzi, anche udenti, si trovano a condividere il percorso scolastico con allievi sordi o sordociechi o con, in generale, una disabilità uditiva, questa può diventare un’opportunità per tutti di crescita personale ed educativa. Credo sia importante richiamare il fatto che la scuola è davvero una comunità educativa complessiva.

Sono particolarmente soddisfatta per l’obiettivo raggiunto, perché il contenuto di questa legge è frutto di un lavoro con le associazioni del settore durato da anni. E anche il voto unanime dell’Assemblea legislativa Regione Emilia-Romagna conferma che abbiamo svolto tutti, insieme, un buon lavoro 💪.

Agricoltura. Nuove risorse per le aziende ‘giovani’, la Regione investe sul ricambio generazionale nelle campagne con un bando da oltre 24 milioni di euro

Pronti oltre 24 milioni di euro per i giovani agricoltori per continuare a sostenere il ricambio generazionale nelle campagne. Sono le risorse del bando 2019, il quinto nell’ambito del Programma regionale di sviluppo rurale 2014-2020, che dà continuità all’intervento della Regione per incentivare la nascita e lo sviluppo di aziende agricole condotte da imprenditori alle prime esperienze, per accelerare il cambio generazionale dei titolari d’azienda.

Il nuovo provvedimento segue l’approvazione della graduatoria 2018 del bando riservato ai neo-imprenditori che ha consentito l’avvio di 265 nuove imprese guidate da under 41, con oltre 1200 nate in regione dal 2015. Le domande possono essere presentate fino al 22 ottobre secondo le modalità stabilite da Agrea.

Dal 2015 ad oggi sono già oltre 1200 le nuove imprese guidate da giovani nate grazie alle misure del Psr che negli ultimi quattro anni ha stanziato 55,7 milioni di euro per investimenti e 46,7 milioni di euro per gli aiuti all’avviamento d’impresa.

Cosa prevede il bando
Dei 24,26 milioni di budget, quasi 17 milioni sono destinati a soddisfare le domande di primo insediamento, i restanti 7,3 milioni saranno utilizzati per sostenere i piani di sviluppo aziendale, con contributi fino al 50% sugli investimenti per la costruzione e ristrutturazione di immobili ad uso produttivo, l’acquisto di macchinari ed attrezzature, gli interventi di miglioramento fondiario.
Tra le spese ammissibili, ma con contributo ridotto al 40%, figurano anche gli investimenti finalizzati alla trasformazione e commercializzazione delle produzioni aziendali, comprese quelle per l’allestimento di locali per la vendita diretta e l’implementazione di siti web per l’e-commerce dei prodotti agricoli.
Nella formazione della graduatoria un punteggio più alto sarà riconosciuto alle imprese che s’insediano nelle aree svantaggiate.

Le imprese “giovani” in Emilia-Romagna
Sono state oltre 1200 le imprese guidate da giovani nate in Emilia-Romagna dal 2015 al 2018 grazie al sostegno finanziario del Psr, complessivamente oltre 105 milioni di euro tra premio di primo insediamento – una tantum di 30mila euro, che salgono a 50mila per le aziende in area svantaggiata – e contributi in conto capitale (fino al 50% sugli investimenti del piano di sviluppo aziendale).
Le nuove imprese nate con il sostegno finanziario della Regione risultano distribuite in tutti i territori: in provincia di Reggio Emilia se sono registrate 205, poi seguono Piacenza con 196, Ravenna 165, Forlì-Cesena 162, Bologna 155, Parma 139, Modena 140, Ferrara 66 e Rimini 34.

Qui tutte le info del bando: http://agricoltura.regione.emilia-romagna.it/psr-2014-2020/bandi/bandi-2019/bando-pacchetto-giovani/?searchterm=

Bandi aperti in Regione | Giugno 2019

I finanziamenti aperti in Regione Emilia Romagna al 10 giugno 2019:

AGRICOLTURA E PESCA

Feamp 2014/2020 – Avviso pubblico Misura 2.47 – Innovazione in acquacoltura – Annualità 2019
Promuovere l’innovazione nel settore dell’acquacoltura al fine di favorire un uso sostenibile delle risorse o facilitare l’applicazione di nuovi metodi di produzione sostenibile. A tale scopo è incoraggiata la cooperazione fra esperti scientifici e imprese acquicole. Scadenza domande 18 settembre. 2019

Feamp 2014/2020 – Avviso pubblico Misura 1.26 – Innovazione – Annualità 2019
Promuovere l’innovazione nel settore della pesca al fine di favorirne uno sviluppo sostenibile. A tale scopo è incoraggiata la cooperazione fra esperti scientifici e pescatori, indirizzando le attività di analisi sugli effettivi fabbisogni del settore e dei mercati di riferimento. Scadenza domande 18 settembre 2019.

Avviso pubblico fondi rustici gestione programmata caccia 2019/2020
Avviso pubblico per la richiesta di contributi, in regime de minimis, per l’utilizzazione dei fondi rustici ai fini della gestione programmata della caccia. Scadenza domande 14 giugno 2019.

Investimenti in aziende agricole con strumenti finanziari e investimenti rivolti ad imprese agroindustriali con strumenti finanziari
Scadenza termini partecipazione: 30/12/2020

Ristrutturazione e riconversione vigneti
Il bando rivolto alle imprese agricole emiliano-romagnole per la ristrutturazione e la riconversione di vigneti, adatti alla produzione di vini Doc e Igp, valorizzando i vini di qualità legati al territorio.  Prorogata al 1 luglio 2019 la scadenza per presentare domanda.

Feamp – Avviso pubblico Misura 5.69 – Trasformazione dei prodotti della pesca e dell’acquacoltura – Annualità 2019
I soggetti ammissibili al finanziamento sono le “micro, piccole e medie imprese” che operano nel settore della trasformazione dei prodotti della pesca e dell’acquacoltura. Scadenza domande 1 luglio 2019.

Bando per il sostegno all’ arboricoltura – pioppicoltura ordinaria
Pubblicato il: 12/04/2019 | Scadenza termini partecipazione: 27/09/2019

Pagamenti compensativi per le zone montane, per altre zone soggette a vincoli naturali significativi
Pubblicato il: 25/03/2019 | Scadenza termini partecipazione: 15/06/2019

Ripristino di Ecosistemi
Salvaguardia, ripristino e miglioramento della biodiversità, tra l’altro nelle zone Natura 2000, nelle zone soggette a vincoli naturali o ad altri vincoli specifici e nell’agricoltura ad alto valore naturalistico, nonché dell’assetto paesaggistico dell’Europa. Scadenza termini partecipazione: 31/07/2019

Salvaguardia della biodiversità regionale
Scadenza termini partecipazione: 01/07/2019

AMBIENTE

Avviso pubblico per manifestazione di interesse per un servizio di indagini territoriali sui geositi emiliano romagnoli e il patrimonio ipogeo
La Giunta Regionale ha pubblicato un avviso per la manifestazione di interesse a partecipare alla procedura per l’affidamento di un “servizio di indagini territoriali sui geositi emiliano romagnoli e il patrimonio ipogeo”. Scadenza termini partecipazione: 25/06/2019

Bando ecobonus per la sostituzione di veicoli commerciali inquinanti di categoria N1 e N2. Anno 2019
Gli investimenti ammessi al contributo riguarderanno la sostituzione di veicoli commerciali diesel con veicoli nuovi di categoria N1 o N2 con alimentazione: Elettrica, Ibrido elettrica/benzina (esclusivamente Full Hybrid o Hybrid Plug In*) Euro 6, Metano (mono o bifuel benzina) Euro 6, gPL (mono o bifuel benzina) Euro 6. Scadenza termini partecipazione: 15/10/2019

Bando bollo auto – Incentivi sull’acquisto di veicoli ecologici di categoria M1 immatricolati nel 2019
La Regione Emilia-Romagna ha esteso il contributo sul bollo auto ai cittadini emiliano-romagnoli che immatricoleranno nel 2019 un’auto di categoria M1 ad alimentazione ibrida. Si tratta di un contributo triennale fino a un massimo di 191,00 euro – pari al valore del bollo di un’auto di media cilindrata. Scadenza termini partecipazione: 31/12/2019

IMPRESE

Contributi alle associazioni nell’ambito dei Big data
La Regione Emilia-Romagna intende finanziare l’avvio delle attività di un’associazione che dovrà supportare la Regione per il raggiungimento dei seguenti obiettivi, con riferimento alla tematica Big Data. Scadenza termini partecipazione: 21/06/2019

Contributi per la promozione del commercio equo e solidale – Anno 2019
Legge regionale 26/2009 – Art. 6 – Contributi agli Enti e organizzazioni del commercio equo e solidale per iniziative di promozione ed attività di divulgative e formazione. Scadenza termini partecipazione:10/09/2019

Contributi per enti e organizzazioni del commercio equo e solidale – anno 2019
Il bando intende sostenere gli investimenti funzionali all’espletamento dell’attività delle organizzazioni e degli enti del commercio equo e solidale, per l’apertura e la ristrutturazione della sede, l’acquisto di attrezzature, arredi e dotazioni informatiche, prevedendo contributi, in regime de minimis, nella misura massima del 40% delle spese ammissibili e per un importo massimo di € 25.000,00. Scadenza termini partecipazione:15/07/2019

Premio e contributi Innovatori responsabili 2019
La Regione Emilia-Romagna, intende stimolare una visione integrata della sostenibilità, valorizzando le iniziative promosse sul territorio regionale da imprese, professionisti, associazioni, enti locali, scuole e università, che contribuiscono all’attuazione dei 17 obiettivi dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile. Il Premio integra il riconoscimento annuale previsto dalla legge quadro per la parità e contro le discriminazioni di genere, assegnando il Premio GED Gender Equality and Diversity Label ai migliori progetti riferiti ad azioni per le pari opportunità. Scadenza termini partecipazione: 28/06/2019

Contributi ai Centri di assistenza tecnica – anno 2019
Legge regionale 41/97 – Interventi di valorizzazione di aree commerciali. Tipologia di bando: Agevolazioni, finanziamenti, contributi.Scadenza termini partecipazione:31/07/2019

Progetti di promozione dell’export e per la partecipazione a eventi fieristici – Anno 2019
Il bando intende rafforzare la propensione all’export del sistema produttivo regionale. Questo obiettivo è perseguito mettendo a disposizione delle imprese (anche in rete) finanziamenti a fondo perduto per progetti in grado di favorire l’accesso a nuovi mercati e potenziare la funzione del commercio estero all’interno dell’azienda. I progetti consentiranno di avere inoltre ricadute economiche e occupazionali in Emilia-Romagna. Scadenza termini partecipazione: 19/07/2019

Progetti di promozione sui mercati esteri europei ed extra-europei
Il bando intende promuovere il sistema produttivo regionale, sostenendo ed espandendo le opportunità commerciali, di collaborazione industriale e di investimento delle PMI dell’Emilia-Romagna sui mercati internazionali. Scadenza termini partecipazione:31/07/2019

Sostegno degli investimenti nel settore del commercio al dettaglio
La Regione Emilia-Romagna intende promuovere e sostenere l’innovazione nel settore del commercio al dettaglio in sede fissa e agevolare un complessivo riposizionamento strutturale che accresca la competitività delle imprese che operano in tale settore Scadenza termini partecipazione: 11/07/2019

Bando start up innovative nei comuni dell’Emilia-Romagna più colpiti dal sisma 2012
La Regione Emilia-Romagna intende dare sostegno all’avvio, insediamento e sviluppo di nuove iniziative imprenditoriali in grado di promuovere ricambio e diversificazione nel sistema produttivo, operanti prioritariamente nel campo dei settori dell’alta tecnologia e ad alto contenuto innovativo. Scadenza termini partecipazione: 16/09/2019

Progetti di ricerca e sviluppo delle P.m.i. nei comuni dell’Emilia-Romagna più colpiti dal sisma 2012
La Regione intende sostenere l’attività di ricerca industriale delle imprese delle principali filiere produttive dei territori colpiti dal sisma, al fine di favorirne il rilancio competitivo. Scadenza termini partecipazione: 12/06/2019

Azioni di promozione internazionale ClustER – Anno 2019
La Regione intende sostenere azioni di promozione all’estero realizzate dalle Associazioni per lo sviluppo della Strategia di Specializzazione intelligente dell’Emilia-Romagna. Scadenza termini partecipazione: 20/09/2019

Ripopolamento e rivitalizzazione dei centri storici nei comuni più colpiti dagli eventi sismici del 20-29 maggio 2012
La Regione Emilia-Romagna intende agevolare nel rispetto delle identità e delle vocazioni dei territori colpiti dal sisma, processi di insediamento, riqualificazione e ammodernamento di attività d’impresa, professionali e no profit  Scadenza termini partecipazione: 29/11/2019

Fondo Energia
La Regione Emilia-Romagna ha costituito il Fondo multiscopo di finanza agevolata a compartecipazione privata, che per il settore energia intende sostenere i interventi di green economy, volti a favorire processi di efficientamento energetico nelle imprese e l’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili al fine di aumentarne la competitività. Scadenza termini partecipazione: 26/07/2019

Contributo alle imprese e ai professionisti tramite Consorzi Fidi
L’intervento finanziario ha l’obiettivo di favorire l’accesso al credito delle imprese e dei professionisti che svolgono la loro attività nel territorio  dell’Emilia – Romagna, in termini di maggior credito e a minor costo, avvalendosi del sistema dei Confidi, quale strumento indispensabile per realizzare in modo sussidiario le politiche industriali delle Istituzioni. Scadenza termini partecipazione: 15/10/2019

Fondo regionale microcredito
La  Regione intende promuovere l’accesso al credito per lo sviluppo delle attività di lavoro autonomo, libero professionale e di micro impresa. In particolare si intende finanziare le micro-attività operanti sul territorio regionale, che per loro natura risultano avere maggiori difficoltà nell’accesso al credito, in un percorso che li aiuti a strutturare la loro attività e ad acquisire quindi livelli minimi di credibilità nei confronti dei soggetti eroganti il credito. Scadenza termini partecipazione: 30/12/2020

LAVORO

Avviso pubblico per la presentazione di domande di contributo per adattamento posti di lavoro a favore di persone con disabilità
L’Agenzia Regionale per il Lavoro della Regione Emilia-Romagna attiva una procedura finalizzata a erogare, con il Fondo Regionale per l’occupazione delle persone con disabilità, contributi per adeguamento dei posti di lavoro in favore dei lavoratori con riduzione della capacità lavorativa superiore al 50 per cento, incluso l’apprestamento di tecnologie di telelavoro o la rimozione delle barriere architettoniche che limitano in qualsiasi modo l’integrazione lavorativa della persona con disabilità. Scadenza termini partecipazione: 01/07/2019

MOBILITA’

Bando per la concessione di contributi regionali per la realizzazione di proposte progettuali delle organizzazioni e associazioni di settore per la promozione della mobilità ciclabile e dell’intermodalità bici-treno
Il bando prevede contributi regionali per complessivi 65.000 euro su due anni, rivolti alla realizzazione di progetti per lo sviluppo, l’incentivazione e la divulgazione della ciclabilitàe dell’intermodalità bici-treno. Scadenza termini partecipazione: 01/07/2019

Bando regionale per la concessione di contributi per l’acquisto di mezzi e/o attrezzature volti al miglioramento della sicurezza delle infrastrutture e degli utenti delle stesse – anno 2019
L’obiettivo è quello di migliorare il livello di sicurezza degli utenti sulla rete stradale regionale, mediante l’acquisto di mezzi e attrezzature volti alla implementazione o rinnovamento della dotazione dei Vigili del Fuoco, garantendo così un pronto intervento sulle strade nelle quali si verificano incidenti. Scadenza termini partecipazione: 17/06/2019

TERRITORIO

Bando Housing Sociale 2019
Il bando si propone di promuovere l’accesso alla proprietà della prima casa a favore di nuclei familiari aventi titolo, anche attraverso patti di futura vendita o alla locazione/assegnazione in godimento permanente, incentivando interventi innovativi e sperimentali riguardo alle forme dell’abitare (cohousing, condomini solidali, ecc) e di recupero e di sostituzione edilizia diretti a migliorare la qualità urbana ed architettonica, nonché l’efficienza sismica ed energetica del patrimonio edilizio, in coerenza con le politiche regionali dirette a ridurre il consumo del suolo. Scadenza termini partecipazione: 08/07/2019 14:00