Diritto allo studio universitario. Via libera al Piano regionale triennale 2019-2021, l’approvazione nei giorni scorsi in Assemblea legislativa

Rafforzare il sistema integrato regionale del diritto allo studio universitario, per garantire in Emilia-Romagnal’accesso alle borse di studio, potenziando quindi l’attrattività degli Atenei regionali.

Un obiettivo da raggiungere offrendo ai giovani universitari ancora più servizi e azioni di orientamento, accompagnando gli studenti nel loro percorso di studio, e rendendo più semplice l’accesso ai servizi.

L’Assemblea legislativa ha espresso nei giorni scorsi voto favorevole al Piano regionale degli interventi e dei servizi per il diritto allo studio e l’Alta formazione per il triennio 2019-2021, presentato dalla Giunta regionale.

Il Piano punta a rafforzare la dimensione dell’accoglienza e l’integrazione tra popolazione studentesca e comunità locali, continuando a garantire il confronto e il dialogo attraverso la Conferenza Regione-Università, la Conferenza dei Comuni con sede universitaria e la Consulta regionale degli studenti. Potenziati anche i servizi orientativi e le misure per l’accoglienza.

Benefici economici agli studenti

La Regione intende anche per il prossimo triennio garantire la massima copertura a chi ne avrà diritto, attraverso la collaborazione con soggetti ed enti del territorio, università, enti locali, fondazioni. L’Emilia-Romagna, dall’anno accademico 2007/2008, è tra le poche Regioni che sono riuscite ad erogare un beneficio al 100% degli studenti idonei, grazie ad un investimento economico crescente, con un aumento della spesa per borse di studio (denaro e servizi) di quasi 30 milioni di euro nel decennio 2009-2018, da 60 a 89,4 milioni. Solo dall’anno scolastico 2016/2017 al 2018/2019 la Regione ha sostenuto un aumento di spesa di quasi 10 milioni (da 80,8 mln a 89,4 mln) per concedere benefici ai circa 2.000 studenti idonei in più: in tale periodo infatti gli idonei sono passati da 20.950 a 22.945.

Al raggiungimento dell’obiettivo della massima copertura della platea degli idonei potranno contribuire tutti i soggetti ed enti del territorio – Università, Enti locali, Fondazioni – in una logica di collaborazione capace di ampliare e qualificare il sistema integrato del diritto allo studio universitario regionale.

Edilizia universitaria

A fine marzo è stata approvata la graduatoria degli interventi di edilizia universitaria, che ha assegnato all’Emilia-Romagna un finanziamento di oltre 38 milioni di euro, a fronte di un cofinanziamento della Regione pari a quasi 11 milioni di euro. Gli interventi proposti renderanno disponibili ulteriori 558 posti alloggio sul territorio regionale, che si vanno ad aggiungere ai 3.491 già esistenti in Emilia-Romagna.

Emilia-Romagna regione attrattiva per gli studenti universitariIl sistema universitario regionale conferma la propria caratteristica di forte attrattività, anche grazie ai servizi attivati in modo integrato sia dagli Atenei che dalla Regione. Dal 2015 ad oggi gli iscritti nelle Università del territorio sono passati da 144mila a 165mila, circa 20mila in più. L’incidenza degli studenti fuori regione in Emilia-Romagna sugli iscritti è più elevata, mediamente del 15%, rispetto alle altre regioni che hanno un alto numero di iscritti, come Lombardia, Lazio e Toscana.

Nidi, obbligo di accreditamento per quelli privati: indispensabile per ottenere fondi pubblici. E per tutti, qualità certificata

Scatterà a breve in Emilia-Romagna l’obbligo dell’accreditamento per accedere ai finanziamenti pubblici da parte dei nidi privati. È la novità più significativa della direttivadella Giunta regionale, che dopo aver ottenuto oggi il via libera dalla Commissione assembleare sarà formalmente approvata dalla Giunta entro fine mese. Con questo provvedimento si completa la riforma di nidi, micronidi e servizi integrativi avviata nel 2016 con la legge regionale che aveva anche introdotto l’obbligo vaccinale per i bambini iscritti. 

L’introduzione della procedura obbligatoria di accreditamento per le strutture private integra la semplice autorizzazione al funzionamento finora richiesta per l’apertura dei nidi, che prevedeva il rispetto delle norme igieniche e sanitarie, di sicurezza degli ambienti e di un numero di educatori proporzionato a quello dei piccoli ospitati. 

Gli altri elementi contenuti nella “Direttiva per l’accreditamento dei nidi d’infanzia”riguardano tutte le strutture del territorio emiliano-romagnolo destinate alla fascia 0-3 annipubbliche e private: la formulazione del progetto pedagogico; la presenza del coordinatore pedagogico; l’adozione di strumenti di auto-valutazione dei servizi educativi offerti, oltre ad un adeguato numero di ore di formazione del personale. L’obiettivo è quello di assicurare a tutti i bambini, qualsiasi nido frequentino, comuni livelli di qualità nell’offerta educativa e nella professionalità del personale

La proposta dalla Giunta, frutto di un lavoro condiviso tra Regione, Comuni e associazioni dei gestori privati, interessa un sistema regionale composto complessivamente da 1.233 servizi, per oltre 33mila bimbi iscritti; e la richiesta di accreditamento riguarderà le 537 strutture private presenti sul territorio.

La Direttiva, in sintesi

Garantire una qualità diffusa, descrivibile, valutabile della gestione e dell’offerta pedagogica, da Piacenza a Rimini, di tutti i servizi per i bambini nella fascia da 0 a 3 anni èl’obiettivo del provvedimento che entrerà in vigore in modo graduale a partire dai nidi.

Infatti, la procedura dell’accreditamento coinvolgerà per ora solo questa tipologia di servizi e successivamente sarà estesa anche a quelli integrativi (Spazio bambini, Centri bambini e famiglie e servizi domiciliari). 

Il testo definisce una serie di norme comuni per nidi, micronidi, sezioni aggregate alle scuole dell’infanzia, sia pubblici sia privati che prevedono: personale educativo ed ausiliario adeguatamente formato, al quale deve essere garantita la possibilità di aggiornarsi in modo continuativo durante lo svolgimento dell’attività lavorativa; presenza del  coordinatore pedagogico laureato in pedagogia che ha l’obbligo di partecipare alle attività del Coordinamento pedagogico territoriale (organismo composto da tutti i coordinatori pedagogici dei servizi educativi dell’ambito provinciale, con compiti anche di supporto al percorso di valutazione della qualità dei servizi); redazione del  progetto pedagogico proposto ai bambini e alle loro famiglie; auto-valutazione delle  attività svolte, redazione di un report finale e formulazione di nuove proposte per migliorare i servizi.

Il sistema educativo 0-3 anni in Emilia-Romagna

Il sistema dei servizi educativi per la prima infanzia in Emilia-Romagna è rappresentato da nidi d’infanzia che possono accogliere bambini in età 3 – 36 mesi, sia a tempo pieno che a tempo parziale, organizzati con modalità diversificate in riferimento ai tempi di apertura (tempo pieno e part-time) e alla loro ricettività; dai servizi domiciliari organizzati in piccoli gruppi educativi; da quelli integrativi, come lo Spazio bambini e i Centri per bambini e famiglie

Secondo i dati regionali riferiti all’anno educativo 2017-2018, in Emilia-Romagna i bambini piccoli e piccolissimi iscritti nei 1.233 servizi educativi erano complessivamente 33.097. Sul totale delle strutture, 696 (per 24.012 iscritti) erano pubbliche, in capo cioè ai Comuni o loro Unioni, e537 quelle gestite da privati (enti e associazioni ecclesiastiche e di carattere sociale), frequentate da oltre 9mila bambini.

Alloggi e residenze per studenti universitari: 75 nuovi posti a Reggio Emilia

Nuovi alloggi e residenze per gli studenti universitari in arrivo in Emilia-Romagna. E’ stato pubblicato il decreto del ministero dell’Istruzione, dell’università e della ricerca scientifica che approva la graduatoria per la realizzazione degli interventi e che assegna all’Emilia-Romagna un finanziamento di oltre 38 milioni di euro a fronte di un cofinanziamento della Regione pari a quasi 11 milioni di euro.

Grazie alle risorse messe a disposizione dalla Regione, gli interventi previsti in Emilia-Romagna sono stati considerati prioritari da parte del dicastero. Il cofinanziamento statale, sulla base della legge 338 del 2000, è previsto per interventi di edilizia universitaria destinati soprattutto agli studenti a basso reddito e in possesso dei requisiti di merito.

Gli interventi proposti renderanno disponibili 558 posti alloggio sul territorio regionale, di cui 280 a Bologna87 a Parma75 a Reggio Emilia51 a Imola e 65 a Rimini. L’intervento si realizza nell’ambito delle politiche per il diritto allo studio universitario, con l’obiettivo di rafforzare l’attrattività del sistema universitario regionale, ampliandone l’offerta abitativa e i servizi rivolti agli studenti, prioritariamente a quelli fuori sede.

I primi interventi ad essere realizzati
, sulla base della graduatoria approvata dal ministero sarannol’edificio Campus Baricentro, in via Belmeloro (59 posti), e la ristrutturazione a Imola del Campus Osservanza (51 posti).  Seguirà a Parma il restauro conservativo dell’ex carcere giudiziario di San Francesco, dove si ricaveranno 87 nuovi posti alloggio.
Altri interventi a Bologna riguarderanno la costruzione del nuovo edificio e del completamento dello studentato Battiferro, con i relativi servizi annessi per 131 posti alloggio; la demolizione e della ricostruzione dell’edificio Campus di via Filippo Re (90posti alloggio). A Rimini si ristrutturerà Palazzo Lettimi, con lo studentato e i servizi annessi (65 posti).
Ergo interverrà a Reggio Emilia, con il completamento dell’intervento su Villa Marchi, che metteranno a disposizione nuovi 75 posti alloggio. 

La situazione in Emilia-Romagna

In Emilia-Romagna, a conferma dell’attrattività dell’offerta formativa e dei servizi resi disponibili, su quasi 150 mila studenti iscritti complessivamente ai quattro atenei della regione, circa 100 mila sono gli studenti fuori sede, cioè che frequentano un corso in una Provincia diversa da quella di residenza, e di questi quasi 63 mila provengono da fuori regione.
Attualmente il fabbisogno di posti letto è superiore alla disponibilità che può mettere in campo l’azienda regionale per il diritto agli studi superiori Er.Go, che mette a disposizione 1.831 posti alloggio per le sedi dell’Università di Bologna, 618 per l’ateneo di Parma e 755 per l’Università di Modena e Reggio Emilia, di cui 131 a Reggio e 298 a Ferrara.

Edilizia scolastica, l’investimento continua: quasi 3 milioni per il reggiano

Nuovi interventi di ristrutturazione, messa in sicurezza sismica, adeguamento antincendio, e anche l’ampliamento o la costruzione di nuovi edifici, in 26 scuole dell’Emilia-Romagna, da Piacenza a Rimini,grazie a un investimento complessivo da 27 milioni e 600mila euro.  
Le risorse, ripartite dalla Regione su tutto il territorio, provengono dal Fondo di Protezione civile (oltre 5 milioni) e dai risparmi ottenuti (2 milioni e 600mila euro) in fase di aggiudicazione degli appalti e alla fine dei lavori su opere, sempre di edilizia scolastica, realizzate grazie ai mutui della Banca europea degli investimenti (Bei) nel 2016. 

A questo pacchetto si aggiungono poi 20 milioni di euro del programma regionale di edilizia scolastica (provenienti dal Fondo nazionale per lo sviluppo e la coesione, Fsc), destinati a tutte le Province e alla Città metropolitana di Bologna per interventi di edilizia sugli istituti scolastici secondari di 2° grado (superiori); le risorse – già programmate dalla Giunta regionale, che nell’ultima seduta ha approvato l’elenco degli interventi finanziabili – servono a soddisfare il fabbisogno di nuove aule dovuto all’aumento della popolazione scolastica, ad adeguare gli edifici alle nuove esigenze della scuola, anche in virtù della  riforma degli ordinamenti e dei programmi, e a razionalizzare la rete scolastica sul territorio.  
Dal primo piano regionale di edilizia scolastica varato nel 2015, a inizio legislatura, a oggi, in Emilia-Romagna sono stati realizzati o sono in corso quasi 900 interventi, per quasi 350 milioni di euro di finanziamenti che, con le quote di cofinanziamento, hanno generato un investimento complessivo di 460 milioni di euro.


Gli interventi finanziati sul nostro territorio


Con le risorse (2 milioni 600mila euro) rese disponibili grazie ai risparmi nell’ambito dei Mutui Bei, ad esempio ottenuti in base ai ribassi della base d’asta, vengono finanziati nuovi interventi di edilizia scolastica anche in provincia di Reggio Emilia, infine, saranno realizzati gli adeguamenti funzionali e la messa in sicurezza dei poli scolastici di GuastallaMontecchio e Castelnovo ne’ Monti (intervento complessivo di 163mila euro), e il ripristino dell’edificio e della palestra della scuola secondaria di primo grado “E. Fermi” di Praticello, nel Comune di Gattatico (150mila euro).

Le risorse provenienti dai Fondi per lo sviluppo e la coesione (20 milioni complessivi) saranno utilizzate per finanziare la nuova sede dell’istituto “Silvio D’Arzo” a S. Ilario d’Enza grazie ad un finanziamento di 2.416.000 €.

Più grande e sicura la scuola di Vezzano sul Crostolo

Adeguamento sismico, ristrutturazione degli spazi esistenti e ampliamento del plesso scolastico di Vezzano sul Crostolo, in provincia di Reggio Emilia, oltre al consolidamento sismico e al rinnovo dei locali della scuola della frazione La Vecchia.

Il progetto, del costo totale di oltre 1 milione e 300mila euro, è stato finanziato in parte attraverso un mutuo con la Cassa Depositi e Prestiti dell’amministrazione comunale e per circa 670mila euro dalla Regione attraverso il Piano regionale di edilizia scolastica sostenuto con i mutui Bei (Banca europea degli investimenti).

Edilizia scolastica: in provincia di Reggio Emilia 66 interventi in tre anni, investiti 50 milioni

Dal 2015 a oggi, in Emilia-Romagna sono stati effettuati o sono in corso di esecuzione o sono già programmati nelle scuole 720 interventi di ristrutturazione, miglioramento sismico, messa in sicurezza, efficientamento energetico di immobili, nuove scuole o palestre scolastiche. L’investimento complessivo è di oltre 447 milioni di euro.

Nel triennio 2015-2017, nella provincia di Reggio Emilia gli investimenti hanno riguardato 66 interventi per i quali sono stati stanziati oltre 41 milioni di euro fra Mutui Bei, Fondi di sviluppo e coesione e quelli destinati alla sismica, per un investimento complessivo, co-finanziamenti compresi, arrivato a 49 milioni. La programmazione dei 135 milioni stanziati di recente, riguarda anche 10 nuovi interventi nel reggiano.

Diritto allo studio universitario, l’Emilia-Romagna investe quasi 90 milioni di euro (+10%)

L’Emilia-Romagna continua a mettere al centro il diritto allo studio universitario, e per l’anno accademico 2018/2019 stanzia 89 milioni e 423mila euro per erogare le borse di studio e per dare servizi al 100% degli studenti idonei, che quest’anno sono 22.945, di cui oltre il 51% fuori sede.
Rispetto all’anno precedente, aumenta dunque del 9,93% la spesa complessiva necessaria, che già lo scorso anno aveva raggiunto 81 milioni e 334 mila euro.
Per sostenerla e garantire a tutti gli idonei borse e servizi, la Regione ha integrato le risorse nazionali provenienti dal Fis (Fondo integrativo statale) – 28 milioni di euro, la quota più alta a livello nazionale, che cresce dell’8,9% rispetto al 2017 (era 25,8 milioni di euro) – investendo ulteriori 39 milioni del bilancio regionale e del bilancio Ergo, di cui quasi 7 milioni del Programma operativo Fse 2014/2020. Risorse, queste ultime, che la Regione investe in diritto allo studio universitario, dopo aver chiesto e ottenuto dalla Commissione europea una modifica alla programmazione del fondo europeo destinato alle persone. A tali risorse si sommano, infine, i 22 milioni di euro di tassa regionale per il diritto allo studio universitario.

Gli studenti idonei aumentano dell8,5% rispetto allo scorso anno, quando erano 21.135. Ma se si va indietro nel tempo e si confrontano i numeri di oggi con l’anno accademico 2009/2010, ci si accorge che gli idonei sono aumentati del 48% (erano 15.482) e la spesa è salita del 48,66% (era di 60.150.530 euro). Rispetto all’anno accademico 2014/15, gli studenti idonei sono aumentati del 19% (erano 19.265) e la spesa è salita del 21,5% (era di 73,5 milioni di euro).

Borse di studio, servizi e alloggi

Le soglie economiche Isee e Ispe per accedere ai benefici sono rispettivamente di 23mila e 50mila euro.  Le borse di studio hanno un valore che varia da un minimo di 1.097 ad un massimo di 5.192 euro annui, sulla base delle condizioni economiche dello studente e della condizione di studente pendolare, fuori sede o in sede.  
Per gli studenti che frequentano corsi che rilasciano titoli doppi o multipli che trascorrono all’estero presso l’Ateneo partner un periodo pari o superiore a sei mesi, è prevista una borsa di studio internazionale di importo fino ad un massimo di 5.495 euro.
Alle borse di studio si affiancano altri interventi, quali gli assegni formativi compresi tra 2mila e 4mila euro per favorire l’accesso e la frequenza a Master, corsi di alta formazione e specializzazione all’estero; gli interventi straordinari, del valore massimo di 2mila euro per studenti in situazione di particolare difficoltà; i contributi per la partecipazione a programmi di mobilità internazionale di importo commisurato al periodo di soggiorno all’estero che vanno a sostegno delle spese di vitto e alloggio; i contributi e servizi per la partecipazione a percorsi di tirocinio formativo post lauream rivolti a studenti fuori sede borsisti nelle residenze Er.GO. 
Sono quasi 3.500 gli alloggi disponibili nelle Residenze universitarie di Bologna, Cesena, Ferrara, Forlì, Modena, Parma, Reggio Emilia, Rimini e Piacenza. Sono prioritariamente riservati agli studenti in graduatoria, quindi in possesso dei requisiti economici e di merito previsti dai bandi di concorso.

Edilizia universitaria

Per sostenere tassi di crescita, in particolare di studenti fuori sede, che non hanno eguali a livello nazionale, la Giunta regionale ha reso disponibili oltre 12 milioni di euro per cofinanziare progetti di edilizia universitaria candidati da Comuni e Università al bando Miur; bando che finanzia interventi in base alla legge 338 del 2000 “Disposizioni in materia di alloggi e residenze per studenti universitari” e al decreto 937 del 2016. Si è in attesa degli esiti del bando.
Gli interventi proposti sul territorio regionale dovrebbero rendere disponibili 697 posti alloggio, di cui 419 a Bologna, 87 a Parma, 75 a Reggio Emilia, 51 a Imola e 65 a Rimini.
Sta proseguendo, inoltre, l’intervento nell’area Bertalia-Lazzaretto a Bologna (382 nuovi posti letto), con un cofinanziamento Regione Ergo di 7,1 milioni di euro.

Viaggi attraverso l’Europa. Una bella opportunità per i giovani emiliano-romagnoli

In arrivo dalla Regione Emilia-Romagna 380 mila euro per finanziare oltre 50 progetti rivolti a scuole, Enti Locali ed Istituti storici dell’Emilia-Romagna, con l’obiettivo di promuovere nelle giovani generazioni i temi della cittadinanza e dell’integrazione europea.

Nella Provincia di Reggio Emilia saranno finanziati 7 progetti per un totale di 60.736 euro. Iniziative che avranno l’obiettivo di sensibilizzare i ragazzi, incentivando viaggi studio nei luoghi simbolo dell’Europa unita, con attività di approfondimento sulla cittadinanza europea, sulle opportunità e la storia dell’Unione europea, attivate con la collaborazione anche degli Istituti storici provinciali.

La Legge punta infatti a promuovere una maggiore consapevolezza e conoscenza dell’Europa, con particolare attenzione ai progetti che coinvolgono i giovani e le scuole. Questi finanziamenti, avranno lo scopo di offrire alle giovani generazioni una “chiave di lettura” sull’essere cittadini europei e sugli obiettivi del progetto dell’Unione europea, dando spazio alla dimensione del viaggio nei luoghi significativi dell’Europa.

Nel dettaglio, i progetti finanziati nel reggiano:

  • Istituto per la storia della Resistenza e della società contemporanea – Reggio Emilia: Viaggio alle origini della idea di Europa (Isola di Ventotene). Contributo di 15.000 €
  • Liceo Statale Classico-Scientifico-Linguistico “Rinaldo Corso”: Tramando memoria (Repubblica Ceca e Polonia). Contributo di 3.600 €
  • Istituto Europeo di Studi Superiori S.c.s – Liceo IESS Paritario:  Alle radici dell’Europa: dalle guerre di confine all’integrazione europea (Breisach, Neuf Brisach, Memoriale dell’Alsazia/Mosella – Shirmeck, Strasburgo). Contributo di 6.000 €
  • Istituto Comprensivo “L. Da Vinci”:  Strasburgo e il Parlamento europeo nel cuore della vecchia Europa delle nazioni: confine fluido e luogo d’incontro (Strasburgo e il Parlamento europeo, la linea Maginot, Colmar, la Roue du vin, le cascate del Reno a Schaffhausen). Contributo di 12.800 €
  • Comune di Rolo: Il Consiglio Comunale dei Ragazzi di Rolo in Tour nella Capitale (Roma). Contributo di 1.536 €
  • Istituto tecnico commerciale “Scaruffi – Levi – Tricolore”: Abitare la cittadinanza europea: dalla memoria al voto consapevole (Alsazia-Lorena: Breisach – Memoriale dell’Alsazia e della Mosella a Schirmek – Strasburgo – Visita al Parlamento Europeo). Contributo di 12.000 €
  • Istituto comprensivo “G.B. Toschi” di Baiso e Viano: Selfie MOnuMENT (Nantes). Contributo di 9.800 €

Edilizia scolastica. La Regione continua a investire in scuole più belle e sicure: pronti altri 12 milioni di euro per il reggiano

Scuole più belle e sicure. Continuano gli investimenti per migliorare la qualità degli istituti in Emilia-Romagna: complessivamente, superano infatti i 135 milioni di euro le risorse che sono state stanziate in questi giorni per la nostra regione per realizzare 118 nuovi interventi straordinari di edilizia scolastica.

Come sono articolati i fondi disponibili
Ristrutturazioni e nuove scuole: 98 milioni – Si tratta, per quest’anno, di un pacchetto di oltre 98 milioni di euro destinati a 106 nuove opere straordinarie, fondi provenienti dal riparto dei mutui Bei (Banca Europea degli Investimenti) relativi alla nuova programmazione 2018-2020.
Risorse che sono destinate alla realizzazione di interventi straordinari di ristrutturazionemiglioramento, messa in sicurezza, adeguamento sismico ed efficientamento energetico di edifici scolastici, oltre che alla realizzazione di nuove scuole.
Un’attenta programmazione dei fabbisogni da parte delle Province e della Città Metropolitana di Bologna ha permesso alla Giunta regionale di approvare il Piano triennale 2018/2020 e di individuare per quest’anno l’elenco degli interventi da finanziare e le risorse per territorio, in funzione del numero degli studenti e degli edifici scolastici. Di questi, 9 riguardano la provincia Reggio Emilia. Ai 98 milioni resi disponibili dai mutui Bei, si aggiungono altri 24 milioni di euro di cofinanziamento degli enti proprietari delle scuole, cioè Comuni e Province. Sommando le risorse disponibili, si arriva ad un totale di oltre 122 milioni di euro.

Palestre: 4,9 milioni – Ma non è finita. Sono disponibili altri 3 milioni e 190 mila euro per interventi di adeguamento sismico e nuove costruzioni di palestre. Insieme al cofinanziamento degli Enti locali di 1 milione e 666 mila euro, si arriva in totale ad altri 4 milioni e 856 mila euro.
Un budget col quale si finanzieranno altri 12 interventi: tra cui il miglioramento sismico della Palestra di Busana (Comune di Ventasso).

Antincendio: 8,1 milioni – Infine, per il Piano di adeguamento alla normativa antincendio degli edifici scolastici, sono disponibili altri 8 milioni e 133mila euro, per i quali è in corso in questi giorni la programmazione degli interventi sul territorio regionale.

Gli interventi nel reggiano

In allegato:
investimenti in edilizia scolastica 2015/2017
scheda riparto fondi e programmazione interventi 2018, per provincia

Quasi 3 milioni di euro ai comuni reggiani per i servizi educativi 0-6 anni

Quasi 3 milioni di euro per il sistema integrato dei servizi educativi 0-6 anni: è questo quanto spetta al territorio reggiano in base alla ripartizione delle risorse nazionali che la Regione ha effettuato per il 2018.

Per il secondo anno consecutivo si trasferiscono ai Comuni risorse ingenti, che potranno essere utilizzate anche per contenere le rette, aumentare le convenzioni, ridurre le liste di attesa o promuovere la diffusione sul territorio regionale dei Poli per l’infanzia, strutture che accorpano i nidi e le materne, per favorire la continuità educativa dei più piccoli, dalla nascita fino a 6 anni.

Un pacchetto di risorse che si aggiunge agli 11 milioni di finanziamenti regionali messi a disposizione per il 2018 (33 in tre anni).

In dettaglio i fondi stanziati:

  • Albinea 54.707 €
  • Bagnolo in Piano 56.678 €
  • Baiso 3.540 €
  • Bibbiano 76.141 €
  • Boretto 23.217 €
  • Brescello 20.534 €
  • Cadelbosco di Sopra 30.626 €
  • Campagnola Emilia 25.163 €
  • Campegine 32.717 €
  • Canossa 16.141 €
  • Carpineti 626 €
  • Casalgrande 78.073 €
  • Casina 1.309 €
  • Castellarano 54.113 €
  • Castelnovo di Sotto 12.445 €
  • Castelnovo ne’ Monti 26.363 €
  • Cavriago 50.987 €
  • Correggio 128.972 €
  • Fabbrico 26.068 €
  • Gattatico 30.377 €
  • Gualtieri 19.654 €
  • Guastalla 107.089 €
  • Luzzara 32.539 €
  • Montecchio Emilia 44.001 €
  • Novellara 61.636 €
  • Poviglio 67.816 €
  • Quattro Castella 71.229 €
  • Reggio nell’Emilia 1.100.906 €
  • Reggiolo 32.010 €
  • Rio saliceto 29.200 €
  • Rolo 20.091 €
  • Rubiera 85.153 €
  • San Martino in Rio 48.900 €
  • San Polo d’Enza 32.530 €
  • Sant’Ilario d’Enza 50.290 €
  • Scandiano 95.420 €
  • Toano 540 €
  • Vezzano sul Crostolo 30.297 €
  • Viano 20.670 €
  • Unione di Comuni Pianura Reggiana 27.530 €
  • Unione dei Comuni della Bassa Reggiana 28.968 €
  • Unione dei Comuni della Val d’Enza 28.183 €
  • Unione Montana dei Comuni dell’Appennino Reggiano 103.569 €
  • Unione Tresinaro Secchia 28.315 €

Totale in provincia di Reggio Emilia: 2.915.333 €

Servizi, rette, riduzione liste d’attesa: in arrivo 20 milioni per nidi e materne

Superano i 20 milioni di euro le risorse assegnate alla Regione Emilia-Romagna per sostenere e qualificare il sistema integrato di educazione e istruzione rivolto ai bambini di età compresa tra 0-6 anni.

Il via libera è arrivato oggi a Roma dalla Conferenza Stato-Regioni che ha approvato il riparto del fondo nazionale di 224 milioni.

Un pacchetto di risorse, quello assegnato all’Emilia-Romagna, destinato ai Comuni, che si aggiunge agli 11 milioni di risorse regionali messe a disposizione per il 2018 (33 in tre anni).

L’obiettivo è quello di finanziare e qualificare il sistema socio-educativo dell’Emilia-Romagna per la fascia d’età 0-6, cui si aggiunge l’impegno per promuovere la diffusione sul territorio regionale dei Poli per l’infanzia, strutture che accorpano i nidi e le materne, per favorire la continuità educativa dei più piccoli, dalla nascita fino a 6 anni.

Nelle prossime settimane la Regione approverà la ripartizione dei fondi ai Comuni.

Secondo i dati dell’Osservatorio regionale per l’infanzia e l’adolescenza riferiti all’anno educativo 2016-2017, in Emilia-Romagna i bambini da 0 a 3 anni iscritti nei 1.225servizi educativi erano oltre 33 mila, il 30,6% dei bambini di questa fascia d’età residenti in regione (107.737).