Edilizia scolastica. La Regione continua a investire in scuole più belle e sicure: pronti altri 12 milioni di euro per il reggiano

Scuole più belle e sicure. Continuano gli investimenti per migliorare la qualità degli istituti in Emilia-Romagna: complessivamente, superano infatti i 135 milioni di euro le risorse che sono state stanziate in questi giorni per la nostra regione per realizzare 118 nuovi interventi straordinari di edilizia scolastica.

Come sono articolati i fondi disponibili
Ristrutturazioni e nuove scuole: 98 milioni – Si tratta, per quest’anno, di un pacchetto di oltre 98 milioni di euro destinati a 106 nuove opere straordinarie, fondi provenienti dal riparto dei mutui Bei (Banca Europea degli Investimenti) relativi alla nuova programmazione 2018-2020.
Risorse che sono destinate alla realizzazione di interventi straordinari di ristrutturazionemiglioramento, messa in sicurezza, adeguamento sismico ed efficientamento energetico di edifici scolastici, oltre che alla realizzazione di nuove scuole.
Un’attenta programmazione dei fabbisogni da parte delle Province e della Città Metropolitana di Bologna ha permesso alla Giunta regionale di approvare il Piano triennale 2018/2020 e di individuare per quest’anno l’elenco degli interventi da finanziare e le risorse per territorio, in funzione del numero degli studenti e degli edifici scolastici. Di questi, 9 riguardano la provincia Reggio Emilia. Ai 98 milioni resi disponibili dai mutui Bei, si aggiungono altri 24 milioni di euro di cofinanziamento degli enti proprietari delle scuole, cioè Comuni e Province. Sommando le risorse disponibili, si arriva ad un totale di oltre 122 milioni di euro.

Palestre: 4,9 milioni – Ma non è finita. Sono disponibili altri 3 milioni e 190 mila euro per interventi di adeguamento sismico e nuove costruzioni di palestre. Insieme al cofinanziamento degli Enti locali di 1 milione e 666 mila euro, si arriva in totale ad altri 4 milioni e 856 mila euro.
Un budget col quale si finanzieranno altri 12 interventi: tra cui il miglioramento sismico della Palestra di Busana (Comune di Ventasso).

Antincendio: 8,1 milioni – Infine, per il Piano di adeguamento alla normativa antincendio degli edifici scolastici, sono disponibili altri 8 milioni e 133mila euro, per i quali è in corso in questi giorni la programmazione degli interventi sul territorio regionale.

Gli interventi nel reggiano

In allegato:
investimenti in edilizia scolastica 2015/2017
scheda riparto fondi e programmazione interventi 2018, per provincia

Disoccupazione ancora giù in Emilia-Romagna -0,5% nel primo trimestre 2018, in 3 anni oltre 75mila nuovi posti (+4%)

Continua a scendere la disoccupazione in Emilia-Romagna, calata dello 0,5% nel primo trimestre 2018 rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso (dal 7% al 6,5%): a livello nazionale, un dato inferiore lo si rileva unicamente in Trentino-Alto Adige (4,3%). E negli ultimi dodici mesi, il tasso di disoccupazione si colloca sul valore medio del6,4%, ancora giù rispetto al periodo aprile 2016-marzo 2017 (6,6%) e al 9% di inizio legislatura, a gennaio 2015.

Rispetto al primo trimestre 2015, il tasso di occupazione regionale è cresciuto di 2,9 punti percentuali, dal 65,5% al 68,4% (secondo solo al Trentino Alto Adige, 69,9%, e alla Valle d’Aosta, 68,6%), mentre gli occupati sono aumentati di 75.500 unità (+4%). Per gli uomini di registra un tasso di occupazione pari al 74,5%, per le donne del 62,3%.

E’ quanto emerge dai dati sull’andamento del mercato del lavoro diffusi dall’Istat ed elaborati su scala regionale.

Segnali positivi per l’economia regionale arrivano anche dall’export: tra gennaio e marzo 2018, l’Emilia-Romagna ha esportato beni e servizi per un totale di 15.260 milioni di euro (pari al 13,6% del totale nazionale), in crescita del 4,6% rispetto allo stesso periodo del 2017 (+669 milioni di euro), al di sopra sia della media del Nord-Est (+4%), che nazionale (+3,3%), e seconda solo alla media del Nord-Ovest (+5,3%). Per l’Emilia-Romagna, certifica sempre l’Istat, si tratta del ventesimo incremento su base tendenziale (ovvero rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente) consecutivo.

Più lavoro dipendente e a tempo indeterminato

Quella del mercato del lavoro regionale è una dinamica risultato di un aumento della componente di lavoro dipendente e di una contrazione degli indipendenti, confermando il trend degli ultimi anni. A livello settoriale, emerge una crescita dello stock degli occupati nell’Industria in senso stretto e nel Commercio, alberghi e ristoranti.
Nel primo trimestre 2018 si torna a registrare una crescita del lavoro su base permanente: delle 8.277 nuove posizioni lavorative dipendenti, 6.560 sono a tempo indeterminato e nell’apprendistato e anche il lavoro intermittente si presenta in calo con 923 posizioni lavorative in meno.

Oltre 13mila nuovi giovani occupati

Un segnale di inversione di tendenza di cui, sempre secondo l’Istat, beneficia il segmento giovanile del mercato del lavoro regionale. Sebbene nel primo trimestre le posizioni dipendenti siano rimaste le stesse per i giovani di 15-29 anni, si è però verificata una significativa sostituzione fra lavoro temporaneo e lavoro permanente: infatti, al netto dei fenomeni di stagionalità, le posizioni a tempo determinato e nel lavoro somministrato sarebbero diminuite di 2.459 unità, mentre quelle a tempo indeterminato e in apprendistato sarebbero aumentate di 2.505 unità. Più in generale, su base annua le posizioni lavorative giovanili sono cresciute di 13.303 unità.

Interrogazione su “Centri Estivi” e “Progetto Conciliazione Vita-Lavoro”

Nel corso dell’Assemblea legislativa di martedì 9 maggio ho presentato, insieme al collega Boschini, un’interrogazione a risposta immediata sulle urgenti questioni legate alla Delibera Regionale 247/2018 (Direttiva centri estivi) e alla Delibera Regionale 276/2018 (Progetto conciliazione vita-lavoro). Di seguito i chiarimenti giunti dell’assessorato:

  • I requisiti strutturali e organizzativi relativi ai centri estivi esistono fin dal 1998. La recente Direttiva (DGR 247/2018) aggiorna alcuni elementi con una semplificazione ed un adeguamento necessario alle modifiche normative avvenute in questi anni.
  • Cosa cambia? 1) La DIA (Dichiarazione di Inizio Attività, prevista dalla direttiva del 1998) cambia nome in SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività); 2) Vengono recepite le norme nazionali di contrasto alla pedo-pornografia; 3) Vengono meglio precisati i titoli di studio (secondo un ventaglio comunque ampio), che nella nuova versione entreranno in vigore non subito ma dal 2020.
  • Bisogna distinguere “attività oratoriali” e “centri estivi”. La nuova Direttiva riguarda tutti i soggetti pubblici e privati che attivano specificamente “centri estivi” o “soggiorni vacanza”. La Direttiva non cita mai, e dunque non regola espressamente, attività anche estive delle Parrocchie autodefinite “attività oratoriali”. Cosa significa? Che oggi, come dal 1998, per le mere “attività oratoriali”, invernali o estive che siano, non è obbligatoria la presentazione di SCIA da parte delle Parrocchie.
  • La delibera sul “Progetto conciliazione vita-lavoro” (DGR 276/2018) si occupa invece di fornire – per la prima volta – un contributo alle famiglie a basso reddito con figli minori di età comprese tra i 3 e i 13 anni che frequentano “CENTRI ESTIVI”. Il progetto viene finanziato grazie il Fondo Sociale Europeo che però impone, al soggetto gestore del centro estivo, che siano garantiti i requisiti contenuti nella nuova Direttiva 247 (e quindi anche la SCIA).
  • In sintesi: una Parrocchia che organizza un’attività oratoriale estiva può decidere o meno di presentare la SCIA. Se la presenta (identificandosi quindi come centro estivo), le famiglie potranno accedere al contributo regionale. Se non la presenta (qualificandosi quindi come attività diversa dal centro estivo), l’attività estiva è comunque legittima e non a rischio, ma purtroppo le famiglie non potranno accedere al contributo del progetto conciliazione vita-lavoro.

 

Approvata la legge che riduce da 4 a 2 le società regionali “in house”

Un risparmio stimato di 5 milioni di euro, con le sole operazioni di fusione, e 7 società partecipate in house che scendono a 4, senza che un solo posto di lavoro venga messo a rischio. L’Assemblea legislativa ha approvato la legge regionale firmata dalla Giunta che dà il via al ridisegno del panorama delle partecipate in Emilia-Romagna nel nome sia della razionalizzazione della spesa sia della ulteriore valorizzazione delle competenze, tutelando professionalità e occupazione. A tal proposito è stato siglato un protocollo di intesa condiviso con le organizzazioni sindacali che prevede un ulteriore confronto nelle fasi di attuazione della norma.

Fusione Aster-Ervet e Cup200-Lepida
Tra le società in house, saranno creati due poli specializzati: il primo nel settore della programmazione e valorizzazione territoriale con la fusione fra Aster Scpa ed Ervet Spa, previa acquisizione del ramo di azienda di pertinenza regionale di Finanziaria Bologna Metropolitana Spa; la nuova società si chiamerà “Arter”. Il secondo polo nel comparto dell’Ict – Information and communications technology, tecnologie dell’informazione e della comunicazione, digitale e web -, con la fusione fra Cup2000 Scpa e Lepida Spa, attraverso l’incorporazione della prima nella seconda e il rafforzamento, fra gli altri, di due obiettivi: l’implementazione dei servizi sanitari e di welfare attraverso le nuove tecnologie (basti pensare al sistema informatizzato di prenotazione di visite, esami e prestazioni, e al Fascicolo sanitario elettronico) e l’infrastrutturazione digitale dei territori.

Confermate le partecipazioni regionali in Fer Srl e Apt Servizi Srl, peraltro già coinvolte in un processo di razionalizzazione organizzativo e gestionale delle funzioni trasversali.

Detto delle società in house, e quindi della legge approvata, proseguono i lavori per l’applicazione del piano di riordino delle partecipazioni societarie messo a punto dalla Giunta, con l’obiettivo di dimezzare il numero delle partecipate.

Sì dell’Aula, via libera a firmare per la maggiore autonomia dell’Emilia-Romagna

Il presidente della Regione ha ricevuto dall’Assemblea legislativa il mandato a sottoscrivere con il Governo l’Intesa-Quadroper la concessione di una maggior autonomia dell’Emilia-Romagna, oltre all’autorizzazione a proseguire il negoziato con l’Esecutivo nazionale che si insedierà dopo le elezioni del 4 marzo su ulteriori materie da gestire direttamente.

Il mandato è contenuto in una specifica risoluzione, approvata dall’Aula senza nessun voto contrario, al termine di una comunicazione della Giunta regionale che ha fatto il punto sul confronto portato avanti in questi mesi con il Governo sulla richiesta di maggiore autonomia, sulla base dell’articolo 116 della Costituzione, anche sulla base delle indicazioni fornite dalla stessa Assemblea e da tutte le rappresentanze economico, sociali e istituzionali firmatarie del Patto per il lavoro.

Il presidente della Giunta ha ribadito la portata storica di un accordo che verrebbe sottoscritto per la prima volta in Italia, a beneficio di un territorio virtuoso e di una Regione con i conti in ordine. Si è poi detto soddisfatto del voto dell’Assemblea legislativa, che, pur nelle differenze, ha portato a sintesi la volontà comune di rendere l’Emilia-Romagna una regione ancor più competitiva e di rafforzare, e sostenere con ulteriori strumenti, la crescita economica oggi in atto. Per queste ragioni, la firma dell’Intesa-quadro con il Governo non dividerà, rappresenta anzi una proposta chiara che unisce in quanto ha unito il lavoro di tutti, portato avanti con i Gruppi in Assemblea legislativa e con le parti sociali e la società regionale nel Patto per il Lavoro.

Il via libera di oggi segna per l’Emilia-Romagna una tappa fondamentale del percorso avviato dopo la dichiarazione di intenti del 18 ottobre scorso firmata dallo stesso presidente della Regione col presidente del Consiglio, che diede inizio formale al negoziato il 9 novembre successivo.

L’intesa potrà essere integrata e completata prima della definitiva presentazione di un disegno di legge del Governo alle Camere e la conseguente approvazione della legge sulla maggiore autonomia ai sensi dell’articolo 116, comma terzo, della Costituzione. I suoi contenuti potranno essere estesi a ulteriori materie individuate negli atti di indirizzo approvati dai rispettivi organi assembleari.

Il mandato consente quindi al presidente della Regione di concludere questa prima fase con la sottoscrizione di un’Intesa-Quadro che, dopo una premessa di carattere generale, definisce i criteri per la quantificazione delle risorse finanziarie connesse all’attribuzione di maggiori competenze legislative e amministrative differenziate nonché le quattro aree strategiche – politiche del lavoro; istruzione; tutela dell’ambiente e dell’ecosistema; salute – in cui rientrano le 12 materie di cui la Regione chiede la gestione diretta: rapporti internazionali e con l’Unione Europea delle Regioni; tutela e sicurezza del lavoro; istruzione, salva l’autonomia delle istituzioni scolastiche; commercio con l’estero; ricerca scientifica e tecnologica e sostegno all’innovazione per i settori produttivi; governo del territorio; protezione civile; coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario; tutela della salute; norme generali sull’istruzione; tutela dell’ambiente, dell’ecosistema e dei beni culturali; giustizia di pace.

Alle quattro aree strategiche si accompagnano poi il coordinamento della finanza pubblica, la partecipazione allaformazione e all’attuazione del diritto dell’Unione Europeanonché alla governance istituzionale.

Per quanto riguarda le risorse, l’intesa punta all’individuazione di criteri e parametri, anche inediti, per l’attribuzione di tutte le risorse umane, finanziarie e strumentali necessarie ad implementare politiche nuove su base territoriale. Si potrà quindi fare ricorso a meccanismi di compartecipazione, o riserva di aliquotaal gettito dei tributi erariali maturati sul territorio regionale, ovvero al criterio dei così detti fabbisogni standard.

Politiche del Lavoro.
 Politiche attive per il lavoro, per favorire l’occupazione, e politiche passive, per integrare gli attuali ammortizzatori sociali; aumentare la vigilanza, attraverso i servizi dell’ispettorati del lavoro territoriale; sistema regionale della formazione e dell’istruzione tecnica che porti a un numero annuo di diplomati molto superiore rispetto a oggi e in grado di soddisfare le esigenze del sistema produttivo regionale. In particolare, è richiesta l’autonomia, attraverso l’Agenzia regionale per il Lavoro, di ridefinire ulteriori servizi rivolti a particolari target di utenti e ai diversi obiettivi occupazionali, quali il lavoro autonomo e l’avvio di impresa.
Istruzione. Si prevede una disciplina di programmazione dell’offerta di istruzione, di attribuzione alle autonomie educative degli organici, nel rispetto della competenza statale delle dotazioni organiche complessive. Previsto un sistema integrato Istruzione professionale e Istruzione e formazione professionale e la disciplina in merito all’Istruzione tecnica superiore e all’assetto organizzativo delle Fondazioni Its. Sul versante dell’Università si punta a una offerta di istruzione universitaria professionalizzante e all’offerta formativa post laurea per la ricerca anche qualificando delle strutture educative e del diritto allo studio.
Salute. Si vuole rendere più flessibile e funzionale l’assetto organizzativo delle strutture sanitarie garantendo la capacità di gestione dei vari capitoli di spesa senza vincoli specifici sulle singole macro voci (ad esempio, la spesa sul personale). Sarà possibile definire misure volte a garantire una più equa accessibilità ai servizi da parte dei cittadini anche rideterminando tariffe, modalità di rimborso, di remunerazione e di compartecipazione solo per gli assistiti residenti nella Regione. Tale modulazione terrà conto delle diverse fasce di reddito, delle diverse fasce di età, della composizione del nucleo familiare e di altre particolari necessità di tutela, nel quadro della disciplina dell’Isee (Indice situazione economica equivalente). Sul sistema di governance delle Aziende sanitarie, si punta il riconoscimento della potestà di modificare gli assetti delle Aziende o degli enti del Servizio sanitario regionale, per garantire maggiore integrazione tra le aziende stesse oltre che una migliore modalità di erogazione delle prestazioni. Infine, la definizione di un programma pluriennale di investimenti in edilizia sanitaria.
Ambiente. Gli obiettivi della proposta puntano al riconoscimento in capo alla Regione della potestà legislativa su norme di dettaglio e semplificazione per la prevenzione del dissesto territoriale, nonché a disciplinare l’organizzazione delle funzioni amministrative assegnate alla Regione stessa. La priorità è poter disporre di strumenti amministrativi e programmatori, piuttosto che normativi, per conseguire elevati livelli di tutela ambientale in una logica di azione continua e pluriennale. Inoltre, alla Regione, sulla base di specifiche esigenze riferibili al proprio territorio, sarà consentito di proporre al Governo l’adozione di regolamenti e di atti amministrativi generali di competenza dello Stato o di organi ed enti di livello statale.

Pil +1,9%, disoccupazione giù al 5,8%, Emilia-Romagna prima per crescita

L’Emilia-Romagna si conferma la prima regione italiana per crescita nel 2017 (+1,8 per cento), insieme alla Lombardia, e la prima assoluta nel 2018 (+1,9 per cento), con un ritmo in linea a quello della Francia. E’ quanto risulta dall’edizione di gennaio degli Scenari per le economie locali di Prometeia, analizzati da Unioncamere Emilia-Romagna. Lo studio considera la profonda revisione dei conti economici territoriali Istat e prospetta un ulteriore miglioramento della crescita del PIL dell’Emilia-Romagna nel 2017 che dovrebbe avere raggiunto l’1,8 per cento, una stima superiore all’1,6 per cento previsto a livello nazionale.

Secondo la previsione di Prometeia, nel 2018 la crescita del prodotto mondiale dovrebbe mantenersi al 3,5 per cento, grazie alle economie emergenti (+4,4 per cento) e dei paesi industrializzati (+2,3 per cento). Nell’area dell’euro la crescita sarà del 2,3 per cento. In Emilia-Romagna trainano la domanda interna l’accelerazione degli investimenti fissi lordi (+4,2 per cento nel 2017 e +4,7 per cento nel 2018) e delle esportazioni (+3,7 per cento nel 2017 e +5,5 per cento nel 2018), grazie alla crescita europea e alla ripresa del commercio mondiale, mentre è lievemente più contenuto l’incremento dei consumi (+1,7 per cento nel biennio 2017-18).

Si tratta, afferma il presidente della Regione Stefano Bonaccini, di “numeri importanti non tanto per classifiche o primati, quanto per l’ennesima dimostrazione della solidità del gioco di squadra inaugurato nel luglio di tre anni fa con il Patto per il Lavoro, quando come Regione chiamammo i firmatari – territori, imprese, sindacati, associazioni, università – a condividere quello che da subito è stato l’obiettivo prioritario di questa Giunta: creare sviluppo e buona occupazione. Un fare insieme che ha in sé, come dimostrano proprio i dati sulla crescita, meccanismi, capacità e volontà per non fermarsi, per continuare a insistere facendo leva sulle politiche di investimenti pubblici che abbiamo avviato e portato avanti, su internazionalizzazione e attrattività, su ricerca e innovazione, rafforzando sanità e welfare per non lasciare indietro nessuno. Concentrandoci ora ancora di più sul creare nuove opportunità di lavoro per i giovani e la lotta al precariato, perseguendo una crescita omogenea che premi allo stesso modo tutti i territori. Uno sforzo- chiude Bonaccini- che auspico possa incontrare una larga condivisione: ricordo, infatti, che il Patto per il Lavoro è aperto alle proposte di tutti, per obiettivi che non devono conoscere differenze politiche”.

I settori – La ripresa si è diffusa in modo omogeneo. Il valore aggiunto regionale viene trainato dalla netta accelerazione della ripresa del settore industriale (+2,3 per cento nel 2017 e +3,3 per cento nel 2018) e dal chiaro ritorno alla crescita delle costruzioni (+1,2 per cento nel 2017 e +1,7 per cento nel 2018), mentre prosegue lo sviluppo nel settore dei servizi (+1,7 per cento nel 2017 e +1,4 per cento nel 2018).

Il mercato del lavoro – Nel biennio 2017-18, la crescita degli occupati (+0,9 per cento in entrambi gli anni) supera quella delle forze lavoro (+0,2 e +0,4 per cento rispettivamente), quest’ultima allineata a quella della popolazione. Ne risulta un aumento lieve, ma costante, del tasso di attività e uno più marcato del tasso di occupazione, che salirà al 45,2 per cento nel 2018. Torna a aumentare la produttività del lavoro, mentre si ridurrà ancora e decisamente la disoccupazione al 5,8 per cento nel 2018.

Nasce la Rete attiva per il lavoro: Piano per l’occupazione da 20 milioni di euro

Più servizi e integrazione tra pubblico e privato per potenziare l’offerta rivolta a chi cerca occupazione. La Regione Emilia-Romagna, per migliorare la qualità e l’estensione sul territorio dei servizi per il lavoro, ha deciso di ampliare i servizi e le opportunità anche formative rivolte a chi è in cerca di lavoro e la platea di soggetti che possono sostenere le persone nella ricerca del lavoro, nell’incontro tra domanda e offerta, nel servizio di orientamento e di certificazione delle competenze.

Nasce la Rete attiva per il lavoro, costituita dai 38 centri per l’impiego e da 20 società private accreditate, coordinata dall’Agenzia per il Lavoro.  Dall’inizio di novembre le persone disoccupate da almeno 12 mesi, che non percepiscono sostegno al reddito, possono scegliere se usufruire dei servizi offerti dal Centro per l’Impiego dove hanno effettuato l’iscrizione oppure quelli offerti da uno dei 20 soggetti privati accreditati con oltre 170 sedi operative diffuse sul territorio regionale. La scelta deve essere fatta al momento della sottoscrizione del Patto di servizio personalizzato presso il Centro per l’Impiego: chi si iscrive, dovrà comunicare all’operatore se intende ricorrere ad uno dei soggetti privati accreditati e, sempre con il supporto dell’operatore del Centro per l’Impiego, potrà decidere di fissare il primo appuntamento presso una delle sedi accreditate per l’attivazione dei servizi che gli necessitano. Per la prima attuazione di questa misura, fino cioè al 30 aprile, sono state messe a disposizione dalla Regione 8 milioni di euro di risorse del Fondo sociale europeo.

Altre risorse messe in campo dalla Regione

Per ampliare i servizi che i Centri per l’impiego rivolgono a chi cerca lavoro (il piano per l’occupazione si rivolge in particolare ai disoccupati da almeno 12 mesi), la Regione ha investito ulteriori risorse. Sono 6 milioni di euro le risorse a disposizione per percorsi brevi, anche modulari, personalizzati e individualizzati, per garantire alle persone in cerca di occupazione conoscenze e abilità di base (competenze linguistiche, come corsi di italiano per stranieri o di inglese per italiani, competenze informatiche, ecc.) necessarie per attivare successivi percorsi di ricerca del lavoro e per inserirsi nei contesti e nelle organizzazioni di lavoro. Per percorsi brevi personalizzati ed individualizzati rivolti a persone interessate ad investire in un percorso di lavoro autonomo o di avvio di impresa sono a disposizione 3 milioni di euro, per fornire agli aspiranti neo imprenditori conoscenze, competenze e abilità di base necessarie per intraprendere il percorso. Altri 3 milioni di euro sono invece stati stanziati per percorsi personalizzati e individualizzati di orientamento, che possano supportare in particolar modo le persone disoccupate da meno di 12 mesi ad acquisire informazioni, strumenti e capacità per attivarsi nella ricerca di occupazione.

Politiche per il lavoro integrate e convergenti per la competitività 

L’obiettivo di consolidare la capacità di offrire servizi strategici per l’occupazione non si esaurisce con l’accreditamento dei privati. Per rafforzare i Centri per l’impiego, che svolgono un ruolo chiave in questo impianto pubblico-privato, è stato concordato con il Governo un Piano di rafforzamento delle politiche attive del lavoro biennale (2017-2018) che prevede su base nazionale l’inserimento di 1.600 operatori nei centri per l’impiego pubblici.   L’istituzione dell’Agenzia per il lavoro, il Piano nazionale di rafforzamento amministrativo, l’accreditamento dei soggetti privati per la costruzione della Rete attiva per il lavoro, la legge regionale 14 del 2015 rispondono ad un disegno strategico di politiche integrate e convergenti, anche con il Governo, che hanno come primo obiettivo quello di rafforzare la capacità di intercettare le nuove esigenze del mercato del lavoro per promuovere nuova occupazione, sviluppo e coesione sociale. Ai servizi per il lavoro la Regione attribuisce una valenza strategica per la competitività del territorio. Per questo la materia è tra quelle che la Regione ha deciso di inserire nel pacchetto di discussione con il Governo per il riconoscimento di ulteriori forme e particolari condizioni di autonomia ai sensi dell’art. 116 della Costituzione.

Per informazioni sui soggetti privati accreditati è possibile consultare https://lavoroperte.regione.emilia-romagna.it registrandosi e accedendo con il proprio account alla sezione “Ricerca aziende” e selezionando la voce “Solo enti accreditati”.

Pro loco, ecco il nuovo bando

Nella nostra Regione operano circa 300 associazioni Pro Loco. Associazioni che danno vita ad una rete capillare e diffusa, dedita alla valorizzazione e animazione turistica delle risorse naturali, ambientali, artistiche, storiche e culturali delle diverse località nel territorio regionale. In tante occasioni sono al centro dell’organizzazione di numerosi eventi, di iniziative di vario genere, e costituiscono un prezioso ausilio alle amministrazioni locali nella gestione dell’offerta turistica di base e nell’erogazione di servizi turistici competenti. Per dare pieno riconoscimento alle Pro Loco, per valorizzarne la funzione, per promuoverne il prezioso apporto e renderlo il più possibile concreto ed efficace abbiamo approvato nel marzo 2016 la legge regionale sulle pro loco.

La legge, inoltre, individua possibili canali di finanziamento che verranno erogati tramite bandi pubblici. Proprio la scorsa settimana la Giunta regionale ha approvato il bando per la concessione di finanziamenti. Le Pro Loco hanno tempo fino al 15 settembre per presentare domanda di contributo a sostegno delle attività che intendono svolgere quest’anno. Il contributo potrà coprire fino all’80% delle spese ammesse. La previsione di un budget minimo di 10 mila euro eviterà la dispersione delle risorse e consentirà di utilizzare i finanziamenti per i programmi più rilevanti e di maggiore impatto per i territori.  Le risorse finanzieranno, tra l’altro, le attività di valorizzazione e promozione dei prodotti e servizi turistici e del patrimonio storico, culturale e ambientale. Il provvedimento è una novità e segna una svolta per il mondo delle Pro Loco della nostra regione. Una sfida bella e importante che valorizzerà la capacità e la voglia di fare.

Qua il bando: bando per la concessione di finanziamenti 

Assestamento e variazione di bilancio; una Regione con i conti in ordine

Il Bilancio della Regione Emilia-Romagna sfiora da solo il 10% del valore del PIL nominale della nostra Regione. Rappresenta un fondamentale strumento per la corretta gestione e l’equilibrio finanziario dell’ente e costituisce anche una delle principali leve di manovra per orientare, incentivare, rafforzare lo sviluppo del nostro territorio.

In Emilia-Romagna nel 2016 e anche nei primi mesi del 2017 è proseguita la crescita, sostenuta non solo dalla domanda esterna, ma anche dalla domanda interna, che quindi ritorna a crescere, grazie al recupero dei livelli occupazionali e dei salari.

La ripresa dei consumi interni in Emilia-Romagna ci riporta ora a livelli analoghi a quelli del 2011, ma -come osserva Unioncamere- probabilmente con livelli di diseguaglianze più elevate rispetto al allora.

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Oggi e domani è convocata l’Assemblea legislativa. Ecco l’odg

L’Assemblea legislativa regionale è convocata martedì 25 e mercoledì 26 luglio (dalle 9.30 alle 13 e dalle 15 alle 18).

I lavori si aprono con l’esame del progetto di legge della Giunta sul Rendiconto per l’esercizio finanziario 2016 e proseguono con la prima variazione al bilancio di previsione dell’Assemblea legislativa per gli anni 2017-2019 e con l’assestamento e la variazione al bilancio di previsione 2017-2019 della Regione.

Infine, gli atti di indirizzo. Tra i temi trattati: federalismo fiscale; punti nascita; responsabilità amministratori enti proprietari delle strade; centri estetici; valorizzazione ‘cammini d’Italia’.

La trattazione delle interrogazioni a risposta immediata è prevista all’apertura dei lavori della mattina di martedì 25 luglio, mentre lo svolgimento delle interpellanze è stabilito all’inizio della seduta del pomeriggio, sempre di martedì.

La seduta verrà trasmessa in diretta streaming sul portale www.assemblea.emr.it. Sull’account dell’Assemblea legislativa, @AssembleaER, la diretta Twitter (#AulaER)