Ecco il nuovo piano regionale per l’Adolescenza

Approvato oggi in Assemblea Legislativa il Piano regionale per l’adolescenza 2018/2020.

Un documento con risorse certe e interventi concreti che prova a rispondere ai bisogni di una fase della vita molto delicata, in una realtà sempre più complessa.

Con questo nuovo strumento vengono indirizzate per il prossimo triennio tutte le politiche regionali a favore dei ragazzi tra gli 11 e i 24 anni, a partire da quanto già realizzato in questi anni. Tra gli obbiettivi quello di promuovere benessere, socializzazione, opportunità di crescita, protagonismo sociale e stili di vita sani, come deterrenti al disagio e all’isolamento; prevenire e ridurre l’abbandono scolastico, la dipendenza da sostanze e gioco d’azzardo; contrastare il bullismo, il cyberbullismo e la violenza tra compagni

Dal punto di vista delle risorse, dei complessivi 21 milioni di euro messi a disposizione dalla Regione per finanziare gli interventi contenuti nel Piano, 13,8 sono già stati utilizzati tra il 2015 e il 2018 per realizzare attività extrascolastiche, sostenere gli oratori, valorizzare lo scoutismo e il servizio civile, promuovere i centri di aggregazione e gli sportelli scolastici. I restanti 7,2 milioni stanziati per il 2019 serviranno a consolidare gli interventi già in atto e attuarne di nuovi.

Nel dettaglio, il complesso di fondi comprende:

  • un bando da 600 mila per attività extrascolastiche, ricreative e per il tempo libero rivolte a ragazze e ragazzi preadolescenti e adolescenti;
  • 3 milioni per il finanziamento dei centri estivi
  • 2 milioni per un bando finanziato dal Fondo sociale europeo e cogestito con l’assessorato Scuola, Formazione, Lavoro per gli sportelli scolastici;
  • 700 mila euro per il servizio civile
  • 950 mila euro per le famiglie, 200 mila dei quali per progetti di formazione dedicati a genitori.

Risorse notevoli, segnale di un’attenzione e di un’importanza riconosciuta a coloro che saranno i cittadini del domani.

Le priorità di intervento

Sono tre le priorità di intervento individuate dal provvedimento: ‘Il dialogo’, cioè la capacità da parte degli adulti (genitori, insegnanti, allenatori sportivi) di ascoltare i ragazzi, comprenderne i bisogni e, nel caso, intercettare e accogliere segnali di disagio presenti nel contesto scolastico e nella comunità; “La cittadinanza attiva”, che consiste nel  coinvolgimento diretto degli adolescenti nelle scelte che li riguardano e nella promozione di forme di cittadinanza attiva, quali il servizio civile o le esperienze di alternanza scuola lavoro nell’ambito scolastico; “La cura” dei ragazzi per favorirne il benessere fisico e relazionale, stili di vita salutari e prevenire ogni forma di dipendenza o disagio psicologico.
Segue queste direttrici la proposta messa a punto dalla Regione, che individua numerose tipologie di azioni:

L’ascolto a scuola

Questa tipologia di intervento, principalmente finalizzata al contrasto della dispersione scolastica, prevede – in accordo con le istituzioni scolastiche – di aumentare la presenza nelle scuole (medie e superiori) degli sportelli di ascolto dedicati a studenti, insegnanti e genitori, gestiti da operatori specializzati.

Il ruolo sociale degli adolescenti

L’obiettivo è favorire la compartecipazione degli adolescenti ai provvedimenti che li riguardano. In ambito scolastico, del tempo libero, sportivo, culturale, dei mezzi di trasporto e dei servizi in generale, attraverso l’organizzazione di momenti di confronto con gli adulti o la partecipazione a sondaggi tramite web.

La salute degli adolescenti

Prendersi cura della loro salute vuole anche dire prestare attenzione alle specificità dell’età, degli ambienti di vita, del ruolo della famiglia. Tra gli interventi previsti, il rafforzamento in tutte le Aziende sanitarie di percorsi di cura dedicati; campagne di sensibilizzazione e incontri con specialisti per promuovere stili di vita sani (fumo, alimentazione, malattie sessualmente trasmesse, igiene e prevenzione).

Conoscere gli adolescenti

Destinatari degli interventi che rientrano in questa tipologia sono tutti i soggetti coinvolti nella programmazione di politiche e interventi a favore degli adolescenti e delle loro famiglie.  L’obiettivo è di fornire, attraverso studi e analisi puntuali e ricorrenti, il quadro d’insieme delle caratteristiche degli adolescenti e della loro comunità di appartenenza sotto l’aspetto socioeconomico, culturale, dell’offerta di servizi e opportunità.

Sostegno al tempo extrascolastico

Si tratta di azioni che la Regione finanzia dal 2009 attraverso bandi specifici rivolti ad associazioni di promozione sociale, organizzazioni di volontariato, cooperative sociali, oratori, enti ecclesiastici ed enti locali e loro forme associative. Riguardano attività di carattere educativo, sociale e di sostegno svolte in ambito extrascolastico – come l’esecuzione dei compiti, i laboratori di pittura e teatro – rivolte a preadolescenti, adolescenti e giovani con difficoltà di socializzazione, a rischio di dispersione scolastica o emarginazione.

La “scuola” per genitori

É un percorso formativo rivolto ai genitori e ad altri adulti di riferimento, organizzato in più giornate a tema: rapporto tra scuola e famiglia, dipendenza da social network, amore e amicizia tra gli adolescenti. L’obiettivo del ciclo di incontri, replicati in ogni capoluogo di provincia della regione, è offrire agli adulti un sostegno alle proprie competenze educative.

Il Piano riprende, inoltre, tematiche per le quali la Regione attua già misure specifiche. Tra queste, la diffusione della pratica sportiva per agevolare la socializzazione, aumentare l’autostima, contrastare il rischio di sovrappeso e obesità degli adolescenti, in aumento soprattutto tra le fasce socio-economiche più deboli; la qualificazione e il sostegno alla frequenza dei centri estivi attraverso l’abbattimento delle rette per le famiglie con Isee fino a 28 mila euro; il sostegno al protagonismo giovanile e alla creatività negli adolescenti e nei giovani.

 

Servizi, rette, riduzione liste d’attesa: in arrivo 20 milioni per nidi e materne

Superano i 20 milioni di euro le risorse assegnate alla Regione Emilia-Romagna per sostenere e qualificare il sistema integrato di educazione e istruzione rivolto ai bambini di età compresa tra 0-6 anni.

Il via libera è arrivato oggi a Roma dalla Conferenza Stato-Regioni che ha approvato il riparto del fondo nazionale di 224 milioni.

Un pacchetto di risorse, quello assegnato all’Emilia-Romagna, destinato ai Comuni, che si aggiunge agli 11 milioni di risorse regionali messe a disposizione per il 2018 (33 in tre anni).

L’obiettivo è quello di finanziare e qualificare il sistema socio-educativo dell’Emilia-Romagna per la fascia d’età 0-6, cui si aggiunge l’impegno per promuovere la diffusione sul territorio regionale dei Poli per l’infanzia, strutture che accorpano i nidi e le materne, per favorire la continuità educativa dei più piccoli, dalla nascita fino a 6 anni.

Nelle prossime settimane la Regione approverà la ripartizione dei fondi ai Comuni.

Secondo i dati dell’Osservatorio regionale per l’infanzia e l’adolescenza riferiti all’anno educativo 2016-2017, in Emilia-Romagna i bambini da 0 a 3 anni iscritti nei 1.225servizi educativi erano oltre 33 mila, il 30,6% dei bambini di questa fascia d’età residenti in regione (107.737).

Il Piano regionale per l’Adolescenza 2018-2020

E’ in discussione in questi giorni il nuovo Piano per l’Adolescenza 2018-2020. Un documento importante, frutto della collaborazione con tutti coloro che si occupano di adolescenza in ambito educativo, formativo, sociale, sanitario, aggregativo, ricreativo, sportivo e culturale.

Si tratta di un piano concreto, che permetterà di realizzare interventi volti a prevenire il disagio e contrastare l’abbandono scolastico, l’isolamento, la dipendenza dai social network, il bullismo, la ludopatia. Un progetto che intende rappresentare un “robusto” patto educativo con tutti coloro che si occupano di questa delicata fascia d’età prevedendo tre terreni di azione: il dialogo, la cittadinanza attiva, la cura e il prendersi di cura.

Un’attenzione particolare quella dedicata agli adolescenti, dimostrata anche dal significativo aumento di risorse che la Regione ha stanziato rispetto alla scorsa legislatura:

  • Il bando sull’adolescenza, nato nel 2009, in questo mandato ha complessivamente cubato circa 3 milioni di risorse.
  • Il finanziamento ad hoc sui Centri per le Famiglie: circa 3,5 milioni in 5 anni. Finanziamento che prevede specifiche misure sull’adolescenza.
  • Sui centri estivi: circa 6 dei 13 milioni totali riguardano l’adolescenza.
  • Il bando legato a questo piano che l’Assessorato al sociale cogestisce insieme all’Assessorato alla scuola e alla formazione professionale è un bando che nel complesso vale circa 12 milioni. Per l’aspetto più sociale ci consente di destinare 2 milioni per 3 anni, quindi 6 milioni totali, al rafforzamento/aumento degli sportelli scolastici di ascolto dei ragazzi (in particolare delle scuole medie).
  • Altri 200mila euro, sempre a corredo di questo piano, che serviranno per la realizzazione di “scuole per i genitori” su grandi temi segnalati da esperti.
  • I fondi legati al Servizio Civile: circa 3 milioni per le attività dedicate ai minorenni.

Riassumendo, parliamo di 18-19 milioni di euro investiti dalla Regione dal 2015 ad oggi sul tema dell’adolescenza. Non poche risorse se pensiamo che nel mandato precedente erano circa 11-12 milioni.

L’intenzione è quella di approvare il piano il 6 novembre in Assemblea Legislativa.

Materiale:

PIANO REGIONALE PLURIENNALE PER L’ADOLESCENZA 2018-2020

Adolescenti, Piano della Regione: opportunità, benessere e contrasto al disagio

Promuovere, tra i più giovani, benesseresocializzazione, opportunità di crescitaprotagonismo sociale e stili di vita sani, come deterrenti al disagio e all’isolamento. Prevenire e ridurre l’abbandono scolastico, la dipendenza da sostanze e gioco d’azzardo; e ancora, contrastare il bullismo, il cyberbullismo e la violenza tra compagni.

Sono alcuni obiettivi del ‘Piano pluriennale per l’adolescenza’ per il triennio 2018-2020, approvato in questi giorni dalla Giunta regionale dell’Emilia-Romagna. Un provvedimento destinato a tutti i soggetti che si occupano di adolescenti – famiglie, scuola, servizi sociali, associazionismo sociale e sportivo, volontariato e aziende sanitarie – per realizzare interventi concreti dedicati ai ragazzi di questa fascia di età. Un Piano costruito assieme al territorio, con incontri che si sono svolti in tutte le province, da Piacenza a Rimini, e al quale la Regione destinerà specifiche risorse.

Sono tre le priorità di intervento individuate dal provvedimento: ‘Il dialogo’, ovvero la capacità da parte degli adulti (genitori, insegnanti, allenatori sportivi) di ascoltare i ragazzi, comprenderne i bisogni e, nel caso, intercettare e accogliere segnali di disagio presenti nel contesto scolastico e nella comunità; “La cittadinanza attiva”,che consiste nel  coinvolgimento diretto degli adolescenti nelle scelte che li riguardano e nella promozione di forme di cittadinanza attiva, quali il servizio civile o le esperienze di alternanza scuola lavoro nell’ambito scolastico; “La cura” dei ragazzi per favorirne ilbenessere fisico e relazionale, stili di vita salutari e prevenire ogni forma di dipendenza o disagio psicologico.
Segue queste direttrici la proposta messa a punto dalla Regione, che individua numerose tipologie di azioni.

L’impegno della Regione per gli adolescenti

É di 2,5 milioni di euro la cifra complessiva stanziata dalla Regione tra il 2015 e il 2018per finanziare attività educative e sociali,da svolgersi a scuola o nel tempo libero,rivolte ad adolescenti e pre-adolescenti e realizzate da associazioni di promozione sociale, organizzazioni di volontariato, cooperative sociali e parrocchie.

Politiche giovanili. La Regione assegna 224mila euro al territorio reggiano per 18 progetti per i giovani

Azioni di orientamento per avvicinare i giovani al mondo del lavoro, percorsi formativi, progetti che coinvolgono scuole e imprese del territorio, servizi per sostenere l’imprenditoria giovanile, iniziative per promuovere la partecipazione attiva dei giovani all’interno della comunità in cui vivono e, per la prima volta quest’anno, anche contributi per la riqualificazione e l’apertura di nuovi spazi polifunzionali. Sono alcuni degli interventi principali che la Regione Emilia-Romagna sosterrà a seguito all’esito del bando legato alla legge regionale “Norme in materia di politiche giovanili”.

La graduatoria finale ha assegnato 1 milione e 200 mila euro a 103 progetti presentati da Comuni e Unioni di Comuni.  Di questi, ben 32 sono quelli che interessano gli spazi per i giovani. Con un contributo complessivo di 500 mila euro la Regione sosterrà l’apertura di nuovi laboratori artistici e multimediali, sedi attrezzate per la creazione di webradio, spazi di coworking e fablab, sale prove e studi di registrazione, centri di aggregazione in particolari contesti urbani segnati da fragilità sociali, e, in più, contribuirà all’acquisto di nuove attrezzature tecnologiche e di nuovi arredi per il potenziamento delle strutture esistenti.

Il Comune di Reggio Emilia utilizzerà i fondi regionali per i nuovi spazi di formazione e produzione artistica S. D. Factory che ospitano laboratori creativi attrezzati, uno spazio spettacoli, un coworking, uno studio di registrazione e una sala prov. I Comuni della Pianura Reggiana e quelli dell’Appennino Reggiano investiranno in attrezzature per dotare le strutture esistenti di laboratori audio e video, sale adibite a spettacoli teatrali, spazi di coworking, atelier artistici. Il contributo assegnato ai Comuni dell’Unione della Val D’Enza verrà utilizzato per migliorare le dotazioni tecnologiche non solo dei centri di aggregazione ma anche di tutte le strutture inserite in quella che viene chiamata “rete delle APP”, ovvero una serie di appartamenti che accolgono giovani in generale e ragazzi e ragazze in situazione di maggiore fragilità come rifugiati, minori seguiti dai servizi sociali, portatori di disabilità.

Servizi e attività: non solo youngERcard
Oltre a questi interventi la Regione finanzia altri 71 progetti. Di questi, 38 sono legati ad attività che si svolgono negli spazi di aggregazione, al potenziamento dei servizi di informazione e orientamento dei giovani, alla realizzazione di azioni che aiutano ragazze e ragazzi ad avvicinarsi al mondo del lavoro, anche attraverso il sostegno all’imprenditoria e alla creatività giovanile. Altri 33 progetti sono invece finalizzati a promuovere l’attivazione di percorsi di protagonismo giovanile e educazione alla cittadinanza attiva e responsabile, attraverso lo strumento regionale della youngERcard.

La Carta regionale riservata a ragazzi tra i 14 e i 29 anni ha registrato in questi anni un incremento veramente notevole: sono circa 55 mila i giovani iscritti, 212 i punti di distribuzione presenti in Emilia-Romagna e circa 2mila le convenzioni attivate per offrire ai possessori agevolazioni per la fruizione di servizi culturali e sportivi e per acquisti presso alcuni esercizi commerciali. È cresciuta anche la rete degli Enti locali che hanno aderito al progetto (220 Comuni e 41 Unioni) e degli operatori (ad oggi 460) impegnati nella promozione e diffusione di questo strumento.
Da una prima stima saranno circa 300 mila i giovani coinvolti direttamente da queste 71 progettualità. Alla realizzazione delle iniziative parteciperanno molti altri soggetti: enti di formazione, associazioni, imprese sociali, associazioni di categoria e sindacati, aziende, distretti sociosanitari, centri per l’Impiego, radio, università, Fablab, centri di aggregazione, spazi informagiovani, scuole, fondazioni culturali, biblioteche. In totale saranno circa 2.500 i soggetti coinvolti nella realizzazione dei progetti. Le iniziative si svolgeranno all’interno degli spazi di aggregazione, presso i punti Informagiovani, nelle sale polivalenti dei Comuni coinvolti, negli istituti scolastici, nei centri culturali e negli spazi urbani. Alcune saranno addirittura itineranti, per riuscire a coinvolgere un numero maggiore di ragazze e ragazzi.

I 18 progetti finanziati in Provincia di Reggio Emilia (contributo totale: 224.193 €):

GRADUATORIA DEGLI INTERVENTI AMMESSI A CONTRIBUTO RELATIVI AI PROGETTI AGGREGAZIONE/INFORMAGIOVANI/“PROWORKING”:

– Unione Montana Dei Comuni Dell’Appennino Reggiano. Progetto: C’è posto per te: Jerry can. Contributo 19.500 €

– Unione Colline Matildiche. Progetto: Giovani in Unione…non stop 2. Contributo 17.100 €

– Unione Val d’Enza. Progetto: Forte-piano: una rianimazione sociale. Contributo: 15.000 €

– Unione Terra Di Mezzo. Progetto: CRE.A. Creatività e Aggregazione. Contributo 15.000 €

– Unione Bassa Reggiana. Progetto: Wonder. Contributo 14.400 €

– Comune di Reggio Emilia. Progetto: SD Factory laboratorio creativo. Contributo: 12.000 €

– Unione Pianura Reggiana. Progetto: Talenti di pianura. Contributo: 12.000 €

 

GRADUATORIA DEGLI INTERVENTI AMMESSI A CONTRIBUTO RELATIVI AI PROGETTI “PROTAGONISMO GIOVANILE/YOUNGERCARD”:

– Unione Colline Matildiche. Progetto: Giovani protagonisti… AL VOLO 2. Contributo: 9.750 €

– Unione Pianura Reggiana. Progetto: VOLONTARIAMO. Contributo: 6.375 €

– Unione Val d’Enza. Progetto: #GiovaniValdenza. Contributo: 6.300 €

– Unione Terra Di Mezzo. Progetto: Wanted. Contributo: 4.920 €

– Comune di Reggio Emilia. Progetto: Valorizzare i giovani cittadini. Contributo: 5.925 €

– Unione Bassa Reggiana. Progetto: Impronte. Contributo: 4.500 €

 

GRADUATORIA DEGLI INTERVENTI AMMESSI A CONTRIBUTO RELATIVI AI PROGETTI DI “SVILUPPO E QUALIFICAZIONE DI SPAZI DI AGGREGAZIONE GIOVANILE”:

– Unione Montana Dei Comuni Dell’Appennino Reggiano. Intervento: J-ROOM Laboratorio Multi e polifunzionale. Contributo 4.697 €

– Unione Colline Matildiche. Intervento: Informagiovani Multitasking 4.0. Contributo: 18.340 €

– Unione Val d’Enza. Intervento: Informagiovani/infolav oro..open space. Contributo: 20.923 €

– Comune di Reggio Emilia. Intervento: Laboratori di Innovazione. Contributo: 20.963 €

– Unione Pianura Reggiana. Intervento: TECNO-LOGICI. Contributo: 16.500 €

Opportunità Emilia-Romagna: 25 milioni di euro per accompagnare i giovani nella ricerca di un lavoro

Interventi mirati per accompagnare al lavoro i giovani attraverso percorsi personalizzati che prevedono attività orientative, esperienze di formazione in impresa e percorsi formativi professionalizzanti definiti in funzione di specifiche opportunità di lavoro e servizi per l’incrocio domanda offerta. E per i giovani che esprimono una propensione al lavoro autonomo, servizi di consulenza, tutoraggio e formazione e accesso al credito.
È quanto ha deciso di mettere in campo la Regione Emilia-Romagna per la seconda fase di Garanzia Giovani, il programma dell’Unione europea che intende assicurare ai ragazzi e alle ragazze tra i 15 e i 29 anni che non studiano e non lavorano opportunità per acquisire nuove competenze e per entrare nel mercato del lavoro.
Per realizzare le proprie misure l’Emilia-Romagna ha a disposizione altri 25 milioni di euro, e potrà coinvolgere circa 20mila giovani.
L’Italia ha scelto di attuare il programma mettendo a punto una strategia unitaria, condivisa tra Stato e Regioni. Il Ministero del Lavoro, attraverso un Piano nazionale, ha delineato le azioni che la Garanzia Giovani può prevedere nel nostro Paese e quali sono le regole generali. Ogni Regione ha quindi definito una propria strategia, scegliendo quali interventi e opportunità mettere in campo sul proprio territorio e con quali modalità.

Cosa vuol dire Garanzia Giovani per l’Emilia
Romagna
Garanzia Giovani in Emilia-Romagna si realizza con la collaborazione dell’Agenzia regionale per il lavoro, che garantirà in primo luogo l’accoglienza dei giovani, e la Rete Attiva per il Lavoro, ovvero, oltre ai Centri per l’impiego, anche quelli accreditati per erogare servizi per il lavoro a persone e imprese.
Saranno i Centri per l’impiego infatti prendere in carico i giovani e individuare, attraverso un Patto di servizio personalizzato, le misure più efficaci, in funzione delle diverse condizioni di partenza e delle diverse aspettative.
I giovani successivamente potranno scegliere il soggetto accreditato al lavoro al quale rivolgersi per fruire delle opportunità previste. Le prestazioni saranno garantite a tutti i giovani che aderiranno al Programma, il Patto di servizio personalizzato, che dovrà sempre prevedere la misura accompagnamento al lavoro o, in alternativa a questa, la misura del sostegno all’autoimpiego e all’autoimprenditorialità.
Nel caso di giovani tra 15 e i 18 anni privi di qualifica, è previsto il reinserimento in un percorso formativo o percorso di accompagnamento al lavoro anche attraverso l’attivazione di un contratto di apprendistato per la qualifica o per il diploma professionale.
Tra le misure previste nel percorso proposto ai giovani, l’orientamento specialistico è finalizzato a permettere ai giovani di intraprendere scelte consapevoli e acquisire maggiore autonomia nella ricerca attiva del lavoro, anche certificando loro le eventuali competenze di cui sono già in possesso, maturate in seguito a un tirocinio o a processi di apprendimento informale.
La formazione mirata all’inserimento lavorativo prevede percorsi individuali o individualizzati (max 3 persone) progettati in coerenza con concrete opportunità di inserimento lavorativo. Si tratta di un’offerta formativa complementare e aggiuntiva rispetto a quella già resa disponibile nell’ambito delle proposte educative e formative regionali – finanziata con risorse del Fondo sociale europeo e regionali e finalizzata, ad esempio, al conseguimento di qualifiche e diplomi professionali (sistema regionale di IeFP), di diplomi di tecnico superiore (Rete Politecnica) – a disposizione di tutti i giovani iscritti al programma e di cui sarà data loro ampia informazione.
tirocini dovranno avere una durata minima pari o superiore a due mesi e una durata massima di sei mesi. I tirocini promossi a favore di giovani disabili o ragazzi svantaggiati ai sensi della Legge 381/91 potranno avere una durata massima di 12 mesi e prevedono, oltre al servizio di formalizzazione delle competenze garantito a tutti, il finanziamento dell’indennità con risorse pubbliche.
La misura dell’accompagnamento al lavoro (scouting per ogni giovane delle opportunità; tutoring e matching rispetto a caratteristiche e propensioni individuali.) intende sostenere i giovani nella vera e propria fase di ricerca e di avvio delle esperienze di lavoro.
Per sostenere i giovani nello sviluppo di specifiche idee imprenditoriali intercettando le propensioni individuali all’autoimprenditorialità e all’autoimpiego vengono realizzate azioni di accompagnamento all’impresa e supporto alle start up. Misure mirate e personalizzate di consulenza specialistica per lo sviluppo dell’idea imprenditoriale, assistenza per la stesura del business plan, accompagnamento per l’accesso al credito, servizi a sostegno della costituzione di impresa. Per le idee di impresa ad alto contenuto tecnologico i servizi saranno messi a disposizione da Aster, la struttura in house della Regione Emilia-Romagna ASTER per l’innovazione e il trasferimento tecnologico.

I risultati della prima fase di Garanzia Giovani in Emilia-Romagna
Sono 84.319 i giovani Neet presi in carico dal 2014 ad oggi, dei quali 76.494 residenti in Emilia-Romagna e 7.825 residenti fuori Regione. Per il 51% sono maschi e il 49% femmine, mentre per quanto riguarda la cittadinanza l’81,8% sono italiani e il 18,2% sono stranieri. L’84% dei giovani che ha concluso una misura di politica attiva ha svolto un tirocinio formativo, il 14% ha ricevuto una misura formativa, l’1% ha effettuato il servizio civile e l’1% le misure per fare impresa.
Per quanto riguarda l’efficacia del Programma Garanzia giovani, il 60% dei giovani presi in carico ha stipulato un contratto di lavoro. Prevalgono i contratti a tempo determinato (51,7%), seguiti dai contratti di apprendistato 31,1%), dai contratti a tempo indeterminato (10,4%) e da altri contratti di lavoro (6,8%).

Giovani in agricoltura, la Regione rilancia: altri 34 milioni per nuove aziende under 40

La Regione Emilia-Romagna rilancia sui giovani in agricoltura. A poche settimane dall’approvazione della graduatoria finale del bando 2017 riservato ai neo-imprenditori, che ha consentito l’avvio di 248 nuove imprese guidate da under 41, la Giunta regionale guidata dal presidente Stefano Bonaccini mette sul piatto un altro consistente pacchetto di risorse pari a quasi 34 milioni di euro, per continuare a sostenere il ricambio generazionale in campagna. È la dotazione finanziaria del bando 2018 (per l’esattezza 33,9 milioni), il quarto nell’ambito del Programma regionale di sviluppo rurale (Psr) 2014-2020, che dà continuità all’intervento della Regione per incentivare la nascita e lo sviluppo di aziende agricole condotte da imprenditori alle prime esperienze.

Sono state circa un migliaio (993) le imprese guidate da giovani nate in Emilia-Romagna nel triennio 2015-2017 grazie al sostegno finanziario del Psr, complessivamente 80 milioni di euro tra premio di primo insediamento – una tantum di 30mila euro, che salgono a 50mila per le aziende in area svantaggiata – e contributi in conto capitale (fino al 50% sugli investimenti del piano di sviluppo aziendale). Ora il rilancio con il nuovo bando, per accelerare il ringiovanimento dei titolari d’azienda, in uno dei comparti con l’età media degli addetti più alta. Le domande possono essere presentate a partire dai prossimi giorni e fino al 29 ottobre secondo le modalità stabilite da Agrea

 

Le novità del bando 2018

Tra le novità del bando giovani 2018 la possibilità di fare domanda anche da parte dei neoimprenditori agricoli che si sono insediati da meno di 24 mesi, raddoppiando dunque l’arco temporale rispetto al limite di 12 mesi stabilito in precedenza. Una maggiore flessibilità operativa resa possibile grazie ad una modifica nel frattempo intervenuta del regolamento comunitario di base e che darà la possibilità di rientrare in gioco anche alle imprese escluse dal precedente bando per mancato rispetto dei requisiti temporali.

 

Come è ripartito il budget

Del budget complessivo di 33,9 milioni, oltre 19,6 milioni sono destinati a soddisfare le domande di primo insediamento, i restanti 14,3 milioni saranno utilizzati per sostenere i piani di sviluppo aziendale, con contributi fino al 50% sugli investimenti per la costruzione e ristrutturazione di immobili ad uso produttivo, l’acquisto di macchinari ed attrezzature, gli interventi di miglioramento fondiario.

Tra le spese ammissibili, ma con contributo ridotto al 40%, figurano anche gli investimenti finalizzati alla trasformazione e commercializzazione delle produzioni aziendali, comprese quelle per l’allestimento di locali per la vendita diretta e l’implementazione di siti web per l’e-commerce dei prodotti agricoli. Nella formazione della graduatoria un punteggio più alto sarà riconosciuto alle imprese che s’insediano nelle aree svantaggiate.

Le 993 nuove imprese agricole condotte da giovani nate nel triennio 2015-2017 grazie al sostegno finanziario della Regione risultano distribuite in tutti i territori: in provincia di Piacenza se sono registrate 158, poi Reggio Emilia (157), Bologna e Ravenna appaiate a quota 130, Forlì-Cesena (126), Parma (112), Modena (101), Ferrara (53) e Rimini (26).

 

Link al bando: http://agricoltura.regione.emilia-romagna.it/psr-2014-2020/bandi/bandi-2018/bando-pacchetto-giovani

Giovani, dalla Regione 1 milione e 200 mila euro per attività, servizi e ristrutturazioni degli spazi

Resterà aperto da oggi e fino al 16 luglio il bando, collegato alla legge regionale 14/08 “Norme in materia di politiche per le giovani generazioni”, che assegna a Unioni comunali e Comuni capoluogo di provincia non inclusi in Unioni 1 milione e 200 mila euro per realizzare interventi per le giovani generazioni.

La novità di quest’anno è che sarà possibile utilizzare una parte dei fondi regionali anche per realizzare piccoli interventi di ristrutturazione e adeguamento degli spazi, per acquistare nuove attrezzature tecnologiche e nuovi arredi, per aprire o riqualificare i locali che ospitano coworking, sale prova, fablab, incubatori d’idee innovative, redazioni di webradio, skatepark, laboratori multimediali.

Le risorse regionali sono ripartite in tre filoni di intervento.

Con 500 mila euro si sostengono le attività che si svolgono negli spazi di aggregazione, i servizi di informazione e comunicazione, la realizzazione di azioni che aiutano ragazze e ragazzi ad avvicinarsi al mondo del lavoro, anche attraverso il sostegno all’imprenditoria e alla creatività giovanile. In questo caso la spesa ammissibile nella domanda va da un minimo di 8 mila ad un massimo di 30 mila euro.

Altri 200 mila euro sono finalizzati, invece, a promuovere l’attivazione di progetti di protagonismo giovanile e educazione alla cittadinanza attiva e responsabile, legati allo strumento della YoungERcard. Gli Enti locali possono, per questo intervento, richiedere alla Regione un finanziamento che va da un minimo di 5 mila ad un massimo di 15 mila euro.
La Carta regionale riservata a ragazze e ragazzi tra i 14 e i 29 anni ha registrato in questi anni un incremento veramente notevole: sono 52.882 i giovani iscritti, 212 i punti di distribuzione presenti in Emilia-Romagna e circa 1.700 le convenzioni attivate per offrire ai possessori agevolazioni per la fruizione di servizi culturali e sportivi e per acquisti presso alcuni esercizi commerciali. È cresciuta anche la rete degli Enti locali che hanno aderito al progetto (159 Comuni e 31 Unioni) e degli operatori (ad oggi 322) impegnati nella promozione e diffusione di questo strumento.

Infine, il finanziamento regionale per gli interventi di ristrutturazione e adeguamento degli spazi è pari a 500 mila euro. Si può richiedere alla Regione un contributo che va da un minimo di 5 mila ad un massimo di 30 mila euro.

Ogni Ente locale può presentare un progetto per ogni ambito di intervento, inviando tre domande distinte. La Regione Emilia-Romagna ha anche attivato un servizio di assistenza tecnica per rispondere quotidianamente ad eventuali richieste di chiarimenti.

La compartecipazione regionale al finanziamento dei progetti sarà fino a un massimo del 70% della spesa ammissibile.

Il bando on line

Questi i link da compilare per presentare la richiesta di contributo regionale:

Allegato 1 (Aggregazione, Informagiovani, Proworking)
http://95.110.232.128/RER/index.php/277192?newtest=Y&lang=it-informal
Allegato 2 (Protagonismo giovanile, YoungERcard)
Allegato 3 (Sviluppo e qualificazione Spazi di aggregazione giovanile)
http://95.110.232.128/RER/index.php/787211?newtest=Y&lang=it-informal

Per maggiori informazioni:

Delibera n. 900/2018 (pdf, 444.3 KB)

Marina Mingozzi tel. 051 5277694, Rita Mammi 051 5277696 – telelavoro 051 6752245, Camilla Carra 051 5273407 – 0522 444864.

Università, la Regione investe sul diritto allo studio: 219 milioni in 3 anni. Benefici al 100% degli studenti idonei

È tra le Regioni con il più alto numero di studenti iscritti all’Università e con il più alto numero di idonei alle borse di studio, e che spende più risorse – con un importo medio annuo, in crescita, di 73 milioni – per garantire agli idonei questo beneficio. In Emilia-Romagna, dal 2009 al 2017, c’è stato un incremento del 37% degli aventi diritto, con oltre 20 milioni di euro in più di spesa (da 60 a 80 milioni) per assicurare la borsa di studio.

Numeri presentati in Commissione consiliare, poi in conferenza stampa, dall’assessore regionale all’Università, Patrizio Bianchi, che ha illustrato la relazionerelativa alla Clausola valutativa prevista dalla legge regionale 15 del 2007 (“Sistema regionale integrato di interventi e servizi per il diritto allo studio universitario e l’alta formazione”).

La relazione traccia un quadro preciso sui risultati conseguiti negli anni accademici 2014/2015, 2015/2016 e 2016/2017 dagli interventi messi in campo dalla Regione per rendere effettivo il diritto di raggiungere i più alti gradi di istruzione e garantire l’uniformità di trattamento su tutto il territorio dell’Emilia-Romagna. Rappresenta, inoltre, uno strumento di controllo triennale sugli obiettivi raggiunti dalla legge e una base importante per definire le priorità della programmazione sul diritto allo studio nel periodo 2019-2021.

Una casa alle giovani coppie e altri nuclei familiari

Si è conclusa la prima fase del bando “una casa alle giovani coppie ed altri nuclei familiari”, con 848 alloggi messi a disposizione delle famiglie, distribuiti in tutte le provincie della regione Emilia-Romagna.

I nuclei entro il 29 giugno 2018 potranno scegliere una delle case contenute nell’elenco disponibile online, all’interno del quale sono riportati i dati relativi ai singoli alloggi (localizzazione, superficie, prezzo, canone, disponibilità) e i riferimenti utili per contattare l’operatore proprietario (indirizzo, telefono, fax, mail). Le famiglie, dopo avere individuato la casa alla quale sono interessati, dovranno contattare l’operatore che lo ha messo a disposizione, per visitare l’alloggio e concordare le condizioni contrattuali. Il prezzo di vendita non può superare il valore indicati nell’elenco.

L’importo del contributo per alloggio è di  20.000 euro, elevato a 25.000 per gli alloggi relativi a interventi di recupero edilizio.

Il 2 luglio 2018 dalle ore 9 alle 17 i nuclei familiari che avranno firmato un pre-contratto potranno presentare la domanda di contributo compilando un modulo online, che sarà disponibile sul portale Territorio ER.

 Il 13 luglio 2018 sempre sullo stesso sito sarà pubblicata la graduatoria dei nuclei ammessi al contributo.

Per maggiori informazioni sul bando e sull’elenco degli alloggi è possibile consultare la notizia sul sito web regionale dedicato alle “Politiche abitative”.