Politiche giovanili: lavoro, aggregazione e multimedialità. Dalla Regione bando triennale da oltre 4,1 milioni di euro

Più risorse per le attività che si svolgono negli spazi di aggregazione, per i servizi di informazione e comunicazione. Poi azioni che aiutino i ragazzi ad avvicinarsi al mondo del lavoro, anche attraverso il sostegno all’imprenditoria e alla creatività giovanile, l’attivazione di progetti di protagonismo giovanile e di educazione alla cittadinanza attiva e responsabile, legati allo strumento della youngERcard, la tessera regionale gratuita per giovani che studiano, vivono o lavorano in Emilia-Romagna che ha raggiunto in questi anni quota 60 mila sottoscrizioni.

Con oltre 4,1 milioni di euro la Regione ha finanziato il bando triennale 2019-2021 per i giovani, sostenendo interventi promossi dagli Enti locali. Diversamente dal passato, quando i bandi erano annuali, in questo modo si cerca di dare maggiore stabilità alle politiche locali e consentire così di realizzare azioni strutturali e di lungo respiro. Un passaggio significativo che si aggiunge al considerevole incremento delle risorse: basti pensare che a inizio legislatura, nel 2015, il contributo regionale destinato al finanziamento delle attività e dei servizi rivolti ai giovani era di 400 mila euro, mentre nel 2021 triplicherà con 1,2 milioni di euro.

Il bando nel dettaglio

Il nuovo bando è già online ed è in attuazione della Legge regionale 14/08 “Norme in materia di politiche giovanili”. Quest’anno Unioni comunali, Comuni capoluogo di provincia non inclusi in Unioni e, per la prima volta, anche Associazioni di Comuni capoluogo potranno presentare domanda per accedere a 2.830.000 euro di spesa corrente e 1.300.000 euro di spesa di investimento, per un totale di 4 milioni 130 mila euro. Gli interventi sostenuti dalla Regione dovranno essere realizzati nel triennio 2019-2021.

La novità di quest’anno è la creazione di un filone di finanziamento dedicato esclusivamente al sostegno di attività innovative nel campo della multimedialità e dei nuovi linguaggi comunicativi e, nello specifico, alla promozione delle web radio giovanili in Emilia-Romagna. 
Inoltre, con il contributo regionale si potranno realizzare piccoli interventi di ristrutturazione e adeguamento degli spazi, oltre ad acquistare nuove attrezzature tecnologiche e nuovi arredi per aprire o riqualificare i locali che ospitano coworking, sale prova, fablab, incubatori d’idee innovative, redazioni di webradio, skatepark, laboratori multimediali.

Modalità di presentazione delle domande


Per partecipare all’assegnazione dei fondi occorre seguire la procedura pubblicata sul sito Giovazoom, nella sezione “Bandi” (http://www.giovazoom.emr.it/bandi). 
La procedura resterà aperta fino al 6 maggio 2019.

Info su www.giovazoom.it

Alloggi e residenze per studenti universitari: 75 nuovi posti a Reggio Emilia

Nuovi alloggi e residenze per gli studenti universitari in arrivo in Emilia-Romagna. E’ stato pubblicato il decreto del ministero dell’Istruzione, dell’università e della ricerca scientifica che approva la graduatoria per la realizzazione degli interventi e che assegna all’Emilia-Romagna un finanziamento di oltre 38 milioni di euro a fronte di un cofinanziamento della Regione pari a quasi 11 milioni di euro.

Grazie alle risorse messe a disposizione dalla Regione, gli interventi previsti in Emilia-Romagna sono stati considerati prioritari da parte del dicastero. Il cofinanziamento statale, sulla base della legge 338 del 2000, è previsto per interventi di edilizia universitaria destinati soprattutto agli studenti a basso reddito e in possesso dei requisiti di merito.

Gli interventi proposti renderanno disponibili 558 posti alloggio sul territorio regionale, di cui 280 a Bologna87 a Parma75 a Reggio Emilia51 a Imola e 65 a Rimini. L’intervento si realizza nell’ambito delle politiche per il diritto allo studio universitario, con l’obiettivo di rafforzare l’attrattività del sistema universitario regionale, ampliandone l’offerta abitativa e i servizi rivolti agli studenti, prioritariamente a quelli fuori sede.

I primi interventi ad essere realizzati
, sulla base della graduatoria approvata dal ministero sarannol’edificio Campus Baricentro, in via Belmeloro (59 posti), e la ristrutturazione a Imola del Campus Osservanza (51 posti).  Seguirà a Parma il restauro conservativo dell’ex carcere giudiziario di San Francesco, dove si ricaveranno 87 nuovi posti alloggio.
Altri interventi a Bologna riguarderanno la costruzione del nuovo edificio e del completamento dello studentato Battiferro, con i relativi servizi annessi per 131 posti alloggio; la demolizione e della ricostruzione dell’edificio Campus di via Filippo Re (90posti alloggio). A Rimini si ristrutturerà Palazzo Lettimi, con lo studentato e i servizi annessi (65 posti).
Ergo interverrà a Reggio Emilia, con il completamento dell’intervento su Villa Marchi, che metteranno a disposizione nuovi 75 posti alloggio. 

La situazione in Emilia-Romagna

In Emilia-Romagna, a conferma dell’attrattività dell’offerta formativa e dei servizi resi disponibili, su quasi 150 mila studenti iscritti complessivamente ai quattro atenei della regione, circa 100 mila sono gli studenti fuori sede, cioè che frequentano un corso in una Provincia diversa da quella di residenza, e di questi quasi 63 mila provengono da fuori regione.
Attualmente il fabbisogno di posti letto è superiore alla disponibilità che può mettere in campo l’azienda regionale per il diritto agli studi superiori Er.Go, che mette a disposizione 1.831 posti alloggio per le sedi dell’Università di Bologna, 618 per l’ateneo di Parma e 755 per l’Università di Modena e Reggio Emilia, di cui 131 a Reggio e 298 a Ferrara.

Ludopatia, stop della Regione all’uso di macchinette “ticket redemption” per gli under 18

Si trovano perlopiù all’interno di sale giochi, centri commerciali e nei parchi divertimento. Sono le “ticket redemption”, macchinette da gioco che, alla fine di ogni partita, restituiscono ticket (tagliandi) da convertire in premi: braccialettini, portachiavi, cuffiette, gadget di vario tipo. Fino a orologi da polso, Mp3, Ipad.

In Emilia-Romagna c’è una legge regionale (“Norme per il contrasto, la prevenzione, la riduzione del rischio della dipendenza dal gioco d’azzardo patologico”) che ne vieta l’utilizzo ai minori: oggi la Commissione assembleare ha dato il via libera alla delibera di Giunta in cui sono contenute le modalità attuative del divieto, e che prevede una serie di obblighi ben precisi per i gestori dei locali.

Divieto di utilizzo: le novità introdotte
Il testo licenziato dalla Commissione assembleare (che dovrà ora tornare in Giunta per l’approvazione definitiva) introduce, per i gestori, l’obbligo diaffiggere nei locali l’apposita locandina regionale in cui viene menzionato il divieto di utilizzo delle “ticket redemption” da parte dei minorenni. Non solo: c’è anche l’obbligo di affiggere in modo visibile su ogni apparecchio oggetto del divieto un avviso in cui deve essere chiaramente indicato che l’utilizzo è vietato ai minori di 18 anni.

I gestori, inoltre, devono accertare l’età del cliente, tranne nei casi in cui la sua maggiore età sia evidente. Se minorenne, non devono vendergli i gettoni, né consegnargli il premio derivante da una vincita. Nel caso di violazione degli obblighi da parte dei gestori, è prevista l’applicazione di sanzioni amministrative pecuniarie.

“Ticket redemption”, come funzionano
I giocatori – nella stragrande maggioranza bambini e ragazzi – inseriscono il denaro nella macchinetta, giocano e, a prescindere dal risultato, ottengono comunque un ticket con un punteggio. I ticket possono essere accumulati e usati per “acquistare” premi presenti all’interno della sala giochi. Naturalmente, per ottenere un “premio” come un Mp3 è necessario accumulare molti punti, e dunque giocare (inserendo soldi nella macchinetta) molto, anche per ore intere. Con il rischio di sviluppare una vera e propria dipendenza: quella da gioco, appunto. A differenza delle slot machine, che sono vietate per legge nazionale ai minori di 18 anni, le ticket redemption sono invece accessibili perché la vincita non è in denaro ma in ticket.

Giovanissimi e gioco d’azzardo: la situazione in Emilia-Romagna
Tra le dipendenze patologiche che interessano gli adolescenti emiliano-romagnoli, c’è anche il gioco d’azzardo: il 20% delle ragazze e il 46% dei ragazzi tra gli 11 e i 19 anni giocano d’azzardo in modo occasionale, ma quasi il 5% dei maschi (contro lo 0,9% delle femmine) è a rischio di ludopatia, come emerge dall’ultima “mappatura” degli adolescenti svolta dalla Regione a fine 2016.

Dipendenza da gioco, le persone in cura
Le persone che nel 2017 si sono rivolte ai servizi delle Aziende Usl dell’Emilia-Romagna per dipendenza da gioco d’azzardo e prese in carico sono state 1.521. L’utenza è in prevalenza di sesso maschile e la fascia di età più rappresentata è quella tra i 41 e i 50 anni.

Formazione e lavoro. Nuove opportunità formative, in Emilia-Romagna, per chi è alla ricerca di un impiego

Lingue straniere, inglese soprattutto, e informatica, ma anche tutte quelle conoscenze e abilità di base utili a trovare lavoro, come ad esempio comunicare in modo efficace, riuscire ad affrontare e superare un colloquio o ad inserirsi bene in un team aziendale.
La Regione Emilia-Romagna mette in campo su tutto il territorio, da Piacenza a Rimini, un pacchetto di percorsi formativi rivolti a persone non occupate che, per ridurre il divario tra le competenze possedute e quelle richieste dal mondo del lavoro, necessitano di una formazione aggiuntiva e specifica.

6 milioni di euro le risorse stanziate, attraverso il Fondo sociale europeo, che serviranno a finanziare percorsi brevi(di 8, 16, 32 ore) gratuiti, modulari, realizzabili in diverse sedi nell’ambito territoriale di riferimento e fruibili in modopersonalizzato e individualizzato. Obiettivo: fare acquisire ai partecipanti l’insieme di conoscenze, competenze e abilità di base necessarie per ricercare attivamente un impiego ed essere in grado di stare nei contesti e nelle organizzazioni di lavoro. Strutturati in piccoli gruppi di 6-14 persone, sono replicabili in più edizioni a seconda delle richieste in funzione di quanto effettivamente necessario per rispondere ai fabbisogni dei partecipanti, e prevedono il rilascio di un attestato di frequenza al termine delle lezioni.

Con l’approvazione, da parte della Giunta regionale, della graduatoria del bando aperto lo scorso ottobre e rivolto agli Enti di formazione accreditati, sono stati individuati 18 progetti (due per provincia), che saranno avviati nei prossimi mesi. Ciascun progetto comprende una serie di corsi, che vanno appunto dall’insegnamento delle lingue, all’informatica, alle competenze trasversali.

Approvata dalla Giunta anche la ripartizione delle risorse, così suddivise per ambito territoriale: Bologna 1 milione 221mila euro; Ferrara 585.060 euro; Forlì-Cesena 548.950; Modena 934.160; Parma 591.500; Piacenza 394.760; Ravenna 600.520; Reggio Emilia 605.910; Rimini 517.840. 

Le azioni formative sono state progettate e saranno realizzate dagli Enti di formazione accreditati; potenziali destinatari sono persone non occupate che hanno assolto l’obbligo d’istruzione e che, per l’inserimento lavorativo, necessitano di azioni formative per ridurre il divario tra le competenze richieste dalle imprese e quelle possedute.

corsi disponibili, suddivisi per ambito provinciale, possono essere consultati sul sito internet Formazione e lavoro della Regione; per avere indicazioni dettagliate sull’articolazione delle singole attività formative occorre rivolgersi all’Ente di formazione titolare del percorso.

Viaggi attraverso l’Europa. Una bella opportunità per i giovani emiliano-romagnoli

In arrivo dalla Regione Emilia-Romagna 380 mila euro per finanziare oltre 50 progetti rivolti a scuole, Enti Locali ed Istituti storici dell’Emilia-Romagna, con l’obiettivo di promuovere nelle giovani generazioni i temi della cittadinanza e dell’integrazione europea.

Nella Provincia di Reggio Emilia saranno finanziati 7 progetti per un totale di 60.736 euro. Iniziative che avranno l’obiettivo di sensibilizzare i ragazzi, incentivando viaggi studio nei luoghi simbolo dell’Europa unita, con attività di approfondimento sulla cittadinanza europea, sulle opportunità e la storia dell’Unione europea, attivate con la collaborazione anche degli Istituti storici provinciali.

La Legge punta infatti a promuovere una maggiore consapevolezza e conoscenza dell’Europa, con particolare attenzione ai progetti che coinvolgono i giovani e le scuole. Questi finanziamenti, avranno lo scopo di offrire alle giovani generazioni una “chiave di lettura” sull’essere cittadini europei e sugli obiettivi del progetto dell’Unione europea, dando spazio alla dimensione del viaggio nei luoghi significativi dell’Europa.

Nel dettaglio, i progetti finanziati nel reggiano:

  • Istituto per la storia della Resistenza e della società contemporanea – Reggio Emilia: Viaggio alle origini della idea di Europa (Isola di Ventotene). Contributo di 15.000 €
  • Liceo Statale Classico-Scientifico-Linguistico “Rinaldo Corso”: Tramando memoria (Repubblica Ceca e Polonia). Contributo di 3.600 €
  • Istituto Europeo di Studi Superiori S.c.s – Liceo IESS Paritario:  Alle radici dell’Europa: dalle guerre di confine all’integrazione europea (Breisach, Neuf Brisach, Memoriale dell’Alsazia/Mosella – Shirmeck, Strasburgo). Contributo di 6.000 €
  • Istituto Comprensivo “L. Da Vinci”:  Strasburgo e il Parlamento europeo nel cuore della vecchia Europa delle nazioni: confine fluido e luogo d’incontro (Strasburgo e il Parlamento europeo, la linea Maginot, Colmar, la Roue du vin, le cascate del Reno a Schaffhausen). Contributo di 12.800 €
  • Comune di Rolo: Il Consiglio Comunale dei Ragazzi di Rolo in Tour nella Capitale (Roma). Contributo di 1.536 €
  • Istituto tecnico commerciale “Scaruffi – Levi – Tricolore”: Abitare la cittadinanza europea: dalla memoria al voto consapevole (Alsazia-Lorena: Breisach – Memoriale dell’Alsazia e della Mosella a Schirmek – Strasburgo – Visita al Parlamento Europeo). Contributo di 12.000 €
  • Istituto comprensivo “G.B. Toschi” di Baiso e Viano: Selfie MOnuMENT (Nantes). Contributo di 9.800 €

Patto per i giovani in Emilia-Romagna: pronti 260 milioni per l’occupazione di ragazze e ragazzi

Più opportunità, più competenze, più servizi. Per essere più vicini ai giovani nella ricerca o nella creazione di lavoro. Ma non un lavoro qualsiasi: un lavoro di qualitànon precario e con la giusta retribuzione.

La Regione Emilia-Romagna, in accordo con tutti i firmatari del Patto per il Lavoro – parti sociali, enti locali, università e associazioni del No profit – decide di mettere a disposizione 260 milioni di euro a favore dell’occupazione giovanile, destinati a misure condivise secondo la logica inaugurata proprio col Patto per il Lavoro nel 2015: la concertazione alla base di un nuovo modello di coesione sociale e sviluppo sostenibile.

Per questo nasce Giovani Piùun Patto dedicato ai giovani per rendere comune una strategia che abbia come obiettivo quello di garantire più opportunità e creare buona occupazione per ragazze e ragazzi, sottoscritto oggi dalla Regione, presente il presidente Stefano Bonaccini, coi firmatari il Patto per il Lavoro: Province, Comuni capoluogo, sindacati, associazioni di imprese e di professionisti, terzo settore, atenei, Ufficio scolastico regionale, ABI, Unioncamere. Una intesa che ha anche uno spazio web dedicato dove sono disponibili tutte le informazioni e le possibilità messe in campo: http://www.regione.emilia-romagna.it/giovanipiu.

La convinzione di tutti, come è stato detto durante la firma del nuovo Patto, è che solo investendo nei giovani, nelle loro aspettative e nelle loro competenze e riconoscendoli come primo fattore di crescita di un territorio, diventi possibile generare sviluppo per il presente e per il futuro di questa regione.

Cosa si mette in campo

Più orientamento per aiutare i ragazzi nel momento delle scelte importanti per il futuro. Più spazi a disposizione dei giovani – coworking, fablab, sale prove, Informagiovani, spazi di aggregazione – in grado di facilitare la creazione di progetti fondati su esperienze e relazioni.
Più formazione, in particolare quella tecnica per garantire le competenze richieste oggi nei diversi settori dell’economia regionale.
E poi un impegno ancora maggiore sugli investimenti sul diritto allo studio universitario, in alta formazione e in ricerca. Ancora, più servizi per accompagnare i giovani nel mercato del lavoro, per trattenere, attrarre competenze e promuovere attrazione per i giovani emiliano-romagnoli oggi all’estero, per creare nuove imprese e dare nuove opportunità ai professionisti del futuro.
Più accesso al credito e supporto personalizzato per avviare nuove imprese o per rafforzare la propria start up, anche in agricoltura e nell’industria culturale e creativa.
Più tutele e autonomia. C’è l’impegno di tutti i firmatari a riconoscere il valore delle competenze dei giovani per lo sviluppo economico e sociale del territorio, traducendo questo principio in opportunità di lavoro di qualità e, in termini di retribuzione, competitivi con i sistemi economici-produttivi delle regioni e dei paesi più avanzati d’Europa.

La ricerca del lavoro

Uno degli assi portanti di Giovani Più è la Rete attiva per il lavoro, attraverso la quale i ragazzi, dopo il diploma o la laurea, possono trovare – presso un Centro per l’impiego – lo Sportello giovani, dove vengono presi in carico e accompagnati nella ricerca del lavoro, grazie alla rete di 25 soggetti privati accreditati (200 sedi sul territorio regionale) che incrociano domanda e offerta di lavoro, incentivati nella loro attività di ricerca di lavoro attraverso un riconoscimento economico che diventa  più alto se al giovane viene proposto un contratto a tempo indeterminato.
Come funziona? I giovani, anche neo diplomati o neo laureati o dopo la conclusione di un percorso formativo, da subito, acquisito il titolo di studio, possono recarsi in un Centro per l’impiego per   sostenere un colloquio nel quale spiegare le proprie competenze e aspirazioni e scegliere una delle agenzie accreditate preposte all’incrocio domanda/offerta, che si attiveranno per cercare occasioni e opportunità, e in questo modo i ragazzi vengono accompagnati nella ricerca del lavoro.
Ripensato anche il programma Garanzia Giovani, che con 26 milioni di euro a disposizione nella sua seconda fase, in avvio a breve, intende aiutare i giovani, e in particolare i più fragili, a intraprendere un percorso di crescita verso il lavoro.

Sportello giovani, per orientare i ragazzi e aiutare i genitori nei momenti di difficoltà

In primo piano anche le nuove opportunità rese disponibili da una rete territorialededicata ai ragazzi e alle loro famiglie, operativa dal 2019 con un investimento regionale di 15 milioni di euro, attraverso la creazione di sportelli giovani nei Comuniper le attività di orientamento, che diventano anche punto d’ascolto per i genitori, con l’obiettivo di ridurre la dispersione scolastica tra medie e superiori.

Formazione, anche dopo il diploma o la laurea

Le opportunità non finiscono con il diploma e neppure con la laurea. Perché la Regione investe nell’Alta formazione, con borse di studio, di ricerca e dottorati in settori innovativi e ad alto valore aggiunto (ad esempio, i Big data) e il rafforzamento della rete dei ricercatori dell’Emilia-Romagna all’estero, per permettere ai ‘cervelli’ emiliano-romagnoli di connettersi con le opportunità della nostra regione.
Non solo. Per rispondere alla forte richiesta di tecnici specializzati vengono finanziati 6 nuovi percorsi biennali post diploma ITS per Industria 4.0, in partenza a dicembre.

Le misure per le quali sono stanziati 260 milioni

Un piano articolato con risorse pari a 26 milioni di euro per interventi di Alta formazione e la ricerca.

Questo significa borse di dottorato, assegni di ricerca, borse per lavorare a progetti di ricerca industriale e dare maggiori opportunità ai giovani interessati a fare ricerca in materie strategiche per lo sviluppo sociale ed economico.

E poi un investimento di oltre 40 milioni di euro per sostenere opportunità di formazione, accesso al credito e supporto personalizzato per avviare nuove imprese o per rafforzare la propria start up, anche in agricoltura e nell’industria culturale e creativa.

Previsto anche un investimento straordinario per il diritto allo studio universitario (a.a. 2018-19). Pari a 26 milioni di euro di cui 5 milioni aggiuntivi a cui si aggiungeranno fondi nazionali, per garantire il diritto allo studio a tutti gli idonei a fronte dell’aumento esponenziale di iscrizioni alle nostre università.

Iniziative sperimentali saranno progettate per consolidare i rapporti con i giovani che operano a livello internazionale, rafforzando reti e opportunità anche per il loro rientro con l’impegno di tutti i soggetti del territorio.

Un lavoro importante insieme ai firmatari sarà dedicato alla Gig economy – definita da alcuni come un’economia caratterizzata dalla prevalenza di lavoratori freelance o con contratti a breve termine e, parallelamente, da una costante diminuzione del numero di occupati impiegati in maniera stabile – per utilizzare tutte le competenze che la Regione ha su questa materia, sempre più complessa, per combattere abusi e riportare le singole persone al centro dei processi di sviluppo, rivolgendosi a tutti quei lavoratori della gig economy privi di qualsiasi forma di tutela e di attenzione pubblica. Non solo riders, dunque, per sottolineare che in Emilia-Romagna si fa impresa in modo responsabile e sostenibile e che il massimo dell’innovazione deve coniugarsi con la qualità e il rispetto delle tutele e del lavoro delle persone.

Sei nuovi percorsi biennali ITS per Industria 4.0 in partenza a dicembre
Mirandola (Mo) quello di Tecnico superiore industria 4.0 per la produzione industriale di dispositivi biomedicali, a Cesena (Fc) il percorso per diventare Tecnico superiore esperto di marketing 4.0 per lo sviluppo turistico dei territori, a Carpi (Mo) il corso da Tecnico superiore di processo e prodotto del sistema Moda 4.0 – Fashion Product Manager, a Bologna, mentre a Bentivoglio (Bo) quello per Tecnico superiore per la logistica 4.0 e la smart mobility. A Parma si avvia il percorso per Tecnico superiore per le nuove tecnologie e il packaging intelligente nel settore carni, a Piacenza quello per Tecnico superiore per la gestione e la verifica di impianti energetici 4.0.

Da novembre a settembre 2019 partiranno poi 50 percorsi di alta formazione per lavorare nell’ industria culturale e creativa (audiovisivo, cinema e spettacolo dal vivo). E, ancora, in fase di avvio un progetto di formazione innovativo con edizioni su tutto il territorio regionale da novembre 2018 a dicembre 2019 per dare ai giovani le competenze chiave su innovazione tecnologica, digitalizzazione dell’informazione e dei dati. In valutazione anche 103 progetti di ricerca presentati dalle Università che impiegheranno oltre 400 ricercatori.

Per gli spazi per i giovani l’investimento di 5 milioni di euro è rivolto alla riqualificazione delle aree di cooworking e dei nuovi laboratori presso i tecnopoli. Tutte misure che troveranno la loro concretizzazione nel 2019 attraverso l’impegno congiunto di Regione, Università ed enti locali del nostro territorio e la presenza dei nostri sportelli (S£) già attivi all’interno dei tecnopoli.

Un Patto che intercetta i bisogni dei giovani dall’adolescenza alla formazione, all’alta formazione, all’inserimento lavorativo e che attiva una rete diffusa e concreta di servizi e opportunità.

Ecco il nuovo piano regionale per l’Adolescenza

Approvato oggi in Assemblea Legislativa il Piano regionale per l’adolescenza 2018/2020.

Un documento con risorse certe e interventi concreti che prova a rispondere ai bisogni di una fase della vita molto delicata, in una realtà sempre più complessa.

Con questo nuovo strumento vengono indirizzate per il prossimo triennio tutte le politiche regionali a favore dei ragazzi tra gli 11 e i 24 anni, a partire da quanto già realizzato in questi anni. Tra gli obbiettivi quello di promuovere benessere, socializzazione, opportunità di crescita, protagonismo sociale e stili di vita sani, come deterrenti al disagio e all’isolamento; prevenire e ridurre l’abbandono scolastico, la dipendenza da sostanze e gioco d’azzardo; contrastare il bullismo, il cyberbullismo e la violenza tra compagni

Dal punto di vista delle risorse, dei complessivi 21 milioni di euro messi a disposizione dalla Regione per finanziare gli interventi contenuti nel Piano, 13,8 sono già stati utilizzati tra il 2015 e il 2018 per realizzare attività extrascolastiche, sostenere gli oratori, valorizzare lo scoutismo e il servizio civile, promuovere i centri di aggregazione e gli sportelli scolastici. I restanti 7,2 milioni stanziati per il 2019 serviranno a consolidare gli interventi già in atto e attuarne di nuovi.

Nel dettaglio, il complesso di fondi comprende:

  • un bando da 600 mila per attività extrascolastiche, ricreative e per il tempo libero rivolte a ragazze e ragazzi preadolescenti e adolescenti;
  • 3 milioni per il finanziamento dei centri estivi
  • 2 milioni per un bando finanziato dal Fondo sociale europeo e cogestito con l’assessorato Scuola, Formazione, Lavoro per gli sportelli scolastici;
  • 700 mila euro per il servizio civile
  • 950 mila euro per le famiglie, 200 mila dei quali per progetti di formazione dedicati a genitori.

Risorse notevoli, segnale di un’attenzione e di un’importanza riconosciuta a coloro che saranno i cittadini del domani.

Le priorità di intervento

Sono tre le priorità di intervento individuate dal provvedimento: ‘Il dialogo’, cioè la capacità da parte degli adulti (genitori, insegnanti, allenatori sportivi) di ascoltare i ragazzi, comprenderne i bisogni e, nel caso, intercettare e accogliere segnali di disagio presenti nel contesto scolastico e nella comunità; “La cittadinanza attiva”, che consiste nel  coinvolgimento diretto degli adolescenti nelle scelte che li riguardano e nella promozione di forme di cittadinanza attiva, quali il servizio civile o le esperienze di alternanza scuola lavoro nell’ambito scolastico; “La cura” dei ragazzi per favorirne il benessere fisico e relazionale, stili di vita salutari e prevenire ogni forma di dipendenza o disagio psicologico.
Segue queste direttrici la proposta messa a punto dalla Regione, che individua numerose tipologie di azioni:

L’ascolto a scuola

Questa tipologia di intervento, principalmente finalizzata al contrasto della dispersione scolastica, prevede – in accordo con le istituzioni scolastiche – di aumentare la presenza nelle scuole (medie e superiori) degli sportelli di ascolto dedicati a studenti, insegnanti e genitori, gestiti da operatori specializzati.

Il ruolo sociale degli adolescenti

L’obiettivo è favorire la compartecipazione degli adolescenti ai provvedimenti che li riguardano. In ambito scolastico, del tempo libero, sportivo, culturale, dei mezzi di trasporto e dei servizi in generale, attraverso l’organizzazione di momenti di confronto con gli adulti o la partecipazione a sondaggi tramite web.

La salute degli adolescenti

Prendersi cura della loro salute vuole anche dire prestare attenzione alle specificità dell’età, degli ambienti di vita, del ruolo della famiglia. Tra gli interventi previsti, il rafforzamento in tutte le Aziende sanitarie di percorsi di cura dedicati; campagne di sensibilizzazione e incontri con specialisti per promuovere stili di vita sani (fumo, alimentazione, malattie sessualmente trasmesse, igiene e prevenzione).

Conoscere gli adolescenti

Destinatari degli interventi che rientrano in questa tipologia sono tutti i soggetti coinvolti nella programmazione di politiche e interventi a favore degli adolescenti e delle loro famiglie.  L’obiettivo è di fornire, attraverso studi e analisi puntuali e ricorrenti, il quadro d’insieme delle caratteristiche degli adolescenti e della loro comunità di appartenenza sotto l’aspetto socioeconomico, culturale, dell’offerta di servizi e opportunità.

Sostegno al tempo extrascolastico

Si tratta di azioni che la Regione finanzia dal 2009 attraverso bandi specifici rivolti ad associazioni di promozione sociale, organizzazioni di volontariato, cooperative sociali, oratori, enti ecclesiastici ed enti locali e loro forme associative. Riguardano attività di carattere educativo, sociale e di sostegno svolte in ambito extrascolastico – come l’esecuzione dei compiti, i laboratori di pittura e teatro – rivolte a preadolescenti, adolescenti e giovani con difficoltà di socializzazione, a rischio di dispersione scolastica o emarginazione.

La “scuola” per genitori

É un percorso formativo rivolto ai genitori e ad altri adulti di riferimento, organizzato in più giornate a tema: rapporto tra scuola e famiglia, dipendenza da social network, amore e amicizia tra gli adolescenti. L’obiettivo del ciclo di incontri, replicati in ogni capoluogo di provincia della regione, è offrire agli adulti un sostegno alle proprie competenze educative.

Il Piano riprende, inoltre, tematiche per le quali la Regione attua già misure specifiche. Tra queste, la diffusione della pratica sportiva per agevolare la socializzazione, aumentare l’autostima, contrastare il rischio di sovrappeso e obesità degli adolescenti, in aumento soprattutto tra le fasce socio-economiche più deboli; la qualificazione e il sostegno alla frequenza dei centri estivi attraverso l’abbattimento delle rette per le famiglie con Isee fino a 28 mila euro; il sostegno al protagonismo giovanile e alla creatività negli adolescenti e nei giovani.

 

Servizi, rette, riduzione liste d’attesa: in arrivo 20 milioni per nidi e materne

Superano i 20 milioni di euro le risorse assegnate alla Regione Emilia-Romagna per sostenere e qualificare il sistema integrato di educazione e istruzione rivolto ai bambini di età compresa tra 0-6 anni.

Il via libera è arrivato oggi a Roma dalla Conferenza Stato-Regioni che ha approvato il riparto del fondo nazionale di 224 milioni.

Un pacchetto di risorse, quello assegnato all’Emilia-Romagna, destinato ai Comuni, che si aggiunge agli 11 milioni di risorse regionali messe a disposizione per il 2018 (33 in tre anni).

L’obiettivo è quello di finanziare e qualificare il sistema socio-educativo dell’Emilia-Romagna per la fascia d’età 0-6, cui si aggiunge l’impegno per promuovere la diffusione sul territorio regionale dei Poli per l’infanzia, strutture che accorpano i nidi e le materne, per favorire la continuità educativa dei più piccoli, dalla nascita fino a 6 anni.

Nelle prossime settimane la Regione approverà la ripartizione dei fondi ai Comuni.

Secondo i dati dell’Osservatorio regionale per l’infanzia e l’adolescenza riferiti all’anno educativo 2016-2017, in Emilia-Romagna i bambini da 0 a 3 anni iscritti nei 1.225servizi educativi erano oltre 33 mila, il 30,6% dei bambini di questa fascia d’età residenti in regione (107.737).

Il Piano regionale per l’Adolescenza 2018-2020

E’ in discussione in questi giorni il nuovo Piano per l’Adolescenza 2018-2020. Un documento importante, frutto della collaborazione con tutti coloro che si occupano di adolescenza in ambito educativo, formativo, sociale, sanitario, aggregativo, ricreativo, sportivo e culturale.

Si tratta di un piano concreto, che permetterà di realizzare interventi volti a prevenire il disagio e contrastare l’abbandono scolastico, l’isolamento, la dipendenza dai social network, il bullismo, la ludopatia. Un progetto che intende rappresentare un “robusto” patto educativo con tutti coloro che si occupano di questa delicata fascia d’età prevedendo tre terreni di azione: il dialogo, la cittadinanza attiva, la cura e il prendersi di cura.

Un’attenzione particolare quella dedicata agli adolescenti, dimostrata anche dal significativo aumento di risorse che la Regione ha stanziato rispetto alla scorsa legislatura:

  • Il bando sull’adolescenza, nato nel 2009, in questo mandato ha complessivamente cubato circa 3 milioni di risorse.
  • Il finanziamento ad hoc sui Centri per le Famiglie: circa 3,5 milioni in 5 anni. Finanziamento che prevede specifiche misure sull’adolescenza.
  • Sui centri estivi: circa 6 dei 13 milioni totali riguardano l’adolescenza.
  • Il bando legato a questo piano che l’Assessorato al sociale cogestisce insieme all’Assessorato alla scuola e alla formazione professionale è un bando che nel complesso vale circa 12 milioni. Per l’aspetto più sociale ci consente di destinare 2 milioni per 3 anni, quindi 6 milioni totali, al rafforzamento/aumento degli sportelli scolastici di ascolto dei ragazzi (in particolare delle scuole medie).
  • Altri 200mila euro, sempre a corredo di questo piano, che serviranno per la realizzazione di “scuole per i genitori” su grandi temi segnalati da esperti.
  • I fondi legati al Servizio Civile: circa 3 milioni per le attività dedicate ai minorenni.

Riassumendo, parliamo di 18-19 milioni di euro investiti dalla Regione dal 2015 ad oggi sul tema dell’adolescenza. Non poche risorse se pensiamo che nel mandato precedente erano circa 11-12 milioni.

L’intenzione è quella di approvare il piano il 6 novembre in Assemblea Legislativa.

Materiale:

PIANO REGIONALE PLURIENNALE PER L’ADOLESCENZA 2018-2020

Adolescenti, Piano della Regione: opportunità, benessere e contrasto al disagio

Promuovere, tra i più giovani, benesseresocializzazione, opportunità di crescitaprotagonismo sociale e stili di vita sani, come deterrenti al disagio e all’isolamento. Prevenire e ridurre l’abbandono scolastico, la dipendenza da sostanze e gioco d’azzardo; e ancora, contrastare il bullismo, il cyberbullismo e la violenza tra compagni.

Sono alcuni obiettivi del ‘Piano pluriennale per l’adolescenza’ per il triennio 2018-2020, approvato in questi giorni dalla Giunta regionale dell’Emilia-Romagna. Un provvedimento destinato a tutti i soggetti che si occupano di adolescenti – famiglie, scuola, servizi sociali, associazionismo sociale e sportivo, volontariato e aziende sanitarie – per realizzare interventi concreti dedicati ai ragazzi di questa fascia di età. Un Piano costruito assieme al territorio, con incontri che si sono svolti in tutte le province, da Piacenza a Rimini, e al quale la Regione destinerà specifiche risorse.

Sono tre le priorità di intervento individuate dal provvedimento: ‘Il dialogo’, ovvero la capacità da parte degli adulti (genitori, insegnanti, allenatori sportivi) di ascoltare i ragazzi, comprenderne i bisogni e, nel caso, intercettare e accogliere segnali di disagio presenti nel contesto scolastico e nella comunità; “La cittadinanza attiva”,che consiste nel  coinvolgimento diretto degli adolescenti nelle scelte che li riguardano e nella promozione di forme di cittadinanza attiva, quali il servizio civile o le esperienze di alternanza scuola lavoro nell’ambito scolastico; “La cura” dei ragazzi per favorirne ilbenessere fisico e relazionale, stili di vita salutari e prevenire ogni forma di dipendenza o disagio psicologico.
Segue queste direttrici la proposta messa a punto dalla Regione, che individua numerose tipologie di azioni.

L’impegno della Regione per gli adolescenti

É di 2,5 milioni di euro la cifra complessiva stanziata dalla Regione tra il 2015 e il 2018per finanziare attività educative e sociali,da svolgersi a scuola o nel tempo libero,rivolte ad adolescenti e pre-adolescenti e realizzate da associazioni di promozione sociale, organizzazioni di volontariato, cooperative sociali e parrocchie.