Caregiver, la risoluzione approvata in Commissione IV

In base al rapporto del CENSIS 2015 in Italia sono più di 3 milioni, pari al 5,5% della popolazione, le persone che soffrono di difficoltà funzionali gravi (l’80 per cento sono anziani); 1,4 milioni si trovano all’interno della propria abitazione.

Si stima che a fronte di 200 mila anziani non autosufficienti ospiti di strutture residenziali siano oltre 2.500.000 coloro che sono in famiglia, in casa propria o di parenti, di cui si fanno carico con continuità famigliari e congiunti.

L’Istituto nazionale di statistica (ISTAT) ha stimato che siano oltre 3.300.000 le persone che, nel contesto familiare, si prendono cura regolarmente di adulti anziani, di malati e di persone disabili.

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A Sant’Ilario per presentare la Costituzione scritta con il Linguaggio aumentativo e alternativo

 

Questa mattina sono stata a Sant’Ilario con i ragazzi delle scuole medie ad una bella iniziativa realizzata da Comune e Associazione GIS (Genitori per l’inclusione Sociale) per presentare la Costituzione scritta con il Linguaggio Aumentativo e Alternativo. Ho conosciuto il valore e l’importanza della CAA grazie al lavoro tenace di mia mamma Mariangela Simonazzi con la associazione Valore Aggiunto che da molti anni promuove incontri di formazione e aggiornamento con famiglie, insegnanti e operatori socio sanitari. Tutti insieme per costruire un mondo più giusto.

Oltre 30 milioni per il contrasto a povertà ed esclusione sociale, abbattimento barriere architettoniche e aiuti per pagare l’affitto

Fondi per abbattere le barriere architettoniche presenti in abitazioni e condomini, con l’accoglimento di tutte le richieste arrivate; aiuti alle famiglie – fino a un massimo di 12 mila euro pro capite – per saldare le rate scadute dell’affitto e, ancora, il sostegno ai servizi sociali e sociosanitari sul territorio, a partire da quelli per l’infanzia e i nuclei famigliari, per contrastare la povertà e l’emarginazione. Il tutto grazie allo stanziamento di oltre 30 milioni di euro destinati a misure per le fasce sociali più deboli.

Nella seduta di ieri, infatti, la Giunta regionale ha approvato tre atti che per il 2016 assegnano ai Comuni e alle loro forme associate rispettivamente 1,5 milioni di euro  del Fondo regionale per la concessione di contributi a fondo perduto destinati all’eliminazione di barriere architettoniche in edifici privati, 23 milioni del Fondo sociale regionale per evitare l’esclusione sociale e i quasi 6 milioni di euro del Fondo nazionale per la morosità incolpevole stanziati dallo Stato e messi a disposizione dell’Emilia-Romagna per quest’anno.

 

Fondo regionale per l’eliminazione e il superamento delle barriere architettoniche

Un milione e mezzo di euro in più che va ad aggiungersi a quelli già previsti dal Piano casa (2 milioni di euro). Aumentano in questo modo le risorse contenute nel Fondo regionale, che dispone la concessione di contributi a fondo perduto per abbattere le barriere architettoniche in edifici privati.

L’intervento consente di far fronte alla totalità dei contributi richiesti dalle 516 famiglie che hanno diritto a un contributo in base al fondo regionale istituito con la legge regionale del 2013. Tra le richieste, 394 riguardano persone totalmente invalide, 122 si riferiscono a forme di invalidità parziale.

In Emilia-Romagna, su un totale di 334 Comuni sono 167 a concorrere a determinare il fabbisogno per gli interventi. Rispetto alle singole province, le richieste di contributo arrivano: 19 da Piacenza, 52 da Parma, 65 da Reggio Emilia, 63 da Modena, 127 da Bologna, 27 da Ferrara, 60 da Ravenna, 58 da Forlì-Cesena e 45 da Rimini.

 

Fondo nazionale per la morosità incolpevole

Quasi 6 milioni di euro stanziati dallo Stato (59,7 milioni di euro ripartiti per il 70% tra le Regioni in proporzione al numero dei provvedimenti di sfratto emessi dell’autorità giudiziaria al 31 dicembre 2015) e messi a disposizione dell’Emilia-Romagna per il 2016 per aiutare i cosiddetti inquilini morosi incolpevoli, ovvero persone non più in grado di pagare l’affitto di casa. Le ragioni possono essere diverse: perché hanno perso il lavoro, perché colpite da una grave malattia oppure perché vittime di un infortunio.

L’aiuto consiste in un contributo pro capite, fino a un massimo di 12 mila euro, che può essere utilizzato sia per saldare le rate scadute dell’affitto sia per far fronte ad alcune mensilità future, in modo da non mettere la famiglia nelle condizioni di ricadere nella morosità.  Con il provvedimento approvato dalla Giunta, le risorse vengono distribuite tra 100 Comuni emiliano-romagnoli, 39 dei quali (compresi i capoluoghi di provincia) definiti ad alta tensione abitativa e i restanti 61 ad alto disagio abitativo con più di 10 mila cittadini residenti. Ai Comuni ad alta tensione abitativa, dove nel 2015 sono stati decretati 4.377 sfratti, andranno 4,445 milioni di euro (75% delle risorse previste per il 2016). L’altro 25%, pari a 1,5 milioni di euro, andrà invece assegnato ai Comuni ad alto disagio abitativo con popolazione superiore ai 10 mila residenti dove sono stati emessi 1.168 provvedimenti di sfratto.

 

Fondo sociale regionale

È di 23 milioni di euro la somma stanziata dalla Regione a favore dei Comuni e loro unioni per i servizi sociali del territorio. Di questi, 7,5 milioni integrano la programmazione 2016 e i rimanenti 15,5 faranno parte della programmazione 2017. L’obiettivo è sostenere in particolare i progetti di contrasto alla povertà estrema e all’impoverimento generato dalla crisi economica, contrastare l’esclusione sociale, favorire l’integrazione sociale degli immigrati, offrire sostegno alle famiglie.

A Quattro Castella nasce “La tavola armonica”

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Quattro Castella e tutti i cittadini dell’Unione Colline Matildiche hanno festeggiato questa mattina l’inaugurazione del Laboratorio di falegnameria “La Tavola Armonica” destinato ad ospitare, nei locali della ex mensa della scuola media, la nuova sede del Sap, il Servizio di Aiuto alla Persona, fiore all’occhiello dei servizi sociali castellesi e dell’Unione.

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In occasione della Giornata mondiale delle persone con disabilità, noi apriamo un luogo che non è solo simbolico, ma vita vissuta. L’idea del laboratorio nasce nel 2011 e in cinque anni si è riusciti, tutti insieme, a realizzare questo progetto: un luogo polifunzionale, un salotto sociale, per incontri e confronti intergenerazionali, aperto a cittadini e associazioni del territorio. La scelta di realizzarlo vicino alla scuola media, alla palestra e al centro giovani Garage non è casuale, ma intende stimolare e coinvolgere tutta la cittadinanza. Prendersi cura delle persone più fragili è il senso più profondo del fare politica. Questo progetto è importante non solo sul piano sociale e politico, ma esistenziale per tutti i ragazzi, le loro famiglie e la comunità in cui vivono. Un bell’esempio di welfare della solidarietà, dei diritti, della interazione tra pubblico e privato, tra istituzioni e cittadini.

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Dopo di noi, 6.5 milioni all’Emilia Romagna. SONCINI (PD): “Importante risposta alla solitudine, cerchiamo vicinanza e prossimità”

“Viene resa operativa la legge sul Dopo di noi approvata in Parlamento e attesa da anni dalle tante famiglie preoccupate per il futuro dei propri figli con disabilità. Come istituzione pubblica sentiamo l’urgenza di dare risposte ai cittadini che stanno facendo richieste di umanizzazione al nostro sistema di servizi. Si cercano risposte alla solitudine, si cerca vicinanza e prossimità in una Regione in cui la coesione sociale rimane un valore forte.”

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Commenta così Ottavia Soncini, consigliere regionale del Partito democratico, il riparto tra le Regioni dei 90 milioni di euro del cosiddetto Fondo sul “Dopo di noi”. All’Emilia-Romagna vengono destinati 6,5 milioni: a beneficiarne sono le persone gravemente disabili che restano prive del sostegno familiare o per la morte di entrambi i genitori o perché questi, magari molto anziani o malati, non sono più in grado di assisterli. I fondi serviranno infatti ad attivare e potenziare programmi di intervento che prevedono l’accoglienza in abitazioni o gruppi-appartamento, che riproducano le condizioni abitative e le relazioni della casa familiare, oppure la permanenza temporanea fuori dalla famiglia in particolari situazioni di emergenza. Inoltre, si potranno creare soluzioni di co-housing, che possano comprendere il pagamento degli oneri di acquisto, di locazione, di ristrutturazione e di messa in opera degli impianti e delle attrezzature necessari per il funzionamento degli alloggi.

“Stiamo costruendo un sistema di welfare che dia risposte di tipo relazionale” – conclude Soncini – “evitando di lasciare le persone sole ad affrontare un certo percorso di vita. Le risorse sul dopo di noi sono una risposta concreta e giusta: un aiuto per l’oggi alle persone con gravi disabilità e per i famigliari, maggiori certezze sul futuro dei propri cari”

Fondazione “Durante e dopo di noi” di Reggio Emilia, inaugurata la nuova sede

È un periodo di grandi novità per la Fondazione durante e dopo di noi di Reggio: da febbraio, infatti, la nuova sede operativa è stata collocata al secondo piano della palazzina della direzione delle Fiere in via Filangieri 15 a Reggio.
Questi nuovi spazi della Fondazione ospitano lo spazio di accoglienza (aperto il martedì e il giovedì mattina dalle 9 alle 12), il servizio di consulenza giuridica e pianificazione, una sala riunioni per gli incontri dei gruppi di lavoro e i faccia a faccia con gli interlocutori istituzionali, gli uffici della segreteria, dell’amministrazione e della contabilità.

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Il punto su disabilità e fragilità in Regione nella mia intervista al Giornale di Reggio

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Lei è stata eletta sul nostro territorio con un alto numero di preferenze. Nella Sua campagna elettorale il tema dominante è stata la disabilità. Perché ha scelto la disabilità e il welfare?

I temi con cui mi sono presentata sono stati diversi. La disabilità non rappresenta un tema da campagna elettorale; la condivisione con questo mondo fa parte della mia vita quotidiana. Si ritrova nelle mie esperienze precedenti e nella mia storia familiare la ragione e il senso del mio impegno verso la diversità, intesa anche come fragilità. Rendere serena la vita dei cittadini, in particolare di coloro che vivono una difficoltà, è dovere morale e concretezza operativa di chi ha un impegno politico.

In questi primi 18 mesi di legislatura, la Regione Emilia Romagna si è occupato di disabilità in più di una occasione. In particolare la legge 14 del 30 luglio 2015 sul lavoro dei disabili. Legge criticata dalle associazioni dei disabili a Bologna: FAND e FISH. Perplessità ha suscitato anche dal “Tavolo Lavoro” del progetto “Reggio Città senza barriere”. Lei invece in più di una occasione pubblicamente ha espresso parere positivo. Ci spieghi perché.

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“Insieme per costruire futuri – Insieme per fare da soli”. Con la Fondazione Durante e dopo di noi di Reggio Emilia

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“DUE COSE POSSONO REGALARE I GENITORI AI FIGLI: LE RADICI E LE ALI” (Proverbio canadese)

“La legge sul Dopo di noi non si tocca”; lo ha detto il Premier Matteo Renzi quando gli chiesero un commento su tale importante argomento. I 100 milioni stanziati per la legge e il piano di programmazione triennale confermano questa particolare sensibilità, rendendoci sicuramente più fiduciosi per il futuro. Sì dunque a risposte specifiche e no a strutture omologanti e omologate; sì all’autodeterminazione, dato che solo le famiglie stesse conoscono i problemi e la quotidianità; sì al cosiddetto “Trust”, introdotto per la prima volta.

La rivoluzione che reca con sè la legge del “Dopo di noi” parte da qui. Dalla necessità di dare risposte, concrete, alle persone con disabilità gravi una volta che si ritroveranno sole, senza l’aiuto delle loro famiglie, che nella stragrande maggioranza dei casi fino a oggi costituiscono l’unico supporto, oltre che economico, anche affettivo. Ma anche qui serve una comunità che sappia essere attenta e inclusiva.

Di tutto questo e di tanto altro abbiamo discusso questa mattina al bell’incontro “Insieme per costruire futuri – Insieme per fare da soli”, fondamentale convegno organizzato dalla Fondazione “Durante e dopo di noi” di Reggio Emilia, con il patrocinio della Regione Emilia Romagna, un’occasione per condividere, un’occasione per fare squadra con le altre Fondazioni che operano sul territorio emiliano romagnolo.

Ho portato la mia esperienza e ciò che la Regione Emilia Romagna sta portando avanti su queste tematiche. Ho potuto portare la buona notizia dell’aumento dei fondi destinati al sociale nel bilancio di previsione 2016, ho illustrato la risoluzione che, come prima firmataria, insieme ad altri colleghi abbiamo presentato: un primo, ma importante passo.

L’esperienza positiva di questi ultimi anni sul piano socio-sanitario ha reso esplicito come la regione sia attrezzata ad accogliere la legge del “Dopo di noi”. Servizi socio sanitari diurni e residenziali; 15000 interventi ogni anno; 150 milioni di risorse del FRNA. Ora occorre avere un campo infinito di occasioni ma preciso di collocazione per entrare in contatto con i bisogni e situazioni. Parafrasando quanto disse il nostro ex Presidente Giorgio Napolitano: “La Regione vi è molto grata, la Regione riconoscerà i vostri sforzi”. Perchè questa legge possa funzionare c’è bisogno di solidarietà e di mettere insieme risorse, energie, competenze che ogni associazione, comunità e famiglia nella sua storia ha già maturato. Ogni esperienza è preziosa.

La crescita economica deve andare di pari passo con la rete sociale; nessuno deve sentirsi isolato o, meglio, nessuno deve sentirsi un’isola, ma è compito nostro inserire il “prendersi cura” fra le priorità dell’azione governativa. I disabili non devono comunque essere solo soggetti destinatari delle politiche di sostegno a loro dedicate. Devono realmente diventate soggetti attivi delle decisioni legislative e amministrative che li riguardano.

Ecco perchè un frammento importante di questa sfida per la società che vogliamo costruire sta nella riforma della scuola. E nella riforma del terzo settore che stiamo discutendo al Senato e nel ruolo che dovrà avere il volontariato da un lato, dall’altro l’impresa sociale e le cooperative, tutto il mondo che ruota intorno al terzo settore. Ciò non vuol dire che lo Stato non debba svolgere il proprio ruolo fino in fondo e mandare avanti il proprio impegno e il proprio mandato: non ci vuole necessariamente meno Stato, ci vuole più società civile.

Un ultimo appunto: nella nuova legge regionale sullo sport vi è uno spazio dedicato alle disabilità, a testimonianza di quanto anche l’attività sportiva sia una chiave per l’inserimento e l’inclusione sociale delle persone fragili.

 

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Mobilità. Abbonamenti agevolati per famiglie numerose e anziani. Qui le novità.

Un Fondo regionale per la mobilità, “dotato” di un milione di euro per il 2016, a favore di persone in situazione di particolare bisogno da destinare ai Comuni, così da consentire l’erogazione di contributi per l’accesso ai titoli di viaggio agevolati per il trasporto pubblico locale. L’ampliamento delle categorie sociali che hanno diritto ad accedere alle agevolazioni; e la conferma, per il prossimo triennio, dei livelli tariffari di riferimento per gli abbonamenti annuali agevolati “Mi Muovo insieme”.

Queste alcune delle principali novità introdotte dall’Accordo triennale sulle tariffe agevolate di abbonamento annuale “Mi Muovo insieme” a favore di categorie sociali 2016-2018, approvato dalla Giunta regionale.

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L’allargamento a nuove priorità sociali

Per i prossimi tre anni, coloro che rientrano tra le categorie sociali che posseggono i requisiti indicati dall’Accordo, potranno acquistare gli abbonamenti annuali  “Mi Muovo Insieme”, validi per tragitti urbani, cumulativi ed extraurbani- utilizzabili  per il trasporto su gomma e le linee ferroviarie regionali –  a prezzi scontati rispetto alle tariffe ordinarie.

La Giunta, dopo un confronto con i Comuni e le parti sociali, ha ritenuto necessario modificare e aggiornare i criteri di accesso precedenti (definiti nel 2007), tenendo conto delle nuove priorità sociali, e introducendo la certificazione Isee, come previsto dalla normativa nazionale per la valutazione della situazione economica, per alcune categorie di cittadini interessati all’intervento. Per la campagna abbonamenti 2016, saranno i Comuni e le aziende di trasporto a definire le modalità organizzative per l’acquisto delle agevolazioni per il trasporto pubblico.

Le categorie interessate e i benefici

Ad acquistare gli abbonamenti agevolati, dal 2016, potranno essere non solo i beneficiari tradizionali degli interventi (invalidi, mutilati), ma anche le famiglie numerose con 4 o più figli che dichiarino un  ISEE non superiore a 18.000 euro e le persone vittime di tratta di esseri umani e grave sfruttamento.

Nuovi criteri riguardano i 21.000 anziani residenti in Emilia-Romagna: nel 2016, se uomini, dovranno aver compiuto i 65 anni di età, se donne 63, e dichiarare un Isee del nucleo non superiore a 15.000 euro per accedere all’agevolazione. Coloro che dichiarano un reddito maggiore potranno accedere alle agevolazioni per gli over 65, già previste a livello locale. Per i rifugiati e i richiedenti asilo, attualmente circa 1.200, viene confermato l’accesso alla tariffa base agevolata.

Le famiglie e le modalità di applicazione

Per quanto riguarda le famiglie, in Emilia-Romagna sono 28.417 quelle con 6 o più componenti; di queste, un numero ridotto è composto da almeno 4 minori a carico e dichiara un Isee sino a 25.000 euro. Le persone con disabilità sono invece 9.000: per loro è confermato l’accesso alla tariffa base agevolata senza richiesta Isee. La delibera sarà trasmessa per l’applicazione ai Comuni e alle aziende di trasporto così da avviare le vendite a inizio 2016. Gli abbonamenti “Mi Muovo” già emessi hanno validità fino alla scadenza.