Dopo il maltempo, dalla Regione un Piano straordinario di manutenzione delle strade da 31 milioni

Dopo l’ondata eccezionale di maltempo delle settimane e dei mesi scorsi, che ha provocato non pochi disagi alla viabilità regionale e ai cittadini da Piacenza a Rimini con richieste di aiuto da parte dei sindaci e degli amministratori locali, la Regione interviene con un piano straordinario da 31 milioni di euro per i lavori di manutenzione e miglioramento degli oltre 12mila e 600 chilometri di strade comunali e provinciali dell’Emilia-Romagna – nelle aree di montagna come in quelle di pianura.

  • Gli interventi sulle strade provinciali

Quasi 10 milioni di risorse regionali (9 milioni 820mila euro, di cui 3 milioni già stanziati) sono destinati agli oltre 1.858 chilometri di strade provinciali dell’Emilia-Romagna.

In particolare, sono previsti interventi sui 274 chilometri di strade provinciali a Bologna (finanziati con 1.449.291 euro in tutto); 131 chilometri delle strade di Ferrara(691.795 euro); 209 chilometri di Forlì-Cesena (1.105.688 euro); 306 chilometri di Modena (1.618.403 euro); 307 chilometri di Parma (1.623.047 euro); 233 chilometri di Piacenza (1.230.782 euro); 163 chilometri di Ravenna (863.480 euro); 186 chilometri di Reggio Emilia (980.596 euro); 49 chilometri di strade provinciali di Rimini(259.917 euro).

  • La manutenzione delle strade comunali di montagna

La Giunta ha poi approvato il riparto di 7 milioni di euro per la manutenzione straordinaria dei 10.804 chilometri di strade delle Unioni e Comuni di montagna, stanziati nell’ambito del Piano operativo del Fondo sviluppo e coesione infrastrutture 2014-2020.

Si aggiungono poi 6 milioni di euro del Fondo regionale per la montagna per 23 fusioni o Unioni di Comuni montani.

Questa la ripartizione territoriale dei 13 milioni di euro complessivi disponibili nel 2018 per la manutenzione straordinaria.

In provincia di Reggio Emilia le risorse sono destinate ai 1.234 chilometri di strade comunali, per un importo complessivo di 1.476.532 euro, nella Val d’Enza (84.211 euro per 57,6 chilometri), nell’Appennino reggiano (1.191.384 euro per 1.001 chilometri) e Tresinaro Secchia (200.937 euro per 176 chilometri).

Sempre dal Fondo regionale per la montagna, 4 milioni saranno utilizzabili nel 2019 e altri 4 nel 2020. È stato fissato il termine del 18 maggio come scadenza per la presentazione dei Programmi triennali di investimento da parte di ciascuna Unione di Comuni.

Centri commerciali naturali delle città, 380mila euro per la provincia di Reggio Emilia

Ricostruire la rete delle botteghe diffuse, potenziare le zone del commercio all’interno dei quartieri e nelle aree storiche delle città. Sono i centri commerciali naturali delle città, presìdi importanti della qualità urbana e sociale che la Regione Emilia-Romagna vuole promuovere e incentivare. E lo fa grazie anche a un finanziamento complessivo di 3 milioni 430mila euro per 36 progetti (quattro per ciascuna provincia) da realizzare nel 2018 per qualificare e rendere più attraente il sistema commerciale locale. Sulla base della legge regionale 41/97 che regola gli interventi di valorizzazione nel settore del commercio, la Giunta regionale ha stanziato un milione 430mila euro per 18 interventi di valorizzazione e riqualificazione delle aree commerciali, mercati, spazi e arredi urbani (contributo del 37% rispetto alla somma richiesta) e un milione di euro per 18 progetti di promozione e marketing del territorio da parte degli enti locali (contributo del 57%) rivolti allo sviluppo di reti commerciali qualificate e alla valorizzazione delle eccellenze.

I contributi regionali assegnati agli enti locali della provincia di Reggio Emilia ammontano a 379.499 euro così suddivisi:

  • Ventasso: 29.783 €
  • Castelnovo di Sotto: 250.000 €
  • Reggio Emilia: 56.980 €
  • Correggio: 42.735 €

Qua tutti gli interventi per provincia.

Difesa del suolo, 391mila euro a Reggio Emilia per la messa in sicurezza del territorio colpito dal maltempo

Un pacchetto di 46 cantieri, che vale 3 milioni e 200mila euro, per continuare l’opera di nella messa in sicurezza del territorio colpito dalle ultime ondate di maltempo. Previsti interventi di consolidamento, sistemazione di strade provinciali, arginature e opere idrauliche. Si tratta di lavori in gran parte urgenti distribuiti su quasi tutto il territorio regionale. A finanziare le opere sono 1 milione 311mila euro messi direttamente a disposizione dal bilancio della Regione, cui si affiancano 1 milione 895mila euro di “economie”, ovvero dirisparmi su interventi precedentiche ora vengono reinvestiti.  Nel complesso lo stanziamento regionale interessa una cinquantina di Comuni.

Gli interventi nel reggiano 

In 7 Comuni della provincia di Reggio Emilia vengono finanziati 8 interventi per un investimento complessivo di 391mila euro. A Toano i fondi regionali (80mila euro) serviranno per ripristinare la SP 8 “Cerredolo-Toano-Villa Minozzo”, in località Polcione, e per consolidare l’abitato di Cavola (21mila euro). A Vetto è la strada comunale di collegamento con il Lido Enza che necessita un recupero (50mila euro). A Baiso vengono invece messi in sicurezza i movimenti franosi che coinvolgono le località Montecchio e Vallone Toschi (45mila euro); a Canossa si interviene per ripristinare la funzionalità idraulica e rinforzare la briglia nel torrente Enza, in località Ponte Cedogno (50mila euro); a Scandiano occorre consolidare e mettere in sicurezza l’abitato di Mazzalasino (45mila euro), mentre a Ventasso e a Villa Minozzo il deflusso degli affluenti del fiume Secchia ha bisogno di essere ripristinato (50mila euro). A Vezzano sul Crostolo si lavorerà sulla stabilizzazione delle sponde del Rio della Rocca e del torrente Crostolo in località Fornace (50mila euro). I lavori di natura idraulica e di consolidamento dei dissesti saranno seguiti dai tecnici dell’Agenzia per la sicurezza territoriale e la Protezione civile (Servizio area affluenti Po).

Santuario di Bismantova, 688 mila euro dalla Regione per il consolidamento delle pareti rocciose

 

A Castelnuovo Monti ha riaperto il Santuario di Bismantova e l’ultima porzione di area interdetta ai visitatori dal crollo nel febbraio 2015.

La riapertura arriva dopo lavori importanti di consolidamento delle pareti rocciose, sostenuti dalla Regione Emilia-Romagna per un finanziamento complessivo di 688 mila euro.

Complessivamente i fondi messi a disposizione dalla Regione per l’area appenninica ammontano a 3 milioni 160 mila euro. In particolare, per la sicurezza del territorio sono stati stanziati 720 mila euro, 135 mila euro per interventi di forestazione e il mantenimento del valore naturalistico dei boschi intorno alla Pietra di Bismantova.

Altri 320 mila euro sono stati stanziati per la realizzazione di un percorso ciclopedonale che partirà la prossima primavera, mentre ammontano a 991 mila euro gli interventi per l’efficienza energetica e a un milione di euro quelli destinati alla mobilità.

Energia, dalla Regione 1,4 milioni nel reggiano per edifici pubblici sempre più green

Edifici pubblici energeticamente più sostenibili e più efficienti, capaci di ridurre i consumi e di produrre energia da fonti rinnovabili. La Regione destina quasi 9 milioni di euro di contributi a sostegno di oltre 35 milioni di investimenti complessivi per rendere più green gli edifici pubblici, da Piacenza a Rimini.

È il risultato del provvedimento che in Emilia-Romagna sostiene 95 interventi di riqualificazione energetica negli edifici pubblici e nell’edilizia residenziale pubblica. I fondi messi in campo sono risorse europee Por Fesr 2014-2020 relative alla promozione della low carbon economy nei territori.

beneficiari delle risorse sono Comuni, Province, Aziende sanitarie, Unioni di Comuni, Acer, società a capitale interamente detenuto dagli enti locali e soggetti pubblici o amministrazioni pubbliche in genere.

I progetti in Emilia-Romagna
Su 95 interventi (che innescano investimenti complessivi per 35 milioni e 363 mila euro e contributi per 8 milioni e 796 mila euro), 16 progetti sono in provincia di Reggio Emilia (investimenti per 5.726.314 e contributi per 1.447.016). Di seguito le tabelle con risorse e progetti:

Emergenza siccità, Cardinali (Pd): “Servono interventi concreti che risolvano definitivamente il problema”

BOLOGNA 9 GIUGNO 2017 – “Il problema della siccità, che ogni anno si ripresenta con risvolti drammatici anche per il nostro territorio, va affrontato attraverso un cambio di strategia che non risponda solamente all’emergenza ma sia in grado di dare risposte concrete ai bisogni, risolvendoli nel lungo periodo”. A dirlo è il consigliere regionale del Partito democratico Alessandro Cardinali che sta seguendo da vicino la situazione dopo che la mancanza di pioggia e il caldo hanno asciugato le campagne e gli invasi anche nella provincia di Parma. “Sono convinto che ci si debba sedere attorno ad un tavolo con tutte le parti coinvolte, per elaborare una strategia condivisa, attraverso varie tipologie di intervento”.

In particolare l’esponente del Pd pensa ad una cabina di regia in grado di gestire al meglio la situazione anche al di fuori dei momenti di crisi. “La Regione – prosegue il consigliere – si sta muovendo egregiamente per trovare delle soluzioni alle problematiche di questi giorni che rischiano di mettere in ginocchio il settore agroalimentare. Ma sono convinto che si debba costruire insieme una progettualità che guardi lontano, attraverso interventi concreti che provino a risolvere i problemi a monte. Penso, ad esempio, alla realizzazione di tre piccoli invasi nella parte alta dell’Enza o la costruzione di contratti di fiume per i corsi d’acqua del parmense. In particolare questi ultimi sono sistemi già realizzati in altre zone che, attraverso un sistema di regole condivise, riescono a tenere insieme l’utilità pubblica, il rendimento economico e la sostenibilità ambientale”

Il consigliere regionale riprende, così, un tema messo in luce dalle associazioni agricole che sottolineano le difficoltà dell’agroalimentare e dopo che la Regione ha attivato le procedure per la richiesta dello stato di emergenza nazionale per la crisi idrica che ha colpito il territorio dell’Emilia-Romagna. “Rispondere alle emergenze – spiega Cardinali – è naturalmente fondamentale ma la questione della gestione degli invasi non è più rinviabile sia da un punto di vista economico che ambientale. Servono interventi che, attraverso una progettualità a 360 gradi, siano in grado di prevenire situazioni di questo tipo”. 

Truffe agli anziani. Approvata in Assemblea una risoluzione

 

 

Più tutele per gli anziani e sanzioni più severe per chi commette o tenta furti e truffe nei loro confronti. È questa, in sostanza, la richiesta che dall’Assemblea Legislativa regionale avanziamo verso il Parlamento attraverso una risoluzione che ho contribuito a scrivere.

L’impegnativa del documento ha ricevuto il sì unanime di tutta l’Assemblea. Questo è un messaggio forte che dall’Emilia-Romagna lanciamo a tutto il Parlamento perché forte deve essere l’azione legislativa che si deve intraprendere per colpire chi commette crimini tanto odiosi.

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Emilia-Romagna a due ruote, verso la legge regionale sulla ciclabilità

L’Emilia-Romagna, dove le persone che usano regolarmente la bicicletta sono il doppio rispetto alla media nazionale – 10% rispetto al 5% -, punta a diventare ancora di più la regione delle due ruote e della mobilità sostenibile.

A partire dalla realizzazione della prima Rete delle ciclovie regionali, da Piacenza a Rimini, passando per nuove piste ciclabili e ciclopedonali e, nelle aree urbane, nuove ‘zone 30’, dove velocità e traffico siano ridotti, cui associare la promozione delle “bici pieghevoli” per affiancare l’utilizzo dei mezzi pubblici.

Con obiettivi chiari: raddoppio della percentuale di spostamenti in bici e a piedi sul territorio; dimezzamento entro il 2020 delle vittime su strada, come indicato dall’Unione europea; nuovi collegamenti tra le piste esistenti, una maggiore integrazione treno-bici e servizi per i ciclisti, dalla riparazione alla vigilanza. E per ogni nuova strada realizzata, una nuova pista ciclabile, anche non adiacente, come invece prevede l’attuale normativa.

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Educazione alla sostenibilità: approvato il nuovo programma 2017/19

Materiali didattici divulgativi per le scuole, interventi di esperti nelle aule per promuovere la conoscenza del patrimonio di biodiversità del territorio emiliano-romagnolo, focus particolari sugli ecosistemi del Po e della costa adriatica. E ancora: campagne di sensibilizzazione e informazione su stili di vita e mobilità sostenibili, risparmio idrico, riduzione e il riciclaggio dei rifiuti, cura dei beni comuni e cittadinanza attiva. Attività che coinvolgeranno in primo luogo gli studenti, ma che si apriranno anche all’intera comunità.

 

Queste le principali azioni del nuovo Programma per l’educazione alla sostenibilità adottato dalla Giunta dell’Emilia-Romagna e approvato ieri dall’Assemblea legislativa.
Due i temi trasversali che orientano le misure: l’economia circolare, su cui la Regione si è data una specifica legge, e la mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici. A realizzarle sarà la rete dei 38 Centri di educazione alla sostenibilità presenti da Piacenza a Rimini, con il coordinamento di Arpae.

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La nuova legge regionale sulla pesca e per la tutela della fauna ittica

Rafforzamento della vigilanza ed inasprimento delle sanzioni contro la pesca di frodo, con multe che possono arrivare sino a 12.000 euro; valorizzazione del ruolo dell’associazionismo; snellimento burocratico: sono i capisaldi della nuova legge per la “tutela della fauna ittica e dell’ecosistema acquatico e per la disciplina della pesca, dall’acquacoltura e delle attività connesse nelle acque interne” (laghi, fiumi, lagune), che modifica la precedente legge del 2012, approvata questa mattina dall’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna.

Le misure per contrastare la pesca di frodo 

Il testo legislativo approvato dall’Assemblea sancisce il divieto di pesca notturna con le reti e di trasporto del pesce per mettere fine alle sempre più frequenti razzie. Sempre in quest’ottica d’ora in poi sarà vietato anche il trasporto, lo scambio e la vendita di pesci, anfibi e crostacei autoctoni di acqua dolce vivi, esclusa l’anguilla: una misura introdotta per cercare di stroncare un’altra attività illecita in preoccupante crescita, vale a dire il saccheggio di specie pregiate che finiscono spesso per alimentare il mercato clandestino del pesce d’acqua dolce e che vanno ad incrementare la popolazione ittica dei laghetti di pesca sportiva. I trasgressori rischiano punizioni esemplari, con sanzioni che nei casi più gravi comportano il pagamento di un’ammenda fino a 12.000 euro. Come sanzione accessoria è poi previsto il sequestro del pescato e delle attrezzature utilizzate per mettere a segno le sempre più frequenti ruberie, nonché dei mezzi di trasporto e delle eventuali imbarcazioni utilizzate dai bracconieri.

Snellite le procedure amminstrative    

Accanto al rafforzamento dell’apparato sanzionatorio la nuova legge intende valorizzare il ruolo dell’associazionismo tra pescatori, sia a scopo ricreativo che professionale, prevedendo la partecipazione dei loro rappresentanti ai tavoli di concertazione provinciali e locali e un maggiore coinvolgimento nelle attività gestionali, come nel caso dei ripopolamenti. In arrivo anche un significativo taglio agli adempimenti burocratici, ad esempio con l’eliminazione dell’obbligo del tesserino per la pesca alla trota nei torrenti di montagna per chi sceglie di ributtare subito in acqua il pesce catturato con la lenza. Per i pescatori di professione sparisce l’autorizzazione regionale all’esercizio dell’allevamento ittico e tutto viene ricompreso nell’autorizzazione sanitaria. Entro la prossima estate la Giunta regionale dovrà aggiornare il regolamento di attuazione della legge, che definirà nel dettaglio i periodi di cattura delle diverse specie ittiche, i criteri e le modalità di svolgimento della pesca, con particolare riferimento a quella professionale, oltre a fissare i limiti quantitativi giornalieri per ciascun pescatore e le taglie minime consentite per le varie specie.