Vino. Più competitività sui mercati extra Ue: 6,5 milioni di euro per i produttori dell’Emilia-Romagna

Circa 6,5 milioni di euro dalla Regione per il sostegno ad azioni di promozione dei vini Doc, Docg e Igt e da agricoltura biologica, protagonisti di un’importante crescita qualitativa e sempre più apprezzati sui mercati esteri: i dati dell’export dopo la vendemmia 2017 registrano un fatturato di oltre 320 milioni di euro con un balzo in avanti del 10,7% sull’anno precedente.   Le risorse in arrivo, nell’ambito dell’Ocm Vino (l’Organizzazione comune di mercato Ue), puntano a sostenere e accelerare questo processo di qualificazione e internazionalizzazione.

La decisione della Giunta regionale è immediatamente successiva all’approvazione del 27 luglio scorso, da parte del ministero delle Politiche agricole, dell’avviso per i progetti relativi alla campagna viticola 2018/2019.
Il bando è rivolto ad aziende agricole in forma singola e associata, consorzi e gruppi di imprese, per progetti che prevedono un investimento minimo di 100 mila euro. Verranno finanziati, nella misura massima del 50% della spesa ammissibile, gli interventi aziendali relativi alla partecipazione ad eventi e fiere, azioni di incoming riservate agli operatori commerciali di altri Paesi, promozioni nei punti vendita, allestimento di spazi e di attrezzature destinate alle degustazioni da realizzare direttamente in azienda.

Pubblicato sul Bollettino ufficiale regionale 261 del 7 agosto 2018, il bando tiene conto delle  caratteristiche delle proposte di promozione, con diversi criteri premiali: si va dall’attenzione particolare ai soggetti che si occupano di promuovere prevalentemente vini di propria produzione, alle nuove imprese che per la prima volta si dedicano all’export e alle aziende interessate a nuovi Paesi e mercati. Alle imprese che si dedicano alla promozione esclusivamente di vini a Denominazione d’origine protetta e/o Indicazione geografica tipica o Docg viene riservato un punteggio aggiuntivo.

Le domande vanno presentate entro le ore 15.00 del 5 ottobre 2018 al servizio Innovazione, Qualità, Promozione e Internazionalizzazione del Sistema Agroalimentare della direzione generale Agricoltura, caccia e pesca della Regione Emilia-Romagna (viale della Fiera, 8 – Bologna) tel.  051.527.4843

In fattoria si insegna a mangiare in modo sano. Dalla Regione 645mila euro per nuovi progetti di educazione alimentare

Giochi, incontri, attività didattiche, laboratori per imparare – divertendosi – a mangiare in modo sano. E mettendo in tavola prodotti di stagione e di qualità.
Sono alcune della attività che potranno essere finanziate con i 645mila euro messi a disposizione nel 2018 dalla Regione con un bando del Programma regionale di sviluppo rurale 2014-2020.

Rivolto alle imprese agricole e alle oltre 300 Fattorie didattiche dell’Emilia-Romagna, punta a dare vita a progetti di educazione alimentare indirizzati alle scuole e alle famiglie, orientare i consumi e la scelta consapevole e sostenibile degli alimenti, far conoscere a bambini e ragazzi di tutte le età il mondo rurale, le sue tradizioni e culture, l’attività agricola che sta dietro prodotti e alimenti tipici del territorio regionale.


Il bando: risorse, progetti, scadenze  

I destinatari delle risorse sono esclusivamente imprese agricole individuali, associazioni temporanee di imprese con almeno una fattoria didattica tra i partner, associazioni di fattorie didattiche costituite ‘ad hoc’ per realizzare servizi di educazione alimentare.

Tra i partner non beneficiari delle risorse, possono essere coinvolti enti locali, istituzioni scolastiche, università, cooperative sociali, associazioni onlus, volontariato o di promozione culturale e sociale, Gruppi di acquisto solidale, Centri di educazione alla sostenibilità con l’obiettivo di ampliare la platea dei fruitori delle attività.

Ai progetti sarà concesso un contributo pari al 70% della spesa ammessa, compresa tra un minimo di 15 mila euro e un massimo di 100 mila.
I contributi riguardano una vasta serie d’interventi: dall’allestimento di spazi adeguati per la didattica a seminari e visite guidate, dalla partecipazione alle fiere a materiali pubblicitari di ogni genere, dall’acquisto di particolari di kit di attrezzature per l’orto o la cucina fino alle consulenze.

Si possono chiedere inoltre rimborsi per le spese necessarie al coinvolgimento dei partner nella realizzazione dei progetti, a cominciare dall’ affitto di locali fino a gli studi di fattibilità: le richieste di contributo per di questi interventi sono valide a partire dal 7 agosto, data di uscita del bando, mentre per tutte le altre il diritto al contributo per le spese parte dal giorno di presentazione della domanda.

La scadenza del bando è il 30 novembre,  le domande  dovranno essere presentate esclusivamente sulla piattaforma Siag di Agrea, l’Agenzia regionale per le erogazioni in agricoltura.

Agricoltura, il futuro si costruisce con la formazione: corsi, stage all’estero, consulenze specialistiche

Corsi di formazione, consulenze specialistiche, visite e scambi all’estero per ampliare le occasioni di aggiornamento professionale di agricoltori e imprese agricole dell’Emilia-Romagna e creare nuove possibilità di crescita: con oltre 9 milioni e 300 mila euro in tre anni, messi a disposizione dalla Regione, si rinnova l’offerta del Catalogo verde, lo scaffale digitale che presenta le opportunità formative per il mondo agricolo.
Saranno infatti più di 200 ogni anno le attività finanziate e organizzate dagli enti di formazione agricola accreditati per approfondire gli argomenti maggiormente richiesti e più qualificanti del momento: dall’agricoltura di precisione, alle tecniche per risparmiare l’acqua fino alla riconversione al biologico, argomento di punta nel 2018 a cui sarà destinato da subito un primo investimento di 700 mila euro.

Inoltre, la concreta possibilità per almeno mille imprese all’anno di richiedere servizi di consulenza specialistica e una nuova formula di stage presso le migliori realtà produttive della regione rivolta agli imprenditori dell’Unione – prima e unica esperienza oggi in Europa -, sono le principali novità dell’avviso 2018-2020, il terzo ed ultimo di questa programmazione del Psr, approvato dalla Giunta regionale per intensificare il sostegno alla  formazione.


Cosa prevede l’avviso: obiettivi e risorse
Il bando stanzia circa 3 milioni ogni anno – un milione per le consulenze e il resto del budget per tutte le altre attività – con l’obiettivo di promuovere le migliori proposte per il settore.
Nel 2018 la maggiore concentrazione delle risorse per la formazione va al settore biologico per favorire il processo di passaggio dal convenzionale al bio delle migliaia di aziende agricole che hanno aderito ai bandi Psr, l’ultimo dei quali chiuso la primavera scorsa.

Ma non mancherà il sostegno ad altre attività strategiche per lo sviluppo di un’agricoltura sempre più sostenibile e moderna: marketing internazionale per lanciare all’estero prodotti di qualità, riduzione degli antibiotici per avere animali più sani e alimenti più sicuri, biosicurezza e benessere degli animali, difesa delle coltureda fauna selvatica, riduzione degli input chimici ed in particolare dei nitrati, utilizzo di strumenti tecnologici di ultima generazione per evitare gli sprechimeno ammoniaca e gas serra negli allevamenti per contrastare il cambio del clima.
Nel 2018 altri 500mila euro, rinnovabili ogni anno, saranno invece impegnati per rinforzare le esperienze che hanno già portato in visita all’estero più di 500 agricoltori e che hanno consentito a 50 di loro di svolgere brevi stage presso le imprese agricole di diversi paesi tra cui Spagna, Francia e Irlanda.

Scadenze per enti e imprese agricole 
Per realizzare qualsiasi tipo di attività, enti di formazione e organismi di consulenza dovranno presentare le loro proposte alla Regione a partire da settembre 2018. I progetti approvati vengono pubblicati di mese in mese e saranno disponibili per la scelta degli agricoltori fino al 2020 sul Catalogo verde.
Agricoltori e imprese che vogliono partecipare, devono presentare le domande di sostegno dal prossimo 22 ottobre per i corsi di formazione e dal 22 novembre pervisite, scambi o consulenze. Una volta al mese saranno formalmente approvate le richieste ammesse a contributo, fino ad esaurimento delle risorse disponibili.

Siccità e sicurezza, da Regione 3 milioni e 800 mila euro per canali, impianti, strade e invasi

Partiranno entro l’estate con un plafond di circa 3 milioni e 800 mila euro messi a disposizione dalla Regione Emilia-Romagna e andranno a finanziare, nel triennio 2018-2020 una ventina di opere urgenti nei canali, impianti di bonifica, irrigazione e su strade di servizio. Gli interventi, segnalati dai Consorzi di bonifica, interessano le province di Piacenza, Parma, Reggio Emilia, Ferrara, Modena, Bologna, Ravenna e Forlì-Cesena.

In particolare, al territorio di Piacenza sono stati assegnati 268mila euro per quattro interventi di manutenzione e messa in sicurezza di canali e impianti di bonifica; a Parma 200mila euro per quattro interventi di ripristino della sicurezza di strade di bonifica oltre a 1,4 milioni per la realizzazione di invasi; in provincia di Reggio Emiliasono stati programmati investimenti di oltre 377mila euro per tre interventi di riqualificazione idraulica e ambientale; a Modena vanno 110mila euro per due interventi di consolidamento spondale di canali di scolo; a Bologna300mila euro per due interventi di potenziamento di infrastrutture idrauliche;  a Ferrara arriveranno 380mila euro per due interventi di ripristino della funzionalità idraulica; a Ravenna altri 240mila euro per due interventi di messa in sicurezza di infrastrutture del territorio, infine a Forlì-Cesena 500mila euro per un’opera di bonifica idraulica.

Gli interventi programmati in dettaglio

In provincia di Reggio Emilia sono stati programmati investimenti di oltre 377mila euro per tre interventi di manutenzione e riqualificazione idraulica.
Campegine sarà messa in sicurezza la condotta “Botte 2000” che serve sia per lo scolo che per l’irrigazione (200mila euro). In comune di Luzzara viene finanziato un progetto per il rifacimento di alcuni ponti che costituiscono al momento delle strozzature per il deflusso delle acque in caso di piena nei canali Fiamminghi e nella Fossa Luzzarese (77.513 euro euro). Infine a Quattro Castella è prevista la messa in sicurezza e riqualificazione ambientale del Rio Monticelli. Quest’ultimo intervento, su un rio che ha causato problemi di esondazione a seguito delle eccezionali piogge di inizio giugno è stato programmato nell’ambito di un contratto di fiume denominato “Patto di RII” (100mila euro).

Vino, dalla Regione oltre 5,4 milioni per puntare su qualità, innovazione e vendita diretta

Arrivano dalla Regione oltre 5,4 milioni di euro per dare ancora più qualità ai vini  dell’Emilia-Romagna, favorire l’innovazione tecnologica e l’ammodernamento delle attrezzature in cantina. E’ la dotazione finanziaria di un bando approvato dalla Giunta di viale Aldo Moro; a disposizione delle imprese che svolgono attività di produzione e commercializzazione di prodotti vitivinicoli (vino e mosto d’uva), contributi in conto capitale fino al 40% delle spese per la realizzazione di progetti di intervento, in attuazione della misura “Investimenti” dell’Organizzazione comune di mercato (Ocm) del settore vitivinicolo per il 2019.

Gli aiuti sono finalizzati ad accrescere la competitività delle imprese che operano in un contesto di filiera e spaziano dalla costruzione e ristrutturazione di immobili, all’acquisto di impianti e macchinari specifici, fino all’allestimento di negozi per vendita diretta al consumatore finale dei prodotti aziendali e alla creazione di siti internet per l’e-commerce.

Un’opportunità, quest’ultima, che può rivelarsi decisiva per consentire anche ai piccoli viticoltori che fanno della qualità la loro bandiera di far conoscere le proprie produzioni nei mercati nazionali e internazionali. Le domande vanno presentate entro il 13 settembre prossimo, secondo le modalità stabilite da Agrea, Agenzia regionale per i pagamenti in agricoltura.

Contributi fino al 40% dell’investimento

Il budget disponibile è suddiviso in due tranche: il 40% delle risorse è destinato a finanziare i progetti di investimento presentati da imprese agricole che producono vino con le proprie uve e lo vendono direttamente; il restante 60% è invece riservato alle aziende agroindustriali che commercializzano il vino prodotto da materia prima in prevalenza acquistata da terzi o conferita da soci. Saranno pertanto due le graduatorie finali. Escluse dai contributi le imprese che effettuano la sola commercializzazione dei prodotti.

Circa la dimensione economica dei progetti di investimento, devono essere compresi tra un minimo di 40mila e un massimo di un milione di euro. La percentuale di aiuto è fissata al 40% delle spese ammissibili per le micro, piccole e medie imprese, scende al 20% nel caso di aziende fino a 750 dipendenti e fatturato annuo inferiore ai 200 milioni di euro e al 19% per le imprese ancora più grandi.

Tra i criteri di priorità adottati per la formazione delle graduatorie figurano le produzioni bio e certificate, le etichette Dop ed Igp, l’appartenenza a forme aggregative di filiera, il risparmio energetico. In caso di parità di punteggio la precedenza andrà ai progetti che riguardano i maggiori quantitativi di uva e gli investimenti più onerosi.

L’Emilia-Romagna scommette sugli agricoltori per produzioni più sane, senza sprechi e a basso impatto ambientale

Cibi e prodotti sani a basso impatto ambientale per contrastare il cambiamento climatico e ridurre sempre più gli effetti dei gas serra. L’Emilia-Romagna investe 16,7 milioni di euro per finanziare, con due bandi, le produzioni biologiche per ulteriori 71.000 ettari di territorio e per sostenere labiodiversità e un’agricoltura capace di consumare sempre meno risorse come aria, acqua e suolo su una superficie di quasi 10mila ettari. 

Ottima l’adesione degli agricoltori che con 3269 richieste, di cui 3256 ammesse, hanno risposto ai bandi “Agro-clima-ambiente” (Misura 10) e “Agricoltura biologica” (Misura 11) del Programma di sviluppo rurale rivolti alle imprese emiliano-romagnole.
Al primo bando, che ha attivato otto tipi di operazione diverse, sono arrivate 643 richieste di sostegno (ammesse 542), e saranno finanziati interventi per un totale di oltre 5,4 milioni di euro sulla prima annualità, mentre per il secondo bando (Misura 11) sono state 2626 le domande (2613 quelle ammesse), per una richiesta complessiva annuale di oltre 17,2 milioni di euro.
I finanziamenti complessivi, che daranno il via agli interventi in tutta l’Emilia-Romagna, ammontano a 16,7 milioni di euro per il 2018 cui andranno ad aggiungersi, dopo una modifica del Psr in corso di approvazione, circa 6 milioni per arrivare alla totale copertura di tutte le domande ammissibili.

Il bando “Agro-clima-ambiente” (misura 10) 
Per quanto riguarda le 643 domande, hanno superato “quota 100”, quelle  per le operazioni “Gestione degli effluenti (10.1.02), quest’ultima per la prima volta a disposizione degli agricoltori interessati ad un uso razionale dei reflui per la riduzione delle emissioni di gas serra;  “Incremento sostanza organica” (10.1.3); “Ritiro dei seminativi dalla produzione per venti anni per scopi ambientali” (10.1.10) che riguardano sia nuovi impegni che, limitatamente alle aree di pianura, superfici già interessate da misure agro-ambientali ancora in corso.

Le maggiori risorse finanziarie sono incentrate sulle operazioni “Incremento sostanza organica”, a cui vanno ogni anno 1,2 milioni di euro a fronte di 172 domande ammesse, e sulla misura 10.1.10  che vede uno stanziamento di con 3,2 milioni per 85 domande.
All’operazione “Gestione degli effluenti” vanno oltre 517 mila euro.  In questo caso poiché non tutte le domande giudicate idonee al finanziamento sarebbero risultate coperte (38 domande), è stata presentata al Comitato di sorveglianza del Psr una modifica alla tabella finanziaria del programma che, non appena approvata dalla Commissione europea, consentirà di finanziare le 138 domande ammissibili.

Alle altre operazioni vanno: 137mila euro per la tutela della biodiversità animale (10.1.05); 99mila euro all’agricoltura conservativa e incremento sostanza organica (10.1.04); 97mila euro per la tutela della biodiversità vegetale (10.1.06); 54mila euro per la praticoltura estensiva (10.1.07) e circa 40mila euro alle aree Natura 2000 e per la conservazione di spazi naturali e seminaturali e del paesaggio agrario (10.1.09).  Per queste misure tutte le domande ammissibili saranno finanziate.

Il bando “Agricoltura biologica”  
Per le operazioni “Conversione ai metodi e pratiche dell’agricoltura biologica” (11.1.01) e “Mantenimento metodi e pratiche dell’agricoltura biologica” (11.2.01) sono complessivamente 2626 le domande presentate.
In questo caso vengono finanziate 1265 domande (su 1275) per la prima operazione per un totale di 7,6 milioni di euro, mentre per la seconda sono risultate ammissibili 1348 domande (su 1351) per un importo di circa 9,4 milioni di euro. Alle domande per il mantenimento sono stati concessi finanziamenti per un importo complessivo di poco meno di 3,7 milioni annui per 586 domande: in seguito alla citata modifica finanziaria del Psr verranno ammesse al finanziamento le restanti 762 domande, per un importo di ulteriori 5,7 milioni l’anno.

Le domande finanziate complessivamente con questo bando per l’agricoltura biologica (oltre 71.000 ettari) insieme a quelle delle precedenti programmazioni, permetteranno di coprire tutte le superfici per le quali sono state presentate domande ammissibili cioè circa 135.000 ettari degli oltre 155.000 ettari biologici presenti in Regione. Sul portale regionale Agricoltura tutti i dettagli sui bandi.

Dalla Regione 15,2 milioni di euro per migliorare la qualità dei vini ‘made’ in Emilia-Romagna

Una produzione di qualità. L’Emilia-Romagna punta sulle migliori caratteristiche dei propri vini per far crescere la competitività del settore, valorizzando le tipologie più richieste da mercato e consumatori.

Per le imprese agricole emiliano-romagnole sono in arrivo oltre 15, 2 milioni di euro per la ristrutturazione e riconversione dei vigneticon l’obiettivo di migliorare la qualità, rafforzare l’identità delle produzioni Dop e Igp e il legame con il territorio, favorire l’ammodernamento degli impianti e abbassare i costi di produzione.  È questa la dotazione finanziaria del bando, approvato dalla Giunta regionale, che rende disponibili le risorse assegnate dal Ministero delle politiche agricole per la campagna 2018/2019, previste dal Piano nazionale di sostegno.

Cosa prevede il bando: obiettivi e interventi 
Obiettivi principali del bando (delibera n. 770/2018), rivolto a imprenditori agricoli singoli o associati, sono  proseguire nel rinnovo dei vigneti e favorire il ricorso alla meccanizzazione delle operazioni colturali per aumentare la competitività delle aziende vitivinicole.

Per l’assegnazione dei finanziamenti, l’intero territorio regionale è stato suddiviso in tre macro aree (pianura emiliana, pianura romagnola e litoranea, e collina) e sono stati fissati gli importi delle spese ammesse e dei contributi erogabili nelle diverse aree a seconda del tipo di intervento e dei lavori eseguiti (estirpazione, reimpianto, sovrainnesto, ecc.). La superficie minima d’intervento è di mezzo ettaro, mentre il contributo concesso non può in ogni caso superare il 50% della spesa ammessa per la realizzazione delle opere.

Nel dettaglio gli interventi finanziati prevedono diverse tipologie: riconversione varietale, vale a dire il reimpianto di una varietà di vite di maggior pregio enologico o commerciale o sovrainnesto su impianti ritenuti razionali per forma di allevamento; ristrutturazione, cioè collocazione del vigneto in una posizione più favorevole o reimpianto con modifiche alla forma di allevamento; reimpianto per ragioni sanitarie o fitosanitarie; infine miglioramento o razionalizzazione delle tecniche di gestione dei vigneti (irrigazione, meccanizzazione ecc) o sostituzione con un nuovo impianto più efficiente.

Per quanto riguarda il termine dei lavori di ristrutturazione, le disposizioni regionali consentono di concludere entro il 31 maggio 2019, per chi chiede il pagamento a saldo, o il 31 maggio 2020 per chi chiede il pagamento in anticipo.  Le domande di contributo possono essere presentate sulla piattaforma Siag di Agrea, l’Agenzia regionale per le erogazioni in agricoltura, fino al prossimo 30 giugno. 

Un 2017 record per l’agricoltura dell’Emilia-Romagna: su produzione (+6,6%), occupati (+5%) e imprese giovani (+2,8%)

Agricoltura grandi numeri in Emilia-Romagna, dove per il terzo anno consecutivo il settore fa registrare una crescita del valore della produzione, che supera quota 4,8 miliardi di euro (+6,6%), nuovo record storico per il comparto agricolo.

Di segno positivo anche l’occupazione nei campi, che sfiora le 80.000 unità (+5%), sotto la spinta della crescita della componente femminile (+12,6%), del lavoro dipendente (+8%) e con un ‘ritorno alla terra’ dei giovani (+2,8% le imprese). Bene anche l’industria alimentare, con un aumento del fatturato del 2,9%, e l’export agroalimentare, con le vendite oltreconfine che a fine anno hanno superato 6,2 miliardi di euro (+5,1%), mentre continua il boom del biologico (+13% la superficie complessiva e +10% le aziende).

È un quadro decisamente positivo quello che emerge dal Rapporto 2017 sul sistema agroalimentare dell’Emilia-Romagna, la più completa e aggiornata fotografia del settore, frutto, per il venticinquesimo anno consecutivo, della collaborazione tra Regione e Unioncamere Emilia-Romagna, presentata questa mattina a Bologna. Dopo l’introduzione del presidente della Regione, Stefano Bonaccini, i lavori proseguono con gli interventi, tra gli altri, dell’assessore regionale all’Agricoltura, Simona Caselli, del vicepresidente di Unioncamere Emilia-Romagna, Andrea Zanlari, e del vicepresidente della Commissione agricoltura del Parlamento europeo, Paolo De Castro. Una giornata di dibattito sugli scenari del prossimo futuro chiusa da una tavola rotonda alla quale partecipano i manager di alcune delle principali aziende regionali della produzione, distribuzione e ristorazione.

L’andamento della Produzione lorda vendibile

Tornando ai dati del Rapporto 2017, illustrati da Stefano Boccaletti, dell’Università Cattolica di Piacenza, la crescita della Produzione lorda vendibile (Plv) è dipesa essenzialmente dalla risalita dei prezzi delle carni (suine e bovine) e del latte vaccino, dopo anni di stagnazione. Nel complesso il settore degli allevamenti fa segnare un +11,4% della Plv. Risultati più contrastanti per le produzioni vegetali (+2,4%), penalizzate dalla prolungata siccità estiva: -8% per patate e ortaggi, -4,6% i cereali, in decisa ripresa il vino (+27%) per l’impennata delle quotazioni dell’uva a causa della scarsa vendemmia. Una parentesi a parte merita la frutta, che fa registrare nel complesso una crescita della Plv del 5,7%: un risultato che mette insieme il bilancio negativo delle specialità estive (pesche, nettarine, albicocche e susine) e l’exploit di quelle invernali (mele, pere e kiwi).

L’export continua a crescere: 6,2 miliardi, il 10,4% dalla vendita dei prodotti agroalimentari

Nel 2017 è proseguito il trend favorevole dell’export agroalimentare emiliano-romagnolo, per un controvalore di oltre 6,2 miliardi di euro (+5%), a fronte di un import anch’esso cresciuto ad un ritmo un po’ più veloce a quota 6,3 miliardi di euro (+7,1%).

Le vendite all’estero dei prodotti agroalimentari incidono per il 10,4% in valore sull’export complessivo regionale e sono il risultato dell’aumento del 2,5% delle esportazioni di prodotti agricoli e del 5,5% di quelli dell’industria alimentare. Tra i primi spiccano per importanza la frutta fresca (agrumi esclusi), che da sola l’anno scorso ha sfiorato quota 490 milioni di euro, oltre la metà dell’intero export agricolo; tra i secondi i prodotti lattiero-caseari (790 milioni in totale, di cui circa la metà rappresentato da Parmigiano Reggiano e Grana Padano) hanno scalzato nel 2017 dalla prima posizione i derivati dei cereali (pasta), che ha totalizzato quasi 730 milioni. Molto bene l’export di vino, per un valore di oltre 320 milioni di euro (+10,7).

La graduatoria dei Paesi che comprano le specialità agroalimentari dell’Emilia-Romagna vede al primo posto la Germania, con una quota del 18,8% in valore, seguita da Francia (circa 14%), Regno Unito (7,2%), Usa (6,7%) e Spagna (4,4%). Tra i mercati che sono cresciuti di più spiccano Francia (+7), Belgio (+8,7%), Regno Unito (+11,7%) e, soprattutto, Canada  (+14,3%) e Russia (+20,6%).

Venendo alla classifica delle province emiliano-romagnole che svettano per vocazione all’export, al primo posto c’è Parma (1,6 miliardi), seguita nell’ordine da Modena (1,3 miliardi), Ravenna (670 milioni) Reggio Emilia (circa 620), Bologna (590) Forlì-Cesena(550), Ferrara (382), Piacenza (260) e, fanalino di coda, Rimini (190 milioni).

Occupazione a quota 80.000 unità: in crescita donne e imprese giovani

L’accelerazione del ritmo di crescita del valore della produzione agricola ha fatto da traino all’incremento dell’occupazione, che in controtendenza rispetto all’andamento nazionale raggiunge quota 80.000 unità, con un ulteriore aumento del 5% rispetto al 2016. Una crescita legata soprattutto al rafforzamento della componente femminile (+12,6%, con una quota che sale al 30% tra gli autonomi) e dei lavoratori dipendenti (+8%). Un segnale di ‘ritorno alla terra’ che trova riscontro anche nell’aumento del 2,8% delle imprese agricole guidate da giovani e nella tendenza alla crescita della multifunzionalità e della diversificazione delle attività agricole ad esempio verso l’agriturismo. Il maggior incremento dell’occupazione nei campi ha riguardato la provincia di Forlì-Cesena (+21,8%). In ulteriore calo il ricorso alla cassa integrazione nell’industria alimentare.

Non si ferma la corsa del biologico

Infine, nel 2017 è proseguita la corsa dell’agricoltura biologica, con nuove adesioni che a fine anno hanno fatto salire il numero delle aziende a oltre 5.500 (+10%), per una superficie complessiva di oltre 130.000 ettari (+13%). Con le nuove domande pervenute nel 2018 si è raggiunto il traguardo dei 155.000 ettari, corrispondenti al 15% dell’intera superficie regionale e oltre 6.000 imprese coinvolte.

Agricoltura. Dalla Regione 15 milioni di euro per le indennità compensative.

Arrivano dalla Regione circa 15 milioni di euro sotto forma di indennità compensativea favore delle aziende agricole e zootecniche che operano in aree svantaggiate di montagna e altre zone collinari sottoposte a vincoli naturali, con ricadute negative sull’attività produttiva. È questa la dotazione finanziaria stimata per l’attivazione di due bandi approvati dalla Giunta regionale dell’Emilia-Romagna nell’ambito della Misura 13 del Programma regionale di sviluppo rurale 2014-2020. Si tratta della quarta annualità di attuazione della misura che per l’intero periodo settennale può contare su un budget di circa 90 milioni di euro.

Le domande per entrambi i bandi devono essere presentate entro il 15 maggio. Sul sito di Agrea (http://agrea.regione.emilia-romagna.it/servizi/come-presento-la-domanda) è già disponibile il modulo del Piano colturale grafico 2018 necessario alla compilazione della domanda. Entro la prima metà di aprile, con comunicazione sul sito di Agrea, sarà disponibile il secondo modulo per completare la presentazione della domanda.

I due bandi in sintesi

Il primo bando (13.1.01) è rivolto alle aziende di montagna e prevede l’erogazione di un premio base di 125 euro per ettaro di superficie agricola per l’anno 2018; il secondo (13.2.01) è invece indirizzato agli imprenditori agricoli delle aree collinari svantaggiate: il premio base è di 70 euro. Per entrambi i bandi è previsto un meccanismo di riduzione progressiva delle indennità (cosiddetta modulazione) in funzione dell’estensione della superficie agricola dichiarata. Sopra i 50 ettari il premio non sarà più corrisposto. Tutte le domande ammissibili saranno soddisfatte, anche se l’ammontare complessivo delle richieste di pagamento per i due bandi dovesse superare il fabbisogno stimato.
La delibera è stata pubblicata oggi sul Burert dell’Emilia-Romagna.

Pesca, 4,3 milioni di euro per migliorare la qualità, favorire l’innovazione e la nascita di imprese giovani

Quasi 4,3 milioni di euro per favorire la crescita e la competitività del settore della pesca e dell’acquacoltura e per incentivare la nascita di nuove imprese guidate da giovani. È la dotazione finanziaria complessiva di tre bandi approvati dalla Giunta regionale dell’Emilia-Romagna che mettono a disposizione un corposo pacchetto di risorse a sostegno di progetti di investimento per lo sviluppo e la qualificazione della produzione nel quadro del Feamp 2014-2020, il Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca.

I finanziamenti

La quota più consistente dei fondi – quasi 3,5 milioni di euro – è destinata agli interventi per il rafforzamento e miglioramento della trasformazione dei prodotti della pesca e  dell’acquacoltura; circa 650.000 euro sono riservati al potenziamento delle infrastrutture dei porti, delle sale per la vendita all’asta del pescato e delle strutture per la raccolta di scarti e rifiuti marini per ridurre l’impatto ambientale; infine poco meno di 165.000 euro andranno ad incentivare l’ acquisto di imbarcazioni da pesca da parte degli under 40 per mettersi in proprio. Dei 4,3 milioni di euro la metà sono di provenienza europea (circa 2,15 milioni), il 35% è la quota messa a disposizione dallo Stato italiano (oltre 1,5 milioni) e il restante 15% (quasi 645.000 euro) è a carico del bilancio della Regione.

Cosa prevedono i bandi

Dei tre bandi, quello a sostegno del settore della trasformazione dei prodotti ittici mette a disposizione delle micro, piccole e medie imprese contributi del 50% per finanziare progetti compresi tra un minimo di 100.000 e un massimo di 800.000 europer il risparmio energetico e la riduzione dell’impatto ambientale, il miglioramento della sicurezza, dell’igiene e delle condizioni di lavoro. Sostegno anche alle iniziative che puntano sull’innovazione di processo e di prodotto e sull’acquacoltura biologica. Le domande vanno presentate entro il 3 maggio.

Anche il secondo avviso pubblico per il miglioramento delle infrastrutture dei porti, dei locali per le aste e le strutture di raccolta dei rifiuti prevede contributi del 50%, per progetti di importo tra gli 80.000 e i 300.000 euro. La scadenza per le domande anche in questo caso è il 3 maggio prossimo.

È fissato invece per il 16 maggio il termine per il terzo bando riservato agli under 40, con contributi a fondo perduto del 25% per progetti fino a 75.000 euro. L’incentivo riguarda l’acquisto di pescherecci usati sotto i 24 metri di lunghezza per l’avvio di nuove imprese.