Emergenza siccità, Cardinali (Pd): “Servono interventi concreti che risolvano definitivamente il problema”

BOLOGNA 9 GIUGNO 2017 – “Il problema della siccità, che ogni anno si ripresenta con risvolti drammatici anche per il nostro territorio, va affrontato attraverso un cambio di strategia che non risponda solamente all’emergenza ma sia in grado di dare risposte concrete ai bisogni, risolvendoli nel lungo periodo”. A dirlo è il consigliere regionale del Partito democratico Alessandro Cardinali che sta seguendo da vicino la situazione dopo che la mancanza di pioggia e il caldo hanno asciugato le campagne e gli invasi anche nella provincia di Parma. “Sono convinto che ci si debba sedere attorno ad un tavolo con tutte le parti coinvolte, per elaborare una strategia condivisa, attraverso varie tipologie di intervento”.

In particolare l’esponente del Pd pensa ad una cabina di regia in grado di gestire al meglio la situazione anche al di fuori dei momenti di crisi. “La Regione – prosegue il consigliere – si sta muovendo egregiamente per trovare delle soluzioni alle problematiche di questi giorni che rischiano di mettere in ginocchio il settore agroalimentare. Ma sono convinto che si debba costruire insieme una progettualità che guardi lontano, attraverso interventi concreti che provino a risolvere i problemi a monte. Penso, ad esempio, alla realizzazione di tre piccoli invasi nella parte alta dell’Enza o la costruzione di contratti di fiume per i corsi d’acqua del parmense. In particolare questi ultimi sono sistemi già realizzati in altre zone che, attraverso un sistema di regole condivise, riescono a tenere insieme l’utilità pubblica, il rendimento economico e la sostenibilità ambientale”

Il consigliere regionale riprende, così, un tema messo in luce dalle associazioni agricole che sottolineano le difficoltà dell’agroalimentare e dopo che la Regione ha attivato le procedure per la richiesta dello stato di emergenza nazionale per la crisi idrica che ha colpito il territorio dell’Emilia-Romagna. “Rispondere alle emergenze – spiega Cardinali – è naturalmente fondamentale ma la questione della gestione degli invasi non è più rinviabile sia da un punto di vista economico che ambientale. Servono interventi che, attraverso una progettualità a 360 gradi, siano in grado di prevenire situazioni di questo tipo”. 

Fattorie didattiche, un bando per progetti di educazione alimentare

Sono le tante attività organizzate nelle quasi 300 Fattorie didattiche dell’Emilia-Romagna. Presenti in tutte le province, organizzano percorsi e laboratori, centri estivi per bambini e ragazzi, educazione alla sostenibilità con produzioni fortemente legate al territorio. Alle Fattorie didattiche e alla cooperazione con le altre imprese agricole è rivolto il bando del Programma regionale di sviluppo rurale 2014-2020. Approvato con delibera della Giunta regionale n,178 del 17 febbraio 2017 l’avviso è stato pubblicato sul Burert del 23 febbraio 2017.

Il bando mette a disposizione 719mila euro per progetti di valorizzazione del mondo rurale, delle sue tradizioni e cultura, dell’attività agricola destinata alle produzioni abitualmente praticate sul territorio regionale e rivolte al consumo alimentare.

I destinatari sono le associazioni di fattorie didattiche, associazioni temporanee d’impresa, di scopo tra imprese agricole e altre tipologie societarie con almeno una fattoria didattica tra i partner. Un intervento per favorire la cooperazione tra imprese ed educare alla sostenibilità. In questo modo si valorizza il ruolo degli agricoltori e delle fattorie didattiche nella fornitura di servizi volti a promuovere un’alimentazione consapevole e sostenibile. E anche per avvicinare giovani e adulti alla campagna e riscoprire così il legame tra la terra e la tavola.

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Come aprire un birrificio, uno spaccio per la vendita diretta o allevare insetti: online i corsi del Catalogo verde

Dalla conversione all’agricoltura biologica o biodinamica, all’apertura di un micro-birrificio rurale; dallo studio dell’inglese a scopi commerciali e di marketing per promuovere sui mercati esteri le proprie specialità agroalimentari, all’acquisizione del know how per aprire e gestire un negozio per la vendita diretta in azienda. E ancora: dall’allevamento degli insetti per la valorizzazione degli scarti aziendali o per la produzione di mangimi, alle tecniche dell’agricoltura di precisione; dalla coltivazione della canapa, all’allevamento delle lumache.

L’agricoltura dell’Emilia-Romagna guarda al futuro andando alla ricerca di nuove occasioni di crescita e di sviluppo e lo fa anche attraverso il Catalogo verde, la “vetrina” dei corsi di formazione e delle altre iniziative per l’aggiornamento professionale degli imprenditori agricoli finanziati con 4,8 milioni del Psr 2014-2020 che dal 13 dicembre scorso è on line. Cliccando sul sito regionale Agricoltura dallo smartphone o dal pc di casa gli agricoltori possono prendere visione delle offerte formative, ciascuna corredata da una sintetica scheda descrittiva, messe a punto dagli enti preposti ed approvate da un apposito gruppo di valutazione della Regione e scegliere di partecipare a quella più adatta alle proprie esigenze. Il tutto inviando una semplice mail alle società organizzatrici. Saranno poi quest’ultime, dopo aver acquisito l’adesione dell’agricoltore, ad occuparsi del disbrigo delle pratiche burocratiche presso gli uffici regionali per ottenere il contribuito previsto. “Con il Catalogo- sottolinea l’assessore regionale all’Agricoltura, Simona Caselli– mettiamo a disposizione del mondo agricolo un ulteriore strumento per favorire la crescita professionale degli operatori e la diffusione delle innovazioni. In un comparto come quello agroalimentare la sfida della competitività si gioca non solo sul versante della qualità e dell’organizzazione di filiera, ma anche investendo sul miglioramento delle conoscenze e sull’acquisizione di competenze specialistiche da parte degli addetti”.

Procedure burocratiche più snelle

Proprio a questo punta la nuova edizione del Catalogo Verde, arricchito mese per mese da proposte che abbracciano i filoni più innovativi dell’agroalimentare – senza tuttavia dimenticare i più tradizionali corsi per imprenditore agricolo professionale, operatore agrituristico e forestale e via dicendo – e reso più attraente rispetto al passato dallo snellimento delle procedure burocratiche. Il primo bando sulla formazione della nuova programmazione 2014-2020, pubblicato nel 2015, ha consentito di finanziare circa 900 domande, con una spesa di poco inferiore ai 2 milioni di euro. Il bando 2016 si è chiuso da poco con la selezione di una prima “infornata” di oltre 200 progetti proposti da 27 soggetti privati. E in poco tempo si sono già iscritti ai corsi e alle altre iniziative programmate oltre 700 agricoltori.

Tra le tante opportunità di formazione e crescita professionale vanno citate anche le visite individuali e di gruppo presso altre aziende per favorire lo scambio di conoscenze e la nascita di partnership commerciali o produttive, oppure i viaggi di studio in Italia e all’estero per acquisire nuove competenze tecniche e specialistiche. Un’opportunità, quest’ultima, rivolta soprattutto ai giovani, nell’ambito di una sorta di Erasmus dei campi.  Sia le visite che i viaggi-studio erano modalità previste anche in precedenza, ma non sono mai state sfruttate adeguatamente. Con questo secondo bando si è invece cercato di rendere il tutto più facilmente fruibile da parte degli agricoltori, anche grazie ad un maggior supporto tecnico e informativo della Regione.

Venendo ai contributi del Psr, in realtà vengono incassati direttamente dagli enti organizzatori a titolo di compenso per il servizio reso;  gli agricoltori sono tenuti semplicemente a pagare un ticket che varia secondo del tipo di iniziativa: si va dal 10% per i corsi d’aula tradizionali e i viaggi studio, per salire al 20% nel caso della consulenza personalizzata (coaching) e delle visite ad altre aziende. Oltre ai costi del viaggio e una diaria giornaliera (vitto e alloggio), per brevi visite e periodi più o meno lunghi trascorsi lontano da casa per arricchire il proprio bagaglio di conoscenze tecniche è previsto anche un contributo per la formazione pre e post viaggio e un rimborso di 80 euro al giorno per pagare un sostituto che lavori in azienda al posto del titolare in trasferta.